martedì 8 agosto 2017

Draghi bianchi

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Draghi bianchi
(Verusdraco sapiens alba)



Origine
I draghi bianchi sono una di quelle razze considerate “classiche”, un termine utilizzato per indicare categorie di draghi né antiche, né recenti. Sono nati molto probabilmente dall'incrocio di due draghi antichi, ormai estinti, conosciuti come draghi di marmo e draghi d'oro della Valle Nera, con influenze di altre specie fra cui, si vocifera, persino i draghi neri. È incerta la quantità di razze che hanno influito nella creazione di questa splendida varietà di Verusdraco, l'unica che modernamente può sfoggiare una livrea completamente bianca.

Aspetto

I draghi bianchi sono draghi di media grandezza, dalle squame di colori generalmente molto chiari. Possono sfoggiare squame color oro pallido, crema e persino rosa pesca, ma la livrea più comune in questa razza, nonché esclusiva di essa, è il bianco totale che li fa somigliare a statue di marmo viventi. Le corna, che si prolungano dietro al capo seguendo la linea della fronte, sono di colore nero, lisce, e creano un forte contrasto con il colore del resto del corpo. Possono avere un corno che cresce fra le narici, ma nelle femmine è più spesso solo una placca di colore nero.
La schiena è percorsa da una fila singola di punte cornee estremamente affilate e pericolose.
La loro pelle, se privata delle squame, è color fegato-rosato o di altre gradazioni simili, generalmente più chiara della media degli altri draghi. Le scaglie hanno il bordo rotondo e sono resistenti ma molto flessibili.
Gli occhi, grandi e definiti generalmente con un'espressione compassionevole, possono essere di due soli colori: azzurri e gialli, anche se l'azzurro è più diffuso ed apprezzato.
Sono draghi armoniosi, mai pesanti, con ali grandi dalle membrane bianche, con un uncino corneo nero sulla sommità.
L'altezza massima mai registrata da un drago bianco è di sette metri e dodici centimetri, con un'apertura alare di ventitré metri.
La loro coda è affusolata, senza accumuli di grasso, con la parte finale che si assottiglia e termina quasi sempre con una punta cornea nera, estremamente resistente.
Poiché possiedono un metabolismo veloce rispetto alla media draconica è molto difficile, se non quasi impossibile, che ingrassino.
Il loro fuoco può essere di qualunque colore, ma il più comune è il rosa.


Comportamento
Sono draghi con un altissimo senso morale e della giustizia, capaci di sacrificare sé stessi per gli altri o per un ideale. Generalmente parlano in modo elegante e forbito e hanno un dono per le lingue, che imparano facilmente, tanto che un drago bianco che parla meno di tre lingue viene preso in ben poca considerazione da un eventuale partner.
Hanno riti antichi, ereditati dalle razze da cui sono nati, e sono devoti al culto dei dragonixius, creature mitiche aliene che secondo loro avrebbero portato la vita sulla terra e avrebbero deciso di creare i draghi ponendo nella “Fonte della Vita” (una sorta di brodo primordiale in una pozza sulla cima del monte Horn) il DNA dei draghi.
Non hanno divinità vere e proprie, ma rispettano chiunque ne veneri una o più.
Grazie al loro alto senso di giustizia, raramente questa specie ha comportamenti “razzisti” e cerca di relazionarsi al meglio con tutte le altre razze e specie di draghi; inoltre ha una particolare preferenza per gli esseri umani, che proteggono e istruiscono come se fossero i loro cuccioli.
Non esistono draghi bianchi che non si legano ad umano: ciascun esemplare ha il suo dragoniere e non trovarne uno sarebbe considerata da tutti una grande vergogna, poiché significherebbe che l'esemplare in questione non è capace di comprendere intimamente la cultura umana o che si giudica segretamente troppo superiore ad essi per legarsi ad uno di loro.
I draghi bianchi sono spesso eletti per ricoprire cariche politiche importanti e il re di Horn Blu Island è quasi sempre proprio un drago bianco.

