domenica 17 maggio 2015

Una zecca per nemico (o forse tre?)


L'altroieri siamo andati di nuovo ad asparagi con Mastro Nino. E fin qui, tutto bene: prendiamo il triplo (o il quadruplo) degli asparagi rispetto all'altra volta. Ma succede anche un fattaccio...
Me ne accorgo ieri sotto la doccia: tre minuscole zecche attaccate alla mia gamba sinistra. So esattamente dove le ho prese: ho fatto le svolte ai pantaloni troppo alte mentre correvo fra i cespugli di pungitopo, al punto tale che a volte mi graffiavano le caviglie! Ah, incauta me! Le zecche stanno lì, nel sottobosco, fra i cespugli bassi, e si attaccano ai mammiferi che passano. E chi passava di lì, con le caviglie scoperte, pronte pronte per essere risalite da brutti acari succhiasangue? Io. Ovviamente.
Comunque, senza andare nel panico, prima le bagno con del dentifricio, anche per ammorbidire la pelle intorno, poi le afferrò con la pinzetta proprio rase alla mia pelle, dalla testa, e trac! Le levo via. Fin qui tutto ok.
Poi, però, mi chiedo quali siano i rischi e cerco su internet... oddio, i rischi non sono altissimissimi, ma ci sono. All'inizio tutto ok, dice di andare dal medico solo se la zona si arrossa e si mostrano segni di un'infezione. Poi parlo così, casualmente, delle zecche a mio padre e lui mi dice che ne è terrorizzato, che suo zio è andato in ospedale per un morso, eccetera eccetera... vado in paranoia. Non riesco a finire il panino tanta è l'ansia di aver preso un morbo, non tanto per il morbo in sé quanto per la terapia antibiotica che mi rovinerebbe la flora intestinale (la mia paura delle paure, perchè ho passato il peggior periodo della mia vita con la flora intestinale che non funzionava, ad avere allucinazioni la notte e non riuscire a mangiare niente).
Per fortuna riesco a dormire tranquillamente quasi tutta la notte, così poi sono riposata.
L'indomani (cioè oggi) andiamo ad una mostra canina a varapodio (oh, yes, e mio padre sembra anche molto ben disposto a prendere un rottweiler al canile, ma per sicurezza parliamo del temperamento di ogni razza di cane presente con i proprietari). Torniamo a casa, pasta col sugo, riesco a mangiare abbastanza tranquillamente tutto, ma... ma ho ancora un po' di paura.
Un toccolino minuscolo di paura.
Ogni secondo mi dico che dovrei dirlo a mio padre, ma poi ci ripenso perchè so che lui farebbe così tante storie da mettermi su un'ansia terribile e se divento ansiosa è lo stomaco a rimetterci.
Voglio solo andare tranquilla... più il tempo passa, meno penso a quelle cosettine con le gambettine attaccate al mio polpaccio (anche grazie alla mia cura immediata a base di menta, che è abbastanza calmante, e io ne ho bisogno). Comunque le ho levate in fretta ed erano anche molto piccole, speriamo che non fossero infette o che comunque il mio sistema immunitario sia robusto abbastanza... perchè non ho proprio voglia di passare un solo altro periodo di malattia ansiogeno nella mia vita. Un raffreddore lo posso sopportare, il morbo di Lyme no.
Auguratemi buona fortuna, allora, e speriamo che quelle zecchettine (oh, come possono animali così piccoli essere così schifosamente distruttivi?) non abbiamo fatto nessun danno. Nel frattempo, io, le ho affogate. Così imparano, ecco.
Intanto, se sopravvivo a questa cosa (e sopravviverò, questa è certo) avrò un'esperienza in più da raccontare: una volta fui morsa non da una, ma da tre zecche dei boschi!
Ah, e mancano solo diciotto giorni alla terza stagione di Hannibal. Questo andava detto, come bella notizia, no?

martedì 12 maggio 2015

Warg


[Avvertenza: Questo contenuto riguarda solo una linea temporale alternativa rispetto ai fatti normalmente narrati nel Cammino delle Leggende]

WARG
Scritto da Sarah Darkness con la collaborazione di Elisabetta Palmeri
Illustrazioni di Elisabetta Palmeri 

Origine
L’origine di questa relativamente giovane razza è da ricondursi alle difficili condizioni in cui versò il nostro pianeta in seguito alla tragedia della Guerra Atomica.
L’inaridirsi della terra e la mancanza di cibo ed acqua potabile costrinse tutte le specie ad uscire allo scoperto per avere una, seppur flebile, speranza di sopravvivenza. Elfi, Vampiri, Mannari ed ogni tipo di creatura creduta sino a quel momento leggenda, comparvero per reclamare il loro posto nel mondo, sebbene fossero in netta minoranza e le armi dell’uomo estremamente evolute.
Braccati e rifiutati dall’umanità, essi si ritirarono in luoghi isolati per istituire degli insediamenti e, in quel periodo, le varie razze di lupi, licantropi e mannari furono costrette a unirsi in branchi misti per favorire il proseguimento della specie, seppur con gravi difficoltà dovute alla contaminazione dei loro corpi a causa delle radiazioni.
Sicuri del potere delle loro armi, gli umani li perseguitarono senza distinzione, costringendo molti di questi insediamenti ad infettare volontariamente i nemici per minarli dall’interno e a coalizzarsi per accrescere di numero e forza: non tutte le alleanze furono pacifiche, ma da alcune di queste unioni nacquero degli ibridi singolari, eredi di una moltitudine di razze che sarebbero stati i capostipiti dei futuri Warg.

