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mercoledì 31 maggio 2017

Recensione - La libreria degli amori inattesi

Dopo un mega-stop causa "troppo-lavoro-da-fare" continua la rubrica delle recensioni! Veramente avremmo dell'altro lavoro da fare, ma è bene distrarsi un attimino scrivendo qualcosa di divertente.
Il libro che recensiamo oggi è "La libreria degli amori inattesi", di Lucy Dillon. Si, signore e signori, dopo esserci catapultati nel romanzo distopico con Flawed, la nostra ultima lettura è un romanzo rosa.
No, signore e signori, non è banale, non è brutto e ce lo siamo goduti.
1. La trama: Per una volta non siamo in America, ma siamo in Inghilterra e si sente! Le nostre protagoniste sono due amiche, Anna e Michelle, due donne intelligenti, sveglie e molto diverse tra loro: Anna è una mamma dentro, ama la sua famiglia (è sposata con un uomo che ha avuto tre figlie dal suo matrimonio precedente) e le piacciono i libri e gli animali, Michelle invece è una sorta di genio del commercio, appassionata di arredamento e con un eccellente gusto estetico, ma che praticamente non tocca un libro e non vuole alcun animale in casa, nonostante sin da subito è chiaro che ci sa fare con le bestiole.
Michelle incontra Anna quando si trasferisce in questo paese sperduto inglese, Longhampton mi pare, e apre un negozio di articoli per la casa al posto di una vecchia pescheria; le due si incroceranno in un locale pet-friendly, dove Anna ha portato il suo cane (o meglio, quello della sua famiglia, e c'è una piccola differenza che vedremo dopo) Pongo, un dalmata che come tutti i dalmata è agitato e giocherellone.  
Qui le nostre protagoniste iniziano a conversare e, dopo un non indifferente salto temporale, le troviamo ancora amiche a condurre la loro vita.
Michelle vive con le sue tre figliastre, suo marito Phil e il cane, appunto Pongo, che faceva parte di quella famiglia da prima di lei. Michelle ha ottimi profitti, il suo negozio va alla grande, e quando la nostra spigliata eroina scopre che il negozio di libri di fronte al suo negozio di "chincaglierie" per la casa sta per chiudere, perché il proprietario è troppo anziano per mantenerlo aperto, pensa bene di affittare o acquistare quel locale per espandersi... ma il precedente proprietario fissa una condizione: per almeno un anno, il negozio di libri dovrà continuare a vendere libri, non potrà essere trasformato in un altro spaccio di articoli regalo e per la casa!
Così Michelle, dopo varie peripezie che non vi svelo perché, beh, spoiler, decide di accettare l'accordo e di nominare Anna, che ha un amore viscerale per i libri, direttrice della libreria, che verrà rinnovata!
Evviva, urrà urrà... ma i cani?
In realtà i cani, oltre a Pongo, ci sono, ma non è che hanno questa gran parte... soprattutto perché il cane più importante per la trama, Tavish, è un cane vecchissimo che fa davvero poco a parte starsene raggomitolato sotto il bancone della libreria, ma che comunque è assolutamente adorabile!
Quindi abbiamo Anna a capo della libreria e Michelle che sta realizzando il suo sogno di mettere le grinfie su un secondo locale per allargare la sua già fruttuosa attività, non è tutto perfetto? Eh no, perché le nostre due protagoniste stanno ancora combattendo: Michelle è in fuga dal suo appiccicoso, viscido ex che sembra desiderare a tutti i costi tornare con lei, appoggiato tra l'altro dalla sua famiglia, mentre Anna desidera avere un figlio tutto suo con Phil, che non sembra essere affatto pronto ad esaudire questo suo desiderio, il tutto contornato dalle vicende tragicomiche delle tre figliastre (di cui una desidera diventare una pop-star insieme al suo gruppo femminile, le Apricotz).
Ho del tutto dimenticato di menzionare il mio personaggio preferito, come è possibile? Rory, è scozzese ed è l'avvocato del signor Quentin, il vecchio proprietario della libreria, che dunque si occupa di tutte le scartoffie e degli accordi con i potenziali acquirenti del locale, ed è così che nasce una strana amicizia fra lui e Michelle, con tanto di cane (Tavish) condiviso. Lui è... lo so che non fa parte della trama, ma devo dirlo... fantastico. Mi piace cento volte di più di tutti quei ragazzini fighi dei libri young adult, è virile nel vero senso della parola, solido e gentile, forte, ed è anche un gran lettore. E ama i cani. E non vi spoilero niente, ma ad un certo punto... fa qualcosa che mi commuove assolutamente.
Levateve Edward Cullen e Hardin, l'uomo perfetto è un avvocato scozzese che ama i cani. E che non torcerebbe mai un solo capello ad una donna.
E sapete cosa è ancora più bello? Che in questo libro l'uomo, sebbene fantastico, non è la cosa su cui si impernia la trama, no! Sono le difficoltà di queste due donne, Anna e Michelle, che fa progredire la storia, e il loro modo di affrontarle che la rende fantastica.

