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lunedì 7 settembre 2026

I pesci non piangono 1. Nonna, ho dei nuovi amici!

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I Pesci non Piangono - Cover + indice

Sangreal è un pistrix, un pesce dall'aspetto curiosamente antropomorfo, che vive nelle profondità abissali: una vita tranquilla, quasi solitaria, insieme alla sua anziana (ed immensa) nonna, che ha perso il suo compagno ed è rimasta da sola.

Ma tutto sta per cambiare per lui. Seras Alkahest, potetente strega del mare, ha dei progetti per lui, e gli farà conoscere il mondo umano.

Preparatevi per un viaggio folle ed inaspettato, insieme a Sangreal, alla scoperta del mondo umano del futuro. 


 

A grande richiesta, Fish don't Cry (che potete leggere nella sua versione in inglese qui su Tapas) arriva anche in italiano! Godetevelo, è tutto per voi :)

» INIZIA A LEGGERE (Parte 1)

INDICE:

CAPITOLO 1

CAPITOLO 2

-Coming soon 

 

 Quello che avete letto non vi basta? C'è ancora molto altro da esplorare nel mondo di Fish don't Cry! Visitate il Masterpostimmergetevi nelle acque oscure.

🌵🎨 Questo fumetto è stato interamente disegnato dalle nostre artiste ufficiali, Furiarossa e Mimma! Solo arte umana per noi, diciamo no all'AI :)

 

mercoledì 5 marzo 2025

La questione della tuta di Bastion

Che i costumi di supereroi e supercattivi dei fumetti americani siano quantomeno... originali e spesso poco pratici, lo sappiamo tutti. Colori sparaflescianti, tutine aderentissime che ti aderiscono alle ascelle provocandoti probabilmente non pochi problemi con lo sfregamento e il trattentimento del sudore, ornamenti impratici sulla testa, mantelli che si incagliano dappertutto e che rappresentano un vantaggio per il nemico che voglia afferrarti... insomma, questi super-costumi sono terribili per un vero combattente per la giustizia. Ma si chiama fashion, giusto?

Tuttavia, in molti casi siamo in grado, più o meno, di capire come un certo eroe/eroina riesca ad infilarsi la sua tutina attillatissima (che in certi casi, tipo Bestia degli X-Men, è in realtà solo una graziosa mutanda), mentre in certi altri... come fanno i super a mettersi il loro outfit senza urlare di frustrazione ogni volta che devono prepararsi all'azione?

Alcuni outfit dei cattivi, poi, sono veramente super-mega-ultra-over-the-top.

Prendete il Signor Sinistro. (Mister Sinister, che fino a un paio di mesi fa non sapevamo neanche che fosse stato tradotto in italiano come Signor Sinistro. Eh, non eravamo esperti dei fumetti degli X-Men, denunciateci).

Character design di Sinistro,
per la stagione 1 di X-Men '97,
creato da Amelia Vidal.
 

Il Signor Sinistro è vestito in un modo che, tutto sommato, puoi realisticamente immaginare nel processo di vestizione. Ma questo non significa che qualunque persona sana di mente non si metterebbe ad urlare di frustrazione durante il lunghissimo processo... insomma, i suoi vestiti sono fasce, ergo per indossarle deve fasciarsi, e poi deve mettersi le spalline a parte, sopra le spalline il mantello... e quando arriva il momento di mettere le scarpe, mette prima un paio di stivali molto alti e poi, sopra quegli stivali, un altro paio di stivaletti più piccoli. Il Signor Sinistro porta gli stivali sugli stivali, e in effetti sì, questo ci trova molto d'accordo: è una cosa alquanto sinistra.

Ed è meglio non addentrarci nei dettagli sul suo make-up, se sia make-up o meno, se ogni mattina debba riapplicarsi il cerone su tutta la faccia e il collo, se il pizzetto sia fatto di peli o sia solo disegnato... no, meglio non addentrarci.

Non siamo qui per parlare di Sinistro.

Siamo qui però per parlare di un altro villain, assai più sobriamente vestito di lui, e che è anche comparso al fianco di Sinistro nella (relativamente) nuova serie animata degli X-Men, ovvero X-Men '97: Bastion.

