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domenica 13 luglio 2025

Riguardo ai premi Wattys 2025 (che lo sapete che si chiudono domani?)...

 

Ma voi lo sapevate che l'iscrizione ai premi Wattys è aperta? E lo sapevate che finisce DOMANI?

Noi no. Cioè, ora lo sappiamo, ma ieri non lo sapevamo. L'avessimo saputo, avremmo partecipato... purtroppo, ancora una volta, non possiamo partecipare con storie in lingua italiana (pure il francese è stato escluso, cioè, 'nsomma... ma perché?), ma stiamo traducendo diversi libri, e l'avessimo saputo in anticipo, avremmo avuto modo di finire qualcosa e partecipare!

Purtroppo, però, ora è tardi. Forse i Wattys hanno bisogno di una spintarella in più di pubblicità, perché tutti partecipino, voi che ne dite? 

Che peccato. Sentiamo che si tratta di un'occasione sprecata... quest'anno avevamo tante, tantissime storie in via di traduzione che avrebbero potuto vincere, e sembra che in qualche modo questi Wattys "internazionali" siano un po' più seri della controparte italiana del passato, quella a cui abbiamo diverse volte partecipato (e che abbiamo, modestamente, diverse volte vinto), ma che non dava mai nessun "vero" premio: non abbiamo ottenuto traffico extra sulle nostre storie, quindi Wattpad non si è mai davvero impegnato per fare pubblciità ai libri vincitori, e soprattutto non ci è mai stata offerta una possibilità di pubblicare... quest'anno, sarebbe stato fico partecipare alla versione in inglese e provare ad avere qualcosa di più.

Ma la colpa, dobbiamo ammetterlo, è anche un po' nostra. Avremmo dovuto farci trovare pronti. Avremmo dovuto avere qualcosa di già completamente tradotto che... ah, come dite? Qualcosa ce l'abbiamo? Ma è una fanfiction, e quest'anno le fanfiction non possono partecipare?

E vabbé. Sarà per l'anno prossimo, diciamo, mentre sentiamo il tempo che scorre via fra le dita, il riconoscimento, la pubblicazione dei nostri lavori, sempre più lontani, sempre più irraggiungibili. Eccolo lì, sospeso sopra le nostre teste il nostro contratto, che per un motivo o un altro non riusciamo mai, mai, ad afferrare.

Forse dovremmo davvero darci (seriamente, non come abbiamo fatto in passato) al self-publishing, con edizioni curate e immediatamente riconoscibili, con tanti post pubblicitari, con lavori fatti apposta per attirare nuovi lettori, più schede dei personaggi che linkano direttamente ai nostri libri su Amazon... magari, aver "perso il treno" dell'ufficialità ancora una volta, significa una sola cosa: che i canali ufficiali non fanno per noi.

Dopotutto, sebbene una casa editrice faccia il nobilissimo lavoro di promuovere e distribuire i lavori di uno scrittore (che noi, povere creature in burnout perenne, accoglieremmo a braccia aperte), ha anche la notevole limitazione di dover seguire delle "linee guida", doversi costruire certi personaggi, stare attenti a quel che si scrive, ed essere soggetti alle LORO regole e ai loro contratti... e se conoscete, per esempio, la storia di Emilio Salgari, sapete che mettersi sotto contratto con una casa editrice è una cosa che può rovinarti la vita, se non si sta attenti.

Quindi forse è tempo di rimboccarsi le maniche. Di fare, come al solito, tutto da soli.

Tempo di creare nuove vesti grafiche per le collane, di auto-tradursi tutto per espandersi nel mercato inglese (che poi, ancora manco su quello italiano siamo approdati, e già pensiamo a quello inglese? Ma sì, meglio puntare alle stelle), di essere la nostra stessa casa editrice.

E al diavolo tutti i premi Wattys del mondo!

mercoledì 26 ottobre 2022

Iris Letalis 9. Il finale giusto

 


Cattelan si grattava una guancia guardando lo schermo del portatile. Il finale per il suo nuovo libro, “Timmy e l’orsetto bordeaux”, non ne voleva sapere di venir fuori.
Lo scrittore aveva provato a rimescolare gli eventi della narrazione, a riscrivere Timmy come un alieno, a far diventare l’orsetto una femmina, ma niente, nessun finale funzionava. Si spettinò i capelli, sbuffò, chiuse il documento, lo riaprì. Poi ebbe una folgorante idea che, avesse voluto il dio della scrittura, forse era proprio quella giusta. Le sue dita iniziarono a digitare freneticamente:

