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lunedì 12 settembre 2022

Draghi angelo

(Did you get lost, wanderer? If you're looking for this page in English, you will find it HERE!)

 

Draghi angelo
(Verusdraco sapiens alba x aurea)

Origine
I draghi angelo nascono dall'incrocio tra un drago bianco e un drago dorato maggiore.
L'ibridazione tra queste due razze è avvenuta un numero sufficiente di volte da assicurare a questo incrocio un nome, testimonianze e persino luoghi comuni che lo riguardano; tuttavia, essendo tutti i draghi angelo praticamente sterili, la loro non è considerabile una sottospecie a sé stante.
Il termine "drago angelo" gli è stato attribuito sia in riferimento alla livrea chiare, che spesso contiene bianco ed oro in abbondanza, sia al carattere voluto dall'immaginario come protettivo, bonario e dotato di un forte senso morale.
La prima volta che la parola "drago angelo" è stata usata riferendosi esplicitamente a questo tipo di drago è stato in un testo del 1280 (nel Bestiarium Raritatis, "Il Bestiario delle Rarità", un tomo in latino di cui l'unica copia rimasta si trova nella cittadina di Bareblia), ma vi sono sporadiche descrizioni antecedenti in certi racconti draconici che potrebbero riferirsi proprio ai draghi angelo, testimoniandone l'esistenza anche da prima che gli fosse attribuito un nome.

Aspetto
I draghi angelo sono draghi di taglia da media a medio-grande, che possono comprendere nella loro livrea il bianco, l'azzurro, il color pesca e il dorato.
Il loro aspetto raramente dà un'impressione di omogeneità: spesso presentano aree di colore diverse che spiccano sulle altre, alcune più opache ed altre più metallizzate, un fisico più massiccio in alcuni punti e più leggero in altri (in particolare, spesso ereditano la coda sottile dei draghi bianchi). Nonostante in molti casi questo non gli doni un aspetto elegante o particolarmente mimetico, sono generalmente considerati creature molto belle proprio per la complessità del loro aspetto. Costituzione, taglia ed aspetto sono discretamente variabili da un esemplare all'altro, dettati dal mix genetico che ereditano dai genitori, anche se prendono frequentemente il metabolismo lento dei draghi dorati e la loro tendenza ad accumulare grasso ed acqua nei tessuti.
Hanno squame dal bordo tondo, flessibili e resistenti; la pelle sottostante è color fegato o marrone chiaro, talvolta maculata di gradazioni più chiare come rosa e sabbia.
La loro schiena è percorsa da una fila di punte cornee affilate, e talvolta un numero variabile di punte orna le guance, i garretti o l'attaccatura del collo. Le corna nere sul capo sono dritte e appuntite, e si prolungano dietro al capo seguendo la linea della fronte.
Possono avere un piccolo corno fra le narici, più o meno sviluppato: talvolta si tratta semplicemente di una placca scura. Artigli, corna e spine sono generalmente nere o brune, con rare eccezioni che contemplano l'oro, e sono lisce, affilate e senza nodi.
Gli occhi dei draghi angelo, descritti nel Bestiario delle Rarità come "intelligenti, anche in maniera furbesca, ma benevoli", sono sempre azzurri o dorati.
Hanno ossa cave ed ali generalmente molto grandi, che li rendono in grado di notevoli scatti aerei, con uno o due uncini cornei sulla sommità.
Vista la variabilità degli esemplari è molto difficile individuare un dimorfismo sessuale, se non nel fatto che le femmine tendono a raggiungere peso e taglia maggiori delle loro controparti maschili; il record per l'altezza massima registrata da un drago angelo va infatti ad una femmina, chiamata Roclippì, che misurava esattamente sette metri ed aveva un'apertura alare di ben ventotto metri, per un peso di poco superiore alle cinque tonnellate.
Le orecchie non possiedono padiglione ed il timpano è protetto solo dall'auroscala, una squama traslucida modificata che impedisce al timpano di vibrare troppo durante il volo e di sporcarsi.
I draghi angelo hanno spesso denti parzialmente differenziati, come i draghi dorati maggiori, ma il mix con la genetica dei draghi bianchi sembra portare un accento particolare sui canini, che in alcuni esemplari sono particolarmente vistosi.
Il fuoco dei draghi angelo è generalmente rosa o giallo pallido; alcuni esemplari sono anche in grado di produrre una saliva densa e appiccicosa come colla.

Comportamento
I draghi angelo sono creature spiccatamente sociali, capaci di interiorizzare in fretta i modi di fare di specie diverse dalla propria ed usare fluentemente questo nuovo "linguaggio" nell'interagire con loro. Amano la compagnia e la loro memoria ferrea consente loro di ricordare facilmente nomi ed informazioni, cosa che li avvantaggia anche nell'apprendere altre lingue.
Quando vengono cresciuti con cura e affetto, è per loro molto naturale stabilire un contatto empatico con animali, draghi di altre specie ed esseri umani; anche per questo, quasi tutti i draghi angelo di cui si hanno testimonianze si sono legati almeno ad un essere umano, accettandolo come loro dragoniere.
Generalmente sono draghi solari ed equilibrati, compassionevoli ed intelligenti, che hanno però una grande debolezza: la suscettibilità alla bramosia dell'oro.
Amano collezionare libri e pietre preziose, di cui fanno veri e propri tesori personali nascosti e di cui sono molto gelosi, ma l'oro ha una presa speciale su di loro: la sua sola presenza li rende esaltati, bramosi, ragione per cui buona parte dei draghi angelo tendono ad evitare di entrarvi in contatto.
Nei casi più gravi, se un drago angelo è riuscito a mettere di lato una fortuna in oro e si trova in un momento di particolare fragilità psicologica, la situazione può degenerare in una psicosi vera e propria, per cui l'individuo tenderà ad isolarsi da tutti gli altri e vivere nelle proprie stanze del tesoro, nella convinzione di dover difendere il proprio bottino da tutto e tutti o ne sarà derubato.
Nonostante siano considerati draghi buoni e saggi, è anche per questo loro lato impulsivo che non riescono mai ad occupare alte cariche politiche tra i draghi, che richiedono di dimostrare forte disciplina ed autocontrollo. 
 