Per chi non lo conoscesse, Bastion è questo signore rosa con i capelli e il pizzetto bianchi (finalmente qualcuno che, nel disegnare un albino, si ricorda che la pelle degli albini lascia spesso trasparire il colore del sangue capillare, con il risultato che sono rosa e non super-pallidi nella maggior parte dei casi!) che è un po' un mutante e un po' una macchina (non preoccupatevi troppo di questi dettagli, se avete visto la serie sapete, se no non sapete, ma in entrambi i casi avrete comunque un sacco di dubbi) e che nonostante sia un mutante, è a capo del progetto Zero Tolleranza e vuole controllarli e opprimerli (perché in fondo, ma non troppo in fondo, odia anche sé stesso). Insomma, un distinto gentleman che sa vendere bene la sua causa, ma nasconde dietro il suo facciotto fragolino un tormento esistenziale degno di Leopardi (se Leopardi fosse stato un cyborg).

Per chi ci conosce, non sarà una sorpresa sapere che lui, un ibrido potentissimo e tormentato perennemente sul punto di commettere crimini di guerra, è proprio il nostro tipo di villain. Parliamo di lui, dunque. No, non della sua moralità, o della sua backstory, o del fatto che abbia curiosamente lo stesso potere di uno dei nostri personaggi più amati, Michelito Philippus, protagonista di una delle opere con cui abbiamo vinto un Premio Watty.

Character design di Bastion,
per la stagione 1 di X-Men '97,
creato da Amelia Vidal.

Abbiamo fatto una premessa sui guardaroba dei "super" ed è proprio quello di cui parleremo. Anche perché abbiamo bisogno del vostro aiuto.

 

Dritti al punto: non siamo riusciti a capire benissimo, e da prove inconfutabili, come faccia Sebastian "Bastion" Gilberti a entrare in quella stilosa tuta nera da metalmeccanico (perché è una tuta da meccanico e lui ha parti di metallo, eh, eh, l'avete capita?😜) del futuro.

Inizialmente la teoria era che la tuta nera avesse un'apertura laterale, un po' come certe giubbe militari antiche, e che quei tre pezzi dorati a punta, che sembrano un po' fibbie o copri-fibbie, servissero a tenerla chiusa.


ATTENZIONE: Da qui, SPOILER! Se non avete guardato X-Men '97 e volete farlo, sappiate che i cambi di guardaroba di cui stiamo per parlare riguardano anche e soprattutto le ultime puntate.

 

Però quando Bastion è nel suo "secondo" stadio (quello con il pizzettone da capretto, per intenderci), si nota che in realtà i tre pezzi di metallo servivano per nascondere tre "prese" circolari per i cavi, non trattandosi dunque di strap che tengono chiusa la parte superiore della sua tuta.

E poiché la sua tuta non è fatta di spandex, come quella della maggior parte degli eroi (lo si nota chiaramente dal modo in cui fa le pieghe, dalle spalle non rotonde e aderenti, ma del tutto simili a quelle di una normale giacca, e dal fatto che il tessuto si strappa abbastanza facilmente, ad esempio intorno alle sue braccia e alle sue gambe), non è neanche elastica abbastanza da permettergli di entrare dal collo della tuta, come a volte succede con questo tipo di outfit.

C'era anche la possibilità che in realtà fossero due pezzi separati: una maglia e un pantalone. Dopotutto, c'è una linea all'altezza della sua vita! Ma ad un'attenta osservazione, la linea non sembra essere di separazione fra la parte superiore e quella inferiore della tuta, ma sembra qualcosa all'interno di essa, o semplicemente una piega... che sia l'elastico delle mutande? Probabile. Che abbia una maglia e un pantalone separati? Meno probabile, anche se sarebbe stato comodo.

E poi c'è la questione del "rosa": le maniche che spuntano da sotto la tuta sono dello stesso colore della stampa rosa triangolare che avvolge parte del suo petto e delle sue spalle, tanto da far pensare che siano dello stesso materiale... ma in teoria non lo sono, no? Perché la tuta è più rigida e meno aderente, mentre le maniche rosa gli stanno appiccicate al palmo delle mani, come se fossero effettivamente fatte di spandex... ma poi ci si rende conto che anche il "girocollo" fa la stessa cosa, aderendo al suo collo, alle sue clavicole, al suo petto, in un modo completamente diverso dal resto della tuta.

