domenica 16 settembre 2018

ICDL illustrazioni - Urban Legends (parte 2?)


In precedenza abbiamo già pubblicato un post generico con illustrazioni miste dei personaggi di Urban Legends, che però avevano un filo conduttore: erano vecchissimi e stupidini. Quindi questa è una sorta di parte 2 della collezione, ma leggermente meno stupida.

1. Uno sketch rapido, completamente in digitale, di September Aster. Realizzato nel 2014. Praticamente non aveva il petto, era piatto come uno scheletro, e aveva gli occhi a patatona. Per fortuna che perseverando abbiamo imparato a disegnarlo meglio, nel presente XD
2. Un altro sketch del 2014, stavolta della protagonista Furiadoro. Aveva delle cicatrici che sembravano branchie (?) e degli occhi a patatona pure lei.
3. E sono loro! September Aster - mago, occhi verdi; Furiadoro,- donna lupo, occhi gialli; Vlad - vampiro, occhi rossi. Insieme sono... il trio del semaforo XD
Adorabile versione chibi dei nostri tre sovrannaturali, disegnata con le matite colorate nel lontano 2013. Da notarsi che Furiadoro e Vlad si tengono per mano, una cosa che non abbiamo ri-disegnato praticamente mai più e che non abbiamo in programma di riproporre ancora per molto tempo. È una sorta di illustrazione rara.
4. Torniamo ancora più indietro nel tempo, al 2012, con questo "meme degli stili" (eh, che ci volete fare, gli artisti hanno meme diversi dai vostri) in cui abbiamo ritratto September Aster in diversi modi. Da notarsi come non conoscevamo ancora Ed Sheeran, ma September gli somigliava già (la prima volta che abbiamo visto il noto cantante, anni dopo, abbiamo pensato che fosse una materializzazione magica dell'aspetto di September Aster che avevamo avuto in mente per anni...). 
Lo stile in "Another artist style" è quello di Solid&Etc (Yukari Toshimichi), una fanartista di Hellsing che a quei tempi praticamente idolatravamo.  

5. Sempre dal 2012, lo style meme anche con Vlad, il vampiro più... ehm... non abbiamo un termine per lui... della nostra saga! Anche qui la rappresentazione in uno stile diverso dal nostro è ispirato ai lavori della bravissima Solid&Etc. Ma il nostro riquadro preferito, qui, è senza dubbio quello surreale: guardate, guardate con che precisione ha catturato il carattere di Vlad! Il suo onirico vagare in un mondo che non gli assomiglia! La sua atipica euforia interiore! Ma, soprattutto, il suo naso.

6. E ovviamente, dopo September e Vlad, ora è il turno dello style meme con lei, la protagonista, la regina, Furiadoro. C'è poco da dire, ci siamo mantenuti più seri con lei, talmente seri, in effetti, che tutto il meme è disegnato in bianco e nero. Anche questo meme è stato disegnato completamente in digital, ma stavolta l'"another artist style" è quello di Goldenwolfen (Christy Grandjean), l'artista specializzata in animali antropomorfi e licantropi a cui abbiamo dedicato, in un'impeto di ammirazione, uno dei nomi alternativi degli aurolupus, ovvero la razza di licantropi a cui appartiene Furiadoro, che si possono chiamare appunto "goldenwolfen".


7. Concludiamo la sfilata di illustrazioni in questo post con un lavoro pucciottoso (che si intitola proprio "Pucciotti"), anche questo piuttosto vecchio, del 2012. Sono September Aster, il nostro mago facciotta di pagnotta, insieme ad un axolotl gigante chiamato La Paola, la quale ha un ruolo che potremmo definire divino nelle leggende creazionistiche del nostro mondo. Lunga storia, di cui forse un giorno vi parleremo ;)



E per ora basta così! Alla prossima ghiotta carrellata di immagini e dietro le quinte ;)

sabato 15 settembre 2018

Come scrivere di ogni cosa 5. Harmony, Chick lit, romanzi d'amore


<CAPITOLO PRECEDENTE (Superare il blocco dello scrittore, la guida definitiva)



Ehm... si... questi.
Romanzi rosa a lieto fine, chick lit, romance, romanzi “Harmony”: chiamateli come volete, ma il succo è sempre lo stesso, quello di un romanzo il cui target è prettamente femminile, contiene l'elemento romantico e ha, ovviamente, un finale felice!
Nello slang statunitense, chick è un termine informale per "ragazza" derivato da chicken ("pollastrella"); lit è l'abbreviazione di literature ("letteratura"): possiamo quindi tradurlo liberamente come “letteratura per ragazze”. Oppure, ma solo se i vostri giovani polli hanno la passione della lettura, “letteratura per pulcini”, ma molto probabilmente la nostra prima interpretazione era più precisa.
Dunque... come si fa a scrivere della letteratura per ragazze? Ovviamente tutta la letteratura è (anche) per ragazze, ma qui andiamo oltre, dobbiamo raffinarci e farne un'arte: deve essere un lavoro scorrevole, brioso, tutto orientato a far immedesimare le donne, a farle sentire forti, felici, circondate dal romanticismo e quindi anche di dar loro un lieto fine.
Nel mondo moderno, dove il cinema è plasmato per l'occhio dell'uomo, il cosiddetto “male gaze”, le donne fuggono nei libri. I film per uomini non sono meno frivoli degli Harmony, sono solo più accettati perché... perché sono mainstream, ampiamente pubblicizzati e “normalizzati”: film come Fast And Furious, tutti pieni di uomini muscolosi (fantasie di potere per maschi), motori ruggenti (sempre le stesse fantasie, perché vogliono immedesimarsi in tizi che guidano supermacchine) e pupe da schianto (questa non c'è neanche bisogno di spiegarla) sono visti e rivisti, ma per qualche motivo vendono sempre e sono sempre richiesti. Esattamente quello che accade con i romanzi chick lit, e i rosa Harmony, consumati prevalentemente dalle donne!
Ora, non fraintendeteci: noi non siamo favorevoli alla compartizzazione dei prodotti, robe da maschi VS robe da femmine. Nel nostro gruppo, le ragazze hanno guardato Fast And Furious e lo hanno apprezzato pure (anche se arrivate al sesto film hanno iniziato a trovare la serie un po' monotona e non hanno continuato anche se c'era Dwayne Johnson e The Rock, si sa, è sempre The Rock...), i ragazzi hanno dato più di una chance alla letteratura femminile (e in alcuni casi l'hanno pure apprezzata, forse persino più delle ragazze), quindi sappiamo di cosa parliamo.
L'intrattenimento è per tutti! L'intrattenimento è per chi se lo gode. Non importa se siete maschi muscolosi quarantenni, non saremo certamente noi a dirvi di non guardare My Little Pony o Barbie o il Diario di Bridget Jones.
Siate liberi di amare quello che volete, di leggere quanto e cosa volete e non fatevi dire da nessuno, neppure da noi (nel caso impazzissimo e iniziassimo a dire cose senza senso) che c'è un libro che non potete leggere, mentre un'altra categoria di persone può farlo.
Se un'altra persona può amare un libro, allora potete farlo anche voi.
Detto questo riconosciamo che ci sono tipi di letteratura specifica fatta per certe fasce di pubblico: libri come Il Piccolo Bruco Maisazio difficilmente piaceranno ad un adulto o anche a un ragazzino sopra i cinque anni di età, la Grande Guida al Trekking Italiano non avrà alcun appeal per un sedentario cronico, Il libro pop-up dei Ragni farà probabilmente schifo ad un aracnofobico mentre entusiasmerà un naturalista e fossimo in voi non metteremmo di prepotenza una biografia di Hitler nelle mani di un sopravvissuto all'olocausto.
Ogni libro ha un suo “target” e quelli che oggi impareremo a scrivere sono quelli diretti verso il pubblico femminile.
Let's start! Con le tre regole base per creare un romanzo rosa, quelle imprescindibili, che non devono mancare MAI:

1. La protagonista deve essere una donna. DEVE essere una donna. Non può essere una bambina, non può essere un uomo, non può essere un fantasma, non può essere una tredicenne, non può essere una vecchia, non può essere un cane. Una donna. Con l'aspetto che volete voi, con i capelli come li volete voi, con la pelle di che colore volete voi, ma una donna. Quindi un essere umano di sesso femminile dai sedici anni fino ai quaranta (non è che se avete quartantuno anni siete vecchie, care lettrici, ma al pubblico dei romanzi rosa piace così).

2. Deve essere possibile immedesimarsi nella protagonista. Questo cosa significa? Significa che, purtroppo per noi scrittori a cui piace creare personalità uniche e complesse, condite da fissazioni personali, tic e gusti spiccati, nel romanzo rosa la protagonista deve essere più “standard” possibile. Certo, non deve essere piatta e deve anche essere possibile immedesimarsi nella sua intelligenza (sebbene il mondo sia pieno di romanzi rosa con protagoniste stupide, ma noi dobbiamo ignorarle) per sentirci intelligenti a nostra volta, ma niente di troppo complicato! La protagonista non può essere un'ingegnere aerospaziale il cui sogno più profondo e puro sia vivere in un'ucronia insieme ai suoi gerbilli geneticamente modificati. Andiamoci piano: ragazza con un carattere, ma ragazza nei limiti della “normalità” (che mettiamo fra virgolette perché lo sanno tutti che la normalità non esiste, però prendiamo il termine in prestito).

3. Amor vincit omnia. Alla fine del libro, la lettrice non deve aver perso fede nell'amore per nessun motivo al mondo. Il lieto fine non significa per forza che la protagonista debba sposarsi con un uomo bellissimo dai capelli profumatissimi e gli occhi come laghi ed avere con lui ventordici bambini ricciolosi, ma è fondamentale fondamentalissimo che non passi il messaggio “gli uomini sono tutti dei bastardi e la protagonista non trovò mai nessuno che la amasse davvero”. L'amore deve essere non solo il tema centrale (sennò non è un romanzo rosa), deve essere anche il motivo e motore dell'intera storia. Ed è mooolto più difficile di quanto si pensi, ma di questo ne parleremo più tardi in questo capitolo...