2. La copertina: Accipicchia, ho acquistato questo libro per la copertina! Pensavo fosse un libro di cani. Per fortuna che l'ho pensato, perché è una lettura che vale la pena, nonostante non parli di cani. Però è fuorviante, troppo fuorviante, soprattutto con quella frase lì, quel
"Tienimi con te.
Solo io ti posso aiutare.
Scalderò il tuo cuore."

Che mi dava un'idea COMPLETAMENTE diversa di qual'era il tenore di questa storia. E invece niente, non è incentrata sul cane.
Tra l'altro il cucciolotto adorabile in copertina è uno yorkshire terrier (o un incrocio di yorkshire) mentre Tavish, il cane del bibliotecario (e di Michelle e di Rory) è uno scottish terrier, ovvero questo cane qui:

Per giunta è anziano. Quindi buuuh! Copertina, sei una mentitrice! Però sei così carina che ti perdono, dai.

3. Cosa mi è piaciuto: Tantissime cose! I personaggi sono molto vividi e ben caratterizzati, ad esempio. Una delle cose carinissime e originali era che i capitoli si aprivano con una breve recensione di libri fatta ogni volta da un personaggio diverso e che in qualche modo anticipavano quello che sarebbe successo nel capitolo senza però spoilerarlo! Mi è piaciuto che gli ambienti si descrivessero e che per una volta dire "la protagonista aveva un ottimo senso estetico" non si traducesse in vane parole, ma in una casa descritta così bene, seppure senza essere pesante, che mi sembrava di poterla vedere in fotografia.
Mi è piaciuto il modo in cui hanno parlato dell'amore, senza farlo sembrare banale e senza farlo sembrare ritrito, ma senza neppure dargli un'aura mistica. L'amore è l'amore. Ed è una cosa semplice e complicata insieme, ma che deve fluire da sé, senza strutture che lo blocchino.
Altro punto a favore del libro? Parlano tantissimo di letteratura per ragazzi! No, sul serio, i protagonisti hanno delle vere conversazioni su libri come Anna dai Capelli Rossi o Piccole Donne. Una perla.
E il tutto, l'intera trama, è una realisticissima avventura di tutti i giorni, ogni passo una piccola sfida, capace di farti sentire triste o felice per la sorte dei personaggi.
Mi ripropongo di leggere più libri di Lucy Dillon.

4. Cosa non mi è piaciuto: La mancanza di più cani. Sul serio, questo romanzo avrebbe sfiorato la perfezione del genere rosa se solo ci fossero stati davvero più cani. Inoltre mi sarebbe piaciuto se avessero parlato anche di qualche romanzo più recente... in realtà si accennano sia Harry Potter che Twilight, ma molto brevemente (e fra l'altro Edward Cullen viene glorificato come sorta di gran fidanzato perfetto... nello stesso universo in cui esiste Rory? NO WAY! XD)... però questa è una cosa mia, è perfettamente naturale che personaggi adulti parlino di vecchi libri, non posso assolutamente pretendere che parlino di tutta la letteratura in circolazione.
Ah, e poi non mi è piaciuto Phil, il marito di Anna. È... poco comunicativo e molto "uomo" nel senso di stereotipo del marito, che non capisce quanto Anna faccia per la casa. È un bravo ragazzo, ma anche uno dei personaggi che ho amato di meno. Ok, non l'ho amato affatto, contenti? Contenti. Magari è anche colpa dell'empatia folle che provavo per Anna, ma in alcuni punti ero proprio arrabbiata con Phil. 
E poi il finale. Si conclude in maniera un pò... mozza. Avrei voluto vedere come andavano le cose dopo i gesti che le hanno "aggiustate", dopo quegli attimi strappalacrime che sono il culmine del libro... volevo vedere le vite delle protagoniste, anche se solo per qualche pagina, felici e realizzate, ma purtroppo, ahimé, non mi è stato concesso. *lacrimuccia solitaria scende lungo la guancia*

Voto complessivo: 78 su 100. Complimenti, hai ottimamente passato il test! E questo è anche il voto più alto che possa immaginare per un romanzo rosa. Fino ad oggi, poi... si vedrà.
 (Sto iniziando a pensare che un giorno o l'altro dovrei recensire Twilight... il punto "cosa non mi è piaciuto" sarebbe lungo due pagine, però almeno potrei finalmente dare ad un romanzo un voto sotto il 50).

