Visualizzazione post con etichetta progetto Regis Irae. Mostra tutti i post
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venerdì 2 gennaio 2026

La fanart del giorno 10. Cutey littley Danney (by LovelyWingsArt)

Benvenute e benvenuti in questa rubrica in cui vi mostriamo le fanart dei nostri personaggi, disegnati da artisti talentuosi da tutto il mondo, e le commentiamo! Perché, insomma, un po' di fierezza ci vuole, no? Siamo fieri che le persone scelgano di disegnarli, e per dimostrarlo mettiamo i loro lavori sotto lo spotlight!

L'artista che ha realizzato il disegno di oggi è il nostro collega (e amico) LovelyWingsArt

Danny Runner! In entrambe le sue "forme", quella ultraterrena e quella umana, ma entrambe in adorabile versione meme/chibi.

Danny può certamente apparire come una creatura spaventosa (e se lo volesse, potrebbe essere incredibilmente distruttivo), ma dentro il suo cuoricino ectoplasmico lui è esattamente così: un cosino squizzoso che ti guarda con occhioni pieni di lucine, sperando che non lo giudichi male.

Non gli piace, essere giudicato male.

 

 

 



martedì 18 novembre 2025

La fanart del giorno 8. Clockface (by LovelyWingsArt)

Benvenute e benvenuti in questa rubrica in cui vi mostriamo le fanart dei nostri personaggi, disegnati da artisti talentuosi da tutto il mondo, e le commentiamo! Perché, insomma, un po' di fierezza ci vuole, no? Siamo fieri che le persone scelgano di disegnarli, e per dimostrarlo mettiamo i loro lavori sotto lo spotlight!

Il personaggio ritratto nella fanart di oggi è uno di quelli che probabilmente ancora non conoscete bene... il suo design forse l'avete visto, forse no, ma quello che è certo è che non è ancora comparso in nessuna delle nostre storie scritte.

Questa creatura dall'aspetto che chiamare "umano" sarebbe un po' troppo un'azzardo si chiama Clockface, ed è uno spirito con poteri cronocinetici.

L'artista che ha realizzato il disegno di oggi è il nostro collega (e amico) LovelyWingsArt!


 


Anche un disegno complicato, semi-meccanico, ectoplasmico, inumano come quello di Clockface può sembrare grazioso, se ne si alterano le proporzioni in questo modo! Guardate quelle manine cicciotte! E gli occhietti? Sembrano curiosi, inquisitivi, come quelli di un micino. E sembra quasi timido, in questa posizione (ma possiamo assicurare che non lo è. Caspita se non lo è...).

Che dire, grazie mille LovelyWingsArt, per aver disegnato il nostro fantasmino! Hai fatto davvero un ottimo lavoro. 

giovedì 24 luglio 2025

La Fanart del Giorno 2. Daniel Runner di the-laridian

Benvenuti in questa rubrica in cui vi mostriamo le fanart dei nostri personaggi, disegnati da artisti talentuosi da tutto il mondo, e le commentiamo! Perché, insomma, un po' di fierezza ci vuole, no? Siamo fieri che le persone scelgano di disegnarli, e per dimostrarlo mettiamo i loro lavori sotto lo spotlight! 

Il personaggi rappresentato oggi è Daniel Runner, protagonista della nostra saga più recente, quella che porta il suo nome, "Danny Runner", e che fa parte del progetto Regis Irae.

L'ha disegnato the-laridian (perciò se vi piace quello che state vedendo, andate a vederne ancora cliccando il link!).

Eccolo qui: 


Preoccupato, con una mano sulla fronte a sollevare i capelli, le rughe amare ai lati della bocca che lo fanno sembrare non solo preoccupatissimo, ma anche più anziano di quello che è, dobbiamo proprio dire che è un "classico" Danny. Insomma, l'intero -concept della sua storia è che questo povero coso si è visto arrivare addosso, all'improvviso, una punizione sproporzionata per quello che a fatto, e ora si ritrova a dover scappare per il resto della sua vita da un'orda di spiriti che sono costretti a catturarlo (o a ucciderlo per portare la sua testa al Monarca). Nelle sue condizioni, probabilmente anche noi faremmo esattamente la faccia che il poveretto ha in questo disegno!