“Timmy e l’orsetto bordeaux erano finalmente insieme nel giardino, dopo tante peripezie. Il peluche era un po’ sporco, un piede era un pochino strappato, ma si poteva riparare! E anche pulire, certo.
«Imparerò a cucire per te» Disse Timmy «Anche se ho sempre pensato che fosse una cosa da femmina, ora ho capito che è solo una delle tante cose che si fanno per gli amici! E io imparerò perché ti voglio tanto bene!».
L’orsetto bordeaux abbassò lo sguardo. Non era proprio triste triste, ma qualche cosa non andava.
«Quanto dovrò aspettare per essere cucito?» Disse
«Solo un po’, amico mio! E poi sarai come nuovo!».
In quel momento arrivò un altro bambino, più vecchio di Timmy. Era proprio lui, il bullo Tommy, che Timmy non aveva mai sopportato!
«Lascia stare quel Timmy!» Disse Tommy «Io so cucire già adesso, me lo ha insegnato mio papà che è un sarto famoso che fa i completi per i motociclisti tosti e per i lottatori di wrestling! E poi ti darò anche un nome, perché quello scemo di Timmy non te ne ha dato uno anche se vi conoscete da due mesi!».
L’orsetto bordeaux guardò Tommy, poi Timmy, e gli si leggeva sul musetto che lui avrebbe voluto essere riparato adesso, non aspettare che qualcuno imparasse come farlo, e che voleva anche un nome.
Però disse: «Timmy, tu sei il mio padroncino e io non ti tradirò per il bullo Tommy!».
Timmy però era un bambino buono e intelligente, che voleva davvero bene all’orsetto bordeaux, perciò capì una cosa molto importante: che l’orsetto sarebbe stato meglio insieme a Tommy, che era ricco, aveva un papà sarto e sapeva cucire. Fu per questo che Timmy disse:
«Caro il mio orsetto bordeaux, io ti voglio un mondo di bene! E sono contento che sei fedele a me, ma devo dirti una cosa molto importante: devi andare insieme a Tommy. Tommy è cattivo con me, è vero, ma non con te! Lui voleva che tu fossi il suo orsetto fin da quando ti sei animato alla Piazza delle Magie! Se ti romperai, lui ti ricucirà, se ti sporcherai lui ti laverà, se ti perderai lui manderà le sue guardie a cercarti e poi sono sicuro che ti darà un nome bellissimo, perché è molto creativo a dare soprannomi buffi a tutti quanti a scuola. Starai bene con lui, meglio che con me».
L’orsetto bordeaux abbracciò Timmy forte forte, stringendolo fra le morbide zampette, e gli disse all’orecchio:
«Il più buono di tutti sei sempre tu, però».
Tommy non credeva alle sue orecchie! Finalmente il bellissimo orsetto bordeaux, l’unico giocattolo parlante della città di Arcobalenia, era suo! Non disse grazie, perché era pur sempre un bullo, ma diede la mano a Timmy.
«Ora non siamo più nemici» Dichiarò «Perché io e te vogliamo bene allo stesso orsetto»
«Sì, non siamo più nemici» disse Timmy.
Tommy prese per mano l’orsetto bordeaux e se ne andò. Timmy era un po’ triste, ma più ancora che triste era felice, perché sapeva che l’orsetto sarebbe stato davvero bene. Aveva imparato una lezione molto importante, il bravo bambino: che a volte, quando ami qualcuno, devi lasciarlo andare via.

FINE.”

Soddisfattissimo, Cattelan ricontrollò velocemente il documento, poi lo allegò ad un’e-mail e lo inviò al suo editore. Attese qualche istante, fissando ancora lo schermo come in trance, poi si alzò e fece un balletto di vittoria, canticchiando a mezza bocca una melodia che credeva di aver inventato in quel momento, ma che in realtà aveva sentito una notte nel lontano 1999.
Decise che avrebbe stampato e rilegato una copia da sé e l’avrebbe regalata a Mika quando sarebbe andato a vederlo al torneo.
«E vedremo se anche questo non ti piacerà!» Esclamò, parlando al vuoto «Vedremo se anche qui manca il pathos, come dici tu!».
Sentì che gli occhi gli si inumidivano un poco. Si disse che era per colpa delle ore passate davanti al computer, ma stava mentendo a sé stesso.
Dall’angolo un peluche a forma di orsetto, bordeaux, lo guardava senza vederlo con i suoi occhietti di plastica neri. Aveva uno strappo su una zampa, da cui si intravedeva l’imbottitura ormai ingiallita.
Cattelan non aveva mai imparato a cucire.

 
 

