Visualizzazione post con etichetta papà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta papà. Mostra tutti i post

giovedì 16 luglio 2015

Domani gatti


Caro diario, sono ormai diversi giorni che non scrivo più nulla su di te (non più nulla in generale, anzi, sto finendo un'altra storia con mia sorella e un pochinino siamo andati avanti anche con il Tomahawk del Wendigo) perchè questi sono stati giorni caldissimi e intensi.
Fra la cancellazione di Hannibal (si, l'NBC non concederà una quarta stagione a questo show, panico totale e scompiglio su twitter) e le cose che abbiamo dovuto fare per tenere alti i Nielsen Rank della serie, fra gli art trade, le storie da scrivere, le commission da fare, andare al mare a rosolarsi come polletti arrosto, vedere film, leggere libri, come potevo anche trovare il tempo di scrivere questo diario? Ok, ok, lo ammetto: ho anche giocato un sacco alla Wii con mia sorella e mio padre, ma dovevo svagarmi un po', giusto? E faceva caldo, caldissimo, quindi ci siamo chiusi nella stanza, completamente al buio, e abbiamo fatto le gare con Mario Kart.
Ah, e abbiamo visto anche Bolt, un film della Disney Pixar che mi è piaciuto tantissimo, pieno di azione e soprattutto con protagonista un cane, Bolt appunto, co-protagonistato dalla gatta nera Mittens, l'unica micia che non mi ha ancora fatto venire voglia di mollarle una scarpa sui denti, anche se effettivamente durante la prima parte del film le avrei rifilato volentieri qualche bel calcetto dritto dritto sul suo sedere scuro e peloso. Ad ogni modo, Bolt mi ha fatto piangere più di Hachiko, un'altro film, questa volta non animato, che ho visto in questi giorni e che è stato sicuramente molto bello e ben girato, ma non mi ha fatto sentire lo “spirito del cane”: era troppo distaccato, il protagonista avrebbe dovuto essere esplorato di più nella sua pura caninità, nella sua capacità di essere quell'animale perfetto da cui tutti dovremmo imparare, e invece si è scelto di fare risaltare di più la sua parte eroica di samurai solitario, una parte certamente importante ai fini della trama, ma che non mi ha permesso di godere appieno proprio dell'eroicità del cane, mentre Bolt mi ha fatto versare qualche lacrimuccia; c'è pure da dire che non mi commuovo facilmente per i film tristi (e Hachiko non è triste, è peggio), mentre i film belli mi mettono le lacrime agli occhi già dalla scena di apertura e io avevo già gli occhi lucidi alla scena di apertura di Bolt, che non era commuovente nel senso classico del termine perchè era l'adozione del cane protagonista subito seguita da una scena d'azione in cui si combattono i criminali. Ecco, io piangevo per la bellezza di quelle scene, mentre Hachiko mi ha davvero colpita solo alla fine (e un po' all'inizio mi ha fatto fare “Awww!” perchè i cuccioli di Akita sono qualcosa di super).
Comunque sono tutti e due film che vi consiglio, anche se Bolt di più, perchè se amate i cani oppure li avete anche solo simpatici, sono un must da vedere (e rivedere nel caso di Bolt, perchè mi venga voglia di rivedere Hachiko mi ci vorrà un po' di tempo) per commuoversi, esultare, sorridere e ammirare un po' di regia fatta come si deve.
L'altroieri (o anche prima) LadyDarknessObscure mi ha detto che mi verrà a trovare nel mio minuscolo, non troppo bello, ma anche meraviglioso, ma anche decadente, ma anche il posto più bello del mondo, paesino. Ora, sono felice, eccitata e in attesa anche se non verrà quest'anno (almeno credo), ma l'Estate prossima (anche se gli ho consigliato di venire a trovarmi a Settembre).
Oh, ho anche notato che quando scrivo il diario ci infilo un sacco di parentesi tonde: vi posso giurare che nelle storie che scrivo non le uso proprio, quindi tollerate lo stile iperparentesizzato con cui scrivo delle mie giornate, per favore. Oppure, se proprio sono intollerabili, ditemelo e cercherò (probabilmente senza riuscirci) ad usarne di meno.
Chiusa parentesi.
Ma eccomi qui finalmente, promettendo di rifarmi con una puntata di diario lunga un po' più del normale, perchè devo anticipare qualcosa che succederà domani e che mi renderà felice: avremo non UN gatto, ma DUE gatti.
Perchè? Perchè la signora Sgambetterra, la donna di buon cuore e gran passione per gli animali che ci ha permesso di far sopravvivere il gattino che avevamo trovato, non può tenere tutti i micini nati dalla cucciolata e quindi li deve dare via. Mio padre, che è non solo un sant'uomo, ma anche un amante degli animali con tanto tanto tanto amore da dare, sapete che dice? Ma si, prendiamone due.
Perchè è vero che dove mangia uno possono mangiare due.
E allora pronti via, venerdì (cioè domani) andremo a prendere i micini finalmente svezzati, così ne avremo una bianca pezzata ed uno rosso. Ho sempre voluto un gatto rosso, anche se quelli grigi sono la mia passione... cioè, se ho mai pensato di avere un gatto, perchè sapete benissimo che i cani sono la mia passione.
Comunque non sto più nella pelle! È favoloso!
Oggi il mondo mi sorride: persino le opere d'arte su Deviantart mi danno un brivido alla bocca dello stomaco per quanto sono belle.
E mio padre, svegliandomi questa mattina, mi ha annunciato con un radioso sorriso che ha finito di costruire la cuccia per i micini, tutta in legno, fatta con un pezzo di formica per tetto e cassette della frutta per i lati, ricoperta di telo di plastica per impermeabizzarla (provata, un secchio d'acqua rovesciato sopra e neanche una goccia dentro).

