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lunedì 12 settembre 2022

Draghi angelo

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Draghi angelo
(Verusdraco sapiens alba x aurea)

Origine
I draghi angelo nascono dall'incrocio tra un drago bianco e un drago dorato maggiore.
L'ibridazione tra queste due razze è avvenuta un numero sufficiente di volte da assicurare a questo incrocio un nome, testimonianze e persino luoghi comuni che lo riguardano; tuttavia, essendo tutti i draghi angelo praticamente sterili, la loro non è considerabile una sottospecie a sé stante.
Il termine "drago angelo" gli è stato attribuito sia in riferimento alla livrea chiare, che spesso contiene bianco ed oro in abbondanza, sia al carattere voluto dall'immaginario come protettivo, bonario e dotato di un forte senso morale.
La prima volta che la parola "drago angelo" è stata usata riferendosi esplicitamente a questo tipo di drago è stato in un testo del 1280 (nel Bestiarium Raritatis, "Il Bestiario delle Rarità", un tomo in latino di cui l'unica copia rimasta si trova nella cittadina di Bareblia), ma vi sono sporadiche descrizioni antecedenti in certi racconti draconici che potrebbero riferirsi proprio ai draghi angelo, testimoniandone l'esistenza anche da prima che gli fosse attribuito un nome.

Aspetto
I draghi angelo sono draghi di taglia da media a medio-grande, che possono comprendere nella loro livrea il bianco, l'azzurro, il color pesca e il dorato.
Il loro aspetto raramente dà un'impressione di omogeneità: spesso presentano aree di colore diverse che spiccano sulle altre, alcune più opache ed altre più metallizzate, un fisico più massiccio in alcuni punti e più leggero in altri (in particolare, spesso ereditano la coda sottile dei draghi bianchi). Nonostante in molti casi questo non gli doni un aspetto elegante o particolarmente mimetico, sono generalmente considerati creature molto belle proprio per la complessità del loro aspetto. Costituzione, taglia ed aspetto sono discretamente variabili da un esemplare all'altro, dettati dal mix genetico che ereditano dai genitori, anche se prendono frequentemente il metabolismo lento dei draghi dorati e la loro tendenza ad accumulare grasso ed acqua nei tessuti.
Hanno squame dal bordo tondo, flessibili e resistenti; la pelle sottostante è color fegato o marrone chiaro, talvolta maculata di gradazioni più chiare come rosa e sabbia.
La loro schiena è percorsa da una fila di punte cornee affilate, e talvolta un numero variabile di punte orna le guance, i garretti o l'attaccatura del collo. Le corna nere sul capo sono dritte e appuntite, e si prolungano dietro al capo seguendo la linea della fronte.
Possono avere un piccolo corno fra le narici, più o meno sviluppato: talvolta si tratta semplicemente di una placca scura. Artigli, corna e spine sono generalmente nere o brune, con rare eccezioni che contemplano l'oro, e sono lisce, affilate e senza nodi.
Gli occhi dei draghi angelo, descritti nel Bestiario delle Rarità come "intelligenti, anche in maniera furbesca, ma benevoli", sono sempre azzurri o dorati.
Hanno ossa cave ed ali generalmente molto grandi, che li rendono in grado di notevoli scatti aerei, con uno o due uncini cornei sulla sommità.
Vista la variabilità degli esemplari è molto difficile individuare un dimorfismo sessuale, se non nel fatto che le femmine tendono a raggiungere peso e taglia maggiori delle loro controparti maschili; il record per l'altezza massima registrata da un drago angelo va infatti ad una femmina, chiamata Roclippì, che misurava esattamente sette metri ed aveva un'apertura alare di ben ventotto metri, per un peso di poco superiore alle cinque tonnellate.
Le orecchie non possiedono padiglione ed il timpano è protetto solo dall'auroscala, una squama traslucida modificata che impedisce al timpano di vibrare troppo durante il volo e di sporcarsi.
I draghi angelo hanno spesso denti parzialmente differenziati, come i draghi dorati maggiori, ma il mix con la genetica dei draghi bianchi sembra portare un accento particolare sui canini, che in alcuni esemplari sono particolarmente vistosi.
Il fuoco dei draghi angelo è generalmente rosa o giallo pallido; alcuni esemplari sono anche in grado di produrre una saliva densa e appiccicosa come colla.

Comportamento
I draghi angelo sono creature spiccatamente sociali, capaci di interiorizzare in fretta i modi di fare di specie diverse dalla propria ed usare fluentemente questo nuovo "linguaggio" nell'interagire con loro. Amano la compagnia e la loro memoria ferrea consente loro di ricordare facilmente nomi ed informazioni, cosa che li avvantaggia anche nell'apprendere altre lingue.
Quando vengono cresciuti con cura e affetto, è per loro molto naturale stabilire un contatto empatico con animali, draghi di altre specie ed esseri umani; anche per questo, quasi tutti i draghi angelo di cui si hanno testimonianze si sono legati almeno ad un essere umano, accettandolo come loro dragoniere.
Generalmente sono draghi solari ed equilibrati, compassionevoli ed intelligenti, che hanno però una grande debolezza: la suscettibilità alla bramosia dell'oro.
Amano collezionare libri e pietre preziose, di cui fanno veri e propri tesori personali nascosti e di cui sono molto gelosi, ma l'oro ha una presa speciale su di loro: la sua sola presenza li rende esaltati, bramosi, ragione per cui buona parte dei draghi angelo tendono ad evitare di entrarvi in contatto.
Nei casi più gravi, se un drago angelo è riuscito a mettere di lato una fortuna in oro e si trova in un momento di particolare fragilità psicologica, la situazione può degenerare in una psicosi vera e propria, per cui l'individuo tenderà ad isolarsi da tutti gli altri e vivere nelle proprie stanze del tesoro, nella convinzione di dover difendere il proprio bottino da tutto e tutti o ne sarà derubato.
Nonostante siano considerati draghi buoni e saggi, è anche per questo loro lato impulsivo che non riescono mai ad occupare alte cariche politiche tra i draghi, che richiedono di dimostrare forte disciplina ed autocontrollo. 
 