giovedì 21 aprile 2022

Iris Letalis 5. Sparring partner

 
  +INDICE+


Emma alzò lo sguardo sul cerbiattone riccio che secondo Cattelan era il famoso Mika, curiosa di guardare in faccia un campione leggendario. Il ragazzo era alto, ma non aveva un’aria minacciosa.
«Tu sei Mika, bello mio?» Gli domandò lei, gentile.
Lui sorrise, annuendo con vigore, i boccoli bruni che gli rimbalzavano sulla testa.
«Sono io» Rispose dopo un attimo «Te come ti chiami?»
«Io sono Emma, piacere».
Si strinsero la mano, entrambi rapidi e vigorosi.
«Quindi sei un pugile?» Continuò Emma, curiosa
«Sì» rispose lui, stringendosi nelle spalle
«Sei tipo una leggenda. È vero che non hai mai perso un incontro?».
Cattelan strattonò Mika per un braccio e si frappose fra lui ed Emma, con un sorriso quasi minaccioso.
«Scusa, Emma, ma lui è il mio cliente e siamo qua per allenarci, non ci servono le interviste» Disse
«Ah sì?» la donna alzò le sopracciglia «Devi allenare il più grande campione di boxe clandestina? E che gli insegni, il tip-tap?»
«Beh, devo vedere a che livello è, capire se è in forma… andiamo, Mika».
Alessandro spinse il suo pugile per tutto il tragitto fino alla saletta in cui si trovava un ring, seguito da Emma.
«Vuoi fare sparring con lui?» Domandò la donna
«Che ti frega?» la rimbrottò lui, cercando un caschetto imbottito della propria taglia «Guarda che ne ho allenati di pugili! Sicuramente più di te»
«Cattelan, guarda che lo sappiamo che fine fanno i tuoi pugili. Lo sai tu e lo so io»
«Ma che fine e fine? Mika!» strillò, in direzione del pugile più alto «Mettiti i guanti!»
«Se quel ragazzo è veloce la metà di quello che dicono, non sarai capace di fare niente per allenarlo, contrastarlo, guidarlo o quello che pare a te» insistette Emma
«Mika! MIKA, I GUANTI!».
Mika, imbarazzato e confuso, alzò le mani.
«Non so… non so dove sono le bende… non ho le mie qui… e i guanti me li mette sempre mamma…».
Alessandro Cattelan si ficcò il caschetto che aveva trovato sotto il braccio e si girò con tutto il corpo verso Mika.
«Dici davvero?!» Esclamò.
Emma lo superò, andando in direzione di Mika.
«Non ti preoccupare, amore» Gli disse «Ti aiuto io»
«Grazie, Ema!»
«Emma. Con due emme, tesoro»
«Emmmma»
«Eh, va già meglio. Dài, che io nella borsa c’ho un rotolo di bende extra. Anche se Ale vuole solo metterti alla prova, non c’è bisogno che ti metti tutta la roba per un incontro. I guanti non te li sigilliamo»
«No, neanche mamma me li sigilla, mi dice che poi… poi li apro con i denti e ingoio il… come si chiama?»
«Lo scotch? Il nastro adesivo?»
«Sì, quello lì»
«Oh, amore, non ti preoccupare. Su, dammi le manine».
Obbediente, il pugile stese le braccia verso di lei, che iniziò con perizia a bendargli le mani. Due ragazze che erano da poco scese dal ring, e ora stavano chiacchierando in un angolo, si misero a ridacchiare guardando la scena. Alessandro arrossì come se stessero ridendo di lui.
«Emma! EMMA! Lascia stare il mio pugile, non è un bambino!» Gridò, salendo sul ring
«Mi ha messo i boxing gloves» disse contento Mika, mostrando i consunti guantoni gialli in dotazione, con il logo della Shark Gym
«Ora tocca a te» ringhiò ironica Emma, facendosi da parte «Fammi vedere se lui è il vero Mika. E fammi vedere cosa sai fare tu».
Alessandro Cattelan si sciolse le spalle, saltellando sul posto.
«Ok, colpisci le mie mani, campione» Ordinò «Quando dico “destra”, tu colpisci a destra. “Sinistra” e tu fai a sinistra. Io cerco di non farteli prendere. Pronto?».
Mika, concentrato, fece cozzare i guantoni l’uno contro l’altro.
«Des-» Iniziò a dire Cattelan, mentre contemporaneamente tirava indietro il braccio. Mika lo colpì senza sforzo, subito, così veloce che Alessandro se ne accorse solo perché sentì il rumore. E, dopo, il dolore.
«Che scemo» Commentò Emma.
Saltellando e trattenendo gli improperi, Cattelan cercava di scrollarsi dal braccio il dolore.
«Basta, sei pronto!» Disse «Ora andiamo da Marra ed Elodie e gli diciamo che sei pronto per il torneo!».
Emma prese il posto di Cattelan di fronte a Mika. Si era messa i guantoni.
«Sparring, tesoro?» Domandò «Sono troppo curiosa…»
«NO!» urlò Cattelan, con lo stesso tono che si usa quando si vede il proprio cane che sta mangiando della spazzatura da terra
«Va bene, yeah» acconsentì Mika, allegro, prendendo a saltellare.
Si muoveva leggero, quasi senza sforzo, come se avesse delle molle d’acciaio nelle caviglie. Teneva i pugni bassi, lungo i fianchi, la guardia pressoché inesistente. Chiedendosi se davvero quello lì fosse un pugile, Emma alzò i pugni per proteggersi il volto e si avvicinò a lui, cauta. Fece scattare un pugno e lo colpì, anche se piano, al ventre. Lui fece uno squittio, incassando.