Durante il periodo in cui abbiamo fatto ricerche per comporre questo capitolo,
Come non detto, Shawn, il wrestling è ok.
abbiamo scritto un romanzo rosa tutto nostro. Lo abbiamo fatto non solo perché così saremmo stati più credibili (non saremmo stati credibili ad insegnarvi come scrivere un chick-lit senza averne mai scritto uno, ammettiamolo), ma principalmente perché dovevamo partecipare ad un concorso Harmony.
Il romanzo in questione si chiama “L'Avvoltoio e la Farfalla” (e lo potete pure leggere senza spendere un soldo... andate su kobo.it, cercatelo, scaricatelo e lasciateci una recensione per aiutarci a vincere il contest! E già che ci siete per beccarvi uno dei nostri libri aggratis, furboni ;) ) e ci ha messi di fronte ad una vera verità che non avevamo calcolato: scrivere d'amore in poche pagine è davvero difficilissimo (e forse il wrestling non è la cornice migliore per un harmony, gulp!).

Fino ad ora abbiamo sempre scritto romanzi lunghi in cui l'amore (ammesso e non concesso che ci sia, in modo romantico) ha tutto il tempo di svilupparsi lentamente e naturalmente e cementarsi sempre di più nella storia stessa, perché l'amore non dovrebbe MAI essere una componente separata dai personaggi e dalle condizioni in cui vivono e si muovono. Ogni amore è diverso, ogni storia è diversa, perciò non appena abbiamo dovuto cambiare i nostri schemi scrivendo un romanzo d'amore che fosse anche breve... ragazzi, è stato terribile. Abbiamo dovuto forzarci, andare oltre la nostra natura e i nostri limiti, perché noi questo magico dono della sintesi d'amore non ce l'abbiamo. E scommettiamo anche che un sacco di voi hanno problemi a scrivere storie d'amore corte e convincenti, diciamo bene? Ma il talento (e tutti i magici doni del mondo) funzionano solo all'inizio, per partire più rapidamente: c'è una cosa che è molto più preziosa del talento, lo studio e l'impegno (okay, sono due cose).
Anche la saga di Twilight, un paranormale, è un chick-lit!
Quindi iniziamo a studiare (e successivamente a impegnarci) le componenti di un romanzo tipo Harmony, per creare la nostra personale storia melensa e sbaciucchiosa!
Per creare un buon romanzo rosa, ci sono solo ed esclusivamente otto cose da tenere in conto e da seguire, oltre le quali potete sbizzarrirvi come cavalli in un aranceto. Badate bene, sono trucchi narrativi che creeranno un romanzo gradevolissimo agli occhi dei lettori abituali di harmony, ma non sono fondamentali e non siete costretti a tenerle tutte a mente! Noi non l'abbiamo fatto. Anche perché... non ne abbiamo avuto il tempo. Sorry. In ogni caso, ricordate sempre che sperimentare è più divertente che seguire la strada tracciata da chi è venuto prima di noi, ma che per rompere le regole è bene prima di tutto conoscerle.



Eccovi quindi queste otto cose da tenere a mente per creare un romance degno di questo nome:
  1. Le descrizioni.
    Non può esistere un romanzo rosa con descrizioni crude o approssimative, che potrebbero andare bene per un'altra storia di tipo realistico, per un racconto di guerra, per un fantasy breve, ma mai e poi mai per un romance! Se volete potete tenervi semi-vaghi sulla descrizione della protagonista (dopotutto la lettrice deve immedesimarsi, immaginarla come simile a sé stessa), ma quando si tratta di ambienti, protagonisti secondari e soprattutto di bellocci e love interest dovete darci dentro! Descrivete abbondantemente ciglia, capelli, magliette, movenze, accenti, timbri vocali, mani, piedi, insomma qualunque cosa capiti sott'occhio della protagonista. Potete scegliere uno stile un po' più vivace e sbarazzino oppure il classico stile pacato e romantico, ma le cose devono necessariamente essere descritte nel dettaglio. *Il trucchetto dei pro:soffermatevi un sacco sulle descrizioni del cibo e inseritene spesso. Il cibo è sensuale, i profumi sono amore distillato! Lasciate che la vostra protagonista s'innamori del suo bello mentre sul fuoco si scioglie un caramello dall'odore dolce e pieno, fate incontrare ancora una volta i protagonisti durante un mercatino di Natale, i loro sguardi e le loro parole scanditi al ritmo dello scoppiettare delle caldarroste dall'inconfondibile odore di fumo caldo e secco, accompagnate la loro quotidianità con fragole fresche di stagione (la fragola e la ciliegia sono cibi “sexy” per eccellenza, specie se accompagnate con la panna, oh oh) e té aromatici (meglio se usate ingredienti esotici per arricchire le bevande, come gelsomino, melagrana, zenzero, cumino...).
  2. La bellezza. Punto direttamente collegato al primo, la bellezza è
    fundamentum del racconto d'amore! E con bellezza non intendiamo quella dei protagonisti (anche due protagonisti bruttini possono creare una storia d'amore fantastica! Anche se vi consigliamo di scrivere almeno un lui bello bellissimo e una lei che soddisfa i requisiti minimi di “attraenza”), ma quella dei luoghi, dei quadri, del cibo! I vostri eroi non dovranno mangiare mediocri brodini, ma carni in salse ricche, non tofu condito con la crusca, ma pane fragrante con pomodorini freschi. I panorami dovranno essere mozzafiato! Via libera ai paesini pittoreschi arroccati su montagne ricoperte di fiori, antiche città dai centri storici ricchi d'arte, salottini ammobiliati riccamente dove si parla d'arte, mentre sono da evitare discariche, concerie di pelli, locali squallidi e... scuole. Anche le scuole non sono un granché per un romanzo rosa. *Il trucchetto dei pro: Descrivere ambienti/cibi squallidi nella prima parte del romanzo e poi cambiare tutto dopo che arriva il love interest! Un uomo che è capace di portare una donna fuori dalla sua condizione di noia è immediatamente capace di suscitare amore.
  3. Il cattivo. C'è sempre un “cattivo”, che sia consapevole oppure no del suo ruolo. Di solito è una ragazza che vuole soffiare il belloccio figherrimo da sotto le manine delicate della protagonista, ma può essere anche un altro uomo senza scrupoli che si è invaghito di lei e vuole rapirla oppure un genitore che non acconsente alle nozze del belloccio figherrimo e la protagonista... qui non ci sono rigide linee guida da seguire. C'è un cattivo e potete lasciare galoppare la vostra fantasia per crearlo come volete voi! Che sia una suocera satanica o una ex impossibile da lasciare indietro, siete voi che dovete creare una personalità unica e capace di una serie di malvagità che ostacoleranno l'amore dei due protagonisti! *Il trucchetto dei pro: prendete un personaggio cattivo fantasy che avete adorato e trasformatelo in una versione di sé stesso/sé stessa realistica e che vive in un mondo completamente diverso da quello originale (insomma, nell'ambientazione del vostro romanzo rosa). Vedrete che vi divertirete un mondo a scriverlo e non vi mancheranno mai le idee! Immaginate di avere un Ade come quello di Hercules della Disney ad ostacolare i protagonisti, oppure un Voldemort o ancora una Dolores Umbridge (cavoli, è un'idea bellissima usare la Umbridge come cattiva in un romanzo stile Harmony...), un Sauron, un Galbatorix, la strega Malefica, il Tiranno del Mondo Emerso, insomma... trasformare un graaande cattivo in un piccolo cattivo meschino il cui scopo, invece di scalare le gerarchie o addirittura conquistare il mondo, è semplicemente ostacolare l'unione della coppia di protagonisti.
  4. Il Sogno. Tutti (o quasi) abbiamo un sogno nel cassetto.
    Un sogno può anche essere metter su famiglia...
    Certo, ci sono eccezioni eclatanti: una volta abbiamo incontrato una tipa il cui hobby era, testualmente “dormire” e la cui massima aspirazione era sempre “dormire”. E vabbé. Ma la protagonista del vostro romanzo rosa non può essere un bradipo senza alcuna aspirazione nella vita: deve avere un sogno! Provate a creargliene uno che sembri particolarmente romantico e “avvolgente”, giocate con le atmosfere: magari il suo grande desiderio sarebbe aprire una bellissima libreria indipendente, oppure una cioccolateria (le cioccolaterie e le pasticcerie in generale vanno forte in questo genere di opere) dai profumi esotici, o magari vuole diventare una grande stilista (un lavoro un po' più “freddo” dei precedenti, ma anch'esso gettonato nel mondo del romanzo rosa), un'allevatrice di purosangue inglesi, una scrittrice... alcuni lavori funzionano meglio di altri, perché la lettrice si deve poter identificare. Bisogna puntare ad un lavoro che faccia sognare, che sembri figo, perciò sarebbe meglio escludere per i nostri protagonisti, sia maschili che femminili, alcuni lavori: banchiere, matematico, perito agrario, operaio in catena di montaggio, dentista, notaio e geometra sono solo alcuni di quei mestieri difficilmente “romanticizzabili”.
  5. L'indipendenza. Tanto tempo fa (ok, non tanto tanto tempo fa, giusto una manciata di anni) il “trend” per queste storie era quello della ragazza che cercava un maschio forte e virile e maschio e virile e maschio (e abbiamo già detto virile?) e macho da cui dipendere completamente, sia dal punto di vista economico che quello emozionale. Ora, per fortuna, le cose sono cambiate! I romanzi rosa scritti da uomini (che si, sono la maggior parte di quelli in cui il macho-maschio-virile-manly-man deve proteggere, mantenere e rendere sua quasi-schiava la protagonista) sono stati quasi interamente scagliati fuori dalla categoria per essere sostituiti da romanzi rosa scritti da donne e per donne. Ovviamente anche una piccola parte di queste storielle tira fuori l'antico cliché del maschio padre di famiglia da cui dipendere (anche se non con l'intensità dei vecchi romanzi scritti da uomini... quelli erano così terribili che pure voi ragazzi moderni vi mettereste le mani nei capelli e impallidireste dall'orrore), ma ormai la quantità è risibile e poi, oh, ognuno può far la fantasia che vuole! Ci sono ragazze a cui piace essere dipendenti, così come ci sono i ragazzi, ed è giusto che anche loro si vedano rappresentati. Ma ritornando a noi: l'indipendenza. L'indipendenza è un tratto caratteriale a cui l'eroina dovrebbe aspirare ed è strettamente collegato al punto precedente, il sogno: la nostra donna protagonista deve desiderare di poter realizzare il suo sogno e di farlo con le sue forze. Onore imperituro a colei che raggiunge il suo obbiettivo! Se poi strada facendo trova anche un ragazzo bello, sexy e premuroso, sono ovviamente punti extra (nonché la trama del romanzo rosa stesso). *Il trucchetto dei pro: se il ragazzo vuole aiutare la ragazza a realizzare il suo sogno offrendole dei soldi e lei non li accetta perché vuole farcela con le sue forze, non è che poi il ragazzo deve comprarle di nascosto il locale per la sua attività/il ranch per i suoi cavalli/pagarle il corso scolastico dei suoi sogni, perché è... poco educato. E significherebbe che il ragazzo non ha alcuna fiducia in lei. Invece sapete cosa dovrebbe fare? Sostenerla con i piccoli gesti, con le parole. Essere lì per lei e dirle che crede in lei. Anche perché verrebbero fuori tantissime piccole scene super-romantiche! Le donne moderne (e probabilmente anche alcune di quelle dei tempi andati...) trovano estremamente appagante e romantico e finanche commovente quando un uomo le supporta senza credersi superiore a loro e senza dare a intendere che da sole non riuscirebbero a realizzare il proprio sogno.
  6. Gli intrighi.
    Oh no, Quintina! Why, Quintina, WHY?
    Sapete perché una roba come Beautiful va avanti da trentadue stagioni per un totale di oltre settemila puntate? Sapete perché Il Segreto ha il più fedele pubblico di vecchiette e mamme sfaccendate d'Italia? Per via degli intrighi. Gelosie, amori non corrisposti, “lutti sconvolgenti” (non è colpa nostra, i siti che parlano del Segreto nominano sempre questi “lutti sconvolgenti” che non sappiamo bene che significano... mi volete dire che ci sono personaggi che muoiono così, all'improvviso, in modo sconvolgente?), misteriose scomparse e ogni sorta di colpo di scena permettono a queste serie di coinvolgere il telespettatore anche se l'approfondimento psicologico dei personaggi è pari alla profondità della cavità pleurale (pressoché virtuale). E allora dateci anche voi dentro con i colpi di scena! Il padre del Romeo di turno in realtà è un trafficante d'organi che da piccolo voleva trasformare suo figlio in un terrorista dell'ISIS! La madre della Giulietta di turno da giovane era una vamp che ha ucciso per sbaglio il cugino di un boss mafioso! La Giulietta stessa nasconde un segreto terribile... lei, in realtà... non è bionda, ma castana! Ah, l'orrore! Scherzi a parte, con segreti, intrighi e colpi di scena potete davvero sbizzarrirvi e non è importante essere coerenti al 100% oppure totalmente realistici: questa è pura lettura d'evasione, quindi è plausibile pure che il protagonista maschile sia stato un ragazzo prodigio scambiato in culla e che da grande abbia improvvisamente scoperto di appartenere ad una famiglia di virtuosi della musica barocca, ma che non vuole vivere con loro perché, incontrandoli per la prima volta da adulto, si è reso conto che per qualche strano motivo odiano le ragazze che provengono dall'Italia come la sua morosa. Così, per fare un esempio.
  7. Ciao, sono un uomo sexy!
    Il sex appeal. Purtroppo per tutti noi amanti dei personaggi vari e non convenzionalmente belli, i protagonisti (e in particolar modo quello maschile) dovranno essere seducenti. Tutto intorno a loro dovrà indicare sensualità e fascino, dalle loro scarpe (o assenza di scarpe, nel qual caso dovranno avere piedi asciutti e ben formati, possibilmente puliti e dalle unghie corte) fino alla punta dei capelli che non dovranno essere unti né mostrare doppie punte. Il trucchetto dei pro: l'olfatto colpisce l'immaginazione più di quanto possiate immaginare, specie quando si tratta di sensualità, quindi è bene che l'uomo, oggetto del desiderio della protagonista, spanda una scia di odore tipico e virile. Alcuni fra i profumi maschili più utilizzati sono: cuoio (con la variante “cuoio affumicato” per veri duri e, apparentemente, licantropi), muschio, tabacco, cioccolato (meglio se fondente, fa più virile), legno (a voi la scelta dell'albero!), fumo, felci, aghi di pino o di abete, tuono o tempesta (non sappiamo che odore abbia un tuono,né se possa avere odore, in compenso tempesta non sembra neanche un profumo umano...), ricchezza (per qualche motivo “ricchezza” è un profumo secondo alcune autrici, quindi ve lo riportiamo). Piccola curiosità: il nostro Adalrico Merlo sa di cioccolato (al latte) e pane. Ritorniamo a noi: abbiamo trovato un sito davvero buffo, herosmellslike.com, dove potete inserire il nome del protagonista e un algoritmo vi svelerà l'odore da “vero uomo” che dovrebbe avere! Un'altra curiosità: è praticamente impossibile nascondere l'odore naturale della pelle di un uomo a una donna, il sudore manda segnali biologici così forti da essere avvertiti anche se camuffati con fragranze e profumi. Ma non solo: la donna ha più capacità di sentire gli odori rispetto a un uomo. Lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista Flavour and Fragrance Journal, condotto da un gruppo di ricercatori del Monell Chemical Senses Center, in collaborazione con l'Università della Pennsylvania e il Dartmouth College. Quindi sappiate che descrivere i virili odori del co-protagonista è persino realistico, perché le ragazze se ne accorgono, non importa quanto egli si lavi o si profumi!
    La loro voce non dovrà essere stridula o altalenante, ma possibilmente chiara e cristallina oppure ancora profonda e graffiante (profonda e graffiante è gettonatissima). *
  8. Il tormento. Niente tormento, niente romanzi melensi. Se nessuno soffre per amore, che gusto c'è a leggere uno di questi cosi? Scherzi a parte, scrivere di tormenti amorosi (e leggere di tormenti amorosi) è divertente. Voi che amate torturare i vostri personaggi fisicamente (lo sappiamo che ci siete e che siete in tanti!) potreste provare un inatteso piacere nel torturarli anche psicologicamente. Dovete scrivere di un amore che fa male, che tocca le corde profonde dell'anima, che fa sobbalzare lo spirito al benché minimo accenno di rifiuto, che fa soffrire ogni volta che si viene ignorati... insomma, siate melensi come è giusto che siate nell'intera stesura del libro e abbondate con il dolore dell'anima.
Detto questo, dateci dentro con gli sguardi languidi, gli sfioramenti, i sospiri e, al tempo giusto, con i baci (che verranno trattati in un capitolo a parte, perché c'è un sacco da dire a proposito dei baci, che fra l'altro non sono appannaggio esclusivo dei romanzi rosa, ma possono esserci davvero dappertutto).
E ora, per impratichirvi, non vi resta che leggere un po' di romanzi d'amore!
Ecco quelli che vi consigliamo:

