venerdì 27 marzo 2026

Recensione - Strani Disegni (Uketsu)

Bentornati, germoglietti adorati! Anche stavolta vi portiamo una recensione su un libro illustrato... stranamente. 

Il titolo originale è Hennae, reso con il corrispettivo delle parole "strani disegni" in praticamente tutte le lingue in cui è stato tradotto, e per qualche motivo questa cosa è diventata una specie di meme tra noi. Dire "strani disegni" puntando roba a caso è stata per almeno una settimana una consuetudine che, per motivi oscuri, abbiamo fatto come se fosse il massimo della comicità. Comunque questi disegni bizzarri sono stati tracciati dalla stessa mano che ha scritto il libro e, sebbene non siano complessi o colorati, racchiudono qualcosa di prezioso: la chiave di un mistero.

Strani Disegni è un libro approdato in Italia da poco nel momento in cui viene scritta questa recensione, solo nel 2025, qualche anno dopo la sua pubblicazione in patria e il suo assoluto boom di popolarità. Si sente spesso di libri ignorati nella terra d'origine che si riscattano con l'amore di altri paesi: qui no, questo libro il Giappone se l'è stretto al petto e l'ha riempito di bacini.

Lo scrittore Uketsu 
(Immagine da electricsarchive) 
Quanto all'impressione che farà a voi leggendolo, che è quella che conta di più, possiamo dirvi che o vi piacerà o lo troverete un libretto da niente: pare che la maggior parte di chi lo ha letto abbia finito per schierarsi nettamente in una o nell'altra fazione. Iniziamo a parlarvene un po', sarete voi a farci sapere se vi è piaciuto oppure no!

Facendo qualche ricerca per questa recensione, tra l'altro, abbiamo scoperto che questo libro lo ha scritto uno youtuber giapponese! Che com'è fatto non si sa, visto che per le sue apparizioni pubbliche indossa sempre una maschera di cartapesta bianca, che pare una presa della corrente che assomiglia ad un volto umano per pura pareidolia. Insomma, Uketsu ama il mistero, e se non per il suo stile di video making, lo si può comunque capire dalla...

 

1. Strana trama 

Un'insegnante di psicologia mostra il disegno di un'assassina alla classe, raccontandolo come se fosse la porta per la psiche di lei. L'assassina è stata definita "soggetto con ampie possibilità di recupero", perché mostra grande tenerezza verso le creature più indifese. E ha sei anni.

Due studenti iniziano ad indagare su un blog personale, Il Diario del Cuore di Ren, illustrato dalla moglie dello scrittore. C'è qualcosa che ha attirato l'attenzione di entrambi. Gli studenti sono entrambi parte del club dell'occulto.

Un giovane giornalista vuole scoprire chi è il responsabile della tragedia successa al suo insegnate d'arte, assassinato misteriosamente mentre ascendeva un monte. Dopo anni, quell'omicidio non è ancora vicino ad una risoluzione.

Una donna che vive sola con il suo bambino inizia a sentirsi pedinata da una figura oscura, un uomo che continua a seguire lei e lui, in silenzio, fin dentro il condominio in cui vivono.

Tutte queste storie sono la stessa storia.

 

Normalmente ci sbizzarriamo di più nel raccontarvi la trama, entriamo nei particolari, tratteggiamo i nostri ritratti sui personaggi e commentiamo questa o quella scena, ma in questo caso è davvero difficile provare a darvi un po' più delle premesse senza servirvi anche un piatto caldo di spoiler: lo svolgimento della narrazione è in sé parte della risoluzione del mistero, sapere queste cose in anteprima guasta l'esperienza di leggersi Strani Disegni per la prima volta.

Quindi, per stavolta, faremo i vaghi. È un libro corale in cui succedono degli omicidi. In Giappone. Quando la gente sente di stare per morire, invece di salvarsi la vita o cedere ad una reazione naturale, fa un disegnetto. Ci sono dei bento box.

2. La strana copertina

Noi lo abbiamo letto con la copertina italiana classica, che è una delle più semplici di tutte le edizioni proposte, ma forse proprio per questo funziona particolarmente bene nel suscitare curiosità! Titolo dislessico verde neon, nome dell'autore, bimba a colori invertiti, buio profondo, lo struzzo col chiodo dell'Einaudi che invade discretamente il campo da sinistra (a ben vedere l' elemento più inquietante della copertina). La bimba con capelli di gesso e una frangetta tagliata con cura e amore per avere ogni ciocca di lunghezza diversa (non solo sotto ma anche sopra) si affaccia dal bordo inferiore, ci guarda. Noi la indichiamo e le diciamo "strani disegni!".

Tutto sommato, beh, una bella copertina! Punti bonus all'Italia perché siamo gli unici tra i paesi con alfabeto latino ad aver giocato un po' con il carattere del testo per farli sembrare più bizzarri. Forse pure gli unici.