Ci ha strappato un sorriso (è disperato proprio nel modo giusto) ed è per questo che è finito qui, direttamente sotto lo spotlight. Povero Daniel!

venerdì 11 luglio 2025

Update per i progetti Trinacria(cambia nome?!) e Regis Irae.

Fa di nuovo caldo. Un caldo tale da costringere la gente (noi, noi siamo la gente) a rimanere boccheggiante a letto per tutto il giorno, senza fare niente. Fronti sudate, boccheggianti, ci trasciniamo come zombie quando dobbiamo alzarci, non abbiamo neanche voglia di cucinare, neanche voglia di mangiare. C'è chi di noi sopporta meglio il caldo rispetto agli altri (ma come fanno? Come fanno a mettersi sotto con penne, matite colorate, con i fogli di carta senza che le loro mani si appiccichino ai fogli? Come fanno ad avere la forza di alzarsi presto al mattino, di preparare il cibo? Alcune persone sono supereroi), ma in linea generale siamo molto poco produttivi, e non abbiamo fatto niente per i ue progetti di cui vi teniamo maggiormente aggiornati (Ovvero il progetto Regis Irae e il progetto Trinacria).

Quindi perché facciamo un update? Perché avevamo promesso di tenervi aggiornati. E anche la vergogna (quella di non aver fatto quasi niente) può essere un motore per la creatività (non fatelo a casa, bambini! La vergogna non dovrebbe essere un motivo per creare qualcosa... forse... ma noi siamo pro e facciamo questo e altro ancora ;)).

Allora, innanzitutto NON è vero che non abbiamo fatto niente. 

Guardate che carino Opurino:


 

E poi abbiamo un altro update piuttosto importante: la regione non si chiama più "Trinacria", ma "Trinacris". In realtà avrebbe dovuto chiamarsi Trinacris fin dall'inizio, ma poi è successo qualcosa e, inconsciamente, abbiamo finito per scrivere Trinacria ovunque, invece del vero nome che avevamo scelto... abbiamo dunque fatto spallucce e lasciato "Trinacria", pensando che sì, comunque era un nome carino, ci poteva stare, dopotutto anche Kalos ha come nome una parola non-modificata che esiste veramente.

E poi, qualche settimana dopo, abbiamo riletto tutto e, storcendo le bocche, ci siamo detti che no, Trinacris è molto meglio di Trinacria, come nome per una regione Pokémon, sorry not sorry.

Hey, siamo ancora nella "fase beta", possiamo cambiare quello che cambiamo! E speriamo che anche voi preferiate Trinacris a Trinacria. Ha un suono più epico, vero? Sembra una cosa fighissima da esplorare, mentre Trinacria è solo il nome del simbolo della Sicilia. Oh beh... "solo"... la Trinacria è una cosa importantissima, ovviamente. Ma non è il nome di una regione Pokémon.

Ma non vi informiamo mai riguardo al progetto Regis Irae, abbiamo notato! E quello è in una fase relativamente molto più avanzata rispetto alla regione Pokémon (ed è pure marketizzabile, mentre l'altro è un fan-work e basta).

Vi abbiamo mai parlato delle carte da gioco su cui stiamo lavorando? Probabilmente no. Ne abbiamo accennato in passato, ma mai niente di serio.

Che cos'è che ci ha trattenuti dal parlarne, una specie di vergogna? Perché tendiamo a parlare di più dei progetti non-marketizzabili? Ve lo ricordate Sunset? Prima che Wattpad ci cancellasse la storia, era il nostro libro più letto in assoluto... ed era una fanfiction di Twilight! Non potevamo farci un centesimo! Eppure la spammavamo ovunque, vi tenevamo aggiornati, ne abbiamo parlato con le persone, e questo ha portato ovviamente ad una maggiore visibilità del progetto. Tutti volevamo leggere quella buffa reinterpretazione della saga di Twilight, con una protagonista italo-americana (ah, la nostra amata Belarda Cigna!), pragmatica e appassionata di pro-wrestling, invece dell'originale Bella Swan.

Dovremmo smettere di mettere in secondo piano i nostri progetti originali, perché sono altrettanto, se non più belli rispetto ai fan-projects.

E nel caso del Progetto Regis Irae, è veramente una roba grande.