Questo significa forse che in realtà la tuta é tipo mega-scollata e lascia vedere una corposa porzione della parte aderente, di spandex o tessuto similare (abbiamo una nostra idea su cosa possa essere, ma magari ne parliamo un'altra volta) che lui porta sotto la tuta principale, a mo' di biancheria? E in tal caso, Bastion uscirebbe dallo scollo, tipo una cicala che fa la muta?

Insomma, come fa Bastion ad entrare e uscire da quella cosa? Dov'è la cerniera? Ce n'è una?

Per capire meglio la situazione, abbiamo provato a sfogliare i fumetti in cui appare... magari in quei numeri dove ha una tuta simile alla sua controparte animata, possono spiegarci in che modo riesce ad infilarsela. I fumetti, già. Come se Bastion non comparisse in centinaia di numeri (e ogni artista non lo interpretasse un po' come vuole).

E allora sapete cosa abbiamo fatto? Eh niente, abbiamo cercato e cercato, in fumetti dal 1996 in poi, al solo scopo di capire le scelte di stile di un supercattivo. Vi aspettavate una scorciatoia? Da noi, i Cactus di Fuoco, ossessivi-compulsivi e fin troppo appassionati di character design e fiction?  (Sì, abbiamo comprato le copie cartacee di alcuni di questi fumetti. Quelle più belline. O quelle che ci interessavano di più per la storia. Cosa? No, certo che no... no... pfff... non abbiamo comprato ogni singolo fumetto con Bastion sulla quale siamo riusciti a mettere le mani, che cosa state dicendo? Ma dài, vi sembra che sia... che sia... okay. Okay, lo ammettiamo, lo abbiamo fatto. Ci siamo divisi in squadre e siamo andati a caccia di fumetti usati a basso costo. Abbiamo persino comprato uno dei volumi della saga di "Second Coming" due volte. Sì, abbiamo un doppione. Ci vergogniamo? No).

Il risultato della nostra ricerca omnicomprensiva ha dimostrato, e questo è interessante, non è raro che la sua tuta sia, anche se non identica, piuttosto simile nelle caratteristiche a quella della versione di X-Men '97: tessuto "lasso", che palesemente non è form-fitting come quello delle normali tute da supereroi, ma che curiosamente diventa invece aderente nella sua parte rosa, quella intorno al collo e alle spalle. 

Ma ecco in che modo si dividono gli outfit di Bastion nei fumetti (giudicate voi se sono comodi o no):

1. Tipico.  

È l'outfit che abbiamo già descritto, quello che non riusciamo a capire come faccia ad infilarsi. È praticamente il primo outfit "ufficiale" che gli è stato assegnato, quando ancora aveva la faccia da scimmione nei fumetti. Ottimo lavoro di trasposizione per X-Men '97, non c'è niente da eccepire! Fibbiette dorate, triangolone rosa intorno al petto e si va, si va, si va! Pronti a trovare i mutanti e a fargliela pagare! (Che poi, nel periodo dell'Operazione Zero Tolerance c'era in giro Onslaught, che ammazzava gente come se non ci fosse un domani, è un po' ovvio che gli umani se la facessero sotto dalla paura... e fragolone sotto steroidi era qui per proteggerli! Con la forza del... del... del fashion. E di una pistola!)

Come fa
ad infilarsi
 
questa tuta?

Stropicciato.
E ora chi pulisce il pavimento da tutti questi X-Men?
(E perché Wolverine sta bene?)
Ti sta cadendo la faccia, bro.
Probabilmente ha le spalline imbottite. Sono quadrate.
Sì, ha decisamente le imbottiture alle spalle.

-

 

2. Fragola del bosco meccanico.

Esclusiva di Machine Man/Bastion '98, questo outfit specialissimo è... è... è. Non ha bisogno di altro. È direttamente una fragola robotica. Una fragola robotica con

Anche Nimrod è
una fragola robotica.

troppe poche dita. Capiamo perfettamente che serve per fare un richiamo a Nimrod, la sentinella "perfetta" che è predecessore (e in un certo senso "padre") di Bastion, ma non neghiamo che anche Nimrod, nel suo design, fosse molto... ehm... speciale. Un fashionista come Bastion, con i suoi outfit enigmatici e pratici (e sempre circondato da sentinelle fighe che sembrano uscite da una pubblicità) non dovrebbe mai vestirsi come una fragola robotica. Voto personale: 2. Ma è bene che le cose ridicole esistano, sennò come facciamo a riderci sopra?