È un giorno bellissimo (di Amabile Giusti): Questo è molto, molto più che un romanzo d'amore. Principalmente è questo, un chick lit, ma in pratica... è un grande grande, grandissimo romanzo. Dentro c'è tutto: avventura, voglia di riscoprire sé stessi, natura, i grandi temi della vita. Racconta la storia di Grace Gilmore, una giovane ragazza di buona famiglia, che all'età di diciotto anni pensa di avere tutto: un ragazzo meraviglioso, una famiglia amorevole, un'università prestigiosa pronta ad aprirle le porte. In una sola notte tutto cambia, le sue illusioni vanno in frantumi e Grace scopre che la sua vita non era affatto come la vedeva da dentro la sua campana di vetro, così fugge in un viaggio (che diventerà assolutamente epico) alla ricerca di sé stessa, della vera donna nascosta dietro il pupazzo che ha mostrato fino ad ora al mondo, e incontra Channing, un ragazzo irriverente, ma genuino e gentile. Le emozioni che vi procurerà questo romanzo saranno autentiche, terribilmente autentiche, e dopo che l'avrete letto starete meglio e vi sentirete rinati, perciò... leggetelo. Se siete uomini o donne non importa (anche se probabilmente toccherà corde più profonde nell'animo femminile per via di alcune situazioni che raramente si verificano agli uomini... anche se a pensarci bene c'è anche il punto di vista di Channing quindi come non detto), questo è probabilmente il libro d'amore più bello del mondo.

I Misteri della Jungla Nera (di Emilio Salgari): Questo non è un chick-lit, non somiglia ad un harmony e non è nemmeno un romanzo d'amore (in teoria). Ma ricordate il punto 8 della nostra lista di “otto cose da tenere a mente”, ovvero il tormento? Ecco, questo libro è grondante di tormento d'amore. Di mal d'amore. Di “non potrei vivere senza lei, ah Ada, la mia Adaaaaa!”. Teoricamente è un libro d'avventura. In pratica è un romanzo rosa d'altri tempi travestito da romanzo d'avventura perché si supponeva che Salgari scrivesse solo quelli. Giusto per darvene un'idea, vi trascriviamo le parole del protagonista, Tremal-Naik, nel presentare la sua amata: «L'ho veduta nella giungla, Kammamuri. […] Era una sera, oh, non la scorderò mai quella sera, Kammamuri! Io cercavo i serpenti sulle rive d'un ruscello, laggiù, proprio nel più folto dei bambù, quando a venti passi da me, in mezzo ad una macchia di mussenda dalle foglie sanguigne, apparve una visione, una donna bella, raggiante, superba. Non ho mai creduto, Kammamuri, che esistesse sulla terra una creatura così bella, né che gli déi del cielo fossero capaci di crearla. Aveva neri e vivi gli occhi, candidi i denti, bruna la pelle e dai suoi capelli d'un castano cupo, ondeggianti sulle spalle, ne veniva un dolce profumo che mi inebriava i sensi. Ella mi guardò, emise un gemito lungo, straziante, poi scomparve al mio sguardo. Mi sentii incapace di muovermi e rimasi là, colle braccia tese innanzi, trasognato. Quando tornai in me e mi misi a cercarla, la notte era scesa sulla jungla e non vidi né udii più nulla. Chi era quella apparizione? Una donna o uno spirito celeste? Ancora lo ignoro». Ecco, sentite la melodrammaticità e la melensitudine che scola dalle parole? E non è ancora niente, NIENTE, rispetto a quello che verrà più avanti.

