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giovedì 28 maggio 2020

Recensione - Io, i miei desideri e il mio miliardario - Vol. 1 (Rose M. Becker)


Il mondo è strano, germoglietti.
Siamo certi di aver ribadito più di una volta che i romanzi rosa sono quelli che leggiamo di meno in assoluto, eppure tra i libri che sono stati recensiti in questa raccolta figurano già almeno un paio di esponenti di questo genere… contando quella di “Io, i miei desideri e il mio miliardario”, ovviamente!
C’era dubbio, con un titolo del genere, che si trattasse di un romanzo rosa? Siamo sicuri che lo avevate già capito appena ricevuta la notifica (ammettiamo che un horror con un titolo del genere sarebbe stato intrigante da esplorare, comunque), e probabilmente avevate capito già pure trama e finale prima che potessimo dire “Spine”.
Finale che noi non sappiamo comunque, lo precisiamo subito; almeno non dell’intera vicenda.
“Io, i miei desideri e il mio miliardario” è solo il primo di una serie di ben sei libri, che hanno tutti titoli uno più fantasioso dell’altro. Il titolo completo di questo libro è “Io, i miei desideri e il mio miliardario 1”. I seguenti sono “Io, i miei desiderio e il mio miliardario 2”, poi c’è il “3”, e così via fino al numero 6. Gioite, popolo!
Altro che Divergent, Insurgent e Allegiant. Altro che i colori delle 50 Sfumature! Qui c’è la classe vera. Ah, se solo ci avesse pensato la Rowling! Vi immaginate la soddisfazione di leggere “Harry Potter 1”?
La scelta, a giudicare dalla lunghezza di ogni volumetto – che sono in media una sessantina di pagine, settanta per il primo, che è il più lungo della serie – potrebbe venire dal fatto che in realtà sembra essere lo stesso romanzo tagliuzzato in libricini diversi per poterci fare più soldini e, se funziona, buon per la Becker.
Tre cose ci hanno spinto a recensire questo romanzo:
1) È gratis (al contrario dei seguenti, che comunque hanno prezzi modicissimi)
2) Copertina e titolo suggerivano una bruttura che dovevamo assolutamente condividere e commentare con voi
3) Sulla sezione libri di Google Play, dove lo abbiamo reperito noi, diverse persone avevano lasciato commenti per cui il libro gli era piaciuto, ma avevano lasciato cattive recensioni o si erano lamentati perché erano contrariati dal dover pagare per leggere il seguito.
No. Gli artisti hanno diritto a mangiare e a vivere fuori dalle scatole di cartone, perciò vanno pagati per il loro lavoro. E se una certa opera – di cui ti è stata data la possibilità di usufruire gratuitamente – ti piace, allora puoi dire che ti piace, ma non puoi pretendere tutto il resto gratis, compresa l’anima del creatore che vuoi perché pensi starebbe bene messa nel tuo centrotavola coi fiori spennacchiati.
Tra i vari commenti abbiamo un: “Perché solo il primo è gratis mentre gli altri constano” che è probabilmente un picco di filosofia, datoci da un anonimo Utente Google che però ha lasciato cinque stelle. È perplesso, date un biscotto e un’indicazione ad Utente Google.
Per rendere equa la questione siamo dovuti intervenire per poter dare un nostro giudizio spassionato, e per certi versi è un libro che ci ha sorpreso. Parliamone un po’!

