giovedì 20 aprile 2023

Villa Palagonia: una guida

 «Giovi guardau da la sua reggia immensa / la bella Villa di Palagonia, / ùnni l'arti impetrisci, eterna e addensa / l'aborti di bizzarra fantasia. / "Viju - dissi - la mia insufficienza; / mostri n'escogitai quantu putìa; / là duvi terminau la mia putenza, / ddà stissu incuminciau Palagonia.»

- Giovanni Meli

Villa Palagonia è un meraviglioso edificio settecentesco situato a Bagherìa; eccentrica e misteriosa, è uno dei monumenti siciliani barocchi più iconici grazie alla presenza delle numerose statue grottesche che la sorvegliano dalle mura basse di cui è circondata.
Da qui viene il nome con cui è più ampiamente conosciuta, quello di "Villa dei Mostri".
L'edificio è attualmente di proprietà privata, passata alle mani della famiglia Castronovo nel 1885, dopo l'estinzione della famiglia principesca di cui era dimora, ma ancora in uso e visitabile.
All'interno c'è anche un'elusiva colonia felina, tra cui la mascotte della villa: un simpatico micione bianco e rosso che ha semplicemente il nomignolo di "Gattone"!

Locazione


Orario e contatti
 
♦ Da novembre a marzo
Aperto tutti i giorni
09:00 - 13:00
15:30 - 17:30

♦ Da aprile ad ottobre
Aperto tutti i giorni
09:00 - 13:00
16:00 - 19:00

(Ultimo ingresso mezz'ora prima della chiusura)
 
♦ Biglietti
Intero: €6,00
Ridotto: €3,00
 
♦ Contatti
Telefono: 091 932088
E-mail: villapalagonia@villapalagonia.it

Storia
 

La villa venne fatta costruire a partire da 1715 da Ferdinando Francesco I Gravina Cruyllas, IV principe di Palagonia, pari del regno, cavaliere del Toson d'oro (il tipo di personaggio di rilievo che in un fantasy sarebbe presentato con tremila nomi; nato dalla tempesta, primo del suo nome, il non-bruciato, padre dei draghi, figlio di Khmer della tribù di Ishtar... insomma, non era proprio l'ultimo dei gibboni).
Per la progettazione della villa fu incaricato il frate domenicano Tommaso Maria Napoli, con la collaborazione di un altro stimato architetto siciliano, Agatino Daidone; i due tornarono a lavoro sulla villa diverse volte, prima nel 1737 per lavorare sulle strutture basse nel giardino e nel 1749 per ultimare diverse decorazioni interne ed esterne, lavorando per conto anche del nipote.
Morto il fondatore nel 1737 gli succedette il figlio Ignazio Sebastiano, morto nel 1746, con cui erano però iniziati i lavori per la costruzione dei corpi bassi che circondano la villa.
E poi la villa passò in mano al Negromante.
Qui le cose si fanno interessanti. 
Lo scienziato scozzese Patrick Brydone ne scrive nel 1770, nel suo "Viaggio in Sicilia ed a Malta": 
 
"Il Palazzo Palagonia, per la sua bizzarria, non ha l’uguale sulla faccia della terra… Pare di essere capitato nel paese dell’illusione e dell’incantesimo."
 
Fino a quel punto Villa Palagonia era stata magnifica, sì, ma "normale": la vera svolta avviene quando il terzo proprietario della villa, Francesco Ferdinando II detto il negromante, figlio di Ignazio Sebastiano e Margherita Alliata, ne entra in possesso: fu lui ad ideare le statue grottesche ed il bizzarro arredamento gli sono valsi l'appellativo di 'precursore dell'arte surrealista'.
 