Il cuore del progetto sono gli spiriti. Non solo fantasmi, ma anche antiche creature che abitano i boschi, elementali nascosti, creature antiche che permeavano l'anima del mondo nel tempo del sogno, prima che la materia fosse tale, quando tutto fluiva nel tutto e cambiava continuamente (vi abbiamo mai parlato di una delle più importanti leggende creazioniste del Cammino delle Leggende? NO!? Questo è perché, vedete un po', facciamo le cose e non ne parliamo a nessuno). 

Stiamo creando tutta una lore incredibile per il Progetto Regis Irae (e un sacco è già visibile e leggibile sulla wiki ufficiale del Cactiverse, ma sarà ovviamente espansa nelle storie), un'esplorazione degli spiriti fantascientifica, con connessioni profonde alla vera chimica e alla vera fisica del nostro mondo, ma che al contempo non dimentica la magia dei riti e dei miti dei cinque continenti, e che esplorerà creature provenienti da ciascuno di essi (oltre a, ovviamente, tutta una schiera di specie originali, ma create con cura per sembrare parte del "sistema" che abitano).

Non sappiamo da cosa cominciare... cosa vi mostriamo? Abbiamo fatto un sacco di lavoro, non solo dei piccoli update... c'è un intero sito dedicato... e un blog dedicato... 

Danny Runner! Perché abbiamo due siti su questa cosa? Perché raddoppiamo i nostri
sforzi per una cosa che neanche sapete che esiste?

E questo è il blog.
Sì, sembra uguale al sito. No, non lo è. Clicca clicca clicca!

 

Ma adesso rischiamo che questo piccolo update diventi... troppo lungo. Dopotutto, vi stiamo introducendo ad un progetto di cui vi abbiamo parlato ancora poco... vi stiamo facendo assaggiare l'aria, come fanno i serpenti con la lingua, per introdurvi al peculiare sapore della narrazione.

Fantasmi e macchine, ecco cosa. Cavi ed ectoplasma. Scienziati pazzi.

Che sapore delizioso, non è vero? Aggiungiamo una bella spolverata abbandonate di mitologia, un ragazzo che fugge dal suo passato, dalla sua famiglia, e sembra proprio che un brodino delizioso stia sobollendo in pentola!

Iniziate a sentirla, l'acquolina in bocca? Iniziate a vedere, socchiudendo gli occhi nella vostra stanza semibuia, tutte le possibilità di un viaggio aldilà del velo che nasconde meraviglie che avrebbero fatto tremare H.P. Lovecraft, ma che noi esploreremo tutti insieme, per tenere per mano quelle antiche divinità, quegli spiriti semi-corporei e arcani, come amici di vecchia data? (Beh, mani, tentacoli... fa lo stesso, l'importante sono i nuovi amici che guadagneremo strada facendo).

Fino alla prossima, ciao ciao, germoglietti!



 

sabato 14 giugno 2025

Update su Regis Irae e Pokemon Trinacria: idee per gli starter, concept per Opurino

Come promesso, è tempo dell'update di oggi riguardo a quanto stanno andando i nostri progetti, in particolar modo quello di Regis Irae e quello di Pokémon Trinacria.

Non abbiamo mai fatto una hack rom prima d'ora, è un modo di raccontare tridimensionale, che fonde l'arte visiva a quella della scrittura... è un po' come un fumetto, ma in cui la persona che legge può camminare, spostarsi, decidere in che ordine parlare con gli altri personaggi, e già che c'è fare qualche battaglia pokémon... ovviamente, questo significa che dobbiamo imparare un po' di informatica extra, you know, per riuscire a mettere insieme tutti gli elementi di questa storia.

Perciò oggi non siamo andati troppo avanti con il lavoro di produzione e scrittura, ma abbiamo principalmente lavorato di concetto per due cose: capire come realizzare e applicare gli scenari e i personaggi all'interno della rom (non è minimamente facile come sembra! Provate a cercare dei tutorial a riguardo, c'è davvero da impazzire!) e capire in che direzione deve andare la nostra storia, a partire proprio dai tre starter.

Per ora, proprio come fa anche la vera Pokémon Company, non possiamo darvi troppe informazioni riguardo ai nuovi starter (che comunque sono diversi da quelli del Progetto Regis Irae, che abbiamo già svelato mesi fa, ma tanto voi ve li siete persi, ah!), non finché non avremo deciso di svelare ufficialmente i loro design, ma possiamo dirvi che saranno basati... sull'arte. E non su correnti artistiche qualsiasi, ma sull'arte dei popoli che hanno colonizzato la Sicilia, la cui estetica variegata moderna è un'amalgama di tutte queste cose fighissime.