Progenie dell’Oscurità
La discendenza conclamata dei lupi, dei licantropi e dei mannari adottò ufficialmente il nome di Lycaon tra la loro gente, mentre gli umani continuarono ad indicarli semplicemente con il termine di “mannari”. Questo nome venne utilizzato finché non iniziarono ad accoppiarsi regolarmente con altre razze, intaccando definitivamente la purezza dei loro geni: dapprima si unirono a razze benevole (come ad esempio gli Elfi, cacciati come merce di scambio estremamente preziosa), poi si avvicinarono alle loro controparti (Vampiri, Orchi e, infine, Spiriti Maligni) mescolando le loro maledizioni.
Il susseguirsi di queste unioni spinse la loro progenie a rafforzare indissolubilmente il loro legame con la natura, corrompendolo in seguito con un legame egualmente forte nei confronti dell’oscurità.
Di tutte le razze dei mannari, quelle che riuscirono a sopravvivere alla Terza Era furono la stirpe dei lupi e quella dei gatti. Tuttavia la loro evoluzione seguì vie differenti…
La prima si evolvette tramite accoppiamenti, trasmettendo e rendendo stabili le nuove caratteristiche acquisite di generazione in generazione. La seconda, che non aveva mai apprezzato la forma umana, perse totalmente la capacità di mutare, acquisendo nuove caratteristiche tramite il nutrimento ottenuto a discapito delle altre razze.
Le due stirpi della razza Warg si stabilizzarono definitivamente verso la seconda metà della Quarta Era, venendo associate per la loro brutalità alle figure dei demoni.

Aspetto
Le caratteristiche che accomunano le due stirpi, oltre quella di mantenere prevalentemente l’aspetto animale (preferito anche dai lupi), sono i caratteristici occhi gialli screziati di rosso che permettono, assieme alle notevoli dimensioni massicce, di non confonderli con i normali lupi o gatti selvatici. Un giovane Warg lupoide in media è ben più grande di un grizzly e un Warg felino è più grande di un qualsiasi gatto selvatico!
Gli adulti sono praticamente enormi, avendo come taglia massima dimensioni tre volte superiori a quelle di un orso. Gli Alpha e alcuni beta,
poi, sono particolarmente pesanti, arrivando a sfiorare gli ottocento chili, con un petto imponente e una muscolatura così massiccia da ricordare quella di un pit bull.
Entrambe le specie di Warg, poi, possono godere di ogni tipo di manto, che sia dorato, rossiccio o bruno e il loro pelo è solitamente lungo, molto folto ed ispido, ma può essere ondulato e persino riccio.
Quando adottano il loro aspetto umano (per quanto riguarda i lupi) mantengono i loro occhi, le loro orecchie, dei canini massicci e sviluppati, artigli e coda e, per questo, non possono più confondersi con gli umani come facevano i loro progenitori.


Comportamento
I Warg sono una razza estremamente violenta e sadica, dedita a risolvere ogni tipo di disputa con la brutale forza fisica per far valere la propria ragione e rimettere al loro posto i più deboli. Spesso e volentieri passano le giornate combattendo, per affinare le loro tecniche e dar sfogo così alla loro grande energia.
Il maschio e la femmina Alpha devono essere abbastanza forti, saggi ed autoritari per tenere sotto controllo tutti gli spiriti combattivi del loro numeroso branco e non è raro che i membri più instabili cerchino di spodestarli. Questo tipo di situazione può essere risolto soltanto drasticamente e cioè con la morte di uno dei due avversarsi, poiché è impossibile che un Alpha lasci correre un affronto simile.
Sono inoltre creature principalmente notturne, fase della giornata che dedicano ad una caccia sfrenata per portare cibo all’intero branco; nelle ore diurne dormono, sorvegliano i cuccioli e giocano con e tra di loro nella zona comune (detta Arena) per integrarli nella vita da branco, la cui educazione principale però è esclusivamente data dai genitori.
Nonostante i giovani passino molto tempo insieme nelle zone comuni, il branco non vive nella stessa grotta ed ogni coppia (i cui compagni sono per la vita) può decidere se avere cuccioli o no. Spesso, come nei comuni lupi, la scelta è correlata con la quantità di cibo a disposizione per il branco.

Nascita e Crescita
Che nascano da una coppia di Warg puri o che uno dei genitori (solitamente la madre) sia un Infetto, i Warg neonati nascono sempre in forma lupus e la loro crescita sarà lenta come quella umana; nonostante la taglia enorme degli adulti, i cuccioli neonati pesano in media da cinquecento a settecento grammi, con picchi estremi di un chilo per alcuni parti gemellari (con soli due gemelli) o unici.
Dopo pochi mesi, al latte materno viene unita una dieta il sangue e successivamente la carne, a cui si aggiungono le prede catturate durante i loro giochi, inizialmente piccoli rettili come le lucertole oppure topolini. Non sono una razza schizzinosa e il loro organismo è capace di contrastare quasi tutti i veleni naturali e di digerire qualsiasi cosa.
Similmente agli umani, le femmine di Warg avranno il loro menarca (primo ciclo mestruale) per la prima volta tra gli 11 e i 13 anni e maschi raggiungeranno la maturità sessuale tra i 12 e i 15. Da adulti potrebbero voler lasciare il branco o formarne uno proprio, ma solitamente rimangono fedeli a quello in cui sono cresciuti.
Se i cuccioli nascono troppo deboli o problematici, vengono eliminati dal padre.
In media un Warg non vive più di cinque secoli.

Morso
Il morso di un Warg è infetto esattamente come quello dei suoi progenitori, ma i loro attacchi sono così mirati e violenti che della vittima non rimane mai nulla per poter anche solo sperare di assistere ad un’eventuale trasformazione. Se un Warg attacca è per uccidere. E ci riuscirà.
Tuttavia, ci sono dei casi più unici che rari di esseri umani che sono stati obbligati a vivere a strettissimo contatto con dei Warg e lentamente, sottoposti a lenta infezione, si sono evoluti al loro aspetto umano, non riuscendo però ad andare oltre ed ottenere l’aspetto animale.


Habitat
I Warg sono una razza caparbia adatta a vivere in luoghi solitamente inospitali. Sebbene vi siano delle colonie anche nei territori più caldi dell’attuale Continente Occidentale, l’alta concentrazione della specie si trova nei paesi nordici; più precisamente tra il confine del Dominio di Odette e il Regno di Vidherfrost.
Della zona in cui risiedono, prediligono i luoghi più bui, selvaggi ed isolati in modo che vi possano crescere indisturbati i loro cuccioli, tenendoli lontani da influenze esterne.
Il territorio di ogni branco poi, è molto ampio e ben distanziato dagli altri.

