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lunedì 7 settembre 2015

Colombi e... Patreon.


Ma da quant'è che non scrivo una pagina di diario?
Scusate, ma ho avuto così tanto da fare e così tanto per cui gioire e così tanto da vivere e da disegnare che scrivere per il diario non mi sembrava una buona idea. Anche adesso, sto scrivendo in una breve pausa, ho comunque un sacco di cose da fare e sto aspettando il ritorno di mio padre, che sta accompagnando la Mimma a casa di Annarita (che è appena tornata da una breve vacanza di circa una settimana in cui è stata a... Mirabilandia, credo). A propsoito di Annarita: la sua gatta, Chloe, sembra proprio essere scappata di casa durante le vacanze, forse perchè si sentiva molto sola. La ritroveremo? Non la ritroveremo? Come si fa a trovare un gatto smarrito a cui la padroncina si è rifiutata di far indossare un collare e di insegnarle a venire al richiamo? E dire che glielo avevo detto che era importante! E ora lei ha perso la gatta e ne aveva tanto voluta una, ma è già pronta a sostituirla... bah. Se io perdessi Lily o Vitali, di sicuro mi metterei a cercarli come una pazza in giro, non direi “vabbè, se non ritorna ne prendo una nuova”. Ma sono modi personali di vedere le cose, se a lei sta bene così, personalmente non sono nessuno per giudicare la sua sensibilità personale. Cioè, sono qualcuno, e questo è il mio diario, ma non mi sento comunque la persona giusta per sputare sentenze.
Oltre a Chloe, sapete chi è che se ne va in giro e si allontana molto? I nostri colombi. Ma loro, al contrario della micina di Annarita, ritornano eccome! La mattina fanno i loro giri di ricognizione, se ne vanno chissà dove, ma poi all'improvviso arrivano sorvolando il cimitero (con stile ragazzi, con stile!) e vengono a posarsi sulle nostre spalle e chiedere da mangiare pigolando. Sono bellissimi, le loro zampe grigie stanno iniziando a diventare rosse come quelle degli adulti finalmente, e non avrei mai pensato che salvare due colombi potesse dare così tanta soddisfazione. 

