venerdì 18 settembre 2026

Caro diario, voglio fare un push-up

 


Furia here! Quando tempo è passato da un'entry di diario personale postata solo da me? Tanto, troppo. Ma indovinate chi ha deciso di ottenere il corpo dei suoi sogni! Esatto. Esatto, io! E potete giurarci che trascinerò tutti i Cactus di Fuoco in questo viaggio. 

Attualmente il mio laser-focus è nel riuscire a fare un piegamento nelle braccia. Lo so, lo so, sono debole, specie il mio petto... risultato di un'infanzia (e un'adolescenza, e una parte dell'età adulta) in cui non mi è stato permesso fare granché movimento, specie di forza. Se avessi toccato il pavimento le avrei prese di brutto, quindi i piegamenti sulle braccia, nella mia vecchia casa, erano un no-no assoluto. Ma adesso tutto cambia! Adesso si lavora più duro che mai,  e voglio fare come negli shonen, una trasformazione da wimpy kid a persona fortissima.

Per creare la forza necessaria a sollevarmi da terra in un push-up, ho iniziato ad allenarmi con le negative: in pratica mi metto nella posizione alta del push-up e poi scendo lentamente. Anche le ripetizioni negative vanno a micro-lacerare le fibre dei muscolari, creando quindi sia forza che ipertrofia (una volta che guariscono, ma questo mi sembra ovvio). Ne ho eseguite tre serie da cinque, che sembrano poco... perché sono poco, ma non per me, persona più fracca del mondo (almeno nella parte alta del corpo, sopra la vita).

Queste negative le ho fatte tutte, ma davvero a malapena. Purtroppo il mio povero petto, e i miei tricipiti, al momento sono piuttosto deboli. Il petto, soprattutto le parti più vicini alle spalle, mi ha fatto male per tutta la giornata.

Ho proseguito, un po' come defaticante un po' perché effettivamente è un esercizio, con un goblet squat (in pratica, uno squat in cui si tiene un peso stretto al petto, mentre si fanno i classici squat), tre serie da dodici.

Allora, per il goblet squat ho usato un peso da sette chili e mezzo. Sono riuscita a farli senza troppi problemi, come ho detto la mia debolezza è soprattutto nella parte superiore del corpo.

Lo stesso peso, da sette chili e mezzo, l'ho utilizzato per fare il rematore, un braccio alla volta. Bello tosto, ma anche qui senza problemi (anche se, e ora ci arrivo, il giorno dopo forse questa è quella che sto pagando più cara...)

Per gli affondi posteriori, le ultime ripetizioni sono state molto, molto "forzate", e il risultato è che oggi mi fanno un po' male i glutei. Ma è quel dolore "normale", da post-allenamento buono.

Quello che invece non è molto buono è il dolore ai muscoli della mia schiena, specialmente quelli alti e ai lati. Al momento ho un crampo piuttosto doloroso, che si attenua solo con l'applicazione di una borsa dell'acqua calda. Persino ridere fa male, non mi aspettavo una cosa del genere.

Il dolore è più forte da un lato che dall'altro, quello sinistro, e quando inspiro profondamente mi manda una fitta lancinante su per la schiena. Preferisco non usare farmaci, in passato ho avuto a che fare con contratture simili (soprattutto ai polpacci), perciò credo che riposo e calore possano risolvere la situazione. Se non si risolve (ma lo farà!), poi vedremo. Malaccio che vada, un medico di famiglia ce l'abbiamo.

Purtroppo credo di non avere una sedia all'altezza del ginocchio a cui appoggiarmi per il rematore, ma guarderò in giro per casa per vedere se trovo niente... nel frattempo, ovviamente, qui non ce ne staremo con le mani in mano, il riposo attivo è fondamentale! E sto già cercando di usare la respirazione diaframmatica per evitare il peggio. Stamattina ho persino fatto una corsetta! 

E forse è quella corsetta che mi ha "rovinata", tenendo i muscoli intercostali per colpa di tanti micro-traumi. Vabbé, passerà! L'importante è tanto riposo, idratazione e un po' di calore applicato alla zona.

Vi tengo aggiornati! (Forse).