Comunicazione
I Warg passano quasi tutta la loro vita in forma lupo e comunicano spesso con il linguaggio del corpo e attraverso suoni, ma dotati di un’intelligenza più complessa rispetto a quella di un classico lupo e di alcuni poteri sovrannaturali, comunicheranno tra di loro utilizzando anche la lingua umana.

Vita Sociale e Corteggiamento
Comandati da una coppia Alfa, con ciascuno dei due partner che si occuperà dei membri dello stesso sesso, un branco di Warg può contare circa cinquanta membri, tra adulti, anziani e cuccioli.
Il corteggiamento nella loro razza è un rituale molto lungo ed estremamente importante: è durante questa fase, solitamente in primavera, che si designano i compagni che rimarranno tali per tutta la vita. Le nuove coppie si sceglieranno rispettando la gerarchia del branco.
Sebbene sia importante l’aspetto fisico di ogni membro, questo rimane un valore nettamente secondario nella scelta del proprio compagno. Nell’età adulta, quando i membri più giovani entrano vivamente nella caccia finalizzata alla collettività del branco, cominciano le prime mire sui compagni dell’altro sesso con cui cercheranno di sviluppare una maggiore sintonia durante le battute di caccia.
È verso la primavera, tuttavia, che il corteggiamento ha inizio e i maschi mostrano alle femmine la loro forza e capacità di proteggerle e di assicurare loro costante cibo. Quest’ultime, nel frattempo, mostrano ai maschi di loro gradimento le loro doti di cacciatrici.
Tutto ciò dà adito a scontri particolarmente violenti, ma quando le coppie si stabiliscono e si accettano, i due individui iniziano la lenta strada che li porterà a sviluppare un legame indissolubile e una sintonia nella caccia ineguagliabile.

Ossessioni
I Warg sono famosi per le loro ossessioni che possono variare estremamente di caso in caso. Possono essere ossessionati dalle lucciole come dai gomitoli di lana, le palline, i libri, la magia oppure da un certo tipo di prede. Si crede sia un tratto legato alla loro follia, poiché sono ossessioni ingestibili e che scatenano reazioni particolarmente violente.
A volte creano disagi nel branco, ma la soluzione è rapida. Un esempio ne è l’uccisione commessa dall’Alpha Hakon nei confronti di suo cugino, che aveva mire malsane nei confronti di un’umana loro alleata.

Hakon, il Re dei Warg e il suo erede
Hakon fu un maschio Alpha originario del Dominio di Odette, famoso per aver riunito tutti i branchi del Nord sotto il suo comando dopo aver eliminato tutte le coppie Alpha. Terrorizzò sia umani, che non umani e tutti i suoi simili di ogni zona del mondo. Nel giro di un decennio, il suo nome fu sulla bocca di tutti e, dopo un secolo di orrore, disperato, uno dei villaggi rimasti isolati per via delle sue irruzioni cercò di contrattare la sua salvezza in cambio di… qualsiasi cosa. Il Warg scelse una compagna da istruire, una compagna umana e dalla loro unione nacquero cinque cuccioli: due maschi e tre femmine. Successivamente, con orrore del mondo intero, ne diedero alla luce degli altri.
Hakon fu il primo Warg a cercare di riunire tutta la sua razza in un unico enorme branco, ma la sua opera rimase incompiuta dopo che strinse dei patti con la famiglia Chant per il bene dello sviluppo del Continente Occidentale e per la nascita di Artesya, la sua gloriosa capitale.
Con la morte della sua famiglia e di egli stesso per mano dei Distruttori di Artesya, ci pensò suo figlio a continuare la sua opera.
Demetrius, il nuovo Re dei Warg, costrinse con una violenza inaudita tutti i suoi simili a sottostare al suo volere, massacrando coloro che gli si opposero e sistemando i suoi futuri nipoti a capo dei vari branchi che si instaurarono lentamente sotto il suo dominio.
Come suo padre, andò contro alle regole del branco e si proclamò con la forza l’Alpha supremo dei Warg, delegando ai suoi familiari il compito di guidare le mute formatesi.
Crescendo Demetrius sviluppò poteri demoniaci così devastanti che nemmeno molti dei più potenti incantatori avrebbero potuto competervi, rendendolo di fatto estremamente più forte di suo padre. Per le sue doti innaturali, la sua longevità e le dimensioni decisamente più grandi di un qualsiasi Warg, spesso viene rifiutato e visto come una minaccia dai suoi sottoposti.
Strettamente legato alla famiglia Chant, Demetrius viaggia continuamente per le aree di confine dei vari regni, imponendosi sui suoi simili che a volte, non riconoscendo in lui i tratti di un buon Alpha, lo affrontano perendo miseramente. Nondimeno, oltre a rimetterli al loro posto (spesso in maniere drastiche), Demetrius li protegge indistintamente ed ha abolito l’uccisione dei cuccioli e degli individui più deboli del branco.
Appena nato, suo padre lo ritenne troppo debole per poter sopravvivere: riteneva che dovessero occuparsi solo dei cuccioli più meritevoli e in salute. Rowena, però, lo convinse a lasciarlo vivere e, crescendo, Demetrius divenne il più forte dei suoi figli. Ma sempre e comunque un elemento di disturbo e pericolo per il branco intero. Sua madre fu costretta ad affidarlo alla prima occasione agli Chant, prima che suo marito decidesse di ucciderlo.