Nascita e crescita              
I cuccioli di drago angelo nascono da uova, che vanno incubate per un periodo variabile dalle due settimane ai due mesi.
Se non vengono adeguatamente scaldate, queste uova possono rimanere quiescenti anche per centinaia di anni prima di schiudersi.
Le uova da cui nasceranno i piccoli draghi angelo hanno generalmente l'aspetto di un comune uovo della specie della madre (se la mamma è un drago dorato avrà l'aspetto di un "formaggione", un uovo di drago dorato, se invece la mamma è un drago bianco sarà tale e quale ad un normale uovo della sua specie), ma se la madre è un drago bianco la differenza diventa palese dal fatto che il piccolo non necessita della presenza dell'umano a cui si legherà per schiudere.
Alla schiusa i piccoli draghi angelo hanno uno speciale dente di cheratina, che cade poco dopo la nascita, con cui si aiutano ad aprire il guscio dell'uovo da cui usciranno. I cuccioli neonati pesano dai 500 ai 900 grammi, e sono già attivi e curiosi, pronti ad esplorare il mondo.
I draghi angelo sono mediamente lenti a crescere, per cui raggiungono la piena maturità e la capacità di riprodursi intorno ai sedici anni. A questo punto alcuni esemplari rallentano considerevolmente il loro ritmo di crescita, fin quasi a fermarsi, mentre altri rallentano leggermente ma proseguono fino al raggiungimento del peso massimo, che si aggira attorno alle cinque tonnellate.
Da quel momento in poi continueranno comunque a crescere, ma in maniera tanto lenta da essere impercettibile se non da un millennio all'altro.
Come tutti i draghi sono estremamente longevi, tanto che nessun drago angelo è mai morto di vecchiaia.

Vita sociale e corteggiamento
È estremamente raro che un drago angelo riesca ad interagire con un altro drago angelo, soprattutto nei primi anni di vita, quindi i primi insegnamenti riguardo la moralità, religione e gerarchia gli saranno impartiti dalla famiglia di appartenenza in cui crescerà... che sia una specie adottiva, l'eccentrica, rumorosa cultura familiare dei draghi dorati o l'educazione morale ed accademica dei draghi bianchi.
Tutti i draghi angelo sono sterili; alcuni non provano neppure l'impulso di riprodursi e non si lasciano coinvolgere nei corteggiamenti, altri si accoppiano a scopo ricreativo, specie se cresciuti in comunità di draghi dorati, ma una volta scoperta la propria infertilità di solito si dedicano a tali attività solo al di fuori del periodo riproduttivo.
 
Habitat e dieta 
I draghi angelo si adattano facilmente sia al caldo che al freddo, e sembrano avere una predilezione per coste ed isole, stabilendo le loro tane dentro grotte o cave di marmo non molto distanti dal mare a dispetto del fatto che né i dorati maggiori né i bianchi vivono di solito in simili habitat.
I draghi angelo amano il cibo, e sono onnivori a prevalenza carnivora. Si nutrono principalmente di pesce e carne, ma non disdegnano quasi nessun tipo di alimento; amano i cibi grassi come avocado e frutta secca, che consumano però principalmente da cuccioli vista la taglia esigua di questi alimenti rispetto alla loro stazza da adulti.
Tendono a non uccidere nessuna creatura che reputano particolarmente intelligente, tra cui polpi, umani e delfini, di cui possono comunque nutrirsi nel caso ne trovassero cadaveri freschi. Se cresciuti da draghi bianchi, ne ereditano il tabù che impedisce di nutrirsi di esseri umani in qualunque caso.

Esemplari famosi
  • Roclippì
  • Atrebor


Curiosità

  • L'ultimo uovo di drago angelo conosciuto, sopravvissuto allo sterminio causato dal Pater Inferorum, era stato inizialmente identificato come un uovo di drago dorato maggiore, rivelando la verità solo diversi secoli dopo, alla sua schiusa.
  • L'ultimo ed unico drago angelo dell'ultimo secolo si chiama Atrebor e si è stabilita al momento nelle cave di marmo della Patagonia.
  • Molti draghi angelo hanno una certa affinità per la musica ed il canto, un talento che li aiuta nelle scalate gerarchiche tra i draghi dorati maggiori.
  • Alcuni attribuiscono un'aura mistica ai draghi angelo, dovuta al loro aspetto ed alla loro rarità, per cui, anche se sono spesso esclusi da ruoli politici particolarmente prestigiosi, se lo desiderano ottengono facilmente cariche religiose.

 
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🌵🎨Tutti i disegni in questa pagina (e molto probabilmente anche in tutte le altre pagine, se non diversamente specificato) sono stati realizzati dalle nostre artiste, Furiarossa e Mimma. Potete vedere altri loro lavori e/o supportarle (e supportare così anche tutti i Cactus di Fuoco ;)) sulla loro pagina Patreon. Diventate patroni delle arti!🌵🎨

sabato 26 febbraio 2022

Personaggi - Orotagon

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Specie: Drago bianco (Verusdraco Sapiens alba)
Nome completo: Orotagon Arevates Aretosson
Genere: Maschile
Altezza: 4 m
Peso: 3050 kg 
Corporatura: Media, per un drago
Segno zodiacale: Ariete
Occupazione: Capo della gilda dell'Antica Dragoneria / vice re
Odora di: Acciaio, fuoco, lenzuola pulite
Nazionalità: Horniano

Appare in: Io sono il Drago (libro) |



 

Gli piacciono
    Non gli piacciono
❤ La giustizia
❤ I gigli bianchi
❤ Il marmo
❤ Gli umani
❤ Leggere
❤ Studiare magia
❤ L'architettura gloriosa
❤ La gente che si impegna
   💔 Le ingiustizie
   💔 La lettera F
   💔 Le droghe e le persone che le usano
   💔 I draghi violenti
   💔 Le persone selvagge o incivili
   💔 L'anarchia
   💔 Honeysuckle/Caprifoglio (colore)
   💔 Le Chimere



Abilità
[Livelli possibili: disastro | principiante | mediocre | buono | molto buono | eccellente | maestro] 
Fisiche

- Vista acuta (molto buono)
- Olfatto acuto (eccellente)
- Volo (buono/molto buono)
- Dosare la sua forza immensa (molto buono/eccellente)
- Corsa (buona)
- Scaglie immuni alla magia (molto buono/eccellente)
- Ruggito poderoso (molto buono/eccellente)
- Sputare fuoco (molto buono)
- Sollevamento pesi (molto buono)
- Fattore di rigenerazione (buono)  
  
    
Linguistiche 
- Horniano (molto buono in scritto e parlato, eccellente in comprensione)
- Elfese Verde (buono in scritto e parlato, mediocre in comprensione)
- Nanico nero (mediocre in scritto e parlato, buono in comprensione)
Musicali
- Canto (molto buono)
 
Magiche- Lettura del pensiero (molto buono)
- Lanciare incantesimi - generico - (molto buono/eccellente)
- Fuoco magico (eccellente)
- Rompere sigilli (molto buono/eccellente)
- Scudi magici (molto buono/eccellente)
- Legame mentale con la sua dragoniera (eccellente)
- Ipnosi (molto buono)
     
Varie 
 
- Uccidere a sangue freddo (disastro/principiante)
- Scrittura di libri (molto buono)
- Distinguere banconote false (eccellente/maestro)
- Mantenere segreti (principiante)
- Prendere decisioni (molto buono)
- Diplomazia (eccellente)
- Resistere alla "chiamata d'oro" (eccellente)
- Memoria (molto buono/eccellente)
- Flirt (disastro/principiante)

