Standard di razza del
SEGUGIO MAGNETICO (Magnetic Hound)
ORIGINE: Horn Blu Island.
UTILIZZAZIONE: Cane da caccia - impiegato particolarmente per la caccia
al Zanzagus Wyattiani.
CLASSIFICAZIONE
Gruppo 5 - Spitz e tipi primitivi.
Sezione 7 - cani da caccia di tipo primitivo.
Con prova di lavoro.
BREVE CENNO STORICO: il Segugio Magnetico è una delle razze più antiche nate su Horn Blu Island, strettamente legato nella sua selezione ai draghi dorati maggiori e minori.
Discende probabilmente dal Cirneco dell'Etna, importato sull'isola con i primi legami di Dragoneria nel bacino mediterraneo e il trasferirsi di questi cavalieri sull'isola, selezionati con alcuni incroci di cani selvatici di Horn Blu e plasmati dai draghi che li volevano per proteggersi nelle loro caverne da parassiti ed intrusi, come già i loro antenati draghi Guardiani adoperavano i cani autoctoni dell'isola, gli Ermaster Dodraco, con risultati meno efficienti.
Prove della presenza del Segugio Magnetico sull'isola sono forniti dalla sua rappresentazione su
monete, incisioni e mosaici risalenti già al 37 a. C. che lo ritraggono quasi completamente invariato in confronto al suo aspetto attuale.
È chiamato anche Fata di Ferro per la leggerezza incredibile dei suoi movimenti su ambienti anche molto impervi.
ASPETTO GENERALE: tipo di cane primitivo di media taglia dalla forma elegante e slanciata, con un mantello color ferro o argento a pelo forte, che non deve assolutamente celare le forme del cane, ed orecchie erette e vistose sempre all'erta. La conformazione è costruita sulla base di linee sub-allungate.
Se rasato ricorda uno sciacallo.
PROPORZIONI IMPORTANTI:
La lunghezza del tronco è uguale all'altezza al garrese (costruzione quadrata). La profondità
toracica è leggermente inferiore dell'altezza dal gomito a terra. La lunghezza della testa è pari a
4/10 dell’altezza al garrese. Il muso non deve mai essere più corto della lunghezza del cranio. Cranio dolicocefalo con indice cefalico inferiore al 50%.
Stop con un angolo approssimativamente di 150°. La lunghezza della regione lombare è approssimativamente un quinto dell’altezza al garrese e la sua larghezza è circa la stessa della sua lunghezza. La lunghezza della groppa è circa un terzo dell’altezza al garrese e la sua larghezza è circa la metà della sua lunghezza. La profondità toracica è leggermente inferiore della metà dell’altezza al garrese (circa 43%) e la sua larghezza (misurata nella parte più ampia del torace) è inferiore di un terzo (circa 27%) dell’altezza al garrese. Il perimetro toracico eccede l’altezza al garrese di circa 1/8.
CARATTERE/COMPORTAMENTO:
Affettuoso e leale nei confronti del padrone, molto fisico nelle dimostrazioni d'affetto.
È difficilmente addestrabile e caccia senza collaborazione umana per istinto; non è mai inopportunamente timido, vocale o nevrile. È agile e attivo, instancabile nella caccia e può sopportare sforzi fisici anche prolungati.
Gentile e amichevole con gli altri cani, il suo istinto predatorio alto lo spinge ad inseguire qualunque animale in movimento rapido più piccolo di lui.
È testardo con i normali metodi di addestramento, ma accetta naturalmente e di buon grado qualunque intrusione ed influenza mentale operata sia dai suoi padroni sia di qualunque altra creature in grado di praticare questa branca di magia.
TESTA
REGIONE CRANICA:
Cranio: il cranio è allungato, la larghezza deve essere minore della metà della lunghezza totale della testa.
Visto dal di sopra è di forma ovaleggiante; gli assi cranio-facciali sono fra di loro paralleli o appena divergenti. Il profilo superiore del cranio è appena leggermente convesso, in maniera di apparire quasi piatto, la larghezza bizigomatica è minore della metà della lunghezza totale della testa. Le arcate sopracciliari sono poco elevate, coperte da ciuffi di pelo, la regione frontale leggermente prominente e inclinata aboralmente, solco frontale poco sviluppato e protuberanza occipitale solo leggermente pronunciata.
Stop: leggermente accentuato.
REGIONE DEL MUSO:
Tartufo: piuttosto grande, rettangolare. Il colore va dal marrone scuro al nero, in accordo con il mantello, tollerato nei soggetti argento il color fegato. Visto di profilo il tartufo si allinea con il muso e si protrude oltre la linea verticale delle labbra.
Muso: la lunghezza del muso raggiunge almeno 1'80% della lunghezza del cranio, profondità od altezza (misurata alla metà del muso) raggiunge almeno la metà della sua lunghezza del muso stesso, la larghezza (misurata alla metà del muso) è inferiore alla metà della sua lunghezza. Il muso quindi è a punta con profilo della canna nasale rettilineo, il suo profilo laterale inferiore è dato dalla mandibola.
Labbra: aderenti sia sulla mascella superiore che in quella inferiore. La commessura labiale è appena visibile.
Mascelle e denti: dentizione completa (la mancanza di PM1 e di M3 è accettata) a forbice. Mascelle normalmente sviluppate, all'apparenza non molto forti. Mandibola poco sviluppata, il mento è poco pronunciato e sfuggente. Incisivi impiantati verticalmente sulle mascelle perfettamente combacianti fra di loro.
Guance: Piatte, con la pelle aderente ai muscoli e il pelo corto e aderente alla pelle. Gli zigomi sono pronunciati e incorniciano gli occhi ovali.