1. La trama: Elena Lavigne è una studentessa d’arte sbadata, emotiva, difficile da prevedere – in primis a sé stessa. È un giorno importante per lei: incoraggiata dalla sua migliore amica, che al contrario suo è una ragazza alla moda, alla mano e che non mette i vestiti da gran gala con le scarpe da ginnastica, la ragazza è pronta per sottoporre i propri lavori ad uno dei galleristi più importanti della città nella speranza di convincerlo ad esporre le proprie opere di artista emergente.
Ci riesce? No. Elena ha appena il tempo di tirare fuori lo scartafaccio di lavori che si era portata dietro e spargere un po’ di fogli per la stanza prima che arrivi il signor direttore in persona, che non solo non da’ neppure un’occhiata ai suoi lavori, ma, ahimè, le guarda le scarpe.
Queste scarpacce da ginnastica sono importantissime per la trama, perché sono una sorta di portafortuna per la protagonista, un feticcio che porta sempre con sé. La salvano dalla sfiga? No. Ma la fanno sentire un po’ più tranquilla nelle situazione in cui è nervosa, almeno.
Il signore quindi guarda queste scarpe-pagnotte masticate dai cani, con le mosche che girano attorno, spuntare da sotto l’orlo del vestito e apparire proprio dove dovrebbero stare i piedi di Elena e strabuzza gli occhi.
«Disonore su di te e sulla tua mucca» Dice il gallerista sessantenne (forse parafrasiamo un po’) e, dopo averle ordinato di dileguarsi, proclama un editto per cui né Elena Lavigne né la sua gente, gli studenti d’arte, possano più cercare di farsi creare un’esposizione nella sua galleria.
Ammettiamo che all’arrivare del signore ci siamo incuriositi. Uomo? Check. Ricco? Check. Ha a che fare con la passione della protagonista e la tratta malamente al primo incontro? Altroché!
Stavamo forse per assistere a qualcosa di rivoluzionario, una storia d’amore proibita tra una studentessa d’arte e un vecchiaccio scorbutico? Il vecchio gallerista forse è così aspro con il prossimo perché la sua passione per l’arte ha finito per diventare solo un business, facendo avvizzire il suo cuore una volta appassionato? Elena avrebbe forse riesumato questo cuore facendo tornare viva la passione per l’arte e facendone sbocciare una inaspettata, quella per lei?
Ah, no. Lei esce dalla porta e se ne va, avvilita (e a ragione, visto che non le hanno neanche fatto aprire bocca), e così sfuma per sempre questo sogno d’amore.
Elena ha due amici: una brava, bella, intelligente e simpatica, l’altro scorbutico, non particolarmente brillante e lungo lungo, che continuerà ad uscirsene con una serie di frasi che rallegreranno la protagonista come un grattugia per il grana adoperatale sugli alluci.
La migliore amica di Elena decide di tirarle su il morale portandola al proprio mega party esclusivo, che si svolgerà quella sera stessa ed a cui saranno presenti tutti i ricconi e le persone influenti della città. Peccato che la buona intenzione della ragazza finisca solo con l’agitare Elena ancora di più dato che la giovane sa che mescolare lei e gli eventi d’alta società è una pessima idea.
La Lavigne ha ragione.
Non si oppone alla proposta dell’amica pur anticipando il disastro, perché lei non si oppone mai a niente, ma più o meno venti minuti dopo l’inizio del party è già riuscita a stracciarsi una spallina del vestito camminando sopra l’orlo dell’abito con i tacchi alti (sarà la prima ed ultima volta in cui non mette le Converse-amuleto) e corre in giro col reggiseno in bella vista; per di più, i suoi amici pensano che si sia ubriacata anche se non ha toccato un goccio. Elena corre a nascondersi nel guardaroba, dolce pudico bocciuolo di gelsomino, ma sbaglia porta e sbatte contro un tizio che non conosce e che la fissa incuriosito.
Perché è il guardaroba dei maschi.
Lui è bello come un divo, gentile, con occhi penetranti color del ghiaccio e, dato che è invitato al ricevimento, ricco da fare schifo. Affascinato dai piedi di ricotta di Elena e dall’ardore con cui questa donna povera è venuta a spiare i maschi che si cambiano, l’ultra miliardario decide di aiutarla. Non solo la salva a mezza caduta, acciuffandola al volo, ma si sfila il fermacravatta e dopo aver fatto un po’ di gesti con le mani e recitato delle paroline magiche sulla sua spallina stracciata, ne ha riconnesso i lembi con il fermacravatta ed una bella piega che fanno sembrare l’abito ancora più fancy.
«Ushi pushi pelushi!» Dice il miliardario per completare la magia (forse parafrasiamo un po’), ed Elena, con gli occhi a cuoricino, si sente percorrere da una scarica elettrica. Spoiler: Elena si sentirà percorsa da scariche elettriche con una frequenza allarmante accanto al suo affascinante salvatore, che chiameremo per questo motivo Pikachu.
Elena torna a casa presto, sentendosi tutta sottosopra. Vuole dimenticarsi del bel Pikachu, anzi, a dire il vero, le piacerebbe riuscire a dimenticarsi di tutte queste lunghissime ventiquattr’ore che sono state solo una serie di fallimenti inanellati.
Ma sembra che dimenticare non le sarà così facile: un paio di giorni dopo, mentre la sua migliore amica le occupa la casa a random, ad Elena viene recapitato un regalo inaspettato.
È una… «Fibidibula» la chiama la sua migliore amica, e qui non c’è parafrasi, stiamo riportando i fatti. In realtà è una fibula, una bellissima spilla d’oro decorativa che ornava le toghe in epoca romana, che lascia Elena senza fiato. Ma soprattutto, è un pretesto: Pikachu vuole rivederla per riavere indietro il suo fermacravatta e, chissà, conoscersi meglio...
Buuuh, volevamo la ship di VecchioXElena!
2. La copertina: Ce n’è una sola. Il convento passa questo: minestra o finestra.
Ce n’è una per questo libro e una, sempre la stessa, per tutti i libri seguenti di questa saga, di cui cambierà solo il colore e il numerino in alto, perciò è meglio rassegnarci subito.
Minestra. O. Finestra.

Monumenti, monumenti a caso!


La silhouette di una ragazza alla moda, che chiaramente non è Elena, viene sollevata dalla silhouette di un uomo alla moda, mentre minacciosi monumenti di New York si affollano sullo sfondo rosa. Siamo a New York, questo almeno l’hanno azzeccato, ma l’interazione tra le due personcine sembra lì soltanto per spoilerarti cose importanti della trama che ancora non hai letto e si risolveranno solo nei libri seguenti, perché a dire la verità non c’entra niente né con Elena, né con i suoi desideri, né col suo miliardario nel primo volume.

3. Cosa ci è piaciuto: Come dicevamo, è un libro che è riuscito a stupirci, perché abbiamo iniziato a leggerlo aspettandoci una cosetta ridicola e, invece, più si andava avanti più si è rivelato non essere affatto sgradevole. La scrittrice ha del potenziale: non è mai uscita dai binari con questo libro, ma da un’affermazione qui e una citazione lì si intuisce che è una persona creativa e che ha voglia di imparare e, in futuro, potrebbe fare ancora di più. Buona fortuna, Rose M. Becker!
Un’altra cosa che abbiamo apprezzato è che il “miliardario di Elena” è un bravo ragazzo, che si preoccupa delle emozioni di Elena e tiene conto delle sue passioni. È misterioso, tenebroso ogni tanto, ma non da’ quelle vibes da psicopatico criminale pronto ad accoltellare la protagonista ad ogni frase come ci è capitato di leggere per altri protagonisti maschili un po’ troppo spesso, anzi, sembra genuinamente buono.
La protagonista è piena zeppa di stranezze: compra foto di sconosciuti e inventa storie su chi siano, cosa facciano, e fa innamorare le foto tra loro, ha praticamente solo un paio di scarpe per uscire ed è una fissata dell’omeopatia che non sa tenere ordine nella borsetta neanche sotto minaccia. Però, anche se la fa sembrare fuori di melone, questo la caratterizza e la fa sembrare più vera, molto più di tutti gli altri personaggi.
*Spoiler*
Ci è piaciuta l’idea delle Secret Box e come sono state rivelate nella trama, che sono l’opera d’elezione creata dalla protagonista. Sono delle scatoline in cui si può sbirciare attraverso un “buco della serratura” finto o una fessura per vedere degli ambientini segreti creati al loro interno, uno diverso per ogni scatola, che possono essere delle stanzette in miniatura o altri tipi di ambienti. È una cosa nuova e che approfondisce un po’ la psicologia di Elena nella narrazione per una serie di motivi.
*Fine spoiler!*

