giovedì 10 settembre 2026

Una pianta rubata, altre piante non-rubate

Stamattina abbiamo provato ad acquistare una zamioculcas. È una pianta bellissima, e dopo averla vista ovunque, specificamente questa settimana, abbiamo pensato che fosse una buona occasione per acquistarne una, specialmente perché c'erano degli esemplari giovani, ma di buone dimensioni, in offerta alla Conad.

E così l'abbiamo fatto, l'abbiamo comprata. E dopo siamo andati ad un altro supermercato per comprare alcune cose per colazione, e abbiamo lasciato la pianta fuori dal supermercato, insieme ad una bottiglia di té, perché in anni e anni nessuno ha mai toccato quello che lasciamo fuori... non avremmo mai immaginato quello che sarebbe successo: quando siamo usciti, la pianta non c'era più. Qualcuno ha rubato una zamioculcas? Perché?!

Purtroppo per ora è pieno di turisti qui intorno, non le solite persone che ci sono sempre, e avremmo dovuto pensarci, che potesse esserci qualcuno desideroso di rubare una piccola pianta. Le variazioni del comportamento umano sono infinite, e più persone sono presenti, maggiore è la possibilità che qualcuno sia un ladro di piante, no?

Ma è comunque triste, che abbiano letteralmente rubato la nostra prima zamioculcas.

Ma non facciamoci scoraggiare, e passiamo a parlare invece di alcune delle bellezze che abbiamo! Per consolarci, no? Ci concentriamo sulla parte della collezione che abbiamo, e visto che dobbiamo parlarvi di tutte le piante, e siamo terribilmente indietro sulla tabella di marcia (nel senso che non vi abbiamo parlato quasi di niente), oggi vi presentiamo due aloe (che potrebbero in realtà essere la stessa aloe... nel senso, la medesima specie, non lo stesso esemplare, perché sono due piante separate).

In italiano, chiamiamo le aloe con il loro nome scientifico, aloe. Quello comune e quello scientifico sono uguali... non è una cosa particolarmente sorprendente, dopotutto la nostra lingua è direttamente discendente dal latino. Pensiamo spesso a come il nostro vantaggio, nella tassonomia, possa sembrare quasi ingiusto a chi non parla lingue neo-latine.

Una piccola aloe!
Di aloe ne abbiamo parecchie, ma ecco le foto di due esemplari. Uno è chiaramente, nella sua versione più "classica", l'aloe vera (o Aloe barbadensis), con i suoi puntini e il suo portamento tipico. In realtà è leggermente danneggiata, ma non è colpa nostra: è arrivata in una "sustainability box", in pratica piante che hanno alcuni piccoli difetti estetici e perciò costano molto di meno del normale. Di certo finirà per sembrare bellissima, dandole il tempo necessario per crescere, ed è già molto più "soda" e bella di com'era all'inizio. 

Anche l'altra aloe, quella più grande, non è in condizioni perfette, ma questa volta è perché ne ha passate davvero tante... e anche la sua specie non è perfettamente definita. L'enciclopedia delle succulente di Zanichelli dice che le aloe vera/barbadensis esistono in diversi morph, possono avere o non avere le macchioline, e in effetti al tempo dell'acquisto, questa pianta per noi era un'aloe vera, perciò al momento pensiamo che sia questa la specie, anche se esistono diverse specie di aloe (come l'Aloe africana) che sono molto simili, soprattutto da giovani. 

Un'aloe più grande! 
(E senza pallini)

 

Immaginiamo che l'unico modo che abbiamo per sapere con vera sicurezza se entrambe queste bellezze appartengono alla stessa specie, sarà attendere che fioriscano. Anche se i collezionisti adorano identificare le piante dal fogliame, l'unico vero modo per avere la certezza assoluta di quale sia la specie di una pianta, è vederne i fiori. 

Certo, se parliamo di certe piante non è necessario... per esempio la Zamioculcas zamiifolia (quella che ci hanno rubato perché l'abbiamo lasciata fuori dal LIDL per DIECI MINUTI) è l'unica pianta del genere Zamioculcas, e ha un aspetto così unico che non è necessario attendere che fiorisca, può essere una ed una cosa soltanto. Ma tornando alle aloe, per loro invece la fioritura può essere un'eccezionale strumento per "diagnosticare" a che specie appartengano, quindi... dita incrociate!



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