 
 
Il 9 aprile 1787 la villa fu visitata dal poeta Johann Wolfgang von Goethe, che così descrisse la bizzarria dell'esterno dell'edificio nel suo memoriale "Viaggio in Italia": 
 
«Per trasmettere tutti gli elementi della pazzia del principe di Palagonia, eccone l'elenco. Uomini: mendicanti dei due sessi, spagnuoli e spagnuole, mori, turchi, gobbi, deformi di tutti i generi, nani, musicanti, pulcinella, soldati vestiti all'antica, dei e dee, costumi francesi antichi, soldati con giberne e uose, esseri mitologici con aggiunte comiche (...) 
Bestie: parti isolate delle stesse, cavalli con mani d'uomo, corpi umani con teste equine, scimmie deformi, numerosi draghi e serpenti, zampe svariatissime e figure di ogni genere, sdoppiamenti e scambi di teste. 
Vasi: tutte le varietà di mostri e di cartocci che terminano in pance di vasi e piedistalli. Immaginate tali figure a bizzeffe, senza senso e senza ragione, messe assieme senza scelta né discernimento, immaginate questi zoccoli e piedistalli e deformità allineate a perdita d'occhio: e proverete il penoso sentimento che opprime chi si trova a passare sotto le verghe da questa follia. (...) 
Ma l'assurdità di una mente priva di gusto si rivela al massimo grado nel fatto che i cornicioni delle costruzioni minori sono sghembi, pendono a destra o a sinistra, così che il senso dell'orizzontale o della verticale, che insomma ci fa uomini ed è fondamento di ogni euritmia, riesce tormentato e torturato in noi. E anche questi tetti sono popolati e decorati di idre di piccoli busti e di orchestre di scimmie ed altre dabbenaggini.»
 
Nonostante l'apparente disprezzo, lo scrittore ne rimase talmente impressionato che ne La notte di Valpurga del Faust tracciò la descrizione inconfondibile di un gruppo di mostri presenti nella villa, prendendoli come esempio del demoniaco, del caotico, del romantico.  
 
Architettura ed aspetto 

Il viale
Villa Palagonia ha, purtroppo, visto una riduzione importante della propria estensione: una volta arrivava a ridosso del corso Umberto a Bagheria, esattamente all'altezza dei due pilastri oggi inglobati nella trama urbana della città.
L'ingresso principale si trovava su corso Butera, ed era formato da un lungo viale (oggi diventato via Palagonia) al quale si accedeva tramite tre portoni.
Qui vi era il Grande Arco detto, appunto dei "Tri Portuni", ormai demolito.
Da qui si profilava il lungo viale adorno di una fitta schiera di statue di mostri, scolpite in calcarenite. Che vista doveva essere!
Questo viale era segnato a metà dall'arco trionfale tuttora esistente ed adorno di enormi statue, detto "arco del Padre Eterno", al quale i principi di ritorno a casa rivolgevano una preghiera di ringraziamento per essere arrivati alla meta.
Il viale, ora divenuto strada urbana, è stato spogliato delle tante statue che lo adornavano: delle schiere di mostri, che in origine sarebbero ammontate a circa duecento, ne sopravvivono solo sessantadue.
Sigh.
Ricostruzione del viale, apparsa nel film "Baarìa" di Giuseppe Tornatore

 
Era qui l'ingresso originale, sul lato settentrionale, ma al giorno d'oggi è stato spostato dalla parte opposta. Se avete fatto l'ingenuo errore di fidarvi di un Google Maps ingannevole e dispettoso, potrebbe capitarvi di essere ancora portati a quest'entrata ormai non più agibile, dove un paio di grandi figure di pietra, grottesche e umanoidi, fanno ancora da sentinelle a questo cancello. 
Niente paura: facendo il giro per affacciare su Piazza Garibaldi dovreste poter trovare l'entrata giusta, segnalata dalla presenza dei Pupi.

