venerdì 13 febbraio 2026

Il blog di Nana 4. La prima destinazione misteriosa (ma non troppo)

Venerdì 13 Febbraio 3267

 

Scusate, non sto postando tantissimi aggiornamenti. A volte la vita è più intrattenitiva viverla, che raccontarla, e in questi giorni abbiamo visto alcune cose belle e interessanti... e quando tornavamo nelle nostre cabine, la sera, ero sempre troppo stanca per aggiornare il blog.

Abbiamo visitato una cittadina di mare assolutamente deliziosa! Eh, come dice il vecchio adagio, "ci sono dei benefici nell'essere biologi marini"... e uno di questi, cari miei, è che ci stiamo facendo un incredibile giro panoramico di tutto il Mar Mediterraneo.

Per motivi di segretezza non vi posso dire il nome della città in cui siamo approdati, né la data o l'ora esatta in cui l'abbiamo fatto, ma forse le foto potrebbero rivelarvi di che paese si tratta (ma non di che giorno! Eh!).

Foto misteriosa
Ancora una foto misteriosa. Ma un po' meno.
Ho fatto solo foto misteriose? Forse sì.

Il mare :O

Abbiamo mangiato della pizza particolarmente alta e particolarmente saporita, che aveva dentro anche delle acciughine salate, e sopra dei cubettini di formaggio, e la salsa di pomodoro più abbondante mai vista nella mia vita. Un grosso gabbiano si è posato accanto a noi, allungando e accorciando il collo, che probabilmente era il suo modo per farci sapere che voleva assaggiare anche lui la pizza alta, quindi gliela abbiamo fatta provare.


Il mare era calmo, la brezza gentile. Ad un certo punto è arrivato un pullman enorme, bianco, con le scritte argentate, e sono scesi un sacco di turisti, tutti infagottati come se dovessero partecipare ad una spedizione nel circolo polare artico. Io ho guardato le mie maniche corte, e ho sorriso. Chissà da dove venivano... ma sembravano così felici! Molti di loro avevano con sé dei bambini, e sono scesi in spiaggia, dopo aver girato un po' per le strade, con aria scombussolata.

I bambini hanno immediatamente iniziato a scavare fosse e costruire castelli di sabbia, usando delle canne e dei pezzi di legno, come piccoli ingegneri, per tenere su le strutture. Non avevo mai visto dei bambini che fanno così le costruzioni sulla spiaggia: tutti quelli che conosco io (e anche io, da piccola) usano solo il secchiello, assicurandosi che la sabbia all'interno sia sempre bagnata per non perdere integrità strutturale, e la paletta, magari qualche sasso e qualche conchiglia per decorare il magico "palazzo dei granchi", come lo chiamavo io.

No, questi bambini sembrava che si fossero preparati per tutta la vita per fare dei castelli di sabbia, e non volessero sprecare il momento, perché non hanno proprio perso tempo per iniziare a fare le loro cose!

Gli adulti, come dicevo, sembravano contenti. Non facevano molto: guardavano il mare, parlavano fra loro, sorridevano.

Mi sento fortunata, a poter vedere il mare tutti i i giorni, specie quando mi ricordo che ci sono un sacco di paesi che neanche ce l'hanno, l'accesso al mare.

Ah, e poi abbiamo visto un sacco di arte! In questo paese amano i loro murales, le loro mattonelle smaltate e le loro decorazioni, ve lo dico io!

 

Guardate che roba! Questo panorama è finto, come nei cartoni animati. In realtà non c'è nessun traforo in questa parete!
 

Secondo voi questo è un regaleco? Io all'inizio avevo pensato di sì, aveva pure la coroncina, ma poi una delle mie sorelle mi ha fatto notare che non è la cresta del regaleco, ma la pinna del pesce sopra di lui, e mi ha rovinato la magia. Probabilmente è un grongo o un'anguilla, è un pesce un po' generico, quindi boh. Però è carino, come tutti gli altri pesci disegnati su questa parete!

