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martedì 14 agosto 2018

Come scrivere di ogni cosa 4. Superare il blocco dello scrittore: la guida definitiva e completa!






Lo sappiamo, questo non è proprio un capitolo su come scrivere qualcosa... è più un capitolo su come evitare di non scrivere nulla! Quindi abbiamo pensato che stesse comunque bene infilarlo nel libro. Ora, quante volte vi sarà capitato di non riuscire proprio a premere i tasti, di guardare la pagina e pensare “e ora che cavolo faccio fare al mio personaggio? Non ne ho la più pallida idea”?.




Le cause del blocco dello scrittore possono essere molteplici:
-Paura di non essere all'altezza della storia che si vuole scrivere;
-Stanchezza mentale, che vi impedisce di essere abbastanza lucidi (in tal caso fatevi un pisolino, un po' di yoga e bevete una bella tazzona di té verde, cose che funzionano meglio di mille trucchetti) e di proseguire la narrazione;
-Nervosismo e preoccupazioni, che sviano la vostra attenzione su altre situazioni, allontanandovi dalla vostra storia;
-Blocco stilistico: hai scritto bene fino ad ora e vorresti continuare sulla stesso registro, solo che non ci riesci, il cervello si incastra negli schemi linguistici e di trama appena creati e non sai come farlo uscire;
-Reale mancanza di idee, una condizione rara ma non impossibile anche in uno scrittore più esperto;
-Una combinazione di una o più cause (e se avete tutte quelle elencate sopra, caspita, siete proprio sfigati...).

Cari e impantanatissimi amici, vi sveleremo alcune sensazionali tecniche che potete prendere in prestito per sbloccarvi e scrivere come frecce scagliate dall'arco di Paulo Coelho. Basta sessioni di brainstorming, consigli su come mangiare e bere (che comunque funzionano, eh: bevete molta acqua, che vi si sblocca tutto), abbiamo delle tecniche divertentissimi, facili da applicare e sicure che abbiamo sperimentato con successo ogni volta che ne abbiamo avuto bisogno (anche se oggi non ne abbiamo più bisogno, siamo troppo bravi).
Ma fermi! Prima di partire con i consigli efficientissimi perfettissimi, come al solito prima dobbiamo dirvi cosa non fare. Dopotutto quando andate a funghi la cosa importante è conoscere quelli mortali, così da poter essere sicuri che quello che raccogliete non vi ucciderà... tutt'al più raccoglierete dei chiodini matti e vi verranno il mal di pancia e la cacarella, ma almeno non morirete, e anche con la scrittura è così: prima di tutto dovete conoscere cosa evitare a tutti i costi per non cadere trappola del blocco dello scrittore, così al vostro lettore verrà il mal di pancia (e tutt'al più il vostro libro risulterà un tocchetto lassativo), ma almeno riuscirete a scriverlo e non ucciderete la vostra vena creativa.
Allora, giochiamo a fare finta. Facciamo finta che siete lì a fissare il foglio, vi trovate nel bel mezzo di una crisi creativa e i vostri occhi saettano dalla penna al foglio (o dalla tastiera allo schermo) e sentite crescervi dentro quel sentimento che tutti gli scrittori prima o poi sperimentano, quella vocina che pressapoco vi dice “E mo'? Che cavolo scrivo? Come la continuo 'sta storia? Ma sono all'altezza di continuarla? Ma non dovrei farlo più tardi? Ommannaggialapeppa...”.

In questo caso non dovete mai:
  • Affondare nell'autocommiserazione. Sentire pietà per sé stessi magari può essere giusto in un altro contesto (anche se ve lo sconsigliamo altamente), ma nella scrittura, semplicemente, non funziona. Dirsi “Ehhh, non sono capace di continuare questa storia” oltre a essere controproducente, è solo una sordida bugia. Voi ne siete capaci.
  • Mettersi a procrastinare, a tirare scuse... “Ehhh, ma sai, devo andare proprio a vedere zia Gigia che non vedo da un centinaio di anni, ora che non riesco a scrivere poi è proprio il momento giusto...”. No. Non lo fate. Anche se noi ci pigliamo pause lunghissime fra la scrittura di un capitolo e l'altro (anche di questo libro) lo facciamo solo perché dobbiamo proprio lavorare ad altre cose. E poi prendersi delle pause è sacrosanto, solo non fatelo per colpa del blocco dello scrittore!
  • Guardare la tv sperando in un'idea. Sappiamo per esperienza personale che la televisione non da idee buone quando si ha il blocco dello scrittore. Non sappiamo benissimo come funziona questa cosa, psicologicamente, ma quando avete il blocco dello scrittore e guardate la tv invece di lavorare sul vostro scritto (o cercare ispirazione altrove) vi ritrovate ancora più inguaiati nel problema, invece di riuscire a uscirne. Sarà perché la televisione è un mezzo di intrattenimento che rende completamente passivo lo spettatore, sarà perché ormai il 90% delle idee che vedete in tv non funziona in un libro, voi evitatela che è meglio.
  • Mettersi a leggere i vostri libri che avete scritto in passato, magari quelli bbelli così pensate che vi verrà una bella idea. No. Non solo non vi verrà una bella idea, ma rischiate pure inconsciamente di “assorbire” scene e trucchetti narrativi che avete usato in precedenza e di riutilizzarli nella vostra nuova storia. E voi non volete questo, vero? VERO? (Attenzione: potete assolutamente leggere le vostre storie del passato per ispirarvi, per ricordarvi delle cose e in generale per divertirvi, ma semplicemente non è una buona idea usare questa tecnica per superare il blocco dello scrittore!).
  • Guardare i video su youtube. No, no e poi no. Neanche i video su come superare il blocco dello scrittore: ci abbiamo provato e non funzionano. Youtube non è d'aiuto, evitalo come la peste, è un mangiatempo che vi ridurrà il cervello in poltiglia e potrebbe distruggere per sempre la vostra capacità di scrivere a furia di gattini coccolosi e video di persone che a dodici anni hanno raggiunto una fama internazionale mentre voi siete ancora lì a fissare un foglio bianco.
  • Mettervi a fare “le mappe concettuali”, magari con i disegnini. Sebbene alcuni siti lo consiglino, noi lo sconsigliamo con vigore: perdereste un sacco di tempo e alla fine potreste ritrovarvi a non aver risolto proprio nulla. Per alcuni funzionano, per altri no (per noi, per esempio, non funzionano per niente), ma noi vi diamo metodi più sicuri, meno noiosi e più fantasiosi, che non vi faranno perdere tempo.


