Abbiamo appena acquistato alcune copie digitali di "Sea Unseen", una zine assolutamente meravigliosa, che ospita una collezione di illustrazioni di animali marini, dai più piccoli (e meravigliosamente complessi) ai più grandi (e con "i più grandi" lo intendiamo davvero).
Perché lo abbiamo fatto?
Non solo, ovviamente, per l'incredibile valore artistico di questa raccolta digitale (non riusciamo a smettere di guardarla e riguardarla), ma anche perché i proventi della zine andranno alla Australian Marine Conservation Society, un ente benefico indipendente composto da un gruppo di scienziati, educatori e attivisti appassionati che difendono gli oceani australiani dal 1965.
E poi... lo possiamo dire con fierezza questo... due delle illustrazioni presenti nella zine sono state realizzate proprio dalle nostre artiste ufficiali, Furiarossa e Mimma!
Una rappresenta un animale davvero piccolissimo: lo conoscete forse come "scimmietta di mare", oppure se siete acquariofili come "brine shrimp", ma si tratta dell'Artemia salina, una creatura incredibile le cui uova possono rimanere dormienti, all'asciutto, per tempi lunghissimi! Ed hey, sono anche state nello spazio.
Un'altra illustrazione, invece, mostra un animale all'opposto: delicatissimo ed enorme, il più lungo pesce osseo della terra, ovvero il regaleco (Regalecus glesne), che per noi ha una valenza un po' particolare, essendo importantissimo per la serie su cui stiamo lavorando, Fish don't Cry.
Hey hey hey! Eccomi con un piccolo aggiornamento per voi.
Lo so che volete sapere di me, della mia vita. Ho ricevuto un'e-mail super carina, ieri, da una ragazza, una di voi lettrici... mi chiedeva di dire di più riguardo al mio allenamento, perché ultimamente sto parlando tanto di pesci, e poco della mia fitness routine.
E vabbé, ragazze, guardate che sono una biologa marina, non una pugilessa! Ma la verità è... okay, la verità è che purtroppo io, ieri sera, ero troppo stanca per la mia solita sessione di boxe, quindi l'ho saltata. Sto provando a fare un po' di allenamento ogni giorno, puntando tutto sulla costanza che mi permetta di diventare gradualmente più resistente e forte, ma dopo una giornata di esplorazione acquatica (e terrestre) ero davvero stanchissima, avevo sonno e ho approfittato di quel tempo libero che mi rimaneva durante il tardo pomeriggio e la sera per lavorare un po'. Immagino che nuotare ed esplorare siano comunque azioni valide come allenamento! Magari non quanto la boxe, però arrivare a sera più stanche del solito magari significa che un bel po' di allenamento l'ho fatto.
E poi, una volta tornate a casa, c'era anche da mettere a posto il jarrarium (il mini-acquario fatto con un barattolone, con la parola jarrarium che è un misto fra jar, barattolo in inglese, e aquarium) e osservare le reazioni delle nuove creature che da adesso ci vivranno. Per fortuna le Phorcus richardi, le lumachine, si stanno comportando esattamente come la loro compagna che era già nel jarrarium prima di loro, ovvero stanno reagendo con calma e mangiando senza problemi.
I nuovi copepodi che sono arrivati si comportano in modo molto simile alla loro controparte di acqua dolce. Abbiamo un piccolo acquario di plastica, d'acqua dolce, che è stato ricavato da quello che doveva essere un dispenser di succo di limone (davvero, un dispenser! Ha pure un mini rubinetto alla base... destinato, ovviamente, a non essere utilizzato mai), che sta sul davanzale di una finestra, all'interno di cui si trovano praticamente solo lumachine, copepodi, e ovviamente piante acquatiche.
Ecco, i copepodi che vengono dal mare si comportano in maniera identica ai copepodi d'acqua dolce.
Comunque conto di allenarmi oggi, anche se devo incastrare la cosa fra diversi impegni. Purtroppo (o per fortuna?) nessun impegno sociale, ma lavorativo sì, e anche qualcosina che devo per forza fare perché non fa bene procrastinare troppo sui propri progetti. Insomma, il tempo passerà in fretta, ma spero di riuscire a tirare qualche centinaia di buoni pugni! Un po' di pesi li ho già fatti stamattina.