Probabilmente è solo un'anguilla...

Questo invece è un regaleco! (La mattonella di Roma Casalpalocco non è uno spoiler della location, è che il Rotary club fa questa cosa che si scambia le mattonelle con altri rotary club).

Siamo anche andate in una libreria: era carinissima, piena di progetti indipendenti. Abbiamo anche comprato delle cartoline (ma ovviamente non possiamo farvele vedere perché sopra c'è il nome della città), e un libro per bambini dal titolo "Lilly degli Abissi" (o era "Lilly NEGLI Abissi"? Non mi ricordo, al momento, e il libro è scomparso). 

Mio fratello adora i libri per bambini, praticamente li colleziona, e come dargli torto? Sono bellissimi, specie quelli fatti con intelligenza, quelli che non trattano il bambino come un cretino. Anche se faccio tanto finta di niente, passo un bel po' di tempo a leggere i libri di mio fratello... se un giorno avrà figlie e/o figli (e uno come lui ne avrà, non è che ci siano tanti dubbi, su questa cosa), si potranno divertire un mondo nella libreria di papà.

Sangreal ha esplorato con noi la città, con l'entusiasmo di qualcuno che una città di mare non l'ha mai vista (e avrà visto solo quelle nella vita, però, perché da quanto sappiamo ci è nato, sul mare). Cioè, non è che urlasse e saltasse di gioia, non è tipo da far queste cose... diciamo che, a modo suo, sembrava deliziato e sorpreso da tutto. Tranne il pane. Il pane, apparentemente, gli fa schifo. Voi l'avete mai conosciuta, una persona che non vuole essere neanche sfiorata da un panino?

Ionia ha comprato un mucchio di panini. 

Eeee... niente. Questo è quello che abbiamo fatto.

È bello, a volte, non dover raccontare cose strane, limitarsi ad apprezzare la vita che abbiamo intorno, il mare, una pizza spessa che lascia le dita unte, i gabbiani.


Alla prossima avventura!

Un saluto spupazzoso,

- La vostra biologa marina preferita, Nana!


 

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martedì 3 febbraio 2026

Il blog di Nana 3. Vi presento amici e nemici

Mi sono dimenticata che, siccome il blog è completamente nuovo, molti di voi non hanno idea di chi siamo! Ho pensato di fare delle schede dove spiego chi c'è a bordo della Nihil, e i ruoli di ognuna di loro, ma rischio di perderci davvero un sacco di tempo, visto che voglio illustrarle e farle tutte belle, e magari fare delle mini-interviste con ognuna delle mie colleghe (e dei miei colleghi maschi... Sangreal ci tiene a fare sapere che ci sono anche loro), perciò preferisco prendermela comoda.

Vabbé, vi faccio una guida veloce veloce di quelli “importanti”, okay? (Gli altri ve li dico dopo).

GLI AMICI:

Seraphin: è mio fratello! In teoria è il "capo" di questa spedizione, in pratica è (giustamente) molto democratico e (peggio per lui) completamente sottomesso a Sangreal. Sangreal però è tipo sottomesso a lui. Hanno una cosa strana fra loro, è complicata da spiegare.
Comunque Seraphin è uno spilungone (1,90 m!), ma è magro magro. Tutte le donne a cui piacciono gli uomini lo vogliono.

Martine: una delle mie sorelle! Si chiama Martine, ma tutti, comprese a volte le persone che non la conoscono, la chiamano Marti. Il suo colore preferito è il blu e se la incontrate lo scoprirete subito. Si tinge i capelli di blu, ama i vestiti blu, e ogni tanto si smalta anche le unghie di blu. È la più anziana di noi, quindi comanda sempre (non come mio fratello, che non sa comandare e si fa spingere in giro perché è troppo buono).