Infine, ricordatevi che il blocco dello scrittore è solo nella vostra testa. Si, stiamo parlando con te, scrittore e lettore: nella tua testa. Il cervello umano è una macchina meravigliosa, ma proprio per questo è anche capace di illusioni potenti e tu non ne devi cadere vittima. Tu sei capace. Tu sei forte e valoroso e meriti di scrivere, scrivere, scrivere la tua storia, anche se non è perfetta! Solo la pratica rende perfetti e il blocco dello scrittore è quel maledetto che prova a fermarti. Ma con i Cactus di Fuoco, valorosi cavalieri intergalattici della letteratura al tuo fianco, anche tu puoi sconfiggere il maledetto fellone!
E adesso che sapete cosa non dovete mai fare, eccoci alla parte che aspettavate! Siii, sentiamo i vostri applausi! Siete pronti a non cadere mai vittima del blocco dello scrittore? Lo siete davvero? LO SIETE DAVVERO?! E allora abbandonate qui, in questo esatto punto, dove c'è scritto qui, tutta la vostra autocommiserazione e leggete i trucchetti più efficaci della storia della scrittura (attenzione: non usateli tutti insieme, sceglietene uno o al massimo due ogni volta che vi bloccate, perché se ne usate di più rischiate di rendere la vostra storia solo una caotica barzelletta):
  1. Scrivi una lista di parole random, le prime che ti vengono in mente. Non devi stare a pensare, devi lasciare che le mani si muovano e scrivano un elenco che deve essere completamente, genuinamente casuale. Tipo (ora ci proviamo noi) “pony, padella, pimpinello, pollo, Mil Muertes”. Appena ti accorgi che stai cominciando ad essere “calcolatore” e a scartare parole nella tua mente, smetti subito l'elenco (come abbiamo fatto noi). Adesso prendi la prima parola che hai scritto e poi quella che ti piace di più. Scrivi una frase che le contenga entrambe per continuare la tua storia. Per esempio, nel nostro caso le parole sono pony e Mil Muertes, perciò un'ipotetica frase potrebbe essere “Ero in silenzio, accucciato per non farmi scoprire dai soldati tedeschi, quando vidi un uomo mascherato che somigliava al luchador Mil Muertes che conduceva un pony attraverso il campo nemico”. Congratulazioni, vi siete appena sbloccati! E una nuova sottotrama vi aspetta, yummy! (Oh mamma, ora abbiamo voglia di scrivere la storia di un fuggitivo acquattato in un campo pieno di soldati tedeschi mentre Mil Muertes si frega un cavallo nano).
  2. Trasforma improvvisamente una cosa normale, e che tutti si aspettavano sarebbe andata bene, in un totale disastro. Questo svierà l'attenzione tua e del tuo personaggio dalla trama principale, ti permetterà di arricchire le sottotrame e contemporaneamente sbloccherà la tua scrittura! Qualche esempio: Il tuo personaggio è bravo a cucinare e sta facendo un soufflé? Il maledetto soufflé si sgonfia, il forno prende fuoco, la cucina è in fiamme! Il tuo personaggio è nel bel mezzo di una crisi amorosa (come nel 99% dei libri teen) mentre va ancora a scuola, fa degli esami che si suppone debba passare con facilità e invece, perdindirina, viene bocciato! O ancora: la tua protagonista di fanfiction è nel bel mezzo di un triangolo amoroso con due tizi dei One Direction, ma improvvisamente i due muoiono, lasciandola sola (ok, forse questa è un poco esagerata, ma se ci pensate sarebbe un colpo di scena)! Cosa succederà adesso? Quali sono le cause di questi improbabili fallimenti? Ecco, vedi? Diventa già più interessante! “I momenti di crisi raddoppiano la vitalità negli uomini. O forse, più in soldoni: gli uomini cominciano a vivere appieno solo quando si trovano con le spalle al muro” diceva Paul Auster. (Attenzione: scegli una e una sola cosa da trasformare in disastro, non fare diventare il tuo protagonista un povero sfigato a cui non ne va bene nessuna).
  3. Capovolgi la situazione. Molto probabilmente sei nel pieno del blocco dello scrittore perché sei nella parte più noiosa della tua storia, oppure semplicemente la meno esaltante per te. E allora fregatene: devi essere tu che ami il tuo libro. C'è da aspettare un'infinità di tempo perché una certa scena si realizzi? Il tuo personaggio è in una fase quiescente e se ne sta lì a guardarsi i piedi? Capovolgi letteralmente tutta la situazione. Se il tuo personaggio ha litigato con la sua migliore amica fallo riappacificare subito, se vanno d'amore e d'accordo fin dalla prima pagina falli litigare, se sta mangiando un budino (che ha sempre trovato delizioso) mostralo improvvisamente disgustato, se è sempre stato un ragazzo/ragazza con la testa sulle spalle fagli fare qualche sciocchezza! Ma ricordati sempre di giustificare perché una certa cosa avviene. Vedrai che con tutto il gran daffare che ti darai per giustificare questa follia circense che sta avvenendo nel tuo libro non avrai proprio tempo per la crisi da pagina bianca.
  4. Scrivi del tuo personaggio che così, di punto in bianco, trova per terra una moneta. Non si tratta di una normale moneta del suo paese, ma di una misteriosa moneta straniera... e poi chiedetevi: da dove viene questa moneta? Perché era proprio davanti ai piedi del mio protagonista? E continuate a scrivere da lì.
  5. Se il tuo personaggio protagonista si trova nel corridoio di una scuola, fallo/a urtare da una distratta ragazza random che non si è mai vista prima d'ora nella storia. Potresti renderla un nuovo personaggio oppure potresti farla durare per pochi minuti, ma a modo suo la presenza di questo personaggio sbloccherà (e magari complicherà) la storia. Ricordate, deve essere una ragazza, con un ragazzo non funzionerebbe nello stesso modo!
  6. Scrivi del tuo personaggio che si guarda la mano (se è mano-munito, se è un cavallo o un alieno tentacoloso questo trucchetto non è valido). La guarda, la analizza, la descrive nella sua mente (oppure ad alta voce, se la scena richiede della follia, ma non lo consigliamo tantissimo), poi la chiude. Vede il movimento dei suoi muscoli, dei suoi tendini, le nocche che sporgono. E poi nella sua mente si forma un'idea... nel 67% dei casi, anche nella vostra mente si formerà un'idea e potrete continuare a scrivere in santa pace. Altrimenti passate ad un altro trucchetto ed, hey, avrete fatto comunque una... ehm... bella descrizione della mano del protagonista!
  7. Non tutti i personaggi devono amare l'eroe. Se siete a un punto morto della storia, in cui apparentemente tutto quel che c'è da fare è aspettare, pensate a complicare le cose inserendo il punto di vista di un altro personaggio positivo oppure semplicemente il suo “scontro” psicologico con l'eroe! Questa antipatia può aiutarvi a sbloccare la trama in modo naturale e farla fluire. Ricordate, tutte le storie hanno bisogno di sottotrame che si intreccino con la trama principale, per essere belle! E quella di creare due personaggi buoni in conflitto può essere un'ottima idea.
  8. Fai inventare (e scrivere, se è mano-munito) una storia al tuo personaggio. Una storia nella storia, eh si! È uno dei trucchi che abbiamo utilizzato più spesso, spudoratamente e scandalosamente, nei nostri romanzi. Se il tuo personaggio si inventa e racconta o scrive su due piedi una storiella (magari una leggenda locale!), puoi cambiare completamente genere narrativo e personaggi per qualche paragrafo, raccontando anche tu quella storia. Dopo potrai anche scrivere le reazioni che quella storia ha suscitato in chi l'ha sentita o letta oppure giustificare perché il tuo protagonista l'abbia scritta... in ogni caso, quando avrai finito, il blocco dello scrittore si sarà volatilizzato!
  9. Ferma la normale narrazione e scrivi come se stessi cercando di spiegare la situazione a un bambino o a qualcuno che non l'ha mai vissuta. È un trucco particolarmente d'effetto se stai scrivendo un fantasy, uno storico o un fantascientifico, ma può funzionare un po' per tutto. Per esempio puoi cercare di descrivere nel dettaglio le sensazioni che si provano nel vedere avanzare un armata di uomini in armatura e con “descrivere nel dettaglio le sensazioni” non intendiamo solo quelle che prova dentro di sé il protagonista, ma principalmente quelle fisiche: il rumore cadenzato dei passi di una distesa di esseri umani adulti, pesanti dai sessanta ai cento chili, inscatolati nel metallo, i riflessi baluginanti e danzanti della luce sulle armature, la sensazione di essere guardati da migliaia di occhi senza sapere esattamente quanti di essi ti stanno guardando davvero perché le celate degli elmi sono abbassate. È un trucchetto bellissimo da usare se stai descrivendo qualcosa di davvero molto grande! Anche se si può usare un po' per tutto, pure per le formiche, con risultati favolosi.
