mercoledì 21 dicembre 2022
Cronache della Capitana: Sentiero del Tracciolino di Palmi
sabato 2 aprile 2022
Il Diario della Capitana Mimma 4: S.Trada e Philadelphia
Cronache di viaggio della Capitana Mimma ![]()
Quarto episodio del Diario (o delle cronache, fate un po' voi) della Capitana Mimma: viaggi (veri!) raccontati in modo difficilmente comprensibile al di fuori della nostra cerchia, ma che speriamo vi faranno ridere lo stesso.
lunedì 21 febbraio 2022
Il Diario della Capitana Mimma: 3. Galiazzo a M*****o
Terzo episodio del Diario (o delle cronache, fate un po' voi) della Capitana Mimma: viaggi (veri!) raccontati in modo difficilmente comprensibile al di fuori della nostra cerchia, ma che speriamo vi faranno ridere lo stesso.
Il ritorno delle Cronache di viaggio della Capitana Mimma
Parte prima: Andata
«Come cantante o...?»
«No no, di persona. Sta a M*****o [nome editato fuori così non andate a cercarla, sappiate solo che fa rima con Galiazzo e probabilmente quando avrete capito che città è si sarà già spostata] per ora, se non avrete fretta per il traghetto ve la chiamo ora al cellulare» e ha già tirato fuori lo smartphone. Papà lo guarda, prende e sgomma via. C'imbarchiamo sul traghetto; di fronte a noi si è piazzato un furgoncino diverso rispetto a quello dell'altra volta, ma non meno notevole. Gagliarda la scritta "Mimmosimone Tarzan" mi fissa, e io fisso lei, masticando il mio panino pepato (dentro c'è prosciutto cotto e pecorino primo sale coi grani di pepe nero interi) e riflettendo sui bivi nella vita e il senso del quarantadue e tutto. Mi è finita dell'Amuchina in un occhio, ahia. Papà ha stipato il condimento di tre panini dentro una singola mafaldina. Sul traghetto, avviene una stranezza, forse ad opera delle arcane scritte sul furgoncino (Mimmosimone Tarzan), per cui la nave è immobile anche dopo che hanno chiuso il portellone dietro e il carico massimo sia stato raggiunto. Guardiamo le nuvole, e sono lì, ferme. Non ci stiano muovendo. Chiedendoci se c'è un guasto, dopo dieci minuti usciamo dalla macchina e saliamo su per vedere quanto è lontana la terraferma e cosa sta succedendo. Con nostro stupore, vediamo che evidentemente ci siamo teletrasportati, perché la nave è a toccare le coste sicule. Abbiamo preso il nostro freddo e constatato un mistero della vita, quindi possiamo riscendere e salire in macchina, pieni di dubbi. Una volta sbarcati, la differenza è paradossale. Fa freddo (due gradi in meno, i dieci calabresi contro i dodici siciliani!) e la palette di colori del mondo è composta di un principale e due comprimari: grigio, bluino e gialletto. Ormai il più della strada è fatto, perciò, in poco tempo, siamo già quasi arrivati! Tempo record, ci abbiamo impiegato solo quattro ore e quarantotto minuti! Per festeggiare mi metto dei sacchetti sui piedi (per non sporcarli, perché c'è fango ovunque e io non ho le scarpe adatte) e andiamo a nutrire Mami, che per accoglierci salta e strappa il sacchetto dell'immondizia per buttare tutto a terra, poi cerca di mangiare la potatura della passiflora invece dei croccantini. Quando finalmente individua la ciotola, io e papà facciamo da sentinelle perché l'Aronne non cerchi di derubare Mamicchia del suo pranzo, ma evidentemente in nostra assenza i cani hanno scordato cosa sia questo misterioso "cibo" perché Aronne cerca di mangiarsi una delle mie gonfie ghette di plastica e la scioglie pure. Papà salta come uno Zulu e fa strani suoni e gesti scaramantici e Aron si allontana. Io vado ad abbracciare un ulivo. Sono arrivata! Fine viaggio. Oh no. Ho ricordato la parola broccia.
giovedì 17 febbraio 2022
Il Diario della Capitana Mimma: 2. Furgotto e ragnetto
Cronache della Capitana Mimma, il ritorno! ![]()
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Partiamo alle nove e mezza, dopo aver fatto un salto dai cani per salutarli. Non c'è un'anima, per un momento sembra davvero giunto il momento utopico in cui la popolazione principe della regione è quella uliva. Poi arriviamo agli imbarchi. Piove e i cartelli ci salutano sballottati dal vento; i venditori stranieri affrontano il maltempo riparandosi dietro le loro pennette USB e scimmie finte che si appendono agli specchietti. Siamo circondati da camion e furgoncini e i gabbiani in aria cercano di volare ma sono immobili, finché una nuova folata di vento non li acchiappa dal becco e con uno YEET ventoso li scaglia verso nuovi lidi. Aspettiamo in fila. E aspettiamo. E aspettiamo. Stanotte sognerò Furgotto, il furgone verde che "non si ferma mai" e mi chiede di noleggiarlo fermo davanti a noi, nella fila alla nostra sinistra. Dopo venti minuti, io e papà siamo tanto prede della noia che facciamo le foto ad un ragno piccolo che si è intrufolato nell'abitacolo e ce le mandiamo a vicenda, anche se non abbiamo Internet e lo abbiamo fotografato entrambi.
SUCCESSIVO> (Galiazzo a Milazzo)