Tuttavia, l'arte non sarà l'unico tema degli starter... perché il secondo tema sarà il viaggio.

Abbiamo discusso nel dettaglio nomi, aspetto, concept degli starter, alcuni NPC, la valenza dei colori utilizzati nell'overworld, e abbiamo deciso anche che la scena iniziale della storia sarà... un po' diversa dal solito.

Vorremmo tanto avere già qualcosa di più da mostrarvi, ma ci sono giornate in cui il lavoro deve essere concettuale e basta. Non abbiamo scritto o disegnato praticamente niente, per ora è tutto nelle nostre teste, e crediamo che sarà bello tornare a questi post fra qualche mese, quando ci sarà più materiale disponibile, magari una demo di Pokémon Trinacria...

No, aspettate, ci dicono dalla regia che in realtà un concept c'è già! Si tratta di uno dei pokémon semi-mitici (ma poi cos'è un mitico? Cos'è un semi-mitico? Intendiamo, nel canon di Pokémon) della regione, l'adorabile Opurino!

 

Il nome Opurino deriva da una fusione delle parole "Opuntia" (il nome scientifico del fico d'india, pianta simbolo di Trinacria, è Opuntia ficus-indica), "puro" e "ino" (come in "piccolino", il tipico suffisso che si usa per definire qualcosa di piccolo). Opurino è un pokémon di tipo erba il cui corpo sembra composto di cladodi, ovvero le sezioni di cui sono formate le piante di fico d'india, ed è assolutamente unico al mondo per via del suo peculiare modo di... crescita. Infatti, al contrario degli altri pokémon intorno a lui, che evolvendosi cambiano completamente aspetto, Opurino aggiunge soltanto sezioni al suo corpo, diventando sempre più lungo, e assumendo un'andatura bipede.

Nella sua regione, questo pokémon è considerato essere prezioso, con una particolare connessione con il mondo dei morti e con la resurrezione: alcuni credono infatti che lo spirito di certi esseri umani, dopo il trapasso, ritorni sulla terra come questa creatura pura, senza ricordi, apparentemente inumana, ma che crescendo somiglia sempre di più, con la sua andatura, proprio ad un essere umano.

Vabbé, quindi un update per voi ce l'avevamo!

Ma sappiate che è solo la punta dell'iceberg. Fate il tifo per noi, se volete vedere di più! (No, davvero, è un progretto enorme, abbiamo un pochino bisogno di sapere che qualcuno interessato alla cosa c'è... )

lunedì 13 gennaio 2025

Tidalem


Il tidalem, conosciuto anche come leviatano fantasma, è una specie di spiriti elementali dell'acqua. Le sue forme giovanili, chiamate volgarmente dropblob e nagaruga, sono considerate piuttosto comuni.

Aspetto

Un tidalem adulto può misurare dai quindici ai sessanta metri di lunghezza, dimensioni assolutamente eccezionali persino per gli spiriti elementali (eccezion fatta per i puripyre), che sono dettate sia dall'età che dall'alimentazione dello spirito. Queste enormi creature hanno un corpo semi-trasparente, di un cangiante e variabile colore blu, il quale lascia vedere le "ossa" di colore argenteo. In realtà questa impalcatura, che mima la forma e la disposizione dello scheletro di un vertebrato, è fatta quasi interamente di mercurio (conosciuto anche come argento vivo) ed è tenuta insieme dalla pressione del resto del corpo, ha perciò funzione completamente diversa rispetto ad un vero scheletro.

La testa è relativamente piccola e spicca sul "cappuccio" composto da due ampie pliche, simile a quello che i cobra formano gonfiando il collo quando vogliono minacciare un nemico. Il cappuccio è però permanente, ed ha al suo interno l'unica parte realmente solida del corpo del tidalem, un deposito di calcio, carbonio e chitina che durante uno dei suoi stati giovanili costituiva un vero e proprio guscio, non dissimile per funzione e forma da quello di una tartaruga alligatore, che proteggeva il centro di energia dello spirito.

