domenica 18 ottobre 2026

Cento pagine di Fish don't Cry!

Okay, okay, okay. Il fumetto di “I Pesci non Piangono” è arrivato a cento pagine pubblicate su Tapas, nella sua versione in inglese. Cento pagine.

I pesci non piangono!
(Ma forse... forse qui Sangreal vorrebbe.
Guardate quel faccino. Cavolo, piangerebbe
se potesse).

In passato abbiamo cominciato svariati progetti a fumetti, e solo Due Gatti Rossi (a proposito, vogliamo “aggiustare” anche questa serie, riscrivendo i dialoghi in modo più leggibile, e pubblicarla come si vede!) è arrivata ad un numero di pagine, anzi strisce, pubblicate così alto… e poi è finita. Nel caso di Fish Don’t Cry, invece, questo è solo l’inizio. Letteralmente l’inizio, siamo ancora ai primissimi capitoli!

Ancora non è comparso neanche il co-protagonista, Seraphin. Cento pagine. Wow.

Ce la stiamo facendo, no? È così che ci si sente ad aver lavorato su uno stesso progetto per così tanto tempo? Così che ci si sente a perseverare, ad imbrigliare i cavalli della propria creatività e, invece di lavorare su mille progetti diversi, produrre illustrazioni, testi e, soprattutto, una serie continuativa a fumetti tutti concentrati sulla stessa storia, sullo stesso mondo?

Perché è quello che abbiamo fatto fino ad ora.

Ed è stata un po’ una scommessa… sappiamo che ai nostri lettori piacciono i supereroi (La saga del Nuovo Mondo Oscuro, in particolare il secondo libro, Shadowfawn, è il romanzo che in assoluto ha generato più interazioni, letture, ed in generale eccitazione da parte del nostro pubblico) e licantropi (i licantropi sono una grossa hit), perciò non è stato facile allontanarsi da questi temi, da questi mondi, per parlare di sirene e mostri marini.

Ma adesso possiamo dirvelo: Fish Don’t Cry avviene nello stesso universo (e sullo stesso pianeta) del New Dark World. Come mai le persone non hanno poteri unici, come avviene in Shadowfawn o in Bloodhound? Questo lo scoprirete a tempo debito (ma il tempo debito si sta avvicinando, choo choo!). 

Inoltre, anche se la storia si incentra su… ehm… un pesce, in Fish Don’t Cry appariranno comunque i licantropi. E ne appariranno molti di più che in qualunque altra delle nostre opere fino ad ora.

Quindi, in realtà, non abbiamo lasciato niente indietro: avevamo solo bisogno di arrivare fin qui, di iniziare a stabilire le basi della storia e del worldbuilding, prima di allargare i nostri orizzonti e iniziare a fare quello che, lo sapete, sappiamo fare meglio, ovvero i minestroni multiculturali di creature (che detto così sempre poco bello, in effetti… il minestrone? Davvero? Cioè, a noi piace il minestrone, ma al grande pubblico? Forse minestrone non è il termine migliore) con storyline che emergono da intrecci su cui stiamo lavorando, letteralmente, da anni.

Perciò… leggetelo, se avete voglia di sorprese, di una storia che sfida fieramente la normale struttura narrativa, che fa giocoleria con la morale, che possa farvi vedere il mondo attraverso gli occhi di creature, e persone, completamente diverse. Noi speriamo di riuscire a fornirvi ancora molte, molte pagine.

Per ora sono cento.


A partire da qui, seguiranno la stessa storia della versione romanzo di Fish Don’t Cry, ma vista da occhi diversi: mentre nel romanzo le protagoniste assolute sono le sorelle Panorme (e sì, anche Seraphin, pur essendo un bellissimo maschietto, si conta come sorella Panorme), delle biologhe marine alla ricerca del leggendario regaleco, nel fumetto il protagonista è invece Sangreal, un pistrix, pesce dall’aspetto antropomorfo che vive in un modo difficilmente comprensibile dagli umani. Stessa storia, due visioni diverse.

Godetevele pure!

Un saluto spinoso (ed eccitato per tutte le avventure che vivremo insieme),

I Cactus di Fuoco.

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