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domenica 22 dicembre 2024

Mangiacalzini

Mangiacalzini

I mangiacalzini (Nigris sublecto) sono spiriti di dimensioni medio-piccole, appartenenti alla famiglia dei Lemures. Sono spiriti sinantropi, molto comuni all'interno delle case degli umani che abitano in America del Nord. 


Etimologia

Il nome scientifico di questa creatura, Nigris sublecto, si riferisce alla loro abitudine a nascondersi in posti bui e angusti, come ad esempio sotto i letti. Il nome comune della creatura, mangiacalzini, si riferisce invece al fatto che spesso rubano le calze degli esseri umani per farsi un nido, composto da una pila di oggetti morbidi (fra cui, ovviamente, i favoriti sono i calzini) sotto cui nascondersi. Contrariamente a quello che si pensava in tempi più antichi, i mangiacalzini non si nutrono di calze, né di alcun altro capo di abbigliamento.

Aspetto

I mangiacalzini, una volta raggiunta l'età adulta, sono lunghi dai quarantacinque centimetri ai due metri. Hanno un corpo lungo e affusolato, serpentino, e dal loro collo si diparte una raggiera di tentacoli che hanno più o meno la lunghezza del corpo, dando l'impressione che la creatura sia composta solo da una piccola testa e da un groviglio di lunghi tentacoli. Il colore della loro pelle è interamente nero.

Appartenendo alla famiglia Nigris, gli scienziati dibattono sul fatto che i tentacoli siano in realtà code, come quelle che compongono i finti tentacoli dei loro più piccoli cugini, i wuppi, e fino ad ora le ricerche sembrano puntare in quella direzione: non avendo un apparato scheletrico, ed essendo la loro anatomia estremamente differente da quella degli animali del mondo fisico, non è implausibile che le code multiple siano "risalite", in anni di evoluzione, fino al collo.

I mangiacalzini non hanno occhi visibili, essendo questi sempre protetti da uno strato di pelle, e sono molto miopi: fondamentalmente utilizzano gli occhi solo per individuare le fonti di luce e il movimento di grossi oggetti, da cui tendono a scappare.

La loro testa, dai contorni molto smussati, è leggermente schiacciata e caratterizzata da una bocca ampia, piena di denti affilati e triangolari. Sulla cima della testa, spuntano due piccole antenne semi-rigide, con le quali possono percepire i cambiamenti nel campo elettromagnetico e comunicare fra di loro.

Al contrario della maggior parte degli altri lemures della famiglia Nigris, i mangiacalzini adorano manifestarsi nel mondo materiale: sono infatti in grado di metabolizzare la forza vitale, ed in seguito, quando i loro corpi si sono completamente materializzati ed adattati, le proteine che prendono dalle loro piccole prede. Quando un mangiacalzini è interamente materializzato, diventa molto denso e pesante per la sua taglia, arrivando a pesare in casi eccezionali fino a quarantacinque chili.

Comportamento

I mangiacalzini sono spiriti solitari, che si nascondono nelle soffitte, nei vecchi garage, nelle stanze da letto poco utilizzate e talvolta nelle lavanderie o nel vano di ascensori fuori uso.

Normalmente sono molto timidi, ma è possibile per un essere umano addomesticarli e persino addestrarli, per via della loro spiccata intelligenza. Il meccanismo è semplice: guidati solo dal loro istinto, i mangiacalzini accetteranno volentieri di compiere piccole azioni, di obbedire a certi comandi, in cambio di bocconcini di cibo delizioso.

Bisogna però stare molto attenti: anche se un mangiacalzini si è abituato alla presenza di un essere umano, non significa che accetterà chiunque nel suo territorio, e se viene costretto contro la sua volontà ad interazioni con altre persone che non conosce, senza avere una via di fuga, può attaccare e ferire gravemente anche un umano adulto, grazie ai suoi denti affilati e alla forza prodigiosa dei suoi tentacoli.

La riproduzione avviene sempre nel mondo spirituale, essendo i neonati troppo deboli per manifestarsi nel mondo fisico; i piccoli migreranno nella loro nuova casa solo una volta che saranno divenuti capaci di assumere forme pseudo-materiali.

Habitat

Ovunque vi siano vecchie stanze chiuse e insetti che possono essere catturati, lì vi saranno mangiacalzini. Al contrario di quello che molti presunti "cacciatori del paranormale" credono, i principali spiriti abitanti dei manicomi abbandonati non sono quelli degli umani che vi sono morti, ma i mangiacalzini, che fanno le loro tane sotto mucchi di spazzatura che accumulano in anni di residenza.

I mangiacalzini amano gli ambienti umidi, ricchi di materiale in decomposizione, che attirino molti piccoli animali, ma si accontentano di stanze asciutte e pulite, se riescono a trovare altri modi per procurarsi il cibo.

Dieta

Come già accennato, la dieta dei mangiacalzini si compone principalmente di piccoli animali del mondo fisico. Gli esemplari più giovani si nutrono di formiche, larve di dittero e blatte, quelli più anziani catturano, grazie ai loro tentacoli che estendono al di fuori del nido a mo' di trappole, ratti e altri occasionali visitatori dei luoghi abbandonati.

I mangiacalzini domestici hanno una dieta generalmente più varia e bilanciata, con il risultato di essere in migliore stato di salute.

Conservazione

I mangiacalzini non sono al momento in pericolo di estinzione e non lo saranno fintanto che esisteranno luoghi come gli edifici abbandonati o le vecchie soffitte.


Curiosità

  • In passato, alcuni mangiacalzini hanno attaccato e ucciso degli esseri umani durante il sonno, divorandoli poi lentamente. Non si sa cosa abbia esattamente scatenato questo comportamento anomalo, ma ad ogni modo non è più accaduto niente del genere dal 1980, nonostante il numero dei mangiacalzini nel mondo non sia dimunito.
  • Nessun bambino è mai stato ucciso da un mangiacalzini.
  • Molti maghi attirano e ospitano volontariamente dei mangiacalzini nelle proprie case, utilizzandoli come rimedio naturale all'invasione di blatte o ratti. Un singolo mangiacalzini adulto può catturare e mangiare fino a settanta blatte al giorno!

 

🌵🎨 Tutti i disegni di questa pagina (e probabilmente anche delle altre, se non è diversamente specificato) sono stati realizzati dalle nostre artiste, Furiarossa e Mimma! 🌵🎨

sabato 7 maggio 2022

Recensione - Cemetery Boys (Aiden Thomas)

Hola, ¡pequeños brotes!
Bentornati alle Recensioni Spinose! Oggi vi parliamo di un libro urban fantasy che si è prepotentemente inserito nella nostra lista di lettura a prima occhiata.
Letteralmente, lo abbiamo visto in biblioteca e ce lo siamo portato a casa.
Anzitutto perché nel titolo c’è la parola “cemetery”, e se ormai conoscete un po’ i vostri cari Cactus, saprete che le storie che hanno a che fare con cimiteri, estetiche gotiche e/o il sovrannaturale di stampo oscuro ci garbano; però sia la trama che la copertina di questo “Cemetery Boys” hanno suscitato la nostra curiosità anche per motivi che, ovviamente, approfondiremo tra un attimo nelle sezioni della recensione a loro dedicate. Tranquilli, non siamo diventati superficiali e sbadatoni ;)
Possiamo sin da subito dirvi che si tratta di un romanzo Young Adult (cioè indirizzato in teoria ad un pubblico adolescente) figlio di una scuola di narratori e narratrici che si è fatta le ossa su Internet. Una generazione più “moderna”, per certi versi (primo fra tutti il fatto che sono effettivamente moderni, ovvero vivono contemporaneamente a noi). La cosa si intuisce subito dal titolo in inglese e i tags (#disastergays è una cosa che non immaginavamo di leggere in biblioteca, eppure eccoci qua) sulla quarta di copertina. 
È un libro che porta delle innovazioni anche sulla scrittura e grammatica vere e proprie, tentando una via inclusiva che rispecchi i temi del libro (che è pucciato nei temi di diversità e inclusione come un biscotto nel latte, sotto diversi aspetti), con l'uso di parole che rigettano il maschile sovraesteso accentate di schwa o "x" finali alla spagnola (come in "brujas", la parola spagnola per "streghe", che qui viene resa come "brujx" nei gruppi di generi misti).
Scopo nobile, incipit interessante, ma sarà stato fatto bene?
Prima di iniziare vi avvertiamo che, subiti dal protagonista, ci saranno transfobia e misgendering, conditi di accoltellamenti vari, anche se il libro non ne fa una fiera del dolore. Tuttavia, se siete sensibili a questi temi, preparatevi di conseguenza.
Iniziamo dando una scorsa a...