Possiedono un solo paio di arti, le braccia, che terminano in mani forti e artigliate, con una presa ferrea; tuttavia le braccia sono notevolmente piccole se paragonate alla taglia complessiva del tidalem, e non hanno alcun uso significativo nella locomozione.

Gli occhi, luminosi e grandi, sono perfettamente rotondi e possono essere di svariati colori, dal giallo al blu e persino, più raramente, rossi/arancio. Al contrario di come avviene con gli spiriti minori, il colore degli occhi di un tidalem non è in alcun modo correlato al tipo di centro di energia dello spirito.

Ciclo vitale

Un dropblob, la paralarva del tidalem

I tidalem nascono da uova che vengono deposte nei pressi di corsi d'acqua dolce. Alla schiusa, le paralarve hanno l'aspetto di una densa goccia d'acqua lunga circa quindici centimetri e vengono chiamate dropblob.

Crescendo, i dropblob raccolgono il calcare, ed altri minerali, in un desposito sulla schiena, divenendo crescentemente più opachi.

Presto, quando raggiungono i quaranta centimetri di lunghezza, i dropblob iniziano a mutare: due zampe spuntano dalla parte anteriore del loro corpo, la parte posteriore si allunga in una coda, mentre il loro "guscio" diventa sempre più maestoso e pesante, proteggendoli dai predatori e aiutandoli anche a nascondersi dalle prede. Il loro guscio è infatti irregolare, con spuntoni e piccole fratture lungo la superficie, nonché una superficie ruvida, e favorisce la crescita di muschi e alghe.

In questa seconda fase della vita, questa creatura prende il nome di "nagaruga", un incrocio fra le parole "naga" (spiriti serpentini che vivono nell'acqua) e "tartaruga".

Una nagaruga, stadio giovanile del tidalem

Le nagaruga hanno una lunga coda, proprio come le naghe, ma che invece di terminare in una punta, come quella dei serpenti, finisce in una pinna caudale non dissimile da quella di un grosso pesce.  Le nagaruga passano la maggior parte del loro tempo immobili, semi-sepolte nel fango, e quando si rannicchiano è quasi impossibile scorgerle: sembrano in tutto e per tutto dei massi ricoperti di materia vegetale.

Dopo circa quarant'anni, le nagaruga hanno accumulato abbastanza energia da poter intraprendere il viaggio che le porterà alla loro forma finale: quello verso il mare. Usando la loro potente coda, scendono lungo i fiumi fino a raggiungerne le foci, da cui poi si immetteranno nei bacini di acqua salata.

Questa è la parte più perigliosa del loro viaggio, essendo i mari (e gli oceani) pieni di spiriti più grandi e più forti di loro, capaci di spezzarne il guscio come se fosse fatto di zucchero bagnato: le nagaruga dovranno utilizzare tutta la loro capacità di mimetizzarsi per sfuggire alla predazione ed al contempo riuscire a "rubare" abbastanza prede dai territori di spiriti più grandi di loro per crescere.

In questa fase, il loro corpo diventerà gradualmente troppo grande per essere nascosto dal guscio, che rimarrà come un residuo vestigiale sul collo della creatura, dove verrà ricoperto dalla sua "pelle" per diventare una componente interna, come un osso di seppia, e si trasformerà nella struttura del caratteristico cappuccio degli adulti.

Finalmente somiglianti a serpenti marini, in questa fase della vita le creature possono essere chiamate "tidalem".

I giovani tidalem sono agili e rapidi, snelli e slanciati, e riescono a sopravvivere grazie alla loro rapidità di movimento, nonché alla capacità di nascondersi nei buchi nel terreno che vengono scavati dalle scilloidi, con cui talvolta si legano in curiosi sodalizi.

I tidalem adulti sono invece creature immense e placide, che non si associano ad altri tidalem e stabiliscono un ampio territorio. Hanno zampe molto deboli, comparate al peso immenso del loro corpo, non sono perciò in grado di camminare nel vero senso della parola; per contro, in acqua sono estremamente agili, grazie al lungo corpo che termina in una possente coda, che permette loro di muoversi a proprio piacimento e di riuscire a manovrare rapidamente e senza sforzo. Non possono più nascondersi in nessuna cavità, essendo enormi, ma non ne hanno bisogno: la loro forza non ha rivali negli oceani, essendo i tidalem gli spiriti senzienti più grandi dell'ambiente acquatico.