E ora vi saluto carissimi, perché vedo in tavola della deliziosa tagliata di petto di pollo con verdurine miste, fa un profumo delizioso!
Oggi io e le mie sorelle abbiamo parlato di una cosa... importante.
È
assolutamente infuriante che io non ne possa ancora parlare con voi, ma
al contempo... un po' ne sono felice. Perché alla fine di tutto, quando
finalmente la signora Alkahest ci darà il permesso di parlarvene,
probabilmente quello che... no, non posso formulare la frase in questo
modo, si capirebbe troppo di cosa parlo... ehm... vabbé, diciamo che
sarà una cosa interessante.
Stiamo coinvolgendo anche Sangreal in
prima persona, lui pensa di non avere il talento per fare quello che gli
abbiamo chiesto, ma si metterà comunque a nostra disposizione.
Stiamo
raccogliendo altre informazioni. Alcune saranno difficili da reperire,
ma non possiamo permetterci proprio di non verificare le fonti. Oh no,
ehm, devo trovare un modo di parlarvene che non rompa la clausola di
silenzio profondo che Seras ci ha imposto, mannaggia.
Non ve ne parlo più. Immaginatemi che fischietto, con le mani dietro la schiena.
No,
no, tranquilli, non c'è niente di strano su questo blog, niente che
possa aiutarvi a capire di cosa si tratta. Fischietto, fischietto.
Comunque
oggi è stata una giornata incredibile! Siamo andate alle pozze (è lì
che abbiamo parlato del progetto) per prendere alcuni campioni e c'erano
le alghe più fluffose del mondo, ma soprattutto c'erano dei nuovi
mini-pesciolini! Si vede proprio che è arrivata la primavera.
Un sacco di gamberetti Palaemon affollavano
l'acqua bassa e calda, bellissimi, con i loro corpi trasparenti striati
didense sfumature di colore, che li fanno sembrare dei giocattoli di
vetro. Non avevano neanche paura di noi! Certo, non volevano essere
toccati (magari che un gigante ti punzecchi con il dito non è il tuo
sogno, e posso capirlo), ma sembravano più incuriositi che spaventati.
Abbiamo
trovato diversi granchi morti, e questo è interessante, perché mentre
alcuni erano aperti, segno che qualcuno ha forzato il loro guscio per
poi mangiarne la carne, altri invece erano morti ma chiusi, e con alcune
zampe mancanti. Due cause di morte differenti, forse due predatori
differenti? Secondo mio fratello Seraphin in realtà anche i primi
granchi, probabilmente, non sono stati forzati da un predatore, ma hanno
perso integrità strutturale post-mortem, io però non ne sono convinta.
E
poi abbiamo anche osservato una creatura "misteriosa". Niente di
eclatante, ma era una piccola massa nera, che usciva da una pozza
scodando, e che si è ributtata in mare prima che la potessimo
fotografare o anche solo vedere. Che si trattasse proprio del misterioso
predatore di granchi?
Ovviamente abbiamo potuto osservare anche
alcuni granchi vivi, ma soprattutto una quantità spropositata di
paguretti! Vi giuro, sembrava che ci fossero più paguri che lumache,
ogni guscio che giravamo aveva dentro un piccolo paguro rosso-arancio.
Comunque assolutamente adorabili!
Ionia continua con i suoi
esperimenti per riprodurre piccoli ambienti marini in barattolo
(barattoloni assai spaziosi ovviamente, voglio che sia messo agli atti) e
grazie alla sua esperienza sta funzionando! Beh, voglio dire, è una
viologa marina con il pallino del micro-management, ovviamente sta
funzionando. Alla "famiglia" del suo ultimo barattolone si sono aggiunto
tre nuove lumachine Phorcus richardi (ne aveva già presa una in
passato, per vedere come se la cavava, e siccome stava una pacchia ha
aumentato il numero) delle alghe (poi devo chiederle che cosa sono) e il
guscio di una grossa patella ricoperta di patelle più piccole.