 

 

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lunedì 18 marzo 2019

Draghi schattenzauber (o gettaombre)

Drago Schattenzauber (o drago gettaombre)
(Verusdraco sapiens umbrem)

Origine

Il drago gettaombre è un drago originario dell'Austria, che ben sopporta il freddo ed aveva esemplari sparsi per l'estensione dell'arco alpino, che occupa i tre quinti del territorio austriaco.
Non è una specie che può definirsi primitiva, considerato che in realtà mostra una varietà di adattamenti evolutivi che lo allontanano nettamente dalle specie più arcaiche o addirittura dai protodraghi, ma si presenta praticamente invariata sul territorio da secoli.
Sono draghi che difficilmente espongono la propria presenza alle altre creature o cambiano “casa”, ma diverse prove indicano che alcuni di loro fossero sopravvissuti allo Scisma causato da Ermes Siegader To'Rvak, tanto isolati che la specie era comunque minacciata di estinzione.
Al giorno d'oggi non è chiaro quanti esemplari rimangano, dato che sono divenuti creature ancora più schive e vogliose di evitare contatti non richiesti con altre civiltà. In effetti, al momento l'unico esemplare di cui sia certa la presenza è una femmina di gettaombre proprietaria di una piccola isola nell'Oceano Atlantico.
È probabilmente la razza di Verusdraco sapiens che ha meno casi di dragonieri (umani o altre creature antropoidi legati in modo magico e spirituale da un antico patto ai draghi) in assoluto.

Descrizione

I gettaombre sono draghi alati di taglia medio-piccola: gli adulti raggiungono tranquillamente i due metri di altezza con un'apertura alare di quattro metri e mezzo. Si aggirano intorno ad un peso di 380 kg, arrivando ad un massimo di 400-410 kg. Le ali sono funzionali.
Sono contraddistinti dal loro aspetto affusolato e in qualche modo elegante, sebbene fortemente rettile. In particolare, ad essere del tutto distintivo per questi draghi è la flessibilità del corpo che consente loro contorsioni che sarebbero incredibili per quasi qualunque altra creatura con uno scheletro.
Difatti, in passato era credenza comune che i gettaombre fossero privi di ossa! In seguito si ipotizzò che il loro scheletro fosse cartilagineo; il mistero sarebbe potuto essere risolto molto più in fretta se solo i Gettaombre si fossero degnati di rispondere alle domande. E invece no.
In realtà entrambe le teorie erano errate: le ossa dei gettaombra, che sono di un magnifico color oro, sono in realtà piuttosto leggere e di dimensioni ridotte. Il gran numero di vertebre consente loro una certa flessibilità, ma la leggerezza e piccola taglia delle ossa del loro scheletro faceva si che dopo la morte fosse molto semplice per altri animali o agenti esterni disperdere le ossa.
Le uniche ossa di una certa dimensione, che quindi non sparivano con altrettanta facilità, erano il teschio, le ossa delle ali e quelle delle zampe (senza contare le dita). Dato che il resto era assente, era difficile ricostruire il fisico vero e proprio dell'animale e ricollegarlo ai gettaombra, pertanto questi ritrovamenti venivano attribuiti ad un'altra creatura, di fantasia, chiamata nei bestiari “Goldene Vipere” (Vipera D'Oro), svanita presto dalla mitologia locale ed unitasi ad altri miti già esistenti.
La coda dei gettaombra è prensile e lunga circa due volte il loro corpo, anche se la punta viene di solito portata con la punta arrotolata verso l'alto.
Sono coperti da squame piccole e lisce, di colore che va dal grigio argenteo all'antracite, con accenni bianchi attorno agli occhi e mascella scura, spesso che porta disegni bianchi. Sulle ali e sulla coda vi sono delle macchie, così come su tutte le zampe posteriori e su quelle anteriori che formano dei “guanti” senza dita, di color rosso mattone. Il pattern non dipende dal sesso, e può variare da individuo ad individuo.
Le zampe anteriori e quelle posteriori sono differenti, sebbene abbiano entrambe cinque dita con artigli neri. Le zampe anteriori hanno pollice opponibile e dita lunghe e abili, le zampe posteriori sono più rettili e tozze, il pollice si è alzato lungo la gamba diventando uno sperone.
Hanno occhi a forma di mandorla, con pupille verticali e frastagliate come quelle di un geco; con iridi di colori sulla gamma dell'oro (compresi giallo e ocra) e del violaceo (dal rosa al violetto). Colori più rari sono il nero e l'argento.
I gettaombre hanno un paio di corna appuntite, rivolte all'indietro e precedute da due paia di piccole punte ossee, e un paio di orecchie scure, mobili, spesse e triangolari dalla punta smussata.
Tutti i loro corpi sono percorsi da una serie di solchi molto sottili in cui sono riposte delle membrane di cui hanno il perfetto controllo e che possono aprire come ventagli, inframmezzate da listelli d'osso. Queste membrane sono colorate di rosso mattone con sfumature calde, con macchie circolari di colore più intenso.
Vengono utilizzate per impressionare un possibile partner – l'intensità dei colori è una spia per la salute dell'esemplare – e vengono manovrate in modo peculiare per poter proiettare delle ombre specifiche, l'abilità da cui questi draghi prendono il nome.
Talvolta vengono usati anche per spaventare intrusi o nemici, se spiegate improvvisamente.
Hanno una lucentezza grassa per evitare di catturare inavvertitamente la luce mentre proiettano le ombre.


Dimorfismo sessuale
Basso. Le femmine si distinguono dai maschi per via della loro taglia maggiore, e raggiunta la maturità sessuale hanno polsi più spessi e resistenti, dove sono poste particolari ghiandole.
Le femmine tendono ad accettare più facilmente qualcuno sul loro territorio – sempre temporaneamente, dato che sono una specie territoriale – , specie se lo classificano come una creatura divertente e non un pericolo, mentre i maschi sono decisamente più diffidenti.