Riproduzione

La riproduzione dei tidalem avviene generalmente in periodi di grande prosperità, che permette loro di nutrirsi a sufficienza. Quando sono pronti a riprodursi, i tidalem entrano in uno stato cosiddetto "di fiamma", come avviene anche ad altri spiriti, in cui la loro sovrabbondanza di energia diventa visibile grazie ad un'emanazione di aura luminosa, che sorge intorno alle loro teste e ai loro cappucci, simile a fuoco.

I tidalem in fiamma usciranno dai propri territori e persino dall'acqua, librandosi nell'aria e spostandosi come draghi orientali, fluttuando alla ricerca di altri tidalem in fiamma, con cui si uniranno a coppie.

Una volta che entrambi gli esemplari saranno stati fecondati, si sposteranno volando fino all'entroterra, dove deporranno le proprie uova in grappoli sepolti nei terreni sabbiosi o limacciosi, in prossimità dei corsi d'acqua. Un singolo esemplare può deporre da seicento a milleduecento uova, a seconda delle dimensioni del suo corpo e dalla quantità di cibo che ha ingerito prima di iniziare il suo viaggio riproduttivo.

In prossimità di fiumi è stato più volte documentato lo scontro tra puripyre e tidalem in fiamma. Specialmente se lo scontro avviene sulla terraferma, spesso i puripyre riescono ad avere la meglio. Non si tratta di un tentativo di predazione, ma di uno scontro per le risorse: laddove una zona è troppo riccamente popolata di dropblob, le paralarve dei tidalem, essa viene trasformata dalle loro aure, e dalla loro azione, in un territorio umido dove i piccoli dei puripyre, i fatini, sopravviveranno a fatica. Inoltre i dropblob tendono a crescere e diventare forti più rapidamente rispetto ai fatini, entrando con loro in competizione diretta e arrivando persino a predarli.

Una volta terminata la deposizione, i tidalem torneranno ai loro territori originali e vi rimarranno fino al ciclo di riproduzione successivo.

Quando un tidalem muore, le sue parti interne non sono più pressurizzate e di conseguenza il suo scheletro di mercurio si disfa e mescola con il resto dei tessuti, rendendoli velenosi e del tutto immangiabili. Le sue carni perdono di compattezza dopo pochissimi minuti, sciogliendosi in un fluido velenoso. La morte di un tidalem costituirebbe dunque un vero e proprio disastro ecologico, se non fosse che gli adulti feriti a morte, malati, o comunque in prossimità della loro fine, volontariamente si recano in prossimità di un territorio in cui sono state deposte delle uova, oppure sono già presenti innumerevoli dropblob, i quali si affretteranno a consumarli.

Il mercurio presente all'interno di un adulto morente diverrà quindi il mercurio che compone lo scheletro di un giovane dropblob, offrendogli dunque anche un'ulteriore protezione dai predatori: i dropblob che si sono nutriti di un tidalem adulto esibiscono una schiena argentea, che rivela la loro tossicità agli altri spiriti nel loro ambiente. Le paralarve che hanno un rudimentale scheletro di mercurio sono chiamate anche "gocce di morte" o "droblob schiena d'argento".

Habitat

I tidalem adulti vivono in grandi specchi d'acqua salata, siano essi mari, oceani o persino laghi di grandi dimensioni. Sono cosmpoliti ed è possibile trovarli persino in zone freddissime, come i circoli polari artici.

Dieta

I tidalem sono onnivori, ma la base della loro dieta sono gli spiriti di dimensioni medie. Usano strategie di caccia molto diverse, in diverse fasi della loro vita, ma hanno sempre un tasso di successo abbastanza alto.

I tidalem percepiscono le vibrazioni sonore a grande distanza e posseggono un olfatto acuto, inoltre possono percepire dei debolissimi campi elettrici e bio-elettrici generati dall'attività delle loro potenziali prede.

Alcuni tidalem, specie quelli molto grandi, sono estremamente sedentari e preferiscono una dieta spiccatamente planctofaga, ovvero costuita da piccoli organismi acquatici che vivono in grandi gruppi. Durante il periodo riproduttivo dei piccoli spiri-pesce, possono inoltre ingerire le nuvole di uova che vengono liberate nell'acqua.