Uno dei due "Pupi di Palagonia"
I Pupi di Palagonia
Queste due statue di pietra accolgono i visitatori al cancello automatico, e sono il primo incontro che, almeno al giorno d'oggi, facciamo con gli abitanti di pietra della villa. 
Le proporzioni dei due Pupi di Palagonia (o “Palaunìa” per i locali) sembrano quelle di una creature molto più bassa della stazza che entrambi raggiungono (anche da lì il nome "Pupo", cioè pupazzo, giocattolo di forma umanoide); le statue guarderanno dall'alto qualunque visitatore, anche grazie al piedistallo di pietra su cui sono collocati, come tutte le altre sculture anticamente poste sul viale d'accesso.
Il loro abbigliamento insolito, l'aspetto iconico e l'espressività ne hanno fatto veri e propri simboli di Bagheria, tanto che è possibile ritrovarli sui loghi di panetterie, negozi, sui souvenir.

I Pupi di Palagonia hanno ormai trovato il loro posto nel lessico bagherese, indicando la passività delle persone che preferiscono fare poco o nulla e guardare piuttosto il passío (le persone che passeggiano) in piazza, discutendo con gli amici di qualunque cosa, dal pettegolezzo più frivolo al dilemma filosofico più difficile. 
 
Ingresso, foto di Antonio Pignato
 
Il cancello tra i due Pupi è automatico, e lo vedrete aprirsi solo quando sarà il momento di uscire. L'entrata è in realtà a destra del cancello, da cui potrete acquistare il biglietto e munirvi di eventuale guida.
Da lì, si potrà finalmente avere accesso al giardino dove (se si ha fortuna), si potrebbe incontrare qualcuno dei gatti che abita nella Villa. Come Gattone!
 
Il giardino
Anche il giardino è stato, purtroppo, notevolmente ridotto dalla stessa demolizione che ha eliminato il viale e buona parte delle statue dei mostri: quella che era un giardino padronale diviso in quattro corti, coronate dalle statue dei mostri in pietra tufacea d’Aspra, è ridotto ora a soli tre quarti di questo settore. 
È costruito sulla base di un semplice disegno geometrico che segue la forma delle corti, diviso simmetricamente in due aiuole per parte; queste hanno bordature di oleandri, ibisco e strelitzie, e all'interno delle aiuole si possono trovare principalmente limoni, aranci, cedri del Libano, araucarie, palme e fichi d'India, ma potrete imbattervi anche in piante più bizzarre, come monstera ed asparagi!
Esattamente come i suoi interni, il giardino della villa nasconde varie sorprese, come il piccolo giardino di piante grasse posto poco lontano dall'entrata vera e propria nell'edificio, o alcuni degli ornamenti marmorei, realizzato tra il 1770 e il 1780, che lo abbelliscono.
Tra questi troviamo sei sedili marmorei di gusto barocco, poggiati alle facciate e sormontati da rilievi... e, in tempi leggermente più recenti, il giardino si è ovviamente popolato dalle statue che danno il nome alla villa!
Tra le fronde, a sorpresa, ci si può imbattere in nanetti vestiti di tutto punto e figure mostruose e bizzarre a guardia dell'entrata secondaria, un enorme fonte dalla bizzarra scritta incisa "Magister salvator vinci prior ventus" e, ovviamente, i 62 mostri multiformi, tutti diversi tra loro, che sono sopravvissuti ai giorni nostri, appollaiati sulle mura a cantare, ballare, accogliere il visitatore nel loro vivo, grottesco mondo.
 
La Dama Misteriosa
La scoperta più recente sulla Villa è stata fatta in questo decennio dallo storico e ricercatore indipendente Mario Bonaviri (il che indica la concreta possibilità che, in effetti, non abbiamo ancora scoperto tutto l'esporabile nella dimora del Negromante); durante un sopralluogo, svolto per il suo progetto di censimento di tutte le manifestazioni grafiche in Sicilia dal Medioevo ad oggi, si è trovato faccia a faccia con una certa Dama.

