lunedì 2 luglio 2018

Recensione - Il gatto che aggiustava i cuori

Ed eccoci ritornati alla rubrica delle recensioni!
E dopo aver recensito molto in breve un capolavoro (La Nave dei Sogni), ecco una recensione più lunghetta... si, lo sapete cosa significa, vero? Che stiamo per recensire *musichetta allegra* un libro scarsooo!
Si tratta de "il gatto che aggiustava cuori" di Rachel Wells.

1. La trama: C'era una volta a Londra un gatto sfigatissimo che si chiamava Alfie. Alfie viveva con una vecchina e con una gatta, vecchina anche lei. Poi sono morte e Alfie ha gnaulato fortissimo, il suo modo principale di comunicare durante tutta la storia, perché Alfie fa questo, gnaula e occasionalmente geme.
Alla morte della sua padroncina Margaret, arrivano la figlia di questa vecchietta e suo marito che lo vogliono mettere in gattile, perché, ricordiamolo, Alfie è sfigatissimo.
Allora il nostro protagonista scappa di casa (perché si, la storia è tutta dal punto di vista del gatto e il gatto non ha alcun problema, a quanto pare, a comprendere il linguaggio umano... ma solo l'inglese, le altre lingue non le sa) e gli capitano cose bbbrutte. I gatti del vicinato lo vogliono sfregiare, il maltempo lo vuole fare morire di freddo, i cani se lo vogliono mangiare (tutti i cani, in questo libro non esistono cani buoni, solo magnagatti pazzi ringhiosi), insomma, mai una gioia.
Allora Alfie decide una cosa che cambierà la sua vita: diventerà un gatto di quartiere o, come lo dice lui, "un gatto dei portoni". Perché un gatto dei portoni? Non lo sappiamo, ma tanto è un gatto e dobbiamo acconentarci. Allora, dicevamo, vuole trovarsi non una sola famiglia, ma tutte le famiglie che può, per farsi adottare da tutti (secondo lui questa cosa è essere "un gatto dei portoni") così, se muoiono, lui può direttamente passare ad un'altra famiglia e non rimarrà di nuovo randagio come è successo alla morte di Margaret.
N'somma, un gatto sfigato, ma opportunista. 
Così si trasferisce in un nuovo quartiere pieno di case che devono essere abitate e aspetta l'arrivo delle persone per imporsi prepotentemente nelle loro vite anche se non vogliono alla ricerca di croccantini, cucce calde e, a quanto pare, divani e finestre.
Gli umani in questione, che il nostro sfortunato micino cercherà di circuire con le sue moine e i suoi ossessivi gnaulii sono:
  • Claire, reduce da un matrimonio disastroso, beve come una spugna ed è il personaggio più alcolizzato del libro, in compenso, pur bevendo molto, non mangia, facendo preoccupare il gatto. 
  • Jonathan, bello e dannato, si nutre solo di gamberetti, champagne e caviale e porta ogni sera a casa una ragazza diversa (cosa che il nostro gatto Alfie, buonista, disapprova). La sua prima interazione con il gatto consiste nel gettarlo fuori dalla porta, ma Alfie la prende come una sfida e gli rompe le scatole il doppio.
  • Polly, con il suo bambino Henry e suo marito Matt, una famiglia appartentemente normale dove lei è però fuori di testa e ha paura che il gatto gli mangi il bambino (sul serio).
  • Franceska, Thomasz senior (il marito), Thomasz junior (il figlio) e Alexi, un'adorabile famiglia di immigrati polacchi che cercano sempre di essere positivi nonostante le circostanze e sono gli unici che sanno come si tratta un gatto. 
La missione di Alfie, oltre a quella di farsi riempire di croccantini, è quella di rendere queste persone e le loro famiglie felici. Inutile dirlo che lo farà gnaulando, gemendo e urlando.
Al gatto ne succedono d'ogni, ma non vi spoileriamo tutto nel caso voleste leggervi la storia di un micino gnaulone che si fa male e di altre persone che si fanno male e si ubriacano.