  10. Chiudi il quaderno (o il documento) su cui stai scrivendo la tua storia principale, aprine un altro (che sia un quaderno o un documento) e scrivi una sorta di spin-off con il tuo personaggio protagonista che fa altre cose. Può essere solo un racconto breve, una favola, oppure un romanzo corto di quattro o cinque capitoli, può essere quello che vuoi, ma ricordati che devi caratterizzare il tuo personaggio in maniera identica a come lo avresti caratterizzato nella tua storia principale. In questo nuovo quaderno (o documento) possono accadere cose folli e incredibili (e il prossimo consiglio sarà perfetto per essere utilizzato in concomitanza con questo, hehe!), tanto non è la “storia ufficiale” (anche se può essere una bellissima backstory, se volete). Quando avrete finito questo lavoro breve, potrete tornare al vostro romanzo principale e vedrete che sarete pieni di idee nuove e bellissime!
  11. Usate un generatore di parole casuali. Questo trucchetto funziona benissimo se lo appaiate con quello precedente! Potete usare quale generatore online volete, ma noi usiamo il generatore di parole casuali in italiano che potete trovare sul sito e che vi permette di scegliere il numero di parole che compaiono sullo schermo quando premete il magico pulsantino. Se scegliete un randomizzatore dove le parole compaiono una ad una, premete il pulsante cinque volte e segnatevi di volta in volta la parola che esce. Non saltatene nessuna! Se invece usate il nostro stesso randomizzatore, potete selezionare il numero di parole (5) e guardare direttamente le cinque parole scelte dal software. Nel nostro caso le parole sono state: Riserve, Imbastire, Antiacido, Fallimento e Messicano. Adesso usate le parole che vi sono state date dal randomizzatore per far succedere qualcosa nella storia! Quanto a noi... caspita, è come se ci suggerissero ancora di scrivere quella storia con i soldati, Mil Muertes e il ladrocinio di cavallini. “Un intrepido lottatore messicano si intrufola nel magazzino dove i soldati tedeschi conservano le loro riserve alimentari, allo scopo di incontrare altri tre ragazzi con cui imbastire un piano con cui neutralizzare il nuovo potente acido progettato da uno scienziato malvagio e che garantirebbe la vittoria all'esercito. Un eventuale fallimento significherebbe morte, ma un pony coraggioso li aiuterà... oppure anche no”. Vedete? Il fato vuole dirci qualcosa.
  12. Invoca la tua musa. Tutti abbiamo una musa, chi ha Gesù Cristo, chi Stephen King, chi J.K.Rowling, chi Kim Kardashian, chi Mads Mikkelsen, chi il proprio geco domestico, insomma, abbiamo qualcuno che ispira le nostre storie. Per noi è facile invocare la musa, visto che è un cane e se la chiami viene correndo, ma potrebbe non essere altrettanto facile per gli altri. Fate un esercizio creativo! Mettetevi in ginocchio, in una stanza diversa da quella in cui si trova il vostro quaderno/computer, alzate le braccia al cielo e con voce ispirata dite “Oh potente, incredibile, *inserire nome del vostro personale eroe o musa* , mandami l'ispirazione perché io possa cantare le tue lodi e scrivere una storia meravigliosa!”. Poi chiudete gli occhi e immaginate di vedere la persona/animale/divinità/elettrodomestico che vi ispira e che amate di più che vi si avvicina nel buio, circonfuso di una leggera luce del colore che preferite, e immaginate che vi dica esattamente cosa fare (tipo “Giannino, devi proprio fare si che la protagonista si butti in piscina e il tizio dei Uàn Direscion con il ciuffo buffo le salvi la vita mentre lei si sbraccia, mi raccomando”). È un modo per spronare indirettamente la vostra immaginazione a lavorare per voi senza chiederle davvero di lavorare per voi. E per qualche motivo vedere le cose attraverso gli occhi di una persona che ammirate incondizionatamente (o un gattino puccioso) le rende più semplici e più belle.
  13. A volte non riuscite a scrivere non perché il vostro cervello è “addormentato”, ma perché è fin troppo sveglio. La vostra immaginazione urla, la vostra testa è un concentrato di personaggi, è difficile focalizzarsi solo su uno per volta e vorreste scrivere tutte le storie contemporaneamente, vero? È fastidiosissimo, ma una soluzione c'è: se il vostro cervello grida... spronatelo a gridare PIÙ FORTE. “Ma siete ammattiti, Cactus di Fuoco?”. No. Lasciate che la vostra immaginazione corra come un cavallo pazzo. Lasciate che le voci di Giggino il Trollone, Elena la Donna Gigante, Uandirescion il Figo Pazzesco e tutti gli altri vocianti tizi vi saturino la mente. Adesso appoggiate le mani sulla tastiera. Lentamente. Lentamente. È di vitale importanza che questo passaggio sia fatto lentamente. Adesso le vostre dita sono sulla tastiera. E all'improvviso, focalizzatevi solo sulla voce di uno di loro, quella che sentite adesso. Non importa se significa fare un'improvviso cambio di punto di vista. Non importa se non è quello che volevate scrivere a questo punto della storia. Scrivete! SCRIVETE! E tutto si sbloccherà e filerà liscio come l'olio.
  14. Non sapete come far rispondere un personaggio durante una conversazione? Immaginate la sua faccia! E adesso usatela nella conversazione! “Ma io non so disegnare, come faccio, Cactus?”. Semplice: usa le faccine. Il tuo personaggio è felice? :-D. Il tuo personaggio è felice... ma non troppo? :-). Il tuo personaggio fa finta di essere felice? :'-). Il tuo personaggio è arrabbiato? >:I. È arrabbiatissimo? >>>:((((. Scrivete un'intera conversazione usando le faccine! Poi sostituiscili con le parole: vedrete, sarà più facile.
  15. Guardatevi un film/telefilm in cui sia presente (fra gli attori, ovviamente) Mads Mikkelsen. Non sappiamo come sia possibile, ma quell'uomo è un'ispirazione che cammina.
  16. Lo sapevate che anche Tolkien aveva il blocco dello scrittore? E lo superava scrivendo brevi poesie. Scrivere poesie è molto più difficile di quanto si creda e magari, mentre cercate freneticamente le parole giuste per parlare della rosa rugiadosa che cresce nella vostra anima invitta e insieme spezzata, vi capiterà di ritrovare tutta l'ispirazione! Scrivete poesie.
  17. Inserite nella scena che state scrivendo un cactus. La vostra protagonista si trova nella sua stanza, a piangere sul suo amore perduto? All'improvviso si accorge che c'è un cactus sul suo davanzale e proprio non sa chi ce l'abbia messo. Il vostro avventuroso cercatore di tesori si trova nella foresta pluviale? Anche qui, inseriteci un cactus... chi mai ce l'avrà portato, in un posto del genere? I vostri vampiri stanno per avere uno scontro finale con i licantropi, in una grande cripta sotterranea? Boom, cactus! E tutti lì a chiedersi come ci sia finito. A parte gli scherzi: noi diciamo “cactus” perché ci piacerebbe che ci fosse un'improvviso fiorire di piante grasse in tutte le storie che leggiamo (e saremmo felici di poter dire di essere gli artefici di questo strano evento, coloro che hanno influenzato gli scrittori), ma in realtà va bene qualunque pianta/piccolo animale (piccolo! Niente rinoceronti! Niente bufali! Niente elefanti! Quelli vi sballano tutta la trama) che risulti geograficamente sbagliato oppure anacronistico. Un minuscolo twist può sbloccare la vostra creatività e poi i lettori lo adoreranno!
  18. Aprite una canzone a random. Dev'essere completamente randomica, ma potete scegliere preventivamente il genere (in base al tipo di storia che volete scrivere). Ascoltatela. E ora fate finta che quella sia la colonna sonora della scena che dovete scrivere e regolatevi di conseguenza per adattarla!
  19. Chiudete le schede di Tumblr. Non sbirciatele neppure.
  20. Chiudete pure Facebook, quel coso è veleno puro.
  21. Twitter lo potete lasciare aperto, invece, ma evitate di guardarlo troppo spesso.
  22. A pensarci meglio è meglio se chiudete pure Twitter.
  23. Se scrivete la parola “youtube” nella barra di ricerca è finita. Dico a te, proprio a te. Non scrivere “youtube”. In quel momento puoi dire addio alla tua ispirazione. Non aprire youtube. NO. Neanche per la musica. Per la musica c'è spotify, ci sono i dischi, le audiocassette e ci sono i brani che hai sul computer. La musica è buona, davvero, ti aiuterà a scrivere, ma per amor del cielo non andare su youtube o finirai per dimenticarti completamente del tuo libro e per vedere video tipo “i dieci migliori rapimenti alieni”, “shish – storia di un politico italiano” o “ciccioni che ballano la macarena in riva a un mare in tempesta”. Per non parlare dei video di gattini. Ugh, video di gattini, killer di tempo e ammazzascrittori per eccellenza! Questa cosa di youtube l'abbiamo già scritta nella lista delle cose da non fare, ma ripetere giova alla memoria, quindi state lontani da youtube!
  24. Sei riuscito/a finalmente a scrivere delle parole su quel maledetto foglio bianco, ma quelle parole vi fanno schifo? Chi-se-ne-frega. Tutti scrivono schifezze, ogni tanto. Perfino noi. Perfino Edgar Alla Poe. L'importante è che non vi fermiate adesso. Non vi fermate. Il vostro cervello vi ha fatto un dono, quel dono sono delle parole. C'è un motivo se quello sparuto gruppetto di lettere vi sembra così schifoso, se quel dono non è un granché... ma tutto può volgere a vostro vantaggio. Continuate a scrivere. Male che vada potrete aggiustare più tardi quello che non vi piace! Bene che vada, invece, sarà l'inizio di qualcosa di grande, del punto del libro che svolterà verso un glorioso avvenire! 