1. La trama:
In un cimitero nella parte est di Los Angeles iniziano i preparativi per l'arrivo del Dìa de Los Muertos: la comunità magica del posto, un meraviglioso miscuglio di etnie originatesi in Sud America, è in fermento.
Yadriel è un giovane brujo ('na strega maschio, in breve, ma in salsa sudamericana) la cui famiglia, che vive proprio nel cimitero, è centrale allo sviluppo di questa comunità, in quanto è proprio suo padre a fungere da loro capo spirituale.
Non che Yadriel possa godersela più di tanto, 'sta storia del "figlio del capo"; la sua comunità tradizionalista lo tratta un po' da matto e gli nega una partecipazione alla vita della comunità pari a quella di tutti gli altri coetanei... perché Yadriel è trans. E in aggiunta, gli garbano anche gli uomini.
Solo tre persone lo supportano davvero: la sua migliore amica Maritza, suo zio e sua madre. Ah, però sua mamma tira le cuoia prima ancora dell'inizio del libro. Mannaggetta.
Nonostante il carattere ansioso ed introverso, Yadriel è una persona determinata, e ha intenzione di dimostrare al mondo di essere un vero brujo: è per questo che di notte sgattaiola nel cimitero insieme a Maritza e compie da solo il rituale del quinces per collegarsi alla Signora Morte, dea da cui provengono tutti i loro poteri magici.
La dea glieli concede, ma siccome le cose gli stanno andando troppo di lusso, Yadriel avverte un dolore improvviso creato dai suoi poteri di brujo per comunicargli che gli è appena schioppato il cugino simpatico. E anche se tutti i brujos e le brujas riescono ad avvertire la scomparsa del povero cugino Miguel, collegati tra loro dalla magia, non hanno idea di dove sia il suo corpo o come sia morto il poveretto, neanche dopo giorni dall'accaduto.
È l'occasione perfetta per dimostrare a tutti che Yadriel è un vero brujo! Nella comunità, le donne sono guaritrici dei vivi, gli uomini guardiani dei morti: se Yadriel riuscisse ad evocare lo spirito di Miguel e poi dargli la pace eterna, potrebbe sia risolvere il mistero della sua morte che scoprire se la Dea gli ha concesso di diventare il brujo che ha sempre sentito di essere. 
Per evocare Miguel, però, gli serve un oggetto intimamente collegato al defunto. Lui e Maritza si mettono alla ricerca del suo portaje, un oggetto che, un po' come una bacchetta magica, consente al suo portatore di usare la magia. Nel caso di Miguel si tratta di un pugnale, come per praticamente tutti i brujos.
Il piano logico è 1) trovare il portaje 2) evocare Miguel 3) interrogarlo 4) farlo riposare in pace con dei testimoni che vedano che Yadriel lo ha fatto riposare in pace 5) godersi le faccette sbalordite dei miscredenti. Vittoria!
Il problema è che questi due sbandati falliscono già al primo passo, perché, dopo essersi intrufolati di notte in una cappella fredda e abbandonata, dove i due sono pieni di brividi e brutti presentimenti (c'è anche uno scheletro polveroso vestito da Signora Morte messo lì per gradire, evidentemente per chi arredò al tempo it sparked joy) e trovano una medaglietta dalle vibrazioni maligne. E decidono che, vabbé, sembra giusto provare ad evocare qualcosa con questa catenina brividosa. Magari salta fuori che è di Miguel, boh, coincidenza, noi nel dubbio vediamo che fare poi.
 
 
Così Yadriel richiama lo spirito legato alla catenina, ma l'errore gli diventa chiaro quando quello ad apparire di fronte a lui non è il cugino, ma Julian Diaz, il bel bad boy sparito dalla sua scuola!
Julian non ha idea di come sia morto, e Yadriel sembra incapace di metterne a riposo lo spirito. Lui e Maritza hanno adesso un bel problema tra le mani: come faranno a procedere con la loro missione... dovendo impegnarsi nel frattempo a nascondere al resto della comunità un fantasma iperattivo e aiutandolo pure con l'enigma della propria morte?

2. La copertina

Al momento della recensione sono passati neanche due anni dalla pubblicazione di Cemetery Boys, avvenuta il primo settembre del 2020, ma abbiamo già tre variant della copertina. Questa è quella standard sia qui che all'estero, la più comune in assoluto, va bene anche ricordare solo questa:
 
 
Yadriel guarda ostinatamente di fronte a sé come tutti i valorosi eroi, anche se l'esplosione alle sue spalle è di petali e Julian lo sta guardando con occhi che lo disprezzano e bocca che sorride, misterioso come la Gioconda. Yeah. Epicità.

A dirla tutta, la copertina è stata una delle cose che ha attirato la nostra attenzione per prime! 
Sembra uno di quei disegni fatti con tanto amore per illustrare i propri personaggi originali, che si possono trovare su posti come Tumblr... e questo già dona personalità alla storia! Molto bello il design della Signora Morte e, anche se la povera Maritza rimane fuori dal trittico in copertina, questa riesce a presentare comuque con efficacia la storia e l'atmosfera del libro, con i petali di calendula, le candele e le tombe, Yadriel e Julian schiena a schiena e la dea posta in alto.
Ah, e i colori sono bellissimi! Quell'oro e rosso-magenta scuro vellutato si sposano a meraviglia! In conclusione, forse la composizione fa sì che la parte inferiore della copertina risulti forse un po' sbilanciata e pesante rispetto a quella superiore, ma niente di grave che possa compromettere il giudizio che questa, sì, è una gran bella copertina!

Una delle tre è invece una variant esclusiva alla Barnes and Noble (il più grande venditore di libri al dettaglio degli USA) con la Signora Morte e diversi dettagli dorati su sfondo rosso, che riprende abbastanza quella classica ma senza i protagonisti. Se provate la curiosità di vederla, potete farlo in questo post su Tumblr (non avevamo voglia di appropriarci di foto private e ripostarle, preferiamo darvi la possibilità di approfondire ma con il post originale).

La terza è ultima è quella dell'edizione tedesca, che un po' ce lo strappa un "aawwwww":

Yadriel&Julian 2gether 4ever
 
In realtà è una sorta di anteprima, perché questa edizione della Dragonfly per veri shipperz sarà disponibile solo il 28 giugno e questa recensione è scritta durante la prima metà di maggio, perciò è una copertina dal futuro. Ma noi Cactus possiamo questo ed altro.
I richiami al Dìa de Los Muertos sono abbastanza chiari, la scelta dei colori saturati e pieni su sfondo scuro è una scelta che o si ama o si odia, in genere.
Per quel che ci riguarda, questa copertina, comunque, è adorabile. Sembra il lavoro di una bimba con colori a spirito, colla e forbicine che fa un lavoretto artistico, ma elevato a livello professionale. Poi il fatto che abbiano sentito il bisogno di aggiungere a spaglio tutti quei cuoricini gialli e rosa e il Yadriel & Julian, che nel titolo originale non c'è, è francamente adorabile.
 
3. Cosa ci è piaciuto
Tante, tante cose! È da tanto che non ci capitava un libro per ragazzi fantasy così carino. Il bello di questo libro è che è molto fresco sotto diversi punti di vista, perché non ha timore di svicolare dai generi commerciali dell'editoria e incorporare elementi fantasy, romantici, horror, d'avventura.
Il sistema magico è proprio carino, con regole chiare senza perdere di misticismo. In generale, tutto il worldbuilding che viene tirato in ballo merita!
I personaggi sono tutti scritti bene e ben differenziati, tanto che non è difficile ricordarsi nomi e caratteristiche anche dei secondari con cui avremo poco a che fare durante la narrazione. C'è rappresentazione per tantissime categorie di persone, rappresentazione che non risulta per nulla forzata: persone queer, come il protagonista Yadriel, ma anche persone con capelli di colori strani, di etnie diverse, con diverse scelte alimentari, estroversi o introversi, con diverse visioni della vita, con trascorsi più o meno difficili, con caratteri e abilità fisiche differenti.
Sono rappresentati per una volta in luce positiva anche i pitbull! Maritza ne ha due, adorabili, il che ci ha fatto davvero piacere, e sono anche coinvolti nella trama.
Oh, spendiamo due parole sulla questione bad boy. Julian si qualifica come bad boy in un certo senso, ma contemporaneamente non è per nulla il tipaccio stereotipico da buttare nell'organica che figura in troppi libri "romantici". 
Che sollievo. Al contrario, è scritto come un personaggio a cui ci si può davvero affezionar col tempo, pieno di energia e passioni, con un carattere complementare a quello di Yadriel, che è più riflessivo e ansioso.
L'estetica di certe scene è facile da immaginare e molto bella; quando un libro riesce a legarsi ad un'estetica o ad un'atmosfera in particolare vuol dire che è ben scritto. Aiden Thomas ha chiaramente attinto alle proprie stesse radici sudamericane per costruirci su Cemetery Boys, e secondo nostro parere, ha fatto proprio bene.
Per i nostri germoglietti indagatori: facendo caso ai vari indizi si riesce anche ad indovinare il finale prima di arrivarci; noi l'abbiamo fatto, ma è stato così soddisfacente vedere come i tasselli si incastravano che, a nostro avviso, non è un demerito.
 
4. Cosa non ci è piaciuto
Ci dispiace un po' dirlo, ma la gestione italiana della traduzione rende il tutto poco scorrevole, soprattutto all'inizio.
La lettrice o lettore dovrà destreggiarsi con parole spagnole (spesso non spiegate) durante il corso di tutta la lettura, sparse sia nei dialoghi che nelle descrizioni, ma questo non è il problema... a meno che non siate negati per le lingue, caso nel cui dovreste rimanere dizionario o traduttore alla mano.
Va però considerato che questo spagnolo improvviso è unito anche ad un mix di neologismi neutri presi da due linguaggi diversi, lo scevà (o schwa che dir si voglia) italiano e la "x" latina: la locuzione "lə brujx" comparirà spessissimo.
La frase "Il quinces è una cerimonia importante per brujx" non è scorrevole, quindi è poco immersiva, il che è un peccato per una storia così ben strutturata. Un po' di omogeneità avrebbe aiutato; purtroppo sia spagnolo che italiano sono due lingue che per il neutro hanno poco spazio, e al momento abbiamo quasi solo soluzioni più o meno brutte.
Completiamo quest'angolino di rubrica con due osservazioni sulla medaglietta di Julian. La prima è che, come abbiamo scherzosamente sottolineato nel riassunto della trama, l'evocazione di Julian è portata con un pretesto molto debole: non era possibile che davvero credessero di portare così indietro il cugino, si saranno autoipnotizzati, boh.
San Giuda, il cugino di Gesù. Veramente, eh.
La seconda è che, della medaglietta (spoiler non spoiler) ci verrà sottolineato per tutto il libro che è in onore di San Giuda. Ci diranno che Julian tiene a San Giuda, che la sua famiglia tiene a San Giuda, Julian si firma St.J. -- probabilmente Saint Jude -- quando fa i graffiti, Yadriel deciderà di cambiare il nome in Giuda per far piacere a Julian (no, quest'ultima non è vera, però ci siamo intesi)... tutta questa sotto trama però non porta a niente. Nada.
Almeno vi diciamo noi (visto che nel libro non c'è) a cosa probabilmente fa riferimento: il Giuda in questione non è Iscariota, ma Taddeo, un altro, meno popolare apostolo di Cristo, che è considerato il santo dei casi disperati.
Adesso, sapete a quale santo accendere una candela per le cause perse della vostra vita. You're welcome.
È un dettaglio carinissimo! Nella storia ci sta da favola! Però sembra che l'autore lo abbia scritto come elemento portante e poi non abbia proprio pensato a trovare lo spazio per chiudere questa porta aperta. Peccato.