L'Avvoltoio e la Farfalla (di Cactus di Fuoco): Il nostro libro! Il romanzo rosa più improbabile del mondo, scritto di fretta e in meno di un mese. Non aspettatevi che sia un capolavoro del romanticismo, perché è stato il nostro primo esperimento, e più che sull'amore punta tutto... sui personaggi! Vi promettiamo che vi affezionerete ad almeno due o tre dei personaggi di questo piccolo folle microcosmo che popola il romanzo. Nel paesino di Caltaleone c'è una minuscola e pittoresca promotion di wrestling, la WICA. Rosa Falchi è una giovane lottatrice, un'esordiente che porta la maschera non tanto per ammantarsi di mistero, quanto per nascondere la sua identità al pettegolo pubblico della città, che potrebbe rivelare il suo segreto all'intransigente madre. Vestendo la sua doppia identità, quella della Farfalla di Sangue, e spalleggiata dalle sue amiche, Michela detta "Il Torchio" e Laura, Rosa cercherà di farsi strada nella promotion, certa di un radioso futuro, ma senza aver fatto i conti con l'amore... Sono due i ragazzi con cui lei trova un'intesa e per chi sa quale scherzo del destino non potrebbero essere più diversi fra loro: uno è perfetto, bello come un divo del cinema e richiestissimo, il più giovane campione della promotion, l'altro è misterioso e oscuro, alto e minaccioso, e non ha mai vinto niente di più di una coppa del nonno. Chi dei due vincerà il cuore della bella? E se invece ci fosse una terza possibilità, a cui nessuno ha ancora pensato?Fra segreti del passato, match di wrestling, colpi di scena e personaggi variopinti, seguiamo le avventure della Farfalla di Sangue in questo tutt'altro che sonnacchioso paesino della Sicilia, alla conquista della vita che ha sempre sognato.

Qualunque romanzo Harmony (di Qualunque Autrice vi Pare a Voi): tanto si somiglieranno tutti. Ma l'importante è che ne comprendiate la struttura. E poi costano davvero pochissimo e probabilmente ne troverete a bizzeffe alla vostra biblioteca comunale, quindi è materiale che non dovete pagare (o che comunque paghereste pochissimo).

Harmony a profusione, per uccidere ogni neurone, ahhh!


Per concludere, cari lettori appassionati di melensitudine, vi assegniamo il vostro esercizio per casa (melenso) per diventare scrittori professionisti di sbaciucchiamenti e sdolcinatezze: dovrete descrivere l'entrata in scena di un love interest maschile, ricordando di descriverne la stazza, la palette di colori, il modo in cui veste, la voce e soprattutto il profumo!
Chissà che non possiate essere ispirati a riciclare il belloccio per una delle vostre storie.

venerdì 14 settembre 2018

Sterei (Religione)

(Did you get lost, wanderer? If you're looking for this page in English, you will be able to find it HERE once it's complete!)

Sterei

Il pianeta Mimmum è estremamente vasto e i suoi abitanti hanno sviluppato nel tempo diverse credenze spirituali e religiose, ma nessuna più diffusa della Sterei,tanto popolare da aver acquisito fedeli che aderiscono ai suoi valori anche al di fuori del pianeta d'origine.

Questa religione, il cui nome potremmo tradurre in "stellaresimo" affonda le sue radici in tempi antichissimi, ma molte delle sue credenze sono rimaste invariate fino ad oggi; questa curiosa realtà può forse essere spiegata dal fatto che la Sterei non si è ancora scontrata in modo eclatante con nessuna scoperta scientifica maggiore del pianeta.
Ogni agglomerato urbano di Mimmum può avere delle variazioni su rituali e spiriti minori, ma le credenze di base della Sterei sono condivise da tutti coloro che si riconoscono in questa religione.

Divinità

Pre, Lily e Prucia, le tre maggiori divinità di Mimmum

Secondo la Sterei, ogni divinità è una creatura dotata di una forte individualità e di un aspetto unico, in grado di emanare enormi quantità di potere come energia, luce e calore.

Curiosamente, nella visione stereica una componente passiva e involontaria è parte fondamentale del potere di qualunque divinità: dèi e dee non sono in grado di manipolare la propria aura, che si manifesta sempre e comunque, e la cui intensità dipende solo dalla forza della divinità.

Ogni stella è in realtà un dio o una dea, invisibile nella sua interezza a causa del bozzolo di energia che lo avvolge. Le divinità passano buona parte del loro tempo sopite, raggomitolate nei loro bozzoli, ma quando si svegliano la loro energia è in grado di fare accadere “miracoli” di varia natura, principalmente di creazione di materia o di altri spiriti minori. Quando gli spiriti sono abbastanza forti da avere poteri quasi divini ma non sono legati ad una propria stella, sono identificati dalla Sterei come "spiriti divini".

Nonostante siano una moltitudine, gli déi non pensano come i mortali e non hanno alcun interesse a contattare le altre divinità.

La Sterei è una religione che gestisce un rapporto particolare con il suo pantheon. Pur ammettendo la presenza di un numero infinito di altre divinità, gli “stellaristi” dedicano tutta la loro devozione ad un'unica divinità e poche altre divinità minori da cui possono trarre beneficio.

Pre, divinità del sole

Pre è la divinità principale della Sterei, identificato nel dio contenuto nel sole del sistema lilyare.
Questi ha un corpo antropomorfo e testa felina ornata di una folta criniera dalle punte rosse, sempre in movimento, e corna ricurve e dorate; la fine pelliccia è bianco splendente su petto e ventre, con una macchia rosata sul plesso solare, e giallo ocra sul resto del corpo, con accenti ed estremità rossi.
Pre ha tre code, flessuose e coperte di pelliccia, e viene spesso rappresentato coperto di ricchi gioielli, in particolare sui polsi e sulla fronte, tra le corna.

Il tratto caratteriale principale del dio Pre è l'onestà assoluta, ma la sua personalità comprende aspetti, percepiti talvolta come contraddittori dalle altre culture, che lo dipingono sia come una creatura sia piena di amore, dedita alla creazione ed alla sollecita protezione delle sue creature, sia come un giustiziere sommario implacabile con i malfattori. 

È il dio della nascita e della guerra, della forza, che è in grado di donare ed esercitare in maniera miracolosa, della perseveranza, dell'onestà e della giustizia. Tutt'ora, chi viene trovato colpevole di aver danneggiato altri dichiarando il falso e usando le proprie parole per ferire gli altri (politici corrotti, associati ai criminali che li hanno coperti, perpetratori di abusi mentali...) viene punito venendo costretto a guardare il disco del sole fino alla cecità, per rendere conto dei propri peccati all'onesto Pre.

La sua figura è stilizzata sin da che si ha memoria disegnandone semplicemente il capo tondo come il disco del sole, con due occhi felini e neri, attorniato dai raggi-criniera e accompagnato dal disegno delle sole mani rivolte verso l'alto ai lati del disco, che si interrompevano al polso. In seguito si iniziarono a prediligere interpretazioni della sua figura divina più complesse, aggiungendo anche il corpo, ma veniva considerato sacrilego disegnarlo in composizioni in cui il suo corpo non apparisse simmetrico. Nell'era moderna sono preferite rappresentazioni più dettagliate, ma la figura del dio Pre può essere rappresentata con molta più libertà artistica.

Lily, spirito divino della luce

Un'altra divinità importante è Lily, la dea della luce e del fulmine. È rappresentata nella sua iconografia in forma completamente animale, raffigurata come un grande felino simile ad un gatto dalla pelliccia bianca con striature rosse ed occhi gialli, con lunghissimi baffi bianchi che si irraggiano dal muso. 
Viene talvolta rappresentata semplicemente come una consistente scia di luce, in particolare nelle raffigurazioni in cui appare insieme a Pre. 
 
Lily è in grado di interagire con tutti i piani della materia, manifestando il suo potere come luce pura, ma anche donando alle Mimmae apparizioni sotto forma di materiali liquidi, solidi, persino aeriformi. La dea ha forma definita solo quando decide di mostrarsi a qualcuno, ma normalmente ha sia un aspetto che un'aura fluida, che avvolge Mimmum ed è in grado di arrivare ovunque.
È una dea minore, figlia del dio Pre, e come tale nell'ottica della Sterei agisce più come uno spirito assurdamente potente che una dea, non essendo legata a nessuna stella in particolare ed estendendo il suo potere principalmente su Mimmum.
 
Lily è continuamente in contatto con Pre, facendo avanti e indietro da Mimmum al sole per portargli notizie e preghiere dei fedeli. In questo modo è in grado di illuminare solo metà di Mimmum alla volta, lasciando l'altra metà al buio finché il pianeta non ha finito la rotazione su sé stesso. Così nascono i giorni e le notti.
Lily è in grado di gestire una incredibile quantità di informazioni contemporaneamente, arrivando quasi ad una sorta di onnipresenza, ma la sua aura non è grande abbastanza da abbracciare l'intera circonferenza del pianeta.
 
È una divinità furba e combattiva, attiva, che si diverte talvolta a creare illusioni per prendere in giro gli abitanti di Mimmum (con miraggi, illusioni ottiche, giochi di luce), ma è una figura prettamente positiva che aiuta volentieri i mortali. Data la sua abilità nel riuscire a penetrare e sgusciare fuori da ogni anfratto, è vista anche come una creatura particolarmente ingegnosa a cui ci si può rivolgere per trovare soluzioni a problemi materiali.

Una curiosità linguistica della lingua ufficiale di Mimmum è che quando si parla del sole, soprattutto in ambito religioso, ci si può riferire ad esso come “Pre” sottintendendo un'unità tra la divinità ed il corpo celeste, ma nel parlato comune ci si riferisce ad esso sempre come “la Lily”, aggiungendo l'articolo prima del nome.
La parola “Lily” significa infatti “la luce più forte”, ed è utilizzata su tutto Mimmum a prescindere dalla religione praticata. Può essere utilizzata anche come nomignolo per la persona amata.

Prucia, spirito divino della luna

Oltre alle due figure principali, che incarnano principi luminosi ed attivi, vi è la dea minore Prucia. È la dea del buio, delle maree, del silenzio, delle trasformazioni e delle bugie.
Anche Prucia è una figlia di Pre, ma al contrario della sorella Lily, è personificazione di principi passivi ed oscuri. È dipinta come una creatura del tutto umanoide, con occhi lattiginosi e lunghissimi capelli chiari, in contrasto con il resto del corpo completamente nero o blu scuro. Non ha braccia, ma ha un paio di enormi ali piumate che tiene spalancate. 

È una divinità timida, che spesso ricorre all'inganno ed alle bugie per ottenere ciò che vuole. È mentalmente più debole sia di Pre che di Lily e menzognera, ed anche i suoi poteri sono decisamente inferiori rispetto a quelli della sorella e del padre. 