Siete proprio delle teste dure incredibili (ma noi non crediamo che lo siate, perciò non avrete bisogno di quello che stiamo per dire...) e nonostante tutti i nostri consigli che dovrebbero funzionare al 98,9% non riuscite a ricominciare a scrivere? Beh, ci dispiace che rientriate in quell'1,1% che proprio non ce la fa e vi consigliamo di pensare seriamente se sia il caso di continuare a tormentarvi così... magari scrivere non è un'attività per voi. Magari dovreste decidere di fare qualcosa di diverso della vostra carriera o del vostro tempo libero. Avete pensato alla fotografia? All'arte? Alla ricerca scientifica sul campo in Patagonia? Perché sono tutte carriere alternative fighissime. Ma se il vostro sogno è proprio finire quella storia che non riuscite a continuare, è solo per voi che abbiamo i consigli estremi! I consigli estremi sono da applicare solo e soltanto laddove tutto il resto è fallito. Nonostante si chiamino “consigli”, noi non ve li consigliamo, ma li scriviamo comunque perché sappiamo che funzionano e perché tenervi nascoste queste informazioni non è nel nostro stile. Sono solo due, ma son due bombe! Eccoli:
  1. Trovatevi degli impegni improrogabili, cose che dovete fare per forza. Una visita medica, una partecipazione a un matrimonio, una rapina a mano armata... quello che volete voi. Ma attenzione, questa non è un'istigazione a delinquere! Infatti, quando avete degli impegni improrogabili, per qualche strano motivo il vostro cervello avrà un milione di idee per scrivere e sarete pervasi dalla frenesia della creazione. Avete mai provato questa sensazione? Ecco. Allora dovrete prorogare o addirittura cancellare i vostri impegni improrogabili (così non diventerete dei criminali, siete contenti?). Questo potrebbe avere effetti devastanti sulla vostra vita sociale, ma almeno avrete ricominciato a scrivere.
  2. Insultate qualcuno che normalmente evitereste perché ha un caratteraccio (e magari orrende idee sociali/politiche) e litigateci violentemente. Vanno bene sia persone fisiche che troll online. Quando si è arrabbiati con una persona irragionevole e ferma su ideali completamente diversi dai vostri, il cervello si attiva a mille per pensare a tutte le possibili controrisposte, al punto tale che potreste pensarci e rodervi per giorni interi. Adesso lasciate stare quella lite (troncatela a metà, anche se è difficile) e andate a scrivere: sarete ispiratissimi e questo tipo di ispirazione è proprio quello perfetto per inventare una storia! Incanalate la rabbia per creare qualcosa di buono.
E infine, gli immancabili consigli salutisti che non risolveranno di punti in bianco il vostro blocco dello scrittore (vi abbiamo già dato un mucchio di consigli a riguardo, che volete ancora?), ma vi renderanno il pensiero più sciolto e vi faranno stare meglio! E se starete meglio, certamente scriverete meglio (non credete al falso mito dell'artista o dello scrittore tormentato! I migliori lavori vengono prodotti quando si è felici). Eccoli:
  1. Idratatevi abbondantemente. Bisogna bere almeno due litri (praticamente otto bicchieri belli pieni, mi raccomando) di acqua al giorno. Il cervello umano soffre terribilmente la disidratazione ed è possibile che il vostro la stia soffrendo proprio in questo momento, ecco perché non ce la fa a scrivere! Noi lavoriamo sempre con accanto a noi delle belle tazze pieni di infusi (té verde o menta, principalmente, ma ci piace un po' di tutto) e scriviamo più di qualunque altra persona che abbiamo mai conosciuto.
  2. Camminate. Non state sempre davanti allo schermo, le vostre gambe devono muoversi, i vostri occhi vagare. Ogni venticinque minuti di scrittura, alzatevi in piedi e fate un giro intorno al tavolo. Per ogni due ore di scrittura, tassativamente, dovete uscire fuori e fare almeno un giro dell'isolato.
  3. Le posizioni fisse vanno interrotte spesso! Non rimanete troppo tempo immobili davanti al pc o chini sulle vostre “sudate carte”, altrimenti rischiate dolori cervicali, dorsali e lombari e a lungo andare persino di deformare la vostra spina dorsale! Siate fluidi.
  4. Distogliete spesso lo sguardo. Lo sappiamo che potreste pensare che in questo modo il vostro lavoro rallenterà, ma presto imparerete a scrivere anche senza guardare lo schermo! Noi lo facciamo abitualmente e funziona benissimo (per esempio proprio ora non stiamo fissando lo schermo, ma l'acquario con i pesciolini rossi alla nostra sinistra. E guardate, neanche un errore! Aspettate, controlliamo... si, neanche un errore!).
  5. Sgranchitevi spesso il collo e muovete le dita, chiudendole a pugno e “stiracchiandole”. Sentirete una sensazione di immediato benessere dopo aver scritto tanto a lungo.
Allora, cosa aspettate? Smettete di leggere questo capitolo, tornate al vostro libro e scrivete!