Nascita e crescita
I cuccioli di drago bianco nascono, come la maggior parte dei draghi, da uova che vengono incubate per un periodo variabile, ma che quasi sempre si schiudono solo in presenza dell'umano a cui il draghetto si legherà. Le uova di drago bianco sono robuste, con una spessa scorza che può avere colori variabili, dal crema al bianco purissimo, generalmente screziate di vene iridescenti, e possono conservarsi quiescenti anche per centinaia di anni.
Alla nascita, un cucciolo di drago bianco ha già le corna, tutte le spine e ali funzionali, pesa da 300 grammi a 900 grammi. La grandezza dell'uovo e del cucciolo dipendono dall'età e dalla taglia della madre. Le femmine depongono un solo uovo per volta.
Il cucciolo neonato viene immediatamente spedito, spesso insieme al suo dragoniere, presso le scuole dell'Antica Dragoneria, dove viene istruito da altri draghi e impara diversi idiomi.
Altre specie draconiche, soprattutto quelle primitive, credono che i draghi bianchi si siano allontanati troppo dall'ideale di ciò che deve essere un drago e, sebbene non ripudino la loro autorità in quanto portatrice di giustizia, non si fanno influenzare o consigliare per innumerevoli questioni legate ai protocolli di caccia o alla guerra.
I draghi bianchi sono mediamente lenti a crescere e raggiungono la piena maturità e la capacità di riprodursi appena raggiunti gli undici o dodici anni. 


Vita sociale e corteggiamento
I draghi bianchi sono estremamente sociali ed è impossibile trovarne uno che viva isolato dal resto del mondo o che non abbia contatto alcuno con i suoi simili. Non vivono propriamente in branchi, ma similmente alla razza umana si riuniscono in “città”, fatte di territori molto vicini fra loro, e fanno spessissimo visita ai loro vicini.
Raramente litigano fra loro, ma quando questo accade si sfidano a duelli magici e di destrezza in volo per stabilire chi di loro sia più abile e dunque abbia più probabilmente ragione oppure, nei casi più disperati, convocano una riunione dei vicini e votano per alzata d'ali chi secondo loro ha ragione.
I loro duelli magici sono di grande bellezza, poiché spesso si tratta di complessi giochi di luce e di dimostrazioni di potenza magica spettacolarizzati.
Per conquistare le femmine, i maschi danno sfoggio delle proprie abilità di volo e magiche nell'annuale raduno dei draghi bianchi che coincide con l'unico periodo fertile per le femmine, in primavera; il raduno è conosciuto fra essi con un unico termine in lingua draconica intraducibile per gli umani, ma che pressapoco significa “Posto e tempo in cui amichevolmente facciamo sapere agli altri di essere migliori di loro”. Le femmine, molto più grandi e generalmente più feroci, possono scegliere da uno a tre maschi con cui accoppiarsi durante la stagione, ma essendo la fertilità dei draghi bianchi bassa e deponendo solo un uovo, non tutti diverranno padri e non è neppure sicuro che l'uovo venga deposto.
Un tempo, se il padre dopo l'accoppiamento si dimostrava indegno di essere padre (ad esempio macchiandosi di un atto ignominioso o ostacolando la giustizia), la madre poteva decidere di spaccare l'uovo con un pugno uccidendo così il draghetto prima della sua nascita, ma in tempi più recenti questa usanza è stata giudicata barbara ed inappropriata e non è più in uso.

Habitat e dieta
Razza “regina” di Horn Blu Island, i draghi bianchi si trovano raramente al di fuori di essa. Vivono in genere in luoghi montuosi e freddi e uno dei pochi altri posti nel mondo dove si sono stabilite colonie di questa sottospecie è la Groenlandia.
Amano mangiare pesce, bacche selvatiche, radici e alcuni tipi di carne fra cui quella di foca, di renna e di cervo, ma sono onnivori in senso ampio e non disdegnano quasi nessun cibo. Mangiare gli umani per loro è un terribile tabù da non infrangere mai.