 Oh, ma cosa è mio padre? Il re del fai-da-te, sicuramente. Un cuoco sopraffino? Anche, anche quello. Coinnosseur di piante e agricoltura? Direi, visto che è laureato in quello. Ah, cos'altro? Si: il miglior padre del mondo. A volte penso di ringraziarlo poco per tutto quello che fa per me, per la sua capacità di farmi credere all'inizio che una cosa sia impossibile, come per alzare la mia determinazione nel realizzare quella cosa, e poi, improvvisamente, fare più di quanto gli è dovuto e lottare lì al mio fianco, con determinazione dieci volte superiore alla mia, per regalarmi tutto quello che voglio.
La vita è molto più bella con una padre così, uno che costruisce cucce per gatti, che sta iniziando a valutare l'idea di prendere due cani invece di uno soltanto, che mi guarda sorridendo ogni volta che dico di voler comprare una tarantola, che mi invoglia a comprare le migliori tavolette grafiche (anche se non mi servono e non gliela darò vinta, ehm, forse... forse NON comprerò tavolette grafiche costose).
Ma ritorniamo all'argomento gatti.
Gatti gatti gatti. Non è che amo immensamente i gatti, non è che è mai stata la mia grande idea, avere un gatto, anche se ricordo un periodo in cui da bambina ne volevo uno... però la possibilità di avere un gatto mi piace seriamente perchp gli animali mi piacciono tutti e un gatto sembra un toccolino più collaborativo di una tarantola o di un ragno lupo o di una mantide religiosa; anche se so come comportarmi con una tarantola/ragno lupo/mantide religiosa e non con un gatto.
I gatti mi hanno sempre odiata, scappano quando mi vedono e forse è questo il motivo alla base del mio non immenso amore verso questi animali, che pure ammiro per le loro forme flessuose, per le loro capacità fisiche (no, dico, ma avete visto quanto riesce a saltare in alto un gatto?) e per il loro fiero sguardo predatore. A proposito di fiero sguardo predatore: vi siete mai soffermati a confrontare le confezioni di mangime per cani e quelli per gatti? Sulle confezioni di mangime per cani vedete sempre stampato il faccione di un cane sorridente oppure un cane che corre, la faccia e il corpo che sprizzano felicità, e solo raramente avrete sul saccone/lattina di cibo un cane in posa seria, insomma, di solito basta guardare una confezione di mangime canino per mettersi a sorridere felici del mondo in rimando all'immagine dell'amico peloso stampato. Con le confezioni di cibo per gatti no, quasi mai (dico quasi perchè l'ho cercata ed esiste, eh! Esiste la confezione con il gatto sorridente) c'è un micio felice, nel 99,9% dei casi il gatto è serissimo o con una fabbia che ispira rabbia, predazione, distruzione, malignità. I gatti con le pupille dilatate sono pucciosissimi? Si, bene, allora mettiamo in copertina un gattaccio a pelo lungo con il muso piatto e le pupille ristrette a fessure, con la faccia più arrabbiata che riusciamo a trovare. I micini piccoli sono carini? Bene, sbattiamoci in copertina un predatore al massimo del suo aspetto aggressivo.
Le confezioni per cani sono tutte colorate con diecimila colori allegri e c'è il cane sorridente del mezzo? Facciamo quelle per gatti blu o argento, con scritte cose tipo “solo i migliori filetti di tonno più superselezionatissimi che non li diamo neanche ai miliardari” e tu cosa capisci da queste scatolette?
Che se compri un cane ti compri uno straccione, ma almeno è sempre felice, e se ti compri un gatto fai prima a comprarti una Ferrari.
Giusto per farvelo vedere con i vostri occhi, ecco una piccola comparazione montata in fretta e furia da schifo, però almeno rende l'idea:
Poi, nella realtà, il mantenimento di un cane costa più di quello di un gatto, ma quelli son dettagli: comunque l'antipatia per i gatti (beh, tranne che tu non sia un'appassionato del genere) ti è già partita a mille.
E quindi iniziamo con questa avventura miciosa anche noi, cercando di sfatare lo stereotipo che noi stessi ci siamo fatti, ma soprattutto cercando il predatore vero sotto la superficie pelosa: ci servono due ottimi piccoli cacciatori che ammazzino i topi che danneggiano le nostre colture giù all'orto. Funzionerà? Lo speriamo.
Avremo due gatti, un maschietto e una femminuccia, uno rosso e una pezzata tricolore (e lo sapevate che i gatti tricolore possono essere solo femmine?).
Dobbiamo comprare un collare antipulci, ordunque! Dobbiamo... sigh... spendere del denaro per dei vili gatti. Ugh. Agh.
Scusatemi, ma non sono ancora abbastanza affezionata a queste bestie.
Lo so che succederà, però. Me lo sento. Deve succedere.
Succederà e voi ne sarete testimoni: io amerò i gatti.
A proposito! Ricordate una cosa che scrissi un bel po' di tempo fa proprio su questo diario?
“Comunque: già abbiamo un ragno e un pipistrello. In campagna cresciamo rospi fin da girini e ci facciamo le selfie con gli adulti, fra cui alcune delle femmine più grosse che abbia mai visto. Il serpente... ci abbiamo pensato e prima o poi ne avremo uno. Aggiungiamoci un gatto nero e la frittata sarà completa: oplà, siamo delle streghe!”
Ecco, i gatti non saranno neri, ma conteranno pur qualcosa, no? E poi si sa che i gatti sono come le ciliegie (no, in realta i Cavalier King Charles Spaniel sono come le ciliegie, ma soprassediamo) e alla fine ci ritroveremo ad averne un mucchio, fra cui uno nero si troverà.
E se non si troverà, vorrà dire che saremo le uniche streghe al mondo con un gatto bianco e un gatto rosso. Ecco.
Si, ci teniamo abbastanza ad essere streghe: siamo già le atee strambe del paese, non sarebbe fico aggiungere un pizzico di paura e mistero passando per streghe? Me ne andrei volentieri in giro con un pitone attorno al collo se non fosse che per allevare un pitone dovrei dargli da mangiare topolini e per dargli da mangiare topolini dovrei comprarli e per comprarli dovrei avere a disposizione un negozio di animali e non ci sono negozi di animali a Oppido Mamertina e mi sembra poco o nulla pratico aprire un allevamento di sorci per avere un serpente quando posso avere un mucchio di altri animali più facili da allevare.
E avrò due gatti.
Annarita forse ne avrà un altro, dobbiamo ancora vedere bene come si mette la situazione, sempre dalla cucciolata di micetti tutti rossi della signora Sgambetterra (che per qualche motivo mi vien sempre da chiamare “signorina” anche se ha due figlie... bah).
Per ora sto leggendo Inheritance, il libro scritto da Christopher Paolini, l'ultimo della saga di Eragon... o meglio, lo sto ri-leggendo perchè l'ho già fatto, ma troppo tempo fa, dunque è necessario dare una ripassata. I libri sono sempre meglio, quando li rileggi, tranne quelle rare volte che sono proprio libri schifosi e allora li rileggi e ti sembrano peggio. Scrivere un libro, completarlo fino in fondo e pubblicarlo mi renderebbe felice, ma è pure vero che se non mi ci metto d'impegno non finisco un tubo e ora come ora non mi ci sto mettendo d'impegno granchè.
Vabbuò.
Mi metterò d'impegno per lavorare un po' su Exoterism, il mio fumetto, finirò un libro, avrò due gatti e tutto nella vita andrà bene. Amirite?
Rait.
Ciao a tutti, ad una prossima miciosa puntata, che se rimango troppo tempo a scrivere sul diario non divento famosa!