lunedì 11 maggio 2015

Una bella giornata


Hello, hello, hello!
Stamattina abbiamo fatto una cosa bella e... golosa: siamo andati alla ricerca di asparagi in montagna. Non l'asparago classico, ovviamente, ma l'asparago di pungitopo, dal sapore leggeremente più aromatico, con un vivo retrogusto di liquirizia.
Ci siamo andati, provvidenzialmente, con il padrone del terreno in cui coltiviamo (si, la terra dell'orto non è nostra, ma non paghiamo l'affitto, siamo amici e gli permettiamo di raccogliere tutto ciò che vuole), Mastro Nino, un ometto simpaticissimo dai capelli bianchi come neve, gran lavoratore e, a suo modo, saggio.
Come dicevo, siamo andati con lui a raccogliere asparagi (buonissimi anche da crudi): a lui un cestino, a noi (me e il mio splendido padre) un sacchetto.
Poichè non mi arrendo, per quanto riguarda la famosa storia del cane, torno gentilmente all'attacco chiedendo al padrone del nostro terreno se possiamo tenere un cane e lui risponde, testualmente “Ci potete fare quello che volete, lì dentro”. Poi si offre di aiutarci a costruire cuccia e recinto (dicendoci anche dove trovare la lamiera coibentata per il tettuccio”. Niente più scuse e mio padre cede: dice di si. Oh, lo sapevo che avrei vinto! E grazie mille, grazie Mastro Nino, per averci insegnato dove stanno gli asparagi buoni e per aver supportato la mia crociata pro-cane. Inizia la caccia al cane perfetto, che ovviamente ci prenderà moltissimo tempo, ma va fatta meticolosamente.
Il diciassette, di domenica, ci sarà una mostra canina e se siamo fortunati incontreremo qualche volontario del canile (di Reggio, perchè quello di Oppido è un canile-lager e neanche fa adottare) e inizieremo a chiedere informazioni.
Mio padre è completamente d'accordo per il cane di taglia grossa. Magari realizzerò pure il mio sogno: un rottweiler. Beh, un simil-rottweiler, perchè sarà meticcio, visto che abbiamo optato per il salvataggio di un cane dal canile, magari adulto, perchè chissenefrega di spendere un migliaio di euro in un cucciolo di razza se tanto il cane lo vogliamo solo perchè faccia il cane? A noi basta che abbai per fare la guardia, sia buono per giocare con noi, ci accompagni nelle nostre infinitissime passeggiate in campagna, in montagna e pure in paese e che dunque sia educabile a camminare al guinzaglio (sennò un rottweiler in paese, senza guinzaglio, fa scappare tutti senza ritegno).
Proprio ora, con papà, stiamo cercando un buon canile... forse ce n'è uno a Rizziconi e lo andremo a visitare al più presto. Ma guarda! A Taurianova c'è un canile comunale, “Happy Dog”. Ecco la nostra prossima tappa, anche perchè i review da parte di chi c'è stato sono ottimi e nelle foto del canile (yummi!) vedo proprio un incrocio rottweiler! Fate che sia lì, fate che sia lì, fate che sia ancora lì... maschio o femmina non mi interessa, è un rottie. Punto. Un rottie!
Papà, che prima si dimostrava ritroso nel parlare apertamente di cani, ora sta disquisendo con noi di razze e di temperamenti: un ottimo segno. Mi ha chiesto di segnarmi gli orari di visita di tutti i canili (non ho trovato ancora l'orario dell'happy dog di Taurianova, però, che è quello verso cui ci stiamo orientando di più) ed è chiaro che è il primo che non sta più nella pella, una volta eliminato ogni ostacolo, all'idea di prendere un cane.
Perchè ora ho capito, si, perchè prima accampava scuse ed era titubante: era il primo a volere un cane, ma non voleva deludere gli altri né sé stesso, dunque, prima di poterne parlare apertamente, ha preferito spianare tutti i problemi. E problemi non ce ne sono, dunque via alla ricerca del cane con l'aspetto più grosso e cattivo, quello che nessuno vorrebbe e quello che vogliamo noi.
Comunque, poi siamo usciti di nuovo, per comprare un paio di sandali e di ciabatte da casa per me, perchè, beh, la stagione cambia ed i miei vecchi sandali sono consumati così tanto che fra un po' toccherò con il piede per terra.
Sono uscite anche alcune foto promozionali di Hannibal e purtroppo qualche cosa spoilerosissima che mi vien voglia di lanciare le poltrone in testa a Bryan Fuller (lo showrunner), ma poi ci ripenso perchè lo amo troppo.
Insomma, tutto va a gonfie vele. E non voglio portarmi sventura da sola, perciò aggiungo: ed è così che deve andare ancora per molto. Lavorerò sodo per ottenere tutto ciò che voglio (e questo significa che dovrò ritornare ai miei vecchi ritmi di lavoro, ma poco male, posso farcela).
Sto pensando anche di fare qualche nuova fanart di Kuroshitsuji perchè, beh, sono quelle che attirano di più e che mi fanno vendere più magliette-cartoline-poster, quindi perchè no? Anche se Black Butler (il titolo occidentale di Kuroshitsuji) non mi appassiona certo come Hannibal, penso di poter togliere qualche ora di disegno dalla lista “facciamo i personaggi di Hannibal in qualunque posa, anche la più astrusa” per consegnarle alla lista “facciamo i personaggi di Kuroshitsuji in qualunque posa, anche la più astrusa”.
Mancano solo e soltanto ventiquattro giorni al ritorno di Hannibal. E questo è buono.

giovedì 7 maggio 2015

Come adottare un cane?