La "Dama Misteriosa" si trova nel cortile orientale, nascosta in bella vista sull'intonaco di rivestimento dei corpi bassi della Villa. È stata così battezzata da Antonio Mineo, l'amministratore della Comunione Ereditaria Castronovo (proprietaria della Villa); rimasto nascosto per almeno cinquant'anni e potenzialmente di più, si tratta di un graffito realizzato con la tecnica del carboncino che traccia una figura evanescente, presumibilmente femminile, che rappresenta una donna con un lungo, ricco abito e i capelli acconciati in maniera elegante. I segni tracciati sono abbastanza sottili, quindi è facile non accorgersi della sua presenza; ma aguzzando lo sguardo, si può notare la Dama Misteriosa, tutelata da un vetro di protezione che la protegge dagli agenti atmosferici.
 
La Sala delle Fatiche di Ercole
Si accede al piano nobile attraverso uno scalone a doppia rampa realizzato in prezioso marmo di Billiemi sotto il fastoso, principesco stemma della famiglia Gravina. 
Appena raggiunto il portone del secondo piano, subito ci s'imbatte in un vestibolo ellittico fatto affrescare con scene raffiguranti le ''fatiche di Ercole'', in omaggio al nuovo gusto di fine '700. Da qui, andando dritto si raggiunge una piccola cappella, a destra si è il portale che conduce dentro la Sala degli Specchi.
 
La Sala degli Specchi
«Specchiati in quei cristalli e nell'istessa magnificenza singolar contempla di fralezza mortal l'immago espressa.» 
 
Questa è la scritta, in endecasillabi, che campeggia ancora all'entrata del Salone degli Specchi della Villa dei Mostri. 
Il meraviglioso salone dei ricevimenti, di pianta quadrata, è decorato lussuosamente con marmi di svariato colore e vetri lucidi, dipinti per apparire marmo, mentre il tetto è interamente coperto di specchi di base argento che deformano, moltiplicano e deridono le figure riflesse, tenuti insieme da una lega di ferro. 
Sui muri campeggiano medaglioni e busti artistici raffiguranti il principe e persone della sua famiglia famiglia, scolpiti nel marmo dal Gagini.
 
I Salottini (La sala dei filosofi, la sala da tè/del biliardo)
 
Un tempo questi ambienti erano riccamente arredati, ed anche gli interni non mancavano di stranezze: i piedi di alcune sedie erano segati in maniera diseguale così che rimanessero zoppe, mentre altre erano talmente inclinate in avanti che bisognava fare molti sforzi per non scivolare e cadere, ed anche i velluti delle sedute spesso celavano delle piccole, dolorose sorprese. Talvolta, queste sedute erano disposte in cerchio in modo da darsi le spalle, in modo che i vari interlocutori non potessero guardarsi in volto mentre conversavano. 
Così ce lo riporta Goethe:
 
«I piedi delle sedie sono segati inegualmente, in modo che nessuno può prendere posto e, davanti all'entrata, il custode del palazzo invita i visitatori a non fidarsi delle sedie solide perché sotto i cuscini di velluto nascondono delle spine.»
 
Un viaggiatore del periodo aggiunge: 
 
«L'orologio a pendolo è sistemato dentro il corpo di una statua: gli occhi della figura si muovono col pendolo, e roteano mostrando alternativamente il bianco e il nero. L'effetto è orribile. La camera da letto del proprietario e del suo spogliatoio sembrano due scomparti dell'arca di Noè. Non v'è bestia, per vile che sia, che non compaia lì dentro; rospi, ranocchi, serpenti, lucertole e scorpioni, tutti scolpiti in marmo di colore adatto. Ci sono anche moltissimi busti altrettanto stravaganti. In alcuni si vede da una parte un bellissimo profilo, le giri dall'altra e ti si presenta uno scheletro. Oppure vedi una balia con un bambino in braccio; il corpo è esattamente quello di un infante, ma la faccia è quella di una vecchia grinzosa di novant'anni.»
 