Voto complessivo: 85 su 100. ¡Así se hace, libro bonito!
 
A chi lo consigliamo: Ci sono davvero tante persone che potrebbero essere felici di aver tra le mani questo volume! Per esempio, consigliamo di dargli un'occhiata a chi divora storie "boy love" su piattaforme come Wattpad, EFP o AO3, perché i personaggi di Yadriel e Julian e la loro dinamica sono adorabili. 
Lo segnaliamo anche a chi è alla ricerca di nuove letture fantasy, a chi come noi non può resistere a libri con titoli cimiteriali, a chi ama la cultura sudamericana e forse ha provato a trattenere due lacrimucce guardando film come Il Libro della Vita o Coco, o, last but not least, a chi cerca storie con tematiche LGBTQ+ ben scritte.
Questo è uno di quei libri che, al momento giusto, per la persona giusta, può diventare una piccola, gradita fissazione. Là fuori Cemetery Boys può vantare un fandom non enorme, ma attivo e che gode di ottima salute, completo di chiacchiere, fanart, forse persino fanfiction; se vi capita di innamorarvi di questo libro, sappiate che c'è un'intera community là fuori con cui potrete chiacchierare della vostra nuova passione.
 
Dove potete comprare il libro?
È un libro che ha riscosso un discreto successo soprattutto all'estero, ma in realtà dopo il primo sbarco in Italia non ci è più capitato di vederlo in libreria. La migliore possibilità di ottenerne una copia velocemente è su internet: noi vi indirizziamo ai buoni prezzi e le spedizioni veloci di Amazon, con cui caso vuole abbiamo un’affiliazione. 
Perciò se vi salta il ghiribizzo di volere in casa un libro sulla cui copertina ci sono due giovini dalle sopracciglia intense e una signora scheletrica ma fascinosa, date un’occhiata all’inserzione da link che vi lasciamo qui!
Così, voi pagate proprio gnente in più e non vi cambia nulla (tranne che cliccare sull'indirizzo che vi lasciamo è più comodo), mentre noi ci guadagniamo un paio di centesimi extra. Consideratelo. Ecco il link!
Se volete leggerlo prima di comprarlo, invece di piratarlo, non dimenticate di provare a fare un salto in biblioteca! Date amore alle vostre biblioteche! 
 
Che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto, siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione! 
P.S.: Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto). 
 
Nota: in tanti si limitano a dirci il titolo del libro da recensire, o addirittura a scrivere un sacco di titoli in fila, e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo. Per fare un esempio: "Ehi, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate". 
 
Cercate i nostri segni, trovate l'ispirazione, e alla prossima recensione! 🌵🔥

domenica 3 aprile 2022

White dragons

(Hai perso la strada, viandante? Se stai cercando questa pagina in italiano, puoi trovarla QUI!)


White dragons
(Verusdraco sapiens alba)



Origins
White dragons are one of those races that are considered to be “classic”, a term used to indicate a category of dragons which are not ancient nor recent.
They've probably been born from the cross of two old dragon kinds, now extinct, respectively known as marble dragons and golden dragons of the Black Valley; other influences from other subspecies may be involved, among which, rumors say, there could also be black dragons' blood. The amount of races that have had an influence on the creation of this splendid variety of Verusdraco is uncertain, a variety that is the only one that can sport a completely white coloration in modern times.

Appearance

White dragons are of average size, covered in scales that are generally very light in color. They can sport scales that are colored in pale golden, cream and even peach, but the coloration that's more common in this race, as well as exclusive to it, it's total white that makes white dragons look like living marble statues. The horns, that extend behind the head following the line traced by the forehead, are smooth and black, creating a strong contrast with the color of the rest of the body. They can have a third horn placed between the nostrils, but in females it's mostly just a black-colored plate.
The back is topped by a single row of extremely sharp and dangerous keratin tips.
White dragons' skin, if deprived of the scales, is liver-pinkish in hue or of a similar color gradation, usually lighter than average in comparison to other dragons. The scales have a rounded rim and are resistant, but very flexible.
The eyes, big e usually described as having a compassionate expression, can be of only two colors: light blue or yellow, even if light blue is more common and appreciated.
They're armonious dragons, never too heavy-looking, with big wings equipped with white membranes and a black keratin hook on the top.
The maximum height ever registered by a white dragon is seven meters and twelve centimeters (around twenty-four feet), with a wingspan that reached twenty-three meters (seventy-five feet).
Their tail is tapering, without fat accumulations, and it almost ends with an arrow-shaped, extremely hardy black keratin tip.
Since they possess a fast metabolism, in comparison to the dragon average, is pretty difficult, if not almost impossible, for them to fatten up.
Their fire can be of any color, but the most common one is pink.


Behavior
White dragons have a very high sense of justice and morality; they're able to sacrifice themselves for others or for an ideal. They usually speak in an elegant and refined way, as they're pretty gifted with languages and learn them quickly, so much so that a white dragon that speaks less than three idioms won't be considered much by a possible partner.
They have ancient rituals, inherited from the races they were born from, and they're devoted to the cult of the dragonixius, mytical alien creatures that, according to them, brought life on Earth and decided to create dragonkind by placing in the “Source of Life” (some sort of Primordial soup in a puddle on the summit of mount Horn) the dragon DNA.
They don't really have deities, but they respect anyone who might worship one or more.
Thanks to their high sense of justice, this species rarely has "racist" behaviors and does its best to relate with all the other races and species of dragons; furthermore, it has a particular preferences for humans, that white dragons protect and educate as if they were their own hatchlings.
There's no white dragon that doens't create a bond with a human: every individual has their own dragoneer, and to not find one would be considered by everyone a great shame, because it would mean that this individual is unable to intimately understand human culture or that they secretly think themselves too superior to have a bond with one of them.
White dragons are often elected to cover important political positions, and the king of Horn Blu Island is, indeed, almost always a white dragon.

Birth and growth
White dragon hatchlings are born, like the majority of dragons, from eggs that are incubated for a variable time period, but that will almost always hatch only at the presence of the human the newborn dragon will bond with. White dragon eggs are robust, with a thick rind that can have a variety of colors from cream to pure white, usually mottled by iridescent veins, and they can remain dormant even for centuries.
At birth, a baby white dragon already has functional horns, thorns and wings, and they weigh from 300 grams to 900 grams. The size of the egg and of the baby depend on the age and size of the mother. The females lay only one egg at a time.
The newborn is immediately sent, often togerther with their dragoneer, at the schools of the Ancient Dragoneery, where they are educated by other dragons and learn several idioms.
Other draconic species, especially the primitive ones, believe that white dragons have drifted away from the ideal of what a dragon should be and, although they don't reject their authority as justice bringers, they won't accept advice or influence from them in matters of warfare or hunting protocols.
White dragon growth is moderately slow, and they reach full maturity and the ability to reproduce when they're eleven or twelve years old.



Social life and courtship
White dragons are extremely social and it's impossibile to find one that lives isolated from the rest of the world or that doesn't keep in touch with anyone else of their kind. They don't exactly live in packs, but, similarly to humans, they group in "cities", made up of close territories, and they very often pay visits to their neighbours.
They rarely get involved in arguments, but when it happens they challenge each other in duels of magic or flying dexterity to determine who's the most skilled and is therefore more likely to be right, or, in the most desperate cases, they summon a neighbourhood meeting and vote by show of wings who's right in their opinion.
Their magic duels are of great beauty, because they're often complex light tricks and spectacularized displays of magic power.
To seduce females, males show off their flying and magic skills in the annual gathering of the white dragons, which coincides with the only fertile period of the females, in spring; the gathering is known among them with only one term in Draconic, untraslatable for humans, but that roughly means "Place and time in which we amicably let the others know we're better than them". The females, much bigger and generally more vicious, can choose from one to three males to mate with during the season, but since the fertility of white dragons is low and the females lay only one egg, not all of them will become fathers, and it's not even sure that the egg will be laid.
Once, if the father proved himself unworthy of being a parent after the mating (for example by staining his reputation with an ignominious act or by obstructing justice), the mother could decide to break the egg with a fist, hence killing the baby dragon before its birth, but in more recent times this custom has been judged barbaric and inappropriate, and it's no longer in use.

Habitat and diet
As the “sovereign” race of Horn Blu Island, white dragons are rarely found outside of it. They usually live in mountainous and cold places, and one of the few other places colonies of these subspecies can be found in is Greenland.
They love eating fish, wild berries, roots and some kinds of meat like seal, reindeer, and deer, but they're omnivores in the broad sense and don't disdain almost any food. Eating humans is a terrible taboo for them, that must never, in any circumstance, be performed.