giovedì 19 aprile 2018

Come scrivere di ogni cosa 3 - I bad boys



Tutti ne scrivono... e nessuno sa farlo. Tutte lo amano... e lui non ama nessuno. Forse. Di cosa stiamo parlando? Ma ovviamente del materiale dei sogni della scrittrice media di fanfiction, il “bad boy”.
Il bad boy ha ormai stancato tutti i lettori, li ha sfibrati nel profondo dell'anima, nessuno vuole vederlo più, eppure un buon 80% di letteratura per teenager (e buona parte delle fanfiction online) continuano a propinarglielo ancora e ancora e ancora. Ora vi vediamo già tutti in piedi sulle sedie, a urlarci contro “ma che cavolo fate, Cactus di Fuoco? Voi siete scrittori fichi! Voi siete quelli che fanno le storie bbelle (si, proprio così, con due b), perché mai ci propinate un capitolo dove impariamo a scrivere i bad boy?”.
Calmatevi, bambini. Sedetevi sulle vostre sedioline e distendete le gambine, perché stiamo per dirvi un segreto magico.
I bad boy sono divertentissimi da scrivere e anche da leggere se sono scritti bene! È che purtroppo siete abituati a leggere di questi ragazzi irrealistici (quasi sempre nelle sinossi vengono descritti come i ragazzi più belli, più ricchi e più temuti della scuola, ugh, che schifo) che fanno cose irrealistiche e che sono bastardi fin dentro al midollo, ma che poi capitombolano alla prima faccina carina della nuova arrivata a scuola e questi ragazzi irrealistici e stupidi (si, perché sono stupidi, non ci importa cosa ne dicono le autrici di loro, se ci dicono che prendono 10 a scuola senza studiare e scemenze simili) sembrano fatti solo per irritarci a bestia e fare diventare noi bad boys e bad girls con la voglia di dare fuoco allo sventurato protagonista.
Prima di proseguire, vogliamo raccontarvi una breve storia che vi farà capire come mai abbiamo deciso di scrivere un capitolo sui bad boys (e magari in futuro ne faremo anche uno sulle “bad girls”, ma più tardi).
C'era una volta un ragazzo che chiameremo con un nome fittizio: Osvaldone. Questo ragazzo, molti e molti anni fa, era fidanzato con una donna che scriveva libri e questa donna ha scritto un libro che si intitolava “Ma lui amava Madonna”. Il librettino in questione era la classica teen fiction, con lei una ragazza semplice e carina che andava in giro con la sua migliore amica e lui bellissimo, biondo con gli occhi azzurri, lontano, irraggiungibile e innamorato di una superstar della musica, Madonna. Un bad boy così bad che ascoltava la musica (di Madonna, ovviamente) in classe e se ne fregava di tutti ('nsomma, proprio come i protagonisti maschili delle fanfiction su Wattpad). Solitario e bellissimo, alla fine il ragazzo si innamora della ragazza, come in tutte le teen fiction, e il libro finisce così, prevedibilissimo.
Perché vi abbiamo raccontato questa storia breve e melensa e senza pathos?
Perché il ragazzo di nome Osvaldone, fidanzato con la scrittrice, era il padre di uno di noi. E indovinate come si chiamava il ragazzo nel libro? Esatto, Osvaldone. (Che poi noi usiamo un nome fittizio, ma se malauguratamente qualcuno di voi dovesse leggere il libro in questione troverebbe il suo nome vero, ma vabbé, contiamo che non accada mai).
Il padre di uno di noi Cactus di Fuoco è stato un bad boy, protagonista di un libro per teenager. Capite, papà ha ispirato un libro per teenager!
Inspirate a fondo e rileggete la frase sul rigo di sopra.
Prima di Twilight, prima di After, prima di tutte queste robe moderne, c'era il papà di uno di noi (ci teniamo a sottolineare che è davvero biondo e con gli occhi azzurri e intelligente e affascinante e tutte quelle cose lì) a spopolare fra le ragazze. E no, la scrittrice non è la madre di nessuno di noi... segno del fatto che non sempre il “vissero per sempre felici e contenti” alla fine dei libri per teenager sia vero.
Quindi sapete cosa? Noi siamo i veri esperti mondiali di bad boys. Abbiamo un bad boy (ormai diventato adulto, nonché best dad ever) che ci prepara gli spuntini quando scriviamo tutti insieme e ci racconta le storie della sua infanzia (delle storie veramente super toste, sul serio), quindi sappiamo meglio di chiunque altro come scriverne uno che diventi interessante e che sembri davvero tosto e non un deficientino qualunque che usa e getta le ragazze e dice le parolacce: un vero uomo non ha bisogno di queste cose per sembrare fichissimo.
Ma bando alle ciance e iniziamo subito a capire come creare un personaggio tosto che faccia sospirare tutte le ragazze (e i ragazzi, oh, ci sono pure ragazzi a cui piacciono i bad boys) o che ci faccia sentire potenti attraverso l'immedesimazione in lui.
Prima di capire cosa inserire nel nostro personaggio, è ancora più importante, in questo caso più che negli altri, capire cosa non fare mai. Siete pronti? Ecco le cose da evitare nel vostro ragazzotto cool, con tanto di relative “controproposte” che descrivono tratti caratteriali (attenuati) che invece andrebbero bene: 