Leggende sulla Villa 
 
Con un'atmosfera tanto intensa, era impossibile che non si creassero leggende attorno alla Villa dei Mostri!
Una di queste, diffusa anche al tempo, voleva che la presenza nefasta della "Corte dei Mostri" potesse provocare aborti o nascite deformi nelle donne gravide che si trovavano al loro cospetto.
C'erano anche una serie di voci sulla presunta follia del "Negromante", alimentate dalla stravaganza delle opere di cui si circondava e di cui si sospettava una natura nefasta; voci, tuttavia, smentite dal ritratto storico che ne si ha attraverso testimonianze e documenti: quello di un uomo che ricoprì cariche politiche di notevole responsabilità, come già il nonno, e che, nella vecchiaia, si occupò di opere misericordiose. Il conte di Borch lo stimò così: 
 
«Sono stato veramente meravigliato dal suo tratto e dal modo giusto e corretto con cui ragionava di ogni cosa». 
 
Goethe ce ne da un ritratto ancora più carismatico e facile da immaginare: 
 
«Pettinato e intalcato, il cappello sottobraccio, vestito di seta, la spada al fianco, calzato elegantemente con scarpine ornate da borchie e pietre preziose. Così il vecchio incedeva con passo solenne e tranquillo; tutti gli occhi erano appuntati su di lui».
 
Carismatico, intelligente, misterioso, il nostro Negromante non era tuttavia considerato essere di bell'aspetto; alcuni psicologi che si interessarono alla sua figura, come Helen Fisher, Wilhelm Weygandt ed Emil Kraepelin, provarono ad imputare il suo amore per un'estetica grottesca ad una sorta di folle rivincita contro il destino attraverso cui il Principe, fabbricandosi degli amici altrettanto brutti, avrebbe potuto trovare il proprio posto.
Tuttavia non aveva affatto problemi fisici manifesti ed è sempre descritto da chi lo incontrò in vita come una persona posata ed elegante e, al di là dello zelo del primo periodo di studio freudiano, si potrebbe essere individuato un simbolismo ben diverso dietro la costruzione della villa: recenti studi ipotizzano una precisa matrice alchemica del XVIII secolo (come per altre ville bagheresi) alla base di questo edificio. La ripartizione dei cosiddetti mostri in due settori laterali della villa (musicanti da una parte e creature deformi dall'altra, con la costante presenza del dio Mercurio, fautore della trasmutazione della materia) significherebbe la ricerca dell'armonia partendo dalla musica (Nigredo) sino alla materia (Rubedo).
Le parole dello stesso principe  confermare l’impostazione misterica dell’intera villa contribuirebbero le parole dello stesso principe di Palagonia: 
 
«Ho completato la creazione, dopo i sei giorni biblici di Nostro Signore, ispirandomi a Diodoro Siculo, secondo il quale l’azione magica del sole sul limo fertile d’Egitto non cessa di far nascere animali strani».
 
Più modernamente, la villa ha la reputazione di essere infestata da misteriose presenze, fama alimentata dalla testimonianza di alcuni ragazzi che hanno asserito di aver assistito, durante una visita, al portone d'ingresso nella Sala degli Specchi chiudersi a chiave da solo, dall'interno.
 
 📸 Le immagini che hanno illustrato questa pagina vengono dal sito Pixabay, a meno che non sia diversamente specificato in didascalia.

mercoledì 12 aprile 2023

Character - Osvald Lob Burnett


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Complete name: Osvald Lob Burnett-Bennu
Species: New Human? (Homo Sapiens excitavit)
Gender: Masculine
Preferred pronouns: He/Him
Occupation: Prison director
S.O.: Asexual
Eye color: Light blue

Weight: 95 kg
Height: 1,84 m
Body type: Lifter/dancer, broad shoulders but narrow waist. He weighs much more than it looks, his muscles are particularly hard to the touch and give an impression of compactness. Someone described the feeling of touching him as "feel a marble statue come to life"
Smells like: Pansies, orange blossom, honeysuckle, wildflowers


A metaphorical ice man with a real secret.
Sometimes he's a cat.
Sometimes he's an anthropomorphic abomination. 
 