Nascita e crescita              
I cuccioli di drago angelo nascono da uova, che vanno incubate per un periodo variabile dalle due settimane ai due mesi.
Se non vengono adeguatamente scaldate, queste uova possono rimanere quiescenti anche per centinaia di anni prima di schiudersi.
Le uova da cui nasceranno i piccoli draghi angelo hanno generalmente l'aspetto di un comune uovo della specie della madre (se la mamma è un drago dorato avrà l'aspetto di un "formaggione", un uovo di drago dorato, se invece la mamma è un drago bianco sarà tale e quale ad un normale uovo della sua specie), ma se la madre è un drago bianco la differenza diventa palese dal fatto che il piccolo non necessita della presenza dell'umano a cui si legherà per schiudere.
Alla schiusa i piccoli draghi angelo hanno uno speciale dente di cheratina, che cade poco dopo la nascita, con cui si aiutano ad aprire il guscio dell'uovo da cui usciranno. I cuccioli neonati pesano dai 500 ai 900 grammi, e sono già attivi e curiosi, pronti ad esplorare il mondo.
I draghi angelo sono mediamente lenti a crescere, per cui raggiungono la piena maturità e la capacità di riprodursi intorno ai sedici anni. A questo punto alcuni esemplari rallentano considerevolmente il loro ritmo di crescita, fin quasi a fermarsi, mentre altri rallentano leggermente ma proseguono fino al raggiungimento del peso massimo, che si aggira attorno alle cinque tonnellate.
Da quel momento in poi continueranno comunque a crescere, ma in maniera tanto lenta da essere impercettibile se non da un millennio all'altro.
Come tutti i draghi sono estremamente longevi, tanto che nessun drago angelo è mai morto di vecchiaia.

Vita sociale e corteggiamento
È estremamente raro che un drago angelo riesca ad interagire con un altro drago angelo, soprattutto nei primi anni di vita, quindi i primi insegnamenti riguardo la moralità, religione e gerarchia gli saranno impartiti dalla famiglia di appartenenza in cui crescerà... che sia una specie adottiva, l'eccentrica, rumorosa cultura familiare dei draghi dorati o l'educazione morale ed accademica dei draghi bianchi.
Tutti i draghi angelo sono sterili; alcuni non provano neppure l'impulso di riprodursi e non si lasciano coinvolgere nei corteggiamenti, altri si accoppiano a scopo ricreativo, specie se cresciuti in comunità di draghi dorati, ma una volta scoperta la propria infertilità di solito si dedicano a tali attività solo al di fuori del periodo riproduttivo.
 
Habitat e dieta 
I draghi angelo si adattano facilmente sia al caldo che al freddo, e sembrano avere una predilezione per coste ed isole, stabilendo le loro tane dentro grotte o cave di marmo non molto distanti dal mare a dispetto del fatto che né i dorati maggiori né i bianchi vivono di solito in simili habitat.
I draghi angelo amano il cibo, e sono onnivori a prevalenza carnivora. Si nutrono principalmente di pesce e carne, ma non disdegnano quasi nessun tipo di alimento; amano i cibi grassi come avocado e frutta secca, che consumano però principalmente da cuccioli vista la taglia esigua di questi alimenti rispetto alla loro stazza da adulti.
Tendono a non uccidere nessuna creatura che reputano particolarmente intelligente, tra cui polpi, umani e delfini, di cui possono comunque nutrirsi nel caso ne trovassero cadaveri freschi. Se cresciuti da draghi bianchi, ne ereditano il tabù che impedisce di nutrirsi di esseri umani in qualunque caso.

Esemplari famosi
  • Roclippì
  • Atrebor


Curiosità

  • L'ultimo uovo di drago angelo conosciuto, sopravvissuto allo sterminio causato dal Pater Inferorum, era stato inizialmente identificato come un uovo di drago dorato maggiore, rivelando la verità solo diversi secoli dopo, alla sua schiusa.
  • L'ultimo ed unico drago angelo dell'ultimo secolo si chiama Atrebor e si è stabilita al momento nelle cave di marmo della Patagonia.
  • Molti draghi angelo hanno una certa affinità per la musica ed il canto, un talento che li aiuta nelle scalate gerarchiche tra i draghi dorati maggiori.
  • Alcuni attribuiscono un'aura mistica ai draghi angelo, dovuta al loro aspetto ed alla loro rarità, per cui, anche se sono spesso esclusi da ruoli politici particolarmente prestigiosi, se lo desiderano ottengono facilmente cariche religiose.

 
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venerdì 5 agosto 2022

Draghi grigi

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Draghi grigi
(Verusdraco sapiens griseus)


Origine
I draghi grigi sono una razza abbastanza antica, tanto che si suppone siano stati loro i primi a mettere per iscritto i suoni estremamente complessi e gutturali del draconico antico, trasformandolo e donandogli alcuni regole grammaticali. Ad una dragonessa grigia, Andoraaal, si deve la scrittura della più vecchia opera letteraria draconica, il Mito dei Dragonixius (Tihodohor dok Draconi Graxius), trasposizione di uno dei miti orali creati dall'estinta razza dei draghi di marmo.
I ritrovamenti primitivi di resti di draghi grigi sono avvenuti sulla Cordigliera delle Ande, in particolar modo i resti di due accampamenti, simili a proto-città, sono stati rinvenuti sulle Ande Patagoniche, uno in Cile e l'altro in Argentina.
In ogni caso, la comparsa dei draghi grigi è precedente rispetto a quella degli Homo sapiens sapiens e viene da molti studiosi considerata fondamentale per la creazione dei rapporti di dragoneria.
Non si conoscono con certezza quali razze abbiano contribuito alla creazione dei draghi grigi; si suppone che si tratti della convergenza di quattro o cinque razze antiche ormai del tutto fuse in una ed estinte se non in questa forma.


