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giovedì 10 settembre 2026

Una pianta rubata, altre piante non-rubate

Stamattina abbiamo provato ad acquistare una zamioculcas. È una pianta bellissima, e dopo averla vista ovunque, specificamente questa settimana, abbiamo pensato che fosse una buona occasione per acquistarne una, specialmente perché c'erano degli esemplari giovani, ma di buone dimensioni, in offerta alla Conad.

E così l'abbiamo fatto, l'abbiamo comprata. E dopo siamo andati ad un altro supermercato per comprare alcune cose per colazione, e abbiamo lasciato la pianta fuori dal supermercato, insieme ad una bottiglia di té, perché in anni e anni nessuno ha mai toccato quello che lasciamo fuori... non avremmo mai immaginato quello che sarebbe successo: quando siamo usciti, la pianta non c'era più. Qualcuno ha rubato una zamioculcas? Perché?!

Purtroppo per ora è pieno di turisti qui intorno, non le solite persone che ci sono sempre, e avremmo dovuto pensarci, che potesse esserci qualcuno desideroso di rubare una piccola pianta. Le variazioni del comportamento umano sono infinite, e più persone sono presenti, maggiore è la possibilità che qualcuno sia un ladro di piante, no?

Ma è comunque triste, che abbiano letteralmente rubato la nostra prima zamioculcas.

Ma non facciamoci scoraggiare, e passiamo a parlare invece di alcune delle bellezze che abbiamo! Per consolarci, no? Ci concentriamo sulla parte della collezione che abbiamo, e visto che dobbiamo parlarvi di tutte le piante, e siamo terribilmente indietro sulla tabella di marcia (nel senso che non vi abbiamo parlato quasi di niente), oggi vi presentiamo due aloe (che potrebbero in realtà essere la stessa aloe... nel senso, la medesima specie, non lo stesso esemplare, perché sono due piante separate).

In italiano, chiamiamo le aloe con il loro nome scientifico, aloe. Quello comune e quello scientifico sono uguali... non è una cosa particolarmente sorprendente, dopotutto la nostra lingua è direttamente discendente dal latino. Pensiamo spesso a come il nostro vantaggio, nella tassonomia, possa sembrare quasi ingiusto a chi non parla lingue neo-latine.

Una piccola aloe!
Di aloe ne abbiamo parecchie, ma ecco le foto di due esemplari. Uno è chiaramente, nella sua versione più "classica", l'aloe vera (o Aloe barbadensis), con i suoi puntini e il suo portamento tipico. In realtà è leggermente danneggiata, ma non è colpa nostra: è arrivata in una "sustainability box", in pratica piante che hanno alcuni piccoli difetti estetici e perciò costano molto di meno del normale. Di certo finirà per sembrare bellissima, dandole il tempo necessario per crescere, ed è già molto più "soda" e bella di com'era all'inizio. 

Anche l'altra aloe, quella più grande, non è in condizioni perfette, ma questa volta è perché ne ha passate davvero tante... e anche la sua specie non è perfettamente definita. L'enciclopedia delle succulente di Zanichelli dice che le aloe vera/barbadensis esistono in diversi morph, possono avere o non avere le macchioline, e in effetti al tempo dell'acquisto, questa pianta per noi era un'aloe vera, perciò al momento pensiamo che sia questa la specie, anche se esistono diverse specie di aloe (come l'Aloe africana) che sono molto simili, soprattutto da giovani. 

Un'aloe più grande! 
(E senza pallini)

 

Immaginiamo che l'unico modo che abbiamo per sapere con vera sicurezza se entrambe queste bellezze appartengono alla stessa specie, sarà attendere che fioriscano. Anche se i collezionisti adorano identificare le piante dal fogliame, l'unico vero modo per avere la certezza assoluta di quale sia la specie di una pianta, è vederne i fiori. 

Certo, se parliamo di certe piante non è necessario... per esempio la Zamioculcas zamiifolia (quella che ci hanno rubato perché l'abbiamo lasciata fuori dal LIDL per DIECI MINUTI) è l'unica pianta del genere Zamioculcas, e ha un aspetto così unico che non è necessario attendere che fiorisca, può essere una ed una cosa soltanto. Ma tornando alle aloe, per loro invece la fioritura può essere un'eccezionale strumento per "diagnosticare" a che specie appartengano, quindi... dita incrociate!



giovedì 13 agosto 2026

Quella volta che un artista non ci diede il nostro premio...

Stavamo controllando delle vecchie cose, quando abbiamo trovato questa illustrazione di un personaggio che NON è nostro (ma che è stata realizzata dalle nostre artiste ufficiali, Furiarossa e Mimma): 


"Una ragazza che salta nello spazio?" Giustamente chiederete voi "E che cosa significa, di grazia? Chi è questa signorina?"

Questa è l'illustrazione del personaggio (al tempo senza nome, ora non sappiamo se ne abbia uno) creato da George Kambadais, uno degli illustratori ufficiali della serie moderna a fumetti di Gartgoyles. Un'illustrazione, peraltro, che ha vinto un mini-concorso, a cui hanno partecipato pochissime persone (quindi non è il flex che speravamo che fosse). 

È ben lontana dall'essere perfetta (anche se sullo sfondo ha uno dei nostri fighissimi wyrm, dalla saga dello spazioporto! Hmm... dovremmo continuarla? Piaceva a qualcuno?), ma ha vinto perché il contest, gli altri, non se lo sono filati. Il che è un po' un peccato, perché in palio c'erano due fumetti di Gargoyles (una delle nostre serie preferite) autografati da George Kambadais stesso!

Non che vincere significhi che le nostre artiste si siano aggiudicate il fumetto, purtroppo... perché dopo aver vinto, il signor Kambadais non le ha contattate, ha tipo fatto finta che non ci fosse nessun premio in palio e non ha mandato niente.

Insomma, s'è preso le fanarts gratis (poche) e non ha dato nessun premio a nessuno. 

Screenshot del work in progress... 
con il simbolo dei cactus di fuoco sotto alla scarpa!

Vabbé, niente rancore. Un po' di delusione, perché pensavamo che il caro vecchio George potesse mantenere la sua parola, ma non è niente di serio, giusto? 

Alla fine di tutto, ci sarà rimasto più male lui che noi, visto che si è ritrovato ad avere davvero pochissimi partecipanti, una roba che neanche ai nostri vecchi tempi di deviantart, quando facevamo i mini-contest, capitava. 

Ah, che tempi i tempi di Gargoyles... nel bene e nel male... 

 

giovedì 30 luglio 2026

Lo strano caso del cactus con le spine ramificate

Abbiamo comprato questo cactus molto piccolino, che per forma ci ricordava un po' quelli che vengono chiamati "moon cactus" (avete presente, no, quelli che vengono innestati di solito su altre cactacee verdi?), ma con spine ramificate. Insomma, un gymnocalycium di qualche tipo, abbiamo pensato.

Ma questo cactus ha una caratteristica particolare, davvero unica, e che fino ad ora non avevamo mai visto prima: spine che si ramificano, con più punte. E di colore rosso per giunta! Un rosso più tenue per le spine più giovani, ma molto più scuro e carico per quelle vecchie, più in basso.

Ma visto che pare che non esistano cactus con spine ramificate... okay, probabilmente non è un gymnocalycium!

Cosa può essere, allora?

Avevamo pensato potesse essere una mammillaria, ma non ha così tante spine, e le spine sono distanziate fra loro, crescendo in gruppi di tre da ciascuna areola, inoltre le costolature della pianta sono molto profonde, e non ha i tipici "bozzi" delle mammillarie.

Le spine non sembrano affatto danneggiate, ma è come se avesse... le spine sulle spine. Un po' come lo spino di giuda (un'altra pianta fighissima), ma veramente in miniatura. 

Il cactus in questione ha dieci costole esatte (è veramente figo, dal punto di vista estetico e della simmetria). 

Abbiamo ricercato un po' e... la questione è interessante, perché questa pianta non è un cactus.

Questa pianta è un'euphorbia. Un'Euphorbia horrida per la precisione, una pianta che per pura convergenza evolutiva sembra una cactacea (ma non lo è).

Più che horrida a noi pare bella bella bella :D

Non è curioso? Sembra che le euphorbie possano avere davvero tutte le forme.

In che senso ci volete dire che questa è un'euphorbia?

Sparasemi dai fiori leggermente puzzolenti. È velenosa.
 

Ma anche questa è un'euphorbia? 

Sembrano cactus molto appuntiti e tutti geometrici. Ovviamente solo velenosi.

E anche la stella di natale (nel caso non lo sapeste) è un'euphorbia! 

Un'euphorbia pulcherrima (che significa "bellissima"), ovviamente. Anche lei ripiena di lattice bianco e, indovinate, anche lei velenosa.

Pulcherrima, sì, ma come le altre anche lei velenosa. Lo sapevate che quelli non sono petali di fiore, ma foglie modificate? Eh sì!


Sono davvero le master-trasformiste del mondo vegetale.

Affascinante!

 

lunedì 25 maggio 2026

Disavventura + il Grande Acquario Club

Caro diario...

 

Siamo andati al grande Acquario Club, a Palermo: si tratta di un negozio dedicato (per la maggior parte, ma non tutto) all'acquariofilia. Ovviamente abbiamo dovuto andarci con l'autobus e... quello che è successo non potevamo prevederlo.

Siamo scesi ad una fermata nuova. Non nuova nel senso che era stata aperta da poco, no, ma nuova per noi. Da lì, abbiamo camminato per un paio di chilometri per raggiungere il grande acquario club. Avevamo calcolato tutto il tempo perfettamente, e in effetti siamo riusciti ad andare e tornare in tempo.

Ed è allora che abbiamo visto, dall'altro lato della strada (perché nella fermata in questione, si scende da un lato della strada, ma si sale dall'altro) un cartello che diceva che quella fermata funzionava per l'arrivo, ma non per l'andata.

Non avevamo idea che fosse così! Il cartello aggiungeva però che si poteva prendere tranquillamente l'autobus su una fermata vicina, a circa quindici minuti di distanza a piedi.

E vabbé. Avevamo perso quell'autobus, ma abbiamo pensato che almeno il prossimo lo avremmo preso senza problemi.

E il prossimo, questo è importante dirlo, era l'ultimo autobus della giornata: dopo non ne passano più.

Così siamo andati all'altra fermata. E abbiamo aspettato. E abbiamo aspettato.

E poi è comparso! L'Autobus di Segesta! Noi eravamo in piedi alla fermata, abbiamo alzato le braccia pieni di speranza e... l'autobus non si è fermato, ci è sfrecciato accanto senza neanche rallentare, perdendosi nella notte che avanzava.