I tidalem più planctofagi sviluppano particolari strutture nel loro corpo, chiamati "tamponi", che servono a separare l'acqua dalle prede. Questi tamponi sono estremamente simili ai rastrelli branchiali modificati dello squalo balena, o della manta, e ne hanno la medesima funzione.

Sono documentati casi di tidalem che mangiano gli spiriti di esseri umani, sebbene rari, per via della lontananza dei loro habitat naturali, e dell'infrequenza con cui gli umani si recano, con i loro viaggi spirituali, in zone d'acqua salata.

Curiosità

  • Il morso di un tidalem adulto è incredibilmente potente, calcolato in circa 60 000 newton (6 100 kgf). Una potenza simile è stata stimata anche nel morso del tirannosauro rex.
  • I denti dei tidalem sono fatti di mercurio solido, pertanto il loro morso è velenoso.
  • I tidalem hanno una lentissima crescita psichica, diventando "senzienti" (nel modo in cui più comunemente si usa la parola, ovvero capaci di riconoscere sé stessi come nettamente distinti dagli altri, nonché di comunicare con una complessità ed un'intelligenza simile a quella umana) solo dopo una cinquantina di anni. Tuttavia, le loro menti hanno una notevole elasticità e non smettono mai di evolversi: tidalem di oltre cento anni di età sono considerati creature estremamente sagge.

 

🌵🎨 Tutti i disegni di questa pagina (e probabilmente anche delle altre, se non è diversamente specificato) sono stati realizzati dalle nostre artiste, Furiarossa e Mimma! 🌵🎨

mercoledì 8 gennaio 2025

Puripyre


Il puripyre, conosciuto anche come incendio selvaggio, è una specie di spiriti elementali del fuoco. Le sue forme giovanili, fatini e sinaire, sono molto comuni.

Aspetto

I puripyre adulti sono creature di dimensioni enormi, composti da svariati tronchi e rami intrecciati fra loro nella vaga forma di un animale quadrupede, dotato di una lunga coda e di un lungo collo. La loro schiena, irta di una distesa di rami spogli, è sormontata da quelle che sembrano alte fiamme ardenti, che si estendono anche lungo tutta la coda. Si potrebbe facilmente descriverli come un incendio boschivo semovente.

I loro occhi sono estremamente simili a due tizzoni ardenti, incastonati in un teschio di plasma e carbone.

In realtà il loro corpo non è composto dai rami e dai tronchi intrecciati, ma dal plasma e dal fuoco che li circonda, divora e tiene insieme. Il loro centro di energia si trova all'interno del petto, ed è talvolta possibile scorgerlo fra le fessure che esistono fra i tronchi intrecciati.

Le loro dimensioni sono molto variabili, ma sempre enormi ed impressionanti da osservare: possono essere lunghi (coda compresa) dai trenta ai duecento metri.

Il centro di energia di un puripyre adulto ha una temperatura tra i 1.800 °C e i 2.000 °C, e dalla loro bocca possono emettere zaffate di fumo con una temperatura di 200-300 °C, che utilizzano generalmente come arma offensiva.

Ciclo vitale

Nonostante la loro forza sconfinata e il loro aspetto maestoso, i puripyre iniziano la loro vita come paralarve minuscole e così comuni che sono in pochi a sapere che, crescendo, si trasformeranno in tali creature: i fatini.


I fatini somigliano molto a dei tipici will-o'-wisp, fiammelle animate, ma di colore rosso-arancio e con quattro piedini che spuntano dalla base e permettono loro di muoversi galoppando attraverso i prati. Hanno grandi occhi blu-verdi, l'unico dettaglio che distingue fronte e retro della creatura, essendo le loro quattro "zampine" indifferenziate le une dalle altre, permettendogli di trottare e galoppare con la stessa desterità indipendentemente avanti e indietro.

Il loro successivo stadio del ciclo vitale è il sinaire: in questa fase le paralarve iniziano a raggruppare rami, intrecciandoli fra loro grazie al loro potere spirituale, per crearsi un corpo fisico che somiglia vagamente, per forma e dimensioni, a quello di un pony. I sinaire sono ancora molto goffi e può capitare che lascino indietro dei pezzi del proprio nuovo corpo fisico, o che li piazzino male dando l'impressione che abbiamo più di quattro arti, o che la loro forma sia molto disordinata. Spesso lasciano il proprio centro di energia completamente scoperto e visibile.