1. Trattare male le ragazze: La maggior parte dei “bad boys” nelle storie hanno in comune questo tratto estremamente odioso, ovvero quello di essere ostili verso le donne in generale e verso la protagonista in particolare. Ma uno così, cavolo, chi se lo filerebbe? A voi piace mica il ragazzo della vostra classe che vi dice “le donne devono stare in cucina a farmi il caffe” e vi tira le chewingum nei capelli? No, vero? Ecco, brave. Col cavolo che le ragazze cadrebbero ai suoi piedi, se questo deficiente non facesse altro che trattarle male. Magari una o due ci cascherebbero (voi, donne da casa, non cascateci: i bastardi devono 'sta a bocca asciutta), ma non tutta la scuola. Non è che sono tutti decerebrati! Controproposta fattibile: il bad boy ignora le ragazze. Un ragazzo bello che ignora completamente le donne, oltre a non essere odioso come quello che invece le piglia a parolacce e pizze in faccia, può, se correttamente gestito, generare intorno a sé un alone di mistero. “Perché non parla con le ragazze?” Si chiederebbe il lettore “Ha avuto una storia sbagliata in passato e ora non vuole soffrire ancora? Ha per qualche motivo paura delle donne anche se è così fico? Si crede superiore a loro?”. La ricerca di una risposta a questo comportamento spingerebbe il lettore avanti, pagina dopo pagina.
2. Essere un assassino o uno spacciatore: Questa cosa non è scusabile. No, non è scusabile. Abbiamo letto di fanfiction (o di teen fiction) in cui il ragazzo è un vero e proprio criminale, che dovrebbe stare chiuso in carcere perché ha ammazzato gente, capito? Gente, gente umana che è morta per colpa sua. Non è scusabile, ripetiamo, se non avete capito, la protagonista non può scusare il comportamento di un ragazzo così e innamorarsene tranne che non sia anche lei stessa una pazza psicopatica che assassinerebbe a sangue freddo una persona. E poi perché mai le scrittrici (ci sono anche scrittori maschi di questa roba? Non lo sappiamo) pensano che sia fico spacciare droga? La droga non è una cosa bella, bambini. La droga rovina la vita delle persone, voi la sniffate/ve la iniettate e diventate scemi, oh! Essere scemi non è sexy. Essere scemi non è fico. Essere dipendenti da una sostanza costosissima che per giunta vi fa cretini è brutto brutto brutto. Controproposta fattibile: Il bad boy fa alcune piccole azioni illegali, in barba al sistema, soprattutto quello scolastico. Ancora meglio se c'è un motivo vero nascosto dietro queste azioni. Per esempio se il suo migliore amico era un writer (quelli che fanno i graffiti) ed è morto durante una gita scolastica e lui ha ancora l'amaro in bocca per questa cosa, magari farà graffiti dappertutto, compresa sulla faccia della statua del preside (o direttamente sulla faccia del preside).
Per proporre un'alternativa, potrebbe essere interessante anche seguire le vicende di un bad boy che non è necessariamente un vandalo\criminale per mostrarsi ribellino, ma che segue semplicemente un proprio codice morale che non sempre coincide con quello legale, almeno nelle piccole azioni. Per fare un esempio banale, potrebbe ritenere in qualunque situazione valida la legge del taglione (occhio per occhio, dente per dente) oppure avere una concezione piuttosto vaga della proprietà.
3. Essere fisicamente uguale a tutti gli altri “Bad Boy” del mondo: Qui ve lo possiamo dire chiaro e diretto: non tutti i ragazzi cattivi sono uguali a Harry Styles. E Harry Styles molto probabilmente non è tosto o ribelle la metà di uno di noi. Inoltre non è proprio necessario al 100% che un ragazzaccio debba anche avere gli addominali scolpiti: si può essere tosti e persino belli e desiderabili anche con un po' di pancetta. Date un po' di diversità a questi tizi, per l'amor del cielo, oppure si comincerà a pensare che tutti i giovinotti con gli addominali scolpiti, gli occhi verdi e i capelli ribelli debbano essere tenuti a distanza di sicurezza perché sono problematici e vi possiamo assicurare che non è così. Controproposta fattibile: Il Bad boy ha un aspetto quanto più possibile insolito. Spicca nella folla come un girasole in un campo di margherite. Magari ha i capelli blu, magari dei tatuaggi strani, oppure sembra un adorabile ragazzino biondo e magro, ma il suo cuore non trema di fronte a nulla ed è così spietato da essere temuto anche dai giganti. Non sarebbe interessante, vedere una storia d'amore fra una ragazza normale e uno così?

4. Avere gli addominali fichissimi senza meritarseli: Capiamo che siete tentati di scrivere “addominali perfetti, muscoli pelvici da urlo, pettorali su cui ci si potrebbe rimbalzare”, ma tenete un attimo a posto le dita prima di scrivere e chiedetevi: il mio bad boy ha l'età giusta per possedere questi muscoli? I ragazzini non ce li hanno, per ottenere questa definizione e grossezza c'è bisogno del testosterone e devono crescere prima di ottenerne un livello decente. E anche i ragazzoni (quelli più grandi, non quelli più alti) devono lavorare sodo per ottenerli, perché i muscoli non saltano fuori dal nulla, quindi ricordatevi che il vostro bad boy è scolpito come una statua deve anche perdere un sacco di tempo in palestra. E soprattutto il bad boy varietà “modello dei cataloghi di costumi” non mangia schifezze, si cura molto della sua alimentazione e con molta probabilità beve pure frullati proteici, cosa che nessuno dei bad boy di cui abbiamo letto su internet fa mai. Niente, questi delle fanfiction hanno gli addominali granitici così, per dono divino. Ma per piacere. Controproposta fattibile: il bad boy una una forza insospettabile. Magari non mostra alcun segno di muscoli perfetti e disidratati per sembrare finti, però compie azioni che richiedono una forza notevole. Come avrà ottenuto questa potenza? Magari lavora sodo in campagna per aiutare suo nonno oppure trasporta casse di qualcosa di misterioso per un altrettanto misterioso commercio illecito... molto più interessante del solito ragazzino con la tartaruga immeritata, eh?

5. Essere uno stalker. No. Nonononono. No. Uno stalker non è sexy, uno che ti sta sempre con il fiato sul collo, che ti guarda dalla finestra, che ti installa le cimici in casa, che vuole sapere tutti i tuoi spostamenti, non è sexy. Ancora una volta, questo non è un bad boy, è un criminale: evitatelo. O almeno, se volete scrivere di uno stalker nella vostra storia, fate si che gli finisca male e, per favore, non permettete mai alla vostra protagonista femminile (tranne che non sia dichiaratamente pazza e incapace di intendere e di volere) di innamorarsi di un simile pezzo di spazzatura con la mania del controllo. Controproposta fattibile: Il bad boy è irritabile quando si trova lontano dalla donna che ama perché vorrebbe vederla sempre, perciò “strapazza” i suoi amici quando lei non c'è, ma capisce perfettamente che sarebbe stupido e maniacale stalkerarla. Ecco, questo è un bravo cattivo ragazzo!

6. Essere uno di quelli che chiede troppo dalla propria partner. Qualunque ragazzo non si deve permettere a cercare di controllare ogni aspetto della vita di una donna e farla franca. Nessun uomo può decidere come una donna debba tagliarsi i capelli, quali amiche debba vedere, quanto tempo ci debba mettere per fare un lavoro, quanto veloce debba camminare, come si debba vestire in ogni situazione o costringerla ad abbandonare un animale domestico. Non scrivete un Christian Gray (per chi non lo sapesse, il protagonista maniaco del controllo di “Fifty Shades of Grey”), perché sono solo persone orribili e non sono per niente tosti: tutti i maniaci del controllo sono persone deboli e incapaci di imporsi davvero sul mondo intorno a loro, con personalità molli come acqua, ed è per questo che per loro è così appagante controllare qualcuno. Insomma, queste persone sono il contrario dei bad boys, sono schifezzine da schiacciare con il tacco della vostra scarpa o da evitare del tutto, perché la vostra scarpa è comunque più importante di loro. Controproposta fattibile: Il bad boy ha un tale charme e una tale personalità che gli basta suggerire alle donne quello che gli piace per vederlo realizzato. Questa sera gli piacerebbe mangiare acciughe? Gli basta dire “hmm, ho voglia di acciughe, chissà perché...” ed ecco che la donna, per fare felice il suo sexyssimo bellissimo uomo tira fuori il portafoglio e lo invita a mangiare pizza con le acciughe nel locale più chic della città. Non sentite già la differenza fra uno che chiede sempre di fare le cose alle ragazze e uno per cui le ragazze fanno le cose di loro spontanea volontà? Come diceva quella pubblicità dei rasoi? “Per l'uomo che non deve chiedere... mai”. 