Famous white dragons
Orotagon
Aureo

 
Facts and trivia

  • Females are more often excluded from political roles due to their fiery temper, more prone to angry outbursts, as well as the danger they pose thanks to their bigger strength. However, they're considered to be excellent warriors and guardians.
  • Despite marble dragons being an extinct race, nowadays this name is wrongly used to indicate white dragons.
  • In the past there was another species with a completely white coloration, which, however, has disappeared without leaving traces: the glaciers dragons.


🌵🎨 All the drawings in this page (and probably in all the other pages, if not differently specified) were realized by our artists, Furiarossa e Mimma. You can see more of their works and support them on their Patreon page. Become patrons of the arts! 🌵🎨

sabato 26 febbraio 2022

Destinybreakers

(Ti sei perso, viaggiatore? Se stai cercando questa pagina in italiano, puoi trovarla QUI!)

Destinybreakers

(Fatum praedo)
 
▸ Rarity classification: 13
Conservation status: Not assessed species
Distribution: All over the terrestrial globe

Inside the magic society, these creatures were always considered to be an unsolvable riddle and only known by few: beings that with their existence question the base itself of every phisical, genetical or chemical law, so strange to seem simply impossible.
In short, the power of a destinybreaker is that to make the lowest chances come true, and not only that... but to make them all come true together. All the other magical creatures have powers that influence the organic world or some kind of elemental magic, while the destinybreakers operate in the mysterious world of the possibilities, weaving the web of the universe; and this is already an effect of their power, because how many chances could there be that the magic of one living creature could influence the statistich sphere of events?
The powers of a destintybreaker happen passively and continuously (the world around them changes all the time thanks to their only presence) and they're unable of any kind of active defense, but they let themselves be dragged by the least probable events (usually those which have less than the 5% of possibilty to happen, but in very stressful situations they may reach the 0,01%, and with an exceptional effort, even the spectacular realization of the impossible). 
The simple presence of one of these creatures near someone fitting in a prophecy is enough to have that prediction completely nullified; and here you have chosen ones dying, tyrants destined to die becoming immortals, terrible singers becoming popular and saints dedicated to the slaughter of innocents.
Destinybreakers, as you have understood by now, are extremely dangerous creatures, but since very few know of their existence, no one tries to hunt or stop them, also because in order to hunt a destinybreaker, one should find a way to... recognize it!
How many are the chances that inside the same species all of the individuals have different shapes? Very low of course! And, clearly, this chance couldn't help but concretize inside this, we can say it, pretty unlikely species.

► Appearance
Destinybreakers generally resemble reptiles or amphibians, and they can have absolutely normal looks, that can be mistaken for non-magical animals, or possess multiple limbs, an uneven number of fingers, double tails or other assorted oddities.
They're often grey and fuchsia or purple, and their size can vary from the 10-12 to the 55 cm in length, with an exceptionally variable weight. In some case the destinybreakers show strange halos or exhale smoke from their mouths.
 
► Reproduction
Destinybreakers don't need to mate, however, when they have to lay eggs they prefer doing so with some company.
When the conditions are ideal for reproduction, destinybreakers suddenly start to fly (and yeah, they're not equipped with wings) and shout with thunderous voice when they see another of the same species, approaching them. In less than a hour, while the destinybreakers float serene, "chatting" together, a storm breaks loose and that's the moment when the two specimens start flying one around the other doing abstruse acrobacies, while they expel thousands of minuscule light eggs that fall with the rain in the sea under them.
After only 48 hours, the eggs start hatching and tiny grey tadpoles come out of them, attaching with their litte sucker mouth to the substrate. 
Their complete growth cycle is mysterious and not well documented, but it is believed that the hatchlings go through nire than 150 metamorphosis before reaching, after 500 years, their final form.
The tadpoles and all of their transformations have pretty bland magic powers and must survive only thanks to their natural abilities; that's why only one in 10.000 little destinybreakers will become and adult and reproduce.
 

🌵🎨All the drawings in this page (e probably in all the other pages, if not differently specified) were realized by our artists, Furiarossa e Mimma. You can see more of their works and support them on their Patreon page. Become patrons of the arts!🌵🎨

sabato 24 aprile 2021

Character - Orotagon

(Ti sei perso, viaggiatore? Se stai cercando questa pagina in italiano, puoi trovarla QUI!)


Orotagon Arevates Aretosson


Species: White dragon (Verusdraco Sapiens alba)
Full name: Orotagon Arevates Aretosson
Gender: male  
Height: 4 m
Weight: 3050 kg 
Body type: Average dragon 
Zodiac sign: Aries
Occupation: Chief of the Ancient Dragonery guild / vice king 
Smells like: Steel, fire, clean sheets
Nationality: Hornian

Appears in: Io sono il Drago (book) |


 

Likes
Dislikes
❤ Justice
❤ White lilies
❤ Marble
❤ Humans
❤ Reading
❤ Studying magic
❤ Glorious architecture
❤ People who makes an effort
💔 Injustice
💔 The letter F
💔 Drugs and people who use them
💔 Violent dragons
💔 Savage people
💔 Anarchy
💔 Honeysuckle (color)
💔Chimerae

 




Skills
[Possible levels: disaster | beginner | mediocre | good | very good | excellent | master] 
Physical
- Acute eyesight (very good)
- Acute smell (excellent)
- Flight (good/very good)
- Dosing his immense strength (very good/excellent)
- Running (good)
- Scales impervious to magic (very good/excellent)
- Powerful roar (very good/excellent)
- Fire spitting (very good)
- Weight lifting (very good)
- Healing factor (good)  
  
    
Language 
- Hornian (very good written and spoken, excellent in comprehension)
- Green Elvish (good in written and spoken, mediocre in comprehension)
- Black dwarf (mediocre in written and spoken, good in comprehension)
Musical
- Singing (very good)
 
Magical- Mind reading (very good)
- Casting spells - generic - (very good/excellent)
- Magical fire (excellent)
- Breaking sygils (very good/excellent)
- Magical shields (very good/excellent)
- Mental bond with his dragoneer (excellent)
- Hypnosis (very good)
     
Miscellanea 
 
- Killing in cold blood (disaster/beginner)
- Writing books (very good)
- Distinguishing counterfeit banknotes (excellent/master)
- Keeping secrets (beginner)
- Taking decisions (very good)
- Being diplomatic (excellent)
- Resisting to the "gold call" (excellent)
- Memory (very good/excellent)
- Flirting (disaster/beginner)


 

 

Image gallery (Click to enlarge the pictures!)
 

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mercoledì 3 marzo 2021

Shadow hounds

(Ti sei perso, viaggiatore? Se stai cercando la versione in italiano di questa scheda, clicca QUI!)

Shadow hounds



General informations and warnings
Not everything that bears the form of a shadow hound is a shadow hound: it's advisable not to touch all the canine-shaped creatures that appear to be made of smoke, as they could be expressions of poorly managed spells, partial ghosts or even grim dogs (also known as black dogs) which at particular times of the year take on different forms. It's also important to recall that shadow hounds are often messengers of the Dark Ministry and obstructing their work is prohibited by a number of laws. That said, shadow hounds in themselves don't pose a danger to a human being, or to any other living creature, but it's good to make sure,
first of all, that what you've met is a true shadow hound.

Origins
Shadow Hounds (
this word can be correctly spelled shadow hounds or shadowhounds) are the earliest harnessed ghosts in the history of dark magic: they consist of the spirit of a dog that is promptly pulled out of the body shortly before or shortly after its actual death and fixed in such a way that it maintains a physical form, although they cannot exist for too long outside the spiritual world, and therefore are evoked sporadically and for no more than a few hours, otherwise risking disintegration. The shadow hound extraction method was most likely invented by the well-known sorcerer Paulus Grimorius in an attempt to create quick messengers impossible to be killed by traditional methods.

A small shadow hound

Appearance and behavior
 
In appearance, shadow hounds are, just like the domestic dogs from which they derive, extremely varied: large or small, stout or thin, tall or low on their legs and with all shapes of heads and ears. They always appear without colors, but in grayscale: from pure white (a very rare coat, usually indicative of the work of an exceptional sorcerer) up to completely black. In the spiritual world, behind the veil, the shadow hounds present themselves with a compact body, sometimes slightly translucent, and very clear bright eyes, while their manifestation in the physical world seems to be made of smoke or steam, with frayed and floating outlines, and white pupilless eyes. Often the physical manifestation of shadow hounds is smaller in size than how they would be in the spirit world. The spiritual form of the shadow hounds doesn't match that of the dog from which they were extracted and even the spirit of a chihuahua may be as large as a small horse, but upon returning to the material world the shadow hound will regain its original size. Shadow hounds behave identically to the dog from which they were extracted; they may be restless, playful, shy, or aggressive, but in any case they will obey any order of the wizard who created them.



Trivia:


  • For years the magical community has been undecided between the classification of shadow hounds as artifacts or as creatures. In the end it was stated verbatim that "nothing so adorable and full of love can be an artifact, they are therefore magical little animals".

sabato 31 ottobre 2020

Recensione - Il giardino dei Musi Eterni (Bruno Tognolini)

Bentornati, germoglietti! È con uno spirito un po’ particolare che vi portiamo la nostra nuova recensione.