 


Formal

When in human form, Osvald is always very controlled. And above all, impeccably dressed. He doesn't dress extravagantly, no floral suits and no eyed ties, but he's not boring enough to always wear the same gray suit either. He has a "serious" but variable style, countless ties, and all his suits are always well pressed. His posture is also precise and straight, so much so that it can look like that of a robot.

Big kitty

We bet you've often seen people who transform into wolfish and anthropomorphic beasts, but how many of them can also transform themselves... into a cat? The transformation into a cat is extremely flashy and terrifying: his body disintegrates, there are shreds of flesh and blood everywhere and... from the pile of tissue he emerges, the adorable cat! This is because his body cannot transform all of its mass into that of a much smaller animal, so he "gets rid of" it by destroying it. The result is this adorable little creature, a colourpoint cat that looks like a longhair oriental. A BIG oriental cat: he is about fifty centimeters tall, more than the biggest Maine Coon.

Trivia: 

  • His last name, Burnett, is a sort of tribute to the character of Owen Burnett from the Disney Series "Gargoyles", with whom he shares some similarities in appearance. Owen's surname was instead chosen as a tribute to Batman the Animated Series producer, Alan Burnett.

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Likes
 Dislikes
 ❤ Cats
 ❤ Relaxing activities
 ❤ Tea-sipping, soup-sipping, sipping
 ❤ His girlfriend/wife, Bennu
 ❤ Scented candles
 ❤ Baked goods (hot ones)
 ❤ Second chances
 ❤ Paperwork
 ❤ Being brushed
 ❤ Clowns
 ❤ Herbal teas
 ❤ Cartoons with dark anti-heroes
 💔 Sudden strong noises
 💔 Screaming people
 💔 His own mother
 💔 Umbrellas
 💔 People trying to seduce him
 💔 Being away from Bennu
 💔 Dr. Sevvy

 
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With Bennu, Art by Chandiamelon


by Xxrosethesormxx
by ilooklikebingus
by RedlaSunShowers029
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🌵🎨 All the drawings in this page (e probably in all the other pages, if not differently specified) were realized by our a
rtists, Furiarossa e Mimma. You can see more of their works and support them on their Patreon page. Become patrons of the arts!
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lunedì 3 aprile 2023

Character - Puck

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Complete name: Puck Robin Diόnysos Goodfellow
Species: Hobgoblin pixie
Gender: Demiboy / Fluctuating but with an almost always present characteristic of masculinity.
Preferred pronouns: He/Him, They/Them.
Occupation: Trickster, servant of major deities
S.O.: pansexual
Eye color: Variable, often brown or golden

Weight: 70 kg
Height:Variabile
Body type: Slim, with lean muscles and a strong chest. He has thin ankles and wrists and long legs. It gives the idea of being a ballet dancer.
Smells like: Freshly cut grass, violet flowers, hot silver, alcohol

Puck is one of the most powerful sidhes, as well as one of the very rare true Immortals. He also appears in William Shakespeare's famous work "A Midsummer Night's Dream", as well as in countless oral and written accounts of British and Norse mythology.

The term Puck derives from the Old English pucel 'evil spirit', a loan from the Welsh pwca which indicated, precisely, a spirit of the woods, with a changeable and deceptive appearance. Often Puck (or "the Puck", as he likes to introduce himself) appears as a prankster, a harmless trickster, who hides, behind the mask of an adorable pixie, grandiose powers whose use is strictly bound to the rules of the faes.

In his true form, the "Wild Puck", his powers appear to be completely unchained by the rules of faes, making this creature among the most dangerous in the magic world.