 
Lei abbassò la guardia, volgendo lo sguardo verso Cattelan.
«Ehi, il tuo pugile è…» Iniziò a dire, ma prima che potesse finire la frase era a terra, il fiato mozzo, un dolore sordo alle costole e l’ombra enorme di Mika che torreggiava su di lei saltellando.
«Ah, bastardo, giochi sporco» Rantolò, poi si rialzò sorridendo «Ora ti spezzo».
Attaccò. Questa volta Mika schivò indietreggiando con un saltello, poi si incurvò verso il basso e fece partire un affondo velocissimo, micidiale. Emma riuscì a pararlo a malapena, euforica. Eccolo! Era lui, proprio davanti a lei sul ring, il leggendario Fulmine di Beirut. Eccolo, ora lo riconosceva!
Mika sbuffò dal naso e torse il busto in un gancio terribile, il primo di una serie di attacchi velocissimi che costrinsero la donna all’angolo.
Le due ragazze spettatrici non ridacchiavano più, ma guardavano la scena con tanto d’occhi.
Emma sgusciò sotto un braccio di Mika e cercò di colpirlo alla mascella. Lui schivò inclinando la testa di lato come un gufo, poi rispose con un jab che centrò il mento di lei, lasciandola barcollante.
Emma sapeva che lui non ci stava mettendo tutta la forza (proprio come, in effetti, stava facendo anche lei), ma trovava la velocità di lui impressionante e pericolosa. Non si sentiva più la faccia.
Le leve di lui erano troppo dannatamente lunghe.
«Basta Emma, che ti ammazza!» Urlò Alessandro «Su, che non hai manco il caschetto o il paradenti!».
Emma contrattaccò e Mika schivò, parò, finché un singolo colpo al petto non andò a segno e, nel momento stesso in cui il guantone toccò la clavicola, la donna capì che era una trappola: il braccio lungo e solido dell’uomo approfittò di quell’istante senza guardia per insinuarsi come un serpente. Il pugno di Mika raggiunse la faccia di Emma, che questa volta finì al tappeto.
«L’hai uccisa!» Gridò Alessandro
«I-io…» balbettò Mika
«Sto bene» lo tranquillizzò Emma, puntellandosi su un gomito «Hai un bel sinistro. Pazzesco».
Le scendeva un filo di sangue dall’angolo della bocca, dove i denti avevano battuto contro l’interno della guancia, ferendola.
«Vuoi continuare?» Le domandò Mika, gentile ed entusiasta al tempo stesso
«Forse è meglio di no. Sei fuori taglia per me, bestione» Emma si rialzò «Però sei proprio bravo»
«Grazie» lui si illuminò «Anche tu sei molto brava. Solo hai le braccia corte» lui si portò i guantoni vicini al petto, fingendo di avere i braccini di un t-rex
«Certo, scemo, ti arrivo con la testa alla pancia, se avevo le braccia lunghe come le tue me le potevo trascinare dietro come due tubi di gomma».
Mika prese a ridere, con la bocca spalancata e gli occhi brillanti. Aveva una risata infantile, ma anche terribilmente rumorosa, e quando riprendeva fiato era vagamente asinina.
«Ti faccio ridere? Che sono, un giullare?» Scherzò Emma con le mani sui fianchi, causandogli un accesso di risa ancora più forti.
«Adesso basta» Disse assertivo Cattelan, afferrando Mika per un braccio «Non è che vi dovete innamorare adesso! Lui è il mio campione e tutti sanno che l’amore fa male alla carriera sportiva. Avete mai visto Mila e Shiro?»
«Che scemo, Cattelan» commentò Emma «Guarda che gli fa bene se lo fai ridere un poco, invece di strillargli sempre contro»
«Ma io faccio battute bellissime, solo che delle mie lui non ride»
«Vuol dire che non sei simpatico».
Mika rise e ricevette uno strattone.
«Non è che devi ridere come uno scemo a tutte le cose che lei dice, lo sai vero?» Lo redarguì Alessandro «Io sono il tuo manager e il tuo allenatore. Siamo colleghi. Siamo sulla stessa barca io e te»
«Ah Cattelan, no che non siete colleghi» sbuffò Emma
«Stai zitta tu che me lo stai traviando»
«Stai zitta te lo dici da solo quando ti guardi allo specchio»
«Senti… scusa Emma, lo so, non lo faccio più, non ti dico più di stare zitta, ma ci sono cose di cui gli uomini si accorgono subito e io non lo posso permettere. Per favore, per favore, lascia in pace me e il mio cliente»
«Che vi state preparando per il Luna Loca» sogghignò lei
«Sì, brava, esatto, ci stiamo preparando per il Luna Loca, che non so come lo sai, anzi ora che ci ripenso lo so perché»
«E se ti dicessi che ci guadagno a mettervi i bastoni fra le ruote?»
«Di grazia, cosa ci guadagneresti?»
«Se Mika decide di non partecipare, io prendo il suo posto nel torneo. Mi sembra un ottimo motivo per ostacolarvi, no?».
Mika rise.

 