C’è qualcosa di diverso nell’aria, l’avrete notato anche voi: la ruota dell’anno gira, portandoci sempre più lontano dalle giornate di sole ed afa (e per fortuna, diranno alcuni tra voi, era pure ora) e addentrandosi nei mesi più freddi ed oscuri; tenendoci per mano, ci invita a sentire sulla pelle il gelo dell’autunno inoltrato, della natura che si addormenta pian piano.
Nel processo ci regala incendi di colori mozzafiato sulle chiome degli alberi, e storie, meglio se raccontate a lume di candela, che ci sfidano ad essere coraggiosi. Rende i camini accesi irresistibili, le tane di coperte sublimi, le tazze di bevande calde piccoli portali per la felicità… Sì, persino noi cactus siamo felici di questo cambiamento: anche nel Deserto di Atacama l’arrivo del fresco viene accolto a fiori aperti, letteralmente, considerato che è tra settembre ed ottobre che il deserto s’infiamma delle più belle fioriture che la sua flora spinosa ha da offrire.
Il vecchio ora si spegne lentamente per fare spazio al nuovo che verrà, la morte diventa arte, bellezza, idea. Halloween, il Giorno dei Morti, Samhain, el Día de Muertos: non è un caso che tutte queste feste dalle più disparate origini (ed altre ancora) si festeggino a cavallo tra fine ottobre ed inizio novembre.
Ecco perché oggi vogliamo offrirvi una recensione che vi darà una mano a calarvi nella giusta atmosfera, incentrata su una storia che parla di cimiteri, spettri e peluche che non sono quello che sembrano… ma soprattutto di animali. Tantissimi animali.
Il libro di cui stiamo parlando è un meraviglioso romanzo tutto italiano che noi abbiamo adorato e non vediamo l’ora di condividere con voi: perciò, grazie a tutti voi per essere qui, ed entrate senza timore nel Giardino dei Musi Eterni!



1. La trama: Ginger è una splendida miciona di razza Maine Coon (a pelo semilungo, aggiungerebbe probabilmente lei) che ha una famiglia che la ama da impazzire, è bella, forte, arguta, dignitosa, tenace, curiosa, insomma, sembra che non le manchi proprio nulla. L’unico problema, a ben vedere, potrebbe essere che... è morta.
Ginger se ne rende conto quando si risveglia all’interno di un giardino fiorito e – mannaggia, le è cascato il corpo, è rimasto lì sotto terra. Accidenti.
Aspetta, non si trova neanche in un giardino normale: è un cimitero per animali e… eccola lì, anche lei ha la sua lapiduccia con il nome e tutto, con tanto di epitaffio a Zìnzola! Che poi lei si chiamerebbe Ginger, ma i bambini si sono occupati della cosa e sono piccoli e vanno perdonati.
(In realtà è il nomignolo con cui la chiama la famiglia, ironizziamo per non commuoverci, sigh).
Ginger non ne è troppo entusiasta e, tra questo ed il fatto che ci sono un cagnone da pastore, un canarino e una tartaruga tanto vecchia da essere più ruga che tarta che la fissano e le fanno ansia, decide che l’opzione più sensata è abbandonarsi al panico.
Scopriamo così che lo strano trio è una sorta di squadra di primo soccorso per le anime animali appena arrivate, anzi, per gli Animanimàli (o Àniman in breve) che danno comprensibilmente di matto al sapere d’essere spirati. Orson il cane, che è un pastore maremmano-abruzzese, le si acciambella attorno per farla sentire al sicuro, il canarino Ci canta per lei una melodia bellissima, mentre la tartaruga Mama Kurma le si piazza davanti, e, per consolarla, ondeggia la testa e rincara la dose con perfidie in latinorum: «Sì, gatta Ginger, mortua tu sei. Mortua tu sei, consumato tu hai le sette vite gatte tue».
Aggiunge anche molte altre belle cose che spiegano come la vita e la morte sono un tutt’uno e che c’è sempre un po’ dell’una nell’altra, ma la mortua gatta Ginger la guarda con gli occhi a palla e non capisce niente. Però, piano piano, si calma lo stesso.
Dopo la prima ondata di spavento, la Zìnzola inizia a prendere confidenza sempre di più con il suo stato di Àniman, re-imparando cose semplici come camminare o muoversi in un mondo le cui regole (o la loro assenza, in certi casi) rende tutto diverso. Ma, mentre apprendiamo insieme a Ginger le gioie e le stranezze di essere Àniman e conosciamo altri ospiti del Giardino dei Musi Eterni, scopriamo anche di una preoccupante nozione: delle anime animali stanno sparendo dal cimitero. Per loro natura eterne, è impossibile che le anime che popolano il Giardino dei Musi Eterni smettano semplicemente di esistere, eppure sembra che non si trovino da nessuna parte!
Cosa c’è dietro le misteriosi sparizioni delle anime? A cosa è dovuto lo strano comportamento del cane del custode, il quale è una persona fine e delicata e si capisce dal fatto che ha chiamato il suo pitbull Bestio? E cos’è che rende tanto sinistro il pupazzo nelle mani di Viola, una delle bambine della famiglia di Ginger, oltre il fatto che è una mostruosità vagamente a forma di micio con gli occhi demoniaci che s’impegna per mettere ansia a Ginger pure lui?
Non c’è che un modo che scoprirlo. Perciò prendete questo libro tra le mani e guardate cosa c’è oltre la…

2. La copertina:
il libro è piuttosto recente ed è stato edito solo dalla Salani, quindi possiamo parlarvi di una sola copertina. Ma per quanto ci divertirebbe descrivere una copertina trash adesso… niente, è impeccabile.

guardatemi, sono una copertina perfetta, eterea e bellissima, gne gne gne.


Sì, lo sappiamo che “non si giudica un libro dalla copertina” (anche se da quella possiamo giudicare un progetto grafico, perciò occhio a quel che fate perché siamo in agguato, illustratori e responsabili!), ma mentiremmo se dicessimo che l’atmosfera che in essa viene rappresentata non è uno dei fattori che ci ha influenzato a leggere questo romanzo in primo luogo, con questo blu notturno vibrante ed il nome dell’autore e gli occhi brillanti degli animali che spiccano sul resto.

In verità, diventa ancora più bella dopo aver già letto il libro, perché puoi riconoscere tutti i personaggi, uno ad uno! L’illustratore, tale Guido Albanese, avrebbe potuto anche farci vedere delle bestie casuali e colorarle di bianchiccio per farle spettrali o addirittura mettere una micia stecchita in copertina senza che nessuno potesse rimproverarglielo (forse biasimarlo un po’, ma sarebbe rimasto tecnicamente in tema). Siamo quasi certi che abbia ponderato almeno una delle due opzioni, ma non l’ha fatto, e per questo proviamo gratitudine. Grazie, Guido.



3. Cosa ci è piaciuto: Tutto. Okay, prossimo punto!
No, no, potrà corrispondere a verità ma dirvelo così non è professionale (e nessuno ci paga, perciò potremmo, ma anche noi vogliamo essere dignitosi come Guido); facciamo un passo indietro e vediamo se possiamo essere più articolati.
Sin da subito di questo libro sono chiare tre cose: la caratterizzazione è brillante, nonostante il gran numero di personaggi diversi che iniziamo a conoscere sin da subito, la lingua italiana è padroneggiata alla perfezione e si piega al volere dello scrittore che riesce a trovare le parole giuste per dipingere immagini e situazioni molto precise o trattare temi anche piuttosto delicati, capaci di suscitare grande emozione nel lettore, e le atmosfere sono finemente costruite e molto belle. Come se questo non bastasse, i concetti che vengono inseriti, sia sovrannaturali che non, sono semplici da capire ma interessanti.
Le descrizioni su cosa prova un animale nell’essere Àniman, liberatosi ormai dalle convenzioni di un corpo vivo e addirittura alle normali regole del tempo e dello spazio, sono gioia pura e assorbono il lettore in modo incredibile per essere un’esperienza che, al di fuori di queste pagine, un umano difficilmente può provare. A meno che non sappiate anche voi entrare nei sogni e agire al di fuori delle consuete leggi spazio-temporali, in quel caso quella frase non vale per voi, fate finta che non sia stata scritta.
Non basta? Beh, ci sono gli animali. Per noi già questa è una cosa bellissima, ed in più gli animali sono scritti in modo accurato! Ovviamente vedendo le cose dal loro punto di vista di bestiole che stanno nell’aldilà possiamo vederli agire in maniere non convenzionali per una creatura viva, tipo parlare tra loro, ma se un animale è di una certa specie o razza la cosa viene tenuta in conto ed implementata nel suo carattere. Al fine della storia, ad esempio, il fatto che Ginger sia una Maine Coon pura o, ancora di più, che Orson sia un pastore maremmano-abruzzese, sarà importantissimo!
Il registro linguistico usato è ampio, ma non rende affatto la scrittura pesante. Anzi, è un libro che può essere benissimo letto ed amato da persone molto giovani, dai dieci anni in su, diciamo, pur avendo moltissimo da offrire anche ad una persona ormai adulta.
E niente, è un libro bello.


4. Cosa non ci è piaciuto:
accidenti, questa è tosta. Già, cos’è che non ci è piaciuto? Niente, ci è piaciuto tutto. Okay, passiamo all’assegnazione del voto!
Sigh. Lo facciamo per te, Guido.
Non abbiamo nulla da rimproverare a questo libro su tutto quello che c’è. L’unica cosa di cui possiamo un po’ lamentarci è di quello che non c’è, ossia più pagine (il libro ha solamente duecentosettanta pagine, una lunghezza rispettabilissima ma noi ne volevamo di più) o un proseguimento, dato che un punto in particolare è lasciato volutamente aperto (ma questo romanzo è l’ultimo che Tognolini ha scritto, non sappiamo se effettivamente abbia intenzione di continuarlo in futuro. E comunque questo punto aperto in realtà è fantastico anche lasciato aperto e non ha alcun bisogno di essere concluso per dare senso alla storia, anzi. Mannaggia).
Perciò… niente. Ci è piaciuto tutto.


Voto complessivo: 94 su 100. Complimenti, sei veramente bello, libro bello!