Un saluto muscoloso,

-Furia

martedì 15 settembre 2026

Abbiamo comprato una zamioculcas

Nota: in realtà questa cosa è successa due giorni fa. Purtroppo abbiamo dimenticato di premere "pubblica" sul post, perciò... leggetevela adesso :)
 
Eccola!

Ebbene sì, nonostante ieri abbiano rubato la nostra prima zamioculcas, abbiamo ri-provato... e ne abbiamo comprata un'altra. Non abbiamo un granché di budget da spendere per le piante (è per questo che chiamiamo il nostro percorso di "forestazione" della casa "welcome to the budget jungle"), ma quella pianta sembrava proprio chiamarci... e alla fine l'abbiamo presa. Adesso è su uno scaffaletto, fra due filodendri (entrambi che devono riprendersi, li abbiamo comprati in condizioni un po' disastrose, per averli scontati) e sembra bellssima, ma sospettiamo che non sia soltanto perché è fra piante "bruttine", ma proprio perché è bella lei.

Wow. Speriamo di potercene prendere cura al meglio, perché è l'unica pianta che abbiamo che ci è costata il doppio di quanto avrebbe dovuto (visto che l'abbiamo acquistata due volte) XD

Ovviamente abbiamo già guardato un sacco di video su Youtube, e abbiamo anche letto le pagine dedicate su blog, libri e molto altro! Non potevamo perciò esimerci dal chiedere anche a qualcuno che una zamioculcas ce l'aveva già, hehe (qualcuno che a quanto pare, vuole studiare botanica e sta facendo volontariato per un giardino botanico. Che figata!). 

Eccola di nuovo, ma da sopra!
E adesso la parte educativa! Perché, insomma, la zamioculcas porta con sé un'intrigante storia di tutto rispetto... lo sapevate che la chiamano anche la "pianta di Padre Pio"? Si dice che il famoso santo tenesse una di queste piante nella sua cella... ma come tante cose nella storia di Padre Pio, anche questa è impossibile, o comunque altamente improbabile, perché al tempo in cui era in vita, le zamioculcas non erano ancora state iniziate ad essere distribuite in europa. Diciamo che non erano una comune pianta da interni... quindi come avrebbe fatto Padre Pio a metterci sopra le sue mani (bucate)?

La nostra teoria è che la zamioculcas, per la sua facilità di cura e di crescita, sia molto in seguito diventata una pianta che è comune collocare di fronte alle comunissime statue di Padre Pio (e noi stessi ne abbiamo vista più di una!).

Un'altra cosa interessante riguarda la forma di questa pianta: sembra avere dei lunghi rami, ricoperti di due file di foglioline, ma in realtà quelle sono... foglie! Foglie molto grandi, con piccioli così spessi (e ricchi d'acqua) che sembrano rametti, ma sempre foglie sono.

E poi è un'aracea! Anche se non somiglia quasi per nulla alle sue cugine, le monstere o le calle per capirci (che a loro volta non si somigliano tra loro), anche la zamioculcas fiorisce come loro, con questo fiori che ha una spata e una brattea, per giunta bianca (proprio tipica tipica).

E come se non bastasse è un'aracea... che fa la patate. Le sue gigantesce fogliolone spuntano infatti direttamente da tuberi che somigliano un sacco alle comuni patate.

In condizioni estreme, la zamioculcas può anche perdere tutte le foglie, senza morire, e le sue "patate" riposeranno nel terreno, conservano l'acqua, fin quando non sarà arrivato il momento ottimale per riemergere con nuova vegetazione bella fresca. Ma se la bellezza lucente della zizi vi fa venire fame, e pensate che "vegetazione bella fresca" sia un modo per invitarvi a fare uno snack, beh, vi sbagliate di grosso! La zamioculcas zamiifolia è infatti anche una pianta tossica, i cui tessuti contengono cristalli di ossalato, che si presentano in forma di minuscoli aghi, noti in botanica come rafidi; masticare le foglie di una zizi farà infilare questi micro-aghi nelle vostre mucose, scatenando bruciore intenso alla bocca e alla gola. A dosi molto alte (che, siete ancora qui a masticare? Ma che pensate che sia, lattuga? Sciò, basta mangiare questa pianta, sennò Padre Pio si arrabbia!), l'ossalato di calcio è praticamente un veleno, capace di scatenare severi disturbi dell'apparato digerente, difficoltà respiratorie, e portare fino al coma. Meglio non mangiare la zizi! E provate a non farla mangiare ai vostri animali domestici, che può finire male... anche se, a ben vedere, non troppo male: bisognerebbe che il vostro gattino sia molto stupido, per non accorgersi del dolore alla sua boccuccia e così continuare a mangiare fino al coma, e non è molto realistico che ciò accada.

