giovedì 22 gennaio 2026

Recensione - Le Vite dei Santi (Leigh Bardugo)

Ave o Germoglietti, le nostre Recensioni Spinose vi accolgono nuovamente, a braccia aperte come saguari!
Che storie visiteremo oggi col cuore e la mente? Quali racconti narreremo, osservandoli con occhietti meravigliati e giudiconi?
Perché sí, stiamo parlando di racconti multipli e non di una singola storia, e per la precisione di una collezione illustrata da centoventuno pagine, raccolta dentro lo scrigno rosso e oro della bella copertina che ce lo presenta: il libro è “Le Vite dei Santi”, della scrittrice Leigh Bardugo.

Bardugo è una scrittrice apprezzatissima, diventata famosa grazie ai vari romanzi che ha scritto per il suo mondo narrativo, conosciuto con il nome collettivo di “Grishaverse”.

Chtulhu disegnato da Lovecraft. 
Aspetta di leggere il Necronomicon come
 un bravo bambino, ma non può 
perché il Necronomicon non esiste. 
Una chicca creativa su questo bel volumetto è che per un certo tempo è stato catalogabile come pseudobiblion, cioè un libro che viene citato come reale in altre opere ma non esiste: come Il Necronomicon, che appare in diversi racconti di Lovecraft ma esiste solo nella finzione delle sue storie. Allo stesso modo, Le Vite dei Santi è dapprima apparso nel Grishaverse come il testo fittizio Istorii Sankt’ya, e solo in seguito è uscito dal suo status di pseudobiblion per diventare un bambino vero.
Che figata, che chi scrive può materializzare nel mondo reale interi libri e storie che esistono solo nei mondi che ha creato! È come portare un altro pezzetto ancora di quel mondo nella vita vera.
Beh, ora che sapete cos’è uno pseudobiblion (o che ci state pensando di nuovo, se li conoscevate già!), pensate a quanti libri esistono solo dentro altri libri e a quanti ne conoscete! Quali vi vengono in mente?

Ma shhh, un momento di attenzione. Giungete le mani in preghiera, germoglietti: è ora di studiare i Santi e conoscerne vita, morte, miracoli, e soprattutto, la…


1. La trama


Albertina era una giovane ragazza giudiziosa. La carestia o forse la guerra o forse un parente fastidioso si stavano avvicinando a casa sua e la loro avanzata sembrava inarrestabile.
Nella sua strada vivevano due vecchie che sapevano tutto grazie al loro talento, spiare, e diedero ad Albertina dei consigli su come liberarsi di quel male. I loro consigli erano stupidissimi e Albertina ringrazió e non li seguí.
Piuttosto si inginocchiò sotto il grande sicomoro che stava all’entrata del paese e pensó fortissimo ai Santi, non tanto per chieder loro qualcosa, ma anche solo perché concentrarsi sulla loro pia idea la aiutava a non badare ai consigli stupidissimi.
Mentre l’alba tingeva di rosso e oro le nuvole sopra il villaggio, una voragine si aprí nel terreno, arrestando l’avanzata del male o gli invasori o il parente, ed Albertina e il paese furono salvi.
Alle vecchie non piacque che Albertina fosse stata giudiziosa e devota invece di seguire i loro stupidi consigli, così le tirarono una pietra e lei morì.
Sankta Albertina è la santa patrona dei giovani incompresi e dei tiri fortunati.

Questa non è la trama del libro, o di nessuno dei racconti contenuti nella raccolta. È una Cactus original. Però vi fa un esempio buffo di come si svolgono le storie all’interno, con il grottesco realismo magico che contraddistingue le storie di santi, dalla ben più popolare Santa Lucia che si cava gli occhi ai meno conosciuti Santi Sisinnio, Martirio (che nome iellato, comunque) e Alessandro che vennero aggrediti e uccisi in Anaunia.

Questo libro, più che una trama, ha un filo conduttore. Il titolo indurrebbe a pensare che il fil rouge sia la narrazione delle vite dei santi (cosa che vale anche per l’inglese, essendo il titolo originale The Lives of Saints), peraltro vero nella maggior parte delle storie… ma non in tutte.
Quello che pare essere il vero focus è non tanto una biografia ordinata, quanto invece il glorioso, luminoso momento della manifestazione dei loro poteri.
Ogni storia tocca un punto di disperazione, una bruttura causata, di solito, da altri esseri umani, che fa scattare l’intervento divino dei poteri della Santa o il Santo che dà il nome alla storia; a volte coincide con il personaggio protagonista, a volte è solo la/il ricevente di un’invocazione da una persona pia, devota al culto dei Santi.