L'ultimo autobus della giornata.

Nel panico, abbiamo constatato che anche il nostro cellulare era scarico: non potevamo in alcun modo chiamare aiuto. E comunque, non avremmo avuto assolutamente nessuno da chiamare.

Per fortuna, una ragazza che lavorava in un ristorante vicino è stata così gentile da chiamare per noi un taxi. E andare in taxi da Palermo alla nostra città ci è costato un bel po' di quattrini, eh. (Duecento euro, più o meno).

Dobbiamo essere sinceri: anche se è stato terribilmente inconveniente (e un po' spaventoso) perdere l'ultimo autobus della giornata, comunque è stato bello godersi di più la natura. Eravamo a Palermo, sì, ma in un quartiere così verde che quasi sembrava di stare in campagna, con un sacco di uccelli e fiori. Se bisogna vedere sempre il lato positivo delle cose, allora questo è da tenersi in conto.

Certo, potevamo guardare la natura pure "a casa", invece che a chilometri di distanza, però... però... il verde delle villette e delle aiuole era così gradevole...

La lista degli animali interessanti che abbiamo visto è veramente lunga, lunga, lunghissima... murene, per esempio, di diverse specie. Le murene sono uno di quegli animali che ci fa sempre piacere vedere, sono assolutamente affascinanti!

E poi lo Pterois volitans, noi lo chiamiamo scorfano volante, gli inglesi "red lionfish", ed è bellissimo (anche se invasivo abbestia, in un sacco di parti del mondo ci sono legioni di sub intenti a sterminarlo. Pare che si possa trasformare in un ottimo sushi, per fortuna!).

Molti dei nostri pesci preferiti non sono molto "popolari" o molto grandi. Abbiamo comprato un paio di piccoli Ancistrus albini, da aggiungere al nostro acquario d'acqua dolce principale (lo chiamiamo "Fantasia", è un po' tematico delle favole), insieme a cinque Pangio kulhii, adorabili "serpentelli" a righe arancio e nere, allegri e pacifici.

Ovviamente c'erano anche piranha, pesci pagliaccio, pesci chirurgo e compagnia cantante (o meglio, natante) di tutti i pescetti più "famosi", ma quelli non sono un gran rarità, si trovano spesso in negozi ben forniti, senza scomodare il mega-club di Palermo.

 

 

domenica 22 marzo 2026

Caro Diario - Concentrarsi sui pesci (che non piangono)

Per ora stiamo cercando di dare un focus alla creatività, di lavorare ad un unico progetto quanto più possibile, invece di disperdere le energie.

Certo, stiamo scrivendo anche un romanzetto scemo, d'amore, sul mondo dell'hockey (per il puro esperimento, e nient'altro, di provare a scrivere qualcosa cavalcando il trend del momento, come di solito non facciamo mai), ma è una cosetta da nulla, laterale, che non distrae.

No, la maggior parte delle nostre forze le stiamo concentrando su una cosa: I pesci non piangono. Un romanzo, un fumetto, un nuovo mondo da esplorare, anche attraverso pixel art, illustrazioni, worldbuilding estremo, e persino... sì... persino un piccolo gioco che stiamo programmando. Un videogame. E ora che ci pensiamo, anche un gioco di carte! Ma tutto, tutto quello che facciamo deve essere concentrato su QUESTO progetto e non su altri.

Tendiamo a vagare un po' troppo, a non finire le cose. Questa volta speriamo che sarà diverso.

Una volta noi facevamo un po' di tutto quello che ci saltava in testa, passando da un progetto all'altro senza soluzione di continuità: pupazzetti di pasta di sale, posterini, diorama di cartone, fanart del giorno per anime e manga a caso, nuove storie continuamente. Ma senza concentrazione, la creatività è un cavallo imbizzarrito, indomabile, e le possibilità di riuscire a finire qualcosa di grande, qualcosa che accattivi le persone, che rimanga nel tempo, decrescono vertiginosamente.

Purtroppo, per noi la soluzione non è divagare.

E anche se ne avevamo già il sentore, abbiamo deciso di concentrarci al massimo dopo aver visto questo video:  


Diciamo che non ci stiamo facendo tanto pubblicità, perché il videogame in particolare è un progettino così, per imparare a fare qualcosa... ma sì, stiamo facendo contemporaneamente il fumetto, il romanzo, l'adattamento fanfiction del romanzo, la raccolta di racconti, il videogioco (esplorativo, tutto in pixel art) e il gioco di carte. Lo stiamo usando come scusa per imparare a programmare un pochino-ino-ino. In Lua.

E già qualcosina del gioco funziona pure!

Il gioco è un po' una sfida, perché dobbiamo non solo costruire dei livelli carini (e noi non abbiamo mai provato, purtroppo, a fare del level design... è il nostro punto debole, al momento), ma anche comporre tutte le canzoni (cosa che stiamo facendo principalmente con software gratuito online). Però lo stiamo facendo, ed è quello che conta, no?

Tempi moderni richiedono moderne soluzioni... quando sforzi titanici, come quelli di chi programma videogiochi in solitaria, non sorprendono più, bisogna rimboccarsi le maniche e diventare dei coltellini svizzeri viventi XD 

Se (e solo se) ne avremo il tempo, magari pubblicheremo un diario della creazione del gioco, una specie di dev log (oppure è proprio così che funzionano i dev log? Chi lo sa, siamo nuovi di questo mondo!) dove potrete vedere le nuove cose che inseriremo, il modo in cui la grafica, i meccanismi, i personaggi si evolvono.

Un sacco di gente fa i devlog come video... ma al momento, crediamo che li scriveremo e basta.

Non sappiamo se abbiamo il tempo, e la forza, per montare dei video. Ma siamo i Cactus di Fuoco, la scrittura è la nostra cosa! Quindi è così che vi terremo al corrente (forse) dei progressi di questo lavoro.


Per il gioco di carte stiamo re-workando solo leggermente le regole e la grafica che avevamo usato per Let's Play!Overlord... probabilmente anche il nome del gioco resterà lo stesso, così potremo "allargarlo", con nuove edizioni di carte, nuovi personaggi, nuovi deck ed espansioni, anche quando (e se) usciremo da questa fase dedicata al mare.

Questo gioco si basa sul concetto che esistano degli Overlord capaci di evocare creature a loro affini, ovvero facenti parte dello stesso "dominio" (ogni dominio è un po' come un tipo per i Pokémon), per fare la guerra contro gli altri Overlord.

Per nostra fortuna, quelli che erano gli Overlord nella Progetto Regis Irae (di cui fa parte anche tutto il mondo di Danny Runner), ovvero gli spiriti a capo dei "Fantasmai", le tane collettive di spiriti che si trovano nell'altrolà, sono facilmente trasponibili anche nel nuovo progetto: i merfolk vivono in città-stato (non tutti, ma quasi tutti), governate spesso da un/a regnante, e saranno loro ad essere designate/i come Overlord nel gioco.



Oltre a queste cose, Fish don't Cry sarà anche un blog e... un'esperienza. Avete mai sentito parlare di ARG? Qualcuno di voi, leggendo queste parole, sarà scattato sul bordo della sedia, protendendosi in avanti e dicendo "oh sì!". Per gli altri, ARG sta per "alternate reality game", ovvero gioco di realtà alternativa.

Ve lo diciamo proprio "all'osso" (anche se speriamo che questa cosa vi incuriosisca abbastanza da mandarvi a cercare altre informazioni su cosa davvero sia un ARG): sul blog di Fish Don't Cry, scritto dall'interno della storia, come se fosse reale, dai suoi personaggi, saranno presenti contenuti extra, indizi, una storia che solo voi, lettrici e lettori, potrete scoprire.

Oltre a link misteriosi, indizi sottili nella narrazione e momenti "meta", il blog di Fish don't Cry conterrà anche tantissima pixel art E fotografie. Che dire, i Cactus di Fuoco devono fare tutte cose tutte cose tutte cose.

Quindi visitate adesso Fish don't Cry, guardatelo cambiare nel tempo, scoprite cosa si cela nell'oscurità delle onde del Mediterraneo (e dei cuori di chi lo abita).

 

Ma torniamo alla storia!

Se volete leggerla, lo potete fare qui:

Fanfiction Version (Pokémon) [ITALIAN][ENGLISH]
OC-original Version [ITALIAN][ENGLISH]



E se invece preferite i fumetti? Beh, non avrete la stessa storia del romanzo, perché sarà... da un altro punto di vista! Non dell'umano, ma del "mostro". La creatura.

Beccatevelo qui (purtroppo, al momento solo in inglese, perché tradurre davvero qualsiasi cosa ci sta risucchiando le energie):

[POTETE LEGGERLO SU TAPAS - Probabilmente nuovi update ogni Lunedì

ooopppure...

[Su TUMBLR, sul blog delle nostre artiste (ma lo aggiornano altrettanto spesso)


 

(Per più post su questa storia, fra cui schede e racconti che abbiamo già postato, o che posteremo sul blog, cliccate qui!) 

 

 

 Divertitevi! Let's... deep dive ;)

mercoledì 21 gennaio 2026

Perché una pubblicità che ci dice "Impara ad usare chat gpt per il lavoro" è un'idea stupida.

Stamattina ho ricevuto questo via e-mail:


 

Ma le persone che mi mandano queste pubblicità, sono stupide? Non lo sanno che anche il loro lavoro ora è inutile grazie a chat gpt? Anzi, che mentre gli altri lavori sono ancora utili, il loro (e solo il loro) in particolare non ha alcun valore?
Per due semplicisissimi motivi:

1. Perché tanto l'AI è una bolla instabile che mangia molti più soldi di quanti ne fa per i suoi creatori, e che quindi se vuole rimanere in piedi dovrà essere pagata (e anche salata, molto presto) oppure imbottita di pubblicità, ed "enshittificata" fino ad essere resa infruibile. Come hanno già fatto con Google, che ormai cerchi una cosa e non la trovi, ma anche peggio.

2. "Impara ad usare chat gpt per il lavoro" dicono "Ottieni un attestato", dicono. Ma chi usa chat gpt, può tranquillamente chiedere (per ora gratis) di farsi insegnare come usarla da chat gpt stessa. Non hanno mica bisogno di voi! Questo corso serve esattamente a NIENTE. Se voglio (ma per fortuna non voglio) posso andare su una qualunque intelligenza artificiale e chiedere "hey, insegnami come usarti per creare un portfolio" e quella, che non ha bisogno di avere una pazienza umana perché non é una persona, mi spiegherà passo passo cosa fare.