Strani Disegni ha ricevuto anche una gran quantità di copertine che fanno collage delle illustrazioni interne al libro, in grandi quadrati e rettangoli. È una specie di corrente artistica. Strane Copertine. Così facendo sacrificano un po' l'impressione di mistero minimaliste che a noi in Italia ha ispirato tanto, ma ottengono in cambio un'estetica da "fatto con un editor di internet presto presto" che rimane comunque visivamente vispa e interessante.

Queste copertine Canvacore sono accomunate dall'usare il disegno della donna in piedi, darle capelli tutti sfibrati da scappata dal manicomio criminale di Arkham (ma cancellarle la faccia), e amare il verde: ve ne facciamo vedere quattro di fila, e quella inglese della Harper ve la lasciamo per ultima perché è la più brutta, così potete goderne appieno.

👆 Imàgenes extrañas!!! (anche se hanno messo un'immagine sola...
ma comunque extraña!)

 
Opuscoletto su come fare disegni tutto sommato normali,
esce per sbaglio in allegato col Corriere della Sera 

Carina l'idea dei pezzi di puzzle, brava Thailandia! 
Fa anche un po' sorridere che non ne hanno messo uno che 
si possa incastrare con gli altri. E vabbé, è il mistero.

 

Notarsi il tipo in fondo a destra che pare il disegno più strano ma 
è la foto dell'autore. Picco di design con i rettangoli tutti dritti ma mezzi disallineati, il font scelto a caso, la freccetta rossa che pare quella 
che ti dice dov'è il sopra sulle scatole di cartone. 
La Harper opta per un gusto retrò atmycousin glielo faccio fare, semplice e leggibile.
 

Ci sono ancora altre variazioni e probabilmente molte altre ne spunteranno col tempo, ma per concludere in bellezza vi mostriamo solo le ultime tre: 

  •  Il Bentō del Destino (uno infame)

Amo il pranzetto fatto coi miei ingredienti preferiti! 🥰 
#Polpo colante #Pesciolino marrone #Informazioni editoriali 
Se ti chiedi perché il sangue cola verso il basso ma il cibo 
rimane al suo posto, è perchè la presentazione è metà del gusto, 
quindi li ho incollati su un fianco!


Una copertina che ci farà da ponte tra i collage verde-tinti e quelle che si discostano! Il verde c'è e fa un gradevolissimo contrasto col rosso, i rettangoli sono lì, sì, ma con un twist: la copertina richiama un bentō, un contenitore comune in Giappone in cui si serve un pasto completo con tante piccole porzioni di cibi diversi. È rilevante per la storia e carino a vedersi, una delle copertine più belle insieme a quella italiana!

  • La Retrospettiva 

 

A questa copertina mancano tutti gli elementi grafici che sono stati scelti per rappresentare il libro in (quasi) ogni altra occasione, e pare pure generica. L'uccellino, i fiorellini, la faccia di una signora. È una copertina che purtroppo non abbiamo visto prima di finire Strani Disegni, perché sarebbe stato interessante poter fare un confronto, un prima e dopo: nel dopo possiamo dirvi che in realtà, per la storia, questa copertina ha moltissimo senso.

  • La matita non si applica così  

Concludiamo con la copertina indonesiana che non si sbilancia sulla trama, si limita a mettere ansia puntando dove non deve un matitone rosso. Meno specifica di altre, si tiene sulle sue, ma si fa notare.

Come detto, ce ne sono e ce ne saranno altre degne di nota, ma noi ora abbiamo voglia, germoglietti cari, di raccontarvi il resto e finire questa recensione: però se c'è qualche altra Strana Copertina che ha catturato la vostra attenzione, che sia per infamia o lode, fateci sapere!
 

3. Cosa ci è piaciuto?

Il libro è molto scorrevole, anche grazie al lavoro di traduzione di Stefano Lo Cigno, non ci si perde mai durante la narrazione, i tasselli del puzzle si incastrano in maniera intrigante e ogni volta che la storia dà una nuova briciola da seguire lo fai volentieri; si fa leggere velocemente, noi lo abbiamo finito in pochissimo tempo.

È così carino e scorrevole, infatti, che anche quando c'è da sospendere la propria incredulità per seguire lo sviluppo delle vicende lo si può fare senza troppi problemi.

Le vicende non comuni che avvengono nel libro succedono sempre in contesti molto comuni, così il libro trasmette a chi legge il brivido di immedesimarsi, di poter a sua volta imbattersi in stranezze leggendo un simpatico blog trovato per caso o nelle chiacchiere scambiate con la vicina. Nonostante questo e per quanto contenga scene di violenza esplicita, a noi Strani disegni non è risultato mai particolarmente pesante da leggere (che forse non era intenzione dell'autore, visto che tecnicamente è un thriller e succedono brutte cose ai personaggi, però, boh, a noi non è dispiaciuto che si mantenesse leggerino).

Altra cosa che ci è piaciuta è che il personaggio più violento del libro è una persona che non rientra nello stereotipo del killer, insieme al fatto che i suoi pensieri e motivazioni vengono poi esplorati con abbastanza attenzione. 

4. Cosa non ci è piaciuto?

Strani Disegni ti chiede... abbastanza spesso di sospendere la tua incredulità.