Perciò... stateci attenti solo se avete il felino più stupido del mondo.

E niente da aggiungere... vi aggiorneremo su quando finalmente crescerà (l'anno prossimo).

giovedì 10 settembre 2026

Una pianta rubata, altre piante non-rubate

Stamattina abbiamo provato ad acquistare una zamioculcas. È una pianta bellissima, e dopo averla vista ovunque, specificamente questa settimana, abbiamo pensato che fosse una buona occasione per acquistarne una, specialmente perché c'erano degli esemplari giovani, ma di buone dimensioni, in offerta alla Conad.

E così l'abbiamo fatto, l'abbiamo comprata. E dopo siamo andati ad un altro supermercato per comprare alcune cose per colazione, e abbiamo lasciato la pianta fuori dal supermercato, insieme ad una bottiglia di té, perché in anni e anni nessuno ha mai toccato quello che lasciamo fuori... non avremmo mai immaginato quello che sarebbe successo: quando siamo usciti, la pianta non c'era più. Qualcuno ha rubato una zamioculcas? Perché?!

Purtroppo per ora è pieno di turisti qui intorno, non le solite persone che ci sono sempre, e avremmo dovuto pensarci, che potesse esserci qualcuno desideroso di rubare una piccola pianta. Le variazioni del comportamento umano sono infinite, e più persone sono presenti, maggiore è la possibilità che qualcuno sia un ladro di piante, no?

Ma è comunque triste, che abbiano letteralmente rubato la nostra prima zamioculcas.

Ma non facciamoci scoraggiare, e passiamo a parlare invece di alcune delle bellezze che abbiamo! Per consolarci, no? Ci concentriamo sulla parte della collezione che abbiamo, e visto che dobbiamo parlarvi di tutte le piante, e siamo terribilmente indietro sulla tabella di marcia (nel senso che non vi abbiamo parlato quasi di niente), oggi vi presentiamo due aloe (che potrebbero in realtà essere la stessa aloe... nel senso, la medesima specie, non lo stesso esemplare, perché sono due piante separate).

In italiano, chiamiamo le aloe con il loro nome scientifico, aloe. Quello comune e quello scientifico sono uguali... non è una cosa particolarmente sorprendente, dopotutto la nostra lingua è direttamente discendente dal latino. Pensiamo spesso a come il nostro vantaggio, nella tassonomia, possa sembrare quasi ingiusto a chi non parla lingue neo-latine.

Una piccola aloe!
Di aloe ne abbiamo parecchie, ma ecco le foto di due esemplari. Uno è chiaramente, nella sua versione più "classica", l'aloe vera (o Aloe barbadensis), con i suoi puntini e il suo portamento tipico. In realtà è leggermente danneggiata, ma non è colpa nostra: è arrivata in una "sustainability box", in pratica piante che hanno alcuni piccoli difetti estetici e perciò costano molto di meno del normale. Di certo finirà per sembrare bellissima, dandole il tempo necessario per crescere, ed è già molto più "soda" e bella di com'era all'inizio. 

Anche l'altra aloe, quella più grande, non è in condizioni perfette, ma questa volta è perché ne ha passate davvero tante... e anche la sua specie non è perfettamente definita. L'enciclopedia delle succulente di Zanichelli dice che le aloe vera/barbadensis esistono in diversi morph, possono avere o non avere le macchioline, e in effetti al tempo dell'acquisto, questa pianta per noi era un'aloe vera, perciò al momento pensiamo che sia questa la specie, anche se esistono diverse specie di aloe (come l'Aloe africana) che sono molto simili, soprattutto da giovani. 