Se non ho capito bene, posso pure chiedere spiegazioni su un singolo passaggio, e la macchina me lo sminuzzerà, me lo triterà come omogenizzato, per farmelo ingollare.

Oppure posso fare come fan tutti: non farmi insegnare nulla e delegare direttamente il lavoro alla macchina. Io divento scemo, ma il lavoro che esce è standardizzato. Tanto pure i datori di lavoro guardano i curriculum vitae non con gli occhi, ma con la AI. Nessuna connessione fra persone, nessuno fa niente, lo fa al posto del loro cervello (che un tempo era stato umano e performante) una macchina che si nutre di acqua dolce, e che ci renderà tutti più stupidi.

Quanto all'attestato... potete chiedere pure quello a chat gpt. "Generami un'attestato che dice che so come usarti". 

Boh.

Andate a sentirvi "Le macchine non possono pregare" di Anastasio. Anche se non aveste imparato nulla, almeno avrete ascoltato buona musica:


 

E quindi... boh, alzarsi, controllare la posta e vedere 'sta pubblicità mi ha fatto un certo effetto. Ma a volte brontolare (anche pubblicamente) può avere dei vantaggi.
 

 

E a me, di dare a qualcun altro la possibilità di pensare al posto mio, non va proprio.

sabato 11 ottobre 2025

Halloween si sta avvicinando...

Ebbene sì, l'Autunno adesso si respira nell'aria... come tutti gli anni, le Dame Bianche Italiane si sono svegliate, e quella di Duino è già pronta a iniziare il suo difficile lavoro di sensibilizzazione alla condizione degli spiriti post-umani. Sembra che con i friulani stia funzionando! Con Samhain (pronunciato “sow-in” o “sah-win” in Gaelico) che fa un passetto verso di noi ogni giorno, il velo fra i mondi si fa più sottile: è il momento ideale per raccogliere i pomi di nebbia, o andare alla ricerca di rare apparizioni nei boschi, magari mentre cercate gli altrettanto rari funghi porcini. Se siete davvero fortunati, potreste anche trovare qualche tana degli gnomi dell'acqua!

Noi siamo pronti ad intagliare le nostre zucche, per aiutare quei fantasmini che ogni anno si perdono durante il periodo migratorio nel mondo materiale. Lo sapevate, che le luci delle zucche sono come piccoli fari per loro, perché gli riesce più facile ricordare la posizione delle luci di colore virante al giallo/arancione? E questo è il periodo riproduttivo di moltissime specie di piccoli spiriti, soprattutto di quelle in pericolo di estinzione, quindi ricordatevi di accendere una zucca (va bene anche finta, purché sia arancione) per loro, se volete che il mondo sia presto popolato di una nuova generazione di adorabili spiritelli! E se non per loro, fatelo per onorare i vostri cari, come fanno per il coloratissimo Día de los Muertos (1-2 Novembre, Messico e America Latina), oppure per Ognissanti (2 Novembre, tradizione cristiana e popolare Italiana) o per Pitru Paksha (Settembre-Ottobre, India), tutte feste dove le luci delle candele vengono utilizzate per commemorare i cari defunti e purificare lo spazio spirituale.

Le luci sono particolarmente belle in questo periodo, visto che le giornate si accorciano e potete usarle per leggere accoccolati sul vostro divano, oppure, se siete così fortunati da avere un portico o un giardino, su una sedia a dondolo mentre siete circondati dai colori caldi delle foglie cadute.

E mentre accendete le vostre zucche, non dimenticate di lasciare una mela lucida vicino alla finestra, come vuole l’antica usanza di Samhain. Si dice che il suo profumo dolce attiri gli spiriti gentili, quelli che sussurrano vecchie storie nelle notti nebbiose d’autunno.

giovedì 24 luglio 2025

Shadowfawn - The Hypnotic Girl [Sì, abbiamo iniziato a tradurlo!]

È cominciata! Abbiamo iniziato a tradurre Shadowfawn, la ragazza ipnotica (o dovremmo dire, visto che è in inglese, "Shadowfawn - The hypnotic girl"?).

 

Lo trovate qui:[ Shadowfawn - The hypnotic girl

 

Nuova copertina momentanea, yay!

 

Sappiamo che è uno dei nostri romanzi più amati dai nostri lettori, e ne siamo estremamente grati. E quest'anno vogliamo farlo partecipare ai premi Wattys in inglese! Quelli importanti! Quelli in cui, finalmente, avremo la possibilità di mettere sotto agli occhi di chi conta questa storia, magari di riuscire ad adattarla in un film, o in una serie televisiva, o anche soltanto di avere una campagna pubblicitaria per la sua pubblicazione, una cosa che ci permetterebbe di concentrarsi sulla scrittura dei sequel della serie, e altri libri tutti per voi :)

Perciò, germoglietti, fan di Shadowfawn che avete amato i suoi strani personaggi, la sua storia piena di dolore e di amore e di inaspettati cambi di direzione, aiutateci a promuovere la storia lasciando qualche stellina (dopotutto, è una storia che conoscete e amate già ;) E se non la conoscete... è un ottimo momento per farlo, trovate la versione in italiano sul nostro profilo!).


Sappiamo che grazie a voi ce la possiamo fare! Al tempo in cui abbiamo pubblicato Shadowfawn in italiano, è successa una cosa pazzesca: cascate di commenti, interazioni, domande. Era come stare in mezzo ad un piccolo, attivissimo, intelligentissimo fandom, ed è stato forse uno dei nostri momenti preferiti come scrittori. Noi ci fidiamo di voi :) 

domenica 13 luglio 2025

Riguardo ai premi Wattys 2025 (che lo sapete che si chiudono domani?)...

 

Ma voi lo sapevate che l'iscrizione ai premi Wattys è aperta? E lo sapevate che finisce DOMANI?

Noi no. Cioè, ora lo sappiamo, ma ieri non lo sapevamo. L'avessimo saputo, avremmo partecipato... purtroppo, ancora una volta, non possiamo partecipare con storie in lingua italiana (pure il francese è stato escluso, cioè, 'nsomma... ma perché?), ma stiamo traducendo diversi libri, e l'avessimo saputo in anticipo, avremmo avuto modo di finire qualcosa e partecipare!

Purtroppo, però, ora è tardi. Forse i Wattys hanno bisogno di una spintarella in più di pubblicità, perché tutti partecipino, voi che ne dite? 

Che peccato. Sentiamo che si tratta di un'occasione sprecata... quest'anno avevamo tante, tantissime storie in via di traduzione che avrebbero potuto vincere, e sembra che in qualche modo questi Wattys "internazionali" siano un po' più seri della controparte italiana del passato, quella a cui abbiamo diverse volte partecipato (e che abbiamo, modestamente, diverse volte vinto), ma che non dava mai nessun "vero" premio: non abbiamo ottenuto traffico extra sulle nostre storie, quindi Wattpad non si è mai davvero impegnato per fare pubblciità ai libri vincitori, e soprattutto non ci è mai stata offerta una possibilità di pubblicare... quest'anno, sarebbe stato fico partecipare alla versione in inglese e provare ad avere qualcosa di più.

Ma la colpa, dobbiamo ammetterlo, è anche un po' nostra. Avremmo dovuto farci trovare pronti. Avremmo dovuto avere qualcosa di già completamente tradotto che... ah, come dite? Qualcosa ce l'abbiamo? Ma è una fanfiction, e quest'anno le fanfiction non possono partecipare?

E vabbé. Sarà per l'anno prossimo, diciamo, mentre sentiamo il tempo che scorre via fra le dita, il riconoscimento, la pubblicazione dei nostri lavori, sempre più lontani, sempre più irraggiungibili. Eccolo lì, sospeso sopra le nostre teste il nostro contratto, che per un motivo o un altro non riusciamo mai, mai, ad afferrare.

Forse dovremmo davvero darci (seriamente, non come abbiamo fatto in passato) al self-publishing, con edizioni curate e immediatamente riconoscibili, con tanti post pubblicitari, con lavori fatti apposta per attirare nuovi lettori, più schede dei personaggi che linkano direttamente ai nostri libri su Amazon... magari, aver "perso il treno" dell'ufficialità ancora una volta, significa una sola cosa: che i canali ufficiali non fanno per noi.

Dopotutto, sebbene una casa editrice faccia il nobilissimo lavoro di promuovere e distribuire i lavori di uno scrittore (che noi, povere creature in burnout perenne, accoglieremmo a braccia aperte), ha anche la notevole limitazione di dover seguire delle "linee guida", doversi costruire certi personaggi, stare attenti a quel che si scrive, ed essere soggetti alle LORO regole e ai loro contratti... e se conoscete, per esempio, la storia di Emilio Salgari, sapete che mettersi sotto contratto con una casa editrice è una cosa che può rovinarti la vita, se non si sta attenti.

Quindi forse è tempo di rimboccarsi le maniche. Di fare, come al solito, tutto da soli.

Tempo di creare nuove vesti grafiche per le collane, di auto-tradursi tutto per espandersi nel mercato inglese (che poi, ancora manco su quello italiano siamo approdati, e già pensiamo a quello inglese? Ma sì, meglio puntare alle stelle), di essere la nostra stessa casa editrice.

E al diavolo tutti i premi Wattys del mondo!

venerdì 11 luglio 2025

Update per i progetti Trinacria(cambia nome?!) e Regis Irae.

Fa di nuovo caldo. Un caldo tale da costringere la gente (noi, noi siamo la gente) a rimanere boccheggiante a letto per tutto il giorno, senza fare niente. Fronti sudate, boccheggianti, ci trasciniamo come zombie quando dobbiamo alzarci, non abbiamo neanche voglia di cucinare, neanche voglia di mangiare. C'è chi di noi sopporta meglio il caldo rispetto agli altri (ma come fanno? Come fanno a mettersi sotto con penne, matite colorate, con i fogli di carta senza che le loro mani si appiccichino ai fogli? Come fanno ad avere la forza di alzarsi presto al mattino, di preparare il cibo? Alcune persone sono supereroi), ma in linea generale siamo molto poco produttivi, e non abbiamo fatto niente per i ue progetti di cui vi teniamo maggiormente aggiornati (Ovvero il progetto Regis Irae e il progetto Trinacria).

Quindi perché facciamo un update? Perché avevamo promesso di tenervi aggiornati. E anche la vergogna (quella di non aver fatto quasi niente) può essere un motore per la creatività (non fatelo a casa, bambini! La vergogna non dovrebbe essere un motivo per creare qualcosa... forse... ma noi siamo pro e facciamo questo e altro ancora ;)).