 

Cycle of Incarnations

Puck's life is marked by a cycle of stages and re-incarnations, fluid, but with three distinguishable forms and moments: domestic Puck, rural Puck and wild Puck. The wild Puck, too powerful and dangerous, is killed (in his last wild incarnation, Alberico/Oberon destroyed him) and restored to his domestic version through the application of a series of seals. Over time (several decades may pass), the magical seals wear
out and Puck recovers his strength, gradually moving on to his next stage, the rural Puck, in which he resembles a faun or a satyr in appearance and abilities. Finally, after hundreds of years, Puck returns to have complete control over his powers and it is necessary to destroy him again.. As a true immortal, Puck does not actually die, but loses most of his powers and his ability to use them freely, becoming bound to sidhe magic. So after the kill, the weak Puck becomes "domestic" and the cycle begins again.

Look

The Puck, in its wild version, is very different from the traditional little pixie, and although it does not reach excessive dimensions, he's still the biggest of all pixies, with a height of 1.80 m from the hooves to the tip of the head, which reach 2.14 m if the horns are also counted. Having changed the "domestic" and "rural" livery, the wild version almost completely loses the white in favor of ginger and rust.

Bloodthirsty

If the domestic Puck is a harmless prankster, who thinks only of having fun by making jokes and mocking people, the wild Puck is instead a much more cruel creature; certainly remains a fan of pranks and a trickster, but the consequences of these pranks can be much more dangerous and bloody. Puck, like many sidhe, loves the taste of blood.

Trivia

  • The Grotesques were originally created to keep Puck in check, only later did they diversify into different functions and reproduce enough to become a stable population.
  • In our stories we will never (obviously, because we are not interested in copying or plagiarizing!) see the domestic version of Puck, but we wanted to imagine that it is the same as that of Gargoyles. Sort of headcanon, y'know, not really canon, but it helped us with the idea and the design XD

 

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Likes
 Dislikes
 ❤ Music, song, and dance
 ❤ Theatre
 ❤ Attention
 ❤ Compliments
 ❤ Milk and cream
 ❤ Big and strong males
 ❤ Women
 ❤ Pranks
 ❤ Corn
 ❤ Blood
 ❤ Tribal music
 ❤ Children
 💔 Being addressed as "Peter Pan"
 💔 People that get offended because of harmless pranks
 💔 Being told he's a poor host
 💔 Boredom
 💔 People that never smile
 💔 Being ignored
 💔 Iron

 
Skills
[Possible levels: disaster | beginner | mediocre | good | very good | excellent | master] 
Fisiche

- Dancing (excellent)
- Stand Up Combat (Very Good/Excellent)
- Pain tolerance (beginner)
- Hide fatigue (mediocre)
- Ground combat (average/good)
- Run (master)
- Rush [From transformed, quadrupedal form] (excellent)
- Regeneration (very good/excellent)
Language  - Ancient Greek (excellent)
- Old Gaelic (excellent)
- Proto-Finnic (excellent)
- Italian (very good/excellent)
- US English (good/very good in speaking and writing, excellent in comprehension)
- Latin (excellent)
Music
- Singing (excellent)
- Rap (excellent)
- Flute (master)
- Zither (excellent)
- Syringe (excellent)
- Tambourine (excellent)
- Aulòs (excellent)
- Crotali (excellent)
- Violin (excellent)
Magical - Shapeshifting (very good/excellent)
- Create illusions (very good/excellent)
- Transfigure items (very good/excellent)
- Transfigure living beings (very good/excellent)
- Magic Item Crafting (Very Good/Excellent)
- Imposing Curses (Very Good/Excellent)
- Elemental Magic (very good)
- Levitating (very good/excellent)
- Magic of food transformations (very good/excellent)

Misc
- Cooking (very good)
- Quibble (Excellent)
- Telling jokes (excellent)
- Hiding Secrets (Excellent)
- Acting (excellent/master)
- Handling money (very good/excellent)
- Driving (very good)
- Botany knowledge (very good/excellent)