Ionia: un'altra delle mie sorelle! Il suo colore preferito è il verde, perciò si tinge i capelli di verde. Il problema, con noi sorelle, è che ci somigliamo troppo tra di noi, e dobbiamo trovare un modo per distinguerci, okay? Sennò tutti ci dicono "siete gemelle, siete gemelle!" e noi non lo siamo. Ma tornando a Ionia: lei è molto seria e capace (più seria di me e Marti, che siamo due buffone, ma vabbé), ma ha anche i suoi momenti un po' più rilassati. Senza di lei, tutte lasceremmo i piatti sporchi nel lavello, gli abiti non lavati sopra la sedia e i semini della frutta nei piatti. Grazie che ci sgridi, Ionia.

Celestine: ancora un'altra (questa è l'ultima, lo prometto) delle mie sorelle. Lei sembra la più dura di noi, ma non è vero, è solo che legge troppi romanzi gotici e ne ha assorbito il linguaggio come una spugna, quindi ora parla come un vampiro. Non lo fa apposta! Anzi, a volte se ne accorge e cambia pure registro linguistico. Il suo colore preferito è il viola (anche se si chiama Celestine! Ah ah!) e a questo punto mi fa chiedere che cosa sarebbe successo se tutte noi avessimo avuto lo stesso colore preferito. È brava con la matematica.

Seras Alkahest:
è la presidentessa! AVE alla presidentessa, fonte di tutti i soldi che ci comprano i robottini per esplorare il fondo del mare e fare le foto ai polpi pucciosi! La presidentessa Seras è altissima, levissima, purissima, con i capelli biondi lunghissimi e mani che sembra che se ti da uno schiaffo ti ammazza istantaneamente. Si veste sempre in modi super-strani e super-eleganti, giuro di non averle mai visto una t-shirt addosso. Sua santità la presidentessa è molto indulgente con noi. Se sta leggendo in questo momento: non mi picchi signora, la prego, questo che sto scrivendo è un ritratto al 100% positivo.

Sangreal: è il nostro supervisore, ma non è un biologo marino come noi. Come ha fatto ad arrivare a questo posto? A quanto pare è un esperto di creature marine perché vive in mare e fa parte di un'antica popolazione. Non ha un cognome, da quello che ho capito, o se ce l'ha è tipo un suono mostruoso che non so né come si emetta né come si scriva. È alto due metri (non è un'iperbole! È davvero alto due metri, forse anche di più), ha i capelli rossi, la barba, si veste come un uomo che era super-elegante mille anni fa e non so davvero se ci sia altro che possa fare per sembrare ancora più vistoso. Davvero, si vede da lontano. Lui e mio fratello Seraphin hanno una cosa strana fra loro, shh, non chiedete.

Rosas: uno degli uomini della presidentessa, un inventore a quanto pare, ed è anche un eccellente navigatore. Piccolino e rotondetto (e molto fiero di entrambe le cose), ha però le braccia più muscolose di tutto l'equipaggio, ed è un nuotatore eccellente. Dall'aspetto sembra che abbia origini indiane, ma probabilmente la sua famiglia vive da così tanto sul suolo francese che lui manco si ricorda più cosa sia l'India. Non so quale sia il suo cognome, se me l'hanno detto me lo sono scordata (glielo devo chiedere, così poi lo metto nella scheda). 


I NEMICI:

Bertram Fuka: è un tizio alto un metro e una cicca, ed è il capo di un gruppo di scienziate che ci fanno "gne gne" dalle barche perché di solito riescono sempre ad aggiudicarsi progetti più fichi dei nostri. Lo chiamano tutti Bertra, omettendo la M finale. Al contrario di mio fratello, lui sa comandare, e tutte gli fanno gli inchini. Il suo cognome gli permette di fare giochi di parole volgari, una cosa che lo avvantaggia su di noi.