2. La copertina 
 
Quella "classica", che è quella con cui noi abbiamo letto il libro, è a nostro avviso molto riuscita: bella a vedersi e riconoscibile a colpo d'occhio. Memorabile, insomma.
 

Dal vivo fa anche un po' esperienza sensoriale, perchè la copertina rigida ha tutta una tessitura che potete intuire anche nell'immagine di cui sopra.

Che vi colpisca o vi lasci indifferenti, sembrava anche che fosse l'unica copertina che avessero mai fatto per il libro, cambiando solo la lingua del titolo da un Paese all'altro: The Lives of Saints, Die Leben der Heiligen, As Vidos dos Santos...
Ma non lo è.
Il cirillico aveva altre opinioni.
 
Santa Lucia ha perso gli occhi, ma io ho la tostaggine e li faccio perdere a voi. Tiè, Colpo del Sole!

Questa è l'edizione russa del 2020, che riprende una delle illustrazioni che troverete dentro al libro; un'edizione che non ha paura di riempire gli spazi vuoti, una copertina con più arte, più cornici (e tutte diverse), più contrasti, più alfabeti (lo vedete, quel piccolo "New York Times" in basso a destra?). Una variazione che non ci aspettavamo di trovare vista la sobrietà della copertina principale, ma nient'affatto sgradita: a nostro avviso, questo libro non ha copertine brutte, e questa sembra una vecchia raccolta di favole di una terra lontana.   
 

3. Cosa ci è piaciuto?
Uno dei punti forti del libro sono proprio le illustrazioni. Ogni storia ne ha una, tutte a colori e a pagina intera, dalla mano di Daniel J. Zollinger, che aiutano a rendere più memorabili i personaggi protagonisti e la loro mistica.
Le Sante e i Santi che Zollinger ritrae sono spesso nelle loro storie spesso vittime di oscure vicende, ma raramente nei ritratti le loro espressioni si scompongono più di tanto. Questo è in realtà un punto a favore, perché riprende benissimo il modo in cui vengono dipinti i santi della religione cristiana; l’artista non lesina sui colori, che sono vibranti, scelti tanto per la rappresentazione quanto per l’atmosfera.
Le Vite dei Santi è godibile anche se non hai mai letto nient’altro del Grishaverse; non abbiamo ancora recuperato quasi nessuno dei libri di Bardugo (e quindi, in realtà, non possiamo dirvi quanto questo libricino si incastri bene con la continuità delle storie. Se voi ne sapete qualcosa in più, lasciate qui un commento!) eppure non abbiamo avuto problemi a leggerlo!
Il concetto stesso dello pseudobiblion è una cosa che ci manda in sollucchero, quindi già solo per questo punti extra.
Concludiamo con quello che è probabilmente la cosa che a ripensarci ci è piaciuta di più: Le Vite dei Santi è una raccolta di fiabe grottesche, in cui potresti trovarti di fronte ad un racconto di magia e meraviglia o di brutale crudeltà. Oltre ad essere uno stile azzeccato per dei racconti agiografici, per i motivi a cui abbiamo già accennato mentre vi parlavamo della trama, è interessante vedere delle storie semplici, che spesso nelle pubblicazioni moderne sono equate ad un pubblico infantile, trattare con disinvoltura temi pesanti.

4. Cosa non ci è piaciuto?
Le illustrazioni sono messe all’inizio della storia, il che, se hai abbastanza fantasia, ti può già fare capire quale sarà il suo finale.
Dopo poche storie, che ti fanno tastare i limiti della narrazione, i racconti rimangono godibili ma poco capaci di creare aspettativa a causa della struttura e brevità (tutti tranne uno).


Voto complessivo: 78 su 100. Complimenti, sei stato dichiarato libro bello! Anche i Sankti Cactus di Fuoco, patroni dell'ispirazione e dei libri belli, ti approvano.

A chi lo consigliamo: A chi finisce in infinite tane di coniglio cercando storie e leggende medievali, a chi affascina il vero culto dei santi (anche se non è cristiano), a chi gradisce libri che può finire a pizzichi e bocconi, una storia alla volta; ed infine, a chi piace avere libri belli da vedere!

 

E insomma, che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto? Siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione!
P.S.: Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto).

Nota: in tanti si limitano a dirci solo il titolo del libro da recensire (o addirittura scriverne un sacco in fila), e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo.
Per fare un esempio: "Ehi, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate".


Cercate i nostri segni, trovate l'ispirazione, e alla prossima recensione! 🌵🔥

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