 
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by SuggarPink
 
 
Baby Puck with Oberon and Titania
With Titania and Alberich


 
"Rural" Puck
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domenica 2 aprile 2023

Characters - Nike Xenophilius

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Species: New Human (Homo sapiens excitavit)
Complete name: Nike Davina Xenophilius
Gender: Female (She/her)
Height/Weight: 1,93 m / 90 kg
Body type: Tall, broad-shouldered, fairly strong musculature
Occupation: Inventor, CEO of Watermelon inc., collector of ancient statues, con artist
Smells like: Wallpaper, buffalo meat, mint, linen and wool, notes of cedar wood and ozone
S.O.: Bisexual
Birth date | Zodiac sign: November 2th | SS: Scorpio MS: Gemini
Hometown: Boring, Oregon
Appears in: ???

Nike Xenophilius is the CEO of Watermelon Inc., one of the most successful women of her time and partner of the equally influential  Jolene Pastèque .

She likes She dislikes
❤ Furries (and fursuits)
❤ Dragons
❤ Decorative elements of the Gothic architecture
❤ Board games
❤ Back scratchers that look like hands or paws
❤ Supernatural and magical things
❤ Being surrounded by people she trusts
Clothes with a "villain" aesthetic
❤ Conscious rap and psychedelic music
❤ Strawberries and pineapple
Flirting with people
❤ Talking about controversial topics, such as religion or kinks 

 💔 Bigots
 💔 Being roughly handled
 💔  Talking to people who don't understand what she is saying (and don't even want to)
 💔 Queuing at public offices or at the supermarket
 💔 Uncomfortable clothes
 💔 Thinking about oblivion and death
 💔 Solitude
 💔 Vengeful people
 💔 Fasting

 





Skills
[Possible levels: disaster | beginner | mediocre | good | very good | excellent | master
Physical- Walking for long distances (very good)
- Selective hearing (very good)
- Selective smell (very good)
- Fencing (excellent)

- Wrestling (mediocre/good)
- Standing fight / boxing (mediocre/good)
- Pain resistance (beginner)
- Running (good)
- Shoot and archery (excellent)
Language
- US English (excellent in written and spoken, master in understanding)
- Greek (excellent in written and spoken, master in understanding)
- French (excellent in written and understanding, very good in spoken)
Music


- Guitar (very good)
- Drums (excellent)
- Piano (very good)
- Singing (good/very good)
- Recorder flute (very good/excellent)

Magical- NONE
 
  
Misc.
- Cooking (good/very good)
- Sewing (excellent)
- Computer programming (excellent/master)
- Robotics (excellent)
- Learn quickly (master)
- Orienting in forests (excellent)
- Orienting in cities (excellent)
- Planning murders (master)
- Video editing (master)
- Hacking (master)



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sabato 1 aprile 2023

Marzo 2023 - Cosa abbiamo creato?

Marzo 2023 è finito: Ecco cosa abbiamo postato online questo mese, grazie anche al supporto dei nostri beneamati patrons!



+++DISEGNO++++
 
Il Cammino delle Leggende (The Way Of Legends) / Nuovo mondo oscuro (New Dark World) OCs
A Midnight Summer Logos | He can't see you |
 
Commissions   

Hand fishing (BW) | Surfing dragon (WIP) | Luxurious dragon bed | Picking grapes | Surfing dragon | Study me like one of your French guinea pigs | Camping and transforming (black and white) | Magical koi fish in a magical shop | Pride | Envy | Camping and transforming | Lust | Carrying valuable weight | Sloth | The Not-So-Happy-Easter-Bunny | Go, Bronx, to adventure! |

Other

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L'Inverno delle Rose

24. Una pausa prima del finale | 25. Il Peccato da espiare | 26. Un po' di evasione | 27. Il battaglione sacro |


Totale dei lavori pubblicati:54

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