domenica 19 febbraio 2017

Aggiornamento - Tra carpe e draghi


Salve a tutti! Siamo qui perché... eh, beh, per i sensi di colpa. Non aggiorniamo mai questo blog. Vabbè che non lo legge nessuno, però le premesse sono che prima o poi questo blog lo dovevamo aggiornare.
"Ma state lavorando?" Ci chiederete tutti. Si, si, stiamo lavorando! A parte che su Deviantart postiamo disegni tutti i giorni, quindi non sarebbe domanda da farsi, stiamo anche scrivendo tanto, eh! Stiamo (ovviamente) continuando la storia di Ermes (Io sono il Drago), ma abbiamo anche iniziato a scrivere una favola.
Eh si, perché vogliamo fare un libro di favole incentrate sull'acqua e le sue creature, ovviamente tutto illustrato!
Quindi, di che cosa parla questa favola? Di carpfishing. Si, stropicciatevi pure gli occhi, è una favola in cui il protagonista è un tizio francese (si chiama Guillaume e qualcuno di voi inizierà a riconoscere un pattern nella nostra scelta dei nomi maschili) che pesca carpe per sport.
Ermes, il cui libro è stata iniziato a scrivere prima e viene ora regolarmente interrotto per dare le nostre attenzioni ad una carpa sta impazzendo di rabbia. Ormai arriva pure nei sogni a ruggire "sono meglio io di quel pesce! Lasciate perdere le favolette e scrivete di draghi".
Eh eh eh. Caro il nostro Ermes, ma lo sai che i draghi e le carpe sono strettamente legati? Non lo sapevi? Allora non è che sei tanto saggio quanto vuoi farci credere...
Chi, le carpe? Tipo questa qui?
Ok, ok, ne abbiamo approfittato solo per mettere la foto di una carpa che abbiamo pescato con le mani in un lago (qui papà ce la sta reggendo per la foto, poi l'abbiamo liberata). In realtà le carpe correlate ai draghi sono più tipo questa qui:
Carpe koi. 
"In Cina e soprattutto in Giappone la carpa è il simbolo del coraggio e della perseveranza. Un'antica leggenda cinese racconta di una carpa coraggiosa e perseverante che riuscì a risalire la cascata situata sulla Porta del Drago, lungo il Fiume Giallo, superando ostacoli e spiriti malvagi. Gli dèi, impressionati da tanto coraggio, la trasformarono in un grande drago.
Sotto forma di drago la carpa acquisisce il dono dell'immortalità ed è divenuta il simbolo di chi aspira a compiere grandi imprese e non teme di affrontare le avversità della vita. Questo percorso iniziatico simboleggia il percorso dell'essere umano stesso che, se sviluppa in sé costanza e perseveranza, può emergere dalle bassezze della vita e divenire erudito e cosciente di sé, uomo superiore

Fonte: Pesco il Tostolobik

Comunque, abbiamo 'sta carpa, abbiamo 'sto pescatore, e adesso? Eh, dovrete aspettare per sapere che cosa succede dopo... vi possiamo solo dire che è una storia di magia, carpfishing e che è la "genesi" di un altro personaggio che abbiamo già utilizzato nelle nostre storie.
Ah, e contrariamente a quanto di solito accade con le nostre favole, sarà anche una storia d'amore!
Per quanto riguarda Ermes e i suoi fratelli ("conspecifici non correlati" direbbe lui) draghi, ci stiamo inspirando a qualcosa di... un po' inaspettato, per creare i personaggi, ovvero ad uno show di Lucha Libre. Per chi non sapesse cosa è la Lucha Libre, è come il wrestling, ma più volante e messicano, con i lottatori mascherati e storie d'onore. Lo show di Lucha in questione è "Lucha Underground" ed è assolutamente qualcosa di favoloso per chi ama il genere... e anche per chi non lo ama. Ci sono match tecnicamente bellissimi, ma la trama è ancora più intrigante: è come un telefilm, molto dark, in cui fantascienza, fantasy e poliziesco si intrecciano settimana dopo settimana e i vari personaggi regolano i conti facendo a botte su un ring. Alcuni dei draghi saranno ispirati a personaggi di questo show e se gli date un'occhiata... vi divertirete di sicuro. Tralasciando il fatto che anche in Lucha Underground hanno un drago... non mi credete? Bene, allora perché non gli date un'occhiata? Io vi lascio un link alle puntate complete e commentate in italiano, così non avete scuse del genere "Eh, ma che barba, dove trovo i match di una federazione piccola come la mia classe delle elementari?".


E vabbé, abbiamo detto aggiornamento veloce e voi siete stati velocemente aggiornati, quindi ciao ciao e detto questo torniamo a scrivere!
Un ruggito di saluto a tutti!


martedì 4 agosto 2015

Gatti contro gatti e poi serpenti e altre cose


Ciao, caro diario, e benvenuto ad una nuova giornata di “scriviamo completamente a caso cose che sono successe senza un vero ordine cronologico forse”.
Allora, cosa è successo oggi? Ma a che serve che lo domandi a te, se sono io a dovertelo dire? Oh, certo, si chiama retorica e serve per rendere più ironica e scorrevole la lettura ai miei lettori.
Non è curioso che tengo un diario privatissimo dei miei più profondi e intimi pensieri e poi lo pubblichi su un blog dove praticamente chiunque può leggerlo, ma nessuno lo fa comunque perchè, beh, tanto che gliene frega dei miei più profondi e intimi pensieri?
Caro diario, anche oggi la giornata è stata dominata dai gatti, la prima cosa che vado a vedere appena finita la colazione e subito prima di mangiare. Ma oggi Lily e Vitali hanno anche avuto modo di incontrare ancora una volta, dopo due settimane di separazione, la loro sorellina adottiva Chloe, la micetta che vive a casa della nostra amica Annarita.
Annarita ha accettato di portare la sua micina per una serata da noi nell'orto, così che potesse giocare con i suoi amichetti. Volete sapere che cosa è successo?
È successo che Chloe sembrava indemoniata, come se avesse visto il nemico numero uno dei gatti in persona: orecchie appiattite sulla testa, denti esposti in un soffio rabbioso, gli occhi dilatati e anche un po' allungati a lasciare vedere il bianco, la schiena inarcata e i peli tutti ritti sul dorso come la cresta ossea di uno stegosauro.
Il povero Vitali ha provato ad avvicinarsi per andare a giocare con la sua sorellina adottiva, le ha dato una zampatina giocosa con gli artigli ben rinfoderati e Chloe per tutta risposta ha cercato di cavargli gli occhi. Oh, che carina! Oh, che gentile! 