Il pipistrellino che avevamo salvato è volato via sano e salvo dopo essersi abbondantemente riposato e reidratato. Meno male: non aveva niente di rotto ed era adulto.
Passata questa emergenza, parliamo di qualcosa che mi ha fatto venire più dubbi morali (e di ogni altra possibile natura) di tutte le questioni: l'adozione di un cane.
Che io voglia adottare un cane, beh, questo è ovvio: fanno bene alla salute, ti insegnano un mucchio di cose, ti responsabilizzano e poi, dai, sono bellissimi. E mia sorella sarebbe contenta per tutta la sua vita, fino alla fine dei tempi.
Ma, ahimè, abbiamo genitori davvero, davvero, davvero “banderuole” sotto questo punto di vista.
Mio padre, che non si capisce bene da che parte sta, era ok per tenere le due cucciole dell'altra volta, ma ora è riluttantissimo all'idea di prenderne uno in canile: vuoi che dobbiamo andare in vacanza (eh? Scherziamo? L'anno scorso non ci siamo neanche andati in vacanza, e poi stiamo sempre via al massimo quindici giorni e il cane potrebbe pure venire con noi e, giuro, fosse per lui rimarrei a casa a coccolarmelo, che delle vacanze non me ne faccio nulla, specie se viene pure quel masso emotivo di Testa di Cocco), vuoi che... non ho capito bene qual'è il problema, ma pare che “i cani costino” (che è verissimo, ma io non spendo praticamente in nient'altro, non uso il telefono, non compro vestiti e per giunta guadagno tutto quello che potrei spendere da sola). Mia madre, invece, è parzialmente cinofoba e parzialmente idiota, il tutto condito da non si sa bene quale follia che le fa dire “no, un cane no”.
Ma mi sono mai arresa di fronte a niente, io?
No. Certo che no. Ho detto cane e cane avrò.
Se quello che devo fare perchè mio padre dica “si” è sventolargli un cane davanti alla faccia, che sia! Gli sventolerò un cane davanti alla faccia. Prima, però, devo trovarlo... ed è ovvio che non posso neanche parlare di andare al canile a prenderne uno perchè, diamine, la situazione è delicata. O almeno prima devo lavorarmi ben bene i genitori (più mio padre che Testa di Cocco, perchè lei conta con un'unghia tagliata nelle mie decisioni) e poi potrò parlarne.
Com'è possibile che posso mandare a prendere animali esotici a casaccio su internet e non posso prendere un cane? Ho comprato grilli (che cantano), ho un ragno lupo, nessuno ha ostacolato il mio progetto (non ancora realizzato causa problema con le poste) di avere dei draghi barbuti.
Ma tutti sembrano guardarmi come se parlassi di una cosa tabù se nomino un cane... e che sarà mai, se non più amichevole, sociale, utile e capace di interagire, un cane? Considerato che già ora esco due-tre volte al giorno per la passeggiata, come se avessi un cane, considerato che le spese le pagherei tutte io, a voi che problema da se me ne prendo uno?
Fra l'altro il fantomatico cane dello zio di Annarita (di cui devo chiedere la razza/forma/taglia) ha fatto i cuccioli (e questo ci fa capire che è una cagna... anzi, Annarita mi presentò l'accaduto come “mio zio ha fatto i cuccioli”, eh).
Comunque, cane o non cane, in questo periodo sono felice. Felice perchè ho la cosa più bella che si possa desiderare: la salute.
E non mi va per nientissimo di mettere il muso o di essere triste: perchè finchè sto bene so che posso lottare per qualunque cosa. E il diciassette c'è una mostra canina, un'opportunità brillante in più per far vedere a papà quanto i cani siano splendidi e chissà, anche per recuperare in qualche modo un cucciolo (a volte alle expo, all'esterno, ci sono i banchetti di adozione... e quello si che sarebbe sventolare un cane sotto il naso di papà. Ma a me basterebbe anche un bestione di sette anni, anzi, preferirei un bestione, solo che credo papà si lasci intenerire dai cuccioli).
E poi, beh, mancano solo ventotto giorni al ritorno della mie serie tv preferita, ma che dico, al mio stile di vita: NBC Hannibal.
Così pochi giorni, così tanto lavoro...

PPS: Voglio LEI

martedì 5 maggio 2015

Un piccolo pipistrello caduto


Voglio farvi una domanda semplice semplice: quanti di voi nella vita hanno visto un pipistrello? Non visto volare di sfuggita sopra le vostre teste, quelle, tranne di vivere in una città trafficatissima, li abbiamo visti tutti quanti, giusto? Intendo da vicino.

Se la risposta è si, allora congratulazioni! Sono felice che abbiate visto una tal palletta di pelo dal musino puccioso. Se la risposta è no (e magari i pipistrelli vi fanno anche paura/schifo/reazione negativa a casaccio) sappiate che li amereste se ne vedeste uno.

Perchè dico questo? Perchè stamattina ho raccolto (leggasi “salvato”) un pipistrello da in mezzo alla strada, dove si crogiolava mezzo disidratato e a rischio di venire schiacciato da qualunque cosa.

È una palletta di pelo rossiccio-marroncino, dolcissimo, che ora risposa al piano di sopra, in terrazza, in una cassetta della frutta. Sembra proprio un adulto, non so perchè lo abbiamo trovato a terra, visto che ad esame ravvicinato le ali sembrano perfettamente integre, ma spero che stasera ritorni a volare come è giusto. In caso contrario sappiate una cosa: prendersi cura di un pipistrello è chiaramente difficile.

Appena arrivato a casa gli abbiamo messo accanto un tappo di barattolo per farlo bere (azzeccandoci in pieno, perchè forse stava andando incontro a disidratazione visto che non troppo dopo aver bevuto ha ricominciato a muoversi, mentre quando l'abbiamo preso sembrava morto spiaccicato). E poi? E poi abbiamo cercato cosa fare su internet.

Ecco alcune pagine utili (ma che dico? Utilissime) a chi si becca di fronte al naso un povero amico alato in difficoltà:






Ah, già, dimenticavo! Non è che vi potete prendere un pipistrello a casaccio perchè “sono carini”: i pipistrelli sono beni indisponibili dello stato e come tali indetenibili. Quindi niente pipistrelli in casa, ma questo non vi dovrebbe impedire di aiutarne uno in difficoltà.

Comunque: già abbiamo un ragno e un pipistrello. In campagna cresciamo rospi fin da girini e ci facciamo le selfie con gli adulti, fra cui alcune delle femmine più grosse che abbia mai visto. Il serpente... ci abbiamo pensato e prima o poi ne avremo uno. Aggiungiamoci un gatto nero e la frittata sarà completa: oplà, siamo delle streghe!