Draghi bianchi famosi
Orotagon
Aureo

Curiosità
  • Le femmine sono più spesso escluse dai ruoli politici per via della loro tempra focosa e più incline agli scatti d'ira, nonché per il pericolo che costituiscono con la loro forza e taglia maggiori. Tuttavia vengono considerate ottimi guerriere e guardiane.
  • Nonostante i draghi di marmo siano una razza estinta, oggi questo termine viene utilizzato impropriamente per definire i draghi bianchi.
  • In passato è esistita un'altra specie dalla livrea interamente bianca, che però è scomparsa senza lasciare traccia: i Draghi Ghiacciai. 


🌵🎨Tutti i disegni in questa pagina (e molto probabilmente anche in tutte le altre pagine, se non diversamente specificato) sono stati realizzati dalle nostre artiste, Furiarossa e Mimma. Potete vedere altri loro lavori e/o supportarle (e supportare così anche tutti i Cactus di Fuoco ;)) sulla loro pagina Patreon. Diventate patroni delle arti!🌵🎨

lunedì 31 luglio 2017

Sunset 5. Dracula





Il rifugio per animali di Forks non era un granché ed era sull'orlo della chiusura. Mike mi disse che se volevo un gatto era probabile che lì non lo avrei trovato, perché aveva da poco saputo che li stavano trasferendo tutti nel rifugio di Port Angeles, l'Olympic Peninsula Humane Society, dove se volevo avrei trovato persino uccelli, conigli o altri animali domestici.
«Port Angeles non è lontano, vero?» Domandai, mentre percorrevamo la strada per il rifugio di Forks
«No, niente affatto. Preferisci andarci?» Mike era quasi speranzoso
«Non ti piace il rifugio di Forks?»
«No, è che...» inclinò la testa, prendendo un profondo respiro «Preferirei andare a Port Angeles. E poi non sapevo che lo stessero chiudendo, adesso. Cioè, fino a stamattina»
«Allora andiamoci. Se non hai da fare»
«No, no, andiamoci!».
A Mike piacevo e lui vedeva questa uscita come una specie di appuntamento, d'altro canto come potevo dirgli di no? Era così gentile da accompagnarmi a prendere un gatto, gli avrei volentieri concesso un vero appuntamento, con una vera cena, per ringraziarlo.
«E poi» Disse lui, mentre superavamo il fabbricato del rifugio per animali di Forks, un casermone grigio e puzzolente «Quello di Forks lo stanno per chiudere perché ci sono stati problemi con gli animali»
«Che genere di problemi?» volli sapere
«Oh, non... non è che gli animali hanno dato problemi, è che iniziavano ad ammalarsi e cose così perché erano tenuti male. Intendo, le gabbie venivano pulite raramente e non c'era abbastanza manutenzione né abbastanza cibo, così piano piano il rifugio ha perso tutti i possibili adottanti e ha subito delle denunce dagli animalisti...»
«Che peccato» dissi «Sarebbe stato bello avere un rifugio come si deve a Forks. Avrei fatto la volontaria».
Mike mi guardò per un istante, prima di tornare a posare gli occhi di nuovo sulla strada
«Io ero un volontario» mi confessò «Ho dovuto mollare per diversi motivi. Non giudicarmi»
«Non ti giudico. Lo capisco. Specie se le condizioni sono quelle che mi hai descritto: non è bello se nessuno ti aiuta e devi pulire tutta la pupù da solo»
«Già. Meglio che il rifugio di Forks chiuda».
Un silenzio vagamente imbarazzato calò nell'auto, mentre guardavamo gli alberi scorrere ai fianchi dell'automobile. Dopo alcuni minuti, Mike accese la radio e ascoltammo uno di quei ridicoli programmi radiofonici dove facevano le vocine.
«Che ci fa quello in mezzo alla strada?» Domandò Mike, rallentando nel vedere un tizio alto e scuro immobile in mezzo alla strada.
Arrivammo a fermarci per non investirlo. L'uomo, vestito con un impermeabile giallo scolorito, se ne stava al centro della carreggiata a fissare verso il bosco con uno sguardo atterrito, come se si aspettasse di vedere uscire un mostro.