A chi lo consigliamo: è una lettura che consigliamo senz’altro a qualunque amante degli animali: se avete mai avuto e amato un animale, questo libro non vi lascerà indifferenti. Chiaramente se vi piacciono storie misteriose ambientate nei cimiteri questa potrebbe assolutamente essere la storia che fa per voi, e la consigliamo molto, molto caldamente in generale a chiunque abbia voglia di leggerla.
Per le persone a cui piacciono letture che parlano di realtà nuda e cruda, senza nessuna interferenza fantasy o un po’ magica (à la Dursley, ma non necessariamente con tanta antipatia), o che amano leggere di gatti che, come Alfie, sono in realtà degli gnomi giudiconi travestiti da mici, questo libro potrebbe comunque risultare un po’ discosto dai loro gusti. Però è bello lo stesso, andate a leggerlo pure voi.


Dove potete comprare il libro?


Noi lo abbiamo acquistato in una libreria fisica, ma può anche essere trovato in tutti i principali negozi virtuali che trattano libri, e chissà, con un pizzico di fortuna, anche nella vostra biblioteca locale! Vale sempre la pena di andare a dare un’occhiata, non si sa mai cosa si può trovare tra quegli scaffali…

Noi una volta ci abbiamo trovato uno scorpione. Buona caccia al libro, germoglietti!

Oh, ma se non lo trovate nella vostra biblioteca locale e volete farvelo arrivare a casa al più presto (soprattutto ora, che si annusa un pochino nell'aria un prossimo secondo lockdown), lo potete beccare su Amazon, e visto che siamo nel programma di affiliazione, qualche centesimo ce lo guadagneremmo pure noi!




Che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto, siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose, anche se proprio con la recensione di oggi risultare troppo cattivi ci lascerebbe un po’ perplessi) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione!


P.S.: Ci sembrava doveroso farvi sapere che Bruno Tognolini è ideatore e coautore della Melevisione. Non è rilevante a livello della recensione, ma è uno dei tanti
meriti dell’autore e sembrava una cosa importante da dire. 



P.P.S.:Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se sono gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto). Nota: un sacco di gente si limita a dirci il titolo del libro da recensire, o addirittura a scrivere un sacco di titoli in fila, e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo.
Per fare un esempio: "Hey, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate".
Vi aspettiamo ;)





lunedì 21 settembre 2020

Recensione - L'erede di Ahina Sohul (Elisa Rosso)

Questa recensione sarà lunga. Probabilmente sarà la più lunga che abbiamo mai scritto fino ad oggi e se conoscete un pochino noi Cactus di Fuoco, avrete immediatamente capito il perché: parliamo di un libro brutto.
Non per spoilerare, ma il voto complessivo del romanzo in questione (che vedrete alla fine della recensione, come al solito) è il più basso che abbiamo mai assegnato.
Ringraziamo dunque il nostro lettore pseudon1mo per averci consigliato questo libro e fatto subire così il supplizio di una sbrodolata infinita di trama claudicante con milleduecento cose che succedono in mezzo rigo e che sono scritte in modo così noioso che i nostri sguardi vagavano istintivamente fino alla fine della pagina, facendoci saltare un milione di scene e facendoci risvegliare, smarriti come bambini sonnambuli, solo durante le scene clou (se così si possono chiamare quei pezzettini in cui la trama ha una specie di brividino dopo decine di pagine di piattume&pattume).
Il romanzo che recensiamo oggi è "Il libro del Destino - L’erede di Ahina Sohul" di Elisa Rosso, un'autrice con un nome tanto anonimo e comune quanto il titolo della sua opera è pretenzioso.


Tenetevi forte, perché sarà un gran viaggio, molto diverso da quelli a cui siete abituati di solito.
Sapete che a noi piace descrivere la trama, almeno della prima parte del libro, in modo abbastanza ironico e dettagliato, non come se fossimo i cataloghi delle case editrici, ma come se stessimo raccontando una storia ad un amico. Ecco, per scrivere nel dettaglio la trama del "Libro del Destino - L'erede di Ahina Sohul" servirebbe il quadruplo (o il quintuplo) dello spazio che normalmente dedichiamo alla trama in una recensione, e ci sarebbe anche bisogno di diversi assaggi della prosa della scrittrice perché è qualcosa di... di... beh, giudicherete voi, perché ora lo facciamo.
Non ci tiriamo indietro. Vi racconteremo di questa trama nel dettaglio, occupando il quadruplo (o il quintuplo) dello spazio che normalmente dedichiamo ad una trama in una recensione e srotolando la matassa ingarbugliata perché diventi comprensibile anche per voi. Siamo coraggiosi. E volenterosi. E scriveremo la trama con il libro in mano perché non ci ricordiamo i nomi di niente e nessuno, compresa la protagonista (o il protagonista è un maschio? Boh).


1. La trama:
La storia si apre con una città (Ahina Nhife, o Ahina Sohul, ha due nomi) sotto un cielo rosso, con le mura tutta affumacchiate e (letteralmente) sporche di sangue. Insomma, ci son botte da orbi perché si sa che nei fantasy non è quasi mai "rosso di sera bel tempo si spera", ma "rosso di sera, schiattate tutti".
Conosciamo immediatamente il bad guy della storia, un tale Pseudos che ovviamente, essendo cattivo, ha una risata tipo buhahahahah e comanda goblin, troll e orchi, e tutte quelle creature bbrutte bbrutte.
Pseudos vuole diventare re, ovviamente, perché se sei cattivo e comandi i goblin è ovvio che vuoi farlo, no? Voi non vorreste?

"Pseudos se ne stava là, sul suo cavallo, a osservare compiaciuto le truppe di amorphi e di goblin che si riversavano nella capitale della terra di Nadesh. Sembrava godere delle urla delle donne e del pianto dei bambini. Sapeva che ben presto sarebbe diventato re."

Se volessimo fare un colpo di stato però, caro Pseudos, eviteremmo di stare ritti a cavallo con la faccia di qualcuno che gode delle urla delle donne e del pianto dei bambini. Sent'a noi: non ha la vocazione del re.

"Sarebbe stato l’unico erede al trono perché tutti i possibili pretendenti sarebbero tragicamente morti nell’assalto: nessuno avrebbe sospettato che era stato lui a organizzare la presa della città."

Veramente se muoiono tutti tranne lui e lui se ne sta sul cavallo a sogghignare, dire "occomesonobello occomesonointelligenzio" e lisciarsi i baffetti mentre la sua gente viene uccisa, secondo noi qualche sospetto ce l'avranno eh.
Allora, Pseudos parla con un troll immondo del Regno delle Nebbie (che ovviamente non ci viene descritto, come TUTTE le creature di questa storia) a cui chiede di trovare qualcuno, poi entra a palazzo.
Così, giusto per non sembrare ancora più sospetto agli occhi della popolazione, che lo ha appena visto parlare con un troll immondo.
Incontra un tizio con i capelli lunghi e un cerchietto d'oro in fronte.

"Sul volto di Pseudos si disegnò un sogghigno. – Galwan di Nadesh, mio re e mio cugino... "
Ah, grazie per lo spiegone, Pseudos! D'ora in poi saluteremo anche noi così la gente. "Peppe di Calabria, bidello dell'istituto scientifico e mio zio...".
Pseudos vuole che il re gli consegni un certo Libro del Destino, ma re Galwan gli rivela di averne strappato le pagine e di averle sparse per tutto il regno di Nadesh. Allora Pseudos vuole che il re e cugino gli riveli dove si trovano i suoi due figli e sua moglie, ma ovviamente Galwan non lo fa e Pseudos, invece di insistere, lo ammazza in una delle scene di omicidio meno ricche di pathos mai scritte.

"Improvvisamente si girò di scatto con la spada sguainata e gli mozzò di netto la testa. Poi, soddisfatto, si risedette sul trono del re."

Ok. Nel frattempo, visto che questo libro è pieno di salti di prospettiva e di tempo, andiamo a vedere che sta combinando la regina: lei sta scappando con un cavallo a tutta velocità insieme ai suoi figli, uno piccolo piccolo e tutto infagottato e l'altro seduto davanti a lei. Perché il re non sia scappato insieme a loro e sia invece rimasto a farsi tagliare la testa è un mistero che non verrà mai risolto. Forse.
Per via del galoppo forsennato, la donna perde il cappuccio, e l'unica utilità di questa cosa è per far vedere a noi, il lettore, che questa qua è un'elfa o una mezzelfa.

"Il cappuccio scivolò via dal capo della donna rivelando una cascata di capelli neri come l’inchiostro e le orecchie appuntite, ma lei non se ne curò: fuori dalla città era improbabile che la riconoscessero."

Allora, Pseudos pensa che nessuno lo collegherà all'assalto che chiaramente è stato ordinato da lui, e lasciamo correre... ma come diamine fa la Regina (LA REGINA!) a pensare che non la riconosceranno? E che cavolo di regina è che la gente non sa che faccia abbia? Cioè, è l'unica con gli occhi verdi come smeraldi, la cascata di capelli neri, le orecchie a punta e che porta due principini sul suo stesso cavallo, no?
Allora, facciamo un altro salto spaziale (e siamo solo nel prologo!) e andiamo a visitare un posto bellissimo...