4. Cosa non ci è piaciuto: Oltre alle Secret Box, citate dopo l’allerta spoiler, non c’è niente che risalti veramente nel libro. Durante tutta la lettura abbiamo avuto l’impressione di rileggere cose già lette e di sapere già l’andazzo della trama, e nulla ci ha contraddetti.
Personalmente, abbiamo trovato davvero difficile ricordare buona parte dei nomi dopo pochissimo che avevamo letto il libro perché non abbiamo trovato la scrittura dei personaggi particolarmente coinvolgente; la meglio tratteggiata è probabilmente Elena stessa, mentre tutti gli altri sono così poco unici che non sembrano persone vere: solo personaggi, fatti per essere bidimensionali e non lasciare Elena da sola troppo a lungo.
E se unisci questo al fatto che la signorina Lavigne rimarca possesso del suo miliardario già nel titolo, c’è poco spazio per i dubbi su come possa finire la storia, e noi non sentiamo il bisogno di continuare.
Tra le varie stranezze di Elena ce n’è una in particolare che ci ha reso difficile leggere il libro in santa pace, ovvero il modo in cui parla con sé stessa. Il modo in cui si viene bombardati dei suoi pensieri che commentano un po’ tutto, ma sono quasi ossessivi soprattutto nei primi capitoli, continua a distrarre il lettore dalla narrazione. È come avere una persona appoggiata alla spalla che ti parla mentre cerchi di seguire la storia senza poter fare nulla per farsi lasciare in pace.

Voto complessivo: 63 su 100. Complimenti libricino, ti sei classificato!

A chi lo consigliamo: È un libro breve e senza pretese, perfetto per una lettura sotto l’ombrellone o in un pomeriggio pigro. Lo consigliamo a chiunque voglia una lettura leggera e non impegnata, sia parlando di temi trattati che del poco tempo impiegato per leggere le sue settanta pagine, e che ami le storie d’amore.
Se leggete tutti gli Harmony che trovate sottomano, se siete sempre a caccia di storie romantiche su Wattpad e piattaforme colleghe, se tanto lo sapete già dalla pagina uno che Ciccillo e Cocò si amano alla follia e si sposeranno, ma è proprio questo che vi fa piacere il libro che state leggendo, allora questa lettura potrebbe davvero fare al caso vostro e farvi innamorare!
Anche a voi, persone avare, lo consigliamo anche a voi: è un libro gratis.

Dove potete comprare il libro?
Noi abbiamo potuto scaricare questo primo volume gratuitamente su Google Play, come già avevamo accennato nell’introduzione, ma vi basta fare una ricerca su Internet per trovarlo, in modo gratuito, praticamente su qualunque piattaforma che vi offra la possibilità di acquistare libri, come Kindle. Crediamo non ne esista una versiona cartacea, o perlomeno a noi non è mai capitato di incontrarla ad oggi.
Che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto, siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione!


P.S.: Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se sono gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto). Nota: un sacco di gente si limita a dirci il titolo del libro da recensire, o addirittura a scrivere un sacco di titoli in fila, e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo.
Per fare un esempio: "Hey, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate".
Vi aspettiamo ;)


martedì 19 marzo 2019

Scrivimi ancora - Cecelia Ahern

Deserto di Atacama, 19 Marzo 2019
Cari lettori,
qui le giornate scorrono veloci, e tra impegni, escursioni di piacere ed escursioni termiche è difficile fare tutto ciò che l'ispirazione ci detta. Eppure siamo eroicamente riusciti a destreggiarci e trovare il tempo di leggere qualcosa di nuovo, e a scrivere queste righe pensando a voi.
Senza ulteriore indugio, vi presentiamo dunque la recensione di una scrittrice che è già una nostra vecchia conoscenza dalla recensione del distopico Flawed, ma che qui si presenta con un tipo di romanzo ben diverso dal precedente: il romantico epistolare “Scrivimi ancora”. E via!

1. La trama
I protagonisti di Scrivimi ancora sono Alex e Rosie, due creature nate sotto il cielo d'Irlanda, che si conoscono da quando erano piccini picciò e non avevano idea di come mettere due lettere in fila. Eppure l'intero libro va avanti proprio così: a lettere, ma anche cartoline, e-mail, note sui post-it, messaggi virtuali e chat online di divorziati apparentemente felici ma in realtà piuttosto disperati.
Tutti gli eventi proposti al lettore vengono raccontati attraverso le interazioni scritte dai personaggi, senza alcun tipo di terza persona che racconti gli eventi da un punto di vista esterno (tranne per un paio di pagine, in una situazione particolare) e perciò iniziamo ad addentrarci nella storia, con delizioso realismo, con dei bigliettini scambiati durante le lezioni da due complici piccini di sette anni ciascuno.
Così, veniamo informati del fatto il cane Sandy puza.
Seguiamo la crescita dei due, che maturano pian piano ed imparano ad affrontare le tante, tantissime, più del normale, ebbasta dai, ma allora sei sadica Cecilia, difficoltà che la vita gli pone davanti.
Rosie è una ragazza incosciente, romantica ed ubriacona, amica inseparabile di Alex e ossessionata dagli alberghi, da cui ruba ogni cosa non sia saldata alle pareti (semicitazione) per portarla a casa in una sorta di idolatria invasata.
Alex è un ragazzo sarcastico ma simpatico, decisamente meno invasato di Rosie e suo migliore amico inseparabile, si diverte troppo a combinare marachelle con la sua amica e perciò non ha ancora avuto il buon senso di chiamarle un'esorcista, o quantomeno ad invitarla ad abbassarlo un po' quel gomito. In compenso, la accompagna a fare la lavanda gastrica: è un galantuomo.
I due inseguono i loro sogni con impegno arrivando a sfiorarli, ma dato che Rosie a quanto pare è figlia di un dio minore e dannatamente sadico (che potrebbe chiamarsi Cecilia Ahern, dicono fonti non confermate), più di un problema si metterà tra lei e la sua felicità, allontanandola dal suo sogno di lavorare in un albergo d'alta classe e anche dal suo migliore amico.
Alex e Rosie sono incapaci di accettare la distanza che li separa; riusciranno comunque a mantenersi in contatto proprio come facevano da bambini, scrivendosi le proprie giornate, mantenendo intatta un'amicizia salda e meravigliosa.
Avranno anche il coraggio di confessarsi i sentimenti complessi che li legano, oppure saranno separati ancora dalle diverse strade che imboccheranno nella loro vita, stavolta definitivamente?
Tra apparizioni fugaci di mirabolanti esemplari di “magho” alle feste dei più piccoli, sfortune che si susseguono carambolando e rovinando i piani di tutti i protagonisti, sorprese, equivoci e mogli e mariti davvero carogne, Scrivimi ancora fa interagire un microcosmo di personaggi tutti diversi, ed ogni messaggio spedito avrà le sue conseguenze...
Menzioni onorevoli ai seguenti personaggi:

- Ruby, irriverente migliore amica di Rosie. È l'amica che magari non tutti vorrebbero, ma di cui tutti avrebbero bisogno. Paragona la faccia del suo uomo ad un pomodoro e dice di volerla mordere.
- Gary, figlio di Ruby, brutto, apatico ed inutile per ammissione della madre, comunica a grugniti. Ritorna alla vita quando calza per la prima volta delle scarpe da ballo, svelando il genio che c'è in lui. Ora i suoi grugniti sono più ispirati e musicali.
- Il magho. Si arrabbia se i bambini svelano i suoi trucchi.
- Toby, piccolo futuro dentista. Ama osservare l'apparecchio della sua migliore amica per vedere cosa ha mangiato a pranzo e sfiora il nirvana quando osserva interventi odontoiatrici.
- Stephanie, sorella di Rosie. Quella che ha capito tutto sin dall'inizio. È l'unico personaggio che ha capito tutto della vita e quindi la vivrà dall'inizio alla fine del libro felicemente, senza drammi e a modo suo. Questo libro ha bisogno di Stephanie.

2. La copertina:
Come con tutti i libri della Ahern, anche Scrivimi ancora si presenta con una bella caterva di copertine diverse.
Dopo l'uscita del film (si, c'è un film. In inglese “Love, Rosie”, in italiano “#ScrivimiAncora”. Perché l'hashtag? Beh, il libro in inglese si chiamava “Where Rainbow Ends”, cioè “Dove finisce l'arcobaleno”. Ci è andata bene, i traduttori italiani sono capaci di cose molto peggiori) la copertina che va per la maggiore è quella di due tizi che non somigliano ai protagonisti descritti nel libro, che sorridono mentre un sole iper-luminoso appollaiato sul naso del ragazzo li illumina, idilliaco.


La copertine italiane più popolari prima dell'avvento della pellicola ispirata erano queste due, più semplici ma graziose:
È anche quella usata nella versione inglese. Il pendente a cuore non ha niente a che vedere con quello che c'è scritto nel libro, ma vabbé.
Notarsi che anche i soffioni non appaiono mai in tutto il libro, ma vabbé.

 
Dato che noi troviamo queste cose in una biblioteca semi-sconosciuta, che per entrarci devi parlare serpentese, ottenere il permesso d'accesso dai piccioni guardiani e poi aggirarti tra libri di autori locali o volumi di edizioni dubbie, ovviamente abbiamo letto questo libro con una copertina ancora diversa, edita dalla Mondolibri:


Qui possiamo ammirare una Rosie con le meche bionde ed un orecchino nel buco dell'orecchio (?) che annusa una lettera aromatica inviatale da Alex. Sa di accappatoio rubato, imbevuto di vodka. Il paradiso.
La parola “ancora” di “Scrivimi ancora” è sottolineata da uno sbaffo rosa e rabbioso. Devi scriverle ancora.
Tutto il resto è avvolto in un oblio blu.
E questa è la copertina più fedele al romanzo tra tutte.

3. Cosa ci è piaciuto:
Il cane che puza, il magho che si arrabbia e la signorina Nasona Alito Pesante Casey.
Ma parlando in modo più organico, la scrittrice ha saputo rendere una caratterizzazione distinta e interessante di ogni singolo personaggio, comprese le comparse ultra secondarie, solamente attraverso i dialoghi. Che non è facile!
Ha saputo scegliere e usare un modo diverso di “parlare” e scrivere per ognuno di loro, tanto che, dopo che si impara a conoscerli, sarebbero riconoscibili anche se non si firmassero.
Attraverso questa caratterizzazione ha saputo raccontarci una famiglia supportiva per la protagonista che l'ha sostenuta durante tutti questi momenti difficili, e le relazioni interpersonali che si instaurano tra le persone sanno di vero.

4. Cosa non ci è piaciuto:
Questo è uno di quei rari libri in cui non tutto è eccellente, ma nulla è insufficiente. Non ci sentiamo di puntare il dito verso nulla in particolare, non ci sono buchi di trama o errori di concetto, niente di particolarmente irritante o scorretto.
Comunque, proprio il suo non essere eccellente in diverse cose fa sì che non tutti i lettori se ne sentano presi: alcuni potrebbero trovare poco esaltante seguire la protagonista di disgrazia in disgrazia.

Voto complessivo: 71 su 100. Bravo libro bello, hai superato il test!