Abbassai il finestrino e mi sporsi
«Mi scusi... signore? Ha bisogno di qualcosa?».
Quello parve riscuotersi all'improvviso e ci guardò. Aveva gli occhi nerissimi e le labbra tremanti erano brune, i capelli mossi gli scendevano fino alle spalle, umidicci.
«Potete darmi un passaggio?» Chiese, con voce roca e tremula.
Mike mi guardò e poi, vedendo che non sembravo contrariata, disse
«D'accordo, amico, ma stiamo andando a Port Angeles. Sali dietro».
L'uomo annuì e ringraziò diverse volte, poi aprì la portiera e si infilò dietro di noi. Aveva l'aspetto di un serial killer, tranne l'impermeabile giallo, e mi ricordò che avrei dovuto comprare al più presto una bomboletta di spray al peperoncino. Ripartimmo.
«Che ci facevi lì?» Domandò Mike, con aria affabile
«Io stavo... stavo facendo...» l'uomo balbettò, confuso, poi si appoggiò allo schienale «Sono stato inseguito» concluse infine
«Da chi?»
«Da due persone. Due persone pallidissime» disse
«Forse erano i Cullen» scherzai e Mike diede in una risatina nervosa
«I Cullen?» domandò l'uomo, alzando il tono di voce «Chi sono i Cullen? Sono bianchi come gesso?»
«Si» disse Mike
«E sembrano belli, ma hanno terribili occhiaie scure?»
«Si» confermai io, sentendo che i miei sospetti sulla follia di quella famiglia fossero sempre più sensati
«Hanno gli occhi rossi come sangue?».
Battei le palpebre. Occhi rossi come sangue? Non mi sembrava proprio, ma poteva essere che indossassero lenti a contatto.
«No» Dissi «Ma non li conosco abbastanza per saperlo».
Mike si strinse nelle spalle, inspirando dall narici rumorosamente
«Neanche io li conosco abbastanza. Nessuno li conosce abbastanza. Perché ti inseguivano?»
«Io... non lo so» balbetto l'uomo «Volevano farmi del male. Mi hanno minacciato, ma non so perché. Volevano bere il mio sangue, credo»
«Che ci facevi da solo nel bosco, amico?» Domandò Mike, incuriosito
«Raccoglievo funghi» disse senza esitazioni l'uomo «I boschi sono pieni per ora. Beh, sono pieni sempre, considerato quanto piove. Ma ho perso il cestino mentre fuggivo»
«E vuoi andare a Port Angeles?»
«Si. Mia zia vive lì, per ora sono in vacanza e sto da lei»
«E da dove vieni?»
«Dal Texas»
«Un bel cambiamento da lì a qui» ridacchiò Mike «Spero che ti piaccia l'umidità»
«Mi piacciono i funghi» ribatté quello «E tanto basta».
Aveva una voce e un aspetto inquietanti, dinoccolato e lungo, con la faccia rasa così perfettamente da sembrare quella di una donna, ma indubbiamente si trattava di un uomo. Gli occhi grandi contrastavano con il naso lungo e adunco, il mento carnoso era segnato da una fossetta.
Nonostante ciò sembrava anche un tipo tranquillo e beneducato, di certo molto più di quei fuori di testa dei Cullen, perciò non avemmo alcun problema a portarlo fino a Port Angeles, dove si fece scaricare proprio all'entrata della città, ringraziandoci profusamente per l'aiuto.
«Di nulla amico» Rispose Mike, amichevole come al solito.
Ripartimmo e dovemmo girare un bel po' per trovare il rifugio, perché Mike si era completamente scordato dove si trovasse. Alla fine ci facemmo dare indicazioni da un contadino che si stava riposando sul ciglio della strada, appoggiato al retro del suo camioncino stipato di patate, che ci indicò la direzione per uscire da Port Angeles e trovare il rifugio.
Percorremmo il grande stradone grigio, fiancheggiato da conifere folte e basse e da recinzioni di fortuna, finché non trovammo il posto che ci era stato descritto.
«C'eri mai stato prima?» Chiesi a Mike