Occhi: Il colore è verde-acqua. Ammesso il verde, tollerato ma non desiderato il giallo ocra, non devono mai essere castani o azzurri. Rime palpebrali ovali, tendente alla mandorla, con pigmentazione uguale a quella del tartufo. Posti semi-laterali, danno al cane un'espressione ferale ma consapevole.
Orecchie: Inserite ben in alto e distanziate, portamento eretto e ben rigido ad apertura anteriore. Di forma naturalmente triangolare con punta stretta e sottile che si inclina leggermente all’indietro. Cartilagine spessa alla base. Quando in allerta, gli assi verticali sono paralleli o quasi paralleli. La lunghezza delle orecchie non deve superare la metà della lunghezza totale della testa. La loro lunghezza non oltrepassa la metà della lunghezza totale della testa.
COLLO: Profilo superiore ben arcuato; lungo qualche centimetro in meno del muso. Il collo, dal profilo elegante, si fonde armonicamente nelle spalle. La forma del collo è simile ad un cono tronco, ben muscolato in special modo al suo margine superiore.
TRONCO:
Linea superiore: quasi dritta, orizzontale o che si rialza leggermente in direzione delle anche. Muscoli senza grande sviluppo sul dorso.
Garrese: Elevato sulla linea dorsale, stretto per la convergenza della punta delle scapole.
Lombi: Regione lombare corta, leggermente muscolata e arcuata ma solida e asciutta. La lunghezza dei lombi è approssimativamente un terzo della lunghezza del torace.
Groppa: Profilo superiore scosceso, inclinato e robusto. La sua lunghezza è adeguata e la larghezza è circa la metà della sua lunghezza. Muscolatura poco appariscente. É elevato sulla linea dorsale e dal profilo un po' arrotondato senza avere una pendenza accentuata in corrispondenza delle ossa iliache sistemate alla stessa altezza del garrese o un po' più in alto.
Torace: Buona profondità di petto che arriva quasi al gomito senza però oltrepassarlo. Costole leggermente cerchiate, mai piatte. Petto visto frontalmente piuttosto stretto.
Profilo inferiore e ventre: il disegno del profilo inferiore è dato da una linea che rimonta dolcemente, asciutta senza rimontare in maniera eccessiva al ventre. Fianchi pari in lunghezza alla regione lombare.
CODA: Inserita bassa, di forma piuttosto grossa alla base e uniforme in quasi tutta la sua lunghezza. Raggiunge il garretto o lo oltrepassa leggermente. Portata a scimitarra quando a riposo, e sul dorso a falce quando in attenzione. Pelo semi-lungo e ruvido.
ARTI ANTERIORI:
Aspetto generale: visti di profilo una linea verticale immaginaria scende dalla punta della spalla toccando la punta delle dita; l’arto anteriore mantiene un perfetto allineamento dell’asse verticale
visto dai due lati. La lunghezza degli arti anteriori dal gomito al suolo è leggermente maggiore della metà dell’altezza al garrese.
Spalle: la scapola è ben reclinata all’indietro, lunga circa un terzo dell’altezza al garrese, la punta delle scapole sono ravvicinate. L’angolo scapolo-omerale è moderato.
Braccio: lungo quanto la metà dell’arto anteriore misurato dal gomito al suolo. Muscolatura pulita e ben marcata.
Gomito: posto a livello della linea sternale o al di sotto, mai ruotato in dentro o all’infuori. Angolo omero-radiale di 160° circa. Avambraccio perpendicolare al terreno. Ben marcata la scanalatura carpo-cubitale; ossatura leggera ma solida.
Carpo: segue la linea retta dell'avambraccio. Osso pisiforme ben sporgente.
Metacarpo: lunghezza non inferiore a un sesto dell’altezza dell’arto anteriore dal gomito al suolo, più largo del carpo. Leggermente inclinato dall'indietro all'avanti. Ossatura piatta e secca.
Piedi anteriori: di forma leggermente ovale, arcuati con dita ben serrate. Unghie forti e ricurve di color selce o marrone. Suole dure con lo stesso colore del pigmento delle unghie, con forti proprietà magnetiche. Lo sperone è posto alto, sviluppato.
ARTI POSTERIORI:
Aspetto generale: Particolarmente lunghi e asciutti. Visti da dietro, una linea verticale immaginaria
scende dalla tuberosità ischiatica fino al suolo, dividendo l’articolazione del garretto, il metatarso e i piedi posteriori in due parti uguali. Coscia lunga e larga, muscoli piatti con margine posteriore della coscia poco convesso.
Gamba: di lunghezza di poco inferiore a quella della coscia, con un’inclinazione sull’orizzontale di 45°. Muscolatura asciutta e ben definita, ossatura di struttura leggera, scanalatura gambale ben marcata.
Garretto: la distanza dalla punta del garretto al suolo non oltrepassa il 27% dell'altezza al garrese. La faccia esterna è larga, con un angolo tibio-tarsico approssimativamente di 135°.
Metatarso: la sua lunghezza è uguale ad un terzo della lunghezza dell'arto anteriore dal gomito al suolo, cilindrico e perpendicolare al terreno. Dotato di speroni.
Piedi posteriori: di forma leggermente ovale, arcuati con dita ben serrate. Unghie forti e ricurve di color selce o marrone. Suole dure con lo stesso colore del pigmento delle unghie, con forti proprietà magnetiche.