Vedremo come andrà!
E
niente, alla prossima (sperando di potervi dare qualche informazione in
più sul nostro progettino speciale. Ma fino ad allora, acqua in
bocca!).
Vi vogliamo parlare di qualcosa di minuscolo e sorprendente, e di come le cose minuscole possano avere un impatto enorme nella storia umana. Nel corso dell'ultimo anno, c'è stato un animaletto che, nonostante la nostra familiarità con il settore, abbiamo iniziato a vedere dappertutto e non avevamo mai visto prima. Non dal vivo, eh, no no. Online.
Guardando video su come tenere i rettili... zac, eccolo qui quell'animaletto, anche se non è affatto un rettile.
Guardando video su come coltivare piante palustri all'esterno... zac, ancora una volta eccolo, anche se ovviamente non è una pianta palustre.
Fotografie di animali "particolari"? Eccolo di nuovo lì, anche se all'aspetto ha ben poco di particolare. Forse. Qualcuno. Non tutti. Capirete di cosa stiamo parlando.
Sembra che ci sia una vera e propria "invasione" in corso, qui in Italia, e forse anche all'estero, visto che abbiamo sporadicamente visto spuntare la bestiola in video americani e inglesi. Di che cosa stiamo parlando? Di un minuscolo pesciolino conosciuto come "medaka", il cui nome scientifico è Oryzias latipes. Viene chiamato anche pesce del riso giapponese. Il nome "medaka", in giapponese, è composto da due kanji, rispettivamente "me" che significa occhi e "daka" che significa "alto", perché questi pescetti hanno gli occhi relativamente in alto rispetto ad altri pesci più comuni, un po' come i guppy o killi per intenderci... ce li avete presenti, no? Nel dubbio vi mettiamo una foto:
Guppy maschio
Due killifish (Aplocheilus lineatus)
Medaka [fontenel caso non si fosse capito dalle scritte giganti sull'immagine]
E allora? Per quelli di voi che hanno un minimo di dimistichezza con l'acquariofilia, il concetto che un nuovo pesce entri nel novero di quelli allevati non è affatto strano... ci sono pescetti che vengono scoperti e commercializzati a pochissimo tempo di distanza, diventando super-popolari, e persino volte in cui il pesce prima viene allevato dagli appassionati e riprodotto massicciamente e solo dopo catalogato dagli scienziati. Quindi, direte voi, che cosa c'è di strano nel fatto che questo Medaka abbia iniziato a comparire dappertutto? Insomma, non è normale, che un nuovo pesce, specie se bello e sufficientemente facile da allevare, entri presto nelle grazie e nelle vasche degli acquariofili?
Certo che sì, vi diremo noi, certo che sì... il fatto è, che il medaka non è un pesce nuovo. Neanche lontanamente.
L'Oryzias latipes è già più noto alla scienza, in quanto è stato utilizzato come organismo modello negli studi di biologia genomica per oltre un secolo... non per dire, ma è stato il primo pesce modificato geneticamente. Questo animaletto è talmente versatile (nonché studiato) da essere stato anche il primo vertebrato ad accoppiarsi nello
spazio, nella metà degli anni '90.
Insomma, un gioiellino che conoscevano tutti tranne noi (e con "noi" intendo "italiani", non "noi noi")... forse.
Comunque, è una creatura che merita di essere conosciuta per una serie infinita di motivi. Ve li elenchiamo (beh, non infiniti, solo qualcuno, e proviamo a condensarli sennò non la finiamo più), così magari capite perché ve ne stiamo parlando:
Alcuni lamé di colori diversi.