Mio padre è tornato, abbiamo deciso che prima di fare un acquisto su zooplus, proveremo a vedere se troveremo un integratore vitaminico per gattini in farmacia. Lily è molto piccola, per la sua età, e ha avuto (a causa dell'infestazione da vermi) difficoltà a crescere, così le vorremmo dare una piccola spinta.
Ma parliamo un po' di scrittura: finalmente abbiamo terminato di scrivere il Tomahawk del Wendigo e appena ciò è accaduto, appena messa la parola fine, la mia partner di scrittura si è volatilizzata. Beh, spero che non sia morta! Ogni volta che lei si volatilizza (e succede abbastanza spesso) il mio primo pensiero è “è morta”, anche perchè dalle parti dove abita lei la criminalità è ben altra cosa rispetto che da noi, così come pure l'incidenza degli incidenti automobilistici e non (perdonate il gioco di parole) e le possibilità di schiattare avvelenati da una dieta sbagliata. Ma ho imparato a non preoccuparmi troppo perchè, alla fin fine, la Lady ricompare sempre viva, forse leggermente malconcia, ma sempre viva e pronta a ricominciare.
Per ora sto facendo qualcosa che mai normalmente mi sognerei di fare: sto navigando su Facebook. E perchè lo sto facendo? Per vedere se ci sono gattini in adozione. Ma di questo ne parleremo un'altra volta...
Caro diario, sono contenta perchè su Patreon ho il primo patron!
Ok, andiamo con calma: cos'è Patreon? Aspetta, cerco una risposta soddisfacente su internet, te lo spiegherà sicuramente meglio di come lo farei io con il poco tempo che ho a disposizione...
Uso un estratto preso da questa pagina qui Patreon e il crowdfunding per la creatività:
“Nato meno di un anno fa, Patreon è un’interessante frontiera del crowdfunding: una piattaforma di raccolta fondi specificamente pensata per le persone creative che producono periodicamente contenuti testuali, audio, video, fumetti o anche videogame. Con Patreon puoi scegliere se ti interessa iniziare una campagna per raccogliere fondi, oppure se scoprire progetti editoriali interessanti a cui offrire il tuo supporto.
Patreon funziona in modo molto semplice. Prendiamo come esempio la campagna di una ipotetica artista che compone canzoni: se decidi di darle il tuo supporto, puoi scegliere di darle un minimo contributo (diciamo 2 dollari) ogni volta che pubblica una nuova canzone. Puoi decidere anche un limite mensile massimo, in modo da tenere sotto controllo le tue finanze senza rinunciare a una certa dose di mecenatismo nei confronti dei creativi in cui credi.[...]
A differenza del classico crowdfunding, su Patreon i contenuti sono generalmente gratuiti, perché non si sta comprando un servizio o un prodotto. Le donazioni servono esclusivamente per supportare gli artisti preferiti, al fine di donare loro un’autonomia che è ingrediente fondamentale per la creatività.”
Ecco. Questo è Patreon. Solo che si può decidere di essere pagati per contenuto pubblicato (come avete letto nella spiegazione) oppure mensilmente, se si è fra quelle persone che pubblicano così tanti contenuti che se vengono pagati per ognuno di quelli ammazzano il proprio patron. Il patron è la persona che decide di supportare economicamente l'artista e io ne ho fino ad ora uno solo (ma sono contentissima perchè almeno un mecenatuccio ce l'ho, da cinque dollari al mese, ma ce l'ho). Se dovessi farmi pagare per ognuno dei contenuti che pubblico, manderei sul lastrico anche Bill Gates perchè, parliamoci chiaro, nessuno produce tanto quanto me.
Ok, questa è una persona immodesta, direte, ma è così: portatemi di fronte ad un solo, dico uno, artista che ha fatto più disegni di me... se poi pensiamo al fatto che io e mia sorella combiniamo le nostre forze e pubblichiamo i nostri lavori insieme, siamo imprendibili.
La prendo come sfida: presentatemi l'artista più prolifico che conoscete. Vi pago cinque dollari immediatiamente (con paypal, se non avete paypal non spedisco, mi spiace) se quell'artista ha pubblicato più opere di noi insieme.
Ma, a parte l'essermi fatta prendere da una folle competitività, che mi ha reso vagamente aggressiva (inspirare profondamente... ecco, mi calmo), volevo solo dire... vale la pena di sostenerci. Ci sono tante sorprese per chi lo fa e inoltre potrete contribuire alle spese veterinarie e non per tutti i nostri animali, così potrò continuare a narrare le storie della più bella famiglia del mondo. E poi potrete aiutarci a mantere la nostra indipendenza e il nostro ritmo produttivo... un giorno verrete ricordati come i mecenati delle artiste più produttive del secolo, altrimenti, ahimè, dovrò trovare un lavoro “normale” che mi prende un sacco di tempo e rinunciare ad entrare nella leggenda.
Entriamo nella leggenda tutti insieme? Creiamo una cosa bella?
Il nostro Patreon è questo qui: FURIAANDMIMMA
(Scusate se ancora i post pubblicati sono pochi, ma in effetti sono su Patreon da molto poco e i miei disegni non li pubblico neanche lì, normalmente, ma su Deviantart).
Supportateci e non ve ne pentirete! Prometto più contenuti in questo blog, più foto, più disegni, più animali adottati e più... tutto quanto. Ma ho bisogno di voi, mecenati!
Alla prossima! Ciao ciao!

https://www.patreon.com/FuriaAndMimma?ty=h

martedì 18 agosto 2015

Morte e distruzione e colombi e finali e comunque sono felice eh


Ieri ci hanno dato da accudire due giovani piccioni. Per saperne di più su questa cosa, consultate il diario “dei gatti” (lo trovate QUI).
Oggi sto leggendo Duma Key, di Stephen King.
Credo che quando lo finirò lo recensirò. Oppure anche no. Stephen King è un autore di quelli davvero tosti, riesce a cambiarmi l'umore, e i suoi libri, per la profondità delle emozioni del protagonista (e non di certo per il mostro/entità di turno) riescono a cambiarmi l'umore talvolta per settimane, è sconvolgente. Voglio essere come lui. Non sarò mai come lui. Diventerò più brava di lui. Non sarò mai brava quanto lui. Sono confusa.
Scrivo mentre sono in ipoglicemia e non dovrei. Scrivere intendo, non l'ipoglicemia. Ma dovrei anche non essere in ipoglicemia, possibilmente.
Sapete cos'è un'ipoglicemia? Basso livello di zucchero nel sangue. E sapete, secondo wikipedia, quali sono i suoi sintomi?
I sintomi e gli effetti dell'ipoglicemia possono essere divisi in quelli prodotti dai sistemi di regolazione ormonali (adrenalina e glucagone) che si innescano al diminuire della glicemia, e in quelli neuroglicopenici prodotti dall'insufficiente apporto di glucosio al cervello.