La sua leggenda vuole che quando Lily e Prucia nacquero, entrambe fossero estremamente amate dal padre e si fossero recate su Mimmum per conoscere il pianeta ed i suoi fedeli. Vedendo la forza e la bravura della sorella, Prucia si ingelosì e volle neutralizzarla. Così quando venne il momento per Lily di tornare dal padre e raccontargli di quel che aveva visto, Prucia si sistemò nel cielo ad ali spalancate e coprì il firmamento per fare sì che il brillare di Pre non fosse visibile dalla superficie di Mimmum.
Lily rimase confusa, girando in tondo senza riuscire a trovare la via di casa per quella che parve un'eternità, ma il pianeta non poteva rimanere stabile a lungo senza l'energia di Pre a nutrirlo.
Prucia se ne rese conto ed a malincuore lasciò la sua postazione per non condannare Mimmum, permettendo che la sorella tornasse al padre.

Pre si era accorto di tutto e raccontò a Lily ciò che era successo. Il giovane spirito, nonostante tutta la sua intelligenza, prima aveva ignorato ogni prova e non aveva voluto credere alla colpevolezza di Prucia, ma all'ennesima conferma si gettò all'inseguimento della sorella per confrontarla.
Prucia, vigliacca, si diede immediatamente alla fuga rifugiandosi dentro la luna, cercando in tutti i modi di soffocare la sua luce per non essere rintracciata da Lily. Forzando sè stessa in quello stato, i suoi poteri finirono per affievolirsi fino a renderla inferiore sia alla sorella che al padre, e rimase così intrappolata nella luna, brillando tenuemente del potere riflesso che le rimaneva.

Generalmente non è una divinità a cui ci si rivolge né per chiedere favori né per cercare un'ispirazione, ma una variazione minore della Sterei, chiamata "Sterei compassionevole", contempla una serie di riti che cercano di richiamare la dea alla sua legittima casa offrendole comprensione e perdono, sperando che possa trovare in sé una natura più gentile.

Vista la predilezione del loro pianeta gemello per il buio, i fedeli di Mimmum considerano Furioh il pianeta a cui Prucia rivolge le sue attenzioni dalla luna, poiché come spirito divino non può comunque venire meno alla sua vocazione di occuparsi di un popolo.
Questo non attira le simpatie dei fedeli tra i Mimmi, che da sempre hanno instaurato una sorta di rivalità quasi giocosa con i Furiohsi.

Rapporto tra divinità e fedeli

Il rapporto tra la divinità ed i suoi fedeli è di simbiosi più che di sottomissione. 
I Mimmi credono che un dio sia alimentato dai pensieri dei fedeli sul pianeta che ha scelto, e che perda di forza e vitalità quando il suo popolo non è numeroso ed in salute, quindi ricambia le loro attenzioni con la sua luce, calore e protezione: il popolo non esiste senza il suo dio, e il dio non esiste senza il suo popolo.
 
Un dio a cui viene negato il suo riconoscimento diviene gradualmente più debole, costretto a dormire per periodi sempre più lunghi, prosciugando via via tutte le sue energie. Alla fine restano solo degli spettri, che nel tentativo di ottenere di nuovo l'energia perduta e tornare ad essere ciò che erano, corrompono la loro natura di creatori e diventano distruttori.
Perdono la loro forma fisica e diventano un'assenza nel cosmo, demolendo piano piano anche tutti i pianeti che in vita avrebbero dovuto proteggere. Questi dei sono chiamati Spettri Dei o Antidei, e negli antichi testi venivano descritti come “voraci” e “senza mente”.
 
Nonostante questa nozione sia estremamente antica – ed è difficile capire come questa parte del mito sia stata formulata da un popolo primitivo – con le nuove conoscenze scientifiche del pianeta i credenti nella Sterei hanno riconosciuto all'unanimità che in realtà gli Spettri Dei coincidano con i buchi neri.
Gli Antidei si generano soltanto laddove era formato un dio completo, adorato da un popolo che poi perisce. Quando un “embrione” di divinità inizia a formarsi senza ricevere attenzione da nessuno per lungo tempo, il suo bozzolo perde ogni energia e con il passare del tempo si raffredda e poi frantuma, creando pianeti ed asteroidi. 






Animali, piante e oggetti sacri

L'animale considerato sacro per eccellenza è la pricily, felino medio-grande di feroce indole predatoria, ma che ben si presta ad essere addomesticato.
Data la somiglianza ad un grosso gatto e la presenza di una criniera leggera nei maschi, questo animale è considerato simbolo di entrambe le divinità sacre della Sterei ed è amato alla follia dalla popolazione del pianeta. Sebbene sia un animale particolarmente diffuso su tutta la superficie di Mimmum, non è considerato meno prezioso, e fare del male ad una pricily (Longipilus splendens) può avere conseguenze legali estremamente gravi.

In alcune delle cittadelle più esterne, ha valenza sacra anche il rumiu (Loquispinae basilicus) per la sua abitudine di nutrirsi di cristalli, solidificazioni del respiro di Lily ed a volte casa di piccoli spiriti. La valenza sacra del rumiu, tuttavia, non è mai riuscita ad arrivare ad ottenere il consenso della maggioranza degli stellaristi soprattutto a causa dell'abitudine di questo piccolo animale di vivere in luoghi bui. 

Molte piante sono legate alla Sterei, ma una in particolare è considerata sacra in tutto il notevolmente vasto areale in cui è praticata la Sterei: il tiraturi. Questa pianta è tanto sacra che è considerato un affronto sradicarne una dal terreno, tuttavia non è impossibile crescerne una a casa. Bisogna però aspettare che la pianta faccia i semi e prenderli evitando di fare del male alla pianta o che la pianta faccia del male al fedele.
L'olio prodotto dai suoi semi – attraverso un processo lungo e molto complesso – era usato come condimento in alcuni cibi tradizionali legati alle festività stereiche e per crearne un oleolito da spalmare sulla pelle durante certi rituali.

Vi sono diverse testimonianze dell'antica passione degli stellaristi per la folgorite: questo vetro speciale, creato dal contatto di un fulmine o di altra scarica elettrica contro un terreno sabbioso ricco di quarzo, veniva raccolto dai fedeli e ridotto in polvere finissima, per essere poi consumato con dell'acqua o in ricette semplici. I più fanatici li mangiavano così com'erano. Queste consuetudini erano dovute alla leggenda per cui la folgorite si originava laddove la dea Lily aveva posato le sue zampette sulla sabbia, ma è una pratica che è caduta in disuso abbastanza presto quando si è notato che non solo non dava alcun beneficio, ma talvolta le impurità della pietra facevano sentire male le persone.
La folgorite è ancora un materiale sacro e viene collezionata ed esposta per la sua rarità e il suo legame con la luce, ma quasi nessuno la mangia più.

Sebbene molti minerali siano considerati interessanti da un punto di vista “spirituale”, il diavolo e l'acqua santa della visione stereica sono rappresentati rispettivamente dal berillo viola e il quarzo lama di luce.

Il primo è un berillo ad alto contenuto di manganese e cromo, che in passato era guardato con sospetto per un suo fenomeno caratteristico, quello della tenebrescenza. Presenta un colore viola molto profondo, talvolta tendente al fucsia, che però sparisce dopo poco tempo se la pietra viene esposta alla luce solare o ai raggi ultravioletti; per un particolare gioco di rifrazioni, quando questo accade il berillo viola non diventa semplicemente trasparente, ma molte specie hanno difficoltà a percepirlo con la vista, rendendolo praticamente invisibile. L'unica cosa che ne tradisce la presenza sono le numerose inclusioni – è praticamente impossibile trovarne esemplari eye-clean, cioè privi di impurità – che sembrano galleggiare a mezz'aria. In passato si pensava che si potesse prevedere il futuro della persona che lo rinveniva interpretando la forma delle figure in questo rarissimo cristallo, ma si potevano così leggere solo gli eventi nefasti della sua vita.

Modernamente è guardato con molto meno sospetto, ed apprezzato per la sua rarità. Il colore originale di queesto berillo può essere ripristinato se viene posto nuovamente al buio per qualche giorno.
È una delle pietre usate nei pochissimi rituali esistenti per richiamare Prucia.

Il quarzo lama di luce, al contrario, sembra emanare costantemente una lieve luce anche al buio, ed é abbastanza comune da poter trovare intere spiagge rese leggeremente luminose dai sassolini o polvere quarzifera proveniente da questo bellissimo minerale.

Creazione

Secondo la Sterei, l'universo è abitato da energie che si generano spontaneamente, affiorando dal vuoto cosmico. Queste energie sono altamente instabili e dal potenziale infinito, presentandosi in continuo mutamento nel tentativo di stabilire la loro forma finale.

Senza nulla a stabilizzarle, queste energie possono diventare qualunque cosa, dall'embrione di divinità ad un materiale che farà da “mattoncino” per la costruzione dell'universo una volta posto in balia delle forze fisiche, cosmiche e divine.

Si è così generato l'universo conosciuto, secondo il principio per cui, in condizioni di vuoto assoluto, la materia ed i corpi celesti tendono a generarsi spontaneamente a partire da queste energie. Questo principio viene riassunto nella frase “Se può esistere, esiste”, che è una convinzione base della Sterei, riferita alla vastità dell'universo e alla capacità di arrangiarsi in forme nuove di vita e materia che, in questa religione, diventa vera e propria necessità.

Vita dopo la morte

La Sterei non sostiene la possibilità di vita dopo la morte, né tramite reincarnazione né in un regno trascendente. 

Ad ogni modo è ammessa una possibilità di trasmettere le proprie esperienze e talvolta persino idee alle nuove generazioni, vivendo parzialmente attraverso altri individui.
Per i maschi è una questione spirituale piuttosto complicata, secondo cui il loro contatto con le energie divine (visto che il loro dio principale, Pre, è proprio un principio maschile) riuscirebbe a mantenere abbastanza coesi pensieri ed esperienze del sacerdote al momento della morte per poterli sigillare in un luogo o in un animale, o addirittura come guida incorporea per un altro maschio appena affacciatosi alla spiritualità.
Nelle femmine il loro sapere è visto come parzialmente legato ai geni che trasmettono alle figlie, perciò continueranno parzialmente a vivere attraverso di loro donando tratti della personalità, idee, esperienze.
Secondo questa mentalità, tuttavia, i maschi non possono ottenere le conoscenze della madre, perché sono “anime nuove”, né possono trasmettere la propria ai loro figli.