1) Questo pescetto, lo avrete già capito, è stato un caposaldo della biologia genomica, e già solo per questo è figo sapere di lui;
2) Questo pescetto, nonostante moltissimi di voi non lo avranno mai sentito nominare (o se lo hanno fatto, è stato grazie alla recente "invasione"), è uno dei pesci più facili da tenere in assoluto, grazie alla sua enorme resistenza in un range di temperature assolutamente estreme, la sua piccola taglia e in generale il suo essere super-rustico;
3) Questo pescetto ha una riproduzione interessantissima, e gli appassionati si spediscono gli uni con gli altri le uova... sì, avete capito bene, le uova! Sono collose e robuste e possono essere spedite! Così potete farle schiudere e cominciare ad osservare il ciclo vitale di queste creature fin dal loro primo respiro;
4) La variabilità genetica di questo pescetto è una roba da far sbalordire anche i cinofili: con oltre 700 varietà, è probabilmente il pesce di cui sono state selezionate più razze in assoluto! Gli appassionati di collezionismo si faranno facilmente stregare (e sono in molti a farsi già stregare, eh!) dalla possibilità di tenere tutte le loro varietà preferite, ben categorizzate, in relativamente poco spazio rispetto a quello necessario per altri pesci;
Due albini
5) I medaka fanno parte della cultura giapponese in un modo che neanche ci potevamo immaginare... cioè, sapevamo delle carpe koi, queste maestose e placide creature che popolano laghetti che sembrano dipinti impressionisti, sapevamo dei pesci rossi "fancy", con le loro code multiple, le loro faccine adorabili, i loro colori incredibili, e conoscevamo pure gli arowana, i "pesci drago", che nel paese del Sol Levante sono un simbolo di fortuna e potere (oh, ma quanti pesci sono importanti per la cultura giapponese? Sì, ce ne sono ancora, oltre a questi. Ovviamente), ma il medaka? Questo pescetto piccolo piccolo, con la faccia da guppy, gli occhi fissi, che si può tenere in venti litri d'acqua? Ebbene sì, anche il medaka è importantissimo per i nostri vicini (lontani) giapponesi, tanto che hanno sviluppato specifiche decorazioni per i mini-laghetti dove vivono i medaka, delle sfere di ceramica dipinta vuote all'interno, che galleggiano a pelo d'acqua e servono anche ad evitare che il ghiaccio si sviluppi su tutta la superficie. Si, avete sentito bene, il GHIACCIO!
6) I medaka possono sopravvivere a temperature sotto lo zero, cosa che li rende adattissimi ad essere tenuti all'esterno in tutta Italia. Sì, esatto, anche a casa tua! Ovunque tu viva! (Se vivi in Italia. Se vivi in Antartide non possiamo prometterti che la bestiola sopravvivrà, ci dispiace);
7) I medaka sono eccellenti mangiatori di larve di zanzara. Oh, sì, come le gambusie... solo che sono più piccoli e più belli. Oh sì, come e più dei pesci rossi, solo che non hanno bisogno di stare in vasconi enormi (ehi! Attenzione! I pesci rossi necessitano assolutamente di grandi spazi per vivere e nuotare, non puoi tenerli mica in venti litri, poveri cosini! Ma dei pesci rossi e di come vengono maltrattati in maniera becera ne parleremo un'altra volta). Quindi, se non volete essere punti dal più fastidioso degli insetti, se non volete beccarvi invasioni di nugoli e nugoli ronzanti che vi pungono il collo la notte, mentre bestemmiate e cercate di schiacciarle, e vi prendete la malaria, i medaka sono alleati preziosissimi;
8) I medaka sono pesci pacifici, che possono essere tenuti insieme ad altri pesci pacifici, e per buona pace degli acquariofili che hanno la passione degli acquari di comunità, non si mangeranno i vostri guppy, non morderanno le pinne ai vostri pesci combattenti, non infastidiranno i vostri ciclidi nani che hanno appena deposto. Anche se forse non li metteremmo nello stesso acquario dei ciclidi nani, ma poi, boh, non siamo vostra madre, e siamo abbastanza certi che dei mini-carrarmati come i medaka sopravviverebbero lo stesso. Anche se la cosa idealissimissima sarebbe allevarli in uno spazio a loro dedicato, per farli veramente risplendere ed essere certi di andare incontro alle loro (frugalissime) esigenze.
9) È commestibile. Che beh, sono comunque punti extra, oh, se non altro perché è interessante pensare che ci sono parti del mondo dove la pesca di sussistenza porta le persone a mangiare quello che per altri è un rarissimo, preziosissimo, creaturino da collezione. È un po' come se voi sbustaste un Charizard incredibile fighissimo e un vostro amico vi dicesse "Ah, buono!" e lo mangiasse di fronte ai vostri occhi. Okay, non è esattamente la stessa cosa, ma ci piaceva troppo l'idea di fare questo esempio.
