mercoledì 4 novembre 2026

Il blog di Nana 8. L'attacco pirata!

È da un po’ che non scrivo sul blog. Scusate. Scusate.

Sono successe un po’ di… cose. Cose legate al mio lavoro, ma in un certo senso anche alla mia vita di tutti i giorni (considerando che al momento sono imbarcata su una nave, per lavoro).

Sembra che la mia vita e il mio lavoro siano ormai una cosa sola, e non ci credereste a quanto entrambi siano fuori di testa. Abbiamo fatto delle scoperte. Non ne possiamo parlare. Mia sorella Celestine ha perso il Pesce Gatto (che, per chi non ha seguito le nostre avventure sul vecchio blog, prima di questo, non è un vero pesce, ma una macchina per le esplorazioni dei fondali) e le cose che l’hanno preso… oh, non ci credereste.

Mio fratello ha provato a chiedere spiegazioni alla presidentessa Alkahest, a sapere se queste informazioni potevano essere condivise, ma lei non è stata di grande aiuto, e poi sono successe così tante cose nel mezzo, che lo capisco pure io perché non ha voluto (o potuto) rispondere in modo chiaro.

Comunque una cosa ve la posso raccontare: siamo state attaccate dalle piratesse. Giuro! Ed è stato davvero spaventoso, ma anche eccitante.

Purtroppo (o per fortuna?) non siamo state abbordate, non sono riuscite ad arrivare sulla nave, però ci hanno sparato con dei cannoni.

Non avevo mai visto dal vivo una nave pirata! Ovviamente non parliamo di quei pirati vecchio stile che se ne vanno in giro su legnetti che si spezzano fra le dita… a proposito, sapete che era proprio così che una volta si chiamavano le navi, “legni”? O almeno così le chiamava Salgari, uno dei miei autori preferiti! E lui sì che scriveva di pirati, di tesori, di fantastiche avventure, e abbordaggi (e anche di razzismo, iniquità e colonialismo, perché Emilio Salgari era un figo pazzesco), e capirete che quando è partito l’allarme, e siamo dovute scendere tutte nei laboratori, ero eccitatissima.

La nave pirata era praticamente ricoperta di pannelli solari, l’abbiamo vista su uno schermo, ripresa da una delle telecamere di sorveglianza. Tranne mio fratello, mio fratello l’ha vista con i suoi occhi (ma su questo ci ritorno dopo). Dicevo, pannelli solari… probabilmente li hanno rubati, dal primo all’ultimo, e vuoi che non decidano di usarli?

Purtroppo al momento questa zona è infestata da navi pirata, e siamo state pure fortunate che non si trattava di vampiri. Cioè, teoricamente avrebbero anche potuto essere vampiri, non le abbiamo viste in faccia, ma considerato che ci hanno attaccate in pieno giorno tendo a pensare che dovessero essere persone “normali” (che poi tanto normali? Gente che ruba pannelli solari? E che spara cannonate ai passanti? Non credo proprio).

Comunque, dicevo di mio fratello… quando siamo tutte scappate per metterci al sicuro, lui è rimasto indietro con il nostro supervisore Sangreal (uh uh, c’è dell’intesa fra loro?! Scherzo, Sangreal è un tizio buffo, magari un giorno vi parlerò meglio di chi è davvero, perché recentemente ho fatto scoperte scioccanti su di lui), e tutti e due hanno visto la nave pirata che si avvicinava e per poco non ci sono rimasti secchi perché una palla di cannone ha mandato in mille pezzi la vetrata.

Mio fratello Seraphin, gran piagnucolone e delicatissimo bimbo (scherzo, ti si vuole bene fratellino! Mwah! Non cambiare mai!) è svenuto, e Sangreal lo ha portato giù per le scale in braccio. Sangreal! Che di solito non tocca nessuno… ha deciso di prendere Seraphin tra le braccia per salvarlo. Oh, eroe degli eroi! Lo abbiamo visto comparire dalla scala come una specie di… di… mia sorella Martine direbbe “bono stratosferico”, ma non è il termine che stavo cercando, è semplicemente quello che mi rimbalza in testa adesso (perché gliel’ho sentito dire).

Comunque, con un taglio sullo zigomo, la camicia aperta, la schiena dritta e un uomo adulto svenuto fra le braccia, portato come se fosse leggero quanto una bambola.

Ha fatto una grande impressione su tutte. Ma su Martine di più, perché a lei gli uomini piacciono in quel senso. Avete capito, no?

Il sistema di sicurezza della Nihil, comunque, ha distrutto la nave pirata. Qualcuno recupererà tutti quei pannelli solari, spero.

Ah, e a quanto pare il fatto che la nave sia stata distrutta e sia affondata, senza lasciare superstiti, è il motivo per cui lui si è sentito così tanto male. Sì, lui ha il cuore tenero: così tanto che sviene al pensiero che le persone che stavano cercando attivamente di ammazzarlo, sparandogli in faccia, possano essere affogate.

Ma quanto posso voler bene al mio fratellino? Che poi in realtà è il mio fratellone, è più grande di me di età. E di altezza. Soprattutto di altezza. Per parlargli, se sono troppo vicina, devo alzare la testa come quando si cerca di capire se davvero abbiamo visto uno scoiattolo nascondersi fra i rami sopra la nostra testa. Troppo specifico? A me capita sempre. Gli scoiattoli sono molto elusivi, molto più comuni di quanto si pensi, e io voglio vederli.

Ma non ci sono scoiattoli in mare, solo piratesse, pericoli e… e il resto non ve lo posso dire, perché c’è una clausola contrattuale che devo rispettare.

Adesso devo andare, Sangreal mi sta chiedendo di spiegargli la cosa dei gatti lunghi. Spero che lo diverta.

Un abbraccio spupazzoso dalla vostra biologa marina preferita (sopravvissuta a malapena ad un attacco pirata).

 

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