"una terra arida e sassosa dove le uniche forme di vita erano i vermi che si contorcevano nel terreno asciutto"

Allora: nel terreno asciutto i vermi, se intendiamo i lombrichi (ma pure un sacco di larve, eh!), non ci sono. Queste creaturine hanno bisogno di umidità e durante i periodi caldi si rintanano a grandi profondità, dove l'acqua è ancora presente, e non stanno di certo a contorcersi nel terreno asciutto. Per di più, questi poveri cosi che diavolo mangiano, visto che sono le uniche forme di vita? Normalmente dovrebbero nutrirsi di materiale vegetale in via di decomposizione. Ma lasciamo perdere, è un fantasy: magari questi vermi sono come Pseudos e la Regina, sono convinti che sia improbabile una cosa molto probabile, tipo MORIRE DI FAME.
In questo posto bellissimo e sassoso c'è una figura nera e silenziosa, che ovviamente non ci viene descritta perché... perché... che schifo le descrizioni? Comunque, la nostra misteriosa figura si avvicina a un trono su cui sono sedute (sì, tutte e tre sullo stesso trono, è specificato) e incatenate tre spettrali figure grigie. Descritte così "tre spettrali figure grigie". Sono tutti figure in questa terra asciutta e sassosa, che volete?
La figura nera tende un pugno verso le figure grigie, lo apre e le loro catene si spezzano.
Nuovo salto spaziale! Il quarto, e siamo solo nel prologo.
C'è un tizio con un occhio giallo e un occhio verde seduto ad una scrivania e se la sta facendo addosso dalla paura. Il tizio con gli occhi spaiati chiama sua moglie e le dice che devono scappare, altrimenti il loro figlio morirà, perché i Mohrger (supponiamo che siano le tre figure grigie sul trono) si sono liberati.

"Sul bel viso della donna si disegnò un’espressione di puro orrore. – I Mohrger! Miei Dei, no! – mormorò mentre sulle sue guance iniziavano a scivolare lacrime silenziose."

Lei piange. Con lacrime silenziose.

"La donna si alzò e lo seguì, ma i suoi singhiozzi sempre più forti si confondevano ormai con le grida di angoscia degli elfi per il risveglio dei Mohrger e del loro terrore."

La scrittrice, evidentemente, non ha idea di cosa sono le lacrime silenziose.
Di nuovo salto spaziale! Il quinto in questo prologo!
Torniamo di nuovo dalla regina.

"La fuga della regina di Ahina Sohul durò dieci giorni e dieci notti. Infine la donna si arrestò in un bosco, smontò dalla sella e legò le briglie a un albero."

Ok. Dieci giorni e dieci notti. Voi potreste fuggire per dieci giorni e dieci notti senza fermarvi? Pensateci. Riuscireste a correre per dieci giorni e dieci notti? La maggior parte di voi non riesce a correre neanche per un'ora continuata. "Ma lei stava andando a cavallo!" diranno i nostri lettori, battendo le palpebre confusi. Infatti: i cavalli non hanno la stessa resistenza degli esseri umani. Un cavallo non potrebbe mai, MAI, neppure se fosse il più resistente e forte del mondo, correre per dieci giorni e dieci notti.
Diamo per scontato che la regina abbia legato all'albero le briglie di un cavallo morto ed essiccato. Dopo aver lasciato suo figlio maggiore con un cadavere di cavallo, fuori da un villaggio, la regina va da sola in una locanda.

"e chiamò l’oste. Senza una parola gli consegnò il fagottino che aveva con sé. L’uomo sobbalzò. – Ma no... mia regina – protestò. – Non potete... 
– Decido io quello che posso o non posso fare – tagliò corto la donna"

Ah! Quindi lo vedi che senza cappuccio riconoscono subito che sei la regina? Non è così improbabile che ti riconoscano adesso!
In breve, la regina molla suo figlio piccolo all'oste.

"Non lasciò all’uomo il tempo di replicare, volse le spalle e se ne andò."

Esatto, proprio così. Una regina di grande educazione, vediamo. Proprio, regale.

"Ora lei e il figlio maggiore potevano riprendere con più calma la loro fuga verso est."

Caspita, perché certo quel neonato vi costringeva a correre velocissimi, eh. Comunque, la regina e il figlio continuano a scappare quando sbuca un drappello di amorphi (ma che cavolo sono sti amorphi? Mica vengono descritti. Ed è ironico, visto che amorphi significa proprio senza forma) e loro... esatto, continuano a scappare, ma un pochino più veloce. Visto? Visto, che non è servito a niente buttare via il neonato?

"Per un giorno e una notte interi la regina riuscì a sfuggire"

Ancora? Ma siamo seri? Su una carcassa di cavallo sfiancato e disidratato?

"ma poi il suo cavallo venne raggiunto da una freccia e si accasciò al suolo." 

Oh no, hanno ucciso il cadavere di cavallo. Ri-RIP.
Comunque, il ragazzino scappa grazie a una magia della madre (ma se è magica poteva usare questa cosa fin dall'inizio, no?) e la madre non sappiamo che fine fa. Tutto accade (come pure il resto delle cose avvenute nel capitolo) sotto gli occhi attenti dell'Aquila bianca, che ovviamente (come tutte le creature di questo libro) non viene descritta.
Ma chi cavolo è quest'Aquila Bianca?

"Solo lei aveva visto. Solo lei sapeva. Solo lei avrebbe ricordato."

Non lo sappiamo, ma lei ci tiene a sapere che invece lo sa. Qui finisce il prologo e già abbiamo una vaga voglia di prendere a pugni questo buco di logica.
Continuiamo!
Salto temporale di quindici anni: c'è un tale Bedwyr che è stato adottato da una famiglia di mercanti ed è tutto felice della sua vita fortunata.
Parlando un po' della sua famiglia e un po' dei suoi tratti facciali, la scrittrice ne approfitta pure per inserire uno spiegozzo della suddivisione geopolitica del paese:

"I reami di Tared, Vahls, Raden e infine Nemis, la regione di Ahina Sohul, la più importante. Il sovrano di quest’ultima regione, infatti, aveva potere su tutti e quattro i regni."

Ehm, se il sovrano dell'ultima regione aveva potere su tutti e quattro i regni, allora non erano quattro regni, vi pare? Era un solo regno. Tared, Vahls, Raden e Nemis erano dunque quattro regioni all'interno di uno stato che praticamente non ha un nome. Ma vi sembra il caso che ci mettiamo a spiegare la geopolitica di un mondo di cui non ci frega niente? Proseguiamo.
Bedwyr fa la legna nel bosco e torna verso casa, passando attraverso i cancelli della città, che sono presidiati da guardie, fra cui Nooth, il papà del suo migliore amico Rooth, ovvero un ragazzone sedicenne con i capelli tagliati a scodella (letteralmente). Il nostro boy porta la fascina di legna su un mucchio di altre fascine di legna: serviranno per la festa di addio, quando i ragazzi della città partiranno con i loro custodi.

"I custodi erano soldati molto esperti nell’arte della battaglia. Ogni anno venivano nelle città, portavano via con sé i ragazzi sedicenni che volevano diventare guerrieri e li sottoponevano a un lungo addestramento, sino a quando venivano considerati adulti"

Come vedremo anche in seguito, non si avranno età di riferimento, per questa come per altre cose. "Venivano considerati adulti" vi deve bastare, tanto non ci diranno a che età questo avverrà.
Bedwyr ha paura per il suo papà adottivo perché fuori dalla città è tutto un guazzabuglio di Amorphi che attaccano la gente e con questo pensiero in mente il ragazzo torna a casa, dove ci viene presentata la sua famiglia che però è molto inutile per la trama.
Questa recensione rischia di essere più lunga del libro, perché come diavolo si fa a raccontare in breve qualcosa che è già scritta meno che in breve?
Allora salteremo un mucchio di cose e parleremo solo delle più importanti qui. Non ce ne frega niente della sua famiglia, và. Anzi, ve la presenteremo solo con le parole di Bedwyr:

"E poi, guarda, siamo proprio la famiglia ideale secondo le teorie del nostro re [..] Pseudos sostiene che per servire il paese una famiglia deve avere un figlio che ne conservi la tradizione, e questo è Genod; un altro maschio che la onori come soldato, e io sin da piccolo ho sognato di diventare un grande condottiero. E poi ci vuole una femmina che ne assicuri una fiorente discendenza e, nel nostro caso, c’è Nelia."

Tranne che in questa società il marito non prenda il cognome della moglie o che un figlio maschio che provenga da una famiglia per bene non possa figliare, non capiamo perché debba essere proprio una donna ad assicurare una fiorente discendenza... che belli i buchi di logica! Ma se questa famiglia teorica ideale è stata descritta da quel cretino di Pseudos (che potremmo chiamare, sì, lo pseudo-re) ci crediamo che è così stupida.

Siamo... siamo ancora qui? Ma... noi... pensavamo di essere arrivati più avanti con la trama e invece siamo solo all'inizio! Porca pupazza. Il peggio deve ancora arrivare.

Proviamo ad andare un po' più veloce! C'è una ragazzina, che si chiama Eynis, e sa usare la magia. Cioè no, in realtà sa evocare quattro ninfe elementali che usando la magia per lei. Eyinis è la figlia di un cacciatore. E che ce ne frega? Niente. Non ci frega niente di tutto questo.
(Sappiate che stiamo leggermente sclerando perché avevamo scritto un bel pezzo di recensione e l'abbiamo persa, quindi la stiamo riscrivendo e per farlo stiamo diventando matti, perché chi può sopravvivere intoccato dallo scrivere DUE VOLTE di seguito la recensione dell'Erede di Ahina Sohul?).

Comunque, c'è questa Eyinis. Eyinis ha visto che stanno arrivando dei goblin in città (creatura malvagia a caso) e così va a chiamare aiuto, raggiungendo i custodi che stanno viaggiando proprio verso la sua città. Ovviamente non le credono, perché...

 "Smettila Bern!" intervenne una voce gentile, ma decisa. "Se fosse stato un maschio a parlare, non avresti esitato a seguirlo.
  " Forse, ma si dà il caso che sia una femmina, quindi non sono tenuto a crederle" ribatté Bern."

Ma torniamo in città. Il nostro protagonista maschile, Bedwyr, la trova interessante perché lei "è speciale!1!!! È diversa dalle altre ragazze!". Anzi, per dirla come lui "è così originale e interessante". Perché ovviamente nei mondi fantasy scritti male c'è solo una (1) ragazza interessante in tutto il regno. Comunque, nonostante Bedwyr sia attratto da lei, non può proprio finirla di avere la mente ristretta come la punta di un ago.