 
Secondo voi qual'è il motivo di questo comportamento? Forse è il fatto che si trovasse in un territorio che le è estraneo, oppure è proprio il suo temperamento personale che è violento? Anche Lily è stata sdegnosamente rifiutata con soffi e minacce.
Quindi non è andata proprio benissimo: probabilmente non ci riproveremo, non almeno nello stesso territorio, magari a casa di Annarita, perchè comunque sarebbe figo avere i gatti che giocano tutti insieme, no?
Non appena viene allontanata da Lily e Vitali, però, Chloe diventa la micina più coccolosa, bisognosa di contatto umano, miagolante, sonnacchiosa del mondo, al punto tale da addormentarsi sopra le persone. Bah... che creda di essere umana e odi i gatti? Solo il tempo ci svelerà la verità sulla gatta tricolore.
Oh, e soprattutto, nei giorni scorsi ho aperto un nuovo blog, tutto dedicato a Lilletta e Vitali, che ospiterà fumetti, storie brevi e video dei miei amici gatti. Se volete seguirlo, anche se per ora lo troverete abbastanza spoglio e con giusto qualche disegnino e foto, eccolo qui:
Comunque... sto provando a vedere se riesco a scrivere cento pagine sensate in una sola settimana. Con cento pagine sensate intendo, oltre alle pagine confusionarie di questo diario, anche almeno cento nuove pagine almeno del libro “L'Uomo dei Cimiteri”, un prequel all'intera saga del Cammino delle Leggende che sto scrivendo con mia sorella.
Stiamo arrivando ad una svolta abbastanza interessante devo dire, dopo i dubbi esistenziali del gruppo di bambini, il circo con i danesi, la iena mannara... adesso stanno arrivando i primi contatti con una creatura “malvagia”, insomma, con il primo vero nemico di tutto il libro (che inizia a comparire dopo trecento pagine, ma fidatevi, prima non è una storia noiosa).
Il nemico è... ok, questo non ve lo posso spoilerare, sarà anche un diario pieno dei miei sentimenti privati, ma non posso spoilerare la nemesi del mio protagonista original preferito, principalmente perchè non è stato plasmato alla perfezione neppure nella mia testa: è una figura nebulosa, che ha già alcuni tratti definiti, ma che per quanto riguarda la storia di background è ancora ad un nulla di fatto... hmm, mi piacerebbe tanto collegare questo cattivo con la figura di Lilith, in qualche modo, ma non riesco ancora a vedere come io debba fare. Forse è stata Lilith a crearlo? Forse è uno dei suoi figli? No, non può essere: voglio che si tratti di un'entità ancora più antica e molto poco umana, che pensa in maniera diversa dagli umani e dunque anche dai vampiri e dai demoni (che diciamocelo, hanno una forma mentis più umana rispetto alla maggior parte degli animali e che con gli dei non c'entrano assolutamente niente. Non che questo cattivo sia un dio, eh!).
Poi,poi, poi... oggi ho incontrato un serpente. E questo mi rende felice. Non solo ho incontrato un serpente, ma sono anche riuscita ad afferrarlo per la coda, ed era davvero tanto che non toccavo una di questi rettili, quindi sono euforica! Certo, non era un serpente grande, si trattava molto probabilmente di un piccolo di saettone occhirossi di pochi giorni di età, ma era così incredibilmente carino! Aveva una testolina molto ben tornita e il corpicino scattante si arrampicava con relativa agilità (era pur sempre un piccolino) sui rami delle piante rampicanti. Mi dispiacerebbe molto se i miei gattini riuscissero a catturarlo, ma così va la vita: non posso sperare che i predatori non predino e non lo voglio sperare neanche, solo mi piacerebbe che lasciassero in pace i serpenti che stanno diventando sempre più rari.
Mi sono messa a rileggere un libro che ho amato tantissimo fin dalla prima lettura, ovvero Cuore di Pietra di Charlie Fletcher: un capolavoro, che da piccoli non capisci fino in fondo, ma che apprezzi lo stesso, e che diventa una cosa che ami assolutamente quando sei grande.
Mi piacerebbe dare un tocco alla “Cuore di Pietra” a questi capitoli dell'Uomo dei Cimiteri, ma dubito di esserne capace perchè, ahimè, le parole fluiscono come piace a loro e i personaggi di cui scrivo fanno sempre e comunque ciò che vogliono loro, come grossi gatti capricciosi.
Mio padre ha appena avuto l'idea di addestrare i nostri mici a venire quando sentono il rumore di un fischietto ad ultrasuoni... chissà se funziona uguale per cani o per gatti, di sicuro però i gatti sentono benissimo gli ultrasuoni, persino quelli emessi dallo sfregamento di due polpastrelli.
Un fischietto ad ultrasuoni costa certamente poco (alla Decathlon ce n'è uno che mi pare non costi più di tre euro, scusate se faccio pubblicità, ma alla Decathlon tutto è buono e costa poco, non è colpa mia), ma è comunque un costo, ed essendo io abbastanza taccagna, non voglio spendere un solo centesimo per una cosa che non mi serve, quindi mi documenterò riguardo alla possibilità di richiamare un gatto usando un fischietto che tipicamente si utilizza per i cani.
Comunque, ho cominciato a ridisegnare un poco di più, anche se il caldo che mi fa grondare la fronte non mi permette di stare seduta tanto a lungo a lavorare, oppure impazzirei, perciò non riesco a creare molte opere. Oggi ho fatto una commission, un pony alato (pegasus pony credo si dica) per Shadowphil666, uno dei miei clienti più affezzionati, e sono stata contenta perchè ormai era un bel po' di tempo che nessuno mi commissionava più niente... che il mio stile sia peggiorato? Che ci sia qualcosa di sbagliato nella mia strategia di marketing? Che sia semplicemente un periodo non congeniale al mio lavoro?
L'Estate fa grondare la fronte non solo agli artisti, ma anche ai commissionatori, che magari non pensano troppo all'arte, ma piuttosto a mettersi il ghiaccio nella maglietta e mangiare granite e frozen yogurt. Avrebbe senso, ma continuo a pensare che la mancanza di lavori commissionati sia colpa mia, spero di sbagliarmi, oppure anche no perchè se la colpa è mia vuol dire che ho la possibilità di rimediare, se non lo è invece sono in balia di un pubblico volubile che sceglie di non commissionare per lunghi periodi e poi ritorna tutto insieme a farmi fare trecento cose tutte insieme (si, mi capita sempre così: trecento cose tutte insieme e non ho tempo per respirare e poi per due mesi nessuno mi chiede niente).
Ho finito di disegnare la base a penna (da colorare in digitale) di una nuova pagina del mio webcomic preferito, Exoterism, e sono sufficientemente soddisfatta di come il mio stile stia ricominciando a risollevarsi dopo essere decaduto al punto che non riuscivo a fa
Ciao, caro diario, e benvenuto ad una nuova giornata di “scriviamo completamente a caso cose che sono successe senza un vero ordine cronologico forse”.