Un'aloe più grande! 
(E senza pallini)

 

Immaginiamo che l'unico modo che abbiamo per sapere con vera sicurezza se entrambe queste bellezze appartengono alla stessa specie, sarà attendere che fioriscano. Anche se i collezionisti adorano identificare le piante dal fogliame, l'unico vero modo per avere la certezza assoluta di quale sia la specie di una pianta, è vederne i fiori. 

Certo, se parliamo di certe piante non è necessario... per esempio la Zamioculcas zamiifolia (quella che ci hanno rubato perché l'abbiamo lasciata fuori dal LIDL per DIECI MINUTI) è l'unica pianta del genere Zamioculcas, e ha un aspetto così unico che non è necessario attendere che fiorisca, può essere una ed una cosa soltanto. Ma tornando alle aloe, per loro invece la fioritura può essere un'eccezionale strumento per "diagnosticare" a che specie appartengano, quindi... dita incrociate!



Blogger non carica le immagini oggi :(

Sappiate che oggi volevamo postare un sacco di cose bellissime, compresa una nuova pagina di "caro diario" con la nostra avventura per la costruzione della budget jungle, ma Blogger al momento non ci permette di caricare le immagini.

Perdonateci perciò dell'attesa! Non è colpa nostra.

Se domani ci sarà permesso postare le cose, probabilmente vi beccherete una doppia pagina di diario.

Potremmo pubblicarla anche senza immagini, ma... che gusto ci sarebbe, onestamente?
Meglio aspettare ;)

Nel frattempo i Cactus di Fuoco vi augurano una giornata scoppiettante!

martedì 8 settembre 2026

La fanart del giorno 37. Pensando ai pesci (di SpaceCinnaBuns)

Benvenute e benvenuti in questa rubrica in cui vi mostriamo le fanart dei nostri personaggi, disegnati da artisti talentuosi da tutto il mondo, e le commentiamo! Perché, insomma, un po' di fierezza ci vuole, no? Siamo fieri che le persone scelgano di disegnarli, e per dimostrarlo mettiamo i loro lavori sotto lo spotlight!

Il disegno di oggi è stata creato per noi da SpaceCinnaBuns!

Tutto wiggly (e assolutamente adorabile), Seraphin Panorme appare in questa gif intento nella sua occupazione preferita: pensare ai pesci. 

 
E ovviamente sta anche pensando al suo pesce preferito, il Regalecus glesne. O almeno quello che sarà il suo preferito per un po'... finché non incontrerà la sua nuova ossessione, i pistrix. Ma questa è un'altra storia ;)
 
Seraphin è uno dei personaggi di Fish Don't Cry! Dategli un'occhiata, se cercate un'avventura misteriosa, magica e piena di... biologia marina!
E da poco abbiamo iniziato anche a postare il fumetto in italiano, sempre su questo blog :) 

lunedì 7 settembre 2026

I pesci non piangono 1. Nonna, ho dei nuovi amici!

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I Pesci non Piangono - Cover + indice

Sangreal è un pistrix, un pesce dall'aspetto curiosamente antropomorfo, che vive nelle profondità abissali: una vita tranquilla, quasi solitaria, insieme alla sua anziana (ed immensa) nonna, che ha perso il suo compagno ed è rimasta da sola.

Ma tutto sta per cambiare per lui. Seras Alkahest, potetente strega del mare, ha dei progetti per lui, e gli farà conoscere il mondo umano.

Preparatevi per un viaggio folle ed inaspettato, insieme a Sangreal, alla scoperta del mondo umano del futuro. 


 

A grande richiesta, Fish don't Cry (che potete leggere nella sua versione in inglese qui su Tapas) arriva anche in italiano! Godetevelo, è tutto per voi :)

» INIZIA A LEGGERE (Parte 1)

INDICE:

CAPITOLO 1

CAPITOLO 2

-Coming soon 

 

 Quello che avete letto non vi basta? C'è ancora molto altro da esplorare nel mondo di Fish don't Cry! Visitate il Masterpostimmergetevi nelle acque oscure.

🌵🎨 Questo fumetto è stato interamente disegnato dalle nostre artiste ufficiali, Furiarossa e Mimma! Solo arte umana per noi, diciamo no all'AI :)

 

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