C'è più di un momento cardine, una soluzione di mistero, che si basa su fatti che sono o implausibili o descritti come se fossero l'unica strada percorribile, quando le possibilità che le cose siano andate in quello specifico modo sono solo una delle pieghe che potevano prendere. E neanche la più probabile.

È come esplorare un paese straniero senza mai scendere dal treno, e, anche se ti godi la vista dai finestrini, un po' vorresti sbirciare lontano da quello che ti mostra solo il percorso sui binari.

Chiedendoti di sospendere la tua incredulità, ti lascia ovviamente a dover assorbire le regole e deduzioni arbitrarie che fanno progredire la trama, spesso raccontandoti la storia piuttosto che incoraggiare chi legge a fare da detective. 

Cioè, ci sono parecchi dialoghi che sono più o meno così (ma senza reali riferimenti a eventi del libro per evitarvi spoiler):
«Ho sentito dire che la signora Hosomaki ha mangiato delle noccioline durante la pausa pranzo»
«Ðavvero? Nella pausa pranzo? Ma è alle cinque. Chi mangerebbe noccioline alle cinque? Io trovo che la signora Hosomaki abbia un comportamento molto strano»
«In effetti...»
«E poi la signora è anziana ormai... Mangiare le noccioline è molto giovanile...»
«Che lo abbia fatto per sentire di essere giovane?»
«Non sta bene. Eppure deve essere così...»
«No, qualcosa non mi torna. La signora Hosomaki è normale in tutti i suoi comportamenti tranne questo. Deve aver mangiato le noccioline alle cinque perché sapeva che tutti avremmo notato un comportamento così strano, forse perché tutti pensassimo a lei e non notassimo quello che facevano le persone che le erano intorno. Deve averlo fatto per proteggere la sua famiglia, a costo di farsi percepire come una vecchia giovanile. Controlliamo il figlio: ora l'indiziato è lui»
«Tutto torna...».

I personaggi sono ben distinti tra loro, ma complessivamente piuttosto piatti: le loro conversazioni risultano raramente brillanti, anche mentre spiegano punti salienti di misteri che sono teoricamente intricati e difficili da sbrogliare, anche mentre arrivano a soluzioni che dovrebbero tecnicamente dipingerli come percettivi e intelligentissimi, riescono comunque a sembrare degli ingenui. Tra loro solo un personaggio, quello che lega tutte le vicende tra loro, riceve un po' più di carne sul suo scheletro narrativo, ma non riesce a svincolarsi del tutto da questo trattamento.

Oh, e poi il professore d'arte, il signor Miura Yoshikaru. Lui è una voce a sè sulla lista di cose che non piacciono. Più ne parlano più sembra una persona terribile, capace (e in alcuni casi colpevole) di fare del male a chi gli sta vicino; è probabilmente l'intenzione dell'autore stesso non farne un personaggio che ispira affetto nel prossimo, visto che metà del cast è sospettato di averlo ucciso perché non lo sopportavano proprio, ma gli occhi da cui lo vediamo più spesso sono quelli di un suo allievo devoto che ne parla come se fosse un genio illuminato e meraviglioso... la parte con il professor Miura è stata per noi una delle più deboli, perché la presenza del personaggio complesso di cui sopra, quello che lega insieme le vicende del libro, è limitata ad una delle scene finali (che infatti è il pezzo più bello e adrenalinico di tutto il segmento), e invece ci dobbiamo sorbire tutti questi ragionamenti su un professore d'arte antipatico. 

Lo strano voto complessivo: 65 su 100. Complimenti, alla fine hai passato il test, libro bello! Festeggeremo chiedendo alle nostre artiste un disegno che non si capisce se non lo giri a 180 gradi e reciti un Rickroll come una preghiera saltando su un piede solo, ma poi ti svela dove è nascosta la rara carta full art di Magikarp. nomɘʞoꟼ iɘb ɘɈɿɒɔ ib oɈɈɘʜɔɔɒq nυ nI

A chi lo consigliamo: A chi trova soddisfacente provare a risolvere i misteri o vederli risolti ad altri (se siete fan della serie televisiva di Sherlock potrebbe piacervi!), a chi è pronta/o a prendere in mano questo libro permettendogli di giocare un po' senza prenderlo sul serio su tutto, a chi preferisce la storia ai personaggi che la abitano.

Oh, e se questo modo di raccontare le storie vi piace e vi convince ma vorreste anche spaziare su media diversi, Uketsu ha scritto anche un manga! Si chiama La Strana Casa (Uketsu morirebbe prima di scrivere cose che non sono strane), lo stile di disegno è molto carino, dategli un'occhiata se scopire che Strani Disegni vi è piaciuto! 

 

E insomma, che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto? Siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione!
P.S.: Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto).

Nota: in tanti si limitano a dirci solo il titolo del libro da recensire (o addirittura scriverne un sacco in fila), e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se leggerlo.
Per fare un esempio: "Ehi, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate".


Cercate i nostri segni, trovate l'ispirazione, e alla prossima recensione! 🌵🔥

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