A chi lo consigliamo: A chi ama i libri realistici, ma molto realistici, perché non c'è alcun tipo di magia o spiritualità neanche accennata. A chi ama conoscere una gran varietà di personaggi diversi, con qualche spunto comico.
Non lo consigliamo agli amanti dell'avventura, perché nonostante i personaggi vivano diverse situazioni a volte anche movimentate, il fatto che si tratti di un romanzo epistolare nullifica le scene d'azione: come lettore puoi arrivare solo ad azione già conclusa.

Dove potete trovare il libro:
Nelle librerie, online e nelle biblioteche, anche quelle con i piccioni guardiani. Lo beccate QUI su Amazon e QUI in e-book su kobo books (vi ricordiamo che noi non ci guadagniamo niente a fare pubblicità a questi store, non abbiamo, almeno per ora, un programma di referral quindi potete comprarli da dove vi pare: questi link ci sono solo per comodità).
Se siete pigri e non volete leggere il libro, niente paura, vi ricordiamo che ci hanno fatto anche un film con un hashtag!

Che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto o siamo stati troppo indulgenti? Troppo cattivi? Fateci sapere, e alla prossima recensione!
Con un abbraccio spinoso, ma delicato,
I Cactus di Fuoco.


P.S. Suggeriteci libri da recensire che vi piacciono! (Meglio se sono gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto). Presto uscirà una recensione proprio di uno dei libri che siete stati voi a suggerirci!


martedì 21 agosto 2018

Curiosità su "L'Avvoltoio e la Farfalla" parte 1

E... Parliamo ancora de "L'Avvoltoio e la Farfalla".

Stamattina, in un negozio di giocattoli, abbiamo visto un pupazzetto tarocco (li sapete, no? Quelli che sono imitazioni scarse delle già scarse action figure della WWE) che era la copia sputata del nostro Adalrico "Avvoltoio" Merlo, ma con addosso la maschera... della Farfalla di Sangue!

Un esempio tipico di "giocattoli del wrestling tarocchi"



Purtroppo non lo abbiamo fotografato (a lato potete vedere due esempi di pupazzi sullo stesso genere, anche se quello che abbiamo visto era mooolto più bello e straordinariamente somigliante al nostro Adalrico...) e le ricerche incrociate su internet non hanno dato risultato, quindi non possiamo farvelo vedere, ma la sua provvidenziale presenza ci ha immediatamente ricordato che dovevamo dirvi qualcosina di più riguardo a "L'Avvoltoio e la Farfalla". Eccovi dunque alcune curiosità sparse che potrebbero interessarvi (o no):

  • Adalrico Merlo (L'Avvoltoio) e Rosa Falchi (La Farfalla di Sangue) hanno in comune cognomi che sono nomi di uccello... proprio come Belarda Cigna, cugina di Adalrico e protagonista di "Sunset - Belarda contro i vampiri". I cognomi che ricordano uccelli, in questa saga, contrassegnano i personaggi più importanti o addirittura i protagonisti, quindi occhio a scorgerli ;)
  • Il cognome di Andreas non viene rivelato volontariamente in questo libro: se fosse quello di un uccello significherebbe che ritornerà nel seguito, essendo un personaggio importante, altrimenti si tratterebbe solo di una "comparsa". 
  • Dalle nostre ricerche (che potrebbero però essere incomplete) è emerso che, se dovessimo vincere questo concorso, "L'Avvoltoio e la Farfalla" sarebbe il primo romanzo Harmony della storia a parlare di wrestling e addirittura ad averlo come elemento centrale. Fateci vincere!
  • Abbiamo scritto questo libro ascoltando in loop le canzoni in questa playlist di spotify dal titolo "L'Avvoltoio e la Farfalla" che contiene, fra le tante canzoni, "Vodoo Love" di Ermal Meta, "Kiss Me Licia" nella versione di Baby K e Cristina d'Avena e "Mi Fido di Te" di Jovanotti. Una playlist stramba.
  • Durante la scrittura del libro avevamo pensato di scrivere un nuovo capitolo della nostra guida "Come scrivere ogni cosa del mondo conosciuto, sconosciuto o inventato" dedicato ai romanzi rosa, ma non ne abbiamo avuto il tempo. Stiamo finendo in questi giorni quella parte della guida, che pertanto verrà pubblicata presto ;)
  • Qualcuno, recentemente, ci ha dato solo due stelline su cinque sul sito di Kobo (e niente recensione ad accompagnare questo giudizio, cattivoni!), ma abbiamo una mezza idea che si tratti di uno dei nostri avversari che cerca di screditare le altre opere in gara, visto che abbiamo avuto modo di vedere un mucchio di altre opere ricevere di recente le due stelline senza recensione. Ad ogni modo non ci preoccupa, è solo una curiosità come le altre ;)
  • Prima di scegliere il nome "Rosa", seguendo il trend di dare nomi strani e memorabili alle protagoniste dei romanzi rosa avevamo deciso di chiamare la nostra protagonista "Speranza" (come parodia delle solite Hope delle fanfiction), America o Adalrica. Alla fine abbiamo optato per un nome molto più comune in Sicilia e che non facesse sembrare sua madre ancora più pazza di quanto non fosse già. 
  • I dobermann marroni sono effettivamente molto più rari di quelli neri focati, ma poiché gli unici cani di cui Adalrico ha paura sono questi, abbiamo deciso che doveva essere il cane per Rosa! Purtroppo, per mancanza di tempo, non abbiamo potuto esplorare molto l'elemento comico collegato a questa scelta, ma nei prossimi libri ci sarà più spazio per Topino e il suo strano rapporto con Adalrico!
  • Inizialmente rimuginavamo sull'idea di far si che l'idolo della protagonista fosse Brock Lesnar (wrestler e lottatore dell'UFC) invece che Mohammad Alì/Cassius Clay, ma abbiamo deciso infine di darle un "personal jesus" nel mondo del pugilato perché la volevamo allontanare concettualmente dal mondo del vero wrestling professionistico per far si che non conoscesse Undertaker e creare così quelle scene in cui Adalrico la introduce al proprio idolo facendole vedere vecchi match. Questa poca conoscenza di Rosa del mondo della WWE e in generale del wrestling professionistico giocherà un ruolo importante anche nel seguito!
  • Era nelle nostre intenzioni, quando abbiamo iniziato a scrivere il romanzo, un finale completamente diverso! Ma non vi diciamo quale per evitare di farvi uno spoiler.
  • Nel capitolo completamente narrato dal padre di Adalrico, quello in cui vengono raccontati i fatti del passato legati alla sua gioventù e a come ha conosciuto sua moglie Gianna, le verità narrate sono tutt'altro che assolute: molti fatti importanti vengono volutamente nascosti dall'uomo, mentre altri dettagli sono proprio stati da lui dimenticati. Tenete a mente quel capitolo.
  • Belarda Cigna, la cugina di Adalrico, ha già incontrato Undertaker nella sua saga personale (e, forse, lo incontrerà di nuovo), ma Adalrico... beh, anche se è il più grande sogno della sua vita (ok, forse è il suo SECONDO sogno più grande) non lo incontrerà mai dal vivo. Quindi mettetevi il cuore in pace. E che se lo metta pure lui. 
  • La saga di Belarda (e quindi anche questo libro e l'intera saga di "L'Ombra di un Cappello", ovvero le avventure di Adalrico) non fanno parte del ciclo di storie del Cammino delle Leggende (ovvero quello a cui appartengono "L'Uomo dei Cimiteri", "Io sono il Drago", "Urban Legends" e quasi tutte le altre nostre storie), essendo ambientati in universi completamente separati. Tuttavia in "Sunset" sono apparsi personaggi del Cammino delle Leggende... come sia possibile, beh, ve lo spiegheremo un'altra volta.
  • Il titolo con cui avrebbe dovuto essere pubblicato questo libro, cambiato proprio all'ultimo secondo, era "Pane, sangue e cioccolato"
  •  