Ippolita Ferro:
È la galoppina di Bertra, è alta un metro e novanta e peserà forse duecento chili, ha un pappagallo cinerino sempre sulla spalla. Ha i capelli tagliati a mohawk giusto per essere ancora più spaventosa. Quando va in giro fa rumore di chiavi che tintinnano, ma raramente emette altri rumori, perché non si azzard a a parlare in presenza di Bertra (metti casomai che si perde un suo respiro?). Quando Bertra non c'è, ci trash-talka, con il supporto del suo pappagallo. Discono che una volta abbia sollevato uno squalo bianco a mani nude, e un sacco di gente non ci crede, ma io sì (perchè so che gli squali bianchi possono essere giovani e leggeri).


??? (Non so se siano alleati o nemici)

La Nonna di Sangreal: non l'ho mai vista, ma è una persona importante perché influenza le cose che fa Sangreal, che essendo il nostro supervisore influenza noi. A quanto pare è gigantesca (e se lo dice suo nipote, che è alto due metri, mi preoccupo), rigorosa e di nobile stirpe. Vive da qualche parte nel mare, ma non ho mica capito dove. A quanto pare le fanno senso le "scimmiette di mare" (Artemia salina).




In realtà ci sono un sacco di altre persone, soprattutto sulla Nihil, ma se ve li dico tutti poi rischiate di non ricordarveli. E comunque queste sono le persone di cui scrivo di più, quindi è meglio se li conoscete!

Ora devo andare, Marti ha scaricato un gioco vecchissimo dove si esplora il fondo di un oceano rosso, o qualcosa del genere, e vuole che io vada a darle le mie oneste opinioni scientifiche.

Un saluto sbarazzino dalla vostra biologa marina preferita!

-Nana


 

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domenica 1 febbraio 2026

Gennaio 2026 - Cosa abbiamo creato?

Gennaio 2025 è finito: Ecco cosa abbiamo postato online questo mese, grazie anche al supporto dei nostri beneamati patrons!


+++DISEGNO++++
 
Il Cammino delle Leggende (The Way Of Legends) / Nuovo mondo oscuro (New Dark World) OCs|
 
I pesci non piangono 
 
Allora, che ve ne pare? Siamo stati bravi? Supportateci su Patreon e aiutateci a creare cose ancora migliori e ad ampliare il nostro mondo! 

lunedì 26 gennaio 2026

Il blog di Nana 2. Un calamaro vampiro

Wow, oggi è stata una gran giornata!

Il nostro ROV ha visto delle cose veramente carine. E non vedo davvero l'ora di farle vedere anche a voi! Purtroppo, al momento, la clausola di "deep silence" ci tiene le boccucce chiuse. Oh no! Non posso farvi sapere tutto quello che ho visto. Però ho dei mini-permessi per dirvi delle mini-cose (senza purtroppo farvele vedere).

Per esempio, vi posso dire che abbiamo avvistato un calamaro vampiro. Ne avete mai sentito parlare? Io spero di sì, perché è un animale veramente bello bello in modo assurdo.

Si tratta di un calamaro (no, aspetta, non è esattamente un calamaro, ma almeno è un cefalopode!), ma non di un vampiro, nel senso che non beve sangue... il motivo per cui si chiama così è da ricercarsi nel suo aspetto (bello bello in modo assurdo): ha un corpo di colore rosso intenso (rosso sangue, potremmo dire), che sembra fatto di seta (e proprio come la seta, è iridiscente. Sì, ovviamente lo so che i vampiri normalmente non sono setosi, me ne rendo conto... quello che accomuna i calamari vampiro ai vampiri sono i "denti". Cioè, no, non i denti, le spine. Cioè, uhm... i calamari vampiro sono innocui. Ma sembra che abbiamo dei denti/spine, perché si trovano all'interno del loro "ombrello" costituito da tentacoli e dai lembi di pelle che vanno tra un tentacolo e l'altro.