Effetti adrenergici

Effetti glucagonici

Effetti neuroglicopenici

Non tutti i sintomi elencati compaiono in una crisi ipoglicemica, e non c'è un ordine preciso fra essi. I sintomi di un particolare caso di ipoglicemia dipendono dall'età della vittima e dalla gravità dell'ipoglicemia. Nei bambini, l'ipoglicemia mattutina con chetosi è spesso accompagnata da vomito; nei ragazzi e negli adulti un'ipoglicemia di media gravità può dare sintomi simili a quelli di una mania, di malattia mentale o di ubriachezza, mentre in persone più anziane i sintomi possono assomigliare a un ictus. Una stessa persona tende a presentare sempre gli stessi sintomi in episodi successivi.
L'ipoglicemia nei neonati può manifestarsi con irritabilità, malessere, spasmi mioclonici, cianosi, sudorazione, stress respiratorio con episodi di apnea, ipotermia, ipotonia muscolare, sonnolenza e rifiuto del cibo. Può rassomigliare a asfissia, ipocalcemia, sepsi o malattie cardiache.
Sia nei pazienti giovani che in quelli anziani, il cervello può abituarsi a bassi livelli di glucosio, con un'attenuazione dei sintomi esterni nonostante il problema neuroglicopenico. Nei pazienti con diabete insulinodipendente, questo fenomeno è detto ipoglicemia inconsapevole e rappresenta un grave problema clinico quando si tenta un controllo glicemico migliorato. Un altro aspetto di questo fenomeno si ha nella glicogenosi di tipo I, quando l'ipoglicemia cronica prima della diagnosi può essere meglio tollerata dell'ipoglicemia acuta che si ha durante la terapia.
Nella maggioranza dei casi, ipoglicemie tali da causare malori o stati di incoscienza possono essere risolte senza che il cervello subisca danni; casi di morte o di danni neurologici permanenti dovuti ad un singolo episodio di ipoglicemia si sono avuti solo in occasioni di stato di incoscienza molto prolungato e senza soccorsi, impedimenti alla respirazione, ulteriori malattie o incidenza di altre complicazioni. In ogni caso, una grave e prolungata ipoglicemia può a volte portare a danni cerebrali o alla morte.
Ok. Ora sapete come mi sento.
Ovviamente non ho tutti i sintomi insieme (togliete pure coma, morte, nausea e vomito dalla lista, please), ma è una cosa leggermente stressante comunque.
Ad ogni modo, finalmente l'ipoglicemia è passata e non mi sento più depressa, perciò possiamo passare a parlare di altro.
E mo' di che parliamo, che abbiamo finito l'argomento morte e distruzione?
Ah, si.
Di Hannibal.
Ok, anche qui siamo molto sul fronte “morte e distruzione” visto che rimangono solo due puntate da vedere, poi finisce la stagione, e rabbrividisco solo all'idea vaga di cosa possa essere il finale, perchè quello dell'anno scorso è stato tremendo, all'orlo della depressione, artistico da impazzire, intenso e cremoso come uno dei migliori gelati algida e rosso, rosso, rosso di sangue.
Qualcuno morirà: muoiono sempre nei finali. Ok, forse nella prima stagione non è morto nessuno, forse siamo solo alla terza, ma sento che qualcuno morirà. Non Alana, non Alana Bloom, ammazzo qualcuno personalmente (fosse pure una zanzara, io che non ho mai ucciso una zanzara in tutta la mia vita) se muore lei. E spero anche che non sia Molly, no nonono no, mi sono affezzionata a Molly. Accetto la morte di Francis Dolarhyde con una scrollata di spalla, ok anche se a morire e Bedelia, proprio un NO per Will (ma tanto lui non muore, al massimo gli fanno diventare la faccia una cicatrice gigante) e sicuramente Hannibal campa, quindi mi astengo dal parlare di lui.
Quanto a Jack Crawford? Ok, può morire anche lui.
Tremo al pensiero che muoia Walter (il figlioletta adottivo di Will, figlio naturale di Molly) o uno dei cani. Voglio bene a quei cani.
Chilton non morirà, ma quasi certamente si ferirà in modo che sembrerà mortale. Freddie Lounds, me lo sento, non muore: lei è la rossa, fiammeggiante fenice e rinasceà senza nemmanco schiattare prima.
Ma dicevamo di parlare di qualcosa che non sia morte e distruzione? Allora parliamo del Tomahawk del Wendigo (che è morte e distruzione anche lui, ma notevolmente meno del finale di Hannibal e delle ipoglicemie), romanzo breve di cui ci mancano ormai solo pochissime battute per la risoluzione totale.
Poi devo disegnare la copertina e sarà finito finito finito!

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