ANDATURA/MOVIMENTO: sempre molto elastico, a brevi passi vivaci o trotto. Il galoppo è a grandi slanci. Il Segugio Magnetico dà un'incredibile impressione di leggerezza su qualunque superficie si trovi, e si muove come se non stesse toccando il suolo. Il movimento è una caratteristica essenziale della razza e pertanto un passo pesante è una caratteristica da squalifica in un Segugio Magnetico.
Grazie alle sue proprietà magnetiche, può muoversi agevolmente su ogni superficie metallica o che contiene del metallo, come le squame dei draghi, in qualunque direzione preferiscano.
PELLE: Fine e ben aderente ad ogni regione del corpo. Il pigmento varia a seconda del colore del mantello, ma non presenta mai maculature o colorazioni particolarmente chiare.
Così come il tartufo e i cuscinetti, il resto del suo corpo è scuro e da un'impressione di lucentezza che lo fa sembrare una statua di bronzo se completamente rasato.
PELO: il pelo è ruvido, a “fil di ferro”, e folto. Consiste di un fitto sottopelo e di un pelo esterno che non deve essere troppo corto, duro e aderente al corpo. Il pelo di copertura è rude, sufficientemente lungo da permettere l’esame della sua tessitura. Sulla testa e sugli arti tende ad essere un po’ meno duro; sulla fronte e orecchi è più corto e setoso. Il pelo forma dei baffi e delle sopracciglia folte, che tuttavia non coprono gli occhi del cane, che non devono essere troppo morbidi.
Sono ammessi il grigio-ferro, l'argento e il color isabella. Sono tollerate delle striature scure sul dorso e un collare più chiaro intorno al collo purché non si presentino nero o bianco puri.
TAGLIA E PESO
Altezza al garrese: Maschi da 46 a 52 cm
Femmine da 42 a 50 cm
Peso: Maschi 10-12 kg circa
Femmine 8-10 kg circa
DIFETTI: Qualsiasi deviazione da quanto sopra, deve essere considerata come un difetto, e la severità con cui questo difetto verrà penalizzato deve essere proporzionata alla sua gravità e a quanto può interferire sulla salute, sul benessere del cane e la sua capacità di svolgere il suo
tradizionale lavoro.
DIFETTI GRAVI:
-Assi cranio facciali divergenti.
-Muso corto.
-Cresta occipitale e regione frontale accentuate.
-Stop accentuato.
-Orecchi con cartilagine sottile, semipendenti o divergenti.
-Collo corto, giogaia.
-Piedi lunghi, piatti, con dita allargate.
-Pelo molle
DIFETTI DA SQUALIFICA:
-Cani aggressivi o estremamente paurosi.
-Ogni cane che presenta chiare anomalie fisiche o comportamentali
dovrà essere squalificato.
-Accentuata divergenza degli assi cranio facciali.
-Naso color rosa o pezzato.
-Andatura pesante.
-Assenza di magnetismo.
-Profilo celoide.
-Prognatismo.
-Occhi scuri.
-Orecchi pendenti.
-Rime oculari, unghie, suole, cuscinetti plantari rosa.
-Coda arrotolata sul dorso.
-Anurismo, brachiurismo.
-Pelo maculato, di colori diversi da quelli definiti dallo standard, liscio o eccessivamente lungo.
-Altezza oltre i limiti tollerati.
N.B.
I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.
Solo quei soggetti funzionali e clinicamente sani, con tipica conformazione della razza, devono essere impiegati nella riproduzione.
domenica 18 febbraio 2018
sabato 10 febbraio 2018
Goldenwolfen o Aurolupus
Aurolupus
(Homolupus auratus)
INFORMAZIONI GENERALI E AVVERTENZE
Conosciuti anche come goldenwolfen, gli aurolupus sono una specie di mutaforma canino/primate molto spesso confusa con i veri licantropi (Homolupus homolupus) o con i lupi mannari (Lupus hominarium), ma capace di ibridarsi con entrambi. Sono estremamente rari e pericolosi, si consiglia perciò di non approcciarne uno (in particolare se non si ha esperienza con i licantropi) e, nel caso li si incontri, di denunciarli alle autorità competenti.
Si ricorda ai maghi che queste creature sono completamente immuni alla magia sia fuori che dentro il loro corpo e dunque che i vostri poteri, per quanto sviluppati, non possono in alcun modo né ucciderli né trattenerli. A causa della loro incredibile densità ossea e muscolare, anche i proiettili potrebbero non essere risolutivi nella loro uccisione.
(Homolupus auratus)
INFORMAZIONI GENERALI E AVVERTENZE
Conosciuti anche come goldenwolfen, gli aurolupus sono una specie di mutaforma canino/primate molto spesso confusa con i veri licantropi (Homolupus homolupus) o con i lupi mannari (Lupus hominarium), ma capace di ibridarsi con entrambi. Sono estremamente rari e pericolosi, si consiglia perciò di non approcciarne uno (in particolare se non si ha esperienza con i licantropi) e, nel caso li si incontri, di denunciarli alle autorità competenti.
Si ricorda ai maghi che queste creature sono completamente immuni alla magia sia fuori che dentro il loro corpo e dunque che i vostri poteri, per quanto sviluppati, non possono in alcun modo né ucciderli né trattenerli. A causa della loro incredibile densità ossea e muscolare, anche i proiettili potrebbero non essere risolutivi nella loro uccisione.