In pratica, se sono visti da sopra i calamari vampiro sono animaletti adorabili: rossi, con un paio di pinnette che spuntano dalla loro testa (un po' come i più famosi polpi dumbo! O come i polpi flapjack, che sono i miei preferiti!).

Mi chiedo se dovrei scrivere una scheda dedicata tutta ai calamari vampiro, perché meritano, meritano proprio tanto... magari dedicare loro anche un po' di pixel art! Qualche sticker potete mettere anche sulle vostre pagine! Degli... adottini? Tipo quelli che mettete sulle firme dei forum. Una cosa carina, con scritto "io ho adottato il Calamaro Vampiro", e un link che porta alla pagina dove spiega tutte le cose fichissime su questo animale.

Woah. Che bella idea. Mi sa che farò degli "adottini scientifici" per tutte le mie creature preferite, così li potete mettere sui vostri siti web personali o nelle firme che usate nei forum! Sarà fichissimo.

Ma tornando al calamaro vampiro e alle sue spine-denti che non sono tali: dall'alto sono dei cefalopodi "normali", ma quando si sentono minacciati, loro si girano, allargano i tentacoli e... bam! Sembra che siano diventati un'enorme bocca traboccante di mostruosi e pallidi denti, come quelli di una lampreda, ma peggio, come il minaccioso vortice di Cariddi (mi sa che vi devo raccontare di Cariddi, è proprio una storia cool!).

Oltre ad avere dei finti-denti che lo trasformano in mostruose fauci viventi, il calamaro vampiro ha anche due finti occhi spaventosi e luminosi, e può emettere del muco bioluminescente dalla punta delle braccia (pensate a Mega-Malamar, se siete dei fan dei Pokémon! Fa una cosa del genere!). 

In realtò, come vi ho detto, i calamari vampiro non sono minimamente pericolosi: si nutrono di zooplancton, ovvero animaletti minuscoli, a volte anche di... cacca... ebbene sì, soprattutto i più giovani si mangiano i pellet fecali che provengono dagli animali che vivono in strati meno profondi dell'acqua, perciò e tutta la "figaggine" dei vampirotti serve solo a fare scena.

E non vi ho detto la cosa che fa più ridere! Ma questa non è colpa dei calamari vampiro che cercano di sembrare edgy, questa è colpa delle persone che gli hanno dato il nome scientifico: Vampyroteuthis infernalis, che significa proprio "calamaro vampiro che viene dall'inferno". Wow. Tanta roba, per un polpetto colorato che mangia gamberetti e cacca!

Comunque, se avete la curiosità di vedere quale sia l'aspetto di una di queste creature, non posso farvi vedere quello che abbiamo registrato noi, ma vi posso fare vedere dei vecchi filmati del Nautilus, dove potete ammirare la pelle squishosa e setosa di questo animale adorabile, e completamente diverso da quello che vi aspettereste sentendo le parole "calamaro vampiro che viene dall'inferno": 


E vabbé, ora mi sta chiamando Seraphin, che stiamo per farci una spaghettata di mezzanotte. Bah-bye dalla vostra biologa marina preferita!

 

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domenica 25 gennaio 2026

Il blog di Nana 1. Il nuovo blog

25 Gennaio 3266, ore 11:16

Ciao, sono sempre io, Nana Panorme, la vostra biologa marina preferita!

Qualcuno si ricorderà il vecchio blog, "Sirene e Caffé"... era bello, vero? Purtroppo è successo un po' casino e non posso più postare su quella piattaforma. Vabbé, acqua passata (tanto le informazioni più imporanti che c'erano sul vecchio sito le posso anche trasferire qui! C'erano un sacco di ricerche super interessanti.

Comunque, adesso io e le mie sorelle abbiamo un nuovo blog. Abbiamo deciso di chiamarlo "Fish don't Cry" perché quando ho perso l'accesso al vecchio blog stavo quasi per piangere (non sono una persona super-emotiva, ma ogni tanto mi capita, che volete?) e mia sorella Ionia mi ha messo una mano sulla spalla e mi ha detto «Non piangere. Fallo per i pesci. I pesci non piangono».