Allora, innanzitutto NON è vero che non abbiamo fatto niente. 

Guardate che carino Opurino:


 

E poi abbiamo un altro update piuttosto importante: la regione non si chiama più "Trinacria", ma "Trinacris". In realtà avrebbe dovuto chiamarsi Trinacris fin dall'inizio, ma poi è successo qualcosa e, inconsciamente, abbiamo finito per scrivere Trinacria ovunque, invece del vero nome che avevamo scelto... abbiamo dunque fatto spallucce e lasciato "Trinacria", pensando che sì, comunque era un nome carino, ci poteva stare, dopotutto anche Kalos ha come nome una parola non-modificata che esiste veramente.

E poi, qualche settimana dopo, abbiamo riletto tutto e, storcendo le bocche, ci siamo detti che no, Trinacris è molto meglio di Trinacria, come nome per una regione Pokémon, sorry not sorry.

Hey, siamo ancora nella "fase beta", possiamo cambiare quello che cambiamo! E speriamo che anche voi preferiate Trinacris a Trinacria. Ha un suono più epico, vero? Sembra una cosa fighissima da esplorare, mentre Trinacria è solo il nome del simbolo della Sicilia. Oh beh... "solo"... la Trinacria è una cosa importantissima, ovviamente. Ma non è il nome di una regione Pokémon.

Ma non vi informiamo mai riguardo al progetto Regis Irae, abbiamo notato! E quello è in una fase relativamente molto più avanzata rispetto alla regione Pokémon (ed è pure marketizzabile, mentre l'altro è un fan-work e basta).

Vi abbiamo mai parlato delle carte da gioco su cui stiamo lavorando? Probabilmente no. Ne abbiamo accennato in passato, ma mai niente di serio.

Che cos'è che ci ha trattenuti dal parlarne, una specie di vergogna? Perché tendiamo a parlare di più dei progetti non-marketizzabili? Ve lo ricordate Sunset? Prima che Wattpad ci cancellasse la storia, era il nostro libro più letto in assoluto... ed era una fanfiction di Twilight! Non potevamo farci un centesimo! Eppure la spammavamo ovunque, vi tenevamo aggiornati, ne abbiamo parlato con le persone, e questo ha portato ovviamente ad una maggiore visibilità del progetto. Tutti volevamo leggere quella buffa reinterpretazione della saga di Twilight, con una protagonista italo-americana (ah, la nostra amata Belarda Cigna!), pragmatica e appassionata di pro-wrestling, invece dell'originale Bella Swan.

Dovremmo smettere di mettere in secondo piano i nostri progetti originali, perché sono altrettanto, se non più belli rispetto ai fan-projects.

E nel caso del Progetto Regis Irae, è veramente una roba grande.

Il cuore del progetto sono gli spiriti. Non solo fantasmi, ma anche antiche creature che abitano i boschi, elementali nascosti, creature antiche che permeavano l'anima del mondo nel tempo del sogno, prima che la materia fosse tale, quando tutto fluiva nel tutto e cambiava continuamente (vi abbiamo mai parlato di una delle più importanti leggende creazioniste del Cammino delle Leggende? NO!? Questo è perché, vedete un po', facciamo le cose e non ne parliamo a nessuno). 

Stiamo creando tutta una lore incredibile per il Progetto Regis Irae (e un sacco è già visibile e leggibile sulla wiki ufficiale del Cactiverse, ma sarà ovviamente espansa nelle storie), un'esplorazione degli spiriti fantascientifica, con connessioni profonde alla vera chimica e alla vera fisica del nostro mondo, ma che al contempo non dimentica la magia dei riti e dei miti dei cinque continenti, e che esplorerà creature provenienti da ciascuno di essi (oltre a, ovviamente, tutta una schiera di specie originali, ma create con cura per sembrare parte del "sistema" che abitano).

Non sappiamo da cosa cominciare... cosa vi mostriamo? Abbiamo fatto un sacco di lavoro, non solo dei piccoli update... c'è un intero sito dedicato... e un blog dedicato... 

Danny Runner! Perché abbiamo due siti su questa cosa? Perché raddoppiamo i nostri
sforzi per una cosa che neanche sapete che esiste?

E questo è il blog.
Sì, sembra uguale al sito. No, non lo è. Clicca clicca clicca!

 

Ma adesso rischiamo che questo piccolo update diventi... troppo lungo. Dopotutto, vi stiamo introducendo ad un progetto di cui vi abbiamo parlato ancora poco... vi stiamo facendo assaggiare l'aria, come fanno i serpenti con la lingua, per introdurvi al peculiare sapore della narrazione.

Fantasmi e macchine, ecco cosa. Cavi ed ectoplasma. Scienziati pazzi.

Che sapore delizioso, non è vero? Aggiungiamo una bella spolverata abbandonate di mitologia, un ragazzo che fugge dal suo passato, dalla sua famiglia, e sembra proprio che un brodino delizioso stia sobollendo in pentola!

Iniziate a sentirla, l'acquolina in bocca? Iniziate a vedere, socchiudendo gli occhi nella vostra stanza semibuia, tutte le possibilità di un viaggio aldilà del velo che nasconde meraviglie che avrebbero fatto tremare H.P. Lovecraft, ma che noi esploreremo tutti insieme, per tenere per mano quelle antiche divinità, quegli spiriti semi-corporei e arcani, come amici di vecchia data? (Beh, mani, tentacoli... fa lo stesso, l'importante sono i nuovi amici che guadagneremo strada facendo).

Fino alla prossima, ciao ciao, germoglietti!



 

domenica 22 giugno 2025

Update per il progetto Trinacria - di allenatori e sprite e altre cose così

Ha piovuto. Sì, le temperature si sono abbassate, l'acqua è scesa dal cielo, e questo significa che siamo stati capaci di lavorare. C'era tanto da fare, non solo la roba correlata ai nostri due "big projects", ma ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo fatto un po' di questo e un po' di quello. Siamo anche scappati da alcune delle nostre responsabilitò, ma una volta tanto non fa niente, giusto? Basta che non succeda troppo spesso, e di solito siamo disgustosamente ligi. Ma adesso stiamo divagando, ritorniamo al lavoro che abbiamo fatto grazie a questo repentino cambion di temperatura (alleluia!).

Il risultato è che abbiamo così tanto da dirvi che non sappiamo da dove iniziare... boh, cominciamo da una delle cose che ci rende più euforici (che volete, ci basta poco): il fatto che abbiamo trovato il modo di inserire nuovi allenatori che corrispondono a degli overworld sprite custom. Cioè, per spiegarci meglio: mentre camminate con il vostro personaggino protagonista nell'overworld, vedete un nuovo NPC e potete parlarci, sfidarlo (o essere sfidati a sorpresa! Ah! Dopotutto siamo in Pokémon, è così che si fa) e vedere uno sprite dell'allenatore in questione completamente nuovo, fatto da noi. Forse è meglio che ve lo facciamo vedere, così lo capite meglio: 



Vessel. Piccolino.
Non è una figata assurda?

Stiamo lavorando a diversi personaggi che cammineranno nell'overworld, fra cui uno di quelli più "fuori posto" è il cantante degli Sleep Token. Ma voi li ascoltate, gli Sleep Token? No? Dategli una chance, hanno alcune canzoni davvero carine! Ascoltate "Take me back to Eden", è un piccolo capolavoro, e a volte la sentiamo in loop mentre lavoriamo, perché ci fa entrare nel mood per raccontare le storie di certi tipi di personaggi (che noi abbiamo in abbondanza).

Perché il cantante degli Sleep Token, il misterioso Vessel dal volto coperto? Perché non Mika invece, che nelle nostre fanfiction è legato in particolare ai salti dimensionali? (Sì. Sì, il cantante pop Mika, quello che ha scritto e cantato Grace Kelly, ha una trama multidimensionale legata al Dio della Musica, perché, voi non le scrivete queste cose?). Tempo al tempo: immaginiamo che lo scoprirete. E poi, per quelli che non hanno idea di chi gli Sleep Token, ritrovarsi di fronte ad una personaggio mascherato e vestito di nero sarò sicuramente più intrigante... si chiederanno se è uno dei cattivi (spoiler: non lo è), se fa parte di una setta, se vuole evocare qualche pokémon oscuro e potentissimo, un leggendario che può cambiare il tessuto stesso della realtà (può... può essere?).


Ora però guardate questo modello di Lysandre per l'overworld e diteci che non è la cosa più pucciosa che abbiate mai visto in un gioco Pokémon:



Sì, è enorme se paragonato agli altri personaggi "classici" che trovate in giro nelle ROM, ma Lysandrone è alto e volevamo rendere questa cosa apparente... è divertente dare altezze diverse ai personaggi, a volte si inserisce bene nelle dinamiche... certi personaggi sembrano più intimidatori se sono molto alti, mentre altri danno un'impressione notevolmente meno pericolosa se li riduci di altezza. È poi c'è il classico trope (usatissimo da Pokémon) dei "grandi capi" bassi: Giovanni e Rose, per esempio, sono fra gli uomini più potenti e rispettati della storia di Pokémon, eppure sono abbastanza piccolini. Lysandre si discosta da questo trend dei capi piccoli, venendo ritratto altissimo, atletico e per giunta vestito di rosso e nero, con la pelliccia intorno al collo come Yveltal, il pokémon connesso al concetto di distruzione. Troviamo questa cosa affascinante, perché è anche uno dei villain il cui potere è tutt'altro che assoluto, anzi, il suo intero personaggio si basa sulla sua mancanza di potere... desidera cambiare il mondo, ci ha provato con tutte le sue forze, con tutto il potere del suo denaro, ma avendo fallito sente di stare perdendo il controllo, e questo lo porta a desiderare uno strumento estremo: quello dell'arma finale.

Nonostante l'aspetto imponente, elegante, "chiuso" (ci avete fatto caso, che di lui si vedono solo la faccia, le orecchie e le punte delle dita?), è uno dei villain che agisce più sulla sua mancanza di potere, che grazie ad esso, ed è come se la sua altezza, spropositata rispetto a quella degli altri villain, sia stata scelta nel suo design proprio per comunicare questo.

Ma questo è un'update su quello che abbiamo fatto, non su Lysandre di Pokémon XY (siete in hype per Pokémon Z-A? Noi l'abbiamo preordinato, ed è la prima volta per la maggior parte di noi che preordiniamo un gioco).