10) Possono vivere sia in acqua dolce che in acqua salmastra!
11) Che ci crediate o no, ne esiste una versione fosforescente. Sì, che si illumina, grazie ad una modifica genetica! Questa varietà è stata in origine prodotta dall'Università Nazionale di Taiwan, probabilmente nel tentativo di produrre un pesce che, grazie a questa peculiare caratteristica, permettesse una migliore visualizzazione dei geni al microscopio. E come se non bastasse il fatto che si illumina, è anche disponibile in quale colore vuoi! Giallo, verde, rosso, viola... tu dillo, e ci sarà un medaka bioluminescente che sembra creato apposta per te. Le sostanze che permettono al pescetto di illuminarsi sono (qualcuno di voi probabilmente l'avrà indovinato, perché questo esperimento è stato fatto, più avanti, anche con animali popolari come topolini e gatti!) proteine estratte dalle meduse (nelle forme verdi e gialle) o da coralli (forme rosse). Quanti dei vostri pesci preferiti si illuminano al buio, hmm?
12) Quelli che si illuminano al buio, per quanto straordinario, a nostro avviso sono in realtà... i meno belli! Infatti ci sono razze di medaka assolutamente assurde. Le nostre preferite? Quasi tutte quelle lamé, con alcune squame brillanti/metallizzate, mentre le altre sono opache, in modo che il pescetto sembri spruzzato di glitter. Che roba!
13) Non avete un acquario per allevarli? Il vetro costa troppo e l'acrilico pure di più? Say no more, fam! Perché questo pescetto, hehe, non è stato "fatto" per essere allevato in contenitori che hanno lati trasparenti. Tutti questi anni di selezione lo hanno portato ad essere perfetto... quando lo guardi da sopra! Bello da tutti i lati, okay, ma dall'alto ha davvero una marcia in più. Basta un grosso secchio, un mastello, uno di quei cestoni di plastica che si usano per metterci i giocattoli, e voilà! Hai lo spazio perfetto per allevare queste assolute (e collezionabilissime) meraviglie.
Gruppo di bianchi in acquario
14) E questa cosa è per noi appassionati di acquari fittamente piantumati, di giungle subacquee, di verde palustre: suonate le trombe, battete i tamburi, i medaka non distruggono le piante, non le mangiano e non le scalzano! Alleluia! Alleluia! Pescetto santo subito!
15) I Medaka sono stati anche protagonisti di uno dei crimini più strani, curiosi e rocamboleschi della storia dell'acquariofilia. Non ve lo raccontiamo noi (non oggi almeno), ma se vi va di sentire la storia in inglese, con tutti i dettagli, fishstory (uno dei nostri canali preferiti) ve la racconterà! (Attenzione, è un video lungo, e per qualcuno può essere anche un po' noiosetto, ma per noi è stato oro!)
Insomma, vi bastano come motivi per osservare con interesse questa creaturina? Ovviamente, dopo aver fatto una ricerca estesa sul medaka, su come si tiene (ed è il pesce più facile da tenere che possiate immaginare) ed esserci preparati per ospitarlo (okay, no, avevamo già le vasche pronte da prima, siamo matti e abbiamo un numero di acquari che non riveleremo, ma che la maggior parte delle persone non ha), abbiamo deciso che sì, tutta questa "pubblicità" che avevamo visto online era più che meritata e che dovevamo dargli una chance... e così li abbiamo comprati.
Quattro medaka. Agrias lamé. Spettacolari piccole creature dal corpo arancio vivo, con la schiena che sembra delicatamente glitterata.