Che idea geniale, per il nome del mio nuovo sito/blog! I pesci non piangono!

Comunque siamo di nuovo qui per condividere con voi il nostro magico viaggio alla ricerca di pesci rarissimi... ed in particolare uno, il regaleco (regalecus glesne).

Al momento siamo a bordo della Nihil, una nave fantastica, che ci è stata concessa dalla benevolenza della presidentessa della Alkahest Inc. Lei ci tiene al mare, e la loro politica aziendale è sempre proiettata nel futuro della conservazione, quindi ci permette di fare questo viaggio meraviglioso.

Il capo della spedizione in teoria è mio fratello Seraphin, ma il nostro supervisore, incaricato direttamente dalla presidentessa, si chiama Sangreal, ed è certamente un tipetto particolare!

Purtroppo al momento non posso parlarvi delle ricerche che abbiamo già fatto (c'è un contratto da rispettare: certe cose non le posso dire, altrimenti secondo me compare la presidentessa in persona, con un martello, e mi rompe il portatile mentre mi sorride in modo creepy. È generosa e intelligente, d'accordo, ma mi fa paura, come fa un po' paura a tutti), però posso aggiornarvi su altre cose! E parlarvi anche delle nostre ricerche passate, quelle che abbiamo fatto prima di salire a bordo della Nihil.

A proposito, vi interessa un tour della nave? Oppure non ve ne importa molto delle specifiche tecniche del nostro mezzo?

Fatemi sapere!

Un abbraccio umidiccio (eh, quando si lavora in mare è tutto spruzzi e salsedine)

- La vostra Nana Panorme

Il Blog di Nana - MASTERPOST

 

Questo post servirà da indice per i post del blog di Nana, una nuova serie (parallela a Fish Don't Cry) zeppa di misteri, bestie del profondo, creature lovecraftiane e sticker di gatti lunghi.

La versione inglese è invece postata su un blog a parte, Fish Don't Cry... e vi consigliamo di visitarlo comunque perché conterrà un sacco di fantastiche sorprese, grafiche interessanti, rompicapi, curiosità, e... forse... anche qualche cosina spaventosa.

Ma ora stiamo divagando.

Vi presentiamo il Diario di Nana, tratto da "Fish don't Cry".

Enjoy:

giovedì 22 gennaio 2026

Recensione - Le Vite dei Santi (Leigh Bardugo)

Ave o Germoglietti, le nostre Recensioni Spinose vi accolgono nuovamente, a braccia aperte come saguari!
Che storie visiteremo oggi col cuore e la mente? Quali racconti narreremo, osservandoli con occhietti meravigliati e giudiconi?
Perché sí, stiamo parlando di racconti multipli e non di una singola storia, e per la precisione di una collezione illustrata da centoventuno pagine, raccolta dentro lo scrigno rosso e oro della bella copertina che ce lo presenta: il libro è “Le Vite dei Santi”, della scrittrice Leigh Bardugo.

Bardugo è una scrittrice apprezzatissima, diventata famosa grazie ai vari romanzi che ha scritto per il suo mondo narrativo, conosciuto con il nome collettivo di “Grishaverse”.