Un altro personaggio del progetto Pokémon Trinacria che vogliamo presentarvi è lei, Bianca: dentista, sportiva, madre, organizzatrice di eventi letterari, e allenatrice specializzata in pokémon di tipo fuoco. Come fa a fare tutte queste cose, ci chiedete? E che ne sappiamo noi: lei è basata su una persona che conosciamo davvero, una delle donne più energetiche, intraprendenti, incredibili che abbiamo mai incontrato. Non abbiamo idea di come faccia a fare quello che fa, perciò abbiamo pensato che, come minimo, si meritava di essere una capopalestra nel nostro fangame, insieme al suo bimbo. Lei adora i Pokémon di tipo fuoco :)



 

Oltre a Bianca, abbiamo iniziato ad inserire anche qualcosina di quella che noi chiamiamo la "sottotrama di Mondello"... ovvero i villain in spiaggia. Quelli del Team Rainbow Rocket, per intenderci: capitanati da Giovanni, questa volta non sono fra noi per combinare qualche guaio (forse), ma per vivere una vacanza rilassata fra la sabbia dorata, il cielo azzurro e il mare limpido (ma ci pensate a quanti pokémon pesce possiamo inventare? Ci PENSATE?!).

E questo significa che, come avete già visto nel piccolo video-esempio sopra, ci tocca fare tutti i villain in costume da bagno. Tuttavia la direzione artistica (inaspettata, dobbiamo dire: non l'abbiamo pianificato, è successo e ora abbiamo deciso di andare in quella direzione) sarà quella di creare una sorta di "quadretti" (inteso come piccoli quadri artistici, non come cubetti, ovviamente) per ogni personaggio al mare, invece di fare una cosa semplice e lineare come i personaggi in costume da bagno, visto che sono design veramente minimali... ed ecco che appariranno così negli sprite altri elementi esterni al NPC, come i loro pokémon preferiti, gli oggetti che usano in spiaggia, a volte parti dello sfondo che sono rilevanti, per creare piccole scene che abbiamo una certa personalità. Perché a noi piace complicarci le cose e non riuscire a finire i progetti perché puntiamo troppo in alto, oh yeah.

Il Chairman Rose con il suo Perrserker.
E il più glorioso castello di sabbia mai fatto sulle
spiagge di Alcamo Marina.

Hai disturbato Lysandre mentre coccolava il suo Pyroar.
Sarai bruciato/a vivo/a.

In ordine sparso, ecco altre cose di cui abbiamo discusso riguardo a Pokémon Trinacria:

- Le chiese e in generale i luoghi di culto. In Sicilia c'è una fortissima cultura del "santo patrono", ovvero (per chi non lo sapesse, ma lo sanno più o meno tutti, vero?) il protettore o la protettrice della città. Abbiamo così deciso che, oltre alle normali chiese in cui si venera e prega Arceus, ogni città avrà anche un suo patrono, un pokémon fortemente connesso ad Arceus, in alcuni casi un'emanazione stessa del grande creatore, che i cittadini credono essere un protettore della città. Evviva, possiamo fare i santi pokémon!

- Le spiegazioni scientifiche di certe cose, come ad esempio le pietre evolutive (per fare un esempio, la pietraidrica). Con un approccio squisitamente scientifico (o meglio, fantascientifico) puntiamo a colmare i vostri dubbi su ogni meccanismo del mondo pokémon! Perciò non solo alcune spiegazioni saranno disponibili in-game, all'interno delle biblioteche pubbliche, ma spiegazioni molto più in dettaglia saranno pubblicate in una sezione apposita del sito! Siamo già a buon punto per la pubblicazione del primo articolo, quindi aspettatevelo presto ;)

- I colori del tileset. Rispetto ad una "classica" avventura pokémon, vogliamo che sia tutto più colorato, non solo per via della tipica luce siciliana, che esalta e sottolinea i colori naturali delle cose, ma anche per richiamare i tipici colori delle piastrelle, delle ceramiche, dei carretti siciliani, dei teatri dei pupi... di tutte quelle cose, insomma, che rendono immediatamente riconoscibile lo "stile" siciliano. Ops, volevamo dire Trinacriano!

- Abbiamo iniziato a pensare ai crossover con altre delle nostre serie, a quali personaggi possono comparire all'interno della narrazione. 

- E subito dopo abbiamo iniziato a pensare a chi NON POSSIAMO fare comparire, perché iniziamo ad avere un po' troppi personaggi in una semplice hack rom.

- Infine, e questa cosa merita un punto a parte, abbiamo deciso che faremo I BALCONI. E che sui balconi ci saranno NPC. You're welcome.

Walking tiny lys

[Psst, qui trovate di più riguardo a Pokémon Trinacria. ]

 🌵🎨 Tutti i disegni di questa pagina (e probabilmente anche delle altre, se non è diversamente specificato) sono stati realizzati dalle nostre artiste, Furiarossa e Mimma! 🌵🎨

mercoledì 18 giugno 2025

Reclute del Team Flare nel trapanese - Update sul progetto Trinacria

Stiamo procedendo un po' a rilento.

Vorremmo fare di più, ma purtroppo si è sollevato contro di noi un nemico difficile da sconfiggere: il caldo torrido. Queste temperature, unite alla forte luminosità del giorno, ci rendono più sonnolenti (sì, siamo creature della notte)... più pigri, più lenti, forse anche un po' depressi (e qualcuno di noi è già bello inguaiato, questa situazione, ahi ahi, peggiora le cose).

Ma nonostante tutto, non ci stiamo arrendendo. Immaginate adesso che abbiamo appena scritto la vostra frase motivazionale preferita (oh, già che ci siete, se volete commentatecela! Abbiamo un gran bisogno di frasi motivazionali) e che, con occhi ardenti di fiamme, stiamo stringendo i pugni e guardando verso l'orizzonte.

Abbiamo iniziato a pubblicare sul sito di Pokémon Trinacria qualcosina riguardo ai personaggi... rivelando anche alcuni dei primi overworld sprites (ovvero i personaggini fatti di pixel che si muoveranno sullo schermo durante l'esplorazione del gioco), in particolare quelli di tre personaggi fortemente connessi alla regione di Kalos (quella di Pokémon X e Pokémon Y, per intenderci), ovvero due reclute del Team Flare e il professor Platan.

Il professor Platan che cerca il Bar 900. Purtroppo non sa chiedere indicazioni perché parla solo Kalosiano, così fa finta di niente e vi da il buongiorno.

 

(Questo significa che dobbiamo fare pure il Bar 900? E scriptarci dentro almeno un paio di eventi? Ecchecavolo!)

La novità, per quanto riguarda le reclute, è che questa volta... hanno un nome. E sono soltanto due, invece di un team intero: Dorian e Ionica. Chissà, magari riuscite anche ad indovinare qual'è l'ispirazione dietro i loro nomi!

Ma che cosa ci fanno delle reclute del Team Flare a Trinacria, vi chiederete... beh, sono in vacanza, è ovvio! Quindi, questa volta, niente strani piani per sterminare la popolazione (forse), ma solo una storia di connessione.

Oltre alla presentazione di tre personaggi (con relativa pixel art), stiamo lavorando anche alla storia del gioco, nonché ai tileset (ovvero ai "mattoncini" base che andranno a comporre l'ambiente), i quali dovranno catturare al meglio l'atmosfera della Sicilia e al contempo amalgamarsi bene con i tileset originali di Pokémon, che saranno ancora presenti, mischiati ai nuovi ambienti.

E se ve lo state chiedendo (ma non ve lo stavate chiedendo, probabilmente), sì, ci sarà l'Etna. E sì, ci saranno dei pokémon mitici molto speciali sul vulcano. Ma prima di arrivare fino all'Etna ci vorrà un po'... perché stiamo iniziando dalla Sicilia occidentale, dalla zona del trapanese.

Sì, la cosa bella di questa hack rom è che ci sono le reclute del Team Flare che fanno cose in provincia di Trapani. Voi chi vorreste vedere in questa vacanza? C'è un personaggio che vi piace in modo particolare e a cui vorreste dare una vacanza rilassante (e assolutamente senza disastri naturali, genocidi, razzismo, e una trama matura ideale per i videogiocatori adulti, no no, tranquilli, no, rilassatevi, tranquilli, sedetevi... cosa... no, certo che no, quello script che indicate, e che sporge da sotto il nostro tappeto, non parla assolutamente di un team di villain così cattivi che tutti i cattivi dei giochi precedenti li trovano spregevoli, eh eh, certo che no, cosa state pensando...)?

Vorremmo darvi di più, più in fretta, davvero, perché questo è un progetto proprio carino.


 

sabato 14 giugno 2025

I bagli, la Sicilia, il modo in cui vivevano i nostri nonni

Gli umani sono fatti per condividere, dovremmo vivere in "branchi" che si scambiano le risorse con altri branchi. Qui in Sicilia, fino a non troppi anni fa, si viveva nei bagli in campagna, in strutture dove tutte le case erano costruite intorno ad un cortile interno, e diverse famiglie lo condividevano. Si lavorava la terra insieme, si allevavano le galline insieme, alla sera si cantavano le canzoni intorno ad un focolare, ci si raccontavano storie, si ballava, ci si innamorava...

Purtroppo, in tempi più recenti, con la generazione dei nostri genitori, questa consuetudine ha incominciato a perdersi, con sempre più persone che vivono nelle città, ma sono contenta di vedere come moltissimi giovani stanno decidendo in realtà di tornare alle campagne.

Recentemente abbiamo visitato un baglio che alcune persone di un'associazione culturale stanno restaurando, allo scopo di andare a viverci con i loro amici... e che dire, un pensierino ce lo stiamo facendo pure noi. Sarebbe bello, tornare a vivere come vivevano i nostri nonni, nelle campagne, in spazi aperti e condivisi, con un ritmo umano.

Il diverso è un valore aggiunto. Il quindici sera (qui da noi diciamo così, non la sera del quindici, ma il quindici sera...), qui da noi in piazza ci sarà un evento in cui persone di diverse culture condividono (gratuitamente) il cibo delle loro nazioni d'origine, anche nelle variante che sono state create in Sicilia, integrando i nostri ingredienti tipici.

Il modo in cui l'abbiamo saputo è interessante... letteralmente in un salottino letterario privato, dove tutte le persone all'interno, tranne noi, erano arbëreshë, ovvero italo-albanesi, e ci hanno caldamente invitati a partecipare. Sarà una vera festa per tutti!