Infine, dopo un periodo di tempo piuttosto lungo che va dai trenta ai duecenti anni, i sinaire riescono finalmente a raggiungere l'età adulta, divenendo puripyre. Solo lo 0,02% dei fatini riesce a sopravvivere così a lungo da raggiungere la forma adulta, e per un motivo ben preciso: i puripyre sono creature potentissime, enormi ed affamate, capaci di consumare intere foreste spirituali.

Riproduzione

I puripyre hanno una riproduzione agamica, che porta alla creazione di semi che vengono piantati nel terreno e necessitano di alte temperature per germogliare.

Molto spesso, dopo un intenso incendio boschivo, la zona si popola di centinaia di fatini, germogliati dai semi che sono stati riscaldati.

I puripyre adulti non si prendono cura direttamente della prole, ma la loro presenza ne rende la sopravvivenza più facile, grazie alla "pre-digestione" del materiale combustibile: i fatini si nutriranno del fumo eccedente, essendo essi troppo poco caldi per bruciare il legno di alberi antichi, i quali sono assai più nutrienti ed adatti per la crescita di paralarve di fuoco.

In assenza di adulti, i fatini neonati tenderanno a nutrirsi delle sostanze create dalla combustione di paglia e legnetti, crescendo molto lentamente, e aumentando il proprio potere in modo da poter digerire legno di qualità crescentemente maggiore.

Habitat

I puripyre sono spiriti nomadi, che, grazie alla particolare strategia evolutiva di portare sempre con sé il proprio cibo, possono percorrere distanze sconfinate. Sono rari, ma presenti in ogni zona del mondo, eccetto che nei pressi dei circoli polari, troppo freddi e privi di alberi per poterli sostenere.

Dieta

I puripyre si nutrono dell'energia sprigionata dalla combustione ed è per questo che costruiscono i propri corpi con alberi antichi e li fanno ardere lentamente, assorbendone i nutrienti in lunghi periodi di tempo. Per via della loro preferenza verso oggetti che bruciano lentamente, sono fondamentali nel riciclo dei boschi esauriti, ovvero i resti spirituali di quelle che un tempo erano distese di alberi, i quali sono stati tagliati e/o eradicati nel mondo materiale, ma la cui presenza spirituale è rimasta sigillata dal cemento, impossibilitata a disperdersi nella sua maniera naturali: la materia degli alberi spirituali nei boschi esauriti tende infatti a bruciare attraverso una combustione lenta.

La combustione lenta (o latente) è una forma di combustione che avviene nel corso di un periodo di tempo prolungato, sostenuta dal calore sviluppato quando l'ossigeno attacca direttamente la superficie di un combustibile in fase condensata.

Curiosità

  • La combustione lenta all'interno dei puripyre è quello che li nutre per lunghi periodi, ma un fenomeno molto simile avviene anche in natura, correlato agli incendi selvaggi, ed è molto più devastante: la combustione senza fiamma del suolo forestale non ha l'impatto visivo della combustione con fiamma; tuttavia, la combustione della biomassa può persistere per giorni o settimane dopo che l'incendio è cessato, provocando il consumo di grandi quantità di combustibili e diventando una fonte globale di emissioni nell'atmosfera, sterilizzando inoltre il terreno per via della distruzione di tuberi, radici e semi.
  • In alcune culture, i puripyre sono chiamati anche "madri delle fiamme".
  • I puripyre più grandi vengono cacciati per ottenere carbone di altissima qualità, quello che si trova nei loro petti, intorno ai loro core.
  • Nonostante il loro aspetto, che mima quello di una vigorosa fiamma viva, in realtà i fatini hanno una gradevole temperatura calda e possono essere tranquillamente toccati da mani umane.
  • Si dice che avvistare un puripyre nella sua fase migratoria, ovvero quando cammina senza avere intorno boschi, porti fortuna. È effettivamente molto raro vederne uno!

 

 

🌵🎨 Tutti i disegni di questa pagina (e probabilmente anche delle altre, se non è diversamente specificato) sono stati realizzati dalle nostre artiste, Furiarossa e Mimma! 🌵🎨

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