 
Aspetto
I draghi grigi sono draghi medi, che come il nome suggerisce hanno una livrea di colore grigio. Le loro squame, di forma romboidale ma minuscole e compatte, hanno una colorazione opaca e il risultato è che i loro corpi asciutti e muscolosi sembrano ricoperti di pietra.
Raramente presentano anche le tipiche squame piatte e larghe sul ventre, conosciute anche come “armatura ventrale”, che contraddistinguono molte razze di draghi, ma più spesso esibiscono una superficie omogenea di piccole squame sia sulla parte dorsale che su quella ventrale.
Quando rimangono completamente immobili, specie se sono appallottolati, somigliano in modo impressionante a grandi rocce, un'abilità che permette loro di mimetizzarsi perfettamente negli altipiani rocciosi, nascondendosi persino agli occhi degli umani.
Non hanno corna ad ornare il capo, ma sfoggiano un cornetto conico alla fine della canna nasale, poco sopra le narici, e queste caratteristiche combinate (la pelle grigia, l'assenza di corna sulla testa, il corno nasale) li fanno somigliare, seppure alla lontana, ai rinoceronti.
La schiena è percorsa da una fila singola di punte cornee di colore nero, non particolarmente grandi.
La loro pelle, se privata delle squame, è di colore grigio, talvolta a macchie blu scure.
Gli occhi, piccoli ma espressivi, hanno sempre l'iride di colori chiari, fra cui i più diffusi sono il verde e il grigio. I draghi grigi hanno padiglioni auricolari visibili e mobili, a punta, che gli hanno valso anche il soprannome di draghi lupo. Alcuni esemplari possiedono due minuscoli baffetti carnosi, simili a quelli delle carpe, sopra il labbro superiore, ma l'utilità di questi ornamenti è sconosciuta.
L'altezza massima mai registrata da un drago grigio è di quattro metri e diciassette centimetri, con un'apertura alare di dieci metri e quarantuno centimetri. Sono buoni volatori.
La loro coda è slanciata e muscolosa, con la parte finale che si assottiglia e termina sempre con una freccia cornea di colore grigio scuro o nero, che i draghi grigi spesso affilano e utilizzano per tagliare la carne o abbattere gli alberi.
Il loro fuoco è di colore rosso-arancione. Questi draghi hanno l'abitudine di sputare piccole quantità di fuoco all'interno del cavo orale e scaldare la loro stessa saliva: essa è densa, più di quella degli altri draghi, e se messa a contatto con il fuoco per qualche minuto diventa incandescente e simile a magma fluido. Quando un drago grigio è arrabbiato, può capitare che inconsapevolmente inizi a riscaldare grandi quantità di saliva e a sbavare, dando l'impressione di stare colando lava dalla bocca, ed è meglio non avvicinarsi troppo se non si vuole rimanere scottati.

Comportamento
I draghi grigi sono considerati da molti il drago “base” in quanto a comportamento: né fanatici religiosi né completamente atei, non distaccati e algidi ma neppure completamente ferali e spietati, intelligenti e curiosi senza essere presi dalla smania di conoscenza. Persino la bramosia dell'oro, che rende altri draghi inavvicinabili e folli, su di loro ha una presa solamente blanda.
Sovente, essi si accompagnano ai draghi bianchi, con cui condividono il vivo senso di giustizia, sebbene non altrettanto estremo, nonché l'amore per gli ambienti montani.
Quello che pochi conoscono di questi draghi, invece, è l'intensità distruttiva della loro ira: difficilissimo esserne spettatori, in quanto i draghi grigi sono dotati di una grande pazienza, quando la loro sopportazione finisce essi si trasformano in terrificanti macchine da battaglia a malapena capaci di controllarsi. Durante un tipico episodio di ira, accade che nubi di vapore, dovute all'evaporazione di una parte del liquido nella loro saliva, si sollevano dalle loro bocche, l'aria trema intorno alle narici arrossate di fuoco, il resto della bava, denso, viscoso e reso incandescente cola dalle fauci aperte, passando fra i denti in mostra e sfrigolando poi a contatto il terreno, il respiro diventa roco e sibilante, la voce più profonda, l'efficienza muscolare aumenta così come le possibilità della liberazione accidentale di magia distruttiva.
Paradossalmente, sembra che siano più gli esseri umani che gli altri draghi ad essere a conoscenza di questo stato alterato dei draghi grigi: in diverse testimonianze scritte si narra della leggendaria furia distruttiva che queste creature sono capaci di scatenare, distruggendo intere città.