E sai di cosa abbiamo discusso, in quel salottino traboccante di libri, dove le bimbe giocavano sul pavimento? Di come la gloria della Sicilia venga dalla sua immensa diversità, di come la visione del singolo debba essere inclusa, celebrata, ascoltata, allo scopo di capire realmente il mondo, e di come la mia diversità non toglie nulla alla tua e viceversa... oh, e anche di come sarà la diversità unica dei caratteri, e delle visioni artistiche, che schiaccerà l'AI molto presto, visto che da sempre, storicamente, sono le visioni uniche, e non quelle omologate, a brillare. 

Abbiamo conosciuto una scrittrice arbëreshë durante il festival dei libri di una città del trapanese, abbiamo partecipato ad un piccolo seminario di scrittura creativa che ha organizzato lei... e abbiamo incontrato così tante persone diverse! C'era un pittore francese che ha deciso di rimanere in Sicilia per via dell'unicità del territorio, del modo di viverlo che hanno le persone (ed era pure un pittore bravissimo), una ragazza che è nata in Marocco, ma che parla italiano perché è cresciuta qui, e ci ha raccontato della meraviglia della campagna di sua nonna... e abbiamo ascoltato un ragazzo con la chitarra assolutamente eccezionale e un'insegnante che parlava con l'accento siciliano più pesante che abbia mai sentito, ma che al contempo scriveva in modo sublime. 

Eravamo tutti diversissimi! Non è neanche una cosa che siamo in grado di raccontare così, in breve...

E quindi domani sera si va a mangiare cibo albanese, se tutto fila come deve filare.

Noi, a dire il vero, non siamo i più grandi socializzatori del mondo... non è colpa nostra, è il modo in cui ci hanno cresciuti. Ma proveremo a fare del nostro meglio... e a portare anche un pezzettino di noi in un posto dove ognuno porta una parte di sé.

Perché l'insieme, a volte, è più grande della somma delle sue parti.

Peace and Love!

 

 

 


lunedì 12 maggio 2025

Caro diario: foto di alberelli

Stamattina abbiamo chiesto a nostro padre, che vive in una regione differente dalla nostra, di mandarci delle fotografie di piante in fiore, per vedere in che modo la differenza climatica ha effetto sulle piante locali. Insomma, visto che quaggiù da noi crisantemi e margherite, fioritura di malva e di viperina, sono già abbondanti, volevamo sapere cosa sta succedendo da lui.

Nostro padre, che come al solito ha capito perfettamente le istruzioni che gli sono state date, è andato in giro per la città a fotografare alberelli. No, non alberelli fioriti, degli alberelli a caso.

Una piccola palma dentro ad un recinto. Interessante scatto da mandare a qualcuno che ha chiesto foto di fiori... una palma recintata con un sacco di piante, rigorosamente prive di qualsivoglia bocciolo, intorno. Spettacolare.
 

Ha poi proceduto a mandarci foto di svariati alberelli, tutti rigorosamente senza fioritura. C'era anche una pianta grassa in un vaso, che non sappiamo a chi appartenga, anche questa senza alcuna traccia di fioritura.

Alcune piccole agavi, in condizioni neanche eccellenti, in un vaso. Non è esattamente una pianta da fiore, forse... vabbé.

 La cosa più vicina all'obiettivo prefissato sono i fiori di tarassaco (presenti in numero di cinque) sotto un alberello di olivo; bisogna però ricordare che la loro presenza è una totale casualità, e che non sono il soggetto scelto da nostro padre per la fotografia. I soggetti scelti sono infatti, come avrete capito, gli alberelli.

Alberello di olivo. Sotto di esso, nel prato, potete scorgere, se strizzate gli occhi, alcuni fiori gialli di una composita che potrebbe, o non potrebbe, essere tarassaco. Vabbé.

 Grazie padre. 

(No, grazie veramente. Aldilà dell'adorabile e totale cannamento della missione, che ci ha fatte fare una risata, e speriamo l'abbia fatta fare anche a voi, c'è il fatto che si è messo a fotografare alberelli in giro per mandarceli. L'impegno è lì, e non è una cosa scontata, nel 99% dei casi)

martedì 8 aprile 2025

Caro Diario - Un amico che vuole doppiare

Oggi un nostro amico (che abita in America, negli Stati Uniti per essere precisi) ci ha detto che ha avuto un'idea: vuole entrare nel mondo del "voice acting", ovvero del doppiaggo, e desiderava sapere la nostra opinione.

Il doppiaggio è un'arte, una delle nostre preferite se dobbiamo dire la verità. 

Fin da quando eravamo piccini, noi giocavamo ad impersonare personaggi vari, cercando di dare loro voci quanto più simili a quelle originali, viste in tv, ed è diventata poi un'evoluzione naturale della cosa che dovessimo inventare nuove voci per le "comparse" e per i personaggi originali che poco a poco iniziavano ad entrare nelle avventure.

Ma il doppiaggio è anche un'arte difficile e, almeno nel paese in cui viviamo, è terribilmente legata ad alcune famiglie che "tradizionalmente" sono nel mondo del doppiaggio... è difficilissimo diventare doppiatori, anche se si è davvero bravi.

Non abbiamo idea di come funzioni in America (o forse ce l'abbiamo, ma è comunque troppo vaga per potere dire che sappiamo davvero qualcosa sull'argomento), se il mercato è più "libero" che in Italia, ma da quel poco che abbiamo visto, soprattutto nelle grandi produzioni, i voice actor professionisti vengono usati sempre di meno a favore di "star" di altro tipo, come gli attori o i cantanti. 

Insomma, è un percorso sicuramente bellissimo, e fare il doppiatore sarebbe un lavoro dei sogni, se solo fosse... fattibile. Ma, ripeto, che ne sappiamo noi? 

Ci sembra difficilissimo, quasi impossibile per i progetti grandi, ma non è detto che non lo sia per piccoli progetti indipendenti.

La passione che ci vuole per fare un lavoro del genere deve essere davvero, davvero sconfinata. E oltre alla passione c'è anche un altro dettaglio importantissimo: l'impegno tecnico. Se già è difficile farcela per chi è davvero bravissimo, per degli appassionati "amatoriali" che non hanno alle spalle studi professionali è probabilmente ancora più difficile. Lungi da noi il dire che è impossibile, ma... bisogna tenerlo in conto.

Chissà come gli andrà. Siamo curiosissimi di sapere se riuscirà nel suo sogno oppure no... e, in un certo senso, di documentare questo difficilissimo viaggio.

giovedì 20 marzo 2025

Caro Diario - Cose impossibili che però succedono, tartaruga edition

A volte, quando devono giudicare un romanzo, i recensori dichiarano che qualcosa è "sbagliato" perché irrealistico. "Quante possibilità ci sono che a questo personaggio capiti questa cosa?" Dicono, indicando quelle che sembrano incredibili coincidenze.

E poi, se guardate bene queste cose, quasi sempre sono perfettamente plausibili. Nomi che sembrano fatti apposta per un personaggio? Che c'è, non avete mai visto un proprietario di pompe funebri di nome Benedetto Riposo? Vi sembra che certi nomi siano soltanto strani, che nessuno chiama suo figlio così nella realtà? Peggio per voi, noi sappiamo in prima persona dell'esistenza di Veneranda Trota (non ironicamente uno dei nomi più belli esistenti) e Stornello Giorlando (uno di quei nomi in cui è naturale chiedersi quale sia il nome e quale il cognome. Ma poi, che nome fichissimo è, Stornello?! Altro che cringe, fatevi crescere una spina dorsale e innamoratevi delle diversità della vostra cultura).

"Ma no" diranno alcuni "Non parliamo solo dei nomi da Winx o da My Little Pony, parliamo di quei fatti che sembrano forzati, avvenimenti scritti solo per mandare avanti la trama! Cose che non succederebbero mai nella realtà!".

Ecco, era qui che volevamo arrivare. Adesso vi raccontiamo una cosa che sembra assolutamente fatta solo per mandare avanti "la trama", anche se non c'è nessun libro e stiamo solo parlando della nostra vita. Queste cose succedono, e succedono pure spesso, ma quella che è successa stamattina è così carina e assurda che volevamo raccontarvela (e ci è parso interessante incorniciarla in un contesto letterario perché, 'nsomma, noi parliamo di libri, è la nostra cosa).

Tutto è cominciato perché lavoriamo troppo: a furia di scrivere, abbiamo perso di vista l'orario, e quando abbiamo ri-guardato l'orologio era già passata l'una. E noi iniziavamo ad avere fame. Così abbiamo deciso, di comune accordo, di andare assieme a prendere qualcosa di pronto al gigantesco Conad (beh, solo uno dei Conad, di questi supermercati la nostra zona ne è piena) della nostra città.

Ovviamente non avendo la macchina ci andiamo a piedi, insieme al cane, e ci prendiamo dei pezzi di schiacciata tutta coperta di sesami, con dentro prosciutto e provola, che questa mattina era pure piacevolmente più imbottita del solito, con tre strati extra di morbido e succoso prosciutto.

"Mangiamola per strada" ci diciamo, uscendo dal Conad, e così facciamo. Per fare durare più a lungo quel bel momento idilliaco, in cui mangiamo schiacciata col prosciutto, beviamo Monster all'anguria e ci godiamo lo splendido paesaggio rurale (perché sì, il Conad è circondato da uno splendido paesaggio rurale), decidiamo di fare "il giro lungo", ovvero di non percorrere la stessa strada da cui siamo venuti, ma di prenderne un'altra che ci permetta di gustarci non solo il cibo, ma anche il clima mite della mattinata.

È proprio primavera, non c'è che dire: si possono vedere le rondini che attraversano il cielo come cutter su un foglio, tagliandolo ad alta velocità, nei pratini selvaggi davanti alle villette sbocciano fiori di crisantemi gialli, i delicati fiorellini blu della borragine, quelli gialli (che in realtà non ci hanno abbandonati per tutto l'inverno) dell'Oxalis pes-caprae, che noi chiamiamo sempre proprio così, con il nome scientifico, perché è troppo bello e perché non ci ricordiamo mai come dovrebbe essere chiamata in realtà (Wikipedia ci dice "acetosella gialla", cercandola adesso).

Un po' mangiamo, un po' diamo la crosta della schiacciata al cane. Parliamo di cose meravigliose, di libri in particolare, come Almost Blue di Carlo Lucarelli e il celebre Cent'anni di Solitudine di Gabriel García Márquez (a proposito, preparatevi, perché prestissimo posteremo una recensione!), quando all'improvviso il cane inizia ad annusare qualcosa che si trova dietro ad una recinzione.

L'ultima volta che ha guardato qualcosa così, aveva trovato un gattino (che ora vive con noi), quindi ovviamente abbiamo guardato: era una tartaruga.

E non una tartaruga qualunque, ma una che non vedevamo da almeno un decennio: una Emys orbicularis, la testuggine palustre europea.