Eccoli qua, in tutto il loro (minuscolo, ma ben saldo) splendore, con le loro mini-pinnette e con le loro schienucce delicatamente glitterate. (Attenzione, i medaka sono quelli arancioni, tutti gli altri sono guppy che avevamo in vasca da prima. Che acquariofilo sei, se non hai un miliardo e mezzo di guppy e non sai dove metterli, perciò ogni acquario che hai è pieno di questi cosini? XD)
Sono arrivati a casa in perfetta salute, vivaci, curiosi, e tutti insieme si sono immediatamente messi ad esplorare tutto lo spazio. Hanno un aspetto simpaticissimo, che è una cosa che non sono in tanti a dire online! Sì, okay, tutti parlano di quanto sono facili da tenere, di come ne esistano centinaia di varietà, di quanta importanza abbiano nella cultura giapponese e nel controllo delle zanzare, ma... vogliamo parlare di quanto sono carini da guarare? Di quanto è tenero e stupidino il loro faccino? Del modo in cui i loro corpicini si muovono?
Sono pesci fisicamente molto "semplici" se paragonati ad altri popolari campioni dell'acquariofilia (basti pensare alla maestà degli scalari, i cosiddetti "pesci angelo", o dei discus, che sembrano pesci della barriera corallina anche se sono d'acqua dolce, o a tutte le forme buffe dei pesci di fondo, spesso dotati di simpaticissimi barbigli), ma hanno una sorta di fascino sottile, una cosa difficilmente descrivibile: se li guardate in foto, o in video, magari direte "belli, ma troppo semplici, se li prendo è perché sono facili. li butto fuori anche d'inverno e si mangiano le zanzare in estate", ma appena li vedete dal vivo, capite perché i giapponesi ne sono ossessionati.
Boh, fanno le effetto delle carte Pokémon... ne hai una varietà e ti viene immediatamente voglia di collezionarli tutti. E sono più di settecento varietà diverse, quindi è una bella sfida... tipo completare tutto il pokédex, ma con animali vivi che possono colorare le vostre vasche (e i vostri laghetti, e questa è una roba pazzesca) di un arcobaleno iridescente di colori.
Due hikari visti di lato. Che belle pinne simmetriche!
Scusate, stiamo divagando... il fatto è che sono così carini! E piccini! E hanno la facciotta stupida e adorabile, un po' tipo come quella dei guppy, ma in modo ancora più "intenso". Sembrano giocattoli. E quando stanno fermi, scodano come robofish. Sì, quando stanno fermi si muovono comunque, che tu stai lì a chiederti "perché?", ma loro lo fanno lo stesso. Sarà il modo in cui è fatto il loro corpo, che necessita di un minimo di movimento per mantenersi in una posizione stabile quando sono fermi, o sarà che sono così pieni di energia che ne hanno bisogno... hmm... dobbiamo ancora osservarli dormire, questo darebbe una risposta al nostro dilemma.
Adesso, la nostra prossima sfida sarà farli riprodurre! Riusciremo nel nostro intento? (Sì, certo che sì! E poi abbiamo voi lettori a fare il tifo per noi, giusto?). Anche perché pure la loro riproduzione è particolare, con la femmina che porta in giro le uova, attaccate al proprio corpo, e poi le lascia sulle piante e sugli oggetti sfregandosi contro di essi. E le uova, come abbiamo accennato precedentemente, sono molto robuste, proprio per questo motivo, per non rompersi quando vengono attaccate agli oggetti dalla madre, e questo permette di spostarle facilmente e persino di spedirle. Dite un po', non è venuta anche a voi voglia di comprare delle uova di medaka? ;)
In conclusione, ci siamo lasciati affascinare completamente dalla "pubblicità" che gli allevatori hanno fatto a questi animaletti, passando da un "no, giammai, hm hm, non comprerò mai questo pesciolino scialbo solo perché me lo dicono tutti" a "oddio, sono carinissimi, gotta catch 'em all!". Che dire? Non era pubblicità ingannevole.
Volete vedere qualche altra cosa figa riguardo a questi pesciolini? Sì, siamo alla parte finale, quella dove c'è l'arringa che vi convincerà... e si sà che un'immagine vale mille parole e un video ne vale un milione, perciò entriamo nella sezione audiovisiva :)
Ecco un video (da un appassionato giapponese simpaticissimo!) che spiega la classificazione dei medaka semplicemente basandosi su "luci e ombre" del pesce, senza contare in questo caso le forme del corpo o altri dettagli come le pinne e gli occhi. Come dite? Come si fa a classificare un pesce da luci e ombre? Guardate questo video e scopritelo!