Nascita e crescita
I cuccioli di drago grigio nascono da uova che vengono incubate in nidi di pietra foderati all'interno di pelli di animali, che vengono riscaldati con il fuoco fino ad essere resi incandescenti e rilasciano lentamente il calore. Le uova di drago grigio sono robuste, difficilissime da rompere, e hanno un aspetto irregolare che somiglia a quello di un grosso sasso grigio, spesso screziato in maniera irregolare di crema e di nero. In un ambiente freddo possono conservarsi quiescenti per cento o duecento anni, ma se esposte al calore si schiudono (se le temperature sono superiori ai quaranta gradi) o tendono a marcire (a temperature comprese fra i venti e i trentanove gradi), uccidendo il cucciolo. Non è consigliato il trasporto delle uova di drago grigio a chi non è esperto.
Una particolarità tipica dei draghi grigi è che la grandezza dell'uovo o del neonato cucciolo non dipendono affatto dalla grandezza della madre, ma sono standard: 900 grammi. Le femmine più grandi depongono più uova (fino a sette), ma tutte della stessa taglia, una volta ogni nove-dieci anni.
Le madri tendono a prendersi cura poco o nulla della prole, limitandosi a proteggere il territorio nella quale i draghetti crescono e invitandoli ad uscirne, per cercare la loro indipendenza, quando si dimostrano pronti a cacciare da soli. I piccoli imparano tutto quello che serve loro per sopravvivere attraverso l'osservazione della madre, ma può capitare che alcuni di loro vengano adottati invece dai draghi bianchi e istruiti formalmente all'uso della magia, un'arte in cui sono particolarmente versati.
I draghi grigi sono piuttosto lenti a crescere e raggiungono la capacità di riprodursi appena raggiunti i trenta anni di età, ma la maturità completa del fisico, con muscoli forti e l'intera dentizione definitiva, si ha solo intorno ai cento anni.

Vita sociale e corteggiamento
I draghi grigi non sono fra i più sociali e vivono in piccoli territori di circa quaranta-sessanta chilometri quadrati, che loro chiamano “case”, e da cui tendono a non uscire molto, essendo fra i pochi draghi che allevano il bestiame, oltre ovviamente ad essere raccoglitori e cacciatori. Una serie di case vicine crea un accampamento, che per loro è il massimo della socialità: è spostandosi in esso, attraverso i territori di altri draghi grigi che sono amichevoli con loro, che trovano i loro partner riproduttivi.
I maschi non corteggiano le femmine attivamente, ma fanno in modo di essere sempre belli e ben curati: muscoli forti, un corpo asciutto e tonico, ornamenti e disegni fanno in modo che essi siano notati più facilmente. L'arte oratoria e la simpatia personale sono altre due caratteristiche che incidono spiccatamente nella scelta di un partner.
Il dimorfismo sessuale, al contrario di come avviene in altre razze, non è particolarmente netto: le femmine sono solo di poco più grandi dei maschi e non hanno livree differenti.
Non hanno un vero periodo riproduttivo.
Avviene non di rado che questi draghi si accoppino con esemplari di altre razze, dando vita a esemplari meticci che somigliano però quasi sempre ai draghi grigi, la cui genetica è sorprendentemente dominante.

Habitat e dieta
I draghi grigi possono vivere un po' ovunque, dalle pianure ai deserti, ma i loro luoghi di elezione sono senza dubbio gli altipiani, in particolar modo quelli nascosti e circondati da altre montagne, come quello del Tibet.
Sono onnivori e si nutrono di bestiame (in particolar modo di capre) da loro stesso allevato, oltre che di cervi, stambecchi, camosci, caprioli, uova, frutta selvatica di vario tipo (in particolar modo, nonostante la taglia esigua rispetto a quella del loro corpo, vanno matti per le more), radici e foglie. Da segnalare la loro particolare abitudine a masticare il muschio per pulirsi i denti e profumarsi l'alito.
Per i draghi grigi non è considerato un tabù sociale nutrirsi di esseri umani, ma lo è quella di ucciderli a scopo alimentare, non disdegnano perciò di nutrirsi di carcasse di umani, se casualmente ne trovano.

Esemplari famosi
Artenair

Curiosità
  • Numericamente, i draghi grigi sono fra i più scelti come regnanti da parte degli altri draghi, secondi solo ai draghi bianchi.

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giovedì 4 agosto 2022

Draghi costali

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Draghi costali
(Verusdraco sapiens litoribus)



Origine
I draghi costali sono considerati una delle ultime razze “classiche” ad essersi evolute, in termini di tempo, si tratta quindi di un drago semi-moderno. La sua livrea, una delle più vistose e armoniose fra quelle di tutti i draghi, si è evoluta specificamente per confondersi con il colore del mare e della schiuma delle onde, ed è unica nel panorama dei Verusdraco, curiosamente condivisa solo con alcune specie di draghi marini (che non hanno alcuna parentela con i veri draghi).
Secondo alcuni ricercatori, i draghi costali discendono da un'antichissima popolazione di draghi grigi, vissuta al tempo in cui possedevano ancora una testa ornata da corna, che si è stanziata presso le isole Diomede, nel mezzo dello Stretto di Bering; si tratta di una mera congettura, ma è comunque possibile che draghi grigi e draghi costali siano imparentati fra loro.