Questo binarismo non si applica necessariamente al di fuori della simbiosi Pre-Mimmum, e viene contemplata facilmente l'esistenza di altre varianti per altre divinità e i loro rispettivi fedeli su altri pianeti.

Spiriti e divinità minori

Data la presenza benefica e la protezione di Lily e Pre, i credenti alla Sterei escludono a priori la possibilità di presenze demoniache sul loro pianeta (mentre, con una certa malizia, ipotizzano una quantità ingente di simili creature su Furioh). Tuttavia il "demone" principale della loro cultura è l'abitante del pianeta loro vicino nel sistema Liliare, il Wyrm.

Quest'affascinante creatura, gigantesca ed in grado di nutrirsi di interi pianeti, è guardata con rispetto e usata come tema centrale per rappresentazioni artistiche e storie. 

Oltre alla distinzione già vista nel paragrafo sulle Divinità tra dèi e spiriti divini, la Sterei contempla anche l'esistenza di "demoni" o "spiriti piccoli/minori". Quello che principalmente differenzia i demoni dagli dèi è l'essere creature organiche, nate in maniera differente da una divinità-stella. Tutto ciò che ha poteri inspiegabili e non si origina come un dio né da un dio, la cui forza non dipenda dalle preghiere altrui e che non senta l'impulso di prendersi cura di un suo popolo è un demone.

Dei piccoli spiriti possono generarsi anche nei cristalli, le cui energie possono avere una sorta di personalità, sebbene lontana dalla mente di un mortale pensante. Quando un cristallo è occupato da uno di questi spiriti dovrebbe essere possibile riconoscerlo ponendolo tra le mani: si avvertirà una quantità anomala di calore e una sorta di pizzicore sulla pelle. Di solito questi spiriti si manifestano in specie minerale dalle forti proprietà piroelettriche e piezoelettriche, come quarzo o tormalina.

I cristalli "infestati" sono regolarmente usati per la produzione di artefatti magici e non; siccome ogni divinità o spirito hanno in sè il desiderio di curare il prossimo, la credenza è che gli oggetti che sono costruiti con un cristallo infestato saranno più efficienti e duraturi nel svolgere il loro ruolo. È importante prestare particolare attenzione durante la lavorazione e non rimuovere mai troppa massa dal cristallo se si decide di sfaccettarlo. Rompere un cristallo infestato porta terribile malasorte.

Lilestera e sacerdozio

I sacerdoti e le sacerdotesse, chiamati Lilestera (contrazione delle tre parole lily eis sterea, ovvero "splendente luce di stelle"), vengono considerati sensibili al flusso delle energie divine ed in grado di interagire meglio del resto della popolazione con queste energie invisibili, abilità che possono ottenere attraverso lo studio e/o un'inclinazione personale più o meno forte. 

Siccome il principio divino di Pre è maschile, i mimmi maschi vengono considerati naturalmente più portati a stabilire un legame con il dio (forse anche grazie ad un'aria mistica che deriva dalla rarità di maschi presenti sul pianeta, visto che ne nasce uno circa ogni sei-sette femmine). Le femmine non sono escluse dal ruolo di sacerdotesse nè dallo studio magico, così come i maschi non sono obbligati a prenderne il ruolo, ma è considerato quasi scontato che siano chiamati ad intraprendere questa via.

Ogni lilestera ricopre in genere il proprio ruolo mentre pratica anche un altro mestiere. In particolare, i sacerdoti sono spesso posti nelle missioni di colonizzazioni degli altri pianeti, prendendo ruolo di generali o strateghi fuori da Mimmum, e boia una volta rientrati sul pianeta.

La chiesa della Sterei si presenta con una struttura assolutamente frammentaria, senza una gerarchia ferrea né un capo assoluto.

Luoghi sacri

Non vi sono veri e propri luoghi di culto. I rituali collettivi possono essere praticati ovunque, purché ci sia un o una lilestera presente.

Rituali

Il principio divino fondamentale della Sterei è quello della luce, ed in particolare della luce solare come portatrice di vita, calore e rinnovamento. Di conseguenza, nonostante la cadenza dei riti non contempli date fisse, buona parte dei suoi riti vengono celebrati in momenti dell'anno o della giornata in cui la luce solare è particolarmente forte; quando non è possibile celebrare in presenza di vera luce solare, vengono talvolta celebrati con il fuoco.
 
Dato che i rituali non vengono considerati fondamentali alla sopravvivenza della loro divinità o a garantire protezioni alla loro civiltà, buona parte di quelli collettivi hanno un che di scherzoso, che riunisce con leggerezza una grande quantità di persone. 
 
Il più importante tra i rituali è quello dei falò sagomati, che su Mimmum ha un nome liberamente traducibile come "Il giorno in cui tutti insieme diamo fuoco alle cose che non ci piacciono per ridere". Nonostante il nome minaccioso, è una festività estremamente pacifica e allegra.
Chiunque voglia partecipare – è di solito un'occasione molto amata dalle famiglie – si riunisce nel punto prestabilito da uno o più Lilestera che si sono messi d'accordo per dirigere insieme il rituale. 
Ci si riunisce in uno dei giorni più caldi e luminosi dell'anno, ma verso il tramonto. Si passa il pomeriggio a costruire statue di legno ed erbe intrecciate dalle forme più disparate che ritraggono qualcosa di mostruoso oppure odioso, e poi gli si dà fuoco appena il buio è fitto, una alla volta. Capita che le famiglie si coalizzino per cercare di costruire costruzioni più belle o complesse.
 
Intorno ai fuochi si mangia, balla, suona, canta canzoni e racconta storie che parlano di mostri.
 
La maggior parte delle altre festività sono inventate di sana pianta dai lilestera sulla base di ispirazioni, eventi specifici o necessità, e quindi variano moltissimo di cittadella in cittadella.
 
Nascite, matrimoni e funerali non sono trattati con rituali stereici, in quanto è considerato non solo irrispettoso nei confronti delle famiglie che potrebbero non credere, ma soprattutto insensato, un po' ridicolo, coinvolgere le divinità con momenti del tutto terreni come le tappe della vita mortale.
 
La preghiera come richiesta di protezione o di un favore è un atto religioso molto personale ed intimo, ed è visto come strano condividerlo ad alta voce con tante altre persone. È una religione che pone grande enfasi sull'individuo, e l'idea radicata in molte religioni terrestri di usare una formula specifica di preghiera (come il Padre Nostro o l'Ave Maria cristiani) da ripetere tutti insieme è vista come quantomeno bizzarra. 
 
I sacerdoti non sono tramite delle preghiere dei mortali, ma al contrario il loro “potere” viene dalla capacità di leggere i segnali che arrivano dagli dei.

Tradizioni religiose

Una tradizione tipica della Sterei è il rito di Inseguire il Sole. 
Le persone devote che attraversano un periodo di crisi personale e spirituale intraprendono un cammino, da fare rigorosamente a piedi, che può avere qualunque durata. Idealmente, il viaggio finisce quando il viaggiatore pensa di aver trovato la giusta illuminazione per proseguire la sua vita normale. 
 
Per Inseguire il Sole bisogna camminare sempre verso la direzione in cui il sole si trova in cielo in quel momento, e muoversi ininterrottamente soltanto durante le ore diurne. Di notte ci si riposa, e si prosegue nuovamente il cammino all'alba.
Recentemente era stato proposto di semplificare il rito facendo sì che il viandante "seguisse il sole" camminando semplicemente verso est, per rendere più facile al viaggiatore ritrovare la strada di casa, tuttavia i viaggiatori stessi si sono opposti, dato che ritrovarsi sperduti è parte del processo e della tradizione.
 
Centinaia di persone all'anno intraprendono questo viaggio, ma sono ben pochi gli individui che lo fanno durare più di sei mesi. L'eccezione più notevole a questa media è una Mimma di nome Russau che, partita durante la sua giovinezza, non ha ancora smesso di viaggiare dichiarando che, sebbene abbia ormai ritrovato il modo di vivere che la rende felice, questo è quel modo di vivere. Russau è vista come una saggia a cui ci si rivolge per consigli e preghiere se si ha la fortuna, davvero rara, di incontrarla.
 
Chi pratica la Sterei può espiare i propri peccati attraverso l'uso di bende rituali. A seconda della gravità della colpa, una zona maggiore del proprio corpo viene coperta da delle bende che impediscono a colui o colei che decide di espiare di essere a contatto con la luce. Di solito le zone che vengono nascoste più spesso sono polsi e braccia o collo e viso. Man a mano che il tempo passa e molte buone azioni sono state compiute per controbilanciare la propria colpa, vengono levate tutte le bende una ad una fino a quando non si torna nuovamente a poter essere baciati dalla luce.
 
Sebbene sia ormai una caratteristica tipica di mimme e mimmi a prescindere dal loro credo, alcuni antichi scritti rivelando che incoraggiare la sincerità era in passato un modo per avvicinarsi alla divinità, ed è possibile che questo comportamento, ormai "esasperato", sia diventato a poco a poco una consuetudine di specie pur partendo da una semplice tradizione stereica.
 