«Si. Mi ci portava mio padre, ma da solo non ci sono mai venuto»
«Per fortuna l'abbiamo trovato, anche se ora è tardissimo»
«Che vuoi fare, vuoi tornare a casa?»
«No. Telefono a mio padre per dirgli che farò tardi e andiamo. Tranne che... tu vuoi tornare a casa?»
«I miei non mi aspettano oggi, sono andati al matrimonio di mia cugina»
«E tu perché non ci sei andato?»
«Ho litigato con lei. È una deficiente» rispose tra i denti, aprendo la portiera.
Scendemmo dall'auto e ci dirigemmo verso gli edifici che si vedevano da lontano, nascosti in mezzo al verde. Camminammo lungo una recinzione, stavolta robusta, e superammo un poster di plastica che specificava gli orari di apertura: altro che in ritardo, eravamo in anticipo!
Ma per fortuna sembrava che ci fosse già qualcuno dentro ad aspettarci.
Una signora con i capelli tinti biondi e le sopracciglia nere ci venne incontro
«Salve, ragazzi!» Disse «Come mai qui così presto?»
«Non sapevamo l'orario, ci scusi» si giustificò Mike
«E io non stavo nella pelle all'idea di venire qui» aggiunsi.
La donna fece un gran sorriso
«Volete adottare?»
«Io si» alzai la mano «Sono qui per un gatto!».
La donna ci fece un gesto per invitarci ad entrare ed iniziò a fare strada
«Per quale gatto?»
«Perché, potevo scegliere da qualche parte fuori da qui? Avete un sito?»
«Si, abbiamo un sito internet. Mi sembra che non l'abbiate nemmeno visitato»
«No» dissi, sincera «Sono di Forks, mi hanno detto che lì il rifugio sta per chiudere e così siamo venuti qui»
«Ah. Va benissimo. Allora, vuoi vedere i gattini?»
«Si, si!». Lanciai un'occhiata a Mike e vidi che anche lui sorrideva. Chissà se gli piacevano i gatti quanto a me oppure se era un tipo da cani... lo vedevo sempre allegro, sorridente, espansivo, mi ricordava un labrador oppure un golden retriever.
La donna mi portò a conoscere gli ospiti felini della struttura. Erano tutti adorabili, anche se in modi diversi, ma dovevo anche scegliere il gatto che più si adattava al mio stile di vita e alle mie esigenze.
«Uno giovane ma non troppo» Dissi ad alta voce «Uno o al massimo due anni di età»
«Allora ci sono Lady, Finny e Twilight» mi disse la donna, portandomi a vedere i tre animali, uno dopo l'altro.
Lady era una gatta a pelo semilungo, grigia e bianca, con gli occhi gialli. Finny era tarchiato, con un'ossatura robusta, marrone e con gli occhi arancio, un vero affascinatore che faceva le fusa a mille e per un istante pensai di non volere nemmeno vedere Twilight perché sarebbe stato inutile: avrei preso Finny; ma per essere sicura di non aver perso nessuna opportunità andai a guardare anche Twilight.
Twilight era un micio davvero particolare: nerissimo, come un pezzo di carbone, con il pelo un po' più lungo intorno alla collo che gli dava un'aria trasandata e spettinata e i denti che gli uscivano fuori dalla bocca con i canini di una minuscola tigre dai denti a sciabola. I suoi occhi, di un arancio tendente al rosso, lampeggiavano nella mia direzione come se volesse qualcosa in particolare da me, come se volesse ipnotizzarmi. I suoi occhi, di un arancio tendente al rosso, lampeggiavano nella mia direzione come se volesse qualcosa in particolare da me, come se volesse ipnotizzarmi 
«Che carino!» Esclamai, riuscendo a trattenermi a malapena dall'aggrapparmi alla sua gabbia.
Mike rise vedendolo
«Guarda che denti di vampiro che ha!» disse «Sembra Dracula, con il colletto del mantello alzato!».
Non aveva tutti i torti, quel felino sembrava proprio un Bela Lugosi animale in miniatura, con un carisma tutto particolare.
«Posso interagirci?» Domandai alla donna «Voglio vedere com'é, di carattere»