E vi lasciamo un videuccio anche in italiano, con un po' di informazioni generali (soprattutto se volete tenerli all'esterno!)
Speriamo di avervi fatto conoscere una specie che non conoscevate, o se la conoscevate già, di avervela fatta apprezzare di più! Alla prossima, germoglietti :)
Scrivere fa bene. Anche fisicamente.
Io sto scrivendo per riscaldarmi le dita prima di tornare a disegnare (si, fra le tante cose disegno. Ho pure un account su Deviantart, non so se conoscete il sito...).
E piano piano, tac tac, le dita mi si stanno scongelando...
Sono or ora di ritorno dalla montagna. Abbiamo trovato delle russule di diverse specie, fra cui un paio di colombine auree, e un bel porcinotto nero giovane e pesante. Spero che mangiarli in risotto non sia troppo pesante per le mie attuali condizioni di salute... ma no, sicuramente no. Non esagererò con la quantità, questo è ovvio, ma non devo precludermi le prelibatezze, giusto? Altrimenti lo stomaco mi si disabitua e questo non va bene. Lavorate succhi gastrici! Lavorate!
Ah, è comunque una bella soddisfazione averli trovati, questi funghi! Almeno per le fotografie. In cui (e giudicate pure anche voi) almeno il porcino è venuto glorioso:
Purtroppo il mio cervello non è ancora del tutto, completamente, radicalmente libero dall'influenza delle tossine prodotte dal mio intestino disbiotico, quindi non ero al cento percento, ma di sicuro è stato molto, molto meglio dell'ultima volta in cui vagavo da un albero all'altro come uno zombie cercando di capire come mai il mio cervello facesse pensieri tanto profondi e non fosse invece invaso dalla solita euforia pseudo-romantica che mi coglie ogni volta che cammino in mezzo ai boschi.
Non bisognerebbe pensare troppo, in mezzo ai boschi, perchè in quelle situazioni, a mio parere, il cervello è in grado di apprezzare la complessità della bellezza della natura senza bisogno che ci rimuginiate... bisogna solo guardare la luce e respirare, respirare a fondo, e sentire l'odore della resina che solletica le narici.
Comunque la situazione sta migliorando.
Mentre scrivo, sto bevendo una bella tazzona di tè verde, cannella e limone (pare che il tè verde, oltre che buono, sia anche purificante... sarà vero? Nel dubbio continuo, come ho sempre fatto, a consumarne quantità industriali, tanto la teina non mi ha mai tenuto sveglia...).
E vabbè.
Comunque, finalmente iniziamo a parlare di letteratura, dopo questo probabilmente tediosissimo pezzo sulla mia tediosissima salute e sul mio senso estetico e sui funghi...
Da domani ricomincio a scrivere (a penna, signore e signori, esistono ancora scrittori che lavorano con la penna e poi trascrivono tutto al computer, anche se è un tedio) il Ciclo dei Marini, che avevo interrotto perchè pensavo che scriverlo mi mettesse ansia (quando invece era una condizione patologica).
Ovviamente nessuno di voi sa che diavolo sia il Ciclo dei Marini, non penso di averlo raccontato a nessuno (a parte mia sorella, con cui lo sto scrivendo in collaborazione, e LadyDarknessObscure su Deviantart, una cara amica virtuale, che fra un altro pò saprà le cose prima ancora che le sappia io).
Si tratta di una raccolta di storie basate sulla gente del mare, i merfolk (tritoni e sirene), apparentemente scollegati fra loro, ma in realtà tessere di un grande, enorme puzzle che sarà visibile nel suo insieme solo ad opera completata.
Il popolo del mare (merfolks)
rappresenta una delle civiltà più varie e vaste del pianeta insieme
a quella umana. Le popolazioni hanno usi e costumi molto diversi a
seconda della zona in cui si sono stabilite e creano città
sottomarine generalmente piuttosto ampie, ma i cui edifici sono
capaci di mimetizzarsi con il fondale marino.