Non abbiamo fatto foto, perché non avevamo con noi né la macchina fotografica, né uno smartphone. Peggio per voi, che avete sempre dietro quegli aggeggi infernali con internet dentro, e guardate le notizie catastrofiche ma non vedete le tartarughe, ecco.

Una foto di una Emys Orbicularis. Volevamo farvene vedere una, perciò l'abbiamo presa da Wikipedia. Quella che avevamo trovato noi era più bella, comunque.

Comunque, abbiamo preso la tartaruga e la stavamo guardando, non sapendo bene che farne... le Emys sono protette, non le si può tenere in casa, ma questa qui era davvero distante da qualunque lago, che è dove dovrebbero vivere, essendo animali palustri. E poi era vicinissima alla strada, si stava proprio affacciando con la testolina oltre un buco nella recinzione, scrutando il mondo con i suoi occhi gialli e perfettamente rotondi, curiosi, ignara del fatto che da lì poteva passare un camion e metterla sotto in qualunque istante... si sa, le tartarughe non sono animali particolarmente veloci.

"Che ne facciamo?" Ci siamo detti.

Ovviamente pensavamo a segnalare alle autorità la presenza di quel piccoletto squamato, ma... quali autorità? Chi si occupa, esattamente, delle tartarughe selvatiche che stanno troppo vicine alla strada?

È stato allora che qualcuno con un piccolo mezzo pesante (o sarebbe più corretto dire un mezzo medio? Una macchina col rimorchio? Siamo esperti di tartarughe, mica di autovetture... e forse manco di quelle) si è fermato vicino a noi. Un signore, dal finestrino, ci fa un gesto e ci domanda in inglese se la tartaruga fosse morte.

Rispondiamo (in italiano) che è viva.

Il signore scende dalla sua vettura e ci rivela che sua moglie si occupa proprio di questo tipo di animali.

"È una emys... emys..."

"Orbicularis" finiamo per lui.

Bom, entrambi sappiamo di cosa stiamo parlando. Ci da il numero di sua moglie, che è il capo della succursale locale del WWF, e si occupa specificamente di questo tipo di tartarughe. Non abbiamo più dubbi su cosa fare: decidiamo di dare l'animale a lui. Che, fra l'altro, ce lo chiede.

Così la bella tartaruga (che probabilmente, vista la forma del carapace e il fatto che si trovasse così lontano dall'acqua, è un tartarugo) è stata messa in una cassetta di plastica e portata via da quell'uomo.

Subito dopo, iniziamo a ridere. Quante erano le possibilità che trovassimo una tartaruga palustre lontana dall'acqua, e proprio all'inizio del periodo in cui iniziano a svegliarsi? Certo, sono cose che succedono, non è assurdo, è solo un bell'avvenimento.

Ma quante erano le possibilità che proprio in quel momento, mentre stavamo per discutere di cosa fare a riguardo, comparisse proprio il marito della responsabile della nostra succursale locale del WWF, che riconoscesse da lontano la tartaruga, che avevamo sollevato in aria in quell'esatto momento e che dunque lui aveva avvistato?

Assurda. Ma plausibile, poiché avvenuta.

Chissà dove tutto questo ci porterà, adesso... vedremo altre tartarughe? Contatteremo il WWF locale? Questo singolo, fortuito e incredibile evento, ci porterà a fare... che cosa, in futuro? È assolutamente meraviglioso il fatto che non lo sappiamo.

Ma sappiamo che domani incontreremo persone del nostro club del libro, e che magari racconteremo loro questa storia della testuggine. Magari vedremo altri rettili locali... e se vi sembra strana una cosa del genere, è perché non sapete che il nostro club del libro si riunirà alle terme. Terme naturali: un intero fiume di acqua calda. Ditemi se non sembra di stare in un libro fantasy, eh?

Forse, se credete che certi eventi siano impossibili, è solo perché non uscite lì fuori nel mondo abbastanza. Le coincidenze, le più belle, le più assurde, succedono continuamente, se fate cose. Innamoratevi del mondo e della sua natura, incontrate persone, ricordatevi che tutti siamo parte di un meccanismo immenso, che è il pianeta Terra.

Noi ne avevamo bisogno: un po' come quella tartaruga, siamo rimasti "in letargo" per un lungo periodo, dal punto di vista sociale. È arrivato il momento di rispolverare il cuore. Di parlare di libri. E, ovviamente, di fare succedere qualche altra cosa straordinaria.

 

Pace e amore, germoglietti! 

venerdì 28 febbraio 2025

Medaka

Vi vogliamo parlare di qualcosa di minuscolo e sorprendente, e di come le cose minuscole possano avere un impatto enorme nella storia umana. Nel corso dell'ultimo anno, c'è stato un animaletto che, nonostante la nostra familiarità con il settore, abbiamo iniziato a vedere dappertutto e non avevamo mai visto prima. Non dal vivo, eh, no no. Online.

Guardando video su come tenere i rettili... zac, eccolo qui quell'animaletto, anche se non è affatto un rettile.

Guardando video su come coltivare piante palustri all'esterno... zac, ancora una volta eccolo, anche se ovviamente non è una pianta palustre.

Fotografie di animali "particolari"? Eccolo di nuovo lì, anche se all'aspetto ha ben poco di particolare. Forse. Qualcuno. Non tutti. Capirete di cosa stiamo parlando.

Sembra che ci sia una vera e propria "invasione" in corso, qui in Italia, e forse anche all'estero, visto che abbiamo sporadicamente visto spuntare la bestiola in video americani e inglesi. Di che cosa stiamo parlando? Di un minuscolo pesciolino conosciuto come "medaka", il cui nome scientifico è Oryzias latipes. Viene chiamato anche pesce del riso giapponese. Il nome "medaka", in giapponese, è composto da due kanji, rispettivamente "me" che significa occhi e "daka" che significa "alto", perché questi pescetti hanno gli occhi relativamente in alto rispetto ad altri pesci più comuni, un po' come i guppy o killi per intenderci... ce li avete presenti, no? Nel dubbio vi mettiamo una foto: 

Guppy maschio

Due killifish (Aplocheilus lineatus)

 

Medaka [fonte nel caso non si fosse capito dalle scritte giganti sull'immagine]

E allora? Per quelli di voi che hanno un minimo di dimistichezza con l'acquariofilia, il concetto che un nuovo pesce entri nel novero di quelli allevati non è affatto strano... ci sono pescetti che vengono scoperti e commercializzati a pochissimo tempo di distanza, diventando super-popolari, e persino volte in cui il pesce prima viene allevato dagli appassionati e riprodotto massicciamente e solo dopo catalogato dagli scienziati. Quindi, direte voi, che cosa c'è di strano nel fatto che questo Medaka abbia iniziato a comparire dappertutto? Insomma, non è normale, che un nuovo pesce, specie se bello e sufficientemente facile da allevare, entri presto nelle grazie e nelle vasche degli acquariofili?

Certo che sì, vi diremo noi, certo che sì... il fatto è, che il medaka non è un pesce nuovo. Neanche lontanamente.

L'Oryzias latipes è già più noto alla scienza, in quanto è stato utilizzato come organismo modello negli studi di biologia genomica per oltre un secolo... non per dire, ma è stato il primo pesce modificato geneticamente. Questo animaletto è talmente versatile (nonché studiato) da essere stato anche il primo vertebrato ad accoppiarsi nello spazio, nella metà degli anni '90.

Insomma, un gioiellino che conoscevano tutti tranne noi (e con "noi" intendo "italiani", non "noi noi")... forse.

Comunque, è una creatura che merita di essere conosciuta per una serie infinita di motivi. Ve li elenchiamo (beh, non infiniti, solo qualcuno, e proviamo a condensarli sennò non la finiamo più), così magari capite perché ve ne stiamo parlando:

Alcuni lamé di colori diversi.


1) Questo pescetto, lo avrete già capito, è stato un caposaldo della biologia genomica, e già solo per questo è figo sapere di lui;

2) Questo pescetto, nonostante moltissimi di voi non lo avranno mai sentito nominare (o se lo hanno fatto, è stato grazie alla recente "invasione"), è uno dei pesci più facili da tenere in assoluto, grazie alla sua enorme resistenza in un range di temperature assolutamente estreme, la sua piccola taglia e in generale il suo essere super-rustico;

3) Questo pescetto ha una riproduzione interessantissima, e gli appassionati si spediscono gli uni con gli altri le uova... sì, avete capito bene, le uova! Sono collose e robuste e possono essere spedite! Così potete farle schiudere e cominciare ad osservare il ciclo vitale di queste creature fin dal loro primo respiro;

4) La variabilità genetica di questo pescetto è una roba da far sbalordire anche i cinofili: con oltre 700 varietà, è probabilmente il pesce di cui sono state selezionate più razze in assoluto! Gli appassionati di collezionismo si faranno facilmente stregare (e sono in molti a farsi già stregare, eh!) dalla possibilità di tenere tutte le loro varietà preferite, ben categorizzate, in relativamente poco spazio rispetto a quello necessario per altri pesci;

Due albini

5) I medaka fanno parte della cultura giapponese in un modo che neanche ci potevamo immaginare... cioè, sapevamo delle carpe koi, queste maestose e placide creature che popolano laghetti che sembrano dipinti impressionisti, sapevamo dei pesci rossi "fancy", con le loro code multiple, le loro faccine adorabili, i loro colori incredibili, e conoscevamo pure gli arowana, i "pesci drago", che nel paese del Sol Levante sono un simbolo di fortuna e potere (oh, ma quanti pesci sono importanti per la cultura giapponese? Sì, ce ne sono ancora, oltre a questi. Ovviamente), ma il medaka? Questo pescetto piccolo piccolo, con la faccia da guppy, gli occhi fissi, che si può tenere in venti litri d'acqua? Ebbene sì, anche il medaka è importantissimo per i nostri vicini (lontani) giapponesi, tanto che hanno sviluppato specifiche decorazioni per i mini-laghetti dove vivono i medaka, delle sfere di ceramica dipinta vuote all'interno, che galleggiano a pelo d'acqua e servono anche ad evitare che il ghiaccio si sviluppi su tutta la superficie. Si, avete sentito bene, il GHIACCIO!