Chtulhu disegnato da Lovecraft. 
Aspetta di leggere il Necronomicon come
 un bravo bambino, ma non può 
perché il Necronomicon non esiste. 
Una chicca creativa su questo bel volumetto è che per un certo tempo è stato catalogabile come pseudobiblion, cioè un libro che viene citato come reale in altre opere ma non esiste: come Il Necronomicon, che appare in diversi racconti di Lovecraft ma esiste solo nella finzione delle sue storie. Allo stesso modo, Le Vite dei Santi è dapprima apparso nel Grishaverse come il testo fittizio Istorii Sankt’ya, e solo in seguito è uscito dal suo status di pseudobiblion per diventare un bambino vero.
Che figata, che chi scrive può materializzare nel mondo reale interi libri e storie che esistono solo nei mondi che ha creato! È come portare un altro pezzetto ancora di quel mondo nella vita vera.
Beh, ora che sapete cos’è uno pseudobiblion (o che ci state pensando di nuovo, se li conoscevate già!), pensate a quanti libri esistono solo dentro altri libri e a quanti ne conoscete! Quali vi vengono in mente?

Ma shhh, un momento di attenzione. Giungete le mani in preghiera, germoglietti: è ora di studiare i Santi e conoscerne vita, morte, miracoli, e soprattutto, la…


1. La trama


Albertina era una giovane ragazza giudiziosa. La carestia o forse la guerra o forse un parente fastidioso si stavano avvicinando a casa sua e la loro avanzata sembrava inarrestabile.
Nella sua strada vivevano due vecchie che sapevano tutto grazie al loro talento, spiare, e diedero ad Albertina dei consigli su come liberarsi di quel male. I loro consigli erano stupidissimi e Albertina ringrazió e non li seguí.
Piuttosto si inginocchiò sotto il grande sicomoro che stava all’entrata del paese e pensó fortissimo ai Santi, non tanto per chieder loro qualcosa, ma anche solo perché concentrarsi sulla loro pia idea la aiutava a non badare ai consigli stupidissimi.
Mentre l’alba tingeva di rosso e oro le nuvole sopra il villaggio, una voragine si aprí nel terreno, arrestando l’avanzata del male o gli invasori o il parente, ed Albertina e il paese furono salvi.
Alle vecchie non piacque che Albertina fosse stata giudiziosa e devota invece di seguire i loro stupidi consigli, così le tirarono una pietra e lei morì.
Sankta Albertina è la santa patrona dei giovani incompresi e dei tiri fortunati.

Questa non è la trama del libro, o di nessuno dei racconti contenuti nella raccolta. È una Cactus original. Però vi fa un esempio buffo di come si svolgono le storie all’interno, con il grottesco realismo magico che contraddistingue le storie di santi, dalla ben più popolare Santa Lucia che si cava gli occhi ai meno conosciuti Santi Sisinnio, Martirio (che nome iellato, comunque) e Alessandro che vennero aggrediti e uccisi in Anaunia.

Questo libro, più che una trama, ha un filo conduttore. Il titolo indurrebbe a pensare che il fil rouge sia la narrazione delle vite dei santi (cosa che vale anche per l’inglese, essendo il titolo originale The Lives of Saints), peraltro vero nella maggior parte delle storie… ma non in tutte.
Quello che pare essere il vero focus è non tanto una biografia ordinata, quanto invece il glorioso, luminoso momento della manifestazione dei loro poteri.
Ogni storia tocca un punto di disperazione, una bruttura causata, di solito, da altri esseri umani, che fa scattare l’intervento divino dei poteri della Santa o il Santo che dà il nome alla storia; a volte coincide con il personaggio protagonista, a volte è solo la/il ricevente di un’invocazione da una persona pia, devota al culto dei Santi.

2. La copertina 
 
Quella "classica", che è quella con cui noi abbiamo letto il libro, è a nostro avviso molto riuscita: bella a vedersi e riconoscibile a colpo d'occhio. Memorabile, insomma.
 

Dal vivo fa anche un po' esperienza sensoriale, perchè la copertina rigida ha tutta una tessitura che potete intuire anche nell'immagine di cui sopra.

Che vi colpisca o vi lasci indifferenti, sembrava anche che fosse l'unica copertina che avessero mai fatto per il libro, cambiando solo la lingua del titolo da un Paese all'altro: The Lives of Saints, Die Leben der Heiligen, As Vidos dos Santos...
Ma non lo è.
Il cirillico aveva altre opinioni.
 