Ah, giusto, che la Ladydarknessobscure (che in pratica fa parte del gruppo di scrittrici del diario) ha una micia nera! Quindi siamo al completo. Oh yeah!


lunedì 4 maggio 2015

Judy e Margot - Storia breve brevissima di due cucciole


Il mio buon motivo per adottare un meticcio? Desiderio disperato di cane, pronta a prendere un cucciolo di rottweiler e poi... improvvisamente mi trovo tra i piedi Margot e Judy, due "maremmastre", pallette pelose e pucciose che fanno la guardia in maniera eccellente anche se sono ancora piccine. E vogliamo mettere poi il fatto che sono state abbandonate e il canile lager del mio paese, Oppido Mamertina, non lascia neanche adottare? Non potevo farle finire lì. E ho scoperto che sono anche bellissime, buonissime e fondamentalmente il cane per me. Così si fanno compagnia con Bobby, il pastore maremmano abruzzese (puro) del vicino.
Il mio splendido padre si è innamorato delle cucciolotte, che sono bellissime, si chiamano Judy e Margot e dopo vent'anni di attesa per avere un cane, d'improvviso ne ho due XD
Sono in parte maremmane e in parte incrocio maremmano, insomma, novanta percento maremmane, ma con il pelo un filino più corto degli orsi pelosoni che sono i puri.
Le nostre cucciolotte sono state abbandonate, ma probabilmente sappiamo anche da chi: un pecoraio (forse) bulgaro (forse rumeno) che ha due splendidi genitori simil-pastore maremmano e che girano guidando il gregge ai bordi della città. Non bisogna avercela a male con il pastore, probabilmente sa, come tutti qui a Oppido, che il cucciolo abbandonato trova casa in 1.2 secondi netti, motivo per cui mi allarmo ogni volta che vedo un cucciolotto sapendo che potrebbe adottarlo qualcun'altro prima di me (mi hanno pure fregato, tempo fa, un paio di batuffoloni di cui conoscevo pure i socievoli e graziosi genitori, ma è passata in macchina una signora con un figlio che voleva dei cani e se li è portati via prima che potessi chiedere a mio padre di tenerli).
Quando ho iniziato a scrivere l'articolo, Judy e Margot stavano girando per il paese come ogni buon cane rustico di zone che si rispetti,(e in particolare intorno alla casa, facendo la guardia come matte) ma devo aver ben messo in chiaro che sono mie, anche perchè ho subito trovato un collare per Margot (ne sto ancora cercando uno per Judy...).
Le abbiamo anche portate un pò in giro a socializzare (anche con il "mostruoso" pastore tedesco della nostra amica Annarita, che sembra avere in odio tutti i cani del mondo e che dunque non può essere il cane personale di lei perchè... beh, se lo portasse in giro per la città come un cagnolino, si mangerebbe cuccioli e persone). Il pastore tedesco? Le ha spaventate talmente tanto che una stava per finire sotto la macchina, ma l'altra ha fatto segno di sottomissione immediato e forse si sarebbe salvata se il cane l'avesse raggiunta (ma dai, si, quasi sicuramente si sarebbe salvata), ma per sicurezza le abbiamo portate immediatamente via.
Ma, aggiornamento aggiornamento: in pratica mio padre ha perso i cani. Li ha portati in campagna, si, ma "fuori dal cancello" (nel caso il pastore non le avesse abbandonate-ma figuriamoci- e invece perse). E le cagnoline? Forse hanno cercato di tornare a casa, ma son piccine, si sa. Non posso avercela con mio padre, non perchè non abbia fatto un errore terribile, ma perchè glielo devo di non arrabbiarmi con lui: lo amo troppo e mi aiuta in tutto e perdona tutto. Ma, ahimè, i cani li abbiamo più che persi di vista! Insomma, li stiamo cercando ovunque. C'è la concreta possibilità che qualcuno se li sia fregati (e non il pastore, eh, che non vedo da un bel pò...) perchè c'era la fila per le cagnoline. Se le ritrovo le chiudo immediatamente da qualche parte. O anche se trovo degli altri cani li chiudo subito.
Comunque, così, perchè mi voglio rovinare con il pensiero di ciò che ho perso e crogiolarmi nella vana speranza di ritrovarle, ecco qualche foto delle bellissime:

Mi auguro di ritrovarle. Davvero davvero.

sabato 25 aprile 2015

ICV - Dracula



Tempo fa, molto tempo fa, io e mia sorella scrivemmo per divertimento una serie di interviste condotte a personaggi immaginari in una sorta di programma che chiamammo "Intervista col Vampiro".
Ora ve le riproponiamo nella loro veste originaria, sperando che facciano sorridere anche voi.
Ecco la prima!
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ICV-Dracula

Buon giorno signore e signori, oggi ho deciso di intervistare niente meno che il grande, unico, eccelso e famosissimo Dracula, il vampiro che ormai è praticamente un idolo giovanile. Si, signori, parlo di quel tipo con quei grandi canini, i capelli neri e un fascino bestiale a cui nessuno può resistere … si, proprio quello rappresentato sul tappo del Bacardi XD

Nota della regia: Alucard, tu sei Dracula. Per i nostri lettori, leggete al contrario questa parola A-L-U-C-A-R-D. Come potete notare, è un gioco di parole abbastanza semplice, visto che una mente infantile non ha potuto pensare a qualcosa di più complesso.

Alucard. D'accordo, d'accordo, ma che c'è di male a intervistare me stesso?
N.d.r. Fa come ti pare, ma non ti sembra un po' scemo farti le domande e darti le risposte? Fra l'altro non siamo neanche sicuri che siano le domande "piccanti" che abbiamo promesso a quelli che ci seguono.
A. Ora basta, state zitti lassù! Ho i miei metodi, d'accordo? Si, insomma, lasciatemi parlare (sbuffa).
Signore e signori, per fare in modo di rendere l'intervista la più piacevole possibile, ho deciso di sdoppiarmi. Nella poltroncina accanto a me, infatti, fra poco siederà la mia forma finale, il mio livello zero, che per comodità chiameremo Vlad. Ehi, Integra, me lo liberi il livello 0?
*Voce fuori campo* Perché dovrei? E' solo per assoluta necessità …
A. Ma io ne ho bisogno! Ti prego ti prego ti prego ti prego, ti prego ….