🌵🎨 Tutti i disegni di questa pagina (e probabilmente anche delle altre, se non è diversamente specificato) sono stati realizzati dalle nostre artiste, Furiarossa e Mimma. Scoprite di più sui loro fantastici lavori, cliccando su uno dei loro link e gustandovi le loro gallerie! 🌵🎨

lunedì 10 settembre 2018

Sunset 68 - Al cinema con Undertaker





«Come?» Strabuzzai gli occhi «Avete sentito tutto?».
Eravamo sedute su delle vecchie sedie a sdraio sdrucite di fronte a casa di Jacob, io e Ayita, mentre la mia scorta di lupi si azzuffava nel fango.
«Si. Per via del contatto telepatico» Ayita si sfiorò una tempia «Per questo abbiamo mandato con te maschi e femmine: sia io che Sam abbiamo sentito tutto. Eravamo trasformati e possiamo sentire i pensieri del resto del nostro branco»
«Ah. Ottimo, vorrà dire che non dovrò raccontarvi proprio niente».
I poteri dei licantropi non smettevano mai di sorprendermi. Erano quasi meglio di quelli dei vampiri.
«Già. Ci siamo fatti un'idea piuttosto chiara su questi Volturi» Strinse i denti e inclinò appena la testa, come se stesse cercando di trattenere un brutto pensiero che rischiava di uscirle da un orecchio «Abbiamo deciso che va bene, i Cullen potranno farsi aiutare da questi altri vampiri che non sono assassini. Abbiamo bisogno del loro aiuto e della loro conoscenza del corpo di guardia dei Volturi per allenarci a sconfiggerli»
«Quindi i Cullen hanno il vostro permesso di... allearsi?»
«Si. E poi, diciamocela tutta: se facciamo una prima fila di vampiri, quando andremo in guerra, ci sono buone probabilità che un gran numero di loro venga annientato e questo è nel nostro interesse. I Cullen e i loro amici moriranno e indeboliranno i Volturi, è un ottimo piano».
Non sapevo cosa provare. Quelli del clan di Denali erano simpatici, certo, e non li odiavo, ma non è che fossero... umani. Non erano nemmeno animali, visto che erano morti. Non riuscivo a dispiacermi all'idea che potessero essere distrutti dai Volturi, ma c'era comunque un pizzicorino nel mio cervello, una vocina che mi suggeriva che sarebbe stato uno spreco farli morire.
Jacob emise un guaito acutissimo mentre Aida e Leah gli mordevano le zampe posteriori, distraendomi dai miei pensieri. Era bene che non empatizzassi con i succhiasangue, conclusi frettolosamente.
Poi il mio cervello si spostò automaticamente su una questione che mi premeva.
«Ehm... io non ho la possibilità di comunicare con il pensiero con i miei amici, quindi...»
«Quindi?» mi incoraggiò Ayita, seria
«Quindi non so cosa avete fatto voi nel frattempo, mentre io ero nella casa dei vampiri. L'avete evocato?»
«Intendi il Guardiano Nero?»
«Si. Intendo il Guardiano Nero»
«Si»
«Ah. E dov'è?»
«Arriverà stasera. O potrebbe essere già qui» rispose lei, misteriosa «Ha detto che aveva molto da fare, che stava controllando la rinascita di un dio azteco, ma che non appena si fosse liberato, diciamo in un paio di ore, si sarebbe messo in viaggio»
«Ah. Un dio azteco?»
«Così ha detto lui»
«Sul serio?»
«Si»
«Ma senti... ma che cos'è, di preciso, un Guardiano Nero?».
Ayita mi guardò negli occhi, tranquilla. Notai che il suo respiro era regolare, pieno, e lo potei notare perché rimanemmo così per un tempo che mi parve lunghissimo. Probabilmente io stavo arrossendo sempre di più per ogni secondo che passava.
«Caspita» Disse lei alla fine «Non ne ho idea»
«Come sarebbe a dire che non ne hai idea?» un sorriso confuso affiorò sul mio volto «Cioè, me lo stavi per dire, prima che arrivasse Seth a interromperci»
«Si, ma il fatto è che noi, come tribù... non sappiamo cos'è di preciso il Guardiano Nero. Abbiamo una serie di conoscenze e di storie su di lui e sappiamo che possiamo chiamarlo se ne abbiamo bisogno, ma non è che sappiamo di preciso cosa è e cosa faccia quando non è impegnato ad aiutarci»
«Ah. Giusto» annuii, tutt'altro che delusa «Tutto molto misterioso, è logico. Ma un momento...» alzai la testa «...Se non sai cos'è, come fai a sapere che può battere un vampiro? Che può fronteggiare Alec e Jane? Voglio dire, magari è solo un umano molto molto intelligente e molto molto forte che ha studiato molte molte cose sul mondo sovrannaturale, ma anche così...»
«Te l'ho detto» mi interruppe lei, tranquilla «Sappiamo delle cose su di lui. Abbiamo delle leggende»
«Un giorno me le dovrai raccontare»
«Quello è compito di Sue e Billy. Un giorno le racconteranno a tutti noi e stai sicura che ti chiameremo, quando quel giorno arriverà»
«Si, ma...».
Il mio telefono emise un pigolio: mi era arrivato un messaggio. Sperando che non fosse qualche altro nonsense sulle lumache da parte di Edward, lo aprii e lo lessi. Era da parte di Mike, diceva che aveva trovato un film fantastico.
Oh, Mike! Per poco non mi dimenticavo che avevo un appuntamento con lui e Jessica, quella sera! Troppe emozioni in una volta sola.
«Mi sa che me ne vado a casa» Sospirai «Ho bisogno di un po' di riposo, se poi voglio andare al cinema con gli amici»
«Mi sembra giusto. Vai».
Ayita si sdraiò per bene, reclinò la testa all'indietro e chiuse gli occhi: il suo modo di farmi capire che anche lei aveva bisogno di riposarsi. Mi alzai e mi diressi verso la foresta, cercando di ricordare in che diamine di direzione si trovasse la casetta delle licantrope e dove avessi parcheggiato il mio Chevy. Alla fine lo trovai: ringraziai la mia buona stella e montai in macchina.
A casa, Dracula mi attendeva seduto pazientemente sul mobiletto all'entrata.
«Ehi» Allungai una mano per grattarlo dietro le orecchie «Sei rimasto qui per tutto il tempo?»
«Mau!».
Non era rimasto lì tutto il tempo: sulla coscia sinistra aveva una macchietta di vernice grigia che somigliava vistosamente a quella con cui avevano ridipinto i corrimano alla stazione di polizia. Papà doveva esserselo portato a lavoro.
«Sei tornata, Belarda?» Fece la voce di Carlo, dal salotto
«Si, sono io! Tutto bene?»
«Si»
«Hai portato Drakey a lavoro?»
«Come lo sai?».
Mi tolsi le scarpe e corsi fino al salotto, sorridendo
«Mi hai riportato il gatto nero sporco di vernice grigia» dissi
«Sei un vero detective» commentò lui, alzando la birra che teneva in mano
«Ma tu che fai, bevi birra da solo?» risi «Che cosa triste»
«Non sono solo» lui alzò uno dei cuscini del divano, rivelando che nascosto dietro di esso c'era Lillo che dormiva saporitamente, con il pancino all'aria «Ho Lilluzzo».
Il mio cuore era sciolto di puccezza pucciosa.
«Aww! Però...» Alzai un indice «Questo non deve renderti un ubriacone, promettilo!»
«Certo, te lo prometto»
«Molto bene. Vado a riposarmi un po', è stata una mattinata intensa...»
«Billy dice che i ragazzi e le ragazze Quileute fanno un sacco di attività fisica» papà aggrottò la fronte «Hai fatto sport con loro?»
«Non proprio. Diciamo che sono un mediatore. Una sorta di arbitro»
«Ah. Va bene»
«Stasera esco con Mike e Jessica. Ci ribecchiamo più tardi, ciao papà!».
Lui sollevò una mano in segno di saluto e io mi ritirai nella mia camera, seguita da Dracula che muoveva freneticamente le zampine per tenere il mio passo.
Mi rilassai cercando di leggere qualcosa, ma finii per dormire scompostamente, vestita da capo a piedi, e con un gatto sulla pancia. Non fu un sonno del tutto tranquillo: sentivo voci, vedevo con la coda dell'occhio vampiri con mantelli neri che non esistevano e non fu facile convincermi che tutto quello non era reale, che nella realtà ero al sicuro nella mia stanza e stavo solo sognando.
Mi risvegliai di colpo dopo aver visto due terribili occhi rossi e vidi la luce che si smorzava fuori dalla finestra.
«Oooh!» Esclamai, balzando in piedi. Corsi in bagno a lavarmi la faccia, furiosamente, mi passai le ascelle con delle salviette umidificate e applicai il deodorante in stick, lottai con i miei capelli come Laoconte con i serpenti nel tentativo di farli sembrare di nuovo capelli umani e mi misi a cercare il portafoglio in giro per la stanza come un cinghiale grufolante.
Non volevo dare buca a Mike, non di nuovo.
Con una mano versai i croccantini nella ciotola di Dracula, con l'altra messaggiai al mio amico
Hey, Micolo! Pronto per la serata cinema? :D
O h a Bela! Sono prnt cn i bilietti per tt.
Bela bilietti ;)
St scrivendo veloce xche sto correndo a prendere Jessica
Con i piedi o con la macchina?
Con la machina.
E allora non rispondermi, scemotto, che fai un incidente e muori, altro che bilietti.
Ma sn quasi arr vato
Mi passi a prendere tu?
Sono pss aato prima ma tuo papa mi ha detto che dormi e nn ti ho sveliato
Ah. Scusa. Ero davvero stanchissima, sono stata alla riserva di La Push.
Ma k cavolo fai qndo vai dagli indiani qleuti?
L'arbitro
Va bn. Vengo a prnderti fra cinque mnuti
Oh. Bene, ero già in ritardo. Approfittai del mio tempo extra (Mike era un santo) per lavarmi i denti e cambiarmi la maglia con una che puzzasse di meno di sudore freddo e paura.
Ebbi appena il tempo di mettere un piede sulla scalinata per scendere al piano di sotto che ecco qualcuno suonare il campanello.
«Arrivo, Micolo! Arrivo!» Gridai, mettendomi a correre e rischiando la morte due volte solo sulle scale «Scusa per il ritardo! Sono pronta per le nuove arti marziali scarse con effetti speciali … speciali! Tira fuori i tuoi billietti!».
Aprii la porta con una mano e mi ritrassi cercando di infilarmi una scarpa da ginnastica con la sinistra. Il pannello di legno si aprì lentamente.
«Scusa, non ho i biglietti» Disse una voce profonda, titubante.
Alzai lo sguardo saltellando su un piede solo (ancora non ero riuscita ad infilarmi quella stupida scarpa) e persi l'equilibrio, atterrando sulle chiappe.
Non era Mike. Non era Mike. Era Undertaker.
«Ciaaa aaa ooo» Dissi, con voce robotica. Mi sentivo come uno dei messaggini di Mike.