Comportamento
Ironicamente, mentre tutto il loro corpo è estremamente flessibile, la loro mimica è minimale e difficile da comprendere. Ciò che bisogna osservare per capire i loro stati d'animo sono occhi, orecchie e punta della coda; gli esemplari meno comunicativi sembrano avere una costante poker face.
I draghi gettaombre sono creature di un'intelligenza brillante, in qualche misura più fredda di quella umana. Il loro maggiore nemico è la noia, che cercano di combattere in qualunque modo possibile.
Sono creature che possono facilmente scadere in comportamenti ossessivi se non ricevono stimoli appropriati; molti esemplari sono accaparratori compulsivi, se non di metalli e/o pietre preziose – che scatenano la brama di quasi tutti i Verusdraco – possono esserlo di qualunque altra cosa gli abbia fatto piacere trovare in passato.
Di solito il passatempo preferito dei gettaombra sono le storie: libri, fumetti, pergamene con disegni, storie a voce, murales; ne sono avidi. Nei tempi antichi si diceva addirittura che rapissero gli uomini e le donne che passavano vicino alle loro tane, nascoste tra le montagne, e li rilasciassero solo in cambio di belle storie.
Quando sono adeguatamente stimolati, i gettaombre sono conversatori brillanti e di mente aperta, sebbene possono risultare difficili da comprendere ad alcuni e un po' oscuri. A volte si divertono ad imbrogliare la gente, più per curiosità che per vera cattiveria.
L'abilità da cui prendono il nome, indicata di solito con i termini inglesi “shadow casting” – o solo “casting” – , viene utilizzata per proiettare ombre specifiche, allo scopo di scacciare o attrarre nemici o prede. Sono anche utilizzate nel corteggiamento, o semplicemente per divertirsi alle spese di coloro che attirano nella loro tana.
Può capitare che debbano assumere posizioni buffe per fare proprio l'ombra che vogliono, ed è il motivo per cui scelgono di solito un punto inaccessibile per il loro casting: tendono ad essere draghi orgogliosi e si vergognerebbero moltissimo di essere visti così da tutti.
È molto difficile che lascino il loro territorio in cui sono nati per trasferirsi in un altro posto, e generalmente lo fanno solo se si avvicina un pericolo che credono di non essere assolutamente in grado di fronteggiare. Hanno un forte istinto di sopravvivenza, che li spinge a porre la propria incolumità di fronte al resto.
Il motivo principale per cui non abbandonano mai il loro territorio, oltre alla loro forte possessività e all'istinto protettivo, è che sentono il bisogno di conoscere ogni anfratto delle loro tane, cosa indispensabile per la buona riuscita del loro casting.
La visione e il rapporto che hanno con le altre creature dipende molto dalle esperienze dei loro primi di anni di vita. Alcuni potrebbero considerare gli esseri umani al pari di Verusdraco molto piccoli e scacciarli senza ucciderli dai loro territori, altri essere amichevoli oppure considerarli in tutto e per tutto alla stregua di prede, mentre altri potrebbero addirittura avere una visione mista e “meritocratica” degli umani che incontrano, rispettando quelli che li intrattengono e si dimostrano particolarmente ingegnosi, ma cacciando altri esemplari della stessa specie allo scopo di nutrirsi.

Magia e fuoco
I Gettaombre si affidano principalmente alla loro magia, che è tipicamente di tipo oscuro, dunque le loro capacità di sputare fuoco sono piuttosto ridotte rispetto a quelle di altri Verusdraco e dipendenti più da meccanismi fisici che da accorgimenti magici.
Il fuoco dei Gettaombre ha un meraviglioso color amaranto, e raggiunge di solito intorno ai 525 °C. Non sono in grado di produrre fiammate continuate, le loro fiamme si presentano come brevi ma potenti vampate, causate dal contatto di un liquido infiammabile di loro produzione con l'ossigeno atmosferico.
Sono maghi abili, e potrebbero utilizzare il loro potere naturale per fare buona parte del casting. Però la caccia “tradizionale” è una sorta di arte tramandata di generazione in generazione, e considerata più impegnativa, e pertanto meno noiosa, del casting magico.
Stranamente, di solito utilizzano la loro magia per incoraggiare la flora a crescere dentro e attorno alla loro tana. Hanno il pollice verde, chi l'avrebbe detto? Non è un dettaglio molto conosciuto su di loro.

Nascita e crescita
Le mamme gettaombre depongono due uova, più raramente uno solo, in un nido peculiare. Una volta delimitata una circonferenza attorno alle uova, costruiscono poi un secondo cerchio delimitato esternamente e internamente da pietre intorno al nido, che riempiono di materiale infiammabile e a cui danno fuoco, generando fiamme controllate per riscaldare le uova. Generalmente le femmine di gettaombre che hanno concluso con successo una deposizione aspettano almeno due-tre anni prima di riprodursi nuovamente.
Così come le femmine dei mammiferi producono il latte sotto la spinta ormonale di una gravidanza, le femmine di gettaombre sono in grado di produrre un liquido da alcune ghiandole poste sui polsi che si solidifica velocemente a contatto con l'aria, chiamato “seta di drago” o “ragnatela di drago”.
A differenza della vera seta, è praticamente impossibile da tessere.
Viene usato dalle neo-mamme per ancorare le uova al terreno ed evitare che possano rotolare giù in caso di pendenza, visto che vivono in un ambiente montano, (e visto che c'è del fuoco lì vicino, insomma) e per diminuire le possibilità che vengano rubate in loro assenza. Le uova sono color crema con sommità e macchie su tutto il guscio color nocciola. Sono relativamente fragili.
Le uova schiudono circa 160 giorni dopo essere stati deposti; i piccoli gettaombre sono uniformemente grigi, senza alcun tipo di marking, che apparirà solamente con l'adolescenza; hanno occhi grandi, blu e “all'insù”, che sembrano costantemente tristi. A differenza dei piccoli di altri Verusdraco rimangono nell'uovo per un tempo relativamente breve, uscendone appena è possibile invece di rimanere dentro per accumulare informazioni o ad attendere un dragoniere.
La madre impartisce le prime lezioni ai draghetti, lasciando che si irrobustiscano. Dopo circa due settimane e mezza i due piccoli vengono separati, e ne viene affidato uno al padre e uno alla madre. Nel caso il cucciolo sia uno solo, la precedenza è data alla madre.
È in questo momento che vengono affidati i nomi definitivi ai draghetti, che finora sono stati chiamati dalla madre con dei nomignoli provvisori, in genere di natura affettuosa.
I genitori si devono ora occupare di proteggere la prole, nutrirla e trovare loro una tana tutta per sé. Man a mano che crescono, li porteranno a visitarla per tempi sempre più lunghi per farli entrare in confidenza con la loro nuova casa, finché non li riterranno abbastanza abili ed indipendenti da lasciarli lì definitivamente. Questo processo prende tempi diversi a seconda del draghetto, che possono andare da un paio di settimane al raggiungimento della pubertà.