Una cosa che accomuna tutti i
merfolk è la volontà e capacità di non essere scoperti dagli
umani: sono estremamente riservati e sanno che il popolo sulla
terraferma ha la brutta abitudine di uccidere e inquinare.
Quasi nessun individuo del popolo
dei merfolk mangia pesce: essi considerano infatti i pesci come loro
fratelli e mangiarli sarebbe come un atto di cannibalismo.
Le sirene e i tritoni possono avere
dimensioni estremamente variabili, proprio come gli esseri umani, e
sono presenti sia fenomeni di nanismo che di gigantismo. La lunghezza
massima registrata di un tritone è di tre metri e settantacinque
centimetri, ma non ci si stupirebbe di trovare esemplari più grandi
in qualche città ubicata nelle profondità abissali.
Il colore delle code è generalmente
tendente al blu o al verde, colori “mimetici” nell'acqua, ma in
alcuni luoghi virano anche al bruno o persino al rosso.
Generalmente essi si nutrono di
alghe, crostacei e molluschi, ma non hanno una cucina particolarmente
elaborata (infatti, essendo sott'acqua, non è possibile usare il
fuoco per cuocere).
Invece hanno un senso dell'olfatto
incredibilmente sviluppato (come pure ce l'hanno molti pesci).
Non depongono uova, ma partoriscono
uno o due piccoli vivi (come fanno molte specie di squali) che
possono essere indifferentemente chiamati “bambini” o
“avannotti”.
Appena nati, i piccoli hanno
l'aspetto di neonati umani, ma con una corta codina da pesce che si
allunga man mano che crescono, esattamente con le gambette dei
bambini.
Tritoni e sirene sono famosi per le
loro voci estremamente armoniose, che riescono quasi a stregare gli
esseri umani e che hanno dato origine a molte curiose leggende: in
molte zone è infatti fondamentale per loro saper cantare bene, in
quanto questo è il criterio della scelta del partner. Non è
tuttavia così per tutte le culture, in Brasile, ad esempio, si
preferisce un compagno/compagna particolarmente atletico (e si, che
sappia giocare bene al gioco del calcio, hehe).
Il principale antagonista (almeno nelle prime storie) sarà lo stregone del mare Hannibal (nome che ha preso in prestito dal molto più celebre cannibale letterario di Thomas Harris, Hannibal Lecter), una misteriosa, possente creatura metà uomo e metà piovra che sembra completamente priva di sensi di colpa e assolutamente inarrestabile.
Non esiste un vero protagonista, inteso come "eroe positivo", che cambierà in ogni storia (e in molti casi morirà alla fine del racconto), ma fra i personaggi ricorrenti troveremo il dottor Ken Perfect e il folle Teo, entrambi umani, e il giovanissimo principe Will, un tritone che è stato rinnegato dalla sua stessa gente per essersi innamorato di un'umana.
A farla da padrone c'è il "mistero della riproduzione" degli stregoni del mare, i quali hanno tutti trecento anni, sono tutti fratelli e sorelle e nessuno di loro ha la benchè minima idea di come si faccia a riprodursi e tutta la magia oscura di questo mondo non riesce comunque ad aiutarli perchè gli stregoni del mare, come tutte le creature magiche, non sono replicabili con la magia perchè essi stessi ne sono impregnati...
Il cattivo principale, il nostro Hannibal, è anche un ricercatore: e mentre tutti i suoi simili, che lo odiano, se ne fregano altamente del problema riproduttivo, lui cercherà di creare un esercito di suoi simili, di figli, invincibili per conquistare tutte le acque e persino le terre emerse. Peccato per lui che ci sarà qualcosa di ancora più grosso nascosto dietro questo mistero e che lui, il più forte degli stregoni, sia solo come un piccolo pesce fra tanti pesci minuscoli, in un mare in cui nuotano degli squali...
E per ora è questo un piccolo "teaser" (inutile visto che ancora nessuno legge ancora questo neonato blog, ma va bene comunque, mi faccio i teaser da sola...) e concludo, salutandovi tutti e augurandovi tanta salute e tanta ispirazione.