Ora che sapete cosa NON fare, vediamo subito cosa invece può caratterizzare il vostro personaggio e farlo additare immediatamente come il bad boy della scuola (o della gilda, dell'accademia, della famiglia, di quello che è)!

1. Il Bad boy è misterioso e complesso: Se potete inquadrare immediatamente un personaggio come “il bullo della scuola”, semianalfabeta, caprone e violento, quello non è il bad boy, quello è semplicemente il bullo della scuola, semianalfabeta, caprone e violento. Un bad boy rimane spesso in silenzio, oppure si rifiuta di parlare a determinate categorie di persone, o ancora è ostile (spesso per oscuri motivi che non devono essere rivelati immediatamente al lettore) verso qualcuno. Da personaggio complesso, la sua backstory dev'esserlo altrettanto: non si diventa manipolatori e violenti così, per caso, qualcosa deve esserti successo. Questo qualcosa non dev'essere per forza un evento grande e scioccante, perciò non è necessario che il bad boy sia stato picchiato/violentato da bambino o che abbia perso una sorellina o che gli sia stato spezzato il cuore. Cosa lo ha portato ad essere quello che è? Provate a giocare su una serie di piccoli dettagli che, concatenati, hanno reso il vostro personaggio disilluso e oscuro. Magari voleva essere un pittore e ha iniziato la sua carriera d'artista, ma ha scoperto che era difficilissima e che le persone a lui care non lo incoraggiavano, così la sua arte è diventata giorno dopo giorno sempre più cupa, sempre più semplice e graffiante, riflettendo il suo stato d'animo e amplificandolo, finché magari non è diventato un writer, un teppista che di notte esce con il volto coperto dalla pittura facciale che rappresenta un teschio (uno dei suoi amati teschi, che lui rappresenta dappertutto) per imbrattare i monumenti della città e in questo modo espandendo il proprio stato d'animo alla città, come se l'arte e i sentimenti fossero una cosa sola. Poi, magari, pian piano inizia ad amare la vita di strada notturna, conosce della gente, minaccia qualcuno... e, ta-dan, avete un background convincente e darkissimo per il vostro bad boy, un artista fallito con una passione dei teschi. È facilissimo, anche su due piedi, inventare background strani e misteriosi per i personaggi, quindi esercitatevi anche voi a farlo!

2. Un bad boy è desiderabile e spesso irraggiungibile. Il vostro ragazzaccio non può essere Cosimo il bullo asino, perché questo tipo di persone (oltre a non essere né complicate né misteriose) non sono desiderabili dalle donne. Perciò non deve essere una persona rozza, sempre puzzolente di fumo, ubriaco il 90% del tempo e con i capelli sporchi da trenta giorni. Descrivete come le donne (o gli uomini gay) hanno piccole reazioni di ammirazione al suo passaggio (ma senza esagerare: non fate come quelli che ci buttano dentro svenimenti, fischi d'apprezzamento, rossori diffusi tra tutta la popolazione, sbavamenti e urletti, ok? Siate discreti), perché un ottimo modo per mostrare che qualcuno è apprezzato è proprio... mostrare che è apprezzato. Semplice, basilare. Ma ora vi chiederete “e perché mai una ragazza dovrebbe volere un bad boy? A me non piacciono affatto!”. È una bella domanda (ma siate empatici, un attimo, abbiamo tutti gusti diversi!), a cui vogliamo rispondere con una piccola serie di possibili motivazioni:
- Una donna potrebbe desiderare un cattivo ragazzo come una sorta di “sfida”, per vedere se è capace di redimerlo o anche solo di conquistarlo, visto che è un “premio” così ambito dalle altre sue congeneri. Riuscire a redimere un cattivo è fra l'altro una fantasia di potere per molte donne.
- Una donna, anche una forte, potrebbe volere un uomo capace di dominarla (sempre nei limiti prestabiliti) perché trova attraenti gli uomini “dominanti”.
- Una donna potrebbe essere attirata dal potere che il bad boy sembra emanare e vuole mettersi con lui per essere percepita anche lei come una sorta di femmina alpha, cercando perciò il potere.
- Una donna potrebbe essere curiosa riguardo a uomini che sono così differenti da lei, potrebbe desiderare di conoscere un mondo che non conosce (magari è cresciuta fino ad ora in un ambiente molto protetto e il bad boy, con il suo sprezzo delle regole, per lei significa libertà).
- Una donna potrebbe semplicemente desiderare di essere protetta e un bad boy, con la sua forza sia fisica che mentale, le sembra capacissimo di tenerla al sicuro da tutti i mali.
- Una donna potrebbe voler sentire “il brivido” di uscire con un ragazzo pericoloso.
- O magari, se ci pensate bene, la tizia in questione è solo attratta sessualmente dal bad boy. Che facciamo, ci mettiamo a farle la predica? No, lasciatela fare. Shhh, lasciatela fare.
Ci sono tantissimi altri motivi possibili, la psiche umana è così complessa e imprevedibile che potete semplicemente lasciar galoppare la fantasia. In ogni caso, ripetiamo, dovete rendere il vostro bad boy desiderabile e mostrare che si tratta di un uomo desiderato.

3. Il bad boy essuda confidenza. Il vostro ragazzaccio conosce bene le proprie armi, dal fascino ai pugni, e non ha paura di usarli. Un bad boy è molto difficilmente timido (anche se leggere di un'eccezione simile sarebbe interessante! Però è scrittura sperimentale, perciò per ora lasciate perdere), anzi è assertivo, decisivo, dominante. Per lui deve quasi riuscire difficile l'ammissione di uno sbaglio e quando può prende in mano le redini della situazione. Fategli fare un po' il galletto, re del pollaio!

4. Il bad boy non ha paura. Deve andare dal dentista? Non ha paura. Deve affrontare un rottweiler guercio pazzo che potrebbe mangiargli una gamba? Non ha paura. Deve fare un'interrogazione e non è preparato manco per niente perché ha passato la giornata di ieri a spacciare cover con le orecchie di coniglio in piazzetta? Non ha comunque paura. Il vostro bad boy è uno tosto, tanto tosto che se ne frega, perciò che gliene importa di un voto basso, di un po' di dolore ai denti o di una gamba staccata che tanto si può far riattaccare in ospedale? Esatto, niente. O almeno molto poco, non è che dovete scrivere questo povero ragazzo come una specie di automa apatico completamente senza preoccupazioni. È possibile tuttavia che per una particolare categorie di cose, il bad boy provi paura come le persone normali, magari perché in passato ha dovuto sperimentare il dolore che ne derivava. Per esempio potrebbe non aver paura di niente, tranne dell'eventualità di essere abbandonato da solo in un centro commerciale. Oppure potrebbe aver paura di innamorarsi perché non vuole che gli si spezzi il cuore di nuovo (che cosa cliché! Oh mamma, perché abbiamo scritto una cosa del genere?).