Aspetto
I draghi costali sono draghi piccoli, di colore azzurro e blu, con innumerevoli screziature bianche e, talvolta, un'iridescenza intorno alla base del collo e della coda. Le corna, che si prolungano dietro al capo seguendo la linea della fronte, sono di colore bianco, lisce, e in numero variabile da due a sei, più comunemente quattro. Possono avere un piccolo corno affilato che cresce alla fine della canna nasale, ma nelle femmine è più spesso solo una placca di colore bianco o pesca.
La schiena è percorsa da una fila singola di punte cornee vistose, proporzionalmente più grandi di quelle degli altri Verusdraco, piatte invece che a sezione rotonda, e spesso irregolari nella forma e con un aspetto “spezzato”.
La loro pelle, se privata delle squame, è di colore viola scuro o nero. Una particolarità delle sue squame è che esse sono di origine dermica e ossificate, più simili alle scaglie dei pesci che non alle squame dei rettili; hanno il bordo rotondo ed è possibile notarne la crescita dell'osso lamellare che crea cerchi concentrici (simili agli anelli di accrescimento degli alberi) da cui si può dedurre l'età dell'esemplare.
Gli occhi, grandi e definiti generalmente con un'espressione grintosa, con rime palpebrali scure, e possono essere di differenti colori: gialli, azzurri, verdemare, verdi, bianchi o rossi; curiosamente, il colore rosso è il più diffuso.
Sono draghi leggeri, rapidi, con zampe slanciate e testa affusolata.
L'altezza massima mai registrata da un drago costale è di due metri e settantasette centimetri, con un'apertura alare di dieci metri e quarantadue centimetri.
La loro coda è sottile, particolarmente lunga e senza accumuli di grasso, con la parte finale che si assottiglia e termina sempre con una lunga punta cornea, estremamente resistente e utilizzata come arma o come “lancia” quando desiderano pescare dalla riva.
Le loro dita hanno unghie imponenti e sono palmate, per migliorare il movimento in acqua.
Il loro fuoco è di colore giallo, anche per via degli accumuli di cloruro di sodio che spesso si trovano sugli angoli delle loro bocche e sulle punte delle loro lingue.

Comportamento
I draghi costali hanno una forte identità di razza, tanto che difficilmente li si vedrà “mescolati” ad altri draghi, sebbene condividano le loro spiagge e le loro scogliere con viverne, Maregens e demidraghi. Il loro isolamento è dovuto parzialmente anche ad una particolarità linguistica: parlano un dialetto del draconico, il minidraconico (Pilisodor do Draco), caratterizzato da suoni profondi e grezzi e che molto somiglia all'antico draconico grigio, con proposizioni lunghissime, articolate e frequenti ruggiti bassi detti “rombi”, del tutto incomprensibile agli esseri umani e non particolarmente apprezzato dai draghi che si considerano più “nobili”.
I draghi costali non hanno divinità vere e proprie, ma una sorta di culto del mare è strettamente intrecciato alla loro cultura e non è raro sentire frasi (ammesso che possiate comprendere il minidraconico) come “grazie al Mare!” o “che il Mare ti protegga”. Scrivono la parola “mare” (“Maurrrrooourr” in minidraconico) sempre con l'iniziale maiuscola.
I draghi costali hanno inoltre un comportamento focoso e sanguigno, non sono minimamente inclini al mantenimento dei segreti o agli intrighi di corte, non eleggono un leader e amano giocare nel cielo e sott'acqua, grazie alle grandi e agili ali che li rendono incontrastati nei cieli e che funzionano anche da eccellenti pinne.
Contrariamente a molti degli altri draghi maggiori, che cercano attivamente un umano a cui legarsi, i draghi costali aspettano che siano gli umani a trovarli; non spediscono i propri giovani a formarsi in scuole che li mettono a contatto con i bambini, ma piuttosto preferiscono interagire con le comunità locali. Il 65% dei draghi costali non si lega mai ad un essere umano.
Qualora un drago si leghi ad un essere umano è quest’ultimo ad entrare a fare parte del branco e non il drago ad allontanarsene, anche se può capitare che drago e dragoniere partano insieme per lunghe avventure prima di ritornare al branco, che comunque li ri-accoglie senza problemi.

Nascita e crescita
I cuccioli di drago costale nascono, come la maggior parte dei draghi, da uova che vengono incubate per un periodo variabile. Le uova di drago costale sono relativamente fragili se paragonate a quelle di altri draghi, con una scorza che può avere svariati colori, dall'azzurro al blu notte, screziate di vene rosee, e possono conservarsi quiescenti anche per centinaia di anni.
Alla nascita, un cucciolo di drago costale ha già il numero definitivo di corna dell'adulto e ali funzionali, pesa da 200 grammi a 800 grammi. La grandezza dell'uovo e del cucciolo dipendono dall'età e dalla taglia della madre. Le femmine depongono da due a sei uova per volta e hanno cicli fertili ogni sette-dieci anni.
Il cucciolo non viene allontanato dal gruppo, come succede con molti dei draghi che vivono nell'entroterra, ma cresce all'interno del branco e viene istruito nell'arte della pesca dall'intera comunità. Molto spesso i draghetti non sanno neppure chi siano i loro veri genitori: crescendo in piccoli gruppi misti, di cui tutti si prendono cura, è difficile ricordarsi da quale nido provengano e i genitori stessi, nel tempo, diventano incapaci di distinguere i propri piccoli.
I draghi costali sono lenti a crescere e raggiungono la piena maturità e la capacità di riprodursi appena raggiunti i quaranta-cinquanta anni di età.
Visto il lungo periodo in cui essi sono ancora cuccioli fragili, i draghi costali hanno statisticamente la percentuale di mortalità infantile più alta fra tutti i draghi.