domenica 1 febbraio 2015

Una mattinata fra la neve

Oh. Primo Febbraio e non potrebbe, no, non potrebbe cominciare meglio di così (ok, forse potrebbe, ma chi si accontenta quando ha già tanto, gode e pure tanto, giusto?).

Ciao a tutti! Oh, è stata una mattinata splendida questa... mi sentivo una favola. Mi sveglio, colazione come si deve con lo yogurt che prepara in casa mio padre (insaporito da polvere di topinambur, scaglie di cioccolato e trito di mandorle) e poi... beh, poi, dopo un paio di partite di tennis con la Wii, abbiamo deciso di salire un pò in montagna.
A vedere qualcosa che avevamo avvistato già in paese, qualcosa che colorava di bianco le cime di quei monti non troppo lontani... la neve!
Questo qui sotto è il piccolo pupazzo di neve che abbiamo costruito, lo abbiamo chiamato "Puppo" (un pò tipo la contrazione della parola "pupiddu" che significa pupazzetto o bambolotto o se volete "action figure" in siciliano). Gli occhi sono due gusci vuoti di faggiole, i frutti del faggio (che per chi non lo sapesse, sono commestibili e deliziose... non i gusci, le faggiole. Sanno un pò di caffè, con il sapore delle mandorle di base). Io penso che sia un cosino adorabile e che non si scioglierà ancora per qualche giorno, così i bambini che si troveranno a passare di lì avranno una bella sorpresa.
Dici ciao, Puppo!
Ed eccoci qua, io (la sorella grande) e la Mimma (la sorella che quasi non si vede nel cappotto).
Sottolineamo pure le differenze fra le preferenze di temperatura, si.
Ho ottime resistenze alle basse temperature: pensate che mi sono praticamente sdraiata in mezzo alla neve, con le braccia di fuori, e per me non è stato un problema, anzi! Avete mai notato che dopo che toccate la neve il vostro corpo reagisce producendo una sorta di vampata di calore che pervade tutto? Avevo le mani e le braccia, fino alle spalle, caldissime, e una sorta di teporino dentro che era davvero delizioso. Anche ora, mentre scrivo (con un pizzico di deliziosa sonnolenza che cerca di farmi chiudere le palpebre), sento la pelle della faccia bollente come se stessi guardando il sole e le mani morbide e calde come plastilina modellata a lungo. E poi, beh, io indosso solo magliette a maniche corte con sopra disegni di serie tv-cartoni animati-fumetti (notata la faccia di Hannibal Lecter con le corna di cervo?), perciò non avrei mai potuto mettermi un cappotto (sennò schiattavo di caldo. Io ho sempre caldo)
 Ecco anche una foto in cui compare il mio splendido padre (quasi) perfetto. Approfittiamone anche per ammirare lo splendido paesaggio circostante: l'Aspromonte è un prodigio della natura.
Purtroppo, essendo tutto innevato, non abbiamo potuto fotografare nessuno degli animali che si aggirano di solito in mezzo alla vegetazione (ragni, salamandre, ranocchie e altre creaturine minute e graziose), ma dopotutto oggi si parla della neve, quindi nessun rimpianto.
La neve da a tutto un'aria più... pulita. E il profumo nell'aria è delizioso, migliore di qualunque profumo industriale: è come se l'odore del legno e del muschio assumesse una punta più dolce. Se non fosse stato per la fame, sarei potuta rimanere lì per sempre, ad affondare con i piedi nella neve fredda, ad appoggiarmi agli alberi saldi, a guardare la distesa scintillante e perfetta di un bosco ricoperto da un manto candido.
Promemoria per me: devo comprare un paio di scarpe da trekking perchè camminare con quelle da ginnastica, vecchie di anni per giunta, sulla neve fa rischiare scivolate, certo non pericolose, ma sgradevoli, soprattutto se continue. Bisognerà pur avanzare in mezzo al bosco, o stiamo fermi a guardare l'orizzonte, eh? Papà ha detto che per il compleanno mi comprerà delle scarpe da trekking splendide e per me è ok... non vedo l'ora che sia il mio compleanno (anche perchè sarà in estate e quindi ci sarà la terza stagione di Hannibal, yuppiyayy!).
Abbiamo visto anche dei bucaneve (Galanthus nivalis): mio padre non li ha notati fino a metà della mattinata, dopo che gli avevo già fatto un mucchio di foto, ma quando li ha visti era contento e ha dichiarato che erano splendidi. Non credo che li abbia mai visti prima d'ora e quei piccoli fiori, che spuntano prepotenti dallo spesso strato freddo e bianco, sembrano dei piccoli miracoli. Devo dire che, anche se ho tanta esperienza con la neve, non avevo mai visto prima quel genere di fiori, principalmente perchè andiamo per boschi verso la fine dell'autunno, quando la neve c'è, i funghi pure, ma i bucaneve ancora no (anche se crescono grandi quantità di crochi selvatici, che sono buoni perchè si può raccogliere lo zafferano).