Vita sociale e corteggiamento
Essendo creature solitarie e territoriali, i gettaombre hanno una situazione sociale piuttosto complicata. Il momento in cui sono più predisposti all'incontro con altre creature, della propria o di altre specie, è il loro periodo riproduttivo.
Preferiscono essere loro ad iniziare ogni contatto, ma sono in generale una specie schiva che preferisce rimanere nell'ombra.
I gettaombre non sono monogami, ma può capitare che si creino dei legami duraturi tra un maschio e una femmina che si sono occupati della stessa cucciolata, e se entrambi si trovano piacevoli e genitori affidabili è più semplice che si scelgano nuovamente.
Durante la stagione degli amori, i maschi e le femmine lasciano ogni giorno le proprie tane per qualche ora alla ricerca di altri gettaombra. Il corteggiamento vero e proprio consiste di tre fasi: incontro, ballo, e appuntamenti. Quando due gettaombre si incontrano per prima cosa si coinvolgono l'un l'altro in uno scontro verbale in cui saggiano la personalità e l'intelligenza l'uno dell'altro. Se rimangono colpiti e iniziano a valutare quello che hanno incontrato come un possibile partner, si inchinano e aprono le membrane intorno alla testa; se l'altro non lo imita, i due prendono strade diverse, altrimenti iniziano una complicata danza che coinvolge lo spiegamento di tutte le membrane sul loro corpo. Se rimangono soddisfatti da ciò che vedono nel partner, iniziano a frequentare per qualche giorno l'uno la tana dell'altro a turni e a condividere storie e oggetti.
Concluso il corteggiamento, avviene l'accoppiamento, di solito nella tana di lei. Il maschio ritorna alla propria tana accumulando scorte extra per quando nasceranno i piccoli, e la femmina torna a cercarlo quando è il momento di affidargli uno dei cuccioli.
Dato che sono schizzinosi e hanno standard e un rituale di corteggiamento molto precisi, è praticamente impossibile l'incrocio con altre razze.


Habitat e dieta
I gettaombre vivono esclusivamente in habitat montani, all'interno di
caverne che imparano a conoscere sin da cuccioli.

Dall'Austria si sono sparsi anche sul resto delle Alpi, e addirittura alcuni esemplari hanno provato a spostarsi sull'arco appenninico, ma sono stati spesso scacciati dalle razze indigene, e ovviamente sono presenti anche sull'isola di Shadow Castle.
Sono carnivori, anche se sono curiosi e provano volentieri alimenti nuovi. Sono intolleranti al lattosio e digeriscono i cereali con qualche difficoltà.

Draghi gettaombre famosi
I draghi gettaombre, nonostante la loro intelligenza e sagacia, sono creature allo stesso tempo molto private e schive che evitano appositamente la fama.
Per questo motivo, vi è praticamente un solo gettaombre che può considerarsi famoso, ed è la dragonessa proprietaria di Shadow Castle, un isolotto al largo di Horn Blu Island, dove organizza regolarmente il più grande evento di cantastorie ad oggi, un festival che occupa l'intero isolotto.
Non ha mai rivelato il nome che le è stato assegnato dai suoi genitori, ma è conosciuta dai frequentatori del Festival delle Storie di Shadow Castle come “Ombraia” (Shadow Weaver), per la sua immensa abilità nel raccontare storie usando i suoi talenti per animare i racconti con delle ombre cinesi assai realistiche.
Ha dichiarato durante il Festival del 1975 che svelerà la storia della sua vita, e il suo nome, poco prima di morire. Nel caso morisse prima di riuscire a raccontarla, è già stata scritta e per sua volontà sarà raccontata dal vincitore del festival che sarà organizzato in sua memoria nell'anno della sua dipartita.

Curiosità
  •  Gli umani che sapevano come “utilizzare” le ossa di Gettaombre cercavano di mantenere segreta la loro esistenza, alimentando le credenze popolari per essere i soli a poterle trovare ed usare; riducendo in polvere le ossa dei Gettaombre e unendole per ottenere una miscela di sostanze base con feldspati, quarzo, carbonato e cloruro di sodio e poi lavorati, si può ottenere uno smalto dal color oro fuso vellutato e vivido anche senza aggiunta di coloranti. Viene anche chiamato “Smalto del Falsario”, perché in passato è stato utilizzato per ricoprire monete false di leghe non-preziose allo scopo di farle apparire d'oro.
  • Il nome che loro preferiscono è Schattenzauber, la loro denominazione originale in tedesco, ma in italiano sono chiamati draghi “Gettaombre” e in inglese “Shadow casters”. Difatti, il loro nome ha lo stesso significato più o meno in tutto il mondo, tranne in Ungheria, dove prendono il nome di “Sárkány csont nélkül” cioè “draghi senza ossa”.
  • I cuccioli di gettaombre sono considerati tra i cuccioli più irresistibili fra i draghetti. Dato che sono sia estremamente snodati che molto goffi, si rendono protagonisti di una serie di episodi comici e teneri, ed anche se sono molto intelligenti e curiosi, sono fondamentalmente più “cuccioli” degli altri Verusdraco che accumulano le informazioni all'interno del loro uovo e nascono molto meno impacciati. Hanno anche grandi occhioni blu che sembrano sempre tristi, e sono molto attenti e affettuosi.


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venerdì 11 maggio 2018

ICDL illustrazioni - Mini Mark McWoodland collection parte 1


Chibi Mark McWoodland e chibi Shadow Ermesson in un vecchio disegno del 2011. Disegnato a penna e colorato in digitale.

Sia Mark che Shadow sono personaggi della nostra saga di libri più vecchia, quella di Scontramondi! E sono una parte fondamentale dell'intero Cammino delle Leggende.
La mini-gallery di oggi è dedicata a lui. Ma l'abbiamo disegnato così tante volte che ci saranno altri capitoli dedicati, non temete!
Potete ammirare, di seguito, l'Oscuro Ministro assiso sul suo trono nero, colui che porta la vita e la morte. Da notarsi quello sfigato di Harry Griffin che cerca di sembrare serio e determinato anche se il suo ruolo, nell'immagine, è solo quello di reggere la fonte di luce. Un candelabro, in pratica.
Anche questo è un disegno vecchio e fatto con la biro nera, del 2011 per la precisione, quando Mark McWoodland non aveva finito il suo "restyling" e aveva ancora gli addominali fichi wattpadiani da protagonista. 



Un altro chibi McWoodland? Un altro chibi McWoodland. Con la falce e la bandana. Ormai avrete capito qual'è la sua arma preferita, no?
Esatto, il coltello.
Ahahaha. No. Cioè, si, la sua arma preferita è il coltello, ma la sua arma cerimoniale tradizione e tutte quelle cose lì (insomma, quello che lo obbligano ad usare perché fa fico) è la falce.




E ora un bel ritratto di tutti i protagonisti base del primo libro della saga di Scontramondi! John (mamma mia, che faccia brutta che gli abbiamo disegnato qui), Harry griffin con la canottiera di Batman, Mark McWoodland in tutta la sua immensità e Kate, la ragazza canonica del gruppo (non vi preoccupate, più avanti con la saga si sconvolge tutto e il party di avventura diventa composto tipo tutto da femmine e da McWoodland). Oh, e c'è anche un drago sullo sfondo! Shadow, è Shadow, non potrebbe essere nessun altro. Forse. Ovviamente anche questo è un vecchio disegno, del 2012. E starete iniziando a chiedervi "Oh, ma quando li cacciate fuori i disegni quelli belli bellissimi nuovi?". Abbiate pazienza che pubblicheremo tutto. abbiate pazienza.