Vita sociale e corteggiamento
I draghi costali sono estremamente sociali ed è impossibile trovarne uno che viva isolato dal resto del mondo o che non abbia contatto alcuno con i suoi simili. Vivono in branchi con complessi rapporti interpersonali, in cui maschi e femmine godono di doveri e diritti simili nonostante le femmine siano più grandi, alte e forti, nonché magicamente più dotate.
Per conquistare le femmine, i maschi danno sfoggio delle proprie incredibili abilità di volo, giostrando nel cielo e scagliandosi gli uni contro gli altri per poi virare proprio all'ultimo secondo; può sembrare un gioco pericoloso, ma anche i corteggiatori più giovani hanno in realtà avuto almeno quarant'anni per allenarsi nel volo e gli incidenti sono rarissimi. Sbattere in volo gli uni contro gli altri, a quella velocità, rischierebbe di uccidere il drago sul colpo o comunque di menomarlo in maniera grave.
Le femmine, più goffe dei maschi e generalmente più feroci, non giostrano nel cielo, ma rimangono spettatrici sulle scogliere, da cui si godono le bellissime acrobazie. Esse possono scegliere da uno a tre maschi con cui accoppiarsi durante la stagione primaverile. Se un maschio è particolarmente abile e bello, può capitare che sia desiderato da molte femmine ed in tal caso si scateneranno rumorose risse sulla scogliera, in cui sarà la femmina vincitrice a decidere con chi il maschio si accoppierà e quante volte: potrebbe ad esempio concedere ad una sua amica un paio di accoppiamenti, alle altre nessuno e a sé stessa tutti quelli necessari per essere fecondata.
A vincere la rissa è l'ultima femmina che rimane in piedi sulla scogliera, mentre tutte le altre sono state lanciate (o sono cadute) in acqua. L'uso delle ali è vietato durante i combattimenti non solo perché li protrarrebbe di molto e rischierebbe di renderli più brutali (impedendo alle femmine di gettare le avversarie in acqua, esse dovrebbero invece utilizzare denti e artigli per ferirsi a vicenda), ma anche perché ferire le ali degli avversari, che sono fragili abbastanza da potersi spezzare, impedirebbe loro di pescare e di nutrirsi, qualcosa che sarebbe considerato barbaro da qualunque drago costale.

Habitat e dieta
I draghi costali vivono principalmente negli arcipelaghi sub-antartici, oltre che sulle coste di Horn Blu Island, e sopportano eccezionalmente bene il freddo, ma non si spingono mai nelle vere e proprie zone antartiche, verso cui provano un timore reverenziale. Carnivori quasi esclusivi, si nutrono di petrelli, pinguini (in particolar modo quelli reali e quelli crestati), merluzzi, stercorari, squali e foche, ma non disdegnano anche carcasse di cetacei spiaggiati.
I cuccioli si nutrono principalmente di piccoli pesci e, al contrario degli adulti, non danno mai la caccia agli uccelli.

Esemplari famosi

Skye


Curiosità

  • Quasi la totalità dei dragonieri umani che si legano ai draghi costali sono pescatori.
  • I draghi costali si vantano di essere grandi esperti di idromanzia, l’arte di predire il futuro attraverso l’acqua. Se questo sia vero o meno rimane una questione dibattuta.

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domenica 18 febbraio 2018

Segugio Magnetico

Standard di razza del
SEGUGIO MAGNETICO (Magnetic Hound)


ORIGINE:
Horn Blu Island.

UTILIZZAZIONE: Cane da caccia - impiegato particolarmente per la caccia
al Zanzagus Wyattiani.

CLASSIFICAZIONE
Gruppo 5 - Spitz e tipi primitivi.
Sezione 7 - cani da caccia di tipo primitivo.
Con prova di lavoro.

BREVE CENNO STORICO:
il Segugio Magnetico è una delle razze più antiche nate su Horn Blu Island, strettamente legato nella sua selezione ai draghi dorati maggiori e minori.
Discende probabilmente dal Cirneco dell'Etna, importato sull'isola con i primi legami di Dragoneria nel bacino mediterraneo e il trasferirsi di questi cavalieri sull'isola, selezionati con alcuni incroci di cani selvatici di Horn Blu e plasmati dai draghi che li volevano per proteggersi nelle loro caverne da parassiti ed intrusi, come già i loro antenati draghi Guardiani adoperavano i cani autoctoni dell'isola, gli Ermaster Dodraco, con risultati meno efficienti.
Prove della presenza del Segugio Magnetico sull'isola sono forniti dalla sua rappresentazione su
monete, incisioni e mosaici risalenti già al 37 a. C. che lo ritraggono quasi completamente invariato in confronto al suo aspetto attuale.
È chiamato anche Fata di Ferro per la leggerezza incredibile dei suoi movimenti su ambienti anche molto impervi.

ASPETTO GENERALE:
tipo di cane primitivo di media taglia dalla forma elegante e slanciata,  con un mantello color ferro o argento a pelo forte, che non deve assolutamente celare le forme del cane, ed orecchie erette e vistose sempre all'erta. La conformazione è costruita sulla base di linee sub-allungate.
Se rasato ricorda uno sciacallo.

PROPORZIONI IMPORTANTI:
La lunghezza del tronco è uguale all'altezza al garrese (costruzione quadrata). La profondità
toracica è leggermente inferiore dell'altezza dal gomito a terra. La lunghezza della testa è pari a
4/10 dell’altezza al garrese. Il muso non deve mai essere più corto della lunghezza del cranio. Cranio dolicocefalo con indice cefalico inferiore al 50%.
Stop con un angolo approssimativamente di 150°. La lunghezza della regione lombare è approssimativamente un quinto dell’altezza al garrese e la sua larghezza è circa la stessa della sua lunghezza. La lunghezza della groppa è circa un terzo dell’altezza al garrese e la sua larghezza è circa la metà della sua lunghezza. La profondità toracica è leggermente inferiore della metà dell’altezza al garrese (circa 43%) e la sua larghezza (misurata nella parte più ampia del torace) è inferiore di un terzo (circa 27%) dell’altezza al garrese. Il perimetro toracico eccede l’altezza al garrese di circa 1/8.