A chi lo consiglio? Stavolta non dico "un po' a tutti" perché non è un libro per tutti, è un bel romanzo rosa, con una storia molto armoniosa, ma è appunto per appassionati di libri rosa. Non escludo che chiunque possa apprezzarlo, ma se vi piace l'azione potreste desiderare di riempire il vostro tempo con ben altre letture ;)

 Dove potete comprare il libro? Beh, innanzitutto potete acquistarlo nelle librerie (e ha una copertina così pucciosa che potreste desiderare di esporla), ma se volete una copia ebook io ho acquistato la mia QUI sulla piattaforma Kobo. Lo potete comprare anche su amazon QUI (e c'è anche la versione cartacea, yuppy yay!)

Fateci sapere che cosa ne pensate del libro! Siete d'accordo con noi su tutto o siamo stati troppo indulgenti? E alla prossima recensione!
Ps. Suggeriteci libri da recensire che vi piacciono! (Meglio se sono gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto).


lunedì 8 maggio 2017

Caro diario - Quando leggi un libro che ti scordi di aver scritto

Caro diario, oggi ti aggiorno. Le recensioni che abbiamo fatto nei post precedenti stanno avendo più successo del libro (Bloodhound, per chi già avesse perso la memoria e non se lo ricordasse o per chi si fosse proprio perso il post), il che è un po' strano... ci aspettavamo che il nostro superlancio letterario smuovesse qualcosa, una certa dose di eccitazione, curiosità da parte dei nostri colleghi e fans, invece... niente.
Apparentemente, a tutti piacciono le recensioni che abbiamo fatto dei libri degli altri, ma a nessuno piace il nostro libro.
Eppure abbiamo studiato accuratamente la copertina.
Eppure ci siamo impegnati nello scrivere la storia (cosa che nessuno può sapere se non legge il libro, ad ogni modo).
Ma niente, caro diario, il business del futuro sono le recensioni dei libri degli altri (secondo te funziona se mi recensisco il libro da sola? Dici che qualcosa lo smuovo?).
E allora sapete cosa? Leggiamo e recensiamo! (Non il nostro libro. No. Tranquilli, i libri degli altri).
Per ora ne sto leggendo che si intitola "La Libreria degli amori inattesi" di Lucy Dillon e... mi sta piacendo. Lo so, ora i lettori mi tireranno contro le pentole e le padelle urlando "Ma che cavolo fai, leggi i romanzi rosa? E prima ci hai recensito un distopico? E prima ancora un libro storico? MA CHE CACCHIO FAI?! Questo blog dovrebbe parlare di fantasy!".
Beh, non è colpa mia se i libri in offerta sono tutti non-fantasy! Mandatemi una copia di fantasy (no, fatelo sul serio, se volete vi do la mia e-mail) e poi ne riparliamo!
Ma che pretenziosi questi fan che esistono solo nel mio cervello, uff...
Comunque, la Libreria degli Amori Inattesi ha un cane (pucciolosissimo) in copertina.