5. Il bad boy ha carattere. Ma un carattere proprio forte, che sprizza da tutti i pori, che si vede dal modo in cui veste, da quello che legge, da come arreda la casa, dai tatuaggi, persino dal suo tono di voce. Questo significa che, al contrario di quanto leggete nelle più note fanfiction, il bad boy deve avere forti interessi personali, magari una serie tv preferita, un wrestler preferito, un animale preferito, e non essere disposto ad essere criticato per queste cose. La sua personalità si impone sul gruppo al punto tale che spesso questi cominciano a somigliare a lui. Il bad boy non segue mai le mode: il suo carattere fortissimo gli impedisce di ispirarsi agli altri, devono essere gli altri ad ispirarsi a lui.

6. Il bad boy ha un elemento “di pericolo”. Magari è un lottatore di incredibile bravura, oppure si arrabbia molto facilmente riguardo a qualcosa (tipo se gli insulti la sua razza di cavalli preferiti, boh, una cosa del genere) e cerca di strapparti la faccia, o magari ha delle conoscenze che sono a loro volta pericolosi. Magari è solo apparenza, tutto tatuato e con i piercing, oppure è davvero un po' psicopatico, ma oltre ad avere una forte personalità, il bad boy deve fare paura.


E ora i trucchetti finali! Avete imparato a grandi linee cos'è un bad boy e come gestirlo, cosa si può fare quando si scrive di uno di loro e cosa invece è assolutamente vietato. Se volete dare un pizzico di brio in più alla narrazione, e al suo personaggio, dovete però tenere conto di altre cose, oltre alla sua costruzione, ovvero dell'impressione del lettore. Dopo aver approntato backstory, aspetto fisico e storia generale del personaggio, vi state apprestando dunque a scrivere la vostra storia (probabilmente un teen romance, o comunque una storia romantica, perché per qualche motivo tutti i bad boy vengono sprecati lì), perciò vi vogliamo dare un dritta dicendovi quali sono le domande che il lettore dovrebbe farsi durante la lettura (soprattutto durante la prima parte della storia) per sapere se avete scritto il vostro ragazzaccio da veri maestri!
1. Ma è buono o è cattivo? All'inizio del libro deve essere impossibile saperlo.
2. Ma perché fa così? Le sue motivazioni devono essere difficilmente individuabili.
3. Chi è davvero? Anche se la sua identità magari è nota a tutti dalle prime quattro parole del libro, deve essere così misterioso che il lettore dovrà dubitare che quella sia la verità.
4. Ma si innamoreranno? Non rendere palese che la protagonista e il protagonista finiranno insieme. Sposta le carte in tavola!

Piccola bibliografia utile
Per non farci mancare niente, ecco alcune opere che trattano di ragazzi cattivi da cui potete ispirarvi oppure no. A volte li trovate nei posti più impensabili!

Romeo e Giulietta (William Shakespeare)
Non siate sorpresi di vedere quest'opera nella bibliografia dei bad boys! Il Romeo Shakespeariano era chiaramente un teppistello che andava in giro con una banda di suoi pari e sfidava il volere dei suoi genitori, ignorando le faide familiari e mandando a quel paese “il sistema”. Lui è l'archetipo del cattivo ragazzo, che proprio come i moderni bad boys delle fanfiction a un certo punto si innamora perdutamente e fa cose stupide (tipo ammazzarsi) per la sua donna che ama senza riserve. Romeo e Giulietta è divertente da leggere e vi farà ridere come matti quando vi accorgerete che anche Shakespeare è caduto vittima del cliché del bad boy.

Iliade (Omero)
Siete sorpresi per questo secondo posto che è, di nuovo, un classico? Ve lo stiamo dimostrando, no, che i bad boys possono essere divertenti da scrivere/leggere e non solo brutto materiale da fanfiction? Nell'Iliade c'è più di un bad boy (e per forza, in un libro che parla di guerra), ma il re coronato di tutti i belli e dannati è proprio lui, il Pelide, il solo e l'unico Achille. Andiamo, è bello, intelligente, imponente, quasi un dio, rapitore di donzelle, spietato, brutale... ma anche lui ha il suo “tallone d'achille”, come tutti i bad boys. E no, non ci riferiamo al suo tallone (che comunque è il suo punto debole fisico. Perdonateci la battuta squallidissima sul tallone d'achille di Achille). Parliamo del suo amore, si... ma non per una bella donzella, quanto per il cuginetto Patroclo. Toccategli il cugino e vedrete scatenarsi l'ira di un ferocissimo e assolutamente stereotipico bad boy! Ahhhh!

Hunger Games (Suzanne Collins)
Anche in questo splendido romanzo distopico per ragazzi c'è un “bad boy”, ma uno di quelli che non ricadono nei cliché fastidiosi. Parliamo di Gale Hawtorne, migliore amico della protagonista, autentico visionario, ottimo cacciatore, intelligente, spietato e con quel look da oscuro e tormentato che lo rende quasi magnetico per il lettore (e in particolar modo per la lettrice). Vi consigliamo caldamente di studiare il personaggio di Gale, perché ha in sé le caratteristiche base del ragazzaccio senza essere una persona orribile e queste sono magistralmente giustificate dalla sua vita durissima. Insomma, un bad boy fuori, un buono sotto pressione dentro. Splendido.

After (Anna Todd)
Il motivo per cui i bad boy ci hanno rotto le scatole è probabilmente questo libro, che ha lanciato sul mercato un trend orribile, quello dei ragazzi belli che in realtà sono degli energumeni che menano le mani e strattonano le ragazze. Non stiamo dicendo che After sia tutto da buttare... ma solo perché siamo politically correct e non vogliamo offendere chi si è divertito a leggerlo. Sappiamo che ogni libro ha il potenziale di divertire qualcuno, ma ci rendiamo conto (e speriamo che anche molti di voi l'abbiano fatto) che qui si romanticizza questo tizio di nome Hardin, uno che è un mezzo criminale, uno scimmione incline a scatti d'ira completamente insensati che ogni tre per due afferra la protagonista (come si chiamava la protagonista? Tessa?) e la strattona in giro, la umilia, la fa piangere di fronte a tutti. Oh, cattivo è cattivo! Ma interessante? Ma amabile? Sicuramente no. Quindi, ragazzi, ragazze e tutto quel che c'è nel mezzo, state attenti: la lettura di questo libro (e della relativa saga) dovrebbe ispirarvi solo come non scrivere mai un love interest, ok?
Bloodhound – L'uomo senza silenzio (Cactus di Fuoco)
Primo libro di quella che è destinata ad essere una saga, il protagonista de “L'Uomo senza Silenzio” è Sheldon La Poer, un piacente ragazzo pallido capace di leggere nel pensiero. Si, esatto, come Edward Cullen di Twilight, ma con una differenza... Sheldon sfrutta al massimo il suo potere per ottenere ciò che vuole. Il cane che ha sempre sognato? Il lavoro perfetto? Ottimi voti a scuola? Tutte le donne che desidera? Sheldon non è malvagio di per sé, ma ha una moralità grigia, grigissima, e non ha paura di usare il suo potere. Ovviamente, però, ogni bad boy ha il suo tallone d'achille... ci sarà qualcuno capace di fargli mettere la testa a posto? O qualcuno che lo trascinerà sulla via opposta, nel tunnel della criminalità? Bloodhound è un ottimo punto di inizio per studiare i ragazzi tosti (considerati che non ce n'è solo uno, anche se il più caratteristico è proprio il protagonista).



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