La mattinata si è conclusa con una battaglia a palle di neve agguerrita che mi ha fatto bruciare da impazzire le mani, un'idea di mio padre, che però, risalendo in macchina, si è ritrovato con una palla di neve in tasca (gliel'avevo lanciata io, incredibile che gli sia finita dritta in tasca!) la quale si stava sciogliendo e gli ha bagnato il portafoglio e i pantaloni e all'inizio lui non capiva da dove venisse tutta quell'acqua. Abbiamo riso un sacco ed è stato splendido.
Ovviamente non ho foto della battaglia di neve (non posso combattere e fotografare al tempo stesso e fare mettere i miei familiari in posa per fargli la foto mentre lanciano sembrerebbe così posticcio che non mi ha convinta) perciò dovrete credermi sulla parola riguardo a quanto possa essere divertente.
Alla fine, quando siamo scesi verso la macchina, annaspando e incespicando nella neve (tutte le foto che vedete, purtroppo, non sono state scattate nella "parte alta" della montaga, dove il manto nevoso era più spesso, ma più vicine alla strada), eravamo tutti sorridenti. Mia sorella aveva la punta del naso arrossata dal freddo, ma rideva e disegnava impronte sulla neve come per dare l'impressione che grossi animali strani fossero passati di lì.
Quando mia sorella si è tolta i guanti, il tessuto era intriso d'acqua. Stessa cosa valeva per le mie calze, ma per fortuna io giro sempre senza calze in casa, quindi i miei piedi si asciugano rapidamente quando rientro e butto le calze (che erano anche sporche di terriccio, per qualche ignoto motivo) via, lontano da me, dove è giusto che stiano.

Che dire, finalmente la mia vita è tornata ad essere quello che volevo che fosse: perfetta. Ed è così da alcuni giorni, ma una mattina sulla neve è senza dubbio la ciliegina sulla torta.
Eh... niente, volevo solo scrivere una pagina su questo blog, che come sapete uso come diario, perchè volevo imprimere almeno in parte l'impressione di questa mattina, per farla vivere a lungo, per non dovere dimenticare i dettagli.


Ed ora una compilation di... noiosissime foto dei boschi aspromontani innevati, yay!


Ciao ciao! E splendide mattinate sulla neve a tutti voi!


Lettori fissi