ORIGINI
L'antenato più probabile dell'aurolupus è lo Xenocyon lycaonoides, un canide di grosse dimensioni vissuto nel Pleistocene, fra 1,8 milioni di anni e 30.000 anni fa, che si nutriva di antilopi, cervi, elefanti, cavalli selvaggi e probabilmente anche di uomini. Si suppone che gli xenocioni si siano incrociati con un primitivo “prototipo” di licantropo e abbiano acquisito così la capacità di mutare, seppure in maniera grezza. Con il tempo l'aurolupus ha affinato le sue capacità di mutazione, sebbene ancora modernamente non ami acquisire e mantenere la sua forma umanoide.
Secondo alcuni studiosi di questa primitiva specie di mutaforma, i manti più chiari che alcuni esemplari sfoggiano sono il risultato dell'incrocio con l'estinta razza di licantropi dei terrori bianchi (homolupus terribilis), da cui i moderni aurolupus hanno ereditato non solo alcune sfumature del mantello, ma apparentemente anche una maggiore instabilità mentale e aggressività maggiore rispetto a quella dei loro antenati xenocioni.
Un'altra specie che pare abbia contribuito alla creazione del moderno patrimonio genetico degli aurolupus è il purtroppo recentemente estinto piccolo lupo mannaro africano (Lupus hominarium africanus), da cui pare che abbiano ereditato la capacità di essere totalmente refrattari ad ogni genere di magia. Alcuni ricercatori sostengono comunque che gli aurolupus siano diventati refrattari alla magia all'inizio della loro evoluzione per via di una mutazione genetica spontanea e non per via dell'incrocio con il piccolo lupo mannaro africano.
Il primo standard completo della specie e delle sue razze venne stabilito ufficialmente dalla SPM (Società per la Protezione dei Mutaforma) il 18 Dicembre del 1898 ed è stato ancora rielaborato e catalogato nel 1980.
ASPETTO
Caratteri generali: L'aurolupus o goldenwolfen è un mutaforma di tipo licantropico di taglia medio-grande, dal pelo chiaro, forte e ben muscoloso, con ossatura pesante e struttura solida, finanche tarchiata. Tutto nella sua figura deve dare un'idea di forza grezza e incutere timore. Le orecchie sono erette.
È distinto in tre razze diverse: Supergoldenwolfen (gigante), Goldenwolfen (medio) e Scheggia (piccolo). La razza più comune e funzionale è il goldenwolfen (medio), più rari gli scheggia e considerati praticamente leggendari i supergoldenwolfen.
Misure fondamentali: L'aurolupus possiede quattro diverse forme di trasformazione, in ordine di altezza alla spalla: lupus, nativa, umana e plenilunio.
Supergoldenwolfen
Lupus (tipo lupino): preferite le femmine fra i 70 e gli 88 centimetri al garrese, maschi fra i 71 e i 93 centimetri al garrese. L'altezza minima richiesta è di 70 centimetri, non esiste un'altezza massima.
Nativa (tipo iena/lupo delle caverne): altezza preferita per le femmine fra gli 89 e i 150 centimetri al garrese, altezza preferita per maschi fra i 94 e i 160 centimetri al garrese. In realtà nell'aurolupus supergoldenwolfen la forma nativa può crescere ad altezze molto maggiori, ma solo temporaneamente, a seconda di quanto si sono nutriti prima di trasformarsi.
Umana (tipo umanoide): Altezza minima di 1,85 m, massima di 2,22 m sia per i maschi che per le femmine.
Plenilunio (tipo lupo/umanoide): Altezza minima di 1,90 m e massima di 2,50, sia per i maschi che per femmine. Si tollera un margine di -2 centimetri per le femmine dalle proporzioni ottimali e di +2 centimetri per i maschi dalle proporzioni ottimali.
![]() |
| Un maschio di supergoldenwolfen (cieco) in forma nativa. |
Goldenwolfen (medio)
Lupus (tipo lupino): Femmine fra i 63 e i 72 centimetri al garrese, maschi fra i 63 e i 74 centimetri al garrese.
Nativa (tipo iena/lupo delle caverne): altezza preferita per le femmine fra gli 89 e i 120 centimetri al garrese, altezza preferita per maschi fra i 90 e i 140 centimetri al garrese.
Umana (tipo umanoide): Altezza minima di 1,68 m, massima di 1,82 m sia per i maschi che per le femmine.
Plenilunio (tipo lupo/umanoide): Altezza minima di 1,80 m e massima di 1,97, sia per i maschi che per femmine. Si tollera un margine di -2 centimetri per le femmine dalle proporzioni ottimali e di +2 centimetri per i maschi dalle proporzioni ottimali.
Scheggia (piccolo)
Lupus (tipo lupino): Femmine fra i 60 e i 64 centimetri al garrese, maschi fra i 63 e i 70 centimetri al garrese.
Nativa (tipo iena/lupo delle caverne): altezza preferita per le femmine fra gli 70 e i 110 centimetri al garrese, altezza preferita per maschi fra i 75 e i 115 centimetri al garrese.
Umana (tipo umanoide): Altezza minima di 1,50 m, massima di 1,78 m sia per i maschi che per le femmine.
Plenilunio (tipo lupo/umanoide): Altezza minima di 1,80 m e massima di 1,97, sia per i maschi che per femmine. Si tollera un margine di -2 centimetri per le femmine dalle proporzioni ottimali e di +2 centimetri per i maschi dalle proporzioni ottimali. La taglia da plenilunio di questa razza è identica a quella della razza media, avendo una capacità di espansione incredibile (pur, ovviamente, rimanendo molto più leggeri).
Testa: La testa è a forma di cono, possente e lunga circa il 45% dell'altezza al garrese in forma lupina, nell'insieme asciutta e mediamente larga tra le orecchie. Il rapporto cranio-muso è del 50%-50% in forma lupus. La larghezza del cranio è di poco maggiore alla sua lunghezza. Le mascelle, superiore e inferiore, sono estremamente robuste e ricordano quelle di una iena.