Fragolino sproporzionato.
Fragolino di profilo.
 
Fragolino serio.
Gusto: fragola.
Fragola brillante.
---

 

Tanto, comunque, ha la sua tuta
"normale" sotto il camice.
Il dubbio continua: se la può togliere?
3. Mezzo prete, mezzo scienziato pazzo.
Uno dei nostri outfit preferiti, il design della sua tipica tuta, ma trasformato per essere un incrocio fra una tunica e un camice lungo da laboratorio. Scuola del fashion del male, here he comes! Veramente sinistro, soprattutto in questa atmosfera tutta ombre, con colori iper-saturi che delineano macchinari dall'aria "cattiva" sullo sfondo. Fra l'altro è uno dei numeri dove tiene prigioniera Jubilee,
cercando di "spezzarla" psicologicamente, e il suo camice qui sembra sottolineare ancora di più la sua momentanea funzione da medico malvagio/strizzacervelli perverso. Spettacolare. (Un po' un peccato invece che la sua faccia sia disegnata come una statua dell'Isola di Pasqua, ma vabbé, non si può volere tutto. In alcune vignette funziona pure bene, in altre da solo l'impressione che i disegni siano brutti, sowwy, ne siamo dispiaciuti tantopiù che le matite sono di uno dei nostri fumettisti preferiti, Chris Bachalo).

Misterioso
Arcigno
 
Malvagio (e con la zuppa sul camice)
Quella macchia di zuppa sembra un crocefisso?
Le sue mani non sono di dimensioni normali, comunque.

Una bambina lo prende a calci.

 

5. Prima della tuta, il nulla.

Che cosa c'era prima della tuta? Lo vediamo mai senza? In effetti sì... lo vediamo proprio senza niente addosso, buttato lì, nel sottobosco. Fragolino di bosco. Almeno è facile immaginare come funziona questo outfit: niente cinghie da chiudere, niente spandex, niente cerniere.

(Che poi 'sto poraccio è comparso così, senza memorie, in mezzo al nulla, ed è stato soccorso da una donna che l'ha adottato... signora mia, poteva essere il nonno di qualcuno che si è perso perché si sa come sono i vecchietti, poi magari è senescente, c'ha il morbo di alzhaimer, e lei che fa, signora mia, ruba i nonnini nudi che magari potrebbero avere già una famiglia? Avverta la polizia, diamine, se trova un uomo albino nel sottobosco!). 

"Mamma, mamma, ho trovato un nonnino"
"Fai vedere a mamma... non lo chiamere -ino. Ma ci mancava un nonno, quindi va bene, puoi tenerlo!"
 

"Mamma, perché sei più giovane di me?"
E ovviamente, dopo essere stato adottato da Rose Gilberti, questa donna che ha l'interessante abitudine di portarsi a casa tutti i nonnini che trova per strada (e decidere che adesso sono i suoi figli), non si è infilato immediatamente la tuta impossibile, perciò possiamo vederlo con una normalissima t-shirt azzurra. 

In seguito, nello stesso fumetto, possiamo anche vedere Bastion indossare la cravatta, in quella che crediamo sia un'occasione assolutamente unica: una singola vignetta dal 1996 ad oggi, in cui quest'uomo-robot indossa una cravatta. Viola. Perché a lui piace il viola.
 

6. Dipinto addosso

Con Sinister.
(Sì, adesso sono due fotomodelli
e Sinister è pure una donna).

Certi autori hanno preferito non ragionarci troppo: invece di fare la strana tuta con il colletto e le spalle aderenti, ma il resto "normale", hanno preferito fare una classica tutina in spandex da supereroe, che un pochino, secondo noi, toglie fascino alla scelta di stile di Bastion, quella di essere incomprensibile e al contempo non avere le chiappe così visibili come tutti gli altri supereroi. Bisogna però dire che, visto che palesemente (almeno a giudicare da come hanno deciso di rappresentarlo) è diventato un maniaco dello squat e ha sviluppato muscoli invidiabili nei quarti inferiori, sapete che? Se lo merita. Ha lavorato duro per passare dalla stilosa tuta da metalmeccanico del futuro all'outfit da supervillain, perciò ha la nostra approvazione. Mostra quei muscoli, bro. Bastion è passato dal vecchietto bruttino dei primi anni a questo super-bodybuilder massiccio... non venitemi a dire che è natural, però. Vabbé, magari non si dopa, ma il mix di tecnologia celestiale, transmode virus e inserti in metallo non sono esattamente il massimo del naturale, no?