E va bene, ora mettiamo un disegno un po' più moderno del nostro gigante dai capelli rossi... o meglio, dai capelli brizzolati, perché il tempo passa e lui invecchia (e noi disegniamo sempre meglio). Ecco una sua rappresentazione, in digitale, realizzata il 4 marzo del 2018 (qualche mesetto fa). È sempre più un figone. No. Non si dicono queste cose di McWoodland, lui è un personaggio serio, un combattente, siore e siori, non è qui per fare il figone alto due metri, giuriamo, è solo un effetto collaterale.
Un milione di punti se indovinate a chi è ispirato il suo aspetto fisico! E tanto, se non lo indovinate, ve lo diciamo nel prossimo capitolo, ohoho. 




E niente, ritorniamo subito indietro nel tempo.
Altro vecchio disegno del 2012, altra rappresentazione dal fisico atletico-asciutto-addominalato (che poi abbiamo trasformato in uomo-vero-capace-di-combattere-orsi-che-se-ne-frega-di-essere-scolpito-e-palestrato) con falce fichissima (lui non ha questa falce, giuriamo, combatte con una di quelle per falciare il grano, però speciale, con la lama rinforzata), cappotto indossato senza maglietta per far vedere gli addominali e mancanza di cicatrice sotto l'occhio sinistro. Insomma, uno scempio. Fra 'n poco manco ci somiglia a Mark McWoodland. Ma vabbé, avevamo in mente lui quando l'abbiamo disegnato, quindi è lui.




E ora, di seguito, avrete un altro disegno del 2011, ma fatto più tardi di quello sopra. Come vedete, gli addominali perfetti e il fisico asciutto-ma-atletico stanno già iniziando a scomparire.
Si tratta della rappresentazione di una tattica che il Ministro sfodera solo in casi di estrema, assoluta necessità... il controllo degli insetti! Yeah!:




"E il cielo dietro di lui divenne nero, come il catrame, ronzante e rigurgitante di centinaia di miliardi di insetti volanti. Non erano solo mosche, ma zanzare, falene, tipule giganti, api, libellule e calabroni splendenti e cervi volanti dalle lunghe mandibole, coccinelle e ronzanti, gigantesche, cavallette affamate.
Cosa doveva essere, spezzare la propria mente in così tanti frammenti, per controllare ciascuno di quei piccoli esseri, così diversi dagli umani? Era quasi come morire. Morire centinaia e centinaia di migliaia volte, lacerando i propri pensieri per distribuirli. Ma il Ministro doveva farlo.
Il cielo intero fu inghiottito dalle ali e dai corpi accalcati, ogni possibile corpo astrale si oscurò dietro una coperta viva fatta di gorghi di zampe, occhi e antenne che consumava ogni filo d'erba, ogni foglia: era giorno e pareva notte. "

ICDL Illustrazioni - Mini Ermes collection 1


Ermes Siegader To'Rvak, il "Big Evil" della nostra saga, è anche uno dei nostri personaggi più disegnati (e forse il più antico di tutti, creato più di dieci anni fa). Ecco qualcuna delle illustrazioni che lo riguardano!
Molti di voi hanno visto la copertina di "Io sono il Drago", con Ermes rampante... sapete come è nata? Prima di tutto l'intero disegno è stato realizzato con una penna a sfera nera, su un comune foglio A4 (di quelli scarsi, che si usano per le fotocopiatrici, per capirci). Il risultato era questo:






Una curiosità: è stato il primo drago che abbiamo disegnato nell'anno 2017! E ci ha portato fortuna, a modo suo.
Dopodiché è stato colorato in digitale, con un mix di MyPaint e Gimp. Inoltre sono stati aggiunti i "sigilli magici". Ta-da!







Se avete letto "Io sono il Drago" avete probabilmente già visto il disegno che stiamo per mostrarvi di seguito, ma questa è una raccolta, e quindi ce lo buttiamo lo stesso. Ermes cucciolo!








Era quasi carino, non è vero? Ma non ancora abbastanza.  E allora dobbiamo vederlo ancora più giovane... Ermes neonato (realizzato anche questo con la biro nera):






E sempre con la biro nera, questo veloce sketch della scena in cui il Gran Slatha Uthurbe insegue l'ancora giovane Ermes distruggendo la città, nel capitolo "Un glorioso, giovane assassino" di "Io sono il Drago":







Ah, e l'avatar del 2017 della pagina di Facebook dedicata al Cammino delle Leggende è... ma si, proprio Ermes!





E poi ci hanno chiesto

E poi ci hanno chiesto... se Ermes potesse scegliere una canzone che lo rappresenta, quale sceglierebbe? Beh, in realtà ne ha tante (Su tutte possiamo citare "Don't mess with me" dei Temposhark e la versione di "The World" di Johnathan Young), ma abbiamo scelto di ritrarlo qui con il testo di una canzone a cui siamo particolarmente affezionati, "Control" by Halsey:






domenica 15 gennaio 2017

Draghi dorati

(Did you get lost, wanderer? If you're looking for this page in English, you can find it HERE!)

Draghi dorati maggiori
(Verusdraco sapiens aurea)



Origine
Si tratta di una razza antica, ma che nel tempo è andata incontro a diversi cambiamenti per adattarsi al loro mutato stile di vita. Inizialmente i draghi dorati maggiori erano più piccoli e di poco più snelli, con un colore della pelle che variava dal marrone chiaro al sabbia brillante, ideale per mimetizzarsi nelle savane e nei deserti. Dopo l'inizio della convivenza con gli esseri umani, per qualche ragioni i draghi dorati iniziarono ad appassionarsi alla raccolta di gemme e metalli preziosi e divennero guardiani dei più ricchi tesori. Il loro colore e la loro forma fisica cambiò: divennero più grossi, più pesanti e di un colore molto simile a quello dell'oro che proteggevano. Un drago dorato maggiore, disteso su una cascata di monete d'oro, ha quasi lo stesso identico colore di quest'ultimo e il pattern delle squame, a bordo rotondo, somiglia molto a un mucchio di monete, permettendogli di non essere immediatamente visto da un ladro che entra a saccheggiare i tesori, potendolo così cogliere in fallo e punirlo.