Allora, cosa è successo oggi? Ma a che serve che lo domandi a te, se sono io a dovertelo dire? Oh, certo, si chiama retorica e serve per rendere più ironica e scorrevole la lettura ai miei lettori.
Non è curioso che tengo un diario privatissimo dei miei più profondi e intimi pensieri e poi lo pubblichi su un blog dove praticamente chiunque può leggerlo, ma nessuno lo fa comunque perchè, beh, tanto che gliene frega dei miei più profondi e intimi pensieri?
Caro diario, anche oggi la giornata è stata dominata dai gatti, la prima cosa che vado a vedere appena finita la colazione e subito prima di mangiare. Ma oggi Lily e Vitali hanno anche avuto modo di incontrare ancora una volta, dopo due settimane di separazione, la loro sorellina adottiva Chloe, la micetta che vive a casa della nostra amica Annarita.
Annarita ha accettato di portare la sua micina per una serata da noi nell'orto, così che potesse giocare con i suoi amichetti. Volete sapere che cosa è successo?
È successo che Chloe sembrava indemoniata, come se avesse visto il nemico numero uno dei gatti in persona: orecchie appiattite sulla testa, denti esposti in un soffio rabbioso, gli occhi dilatati e anche un po' allungati a lasciare vedere il bianco, la schiena inarcata e i peli tutti ritti sul dorso come la cresta ossea di uno stegosauro.
Il povero Vitali ha provato ad avvicinarsi per andare a giocare con la sua sorellina adottiva, le ha dato una zampatina giocosa con gli artigli ben rinfoderati e Chloe per tutta risposta ha cercato di cavargli gli occhi. Oh, che carina! Oh, che gentile!
Secondo voi qual'è il motivo di questo comportamento? Forse è il fatto che si trovasse in un territorio che le è estraneo, oppure è proprio il suo temperamento personale che è violento? Anche Lily è stata sdegnosamente rifiutata con soffi e minacce.
Quindi non è andata proprio benissimo: probabilmente non ci riproveremo, non almeno nello stesso territorio, magari a casa di Annarita, perchè comunque sarebbe figo avere i gatti che giocano tutti insieme, no?
Non appena viene allontanata da Lily e Vitali, però, Chloe diventa la micina più coccolosa, bisognosa di contatto umano, miagolante, sonnacchiosa del mondo, al punto tale da addormentarsi sopra le persone. Bah... che creda di essere umana e odi i gatti? Solo il tempo ci svelerà la verità sulla gatta tricolore.
Oh, e soprattutto, nei giorni scorsi ho aperto un nuovo blog, tutto dedicato a Lilletta e Vitali, che ospiterà fumetti, storie brevi e video dei miei amici gatti. Se volete seguirlo, anche se per ora lo troverete abbastanza spoglio e con giusto qualche disegnino e foto, eccolo qui:
Comunque... sto provando a vedere se riesco a scrivere cento pagine sensate in una sola settimana. Con cento pagine sensate intendo, oltre alle pagine confusionarie di questo diario, anche almeno cento nuove pagine almeno del libro “L'Uomo dei Cimiteri”, un prequel all'intera saga del Cammino delle Leggende che sto scrivendo con mia sorella.
Stiamo arrivando ad una svolta abbastanza interessante devo dire, dopo i dubbi esistenziali del gruppo di bambini, il circo con i danesi, la iena mannara... adesso stanno arrivando i primi contatti con una creatura “malvagia”, insomma, con il primo vero nemico di tutto il libro (che inizia a comparire dopo trecento pagine, ma fidatevi, prima non è una storia noiosa).
Il nemico è... ok, questo non ve lo posso spoilerare, sarà anche un diario pieno dei miei sentimenti privati, ma non posso spoilerare la nemesi del mio protagonista original preferito, principalmente perchè non è stato plasmato alla perfezione neppure nella mia testa: è una figura nebulosa, che ha già alcuni tratti definiti, ma che per quanto riguarda la storia di background è ancora ad un nulla di fatto... hmm, mi piacerebbe tanto collegare questo cattivo con la figura di Lilith, in qualche modo, ma non riesco ancora a vedere come io debba fare. Forse è stata Lilith a crearlo? Forse è uno dei suoi figli? No, non può essere: voglio che si tratti di un'entità ancora più antica e molto poco umana, che pensa in maniera diversa dagli umani e dunque anche dai vampiri e dai demoni (che diciamocelo, hanno una forma mentis più umana rispetto alla maggior parte degli animali e che con gli dei non c'entrano assolutamente niente. Non che questo cattivo sia un dio, eh!).