Bro...
Brooooo....
 
Broooooooooo....





 

Broo, basta, la palestra è già morta! Stop hitting it!

7. Lupo in vesti d'agnello.

E che ci crediate o no, abbiamo pure il Bastion crossdresser! Questo non è (purtroppo o per fortuna? Giudicate voi) un costume "canonico", ma proviene da un incubo di Jubilee, dopo che è stata liberata dalla lunga prigionia a cui è stata sottoposta proprio dal nostro intollerante fragolino malvagio. Che nella sua mente le lunghe vesti stilose del cyborg si siano "remixate" in quelle di una vecchietta tutt'altro che innocua?

Che coltello grande che hai, nonnina cara...
N-nonnina cara?
 
Nonnina dinamitarda kamikaze.


8. Robotto del chinotto.

E infine in questa categoria ci sono le versioni lisce e scintillanti di Bastion! Quelle più robot che persona, a volte con i cavetti che sporgono, a volte senza. Forse non dovrebbero stare tutte nella stessa categoria, perché in realtà sono diverse fra loro, hanno un impatto e un'estetica differente, ma hanno tutte in comune almeno una cosa: sappiamo come fa a mettersi questi outfit, perché, fondamentalmente, è solo il suo corpo. Sì, è Bastion nudo. Sì, c'è un Bastion nudo anche prima, ma quello sembra una persona, questo invece fondamentalmente non ce l'ha neanche, il suo corpo vero e proprio, perché è stato decapitato (non stiamo scherzando, la storia è proprio questa) e la sua testa è stata poggiata sopra ad un corpo meccanico differente. Non è curioso, che succeda due volte, 'sta cosa? Ma la vogliamo smettere di decapitarlo, perderlo in un deserto o metterlo in un magazzino statale, e lasciare che i cattivi ci mettano le mani sopra e lo trasformino in un'arma di distruzione di massa? Perché a questo punto è negligenza, eh. Ma mettetecela una guardia.

(Oppure convincetelo a servire il bene, regà, secondo noi una riprogrammazione è possibile. Funzionano così, le macchine. E che vi piaccia o no, funzionano così anche le persone).

Ti servono mica, delle fascette per tenere ordinati quei cavi?
Carrozzeria cromatissima e ali a taglierino.
 
Calibrando l'ugola d'oro...
Piedini dorati e mascella d'acciaio.
Incompleto.
I'd rather be SHINYYYYY!
Immagini tristi di robottini tristi su stazioni di ricarica tristi.
Che hai fatto alla faccia? Che hai fatto ai piedi?
Un'espressione molto normale.
(???)

 

 

Non abbiamo capito come Bastion si metta la tutina, ma adesso c'è una gallery qui. Oh. 

Lo scopriremo più tardi ;)

lunedì 9 maggio 2022

Recensione - Ogni cosa è bellissima e io non ho paura (Yao Xiao)

Salve a tutti germoglietti.
Bentornati alle Recensioni Spinose! Il libro che recensiamo oggi è un po' particolare, perché non è un romanzo. E non è una graphic novel, anche se per la maggior parte è visuale. Si tratta di una specie di fumetto... una raccolta di tavole, diciamo. Ad attirarci è stato il titolo, "ogni cosa è bellissima e io non ho paura", che in questo periodo di dolore ed incertezze (non temete troppo per noi, comunque, noi stiamo rialzando le teste coronate di fuoco e la nostra vita, pian piano, sta migliorando) sembrava proprio quello di cui avevamo bisogno.
Perché, diciamocelo, è da un po' a questa parte che tutti (e con tutti intendiamo anche voi lettori) ci sentiamo in qualche modo scombussolati, come se avessimo perso tempo e forze, forse a causa della pandemia, forse a causa di un concatenarsi di cause e effetti di questo mondo iper-tecnologico e iper-capitalistico (e per fortuna siamo in Italia, che se fossimo negli USA ci sarebbe solo da strapparsi le spinette, pardon, i capelli).
E quindi cosa c'è di meglio, per tirarsi su il morale, per darsi una scossa di positività, di un libro che si intitola letteralmente "Ogni cosa è bellissima e io non ho paura"?
Ehhhh... tante cose. Tante cose sarebbero meglio di questa.
Perché questo libro non è quello che sembra. Non è una cosina pucciosa, non è qui per tirarti su il morale, non è qui per farti sentire al sicuro o felice o coraggioso.
No, questo libro è qui per raccontarti un'esperienza sicuramente non serena, spaccata in due, un'esperienza di dubbio ma anche, per fortuna, di liberazione. Più di dubbio, però.
'Nsomma, una di quelle cose che vanno tanto di moda nei libri di oggi. O di ieri. O degli anni novanta se è per questo: perché capire sé stessi e il mondo, in questo casino megagalattico è sempre una cosa che va di moda.
Peccato che di risposte vere non ce ne danno mai.