La canna nasale è rettilinea, dalla base larga che va diminuendo moderatamente in larghezza dall'indietro verso l'avanti.
Le labbra sono fortemente pigmentate, da brune a nere, ben tese.
Dentatura potente e completa (42 denti). Gli incisivi superiori si articolano a forbice su quelli della mascella inferiore. Talvolta i canini superiori sono così lunghi da sporgere all'esterno della bocca. I denti sono quasi mai completamente bianchi, più spesso di un chiaro colore giallastro.
La lingua è ricoperta di papille filiformi, curvate a uncino verso la gola, la cui funzione è quella di permettere all’animale di avere un’adesione più sicura alle cose di cui si ciba, permettendogli pure di raschiare a fondo le ossa delle prede catturate. Le arcate zigomatiche sono ben marcate e si deve intuire con un solo sguardo un'ossatura potente.
Gli occhi sono di media grandezza, rotondi, di colore dorato o ocra che può diventare marrone in forma umana. Mai azzurri in un esemplare puro.
Le orecchie sono da medie a piccole. In tutte le forme ferali (non umane) sono triangolari, molto distanziate l'una dall'altra e attaccate alte, rivolte in avanti, senza pelo all'interno.
Collo: Potente, lungo, molto muscoloso e con profilo superiore leggermente arcuato. È asciutto, sempre privo di giogaia e di pelle rilasciata intorno alla gola.
Corpo: Dorso potente; la groppa è larga, di media lunghezza, inclinata di circa 23° sull'orizzontale in forma lupina. Nella forma nativa la linea del dorso scende inclinata dalla “gobba” di muscoli e grasso sulle spalle fino al posteriore che è basso.
Il torace è spazioso, largo e ben disceso, con un petto ben sviluppato e costole cerchiate. In forma umana danno spesso l'impressione di lavorare molto sullo sviluppo della muscolatura del torso, sebbene quest'ultima non sia quasi mai definita.
I fianchi non sono rientrati in nessuna forma.
Le linee del corpo sono spesso definite come più simili a quelle delle iene che dei canidi.
Coda: Allo stato naturale è portata orizzontale come un prolungamento della linea dorsale, è pendente a riposo. È grossa, da medio-corta a corta, molto ben muscolata, e da alla silhouette dell'animale un aspetto primitivo.
Arti: Lunghi e ben articolati in forma umana e da plenilunio, mediamente lunghi in forma lupina, tozzi e muscolosissimi in forma nativa. La coscia è sempre di media lunghezza, larga e fortemente muscolosa. Può capitare che i goldenwolfen abbiamo braccia lunghe in proporzione rispetto a quelle di un essere umano di pari altezza. I piedi hanno dita forti, arcuate e ben chiuse. In forma nativa e da plenilunio possiedono lunghe unghie ricurve e fortemente pigmentate, di colore che può andare dal selce al nero. I cuscinetti sono di colore rosa scuro, oliva o bruno.
Andatura: Naturalmente portati al trotto, hanno un'andatura potente con buon allungo. Spesso, a causa delle loro proporzioni e del modo in cui muovono i piedi, sembrano goffi: nulla di più lontano dalla realtà, poiché queste creature sono assai agili (tranne che nella forma da plenilunio, dove i muscoli cambiano assetto e si innestano su ossa e cartilagine in modo da avere grande potenza, ma poca agilità e scioltezza) e capaci di cambi di direzione repentini.
Pelle e mantello: La pelle non è mai molto chiara e il colore più comune è l'olivastro, subito seguito dal “maculato” (pelle bruna con estese chiazze olivastre). In rari casi la pelle può essere interamente bruna. Fra i supergoldenwolfen è comune che la pelle sia un po' più chiara dei loro simili di taglia piccola e media, ma anche in questo caso non sono mai pallidi.
Il pelo e i capelli sono fitti, duri, lisci con ammesse rare tracce di ondulazione. Sulla faccia, sui piedi e sui palmi il pelo è molto corto; fanno eccezione i maschi dominanti che esibiscono una folta barba sul mento e su tutta la linea della mascella inferiore, talvolta accompagnato da baffi.
La lunghezza della criniera e del pelo sulla coda e sulla schiena definisce il ruolo sociale all'interno di un branco ed è strettamente correlato alla produzione ormonale: più alto è il rango di un esemplare, più la criniera sarà lunga. Inoltre i maschi hanno generalmente il pelo un po' più lungo delle femmine.
Idealmente possiamo dire che l'esemplare più peloso sarà il maschio alfa e quello con il pelo più fine e corto sarà la femmina omega.
Gli aurolupus non hanno sottopelo e pertanto soffrono il freddo.
I colori ammessi per il manto sono: miele con focature rosso-bruno, brune o grigio chiaro, miele monocolore, dorato monocolore, dorato con striscia dorsale bruna/nera, grigio chiaro con sella e maschera dorate, isabella (mantello che deriva dal gene crema, che diluisce i colori giallo, oro e marrone, lasciando inalterato il nero di zampe e muso), sabbia, sabbia con criniera (capelli) bruni, ocra con marchi bruni, arlecchino giallo, fromentino. Raramente si incontrano esemplari di un color oro così chiaro da sembrare quasi bianco, ma sono spesso penalizzati rispetto ai loro fratelli più intensamente colorati.
Illustrazione con i colori ammessi:
COMPORTAMENTO
Nevrile, reattivo, mordace, l'aurolupus ha un carattere difficilmente gestibile da un non esperto e anche gli esperti se la passano male: definitivamente si tratta di animali che non hanno nulla di domestico e se ne sconsiglia pertanto il tentativo di domesticazione da parte di chiunque.