Poi,poi, poi... oggi ho incontrato un serpente. E questo mi rende felice. Non solo ho incontrato un serpente, ma sono anche riuscita ad afferrarlo per la coda, ed era davvero tanto che non toccavo una di questi rettili, quindi sono euforica! Certo, non era un serpente grande, si trattava molto probabilmente di un piccolo di saettone occhirossi di pochi giorni di età, ma era così incredibilmente carino! Aveva una testolina molto ben tornita e il corpicino scattante si arrampicava con relativa agilità (era pur sempre un piccolino) sui rami delle piante rampicanti. Mi dispiacerebbe molto se i miei gattini riuscissero a catturarlo, ma così va la vita: non posso sperare che i predatori non predino e non lo voglio sperare neanche, solo mi piacerebbe che lasciassero in pace i serpenti che stanno diventando sempre più rari.
Mi sono messa a rileggere un libro che ho amato tantissimo fin dalla prima lettura, ovvero Cuore di Pietra di Charlie Fletcher: un capolavoro, che da piccoli non capisci fino in fondo, ma che apprezzi lo stesso, e che diventa una cosa che ami assolutamente quando sei grande.
Mi piacerebbe dare un tocco alla “Cuore di Pietra” a questi capitoli dell'Uomo dei Cimiteri, ma dubito di esserne capace perchè, ahimè, le parole fluiscono come piace a loro e i personaggi di cui scrivo fanno sempre e comunque ciò che vogliono loro, come grossi gatti capricciosi.
Mio padre ha appena avuto l'idea di addestrare i nostri mici a venire quando sentono il rumore di un fischietto ad ultrasuoni... chissà se funziona uguale per cani o per gatti, di sicuro però i gatti sentono benissimo gli ultrasuoni, persino quelli emessi dallo sfregamento di due polpastrelli.
Un fischietto ad ultrasuoni costa certamente poco (alla Decathlon ce n'è uno che mi pare non costi più di tre euro, scusate se faccio pubblicità, ma alla Decathlon tutto è buono e costa poco, non è colpa mia), ma è comunque un costo, ed essendo io abbastanza taccagna, non voglio spendere un solo centesimo per una cosa che non mi serve, quindi mi documenterò riguardo alla possibilità di richiamare un gatto usando un fischietto che tipicamente si utilizza per i cani.
Comunque, ho cominciato a ridisegnare un poco di più, anche se il caldo che mi fa grondare la fronte non mi permette di stare seduta tanto a lungo a lavorare, oppure impazzirei, perciò non riesco a creare molte opere. Oggi ho fatto una commission, un pony alato (pegasus pony credo si dica) per Shadowphil666, uno dei miei clienti più affezzionati, e sono stata contenta perchè ormai era un bel po' di tempo che nessuno mi commissionava più niente... che il mio stile sia peggiorato? Che ci sia qualcosa di sbagliato nella mia strategia di marketing? Che sia semplicemente un periodo non congeniale al mio lavoro?
L'Estate fa grondare la fronte non solo agli artisti, ma anche ai commissionatori, che magari non pensano troppo all'arte, ma piuttosto a mettersi il ghiaccio nella maglietta e mangiare granite e frozen yogurt. Avrebbe senso, ma continuo a pensare che la mancanza di lavori commissionati sia colpa mia, spero di sbagliarmi, oppure anche no perchè se la colpa è mia vuol dire che ho la possibilità di rimediare, se non lo è invece sono in balia di un pubblico volubile che sceglie di non commissionare per lunghi periodi e poi ritorna tutto insieme a farmi fare trecento cose tutte insieme (si, mi capita sempre così: trecento cose tutte insieme e non ho tempo per respirare e poi per due mesi nessuno mi chiede niente).
Ho finito di disegnare la base a penna (da colorare in digitale) di una nuova pagina del mio webcomic preferito, Exoterism, e sono sufficientemente soddisfatta di come il mio stile stia ricominciando a risollevarsi dopo essere decaduto al punto che non riuscivo a fare uno stupido numero ventidue perchè mi tremolava la mano.
Vabbè.
Auguratemi buona fortuna!
E a domani con una nuova giornata supermiciosa!
re uno stupido numero ventidue perchè mi tremolava la mano.

Vabbè.
Auguratemi buona fortuna!
E a domani con una nuova giornata supermiciosa!

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