-10 minuti dopo-

A. Bentornati in studio, accanto a me siede ora l'uomo che divenne leggenda, il più grande e il più ardito fra i guerrieri, il principe Vlad Ţepeş, ovvero me stesso. Buonasera, Vlad
Vlad: Buonasera, Alucard
A. Dicci, Vlad, perché hai deciso di farti intervistare?
V. Non sono io, è solo colpa tua, lurido vampiro moderno.
A. Come hai detto? (ira) Io ti sparo, brutto bastardo
V. Io sono te, non puoi spararmi
A. Ah, giusto. Tu sei me. Per questa volta te la sei cavata, ma sappi che alla prossima intervista non sarà così facile, vecchio! Ma adesso iniziamo …
V. Perché, cosa abbiamo fatto fino ad ora?
A. Litigato. Se non ti spiace, ora stai zitto e rispondi solo alle mie domane. E' un ordine, e io posso ordinare le cose a me stesso, vero?
V. …
A. Molto bene. Allora, dicci un po', come mai se ti chiami Vlad, il mondo ti conosce come Dracula?
V. E' per via della mia appartenenza all'Ordine del Drago, o Ordo Draconis, un'associazione di cavalieri che proteggevano la cristianità. Mi chiamavano "il Drago", visto che appartenevo a tale ordine, e da lì proviene poi il mio famoso soprannome, Dracula.
A. Ok, ma perché ti chiamano il Conte Dracula? Voglio dire, tu non sei un principe?
V. Questo rimane un mistero anche per me. Bram Stoker mi ha fatto passare per un conte, non ne comprendo il motivo, ma se è piaciuto a lui …
A. Sai di essere stato ritratto, in un quadro, nelle vesti di Ponzio Pilato?
V. Si, il mondo mi conosce come l'incarnazione del male e di qualunque scelta ingiusta, perché non dovrebbe raffigurarmi anche come Pilato? Se è per questo, sono il demonio …
A. Eppure si dice che, nella tua ingiustizia, tu fossi un giusto …
V. Ne è testimone il manoscritto di sangallo, ove si riporta che "quando qualcuno rubava, mentiva o si macchiava di qualsiasi ingiustizia nelle sue terre" inteso come le terre di Dracula "Non aveva nessuna possibilità di salvarsi, sia che fosse un nobile, un prete o un cittadino qualunque".
A. Ci vorrebbero politici come te al giorno d'oggi … quelli che abbiamo sono dei veri vampiri, se mi perdoni la battuta indegna. E il tuo hobby?
V. Impalare la gente. Non per nulla sono Tsepe (N.d.r. pronuncia Tsepe, ma si legge Tepes), ovvero l'impalatore
A. Che cosa carina! Pensi un po' che c'è gente con hobby atroci come … collezionare farfalle. Ma che hanno mai fatto di male le farfalle? Molto meglio impalare la gente! Un altro paio di cose, signor Principe, sulla sua storia, e poi passiamo alle domande personali …
V. Guarda che le domande che mi hai fatto fino ad ora erano già personali!
A. No, ti sbagli, sono cose che potresti trovare persino su Wikipedia!
V. Ah, va bene …
A. Ma su Wikipedia non si possono trovare le risposte alle domande che ti farò fra poco (sorriso malvagio). Comunque, tornando alle domande storiche, anzi, alla domanda che assilla gli scienziati: dove sei stato sepolto? Si narra che il tuo corpo si conservato nel monastero di Snagov …
V. Non dovrebbe essere un segretissimo segreto?
A. Si, ma la nostra è un'intervista che deve fare scalpore, tutti i segreti dell'intervistato devono essere rivelati! Lo abbiamo promesso ai nostri lettori …
V. Si, il mio corpo è dentro il monastero, ma sarò scemo se vi dico dove, così mi andate a disseppellire. Comunque, per sicurezza, ho portato la mia testa a Londra. Per ora, pensate un po', è perfino esposta … certo, se dovessi svegliarmi per forza, il mio corpo ci metterebbe un po' a raggiungere la testa, ma direi che ne vale la pena …
A. Ma come hai fatto, se sei qui? Voglio dire, hai viaggiato dalla Romania per andare a prenderti la testa e sei venuto a farti intervistare?
V. Esattamente
A. Tu sei tutto fuori. Certo, però, che molti misteri ti avvolgono … e scommetto che avvolgevano anche i membri della tua famiglia, i Draculesti, per così dire. Ok, i libri di storia citano spesso tuo fratello, Radu … cosa puoi dirci di lui?
V. Era un piccolo bastardello gay.
A. Ah. Alla faccia dell'amore fraterno …
V. No, no, sul serio, preferì di gran lunga schierarsi dalla parte dei turchi che con me! E questo lo sai perché? Lo sai? Perché amava alla follia il sultano turco, il quale abusava da lui sin da piccolo. Ti sembra normale questo? A me no. Sai bene che ho passato la mia infanzia alla corte turca, presso Mehmed, ma che ad un certo punto sono riuscito a farmi liberare. E sai che ha fatto mio fratello Raduccio il carino biondino amato da tutti, eh? Sai che ha fatto? Ha preferito rimanere a casa di Mehmed, ha preferito fare parte del suo harem maschile piuttosto che venire con me in Valacchia.
A. Ah, beh, è una storia abbastanza disgustosa. Ok, iniziamo con le domande realmente personali, principe. E si tratta di domande prettamente sentimentali, almeno all'inizio … A chi appartiene il tuo cuore?
V. In questo momento, purtroppo, è proprietà privata di un collezionista che me lo ha fregato. Quel bastardo è riuscito a trovare la mia tomba …
A. Ehm, scusa, intendevo dire, chi è che ha fatto breccia nel tuo cuore?
V. Walter
A. Ah, come sarebbe a dire Walter?
V. Ma si, me lo quasi strappato via, ho un taglio enorme … beh, poi il collezionista me lo ha portato via …
A. No, non hai capito cosa ti ho domandato. Sei innamorato?
V. Follemente.
A. E di chi?
V. Della mia spada! (estrae spadone medioevale, poi, dopo averlo lucidato amorevolmente con la manica lo ripone nel fodero). Lei non mi tradirà mai, lei ama ciò che io amo, bagnarsi di sangue, e non si tira indietro neppure nella lotta più cieca e folle. Ma anche, e la spada non lo sa, sono attratto da una certa pistola … mai sentito parlare di Jackall?