E questo cambia tutto, no? Ci sono dei cani nella storia! Io ho comprato il libro solo per il cane (e perché era in offerta) e devo dire che in effetti ci sono cani anche dentro la storia, dunque mi posso reputare, almeno fino ad ora, soddisfatta. Anche se dalla copertina mi aspettavo che ci fosse più cane puccioso fin da pagina uno e ancora non ho incontrato questo cucciolo che la protagonista deve tenere con sé, ma dopotutto sono ancora all'inizio e ho già incontrato più di un cane...
È pure scritto bene, ma di questo nel parleremo nella nostra prossima recensione!
Oggi continueremo a lavorare su l'Uomo dei Cimiteri, un libro ben più corposo, in quanto a lunghezza, di Bloodhound (che avrà anche una puntata successiva), ma siamo veramente ad un niente dal finire di scrivere la parte 1 e pubblicarla... ci manca giusto qualche ritocco e la copertina.
La copertina.
Che dobbiamo (come sempre) disegnare noi.
Ho già i sudori freddi perché è sempre così quando devo creare una copertina, che poi mi metto a fare ventordicimila ricerche per trovare la composizione perfetta, quella in delicato equilibrio fra il dire e il non dire, fra il comunicare quello che accade nella trama e l'ammantarla di mistero, e tanto poi quando pubblico il libro non se lo fila di striscio nessuno. Ok, forse nessuno nessuno no, però quasi. QUASI. *lacrima solitaria lungo la guancia*
Ma uno che deve fare per pubblicizzarsi? Come hanno fatto scrittori trashiosissimi a vendere migliaia di migliaia di copie dei loro libri che quando venivano letti, quasi puntualmente, venivano poi definiti spazzatura? COME?
Anch'io voglio vendere come quelli che scrivono una stupidata in tre mesi e poi si ingozzano di soldi come maiali soldivori e rotolano nel fango dorato del loro stratosferico successo!
Devo trovare il canale pubblicitario adatto. Si si.
O trovare qualcuno più famoso di me che mi faccia pubblicità.
Dite che se regalo l'e-book a qualcuno famoso, me la fanno una recensione oppure no? Secondo me no. Hmmm....
Qualcuno di voi è disposto a recensirci? Anche male e ironicamente? Vedo... una mano alzata laggiù? Ah, stavi raccogliendo solo il vento? Tutto a posto.
Scherzi a parte, per voi scrittori in erba, sappiate che la parte più difficile, specie se siete bravi ed ispirati, non è scrivere il libro, ma trovare qualcuno che ve lo pubblicizzi. Altrimenti avrete magari scritto la storia più bella del mondo, ma se nessuno sa che esiste, nessuno lo può leggere.
*Con la vocina* Se mi regalate una copia, scrittori in erba, io ve lo recensisco di sicuro. Mangio libri, io. Li mangio!
Ed io non ho amici. Cioè, ne ho qualcuno online, ma sono tutti stranieri, nessuno che parli italiano, una tristezza... anche se loro retwittano, rebloggano, commentano (e lo fanno, eh! Lo fanno tanto!) è difficile che i post arrivino sotto gli occhi di potenziali lettori italiani. Ma meglio di niente. Meglio qualche amico lontanissimo che nessuno.
Però fa schifo non essere bravi a socializzare online... e contemporaneamente è bello perché mi permette di passare tanto tempo all'aria aperta, a fare sport, a leggere e scrivere invece di allacciare e coltivare relazioni dietro lo schermo di un computer.
È bello, ma è brutto. È bello per la mia salute, per i miei livelli di serotonina, per la gioia del mio pancino goloso quando lo riempio con le fave che coltiviamo noi. È brutto perché non ho nessuno a cui vendere il mio stramaledettissimo libro e nessuno che mi aiuti a farlo.
Sembra che mi sto lamentando, vero?
In realtà non è così. È ok se non vendo più neanche una singola copia di Bloodhound per tutta la mia vita. Scriverlo (con la squadra ;)) è stato divertente e so di aver prodotto un capolavoro che mi piacerà rileggere nel futuro... ok, lo ammetto, mi sono auto-comprata una copia sul kobo-store per vedere che effetto faceva averlo nella mia libreria virtuale e l'ho aperto, così, per vedere com'erano i caratteri e sono finita a rileggermi tutto il lavoro. A metà libro mi sono completamente scordata che avevo scritto quella figata assurda e mi sono detta che volevo parlare con l'autore o scrivere una fanfiction di quella roba, poi per fortuna mi sono riscossa e mi sono ricordata che se scrivo una fanfiction del mio lavoro quello è considerabile canon.
Quindi chissenefrega se non venderemo mai più una copia nella vita! L'importante è avere qualcosa di buono da leggere. E quello ce l'abbiamo di sicuro ;)
Ah, a proposito, visto che lo stavo rileggendo ho deciso di disegnare la prima armatura che Victor Lupis indossa nella storia, quando ancora la tv e i giornali lo chiamano con lo squallido nome di "Il Robot Umano". Ed è più o meno così (ho disegnato l'elmo non indossato perché mi piace disegnare la sua faccia, ok?):
Potrei voler disegnare tutte le armatura di Victor... le tante, troppe armature di Victor, comprese quelle che ancora non sono mai comparse nel libro (e quella dove è mezzo nudo e non sembra neanche un'armatura, perché... no, non ve lo dico, che è spoiler).
Ma ora parliamo un attimo della nostra saga principale, quella del Cammino delle Leggende, di cui per ora stiamo lavorando su due libri diversi: uno è l'Uomo dei Cimiteri, di cui abbiamo accennato prima, e l'altro è "Io sono il Drago", il primissimo volume dell'intera saga, con la vita del drago Ermes, destinato a diventare l'antagonista principale di tipo... tutto. Ci chiedevamo se sarebbe stato stuzzicante scrivere le schede di quasi tutti i personaggi che appaiono... sono tutti (o quasi) molto, molto complessi e abbiamo stabilito i loro background, ma non li abbiamo scritti da nessuna parte e rischiamo di perderli. Forse, dunque, stanno per arrivare un po' di schede dal Cammino delle Leggende, yay!
E forse potrebbe essere un'idea anche fare le schede di Sheldon la Poer e Victor Lupis, i protagonisti di Bloodhound, hmmm...
Allora non perdo altro tempo!
Ciao diario! Ciao lettori! Ci si legge ;)


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