Normalmente vivono in branchi fortemente gerarchizzati e amano combattere. Si tratta di uno dei pochi mutaforma con vere “mire espansionistiche”, disposto ad attaccare e uccidere altri branchi, anche di loro simili, allo scopo di prenderne i territori anche quando non ne abbiano alcun bisogno. La rarità di questa specie è dovuta principalmente alla facilità con cui branchi diversi si scontrano e uccidono vicendevolmente. La regola dei licantropi per cui non bisognerebbe mai rivelare la propria esistenza agli esseri umani è una di quelle a cui gli aurolupus non danno alcun peso, cacciando attivamente uomini e donne che sono fra le loro prede preferite.

Comunicazione: Estremamente comunicativi, gli aurolupus parlano una loro lingua esclusiva, il Garou dei Figli delle Sabbie (Grogroorawleefaaa Uff) di cui sono in grado di pronunciare i fonemi in qualunque forma, compresa quella lupus. Quando cercano di parlare una qualunque lingua umana (cosa che solitamente sono in grado di fare solo quando hanno anch'essi forma umanoide) il loro accento sembra uno strano miscuglio di tedesco e spagnolo.
Il Garou dei Figli delle Sabbie, per essere parlato in maniera corretta, necessita anche di una particolare mimica corporea. La stessa frase, accompagnata da gesti diversi, può avere significati anche opposti.
Corteggiamento e riproduzione: Gli aurolupus si riproducono una volta l'anno, in primavera, quando le femmine (solo in presenza di maschi che stimolano il loro interesse) vanno in calore. Sia i maschi che le femmine sono poligami e una stessa cucciolata può appartenere fino a tre padri diversi. I maschi dominanti sottomettono quelli di rango inferiore montandoli e se qualcuno si ribella la situazione può sfociare in terribili combattimenti in cui i maschi fanno sfoggio di tutte le loro doti atletiche e della loro forza per fare colpo sulle femmine.
Sono sempre e solo le femmine a decidere con chi accoppiarsi, ma è quasi certo che sceglieranno sempre il maschio più violento e che ha inflitto il maggior numero di umiliazioni e ferite agli altri maschi del branco (o anche di branchi diversi), poiché la violenza le eccita sessualmente.
Avvicinare un branco di aurolupus durante il periodo riproduttivo è una pessima idea, specie se si è di sesso maschile: i maschi del branco cercano di sottomettere esemplari del loro stesso sesso di quasi qualunque altra specie. Anche le femmine a volte combattono con le altre femmine per il privilegio di accoppiarsi per prime o per più volte con il maschio Alfa. La femmina Alfa ha sempre diritto di scelta su qualunque maschio e si accoppia prima di tutte le altre, inoltre raramente combatte, perché quando lo fa è per uccidere.
I maschi non sono gentili durante l'accoppiamento, ma non lo sono neppure le femmine, e molti accoppiamenti ravvicinati possono debilitare un esemplare.
La gestazione dura circa tre mesi, alla fine dei quali i cuccioli vengono partoriti sul terreno aperto o in una grotta, a seconda di dove il branco si è stabilito in quel periodo e del tempo atmosferico. I cuccioli, ciechi e sordi, vengono curati molto poco dalla madre (che li allatta solamente, fra una battuta di caccia e l'altra) o dal padre, ma generalmente rimangono per tutto il loro tempo con la tata del branco, un esemplare (di sesso indipendentemente maschile o femminile) che ha come ruolo quello di proteggere tutti i piccoli del branco e lo fa con encomiabile ferocia verso i nemici e tenerezza verso i piccoli, che scalda, pulisce e istruisce.
Religione
Profondamente animisti, non credono che le divinità siano esseri puramente spirituali e hanno un interessante pantheon di creature che si manifestano attraverso fenomeni naturali, come i tuoni o il fuoco. La più potente delle loro divinità, alla quale offrono sacrifici umani e bovini, è la Grande Lupa di Sabbia, nata da una tempesta nel deserto, che è considerata la madre di tutti gli aurolupus, i quali non si considerano creati dalle stesse divinità che hanno creato gli altri animali.
I loro sciamani riassumono così la visione del loro popolo:
“Gli umani sono figli del fango, con un cuore di fango e un'anima d'aria. I licantropi sono nati dalla carne dei lupi e hanno un cuore di carne e spirito di ombre. I vampiri sono nati dalla carne dei morti, hanno un cuore di ghiaccio e non hanno spirito. Noi siamo figli della sabbia, con un cuore di carne, e il nostro spirito, come quello dei draghi, è fiammeggiante e immenso, terrificante. Siamo stati creati per dominare su ogni altra specie che caccia e che non caccia”.
Secondo la loro religione, tutte le vite hanno lo stesso valore, eccetto quelle degli aurolupus, che valgono molto di più.
Aurolupus famosi
Furiacieca
Herzeleid
Furiadoro (figlia di Furiacieca)
Curiosità
- Gli aurolupus hanno la straordinaria capacità di essere completamente refrattari alla magia.
- La cosa che spaventa di più gli aurolupus (e qualcuno potrebbe obiettare dicendo che sia l'unica cosa capace di spaventarli in generale) è il fuoco, che essi temono ed adorano, dichiarando che sia la sostanza di cui sono fatte le loro anime. Un incendio può letteralmente paralizzare di paura un intero branco.