«Certo» disse lei, aprendo la gabbia «Ma è dolcissimo, davvero».
Twilight venne fuori timidamente, muovendo la coda come un serpente e annusando le mie scarpe cautamente.
Mike si chinò per accarezzarlo sulla testa e Twilight lo scansò con una mossa veloce per nascondersi in un angolo.
«Non sembra molto socievole» Commentò.
La volontaria parve mortificata
«Di solito è buonissimo. Non so cosa gli è preso oggi, davvero. Dategli un'altra possibilità».
Mike mi guardò
«Che ne pensi di provare con quell'altro gatto, Finny, che ti piaceva così tanto? Quello faceva le fusa da dietro le sbarre, era adorabile!».
Non ebbe il tempo di finire la frase che Twilight ritornò, con un topino di plastica fra le fauci, che depositò ai piedi di Mike, come una sorta di dono rituale per farsi perdonare. Probabilmente il gatto era nervoso, non era abituato a noi, ma desiderava che gli volessimo bene ed era davvero straordinario.
I gatti neri, inoltre, si sa che sono magici.
«Twilight è perfetto» Dissi, sicura «Ma mi piacerebbe interagire con Finny prima di sapere quale prendere».
Mi abbassai e carezzai il micino con un gesto lungo, sulla schiena: lui alzò il sedere e parve stiracchiarsi sotto quel tocco, mentre emetteva un peculiare suono di fusa che somigliava ad un morbido "frrrr frrrr".
«Sei sicura di voler vedere anche Finny?» Domandò la volontaria, che a quanto pareva era decisissima a scodellarmi il gatto con i denti da vampiro
«Si. È un gatto bellissimo»
«Ma anche Twilight lo è»
«Ma voglio testare il carattere di Finny»
«Preferisci i gatti con un carattere forte o quelli amichevoli, cara?» indagò la donna
«Non lo so. Dipende» mi strinsi nelle spalle «Mi piacciono i gatti a cui piaccio e mi facciano ridere».
La donna, con le labbra ridotte ad una sottile linea, andò ad aprire anche la gabbia di Finny, che ne uscì come uno smargiasso, a coda alta e miagolando, mentre si strusciava contro le caviglie di Mike.
«A me piace questo» Dichiarò il mio compagno di scuola «Guarda che bel bestione coccoloso!».
Malgrado il nome delicato, Finny era grosso due volte Twilight, con una coda grossa quasi come il mio polso e adorabili zampone dalle dita rotonde. Inoltre era un ruffiano socievole e tentatore, mentre Twilight era più nervosetto e quando vide Finny si nascose dietro le mie gambe, sbirciando di quando in quanto con un occhio solo.
La scelta era difficile e avrei dovuto pensarci su a lungo, ma contemporaneamente volevo tornare a casa al più presto con un gatto tutto mio. Giocai con entrambi i gatti, li accarezzai, poi li presi in braccio.
Quando sollevai da terra Twilight, quello si acciambellò tutto contro il mio petto e iniziò a fare fusa sommesse, con l'espressione di chi si sente protetto, muovendo soltanto la punta della lunga coda, ma quando lo feci con Finny quello iniziò a dimenarsi e mi graffiò superficialmente una mano, per sbaglio. Bastò quel piccolo errore a guidare la mia scelta.
«Prendo Twilight» Dissi «Gli piace stare in braccio, a me piacciono i gatti a cui piace stare in braccio»
«Sei sicura?» domandò Mike, sollevando un sopracciglio «Finny è un figo»
«Si, lo è, ed è per questo che per lui trovare casa sarà molto più facile. E poi mi piacciono i gatti neri».
Il mio compagno guardò con una punta di rimpianto la volontaria che richiudeva di nuovo in una misera gabbia Finny e mi chiesi se avesse intenzione di adottarlo, un giorno o l'altro.
«Dovrai compilare un questionario» Disse la donna, rivolgendosi a me «E firmare alcuni documenti»
«Non c'è alcun problema» dissi, raccogliendo di nuovo da terra Twilight e portandolo con me verso la reception, dove nel frattempo erano arrivati due signori di mezz'età, un uomo e una donna.