Oh beh, al prossimo capitolo con più curiosità su questo... coso... Harmony.  Nel frattempo leggetelo! Un saluto spinosino e delicato a tutti!

lunedì 13 agosto 2018

Un Harmony... che spacca forte?

Parliamo ancora de "L'Avvoltoio e la Farfalla".

Un Harmony, ragazzi. 
Avete presente che cosa sono? Quei romanzi con copertina rosate, melense, dai titoli ancora più melensi, che di quando in quando si trovano nelle librerie delle nonne/zie/cugine vecchie, quei cosi che nel 60% dei casi ti fanno urlare "ma che è sta roba smielata?" e che hanno trame riciclate all'inverosimile per cui se ne leggi uno è come se li aveste letti tutti. Ecco, ce li avete presenti.
Ah, gli Harmony. Ne abbiamo scritto uno.
Abbiamo scritto un romanzo rosa con il lieto fine. Non pensavamo che un giorno sarebbe potuta accadere una cosa del genere, dopotutto siamo scrittori di fantasy, di guerre, di umorismo e di fantascienza, non di "tizio ama tizia"... eppure questa cosa è successa.
In soli ventisei giorni ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo scritto un intero romanzo rosa, pur non avendo mai toccato prima d'ora questo genere. Il risultato non è malaccio... ma sta a voi decidere. E siamo quasi certi che i nostri fan saranno d'accordo con noi: non è il migliore dei nostri libri (sarebbe stato impossibile farne uno come Cactus comanda, seguendo le linee guida fornite dalla casa editrice), ma come romanzetto Harmony SPACCA FORTE. E merita la pubblicazione.
Noi ne siamo certi: vogliamo rivoluzionare il mondo dei romanzetti rosa da dentro. Sarebbe un modo figo di iniziare la scalata del mondo della letteratura, no? Quando un giorno saremo star extragalattiche della scrittura, la gente dirà "ma sapete come hanno iniziato? Eh, lo sapete? Con un semplice romanzo rosa, di quelli Harmony. Roba da matti. Ma loro erano pazzi abbastanza da scriverne uno ambientato in paesino della Sicilia e mettere come tema centrale il wrestling!".
I sogni devono essere grandi, ragazzi. Più grandi di noi. Devono quasi farci paura, altrimenti non sono grandi abbastanza! E il nostro sogno è diventare i migliori scrittori del mondo. Abbiamo ancora tanta strada davanti, tante storie non raccontate, tanti stili da provare, tante virgole da mettere ai posti giusti, tanta esperienza da fare.
Ma dobbiamo crederci. Perché se non ci crediamo noi, come possiamo pretendere che lo facciano gli altri?
E siccome ci crediamo, vi chiediamo supporto e sostegno. E vi regaliamo l'ennesimo libro... di solito ve li regaliamo pubblicati su wattpad (anche se non sono mancati, in passato, gli e-book gratuiti... trovate qualcosa di più sul nostro blog!), ma questa volta è un file e-pub scaricabile su Kobo.com (se non siete ancora iscritti, fatelo! Fanno un sacco di promozioni sugli e-book e noi compriamo i libri digitali quasi esclusivamente lì, per non parlare del fatto che hanno un'app di lettura comodissima su tablet!). Quindi andate su Kobo, cercate "L'Avvoltoio e la Farfalla" e scaricatelo!
Leggetevelo (è veloce, leggero e in alcuni tratti davvero divertente! Perfetto come lettura da spiaggia. E poi speriamo che il nostro romanticismo sia all'altezza ;)) e, solo se vi è piaciuto e se volete aiutarci (lungi da noi chiedere voti immeritati! Non siamo quel tipo di persone.) recensiteci sul sito.
I libri che si classificheranno meglio entro Settembre saranno infine giudicati da una giuria! E almeno fino a quel punto ci vogliamo arrivare, no? NO?
*Sussurrando* E poi... e poi se questo libro diventasse il primo di una serie, visto che il potenziale ce l'ha, potremmo pubblicare anche le avventure di Belarda Cigna, visto che il protagonista di questo romanzetto è suo cugino... 
Fra l'altro ci siamo impegnati per disegnare pure una copertina (che su Kobo non abbiamo potuto usare, perchè doveva essere standard, uguale per tutti) che richiamasse le melensità del genere e contemporaneamente parlasse della storia:
Ma avete visto che bel musone di dobermann in primo piano? Eh? EH? Non vi viene voglia di leggere questa storia solo per conoscere quel cagnolone, per sapere come si chiama, che cosa c'entra con il wrestling (e con le storie d'amore)? EH? Come dit...
Ma avete visto che bel musone di dobermann in primo piano? Eh? EH? Non vi viene voglia di leggere questa storia solo per conoscere quel cagnolone, per sapere come si chiama, che cosa c'entra con il wrestling (e con le storie d'amore)? EH? Come dite? È adorabile ma non è così strano, quando invece sono strani i poster sullo sfondo? Sarà...

