Testo:
All that I need is to find you.
Grey swarms of ash blocking my view.
Sounds from your last celebration.
Sparkling and naive conversation.
I could leave this house, but I won’t.
There’s an echo that seems to live on.
24 footprints obtained.
24 light-years remain.
All of my sleep is behind you.
Paint me a dream I can pass through.
Move this table.
Change this label.
Is there something new?
Bleach this surface.
Pale and nervous.
Are you lonely too?
Del buon progressive metal, nel 2026? Immaginiamo che sia possibile! Interessantissimo, con sonorità che ci ricordano il passato non-remoto, ma abbastanza da renderci nostalgici.
Una musica con un feeling leggermente spaziale, un progressive metal sci-fi se possiamo permetterci di dire qualcosa del genere.
Sia i temi dell'esplorazione spaziale che quelli della solitudine, purtroppo o per fortuna, ci sono cari.
Il video è intrigante e interessante, forse una delle cose che hanno più catturato la nostra attenzione. Non è particolarmente complesso, ma accompagna bene il ritmo, e la palette di colori scelta è immersiva, al tempo stesso catturante e potente, come se si fosse immersi nell'oceano invece che nello spazio aperto.
È quella che oseremmo definire una buona "canzone da pianto", una di quelle che suonano rilassanti quando il vostro mood è allegro, ma che accompagnano la vostra tristezza senza strafare, accompagnando delicatamente alle lacrime senza farvi vergognare, dando profondità alla vostra tristezza, come se fosse profonda come lo spazio vuoto fra due pianeti. Ventiquattro anni luce di distanza.
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