Dovetti rispondere ad una serie di domande su come era fatta la mia casa, sul fatto che avessi avuto animali precedenti o meno e sui miei ancora inesistenti orari di lavoro, poi firmai dei documenti e feci parlare la volontaria con mio padre, al telefono, e finalmente Twilight divenne mio.
Mi vennero date un mucchio di indicazioni su come tenere un gatto, ma non ne avevo bisogno: avevo accuratamente studiato online come si accoglie un nuovo gatto in casa. Mi dissero anche che ero fortunata: i padroni precedenti di Twilight lo avevano già castrato, altrimenti avrei dovuto lasciarlo a loro e attendere che venisse operato prima di poterlo portare a casa e sarebbe potuta passare anche più di una settimana.
Avevo dovuto scegliere anche se tenere il suo vecchio nome, Twilight, oppure se dargliene uno nuovo, ora che lo stavo adottando, così decisi che lo avrei chiamato Dracula il Potente Dentone, solo Dracula per gli amici.
Avevo un gatto. Un gatto tutto mio, nero, giovane e bello.
Quando tornammo in auto, notai che non ci eravamo neanche portati un trasportino, dunque il gatto avrebbe dovuto viaggiare sulle mie ginocchia, ma ahimè, a lui piaceva andarsene a spasso e passeggiò pericolosamente sul cruscotto e poi sui sedili posteriori, distraendo Mike.
«Tieni quel gatto, santo cielo!» Sbottò lui, che però non potè trattenersi dal ridere.
Dracula amava la sua auto: sfregava la faccia contro i sedili, mentre camminava, e faceva fusa potentissime.
Recuperai il felino, gli tenni la collottola e me lo feci sdraiare sulle gambe, costringendolo a calmarsi con massaggi leggeri sul cranio.
«Molto meglio» Commentò Mike «Hey, ti va di fare uno spuntino? Sto morendo di fame»
«Si, come no» accettai di buon grado
«Solo che... il gatto, che si fa? Lo lasciamo in macchina da solo?»
«Perché, che succederebbe? Non fa caldo, non rischia di morire mentre mangiamo un cornetto»
«No, ma è un gatto, con gli artigli e tutto, rischia di distruggermi i sedili».
Lui aveva ragione, ma avevo previsto tutto: con un gesto teatrale estrassi dalla mia borsetta una pettorina con un guinzaglio.
«È ora di testare» Dissi con piglio teatrale «Come si comporta Dracula al guinzaglio».
Ci fermammo ad uno starbucks e infilai senza difficoltà la pettorina a Dracula, poi scendemmo. Con passo caracollante e malfermo, ondeggiando come se fosse ubriaco, il gatto ci seguì.
«Almeno non lo devi trascinare» Commentò Mike «Come quei gatti nei video».
Prendemmo da bere e una ciambella ciascuno e rimanemmo lì a chiacchierare. Dracula, legato con il guinzaglio ai piedi del tavolino, attirava lo sguardo dei curiosi e una mamma con due bambine al seguito si avvicinarono per vederlo meglio.
«Non morde» Dissi subito «Lo potete accarezzare. L'abbiamo appena adottato, è il suo primo giorno d'aria».
Le bambine, educatamente, presero a lisciare il pelo di Dracula e lui iniziò a fare le fusa ed a girare su sé stesso, dando testatine affettuose alle mani delle due bimbe.
Io e Mike parlammo un po' con la mamma, che ci encomiò per il bel gesto di aver adottato un gattino e ci disse che eravamo una bella coppia.
Mike arrossì, ma sorrise.
«Non siamo ancora una coppia» Mi affrettai a dire «Ci conosciamo da qualche settimana, da quando mi sono trasferita a Forks da Phoenix. È il mio migliore amico, ma non stiamo insieme»
«Allora siete una bella coppia di amici» si corresse la donna, poi prese per mano le sue due bambine «Ora andiamo, piccole! Cosa si dice ai signori che vi hanno fatto accarezzare il gattino?»
«Grasie» dissero le due piccole, in coro, dondolando un po', poi la famigliola si allontanò.