Il mio idolo sportivo se ne stava fuori dalla porta, vestito come un ragazzo di almeno vent'anni più giovane (maglietta a teschi, jeans, scarpe di tela tipo converse e un cappellino da baseball) e con un'espressione che non poteva interpretare diversamente da “mi dispiace davvero di aver interrotto qualsiasi cosa tu stessi facendo, ho solo suonato educatamente alla porta, se vuoi ripasso più tardi giuro”.
Mi rialzai in fretta e furia, riuscendo miracolosamente a infilarmi la scarpa, e me ne stessi lì, con una scarpa sola, di fronte a lui. Il mio cervello annaspava alla ricerca di parole. Per fortuna fu lui a rompere il silenzio.
«Sei la ragazza dell'albergo? Quella dei vampiri?» Domandò, poi si passò una mano dietro il collo, con fare imbarazzato «Spero di non averti confuso con qualcun'altra»
«No, no, sono io!» mi indicai «Vuoi entrare? Sei il benvenuto. Vieni, entra»
«Mi sembra che tu volessi uscire»
«Si, ma... insomma... aspetto un amico»
«Il ragazzo quileute?».
Notai che lui lo pronunciava nella maniera corretta: “quil-yoot”.
«No, non lui, io aspettavo un altro amico, si chiama Mike. Io lo chiamo Micolo» ridacchiai, nervosissima «Era lui che doveva avere i biglietti per il cinema»
«Stai andando al cinema. Non posso entrare»
«No, puoi, io... ehm... vuoi venire al cinema con me?».
Con noi. Avresti dovuto dire “con noi”, non “con me” stupido cervello che si prende di confidenza con le leggende del wrestling!
«Cosa andate a vedere?».
In quel momento Mike parcheggiò poco distante. Trattenni il fiato. Sapevo che anche Mike stava trattenendo il fiato.
Jessica fu la prima a scendere dall'auto. Indossava un vestito più elegante del dovuto e un paio di scarpe con il tacco che scintillavano.
«Ehi, c'è anche Jacob!» Gridò, alzando un braccio «Ciao, Jacob!»
«Ehi, Jake! Porca miseria, sei diventato enorme!» aggiunse Mike, scendendo dalla macchina con un'espressione di chiaro sollievo «Da dietro, per un attimo, ti ho scambiato per qualcun altro! Ehi, le maniche della tua maglietta sono fichissime!».
Undertaker si girò molto, molto lentamente verso i miei amici che si avvicinavano
«Ehm... sapete... non ho le maniche» disse «Sono... tatuaggi. E non mi chiamo Jacob».
Jessica non si fermò, ma le comparve un sorriso cordiale sulla faccia
«Oh! Salve! Io sono Jessica, un'amica di Belarda. E credo che tu sia... un wrestler, giusto? Moltissimo piacere!».
Mike, invece, si era bloccato e mi guardava, anche se doveva vedere molto poco di me, visto che ero quasi nascosta dietro l'immensità di Undertaker. Le sue labbra si mossero quasi senza emettere suono, ma potevo leggere il labiale: “Che ci fa lui qui?”.
«Hey, Belarda, ci vieni lo stesso al cinema con noi, vero?» Domandò Jessica, allegra «Se vuole ci può venire anche il signore! Tanto non ci sarà nessuno in sala, Mike ha scelto l'ennesimo film stupidissimo che nessuno si fila».
Undertaker si spostò leggermente, silenziosissimo. Io ero esposta, finalmente potevo guardare in faccia Mike e Jessica.
«Ragazzi, ragazzi... io...» Mi bloccai. Volevo andare con loro al cinema? Volevo restare a sentire qualunque cosa avesse voluto dirmi Undertaker a proposito della faccenda dei Volturi?
«Che film è?» Domandò il wrestler, tirandomi fuori dall'impiccio di dover scegliere
«Allan Quartemain and The Temple of Skulls» rispose Mike, poi prese fiato «È un vero piacere conoscerti. Un vero piacere, signore»
«Ah, ehm, grazie amico. È un film d'azione?»
«È la versione tarocca di Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo» spiegò Jessica, prima che Mike riuscisse anche solo ad aprir bocca «Di una casa di produzione semisconosciuta, la Asylum, che fa robaccia a basso prezzo. Però a lui piacciono. Non è niente di speciale, andiamo solo a ridere tutti insieme al cinema»
«Hmm, ci sto» lui annuì «Vengo con voi. Se per nessuno di voi è un problema, ovviamente»
«Certo!» quasi urlammo io e Mike, contemporaneamente.
Undertaker sorrise leggermente, alzando poco poco gli angoli della bocca. Sentii di aver fatto una grande impresa.
Ci dirigemmo tutti verso la macchina di Mike. A me sarebbe toccato stare dietro, con il wrestler: io non mi lamentavo per niente, ma lui doveva tenere la testa piegata e le spalle leggermente incurvate perché proprio non c'entrava.
Al contrario di tutti noi, Jessica era perfettamente a suo agio.
«Scommettiamo» Disse «Su quanta gente ci sarà dentro al cinema?».
Nessuno rispose. Jessica si imbronciò e ci guardò tutti
«Oh, andiamo ragazzi, sembra un mortorio»
«Io sono il becchino» sbuffò Undertaker, divertito
«Beh, allora Mike e Belarda sono i cadaveri. E io faccio l'officiante della cerimonia» la voce di Jessica si fece stentorea in un'imitazione del vecchio prete di Forks «Miei cari fratelli e sorelle, siamo oggi qui riuniti per dare l'estremo saluto a Mike Newton e Belarda Cigna, due cari amici e compagni che non si sa bene come sono morti così all'improvviso. Era una tranquilla serata...».
La macchina partì. Mike si azzardò a ridacchiare nervosamente, mentre premeva l'acceleratore.
«... E tutti loro volevano andare a vedersi un film a basso budget» Continuò Jessica «Dove c'era un Indiana Jones che si chiamava Allan Qualcosanonmiricordo. Poi all'improvviso sono entrati in macchina con una star del wrestling e sono morti senza motivo. Addio, Belarda e Mike, vi ricorderemo sempre! Insegnate agli angeli a litigare con i Cullen!»
«Amen» aggiunse Undertaker, serissimo.
Mike rabbrividì vistosamente
«Non mi piace questo tipo di humor» disse «Soprattutto quando sono io a dover fare il cadavere»
«Adesso sai cosa si prova ad essere chiusi in una bara più spesso di quanto vai al mare e ad essere chiamato “uomo morto” dai commentatori» scherzò Undertaker
«Oh, deve essere orribile»
«Ti ci abitui, dopo un po', e inizia a piacerti»
«Ah giusto, ora mi ricordo bene chi sei!» s'intromise Jessica, schioccando le dita «Che forza! Ti guardavo in tv da bambina, insieme a mio fratello! Sei ancora più enorme visto dal vivo, tipo gigantesco... oh, scommetto che te lo dicono tutti, vero? Cosa ci fa qui a Forks una celebrità come te?»
«Sono qui per i Quileute, ho un... lavoro da fare per loro, sapete. Mi hanno dato un indirizzo, ma si è rivelato essere casa di... ti chiami Belarda, giusto?»
«Sissignore» annuii «Belarda Cigna»
«Ecco, mi hanno dato il suo indirizzo»
«Si saranno sbagliati o avranno voluto farti uno scherzo» disse Jessica, tranquilla «Sono ragazzoni immaturi che se ne vanno sempre in giro senza maglietta a cercare di sedurre povere ragazze ingenue incantate dalla vista dei loro incredibili pettorali»
«No, io credo che sia l'indirizzo giusto» rispose a sorpresa il wrestler, con una nota quasi di ribellione.
Mike fece un rumore tipo “gulp”.
«Io e Belarda ci conosciamo già» Continuò Taker, parlando lentamente «Ci siamo... incontrati... tempo fa. Ad uno show a Seattle. E poi in un albergo a Phoenix. Credo che lei sia profondamente invischiata in questa faccenda dei vampiri».
Raggelata, lo guardai. Avrei voluto afferrargli un braccio (ohmmioddio, quant'erano grosse le sue braccia?) per fargli capire che doveva stare zitto al riguardo, che i miei amici non sapevano niente, ma non ne avevo il coraggio. Aveva detto davvero “vampiri” di fronte ai miei amici?
«Faccenda dei vampiri?» Scherzò Jessica «Che faccenda?»
«Ci sono dei vampiri che stanno arrivando dall'Italia, mi hanno detto» rispose lui, con un candore che mi lasciò spiazzata e ammutolita «Li chiamano i Volturi. Li ho sentiti nominare un paio di volte e non li consiglio. Comunque, ce l'hanno con i Quileute e hanno bisogno di me»
«Vampiri? Che genere di vampiri? Tipo quello con i denti lunghi?» Jessica imitò due zanne con le punte degli indici
«No. No. Più del tipo “classe politica”. Hanno i denti corti, ma un grande potere dovuto all'influenza che hanno su un... largo... gruppo di persone. Come la mafia»
«Criminalità organizzata» Mike scosse la testa e, probabilmente in modo involontario, premette il piede sull'acceleratore «Come Edward Cullen!»
«Esatto» mi affrettai a dire io «Altra gente esattamente come i Cullen, che però questa volta ce l'hanno contro i Quileute»
«Oh si, è vero che Belarda c'è invischiata, ma non è colpa sua!» esclamò Mike «È quel coso che la perseguita, Edward Cullen!»
«Lo so» Undertaker si strinse appena nelle spalle «Ho incontrato anche lui. Una persona terribile»
«Quindi sei qui per fargli il culo a strisce, scusa il francesismo»
«Ehm... è complicato».
Avendocelo di lato, seduto sul mio stesso sedile, non potevo fare a meno di pensare a quanto sembrasse umano. Certo, era un umano assolutamente enorme, ma sentivo il suo calore del tutto normale, il suo respiro del tutto normale, vedevo la morbidezza della sua pelle, il pizzetto di barba leggermente irregolare che iniziava appena ad ingrigire, e lo avevo visto imbarazzato, confuso, divertito... era umano. Deliziosamente, potentemente umano. E questo era certamente un male per lui, perché uno fatto di carne e sangue, e che per giunta non poteva trasformarsi in un lupo grande come un cavallo, difficilmente avrebbe potuto combattere contro i vampiri più pericolosi del pianeta.
D'un tratto avevo di nuovo paura.
Per il resto del viaggio fummo costretti a sorbirci dei resoconti dettagliati di Jessica riguardo a tutte le coppie e i pettegolezzi della vita scolastica: era partita parlando dei Cullen, ma non si era fermata più e ora stava animatamente sproloquiando di un tizio che si chiamava Jimmy che a quanto pareva era troppo alto e bello per la sua ragazza Holly.
Quando arrivammo al cinema, effettivamente non c'era quasi nessuno: il parcheggio era semi-deserto.





Lettori fissi