Curiosità: nel Novembre del 2020, è stata stampata la seconda edizione numerata di questo libro. Ne sono state fatte 999 copie. La copia che abbiamo letto noi è la numero 939.
Altra curiosità: il libro è inaspettatamente pesante per avere solo 126 pagine: colpa della copertina che da sola pesa un bazzilione e se anche i libri più grossi avessero copertine così, al solo trasportarli diventeremmo tutti palestrati con la schiena d'acciaio. Oppure ci verrebbe la scoliosi, chi sa...

1. La trama:
In questo racconto/fumetto autobiografico la protagonista è un'artista di origine cinese che vive a New York da dodici anni e si disegna come una specie di maghetto, con corti capelli rossi (sei tu, September?), una specie di corta tonaca mistica e un cappellino a punta nero.
La cosa curiosa è che siamo andati a cercare una foto di Yao, perché volevamo proprio vedere una ragazza orientale con il cappello a punta e i capelli rossi, ci sembrava una cosa stilosa e originale!
Ci dispiace deludervi, ma Yao Xiao è solo la vostra tipica adorabile fumettista cinese:

Ciao, non sono un maghetto, sono un'artista cinese!
 

Va da sé che il modo in cui si rappresenta debba essere legato ad una qualche metafora, un simbolismo, sempre che lei non abbia avuto quel look in passato e poi cancellato tutte le prove... fateci sapere, se siete più informati di noi!
Ah, torniamo alla trama: Yao, protagonista della sua stessa storia, parla attraverso le immagini e alcune didascalie del suo vissuto da immigrata queer (bisessuale, in questo caso, e ci è parso di capire anche un po' gender fluid) e ci conduce attraverso tematiche legate a body shaming (sembra proprio che essere anche solo un po' cicciottelli sia la fine del mondo, per le culture orientali... meno male che stiamo nel Sud Italia! E capite cosa intendiamo, vero cannolini nostri?), accettazione del suo orientamento da parte dei genitori (in realtà ci viene mostrata quasi solo la mamma, come se il papà avesse poca o nulla importanza in tutta questa faccendo), sessismo (quello ci sta sempre, porca miseria, in qualunque opera autobiografica scritta da una donna, e la cosa triste non è che ne scrivano, ma che esista in maniera così estesa porcaccio di quel patriarcato zozzo) e la sempiterna ricerca del nostro (e del suo) posto nel mondo, una cosa che facciamo un po' tutti, anche inconsciamente.
I "racconti" sono brevissimi, pochi disegni, pochi tratti, pochi dettagli, poche parole. Poi zuuum! Verso un altro episodio.
C'è poco che possiamo spoilerare perché c'è poco in generale: ci sono già più parole fino a questo punto della recensione che in tutto il libro.

2. La copertina

La copertina del libro che abbiamo letto è esattamente questa (l'abbiamo scannerizzata):
Come potrei aver paura? Ho il mio gatto da guardia che mi segue ovunque!