Santa Lucia ha perso gli occhi, ma io ho la tostaggine e li faccio perdere a voi. Tiè, Colpo del Sole!

Questa è l'edizione russa del 2020, che riprende una delle illustrazioni che troverete dentro al libro; un'edizione che non ha paura di riempire gli spazi vuoti, una copertina con più arte, più cornici (e tutte diverse), più contrasti, più alfabeti (lo vedete, quel piccolo "New York Times" in basso a destra?). Una variazione che non ci aspettavamo di trovare vista la sobrietà della copertina principale, ma nient'affatto sgradita: a nostro avviso, questo libro non ha copertine brutte, e questa sembra una vecchia raccolta di favole di una terra lontana.   
 

3. Cosa ci è piaciuto?
Uno dei punti forti del libro sono proprio le illustrazioni. Ogni storia ne ha una, tutte a colori e a pagina intera, dalla mano di Daniel J. Zollinger, che aiutano a rendere più memorabili i personaggi protagonisti e la loro mistica.
Le Sante e i Santi che Zollinger ritrae sono spesso nelle loro storie spesso vittime di oscure vicende, ma raramente nei ritratti le loro espressioni si scompongono più di tanto. Questo è in realtà un punto a favore, perché riprende benissimo il modo in cui vengono dipinti i santi della religione cristiana; l’artista non lesina sui colori, che sono vibranti, scelti tanto per la rappresentazione quanto per l’atmosfera.
Le Vite dei Santi è godibile anche se non hai mai letto nient’altro del Grishaverse; non abbiamo ancora recuperato quasi nessuno dei libri di Bardugo (e quindi, in realtà, non possiamo dirvi quanto questo libricino si incastri bene con la continuità delle storie. Se voi ne sapete qualcosa in più, lasciate qui un commento!) eppure non abbiamo avuto problemi a leggerlo!
Il concetto stesso dello pseudobiblion è una cosa che ci manda in sollucchero, quindi già solo per questo punti extra.
Concludiamo con quello che è probabilmente la cosa che a ripensarci ci è piaciuta di più: Le Vite dei Santi è una raccolta di fiabe grottesche, in cui potresti trovarti di fronte ad un racconto di magia e meraviglia o di brutale crudeltà. Oltre ad essere uno stile azzeccato per dei racconti agiografici, per i motivi a cui abbiamo già accennato mentre vi parlavamo della trama, è interessante vedere delle storie semplici, che spesso nelle pubblicazioni moderne sono equate ad un pubblico infantile, trattare con disinvoltura temi pesanti.

4. Cosa non ci è piaciuto?
Le illustrazioni sono messe all’inizio della storia, il che, se hai abbastanza fantasia, ti può già fare capire quale sarà il suo finale.
Dopo poche storie, che ti fanno tastare i limiti della narrazione, i racconti rimangono godibili ma poco capaci di creare aspettativa a causa della struttura e brevità (tutti tranne uno).


Voto complessivo: 78 su 100. Complimenti, sei stato dichiarato libro bello! Anche i Sankti Cactus di Fuoco, patroni dell'ispirazione e dei libri belli, ti approvano.

A chi lo consigliamo: A chi finisce in infinite tane di coniglio cercando storie e leggende medievali, a chi affascina il vero culto dei santi (anche se non è cristiano), a chi gradisce libri che può finire a pizzichi e bocconi, una storia alla volta; ed infine, a chi piace avere libri belli da vedere!

 

E insomma, che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto? Siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione!
P.S.: Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto).

Nota: in tanti si limitano a dirci solo il titolo del libro da recensire (o addirittura scriverne un sacco in fila), e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo.
Per fare un esempio: "Ehi, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate".


Cercate i nostri segni, trovate l'ispirazione, e alla prossima recensione! 🌵🔥

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