Aspetto
I draghi dorati maggiori sono cugini dei draghi dorati minori, ovviamente, e con essi condividono il colore delle squame e della membrana alare, entrambe dorate. Le loro somiglianze terminano qui: il drago dorato maggiore è pesante, con zampe tozze e muso spesso, capace di raccogliere l'acqua nei tessuti corporei per consumarla lentamente più tardi, retaggio di quando queste creature vivevano nei deserti. Le corna dei dorati maggiori, così come tutte le spine e gli artigli, sono di colore nero o bruno molto scuro, lisce e senza nodi. Possiedono solo due corna appuntite e dritte che continuano all'indietro il profilo della testa. La punta della coda non termina in alcun barbiglio o punta cornea, come accade in altre specie, ma è semplicemente ricoperta di piccole scaglie quasi completamente rotonde, come centesimi.
I denti sono parzialmente differenziati: sebbene non siano divisi in veri incisivi, canini, molari e premolari, tendono ad imitarli e sono atti alla masticazione.
Sono draghi di taglia medio-grande e un adulto può pesare fino a cinque tonnellate di peso. Anche le loro ossa sono cave e l'apertura alare può superare i ventisette metri, questo perché è necessaria una superficie alare enorme per tenere in volo uno di questi corpulenti draghi!
Nonostante le possenti ali, i draghi dorati maggiori non amano staccarsi da terra e per loro è notevolmente faticoso, ma all'occorrenza (soprattutto per salvare qualche tesoro rubato) sono capaci di notevoli scatti aerei.
Le orecchie non possiedono padiglione e il timpano è protetto solo da una squama traslucida modificata, chiamata auroscala, che impedisce allo sporco di entrare nel timpano e al timpano stesso di non vibrare troppo forte durante il volo.
Spesso questi draghi sembrano “grassi”: talvolta questo è dovuto all'accumulo di acqua nei tessuti, altre volte è autentico adipe, essendo essi molto propensi a ingrassare e condurre una vita sedentaria.
Il dimorfismo sessuale è molto accentuato e i maschi sono più piccoli (sebbene non più snelli), con corna più affilate e lunghe e colori più brillanti, soprattutto sulle ali, mentre le femmine hanno corna corte e più smussate, muscoli del petto e delle zampe anteriori più possenti e coda appena più corta. Talvolta i maschi possiedono una coppia di spine nere sui garretti delle zampe posteriori, il cui uso non è chiaro nemmeno a loro.


Comportamento

I draghi dorati maggiori amano l'oro e il cibo, sebbene non siano possessivi quanto possa sembrare: non è il possesso, ma la presenza dell'oro stesso che li esalta. Come molti draghi antichi, hanno una società complessa e rapporti gerarchici talvolta incomprensibili per gli umani; ad esempio non è dovuto rispetto ai capi degli stormi (sebbene uno stormo di draghi dorati sia un evento eccezionalmente raro) tanto quanto ai giovani con una bella voce e i loro modi di salutarsi variano da rango a rango e da regione a regione.
I draghi dorati hanno una memoria lunghissima e ricordano con precisione le facce degli altri draghi e persino degli umani che hanno visto anche dozzine di anni prima, perciò i ladri di tesori devono stare molto attenti a non rivelare il proprio volto, neppure per un secondo, se il custode di un tesoro è una di queste creature.
I draghi dorati maggiori amano anche cantare e lo fanno con voce bassa e spesso utilizzando vocaboli del tutto inventati, che ad un orecchio inesperto possono sembrare draconico o una qualche altra lingua ancora più arcana. Talvolta usano le parole di diverse lingue che gli suonano piacevoli per creare delle canzoni-collage e sono capaci di imitare anche alcuni dei versi animali. Uno dei ritornelli dei più noti testi musicali della loro cultura, recita:

Banana gold animalis
Ek is 'n goeie draak
ang usa ka maayo nga dragon
I am bello drago oh oh oh
*verso dell'orso* Christmas”

In genere, il carattere di un drago maggiore dorato è schietto, diretto, aperto al divertimento e alle sperimentazioni, ma non molto all'attività fisica. Ridono spesso, con un suono caratteristico che somiglia a un piccolo rombo di tuono e possono emettere fischi acutissimi per motivi diversi, fra cui richiamare il proprio partner che si è allontanato troppo.

Nascita e crescita

I cuccioli di drago dorato maggiore nascono da uova, incubate per un periodo variabile fra le due settimane e i due mesi. Il guscio delle uova è mediamente
morbido e toccarlo è molto simile a toccare una palla di formaggio e le uova stesse sono capaci di rimbalzare per non danneggiarsi ai piccoli urti.
Il draghetto esce dall'uovo grazie ad uno speciale dente di cheratina, che cade poco dopo la nascita, e si aiuta con gli artigli per lacerare il guscio dell'uovo. La madre, in seguito, mangia la scorza vuota per assumere calcio supplementare e anche perché ha un sapore delizioso.
Il neonato ha un sacco vitellino e possono non assumere cibo per altre due o tre settimane dalla nascita, anche se spesso i genitori cominciano a nutrirli fin da subito. Come tutti i draghi grandi, sono lenti a crescere e raggiungono la piena maturità e la capacità di riprodursi solo superati i venticinque anni. La crescita di un drago dorato maggiore continua allo stesso ritmo per i primi sedici anni di età, dopodiché rallenta senza però mai fermarsi fino al raggiungimento del loro peso massimo, ovvero le cinque tonnellate.

Vita sociale e corteggiamento
I draghi dorati hanno, come già anticipato, un'intensa vita sociale. Amano parlare con gli umani, con gli altri draghi, con i draghi della loro specie e perfino a loro stessi, da soli.
Non vivono in veri e propri branchi, ma possono riunirsi in gruppi di massimo quattro esemplari, conosciuti gergalmente come “coinquilini” o “studenti” perché il motivo dietro queste riunioni è generalmente lo studio di qualche cosa (molto spesso la musica).
Talvolta, per attirare le femmine, i maschi fingono che i loro coinquilini più grandi siano altre femmine e si mostrano come coppie felici che però poi si separano a seguito di violenti litigi: da quel momento il giovane maschio, che ha dimostrato di essere un ottimo partner, è single e pronto ad essere accalappiato. Questo trucco può tuttavia funzionare solo fra draghi molto giovani, poiché con l'avanzare dell'età, nessuno maschio potrebbe essere scambiato per una femmina.
Altre volte, i maschi si riuniscono in gruppi e danno vita a finte zuffe allo scopo di mostrare la propria prestanza, ma questo trucco generalmente non funziona, essendo le femmine poco interessate ai maschi che si azzuffano.
I draghi dorati non chiamano il corteggiamento con questo nome, né parlano di periodo degli accoppiamenti: il tempo degli amori per loro è definito come il “momenti dei trucchi” perché tutti i maschi (solo i maschi corteggiano) si danno da fare per inventare le scenette più divertenti per colpire le femmine con la loro arguzia e talvolta prestanza fisica.
I draghi dorati non formano coppie stabili, ma numerose “amicizie”: draghi da cui sono attratti e che durante il periodo della riproduzione possono essere scelti come partner, mentre nel resto dell'anno si frequentano per cantare, parlare o cacciare insieme. Nei tempi passati, si credeva che i maschi avessero veri e propri harem, ma in realtà entrambi i sessi possono scegliere fra diversi partner. Un maschio e una femmina che non hanno intenzione di riprodursi scegliendo l'altro, ma che vivono comunque insieme, sono detti “coppia singola”, mentre un maschio e una femmina che vivono nello stesso antro e hanno intenzione di riprodursi sono detti “doppia coppia” perché il numero medio di uova deposte da un drago maggiore dorato è due.
I cuccioli sono accuditi da tutti i conquilini, dai genitori e dagli “amici” dei genitori, in una sorta di gigantesca famiglia allargata, per cui devono viaggiare spesso da un antro all'altro e conoscere cugini, zii e fratellastri. L'educazione dei cuccioli è più breve che in molte altre specie e già a tre anni di età i giovanissimi sono liberi di rimanere nel loro nucleo familiare o riunirsi ai loro fratelli e cugini preferiti per formare un gruppo di coinquilini che andrà a vivere molto lontano dalla famiglia originale.
Molto raramente un drago dorato si accoppia con un drago di un'altra specie, soprattutto durante il loro periodo fertile (che va dall'inizio alla fine di Marzo), essendo essi molto fieri della propria razza e del proprio genoma, rifiutando così agli estranei di interferire con la riproduzione. Al contrario della maggior parte degli altri draghi, quelli dorati contemplano l'accoppiamento che non sia a fine strettamente riproduttivo e perciò talvolta corteggiano, al di fuori del tempo dei trucchi, altre razze di draghi, che però solitamente non sono altrettanto inclini a spendere energie in un accoppiamento senza ricavarne delle uova.
Un detto popolare dice che tutti i draghi dorati si conoscono fra loro, come i frati di un convento e sembra proprio che sia vero: ciascun drago dorato sul pianeta ha visto, almeno un'altra volta nella vita, ogni altro drago dorato esistente. Come sia possibile, visto che gli adulti viaggiano poco o nulla, è un vero mistero.