"Keep calm and love the Undertaker"

Oh beh, al prossimo capitolo con più curiosità su questo... coso... Harmony.  Nel frattempo leggetelo! Un saluto spinosino e delicato a tutti!

mercoledì 31 maggio 2017

Recensione - La libreria degli amori inattesi

Dopo un mega-stop causa "troppo-lavoro-da-fare" continua la rubrica delle recensioni! Veramente avremmo dell'altro lavoro da fare, ma è bene distrarsi un attimino scrivendo qualcosa di divertente.
Il libro che recensiamo oggi è "La libreria degli amori inattesi", di Lucy Dillon. Si, signore e signori, dopo esserci catapultati nel romanzo distopico con Flawed, la nostra ultima lettura è un romanzo rosa.
No, signore e signori, non è banale, non è brutto e ce lo siamo goduti.
1. La trama: Per una volta non siamo in America, ma siamo in Inghilterra e si sente! Le nostre protagoniste sono due amiche, Anna e Michelle, due donne intelligenti, sveglie e molto diverse tra loro: Anna è una mamma dentro, ama la sua famiglia (è sposata con un uomo che ha avuto tre figlie dal suo matrimonio precedente) e le piacciono i libri e gli animali, Michelle invece è una sorta di genio del commercio, appassionata di arredamento e con un eccellente gusto estetico, ma che praticamente non tocca un libro e non vuole alcun animale in casa, nonostante sin da subito è chiaro che ci sa fare con le bestiole.
Michelle incontra Anna quando si trasferisce in questo paese sperduto inglese, Longhampton mi pare, e apre un negozio di articoli per la casa al posto di una vecchia pescheria; le due si incroceranno in un locale pet-friendly, dove Anna ha portato il suo cane (o meglio, quello della sua famiglia, e c'è una piccola differenza che vedremo dopo) Pongo, un dalmata che come tutti i dalmata è agitato e giocherellone.  
Qui le nostre protagoniste iniziano a conversare e, dopo un non indifferente salto temporale, le troviamo ancora amiche a condurre la loro vita.
Michelle vive con le sue tre figliastre, suo marito Phil e il cane, appunto Pongo, che faceva parte di quella famiglia da prima di lei. Michelle ha ottimi profitti, il suo negozio va alla grande, e quando la nostra spigliata eroina scopre che il negozio di libri di fronte al suo negozio di "chincaglierie" per la casa sta per chiudere, perché il proprietario è troppo anziano per mantenerlo aperto, pensa bene di affittare o acquistare quel locale per espandersi... ma il precedente proprietario fissa una condizione: per almeno un anno, il negozio di libri dovrà continuare a vendere libri, non potrà essere trasformato in un altro spaccio di articoli regalo e per la casa!
Così Michelle, dopo varie peripezie che non vi svelo perché, beh, spoiler, decide di accettare l'accordo e di nominare Anna, che ha un amore viscerale per i libri, direttrice della libreria, che verrà rinnovata!
Evviva, urrà urrà... ma i cani?
In realtà i cani, oltre a Pongo, ci sono, ma non è che hanno questa gran parte... soprattutto perché il cane più importante per la trama, Tavish, è un cane vecchissimo che fa davvero poco a parte starsene raggomitolato sotto il bancone della libreria, ma che comunque è assolutamente adorabile!
Quindi abbiamo Anna a capo della libreria e Michelle che sta realizzando il suo sogno di mettere le grinfie su un secondo locale per allargare la sua già fruttuosa attività, non è tutto perfetto? Eh no, perché le nostre due protagoniste stanno ancora combattendo: Michelle è in fuga dal suo appiccicoso, viscido ex che sembra desiderare a tutti i costi tornare con lei, appoggiato tra l'altro dalla sua famiglia, mentre Anna desidera avere un figlio tutto suo con Phil, che non sembra essere affatto pronto ad esaudire questo suo desiderio, il tutto contornato dalle vicende tragicomiche delle tre figliastre (di cui una desidera diventare una pop-star insieme al suo gruppo femminile, le Apricotz).
Ho del tutto dimenticato di menzionare il mio personaggio preferito, come è possibile? Rory, è scozzese ed è l'avvocato del signor Quentin, il vecchio proprietario della libreria, che dunque si occupa di tutte le scartoffie e degli accordi con i potenziali acquirenti del locale, ed è così che nasce una strana amicizia fra lui e Michelle, con tanto di cane (Tavish) condiviso. Lui è... lo so che non fa parte della trama, ma devo dirlo... fantastico. Mi piace cento volte di più di tutti quei ragazzini fighi dei libri young adult, è virile nel vero senso della parola, solido e gentile, forte, ed è anche un gran lettore. E ama i cani. E non vi spoilero niente, ma ad un certo punto... fa qualcosa che mi commuove assolutamente.
Levateve Edward Cullen e Hardin, l'uomo perfetto è un avvocato scozzese che ama i cani. E che non torcerebbe mai un solo capello ad una donna.
E sapete cosa è ancora più bello? Che in questo libro l'uomo, sebbene fantastico, non è la cosa su cui si impernia la trama, no! Sono le difficoltà di queste due donne, Anna e Michelle, che fa progredire la storia, e il loro modo di affrontarle che la rende fantastica.