Semplice e incisiva. I disegni sono più puliti qui che all'interno, anche se le rigone grosse da cartone per piccolissimi permangono.
C'è anche un gatto bianco e nero, con il nasino e le zampine rosa, che all'interno della storia viene però rappresentato sempre con colori diversi. O forse, più probabilmente, sono gatti diversi. Quanti gatti c'ha questa ragazza in un appartamento a New York? Però c'è una pagina, dedicata alle cose di cui lei è grata, in cui dice "il mio gattino", quindi si suppone che sia uno solo. E allora chi sono tutti gli altri gatti? Quello tutto bianco, quello grigio e bianco, quello tigrato... vabbé, noi siamo fans della continuity e in questo fumetto non ce n'è.
O forse di gatto ne ha uno alla volte, ma le muoiono di continuo e li rimpiazza! (Che ipotesi cattiva... un po' spinosa, ma può starci, no? Nel mondo della fantasia succedono tante cose, anche i gatti che vengono rimpiazzati). 
Comunque, dicevamo, la copertina... ci piace il logo di Edizioni Atlantide che sembra mezzo sprofondato nella collinetta erbosa! Molto elegante. Ha qualcosa di misterioso, di arcaico e leggero insieme.
Forse se ci scavi sotto puoi trovarci delle navi. (E molti di voi non avranno capito il riferimento, ma a chi l'ha capito diamo un cinque interdimensionale).
In generale, la copertina è carina, simpatica, ma non ci fa impazzire... forse perché siamo fans sfegatati dei lavori complicati e delle anatomie un tantino più realistiche.
E perché quell'albero ci sta facendo diventare strabici.
 
 
3. Cosa ci è piaciuto
Che nel dolore c'è una via di fuga. Quella via di fuga, anche se a volte non lo ricordiamo, siamo noi stessi.
Il racconto della perseveranza che alla fine paga (perché sì, non è tutto dolore, ma ci saranno momenti della lettura in cui capirete che davvero ne vale la pena) è una delle cose che più amiamo nella letteratura.
Altrimenti perché perseverare? Chi ce lo fa fare, di lottare sempre?

"A partire da questa notte, diventa una persona più semplice. Sii aperta di mente. Sii coraggiosa. Sii forte. Sii calorosa. Diventa la persona che dicevi saresti diventata molti anni fa. Lasciati trasportare dall’arte. Fai un sacco di cose. Continua a lottare per te stessa."
-Yao Xiao
 
E poi un pizzico di commozione ha toccato uno di noi durante una particolare scena. Ma è una cosa molto personale, non potreste indovinarla e noi non ve la diremo. Però è un punto positivo, condividere un'esperienza così specifica con qualcuno e vederla rappresentata perciò, ecco, deve stare qui.
 
4. Cosa non ci è piaciuto
Ci dispiace tanto, tanto, tanto dirlo, ma i disegni sono... i disegni sono... semplici. Non semplici tipo "essenziali e dritti al punto", ma semplici tipo "li ha fatti un bambino di otto anni".
Non è quello stiloso che capisci subito, o che nasconde dettagli importanti e metaforici... cioè, di quando in quando i dettagli metaforici ci sono, ma sono molto molto semplici... il problema vero è che non sempre è comprensibile.
E visto che la protagonista ha "vinto numerosi premi e ha pubblicato su Time, Vice, Newsweek e National Geographic", ci aspettavamo che si sapesse spiegare con le immagini. Sapete, no? Se vi dicono che un calzolaio è di fama mondiale, non vi aspettate che vi venda solo infradito di plastica un poco storte.
Alcune vignette le abbiamo dovute riguardare due o tre volte per capire cosa stesse succedendo, perché non era chiarissimo cosa si volesse rappresentare. Stilizzare, anche nelle forme essenziali, il soggetto che vogliamo rappresentare, è una delle cose fondamentali per un artista! E ci dispiace dirlo, Yao Xiao non sembra esserne davvero capace e questo fa perdere di potenza a concetti che sarebbero stati altrimenti fantastici!
In alcune (ma non in tutte, eh!) vignette manca di quell'immediatezza che è necessaria per emozionare.
Insomma, lo stesso tipo di impaginazione, le stesse parole, gli stessi identici temi, avrebbero portato ad un libro straordinario se solo l'artista fosse stata veramente, veramente forte. Perché se un libro è fatto al 90% di immagini, ci aspettiamo che siano belle, giusto?
Se mangiate un torrone con le mandorle, ma le mandorle in questione sanno di sedere di lontra, poco importa che tutto l'impasto sia sublime, perché comunque avete in bocca il sapore del sedere di lontra e questo, ehm, non è quello che vi aspettavate quando avete deciso di addentare del torrone. Poi magari a voi piace mangiare la parte posteriore delle lontre, che ne sappiamo, ma converrete con noi che non dovrebbe stare nel torrone alle mandorle.
Poi, ovviamente, questa recensione è del tutto personale e potete essere in disaccordo con noi quanto volete, ma noi siamo davvero delusi dal fatto che non riusciremmo a fare illustrazioni così irregolari e infantili neanche se le facessimo sbadatamente. E possiamo assicurarvi che non abbiamo mai pubblicato su Time, né su Vice, né su Newsweek e neanche su National Geographic.
Sbalorditi da tali traguardi, abbiamo cercato il portfolio di Yao Xiao, per capire come avesse fatto e...
Ed è davvero brava! I suoi lavori, normalmente, non sono neanche lontanamente paragonabili alle illustrazioni dentro questo libro.
Illustrazione di Yao Xiao. "Sogno di una puffetta rosea" l'avremmo intitolato.