Mike mi guardò, incrociando le mani sul tavolo
«Non siamo ancora una coppia?» domandò, beffardo
«Già. Può darsi che capiti» concessi «Se per te va bene»
«Ma prima dovremmo darci un appuntamento»
«Dove, a Port Angeles» ghignai
«Perché no. Però pensavo una location più romantica»
«Dimmi, sono tutta orecchie»
«Che ne pensi di una gita alla riserva indiana?»
«Ma non dobbiamo andarci con gli altri?»
«Si, è vero» disse lui, rilassandosi contro lo schienale «Ma se ti piace quando siamo con gli altri, poi possiamo tornarci da soli»
«Io ho un'idea migliore»
«Spara»
«Trekking nei boschi. Se sopravviviamo insieme all'attacco di un orso, allora vuol dire che siamo fatti per stare insieme» scherzai
«Allora dovremmo andare a Goat Rocks» rispose «È il posto peggiore del mondo per campeggiare, uno stratovulcano inattivo pieno di orsi e neve»
«Mi sembra romanticissimo. Nel vero senso della parola»
«Romantico? E perché mai?»
«Sai cos'è il romanticismo, vero?».
Parve spiazzato da quella domanda. Sorrisi
«Quando torni a casa, fai una ricerca sul romanticismo» gli dissi «E quando avrai finito saprai perché Goat Rocks mi sembra il più romantico dei posti in cui andare»
«Quindi... è lì che vuoi andare» sembrava quasi spaventato «È davvero pericolosissimo per chi non è un esperto»
«E quindi un giorno ci andremo, ma non ora» lo tranquillizzai «Iniziamo da una meta facile. Conosci il territorio meglio di me. Andremo a fare trekking insieme, scegli tu la meta».
Il suo bel volto da bambino si illuminò tutto e i suoi occhi azzurri scintillarono
«Quindi ci stiamo dando un appuntamento?»
«Senza dubbio. Sei il mio migliore amico, qui. Anche se dovesse saltare fuori che non stiamo bene come coppia sarà comunque divertente»
«Si» disse lui, battendo le mani due volte
«E poi questo era un test» completai «Ti avrei dato un appuntamento se ti fossero piaciuti gli animali»
«Li adoro!» replicò «E adoro anche Dracula! Anche se preferivo Finny»
«Perché non lo prendi tu, allora? I tuoi non vogliono?» lo interrogai
«No» scosse la testa, l'espressione triste «Ma ho un cane che fa a pezzi i gatti, non sarebbe una grande idea».
Continuammo a chiacchierare, poi facemmo una breve passeggiata, infine tornammo a Forks. Fu una delle mattinate più tranquille e divertenti della mia vita ed ero euforica per essere riuscita finalmente ad adottare Dracula.
All'inizio papà ignorò il gatto, come se non esistesse, ma quando uscii dalla stanza e mi nascosi dietro la porta, lo vidi alzarsi dal divano per andare a lisciare la testolina del felino. Oh, papà! Quando avrebbe imparato che amare i micetti non era una cosa da femminucce?

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Note degli autori: Questo capitolo e gli avvenimenti in esso presenti sono del tutto assenti nel libro originale, Twilight; questo perchè Belarda Cigna ha un carattere diverso da Bella Swan e ciò la porta a fare scelte diverse, che necessitano di alcuni capitoli accessori liberi dalla nefasta influenza dei Cullen (o talvolta anche con la nefasta influenza dei Cullen, ma con nuovi fatti non accaduti nel libro) in cui si svolgono azioni che allontaneranno gradualmente la trama di questo libro da quella dell'originale, per evitare l'effetto semplice riscrittura.
Sunset sarà dunque un libro più lungo di Twilight, nel suo insieme.



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 aggiorneremo la storia su questo blog un pò più lentamente che su wattpad, quindi se avete la app di wattpad, oppure vi piace leggere direttamente dal sito, continuate a leggere la storia da qui

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