CARATTERE/COMPORTAMENTO:
Affettuoso e leale nei confronti del padrone, molto fisico nelle dimostrazioni d'affetto.
È difficilmente addestrabile e caccia senza collaborazione umana per istinto; non è mai inopportunamente timido, vocale o nevrile. È agile e attivo, instancabile nella caccia e può sopportare sforzi fisici anche prolungati.
Gentile e amichevole con gli altri cani, il suo istinto predatorio alto lo spinge ad inseguire qualunque animale in movimento rapido più piccolo di lui.
È testardo con i normali metodi di addestramento, ma accetta naturalmente e di buon grado qualunque intrusione ed influenza mentale operata sia dai suoi padroni sia di qualunque altra creature in grado di praticare questa branca di magia.

TESTA

REGIONE CRANICA:
Cranio: il cranio è allungato, la larghezza deve essere minore della metà della lunghezza totale della testa.
Visto dal di sopra è di forma ovaleggiante; gli assi cranio-facciali sono fra di loro paralleli o appena divergenti. Il profilo superiore del cranio è appena leggermente convesso, in maniera di apparire quasi piatto, la larghezza bizigomatica è minore della metà della lunghezza totale della testa. Le arcate sopracciliari sono poco elevate, coperte da ciuffi di pelo, la regione frontale leggermente prominente e inclinata aboralmente, solco frontale poco sviluppato e protuberanza occipitale solo leggermente pronunciata.
Stop: leggermente accentuato.

REGIONE DEL MUSO:

Tartufo: piuttosto grande, rettangolare. Il colore va dal marrone scuro al nero, in accordo con il mantello, tollerato nei soggetti argento il color fegato. Visto di profilo il tartufo si allinea con il muso e si protrude oltre la linea verticale delle labbra.

Muso: la lunghezza del muso raggiunge almeno 1'80% della lunghezza del cranio, profondità od altezza (misurata alla metà del muso) raggiunge almeno la metà della sua lunghezza del muso stesso, la larghezza (misurata alla metà del muso) è inferiore alla metà della sua lunghezza. Il muso quindi è a punta con profilo della canna nasale rettilineo, il suo profilo laterale inferiore è dato dalla mandibola.

Labbra: aderenti sia sulla mascella superiore che in quella inferiore. La commessura labiale è appena visibile.

Mascelle e denti: dentizione completa (la mancanza di PM1 e di M3 è accettata) a forbice. Mascelle normalmente sviluppate, all'apparenza non molto forti. Mandibola poco sviluppata, il mento è poco pronunciato e sfuggente. Incisivi impiantati verticalmente sulle mascelle perfettamente combacianti fra di loro.

Guance: Piatte, con la pelle aderente ai muscoli e il pelo corto e aderente alla pelle. Gli zigomi sono pronunciati e incorniciano gli occhi ovali.

Occhi: Il colore è verde-acqua. Ammesso il verde, tollerato ma non desiderato il giallo ocra, non devono mai essere castani o azzurri. Rime palpebrali ovali, tendente alla mandorla, con pigmentazione uguale a quella del tartufo. Posti semi-laterali, danno al cane un'espressione ferale ma consapevole.

Orecchie: Inserite ben in alto e distanziate, portamento eretto e ben rigido ad apertura anteriore. Di forma naturalmente triangolare con punta stretta e sottile che si inclina leggermente all’indietro. Cartilagine spessa alla base. Quando in allerta, gli assi verticali sono paralleli o quasi paralleli. La lunghezza delle orecchie non deve superare la metà della lunghezza totale della testa. La loro lunghezza non oltrepassa la metà della lunghezza totale della testa.

COLLO: Profilo superiore ben arcuato; lungo qualche centimetro in meno del muso. Il collo, dal profilo elegante, si fonde armonicamente nelle spalle. La forma del collo è simile ad un cono tronco, ben muscolato in special modo al suo margine superiore.

TRONCO:


Linea superiore: quasi dritta, orizzontale o che si rialza leggermente in direzione delle anche. Muscoli senza grande sviluppo sul dorso.

Garrese: Elevato sulla linea dorsale, stretto per la convergenza della punta delle scapole.

Lombi: Regione lombare corta, leggermente muscolata e arcuata ma solida e asciutta. La lunghezza dei lombi è approssimativamente un terzo della lunghezza del torace.

Groppa: Profilo superiore scosceso, inclinato e robusto. La sua lunghezza è adeguata e la larghezza è circa la metà della sua lunghezza. Muscolatura poco appariscente. É elevato sulla linea dorsale e dal profilo un po' arrotondato senza avere una pendenza accentuata in corrispondenza delle ossa iliache sistemate alla stessa altezza del garrese o un po' più in alto.

Torace: Buona profondità di petto che arriva quasi al gomito senza però oltrepassarlo. Costole leggermente cerchiate, mai piatte. Petto visto frontalmente piuttosto stretto.

Profilo inferiore e ventre: il disegno del profilo inferiore è dato da una linea che rimonta dolcemente, asciutta senza rimontare in maniera eccessiva al ventre. Fianchi pari in lunghezza alla regione lombare.

CODA: Inserita bassa, di forma piuttosto grossa alla base e uniforme in quasi tutta la sua lunghezza. Raggiunge il garretto o lo oltrepassa leggermente. Portata a scimitarra quando a riposo, e sul dorso a falce quando in attenzione. Pelo semi-lungo e ruvido.

ARTI ANTERIORI:

Aspetto generale: visti di profilo una linea verticale immaginaria scende dalla punta della spalla toccando la punta delle dita; l’arto anteriore mantiene un perfetto allineamento dell’asse verticale
visto dai due lati. La lunghezza degli arti anteriori dal gomito al suolo è leggermente maggiore della metà dell’altezza al garrese.

Spalle: la scapola è ben reclinata all’indietro, lunga circa un terzo dell’altezza al garrese, la punta delle scapole sono ravvicinate. L’angolo scapolo-omerale è moderato.