- Durante i pleniluni diventano così aggressivi da non riuscire a controllare l'impulso di combattere, pur essendo lucidi. L'indomani mattina ricordano esattamente tutto ciò che hanno fatto, al contrario di come avviene con molti licantropi e in particolar modo con quelli non controllati.
- È molto raro trovare ibridi fra gli aurolupus e altre specie di licantropi, non perché non si accoppino anche con loro, ma perché quasi sempre li uccidono durante l'accoppiamento.
- La saliva degli aurolupus contiene cariche batteriche che, a seconda dell'esemplare, possono essere letali per un essere umano.
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venerdì 29 dicembre 2017
Scarabeo letasole
Scarabeo letasole
Magiscarabeus draconis
Aspetto
Adulto: Lo scarabeo letasole è un coleottero magico di taglia grande. Gli adulti, lunghi 280–320 mm, presentano elitre di colore differente a seconda del sesso: le femmine sono grigie/verdi, con un disegno che ricorda il muschio sulle rocce, mentre i maschi hanno elitre, zampe, protorace e testa dorati decorati da disegni verdi o azzurri metallizzati e molto belli a vedersi.
Le elitre di alcuni esemplari sono rosse metallizzate e spesso accompagnate da due corna, simili a quelle di giovani cervi, che sono assenti nei regolari esemplari dorati/azzurri (varietà tricornata).
Ha un ampio e robusto apparato boccale.
Il maschio presenta un lungo corno con tre punte che cresce subito di fronte ad un corno semplice, la femmina due corni semplici, uno sulla punta della testa e uno in mezzo alla “fronte”. Sia nel maschio che nella femmina, il corno più lungo è sempre quello sulla punta del muso.
La parte terminale dell'addome (pigidio) è tipicamente di forma triangolare, con l'apice appuntito verso la parte distale e leggermente ricurvo verso il basso. La parte inferiore del corpo della femmina è grigio, mentre nel maschio è verde metallizzato, talvolta striato di azzurro.
Le antenne sono completamente assenti. È capace di volare.
Larva: Lunghe fino a 200 mm, sono a forma di "C" (larve melolontoidi), biancastre, con il capo e le zampe brune e la parte terminale dell'addome che si assottiglia rispetto al resto del corpo. Hanno una bocca particolarmente grande, rotonda, rivestita all'interno di dentini. Gli occhi sono generalmente di colore azzurro. Vivono nella rizosfera e sono carnivore, nutrendosi principalmente di lombrichi, talpe, topi e altre larve di coleottero.
Ciclo biologico
Le uova, da quattro a dodici, vengono deposte in primavera, solo ed esclusivamente nello sterco di drago, che viene raccolto dai genitori nelle loro specifiche camere magiche sotto le elitre e trasportato in un posto sicuro dove il materiale viene accumulato sotto forma di piccole piramidi. Appena schiuse, le larve iniziano a nutrirsi di sterco, ma entro soli due o tre giorni le larve sciamano nel terreno e diventano predatori. Per un tempo variabile tra uno e tre anni, le larve continuano a nutrirsi e crescere nel terreno finché non si trasformano nelle caratteristiche crisalidi dall'aspetto “spinoso”, generalmente di colore giallo-arancio. All'interno della crisalide avviene una metamorfosi che trasforma la larva bianca e molle nello scintillante adulto che emerge in superficie.
L'adulto ritorna alla dieta originale della larva, composta unicamente di sterco di drago.
Il corteggiamento degli scarabei letasole è un vero spettacolo in cui i maschi si riuniscono tutti e cercano poi il posto più luminoso all'interno della caverna, mettendosi a “danzare” per riflettere la luce, chiudendo e aprendo le elitre e creando affascinanti bagliori che si muovono secondo sequenze ben precise.
Poiché vivono solitamente nelle grotte dei draghi, ricolme di ogni sorta di tesoro, gli scarabei letasole più abili devono capire in quale punto della grotta le monete e le gemme riflettono al meglio la luce. Le femmine scelgono di accoppiarsi con i maschi che producono più luce e più “effetti” con la loro danza.
A volte i maschi scartati possono scegliere di dimostrare il proprio valore in lotte rituali con gli altri maschi scartati e si spingono gli uni con gli altri incrociando le corna ed emettendo minacciosi rumori grazie alle potenti ali.
Uno scarabeo letasole può vivere fino a 15 anni, ma ha una vita media di un decennio.
Distribuzione e Conservazione
Un tempo diffuso ovunque vivessero draghi, oggi lo scarabeo letasole è presente solo sull'isola di Horn Blu, all'interno delle cave nelle quali vivono i maestosi Verusdraco.
Un tempo erano considerati animali fondamentali e preziosissimi, non solo per le loro splendide e spesse elitre che potevano essere lavorate per la produzione di piccoli oggetti, ma anche per il loro indispensabile lavoro di spazzini. I draghi, vista la loro taglia, espellono quantità piuttosto importanti di sterco, che però veniva prontamente raccolto fino all'ultima briciola da questi coleotteri.
Magia
Lo scarabeo letasole non è capace di alcun atto di magia attiva, ma piuttosto contiene all'interno del suo corpo un incantesimo ereditario autoperpetrante che permette alle piccole camere sotto le loro elitre di essere in realtà molto più grandi dentro che fuori, nonché, per quanto riguarda il contenuto di esse, di non avere alcun effetto sulla realtà materiale finché non viene di nuovo estratto. Un solo scarabeo letasole può trasportare fino a quaranta chili di sterco senza venirne minimamente rallentato.
In realtà gli scarabei letasole possono usare le camere magiche per il trasporto anche di altri “beni” oltre allo sterco, come pezzi di vetro o di alluminio che utilizzano per aiutarsi a creare bagliori più forti durante il corteggiamento.