A. Ok, a te non piacciono gli esseri umani, vero? Voglio dire, non riesci ad amare cose che camminano?
V. Ma certo! Adoro, per esempio, quel prete cattolico … sai, Alexander Andersen. E' il miglior nemico che abbia avuto. Ah, che uomo!
A. Ale … Alexander Andersen? Oh oh oh …. D'a, d'accordo.  E in quanto a donne?
V. Donne? Vi è una sola donna, per me, l'ultima delle mie tre mogli … Elisabeth.
A. Hai davvero avuto tre mogli?
V. (triste) si, ma sono morte.
A. Certo. Si narra che fu proprio per colpa di Elisabeth che tu divenisti un vampiro. E' vero?
V. Ahime, colpa? No, la colpa fu mia, mia e solo mia … lei mi aveva detto di non andare. O almeno di portarla con me, ma ahimè, ero troppo cieco, e la mia sicurezza divenne un dramma … sapevo che sarei tornato dalla battaglia, e così infatti fu, ma lei … lei fu informata della mia morte, ovviamente era una notizia falsa, colpa dei turchi. Lei mi amava … forse più di quanto la amai io. Fu per me che si tolse la vita. E fu per lei che io mi dannai l'anima … il Dio che avevo protetto fino ad ora, dicevano, non avrebbe ammesso l'anima della mia amata al paradiso, poiché non vi è paradiso per chi si toglie la vita.  E questo Dio … lo odiai e lo rinnegai, mi convertii al sangue, solo al sangue, e fu per questo che diventai un vampiro.
A. (piangendo, come una fontana rossa) AhhhhhHh! Che storia commovente!
V. Vogliamo continuare questa intervista?
A. Uaaaah! Uahhhh!
V. La vuoi smettere di piangere?
A. *sigh* forse *sigh* dai che ce la posso fare … sniff sniff … Abbracciami! Ahhhh!
V. Sei imbarazzante!
A. Scusami, è solo che non sentivo da tanto tempo una storia così commuovente … ah! Passiamo a cose più allegre … conosci qualche barzelletta su te stesso?
V. Come?
A. Ti ho solo chiesto se conosci qualche barzelletta su te stesso
V. Sicuro, a bizzeffe …
A. E me ne racconteresti un paio?
V. Non so … non sono molto belle. Voglio dire, sono vagamente imbarazzanti …
A. Io so solo freddure, tipo: sai perché rido tantissimo e la mia risata è contagiosa? Perché il riso fa buon sangue!
V. Questa era carina …
A. Adesso tocca a te, però!
V. Ok, ok …  però questa è abbastanza imbarazzante. C'è un bar per soli vampiri, tutto oscuro e pieno di ragnatele. Pipistrelli svolazzano in circolo, le finestre sono truccate in maniera tale che sia sempre visibile una luna color rosso sangue. I vampiri sono tantissimi, tutti grandi, grossi, cattivi, con i loro occhi scarlatti che brillano nel buio. Ordinano sangue di ogni genere
"per me un zero positivo!""per me un AB"E così via.
A un certo punto entra Dracula. Tutti i vampiri grandi e grossi si inchinano in riverente silenzio, pur eccitati per la presenza del "grande capo" e domandandosi che cocktail mai chiederà il vampiro capo al barista. Così Dracula si siede, schiocca le dita e ordina
"Una tazza d'acqua calda!". Tutti i vampiri iniziano a bisbigliare fra loro, sorpresi, e anche un po' indignati. Dracula si gira, estraendo un assorbente usato dalla tasca
"Eh che c'è, ora non posso farmi neanche un thè?"
A.  Bravo! Bravooo! Bellissima … dai adesso un'altra …
V. Si, ma questa in flash … allora : Il bambino cinese chiede alla mamma: "Mamma, ma anche Dlacula
dovele andale a scuola?". "Certo Chin chun, anche lui andale!". "E perché
andale? Tanto lui essele immoltale!". "Lui andale per impalare!".
A. Iahhahhahhahhahha! Iahhahahhahhahah!
V. La vuoi smettere di sghignazzare?
A. Ti ho già detto che riso fa buon sangue!
V. Ah …
A. Sei uno spasso Vlad! Ma adesso dicci: voci di corridoio dicono che tu abbia un pupazzetto di Integra Hellsing nascosto in uno stivale. E' vero? E se si, come mai un tale gingillo si trova addosso a te?
V. Smentisco tutte le voci … ehi, che diavolo fai con il mio stivale!
A. Oh, ma che bella miniatura! (osserva uno splendido pupazzetto) Quanto ci hai messo per farla, è bellissima! Cos'è? Resina? Come cavolo hai fatto a dipingerla così bene?
V. Non  rompere, ridammela (ruba pupazzetto dalle mani dell'intervistatore). E queste voci di corridoio chi te le ha passate?
A. Io sono te, che bisogno ho delle voci di corridoio?
V. (sbuffo)
A. Voci di corridoio dicono che tu amassi dormire … senza niente addosso. E' vero?
V. Tu sei la voce di corridoio! (punta il dito, gli occhi rossi risplendono di rabbia)
A. Allora qualunque cosa io dica  su di te è comunque vera! Cose come ad esempio: tu ami il colore rosso, il tuo animale preferito e la capra e tieni un cucciolo di Hellhound sotto il cappello! Bene … ma siccome abbiamo un tempo limitato, magari approfondiremo la nostra conoscenza del tuo mito un'altra volta
V. Per fortuna
A. Vuoi salutare qualcuno a casa?
V. (sale sulla sedia e si schiarisce la voce) Voglio salutare la mia migliore amica Teggy (N.d.r. Teggy è un abbreviativo di Integra) e farle sapere che le vorrò sempre bene, ma proprio sempre sempre, anche quando avrà centotrent'anni e somiglierà ad un pomodoro troppo maturo. Ciao Teggy, ti voglio tanto benissimo!
A. Ehm … questa non me l'aspettavo, accidenti! Ma se le vuoi così bene, perché non lo hai detto quando ho chiesto da quale essere umano fossi attratto?
V. Io non sono attratto dagli umani! Loro sono cibo, io sono un predatore, sarebbe ingiusto, come un leone attratto da una gazzella… posso ammirarne la rapidità a scappare, ma non di più! A me non piacciono li umani!
A. Ma Integra è umana!
V. Si, come no … ed io sono John Lennon!
A. Scoop sensazionale, abbiamo scoperto la vera identità del misterioso cantante dei Beatles!
V. Sta zitto!
A. Allora arrivederci, pubblico da casa. E mi raccomando, ridete molto!

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