2. La copertina: In copertina vi è un delizioso gattino rosso. Perciò voi potreste pensare che "Il gatto che aggiustava i cuori" sia la storia di un delizioso gattino rosso, anche perchè pure nel sequel e negli spin-off (Alfie ha tutta una saga sua, è impressionante questa cosa) il gatto in copertina è rosso.
Adesso, invece, vi facciamo uno spoiler: Alfie è grigio. Bisogna aspettare fin quasi il penultimo capitolo per scoprirlo e voi nel frattempo vi sarete abituati a immaginarlo come un gatto rosso, ma poi, all'improvviso, vi butteranno lì, BAM!, un gatto grigio. A quanto pare Alfie è un delizioso gattino grigio, che però in tutte le copertine ha la tinta. Va bene.
Fra l'altro l'età effettiva di Alfie non viene specificata, perciò a volte vi immaginate un gatto adulto, a volte uno di due mesi.
Anche le copertine, raffiguranti gattini piccini rossi casuali, non aiutano in questa missione.
A proposito, ma in teoria, di che colore dovrebbe avere gli occhi Alfie?
Ah, comunque è l'editore italiano che ha fatto un patatrac, perché guardate che bella (nonché sincera) la copertina (e il titolo) francesi:
Sebbene esista anche una versione dove Alfie è un po' più peloso, obeso e arrabbiato:

Mentre in Spagna... eh. Stessa copertina italiana. Ci sono cascati pure loro.

Quindi ecco il giudizio: copertina italiana adorabile ma ingannevole.

3. Cosa ci è piaciuto: La rappresentazione della depressione post partum. Sembra una cosa strana a dirsi, ma in realtà è trattata in modo sensibile e realistico, descritta in profondità, ma non in modo angoscioso, perché la persona che ne soffre viene supportata e aiutata dalla famiglia e dagli amici (e da un medico professionista, ovviamente), non viene additata o giudicata per sentimenti che sfuggono al suo controllo e questa è davvero una cosa bella e nobile. Complimenti, Rachel Wells!
Un'altra cosa non male è la varietà dei personaggi umani: ce ne sono non tantissimi, ma un discreto numero e sono tutti diversi fra loro! Certo, il 90% di loro ci stanno antipatici, ma questa è una cosa personale e... no, aspettate. Questa recensione, per intero, è tutta personale. Noi non recensiamo oggettivamente, noi andiamo "a panza", quindi ce la sentiamo di dire che ci sono tanti personaggi diversi e scritti benissimo, ma che non ce ne piace quasi nessuno.
La famiglia dei polacchi però è bellissima. Sul serio, sono i nostri super favoriti. Si meritavano un gatto vero che li amasse per sempre, non uno come Alfie, perché Alfie è...