Curiosità
Magiscarabeus draconis
Aspetto
Adulto: Lo scarabeo letasole è un coleottero magico di taglia grande. Gli adulti, lunghi 280–320 mm, presentano elitre di colore differente a seconda del sesso: le femmine sono grigie/verdi, con un disegno che ricorda il muschio sulle rocce, mentre i maschi hanno elitre, zampe, protorace e testa dorati decorati da disegni verdi o azzurri metallizzati e molto belli a vedersi.
Le elitre di alcuni esemplari sono rosse metallizzate e spesso accompagnate da due corna, simili a quelle di giovani cervi, che sono assenti nei regolari esemplari dorati/azzurri (varietà tricornata).
Ha un ampio e robusto apparato boccale.
Il maschio presenta un lungo corno con tre punte che cresce subito di fronte ad un corno semplice, la femmina due corni semplici, uno sulla punta della testa e uno in mezzo alla “fronte”. Sia nel maschio che nella femmina, il corno più lungo è sempre quello sulla punta del muso.
La parte terminale dell'addome (pigidio) è tipicamente di forma triangolare, con l'apice appuntito verso la parte distale e leggermente ricurvo verso il basso. La parte inferiore del corpo della femmina è grigio, mentre nel maschio è verde metallizzato, talvolta striato di azzurro.
Le antenne sono completamente assenti. È capace di volare.
Larva: Lunghe fino a 200 mm, sono a forma di "C" (larve melolontoidi), biancastre, con il capo e le zampe brune e la parte terminale dell'addome che si assottiglia rispetto al resto del corpo. Hanno una bocca particolarmente grande, rotonda, rivestita all'interno di dentini. Gli occhi sono generalmente di colore azzurro. Vivono nella rizosfera e sono carnivore, nutrendosi principalmente di lombrichi, talpe, topi e altre larve di coleottero.
Ciclo biologico
Le uova, da quattro a dodici, vengono deposte in primavera, solo ed esclusivamente nello sterco di drago, che viene raccolto dai genitori nelle loro specifiche camere magiche sotto le elitre e trasportato in un posto sicuro dove il materiale viene accumulato sotto forma di piccole piramidi. Appena schiuse, le larve iniziano a nutrirsi di sterco, ma entro soli due o tre giorni le larve sciamano nel terreno e diventano predatori. Per un tempo variabile tra uno e tre anni, le larve continuano a nutrirsi e crescere nel terreno finché non si trasformano nelle caratteristiche crisalidi dall'aspetto “spinoso”, generalmente di colore giallo-arancio. All'interno della crisalide avviene una metamorfosi che trasforma la larva bianca e molle nello scintillante adulto che emerge in superficie.
L'adulto ritorna alla dieta originale della larva, composta unicamente di sterco di drago.
Il corteggiamento degli scarabei letasole è un vero spettacolo in cui i maschi si riuniscono tutti e cercano poi il posto più luminoso all'interno della caverna, mettendosi a “danzare” per riflettere la luce, chiudendo e aprendo le elitre e creando affascinanti bagliori che si muovono secondo sequenze ben precise.
Poiché vivono solitamente nelle grotte dei draghi, ricolme di ogni sorta di tesoro, gli scarabei letasole più abili devono capire in quale punto della grotta le monete e le gemme riflettono al meglio la luce. Le femmine scelgono di accoppiarsi con i maschi che producono più luce e più “effetti” con la loro danza.
A volte i maschi scartati possono scegliere di dimostrare il proprio valore in lotte rituali con gli altri maschi scartati e si spingono gli uni con gli altri incrociando le corna ed emettendo minacciosi rumori grazie alle potenti ali.
Uno scarabeo letasole può vivere fino a 15 anni, ma ha una vita media di un decennio.
Distribuzione e Conservazione
Un tempo diffuso ovunque vivessero draghi, oggi lo scarabeo letasole è presente solo sull'isola di Horn Blu, all'interno delle cave nelle quali vivono i maestosi Verusdraco.
Un tempo erano considerati animali fondamentali e preziosissimi, non solo per le loro splendide e spesse elitre che potevano essere lavorate per la produzione di piccoli oggetti, ma anche per il loro indispensabile lavoro di spazzini. I draghi, vista la loro taglia, espellono quantità piuttosto importanti di sterco, che però veniva prontamente raccolto fino all'ultima briciola da questi coleotteri.
Magia
Lo scarabeo letasole non è capace di alcun atto di magia attiva, ma piuttosto contiene all'interno del suo corpo un incantesimo ereditario autoperpetrante che permette alle piccole camere sotto le loro elitre di essere in realtà molto più grandi dentro che fuori, nonché, per quanto riguarda il contenuto di esse, di non avere alcun effetto sulla realtà materiale finché non viene di nuovo estratto. Un solo scarabeo letasole può trasportare fino a quaranta chili di sterco senza venirne minimamente rallentato.
In realtà gli scarabei letasole possono usare le camere magiche per il trasporto anche di altri “beni” oltre allo sterco, come pezzi di vetro o di alluminio che utilizzano per aiutarsi a creare bagliori più forti durante il corteggiamento.
Curiosità
- Le larve possono emettere rumori acuti simili a strilli di bambini, in particolar modo quando vengono tirate fuori dal terreno.
- È il coleottero magico più grande vivente!
- Si stima che al di fuori dell'isola di Horn, in cattività, viva almeno un'altra coppia di questi animali.
- Un tempo venivano chiamati anche “gioielli ballerini”.
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