Illustrazione di Yao Xiao. "Ragazza che se si spacca la bolla finisce con le chiappe a terra e l'osso sacro rotto in sette frammenti", lo avremmo intitolato.
 
Quindi lei ha proprio scelto di disegnare così male nel libro!
Boh, non riusciamo a farcela piacere, questa cosa. Che peccato.

P.S.: Però rosichiamo lo stesso. Anche noi vogliamo essere pubblicati su quelle testate fighissime! Comunque ormai ci conoscete: per quanto rosiconi, non lasciamo mai che la rosiconeria offuschi il nostro giudizio e diamo a Cesare quel che di cesare e a Xiao quel che è di Xiao. Lei è bravissima! E chissà che un giorno, anche se lontanissimo, non finiremo per lavorare ad un progetto insieme ;) (Spoiler: non succederà mai).
 
Voto complessivo: 65 su 100. Hai passato il testo, libro.
 
A chi lo consigliamo: A chi ha poco tempo per leggere e molto tempo per riflettere: questo volumetto si legge in un fiato (visto che ha pure pochissime parole). Poi se volete capire cosa pensa un'immigrata cinese a New York, senza però leggere interminabili romanzi con analisi della loro condizione esistenziale, questo libro è sicuramente uno dei top di gamma.
A noi piacerebbe, leggere un romanzo minuzioso su un'immigrata cinese a New York. Oggi divaghiamo un poco, lo sappiamo. Che sia colpa della lettura di questo libro, che ci fa riflettere più del solito e ci fa venire voglia di comunicare più del solito?
Comunque può piacere un po' a tutti, anche se non farà impazzire proprio tutti tutti... se però avete un'amica molto introspettiva, ma moderna, che legge le poesie di Rupi Kaur, questo libro sarà certamente un regalo graditissimo.
Non regalate questo libro agli amanti dei grandi maestri pittori rinascimentali: ci sono quattro possibilità su sei che vi guarderà malissimo appena aperta la prima pagina.
I collezionisti di libri illustrati invece lo apprezzeranno! Specie se farete notare loro che si tratta di un'edizione numerata, hehe.
 

Dove potete comprare il libro?
Questo libro, se non erriamo, è uscito nel 2020 e in due anni ha avuto modo di spargersi in un bel po' di librerie, attraverso diverse ristampe... certo, non lo trovate proprio dappertutto, ma può essere divertente fare una specie di caccia al tesoro attraverso diversi rivenditori fisici, se vi interessa. La migliore possibilità di ottenerne una copia velocemente rimane comunque internet: noi vi indirizziamo ai buoni prezzi e le spedizioni veloci di Amazon, con cui caso vuole abbiamo un’affiliazione.
Perciò se vi salta il ghiribizzo di volere in casa un libro sulla cui pesantissima copertina ci sono un'artista-maghetta con il suo gatto dagli strani piedi, date un’occhiata all’inserzione da link che vi lasciamo qui!
Così, voi pagate proprio gnente in più e non vi cambia nulla (tranne che cliccare sull'indirizzo che vi lasciamo è più comodo), mentre noi ci guadagniamo un paio di centesimi extra. Consideratelo. Ecco il link!
Se volete leggerlo prima di comprarlo, invece di piratarlo, non dimenticate di provare a fare un salto in biblioteca! Date amore alle vostre biblioteche! 
 
Che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto, siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione! 
P.S.: Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto). 
 
Nota: in tanti si limitano a dirci il titolo del libro da recensire, o addirittura a scrivere un sacco di titoli in fila, e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo. Per fare un esempio: "Ehi, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate". 
 
Cercate i nostri segni, trovate l'ispirazione, e alla prossima recensione! 🌵🔥

 

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