Habitat e dieta
I draghi dorati maggiori amano i luoghi asciutti. Caverne umide e piene di tesori? Non fanno per loro, nonostante i tesori gli farebbero sicuramente gola. I draghi dorati amano la pietra calda, la sabbia e i cactus, che fanno parte della loro dieta, perciò sono ampiamente diffusi nella zona Equatoriale e nei deserti sia in Africa che in America (dove sono arrivati prima di Cristoforo Colombo e senza sapere come abbiano fatto, visto che non amano viaggiare). Sono onnivori, ma a prevalenza carnivora, e mangiano letteralmente qualunque animale, persiono piccoli come scarafaggi e mosche, sebbene non siano di grande sostentamento per loro. “Ogni fegatino di mosca è sostanza” È uno dei loro detti più comuni, a significare che ogni briciola di cibo concorre al loro sostentamento e la loro propensione ad acchiappare ed ingoiare le piccole cose che si muovono può sembrare quasi patologica.
Per cacciare prede più grandi, si sotterrano sotto dune di sabbia o si ricoprono di sterpi secchi e attendono completamente immobili finché le prede non gli salgono letteralmente con i piedi in testa e allora, molto semplicemente, aprono le fauci, fanno scattare il potente collo e uccidono la loro preda, mangiandola poi con calma e gusto.

Draghi dorati maggiori famosi
Dollaro
Picustia Gro'baker

Curiosità

  • L'incrocio fra un drago dorato maggiore e un drago guardiano è detto drago tesoriere ed è considerata una delle razze di drago più letali e “perfette”.
  • L'incrocio fra un drago dorato maggiore e un drago bianco viene definito “drago angelo” ed è sterile, perciò non considerabile come una sottospecie a parte.
  • L'incrocio fra un drago nero e un drago dorato maggiore è un drago nero un po' più grasso.
  • Un nome scherzoso con cui vengono definite le uova dei draghi dorati maggiori è “formaggioni”.
  • La parole “grasso” e “obeso” vengono considerate inesistenti dai draghi dorati maggiori e fingono spesso di non comprenderle.
  • Le esuvie lasciate dopo le mute dai draghi dorati sono dorate anch'esse e di grande pregio.
  • I draghi dorati sono capaci di sputare fuoco, ma molti li credono incapaci perché non lo fanno quasi mai.
  • In compenso sputano. E la loro saliva è densa e appiccicosa come colla.
  • Giulio Cesare era un dragoniere e aveva un drago dorato, ma questi era così pigro che non usciva mai dalla sua tana e quindi molti non sapevano della sua esistenza. Si chiamava Pallal ed era una femmina.
  • In origine i draghi dorati maggiori avevano sei dita per ciascuna zampa: il numero si è ridotto nel tempo fino a cinque per ciascuna delle zampe anteriori e quattro per ciascuna delle posteriori.
  • Nel 1100 viene inventato il gioco della dama, ma pochi sanno che è stato una dragonessa dorata maggiore, Picustia, a inventarlo con le regole che conosciamo oggi!
  • In Francia venivano chiamati Dragons des pierres, ovvero draghi delle pietre, da intendersi come pietre preziose.
  • In lingua Zulu, si chiamavano sawubona isibankwa, tradotto liberamente “lucertola che saluta” per via della loro propensione a salutare i passanti.
  • In lingua inglese erano conosciuti, oltre che come “Major golden dragons” anche come “gay dragons”, ovvero draghi gioiosi, per via della loro attitudine leggera e allegra e per la loro capacità di affrontare a cuore leggero persino i lutti familiari. Questa definizione si è purtroppo persa con il tempo per essere sostituita da un più cupo “fat yellow dragons”, ovvero draghi gialli grassi.
  • Quando un drago dorato maggiore muore, la sua famiglia da un nome simile a quello del defunto ad un cucciolo neonato. Ad esempio, se il drago che è morto si chiama “Oester”, la famiglia darebbe ad un nuovo cucciolo il nome di “Chester”.
  • In realtà non sono così grassi quanto i nomignoli con cui vengono chiamati e il loro metodo di caccia lascerebbero intendere, ma solo un po' pigri: sono capacissimi di correre per molto tempo (anche se non a grandi velocità) e di eccezionali scatti in volo (anche se non per molto tempo).
  • Le loro scaglie un tempo erano considerate un bene preziosissimo e le corna degli esemplari morti potevano essere lavorate per produrre statuine e altri oggetti decorativi.
  • Odiano mangiare i limoni, ma non le foglie di limone.
  • La sezione “curiosità” per la scheda dei draghi dorati è la più lunga di tutte le sezioni “curiosità” mai scritte su schede che descrivono razze di draghi. 

🌵🎨Tutti i disegni in questa pagina (e molto probabilmente anche in tutte le altre pagine, se non diversamente specificato) sono stati realizzati dalle nostre artiste, Furiarossa e Mimma. Potete vedere altri loro lavori e/o supportarle (e supportare così anche tutti i Cactus di Fuoco ;)) sulla loro pagina Patreon. Diventate patroni delle arti!🌵🎨

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