4. Cosa non ci è piaciuto: Il gatto protagonista non è un gatto, è un piccolo umano sputasentenze (e buonista, buonista abbestia per essere un felino predatore che vuole solo abbuffarsi come un porco di gamberetti). Durante tutta la lettura è così difficile ricordarsi che il protagonista è un gatto che lui stesso ve lo ricorda, facendovi presente che lui ha sentito un odore "con il suo naso di gatto" oppure che sa qualcosa nel profondo del suo "cuore di gatto", che ha i piedini di gatto, la coda di gatto, insomma, vi dice continuamente che è un felino gatto. Ma, razionalmente, si comporta come un essere umano. Per esempio giudica se le persone sono belle oppure no, se si vestono bene oppure no (e che ne sa un gatto di come si debba vestire un umano?), addirittura si erge a giudice di bellezza e decide se qualcuno potrebbe o non potrebbe fare il modello/la modella. Perché, chiaramente, lui conosce il lavoro di modello, pur essendo un gatto che ha vissuto tutta la sua vita sul divano di una vecchietta insieme ad un'altra gatta decrepita (tale Agnes). Quando i bambini vogliono giocare con lui, lui rincorre le palline o i bastoncini solo per divertirli, ma fa chiaramente capire che a lui non frega niente... ma che razza di gatto é? Cioè, fatemi capire, lui gioca per fare ridere i bimbi, non perché è un predatore felino (come ci ripete ogni 0,2 capitoli) attirato dal movimento dei giocattoli?
Oltre a questo, Alfie fa anche lo psicoterapeuta e sputa continuamente sentenze su cosa i suoi umani debbano o non debbano fare per stare meglio con sé stessi. Proprio, psicoterapia: la fa un gatto, un gattino grigio gnaulone che viveva sul divano di una vecchia senza manco uscire di casa. È uno psicoterapeuta.
Ma ricordiamo che lui ha imparato un sacco di cose dalla... dalla... tv. Apparentemente è diventato uno psicoterapeuta, giudice di bellezza e connoisseur di umani semplicemente guardando la televisione per una cosa tipo... non possiamo stabilirlo perché non sappiamo che età abbia il gatto. Però sappiamo che è giovane.
Un'altra cosa veramente irritante del libro è che tutte le scene in cui il gatto fa il gatto (caccia, interazione con i suoi simili) sono praticamente tagliate. Boh, Alfie ci dice "ho catturato un topo" ma non ci dice dove, come, quando, che topo era, se è stato difficile, come cavolo ha fatto a prendere un topo lui che non ha mai cacciato in vita sua. Quando passa del tempo con i suoi simili (ha un'amichetta gatta di nome Tigre) ci dice semplicemente "ho passeggiato con Tigre e abbiamo parlato". Si, ma noi volevamo sapere cosa hai fatto con la gatta! Abbiamo comprato un libro con un gatto in copertina, vogliamo leggere di un gatto che fa le cose da gatto, non di uno psicologo giudice di bellezza che occasionalmente, e senza sforzo, cattura topi e uccelli (ma poi avete in mente quanto è difficile catturare un uccello? Alfie non è un cacciatore, ha vissuto la vita sul divano della vecchia, a malapena è un gatto, figuratevi un cacciatore).
Insomma, avremmo voluto più gattitudine e meno... ehm... Alfie.

Voto complessivo: 59 su 100. È il primo dei libri che recensiamo che non riesce a raggiungere la sufficienza (60).

A chi lo consigliamo: Alle persone che riescono a leggere le cose senza essere pignole come noi e che vogliano un'avventura (avventura è un parolone per questa storia, ma vabbè) rilassante, ma anche a chi ha sempre sognato di leggere una storia su un gatto che in realtà è probabilmente uno gnomo cattolico (è un gatto, ma prega pure Dio) in un costume da felino che vi farà conoscere tanti personaggi diversi. Per quelli a cui piacciono le storie di sventure e casi umani, poi, è un must.

Dove potete comprare il libro? Noi lo abbiamo preso scontantissimo in libreria, in una di quelle promozioni "due libri quindici euro", quindi non possiamo neanche lamentarci di aver buttato soldi, ma per voi potrebbe non essere così semplice ;)
Se volete una copia ebook la potete acquistare QUI sulla piattaforma Kobo. Lo potete comprare anche su amazon QUI (e c'è anche la versione cartacea, yuppy yay!)

Fateci sapere che cosa ne pensate del libro! Siete d'accordo con noi su tutto o siamo stati troppo indulgenti? E alla prossima recensione!
Ps. Suggeriteci libri da recensire che vi piacciono! (Meglio se sono gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto).


6 commenti:

  1. Gnau.
    Sono Alfie. In realtà è vero, sono proprio uno gnomo cattolico travestito da gatto. Mi avete smascherato, siete proprio dei Cactus cattivi!
    Non conosco libri gratuiti da suggerirvi, però, se nei vostri paraggi c'è una biblioteca, potreste cercare "Hamburger e miracoli sulle spiagge di Shell Beach". Di tale Fannie Flagg. Poi mi fate sapere.
    Gnau e buona serata

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    1. Ciao Alfie, gnomo cattolico travestito da gatto! Accettiamo con piacere il suggerimento e siamo già alla ricerca del libro (si, c'è una biblioteca dalle nostre parti e ci passiamo un sacco di tempo, ma è una biblioteca sfornita e piena di libri vecchi, quindi vedremo...)

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  2. L'orologio di 'sto coso è sballato. Non sono le 11:55

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  3. Il libro E' un po' vecchiotto (1981)
    Se non lo trovate fa nulla, ve ne consiglio un altro (a volte si riesce ad avere tramite prestito interbibliotecario, se la vostra biblioteca è associata ad altre!)

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