6) I medaka possono sopravvivere a temperature sotto lo zero, cosa che li rende adattissimi ad essere tenuti all'esterno in tutta Italia. Sì, esatto, anche a casa tua! Ovunque tu viva! (Se vivi in Italia. Se vivi in Antartide non possiamo prometterti che la bestiola sopravvivrà, ci dispiace);

Calico [fonte]

7) I medaka sono eccellenti mangiatori di larve di zanzara. Oh, sì, come le gambusie... solo che sono più piccoli e più belli. Oh sì, come e più dei pesci rossi, solo che non hanno bisogno di stare in vasconi enormi (ehi! Attenzione! I pesci rossi necessitano assolutamente di grandi spazi per vivere e nuotare, non puoi tenerli mica in venti litri, poveri cosini! Ma dei pesci rossi e di come vengono maltrattati in maniera becera ne parleremo un'altra volta). Quindi, se non volete essere punti dal più fastidioso degli insetti, se non volete beccarvi invasioni di nugoli e nugoli ronzanti che vi pungono il collo la notte, mentre bestemmiate e cercate di schiacciarle, e vi prendete la malaria, i medaka sono alleati preziosissimi;

Con gli "interni" verdi [fonte]

8) I medaka sono pesci pacifici, che possono essere tenuti insieme ad altri pesci pacifici, e per buona pace degli acquariofili che hanno la passione degli acquari di comunità, non si mangeranno i vostri guppy, non morderanno le pinne ai vostri pesci combattenti, non infastidiranno i vostri ciclidi nani che hanno appena deposto. Anche se forse non li metteremmo nello stesso acquario dei ciclidi nani, ma poi, boh, non siamo vostra madre, e siamo abbastanza certi che dei mini-carrarmati come i medaka sopravviverebbero lo stesso. Anche se la cosa idealissimissima sarebbe allevarli in uno spazio a loro dedicato, per farli veramente risplendere ed essere certi di andare incontro alle loro (frugalissime) esigenze.

Nero e rosso [fonte]

9) È commestibile. Che beh, sono comunque punti extra, oh, se non altro perché è interessante pensare che ci sono parti del mondo dove la pesca di sussistenza porta le persone a mangiare quello che per altri è un rarissimo, preziosissimo, creaturino da collezione. È un po' come se voi sbustaste un Charizard incredibile fighissimo e un vostro amico vi dicesse "Ah, buono!" e lo mangiasse di fronte ai vostri occhi. Okay, non è esattamente la stessa cosa, ma ci piaceva troppo l'idea di fare questo esempio.

10) Possono vivere sia in acqua dolce che in acqua salmastra!

Fosforescenti! [fonte]

11)  Che ci crediate o no, ne esiste una versione fosforescente. Sì, che si illumina, grazie ad una modifica genetica! Questa varietà è stata in origine prodotta dall'Università Nazionale di Taiwan, probabilmente nel tentativo di produrre un pesce che, grazie a questa peculiare caratteristica, permettesse una migliore visualizzazione dei geni al microscopio. E come se non bastasse il fatto che si illumina, è anche disponibile in quale colore vuoi! Giallo, verde, rosso, viola... tu dillo, e ci sarà un medaka bioluminescente che sembra creato apposta per te. Le sostanze che permettono al pescetto di illuminarsi sono (qualcuno di voi probabilmente l'avrà indovinato, perché questo esperimento è stato fatto, più avanti, anche con animali popolari come topolini e gatti!) proteine estratte dalle meduse (nelle forme verdi e gialle) o da coralli (forme rosse). Quanti dei vostri pesci preferiti si illuminano al buio, hmm?

Rossi in mini-pond [fonte]

12) Quelli che si illuminano al buio, per quanto straordinario, a nostro avviso sono in realtà... i meno belli! Infatti ci sono razze di medaka assolutamente assurde. Le nostre preferite? Quasi tutte quelle lamé, con alcune squame brillanti/metallizzate, mentre le altre sono opache, in modo che il pescetto sembri spruzzato di glitter. Che roba!

13) Non avete un acquario per allevarli? Il vetro costa troppo e l'acrilico pure di più? Say no more, fam! Perché questo pescetto, hehe, non è stato "fatto" per essere allevato in contenitori che hanno lati trasparenti. Tutti questi anni di selezione lo hanno portato ad essere perfetto... quando lo guardi da sopra! Bello da tutti i lati, okay, ma dall'alto ha davvero una marcia in più. Basta un grosso secchio, un mastello, uno di quei cestoni di plastica che si usano per metterci i giocattoli, e voilà! Hai lo spazio perfetto per allevare queste assolute (e collezionabilissime) meraviglie.

Gruppo di bianchi in acquario

14) E questa cosa è per noi appassionati di acquari fittamente piantumati, di giungle subacquee, di verde palustre: suonate le trombe, battete i tamburi, i medaka non distruggono le piante, non le mangiano e non le scalzano! Alleluia! Alleluia! Pescetto santo subito!

15) I Medaka sono stati anche protagonisti di uno dei crimini più strani, curiosi e rocamboleschi della storia dell'acquariofilia. Non ve lo raccontiamo noi (non oggi almeno), ma se vi va di sentire la storia in inglese, con tutti i dettagli, fishstory (uno dei nostri canali preferiti) ve la racconterà! (Attenzione, è un video lungo, e per qualcuno può essere anche un po' noiosetto, ma per noi è stato oro!)

Insomma, vi bastano come motivi per osservare con interesse questa creaturina? Ovviamente, dopo aver fatto una ricerca estesa sul medaka, su come si tiene (ed è il pesce più facile da tenere che possiate immaginare) ed esserci preparati per ospitarlo (okay, no, avevamo già le vasche pronte da prima, siamo matti e abbiamo un numero di acquari che non riveleremo, ma che la maggior parte delle persone non ha), abbiamo deciso che sì, tutta questa "pubblicità" che avevamo visto online era più che meritata e che dovevamo dargli una chance... e così li abbiamo comprati.

Quattro medaka. Agrias lamé. Spettacolari piccole creature dal corpo arancio vivo, con la schiena che sembra delicatamente glitterata.

Eccoli qua, in tutto il loro (minuscolo, ma ben saldo) splendore, con le loro mini-pinnette e con le loro schienucce delicatamente glitterate. (Attenzione, i medaka sono quelli arancioni, tutti gli altri sono guppy che avevamo in vasca da prima. Che acquariofilo sei, se non hai un miliardo e mezzo di guppy e non sai dove metterli, perciò ogni acquario che hai è pieno di questi cosini? XD)


 


 


Sono arrivati a casa in perfetta salute, vivaci, curiosi, e tutti insieme si sono immediatamente messi ad esplorare tutto lo spazio. Hanno un aspetto simpaticissimo, che è una cosa che non sono in tanti a dire online! Sì, okay, tutti parlano di quanto sono facili da tenere, di come ne esistano centinaia di varietà, di quanta importanza abbiano nella cultura giapponese e nel controllo delle zanzare, ma... vogliamo parlare di quanto sono carini da guarare? Di quanto è tenero e stupidino il loro faccino? Del modo in cui i loro corpicini si muovono?

Sono pesci fisicamente molto "semplici" se paragonati ad altri popolari campioni dell'acquariofilia (basti pensare alla maestà degli scalari, i cosiddetti "pesci angelo", o dei discus, che sembrano pesci della barriera corallina anche se sono d'acqua dolce, o a tutte le forme buffe dei pesci di fondo, spesso dotati di simpaticissimi barbigli), ma hanno una sorta di fascino sottile, una cosa difficilmente descrivibile: se li guardate in foto, o in video, magari direte "belli, ma troppo semplici, se li prendo è perché sono facili. li butto fuori anche d'inverno e si mangiano le zanzare in estate", ma appena li vedete dal vivo, capite perché i giapponesi ne sono ossessionati.

Boh, fanno le effetto delle carte Pokémon... ne hai una varietà e ti viene immediatamente voglia di collezionarli tutti. E sono più di settecento varietà diverse, quindi è una bella sfida... tipo completare tutto il pokédex, ma con animali vivi che possono colorare le vostre vasche (e i vostri laghetti, e questa è una roba pazzesca) di un arcobaleno iridescente di colori. 

Due hikari visti di lato.
Che belle pinne simmetriche!

Scusate, stiamo divagando... il fatto è che sono così carini! E piccini! E hanno la facciotta stupida e adorabile, un po' tipo come quella dei guppy, ma in modo ancora più "intenso". Sembrano giocattoli. E quando stanno fermi, scodano come robofish. Sì, quando stanno fermi si muovono comunque, che tu stai lì a chiederti "perché?", ma loro lo fanno lo stesso. Sarà il modo in cui è fatto il loro corpo, che necessita di un minimo di movimento per mantenersi in una posizione stabile quando sono fermi, o sarà che sono così pieni di energia che ne hanno bisogno... hmm... dobbiamo ancora osservarli dormire, questo darebbe una risposta al nostro dilemma.

Adesso, la nostra prossima sfida sarà farli riprodurre! Riusciremo nel nostro intento? (Sì, certo che sì! E poi abbiamo voi lettori a fare il tifo per noi, giusto?). Anche perché pure la loro riproduzione è particolare, con la femmina che porta in giro le uova, attaccate al proprio corpo, e poi le lascia sulle piante e sugli oggetti sfregandosi contro di essi. E le uova, come abbiamo accennato precedentemente, sono molto robuste, proprio per questo motivo, per non rompersi quando vengono attaccate agli oggetti dalla madre, e questo permette di spostarle facilmente e persino di spedirle. Dite un po', non è venuta anche a voi voglia di comprare delle uova di medaka? ;)

In conclusione, ci siamo lasciati affascinare completamente dalla "pubblicità" che gli allevatori hanno fatto a questi animaletti, passando da un "no, giammai, hm hm, non comprerò mai questo pesciolino scialbo solo perché me lo dicono tutti" a "oddio, sono carinissimi, gotta catch 'em all!". Che dire? Non era pubblicità ingannevole.



Volete vedere qualche altra cosa figa riguardo a questi pesciolini? Sì, siamo alla parte finale, quella dove c'è l'arringa che vi convincerà... e si sà che un'immagine vale mille parole e un video ne vale un milione, perciò entriamo nella sezione audiovisiva :) 

 

Ecco un video (da un appassionato giapponese simpaticissimo!) che spiega la classificazione dei medaka semplicemente basandosi su "luci e ombre" del pesce, senza contare in questo caso le forme del corpo o altri dettagli come le pinne e gli occhi. Come dite? Come si fa a classificare un pesce da luci e ombre? Guardate questo video e scopritelo!

 

E vi lasciamo un videuccio anche in italiano, con un po' di informazioni generali (soprattutto se volete tenerli all'esterno!)

 

Speriamo di avervi fatto conoscere una specie che non conoscevate, o se la conoscevate già, di avervela fatta apprezzare di più! Alla prossima, germoglietti :)



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