2. La copertina: Accipicchia, ho acquistato questo libro per la copertina! Pensavo fosse un libro di cani. Per fortuna che l'ho pensato, perché è una lettura che vale la pena, nonostante non parli di cani. Però è fuorviante, troppo fuorviante, soprattutto con quella frase lì, quel
"Tienimi con te.
Solo io ti posso aiutare.
Scalderò il tuo cuore."

Che mi dava un'idea COMPLETAMENTE diversa di qual'era il tenore di questa storia. E invece niente, non è incentrata sul cane.
Tra l'altro il cucciolotto adorabile in copertina è uno yorkshire terrier (o un incrocio di yorkshire) mentre Tavish, il cane del bibliotecario (e di Michelle e di Rory) è uno scottish terrier, ovvero questo cane qui:

Per giunta è anziano. Quindi buuuh! Copertina, sei una mentitrice! Però sei così carina che ti perdono, dai.

3. Cosa mi è piaciuto: Tantissime cose! I personaggi sono molto vividi e ben caratterizzati, ad esempio. Una delle cose carinissime e originali era che i capitoli si aprivano con una breve recensione di libri fatta ogni volta da un personaggio diverso e che in qualche modo anticipavano quello che sarebbe successo nel capitolo senza però spoilerarlo! Mi è piaciuto che gli ambienti si descrivessero e che per una volta dire "la protagonista aveva un ottimo senso estetico" non si traducesse in vane parole, ma in una casa descritta così bene, seppure senza essere pesante, che mi sembrava di poterla vedere in fotografia.
Mi è piaciuto il modo in cui hanno parlato dell'amore, senza farlo sembrare banale e senza farlo sembrare ritrito, ma senza neppure dargli un'aura mistica. L'amore è l'amore. Ed è una cosa semplice e complicata insieme, ma che deve fluire da sé, senza strutture che lo blocchino.
Altro punto a favore del libro? Parlano tantissimo di letteratura per ragazzi! No, sul serio, i protagonisti hanno delle vere conversazioni su libri come Anna dai Capelli Rossi o Piccole Donne. Una perla.
E il tutto, l'intera trama, è una realisticissima avventura di tutti i giorni, ogni passo una piccola sfida, capace di farti sentire triste o felice per la sorte dei personaggi.
Mi ripropongo di leggere più libri di Lucy Dillon.

4. Cosa non mi è piaciuto: La mancanza di più cani. Sul serio, questo romanzo avrebbe sfiorato la perfezione del genere rosa se solo ci fossero stati davvero più cani. Inoltre mi sarebbe piaciuto se avessero parlato anche di qualche romanzo più recente... in realtà si accennano sia Harry Potter che Twilight, ma molto brevemente (e fra l'altro Edward Cullen viene glorificato come sorta di gran fidanzato perfetto... nello stesso universo in cui esiste Rory? NO WAY! XD)... però questa è una cosa mia, è perfettamente naturale che personaggi adulti parlino di vecchi libri, non posso assolutamente pretendere che parlino di tutta la letteratura in circolazione.
Ah, e poi non mi è piaciuto Phil, il marito di Anna. È... poco comunicativo e molto "uomo" nel senso di stereotipo del marito, che non capisce quanto Anna faccia per la casa. È un bravo ragazzo, ma anche uno dei personaggi che ho amato di meno. Ok, non l'ho amato affatto, contenti? Contenti. Magari è anche colpa dell'empatia folle che provavo per Anna, ma in alcuni punti ero proprio arrabbiata con Phil. 
E poi il finale. Si conclude in maniera un pò... mozza. Avrei voluto vedere come andavano le cose dopo i gesti che le hanno "aggiustate", dopo quegli attimi strappalacrime che sono il culmine del libro... volevo vedere le vite delle protagoniste, anche se solo per qualche pagina, felici e realizzate, ma purtroppo, ahimé, non mi è stato concesso. *lacrimuccia solitaria scende lungo la guancia*

Voto complessivo: 78 su 100. Complimenti, hai ottimamente passato il test! E questo è anche il voto più alto che possa immaginare per un romanzo rosa. Fino ad oggi, poi... si vedrà.
 (Sto iniziando a pensare che un giorno o l'altro dovrei recensire Twilight... il punto "cosa non mi è piaciuto" sarebbe lungo due pagine, però almeno potrei finalmente dare ad un romanzo un voto sotto il 50).

A chi lo consiglio? Stavolta non dico "un po' a tutti" perché non è un libro per tutti, è un bel romanzo rosa, con una storia molto armoniosa, ma è appunto per appassionati di libri rosa. Non escludo che chiunque possa apprezzarlo, ma se vi piace l'azione potreste desiderare di riempire il vostro tempo con ben altre letture ;)

 Dove potete comprare il libro? Beh, innanzitutto potete acquistarlo nelle librerie (e ha una copertina così pucciosa che potreste desiderare di esporla), ma se volete una copia ebook io ho acquistato la mia QUI sulla piattaforma Kobo. Lo potete comprare anche su amazon QUI (e c'è anche la versione cartacea, yuppy yay!)

Fateci sapere che cosa ne pensate del libro! Siete d'accordo con noi su tutto o siamo stati troppo indulgenti? E alla prossima recensione!
Ps. Suggeriteci libri da recensire che vi piacciono! (Meglio se sono gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto).


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