Braccio: lungo quanto la metà dell’arto anteriore misurato dal gomito al suolo. Muscolatura pulita e ben marcata.

Gomito: posto a livello della linea sternale o al di sotto, mai ruotato in dentro o all’infuori. Angolo omero-radiale di 160° circa. Avambraccio perpendicolare al terreno. Ben marcata la scanalatura carpo-cubitale; ossatura leggera ma solida.

Carpo: segue la linea retta dell'avambraccio. Osso pisiforme ben sporgente.

Metacarpo: lunghezza non inferiore a un sesto dell’altezza dell’arto anteriore dal gomito al suolo, più largo del carpo.  Leggermente inclinato dall'indietro all'avanti. Ossatura piatta e secca.

Piedi anteriori: di forma leggermente ovale, arcuati con dita ben serrate. Unghie forti e ricurve di color selce o marrone. Suole dure con lo stesso colore del pigmento delle unghie, con forti proprietà magnetiche. Lo sperone è posto alto, sviluppato.


ARTI POSTERIORI:

Aspetto generale: Particolarmente lunghi e asciutti. Visti da dietro, una linea verticale immaginaria
scende dalla tuberosità ischiatica fino al suolo, dividendo l’articolazione del garretto, il metatarso e i piedi posteriori in due parti uguali. Coscia lunga e larga, muscoli piatti con margine posteriore della coscia poco convesso.

Gamba: di lunghezza di poco inferiore a quella della coscia, con un’inclinazione sull’orizzontale di 45°. Muscolatura asciutta e ben definita, ossatura di struttura leggera, scanalatura gambale ben marcata.

Garretto: la distanza dalla punta del garretto al suolo non oltrepassa il 27% dell'altezza al garrese. La faccia esterna è larga, con un angolo tibio-tarsico approssimativamente di 135°.

Metatarso: la sua lunghezza è uguale ad un terzo della lunghezza dell'arto anteriore dal gomito al suolo, cilindrico e perpendicolare al terreno. Dotato di speroni.

Piedi posteriori: di forma leggermente ovale, arcuati con dita ben serrate. Unghie forti e ricurve di color selce o marrone. Suole dure con lo stesso colore del pigmento delle unghie, con forti proprietà magnetiche.

ANDATURA/MOVIMENTO:
sempre molto elastico, a brevi passi vivaci o trotto. Il galoppo è a grandi slanci. Il Segugio Magnetico dà un'incredibile impressione di leggerezza su qualunque superficie si trovi, e si muove come se non stesse toccando il suolo. Il movimento è una caratteristica essenziale della razza e pertanto un passo pesante è una caratteristica da squalifica in un Segugio Magnetico.
Grazie alle sue proprietà magnetiche, può muoversi agevolmente su ogni superficie metallica o che contiene del metallo, come le squame dei draghi, in qualunque direzione preferiscano.

PELLE: Fine e ben aderente ad ogni regione del corpo. Il pigmento varia a seconda del colore del mantello, ma non presenta mai maculature o colorazioni particolarmente chiare.
Così come il tartufo e i cuscinetti, il resto del suo corpo è scuro e da un'impressione di lucentezza che lo fa sembrare una statua di bronzo se completamente rasato.

PELO: il pelo è ruvido, a “fil di ferro”, e folto. Consiste di un fitto sottopelo e di un pelo esterno che non deve essere troppo corto, duro e aderente al corpo. Il pelo di copertura è rude, sufficientemente lungo da permettere l’esame della sua tessitura. Sulla testa e sugli arti tende ad essere un po’ meno duro; sulla fronte e orecchi è più corto e setoso. Il pelo forma dei baffi e delle sopracciglia folte, che tuttavia non coprono gli occhi del cane, che non devono essere troppo morbidi.
Sono ammessi il grigio-ferro, l'argento e il color isabella. Sono tollerate delle striature scure sul dorso e un collare più chiaro intorno al collo purché non si presentino nero o bianco puri.

TAGLIA E PESO

Altezza al garrese: Maschi      da 46 a 52 cm
                               Femmine  da 42 a 50 cm

Peso: Maschi       10-12 kg circa
          Femmine    8-10 kg circa

DIFETTI: Qualsiasi deviazione da quanto sopra, deve essere considerata come un difetto, e la severità con cui questo difetto verrà penalizzato deve essere proporzionata alla sua gravità e a quanto può interferire sulla salute, sul benessere del cane e la sua capacità di svolgere il suo
tradizionale lavoro.

DIFETTI GRAVI:
-Assi cranio facciali divergenti.
-Muso corto.
-Cresta occipitale e regione frontale accentuate.
-Stop accentuato.
-Orecchi con cartilagine sottile, semipendenti o divergenti.
-Collo corto, giogaia.
-Piedi lunghi, piatti, con dita allargate.
-Pelo molle

DIFETTI DA SQUALIFICA:
-Cani aggressivi o estremamente paurosi.
-Ogni cane che presenta chiare anomalie fisiche o comportamentali
dovrà essere squalificato.
-Accentuata divergenza degli assi cranio facciali.
-Naso color rosa o pezzato.
-Andatura pesante.
-Assenza di magnetismo.
-Profilo celoide.
-Prognatismo.
-Occhi scuri.
-Orecchi pendenti.
-Rime oculari, unghie, suole, cuscinetti plantari rosa.
-Coda arrotolata sul dorso.
-Anurismo, brachiurismo.
-Pelo maculato, di colori diversi da quelli definiti dallo standard, liscio o eccessivamente lungo.
-Altezza oltre i limiti tollerati.

N.B.
I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.
Solo quei soggetti funzionali e clinicamente sani, con tipica conformazione della razza, devono essere impiegati nella riproduzione.

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