"Per Bedwyr una ragazza coi pantaloni era a malapena accettabile, ma una ragazza col pugnale alla cintura e che andava a caccia da sola era proprio inconcepibile."

Grazie per la tua opinione, Beddy. Ora torna a giocare con il tuo amico testa di scodella, và.

All'improvviso la città di Batilan, quella in cui i nostri protagonisti vivono, viene attaccata dai goblin! Proprio come aveva detto Eyinis. Per fortuna alla fine i custodi l'hanno seguita (non perché le credono, eh! Ma solo perché stavano già arrivando da soli, al massimo hanno allungato un po' il passo) e sgominano i goblin, anche grazie all'aiuto di Eyinis che con un arco trafigge tutti, zan zan zan! Insomma, era un device narrativo del cavolo solo per farci vedere quanto sono fighi i custodi e Eyinis.
I custodi scelgono poi i propri allievi. Rooth (capelli a tazza) e Bedwyr vengono scelti dallo stesso custode, un tale Galdwys, che sceglie anche Eyinis (anche se tutti, compresa la ragazzina, si lamentano perché le ragazzine non vengono scelte... e comunque te credo, lei ha solo quattordici anni, è troppo piccola, mica siamo nel mondo dei pokémon dove a undici anni te ne vai in giro per il mondo!). Comunque alla fine lei accetta e la combriccola parte. Come Ash Ketchum, i nostri eroi divengono novelli giramondo.
Ma prima della partenza, nella piazza di Batilan c'è gente che tira con l'arco. Questa cosa la potremmo anche saltare, perché non è importante per la trama, ma la teniamo perché siamo perplessi riguardo ai fatti che accadono. Ok. Un tizio manca il bersaglio dopo essersi pavoneggiato tutto e Eyinis ride di lui, al che il tizio le dice di provare, se è tanto brava. Tutti gli dicono "Aho, ma che sei scemo? È 'na regazzina, suvvia, manco l'arco riesce ad alzare", ma ovviamente noi lettori sappiamo che lei è una formidabile arciera perché ha trafitto tutti i goblin durante la scaramuccia cittadina. Ecco. Quello che succede è questo:
 
"«Non dovrei prestarmi a queste sceneggiate» pensò la ragazza. Ma poteva essere l’’occasione giusta per mettere tutti a tacere. Sollevò l’’arco e incoccò la freccia, ma si rese conto che l’arma era davvero troppo pesante per lei. Allora, tra le risate dei presenti, l’appoggiò a terra e si inginocchiò, prese la mira e scagliò la freccia. Centro!"

Hm. Vedete una grossa, gigantesca falla di ragionamento? Ok, se non la vedete ve la indichiamo noi, articolandola in tre parti:
1. Come ha fatto precedentemente a tirare e uccidere tutti quei goblin, se non riesce neanche ad alzare l'arco?
2. Come fa a centrare il bersaglio se, non potendo alzare l'arco, non può mirare?
3. (E questa è la più importante) poiché la forza necessaria per tendere un arco di quelle dimensioni è di molto superiore a quella necessaria per alzarlo, come ha fatto a tenderlo?
Ai posteri l'ardua sentenza. Proseguiamo spediti!
Eyinis scopre di essere adottata. Drama drama drama. Tutti gli aspiranti guerrieri (ma lei no, perché ha quattordici anni, è una ragazza e non è un'aspirante guerriera) vengono tatuati sulla spalla in una cerimonia molto poco solenne, ma gli viene assicurato che il tatuaggio (benché sia ben visibile, fatto con l'inchiostro e un ago quindi permanente, e di colore blu) sparirà entro due anni (in base a quale principio?) e quando sparirà i giovani apprendisti potranno andarsene e fare quello che vogliono. Hm. Strana usanza.
Nel frattempo Eyinis parla con i corvi: uno di questi uccelli le dice che suo padre era beneamato dagli animali. Eyinis si prende a schiaffoni per constatare che non è un sogno. Non è un sogno. Un paio di pipistrelli le spuntano dietro.

" "Se mi fate ancora spaventare, vi ammazzo anche se sono contro la violenza" strepitò rivolta alla foresta."

Dice la nostra eroina, chiaramente matta e non-contro-la-violenza, visto che infilza goblin e vuole fare fuori dei pipistrelli solo perché esistono.
Il nostro gruppo di eroi cammina, fa cose, incontra mostri per la strada, fa altre cose, si punzecchiano, altre cose. Incontrano un lupo bianco gigante che parla e che è pure razzista, perché evidenzia come i lupi bianchi siano superiori ai lupi neri. Poi incontrano due elfi, di cui uno non ha neanche un nome. Un nano stereotipico. Un drago che, boh. Ed ecco messa insieme la nostra Compagnia dell'An- ehm, il nostro tipico party di avventurieri che dovranno salvare Ahina Sohul dal malefico tiranno, recuperando le pagine sparse di un leggendario libro, lo stesso che da il titolo all'opera.

" "Elfi, draghi, umani, lupi e nani" disse quest’’ultimo. "Queste sono le cinque razze dominanti sulla terra di Nadesh, le uniche non soggette al male, né schiave di un padrone. Sono le cinque razze libere, quelle che hanno ancora la forza di ribellarsi agli amorphi e all’usurpatore. Io, Daylin, Nabrik, il lupo, il drago e voi ragazzi siamo qui in rappresentanza di esse."

I nostri personaggi, come avrete capito, non hanno chissà quale esperienza che li ha portati qui alle spalle: sono arrivati "in rappresentanza" della loro razza. Così, a caso, e questa cosa dona al lettore la sgradevole impressione (o meglio, intuizione) che l'autrice abbia creato questi personaggi non come se fossero persone che si muovono in un mondo fantastico, ma come puro stratagemma per fare andare avanti la trama. Che comunque, sappiatelo, non va avanti. No, non va da nessuna parte, perché succedono miliardi di cose, almeno una decina a pagina, e non servono a niente. Fossero anche solo interessanti potremmo chiudere un occhio, ma... ok, qui dovremmo solo raccontarvi la trama, non criticarla. C'è un'apposita sezione per dire cosa non ci è piaciuto. Ma cribbio, è un dolore scegliere cosa raccontare e cosa no della trama, visto che è una serie infinita di fatti apparentemente non-concatenati e nel 99% dei casi fisicamente impossibili.
Riusciranno i nostri eroi a salvare i quattro regni che poi in realtà sono solo uno? Lo scoprirete solo leggendo questo libro e facendovi male come ci siamo fatti male noi!

Vabbé, sappiate solo che la misteriosa Aquila Bianca è effettivamente solo un'aquila bianca. Solo che è parlante.

2. La copertina:

Come siamo pallidi! Siamo tutti pallidi!
 

Quando eravamo piccolini, questa copertina ci sembrava bellissima, fulgida e quasi eterea, con l'elegante rosso scuro e l'oro che contrastavano con l'inverno gelato! Che poi, a dire la verità, è pure decente come copertina, quindi non c'è niente di male se ci piaceva. Anche se nelle illustrazioni c'è solo Eyinis, Bedwyr non c'è e il tizio sul cavallo non abbiamo proprio idea di chi sia. E neanche il cavallo sappiamo chi sia, tanto i cavalli non hanno un grande ruolo in questa storia, a parte quello di morire spompati perché corrono per giorni e giorni senza riposo. E sono tutti bianchi come la morte. E la copertina non spiega niente, ma proprio niente, della trama. Dove sono i nani, gli elfi, i lupi e tutto l'ambaradan del gruppo? Ah, dalla regia ci dicono che in una copertina sola non ci stavano tutti, scusate.

3. Cosa ci è piaciuto: Niente? Niente. Tutto quello che sembrava bello, si è trasformato in spazzatura in mezzo secondo. Non fa neanche ridere come invece fanno altri libri fantasy trash, come Nihal della Terra del vento (che abbiamo già recensito qui). Niente, nun ce sta' niente. Ok, forse solo la copertina era carina. Però una copertina bellina, neanche straordinaria, non può mica salvare da sola un libro che ci abbiamo messo sette (7) mesi a leggere perché, ogni volta che posavamo gli occhi sulle pagine, le nostro palpebre calavano come saracinesche la domenica mattina. Però dai, spezziamo una lancia... ehm, uno stuzzicadenti in realtà... a favore di questo testo: i correttori di bozze hanno fatto un ottimo lavoro, perché praticamente non ci sono errori grammaticali. Bravi correttori di bozze, dieci pollici alzati per voi.
*Disclaimer*: se avete letto e amato questo libro... siamo felicissimi per voi! Ma proprio felici, porca miseria! Perché se avete amato questo libro almeno voi vuol dire che gli alberi che sono stati tagliati per produrre queste pagine non sono morti invano.

4. Cosa non ci è piaciuto: Noi prendiamo fiato, voi prendete fiato, perché c'è tanta roba da dire in questa sezione e non abbiamo tempo per soffermarci troppo. Pronti? Via. Il protagonista è uno scemo invidioso di una ragazzina che poi si innamora di suddetta ragazzina. La protagonista, che può sembrare anche interessante nelle prime pagine, diventa un'insopportabile Mary Sue con tutti i poteri del mondo capace di fare qualunque cosa (tranne sollevare uno stupido arco che noi tiravamo su anche da minipargoli), e parliamo di una bambina di quattordici anni. Una bambina. Di quattordici. Anni. La compagna di protagonisti è composta di un mucchio di gente completamente a casaccio che è stata scomodata solo per prendere parte ad una follia insensata. L'antagonista è più bidimensionale di un pixel. Il drago (e voi lo sapete che amiamo i draghi, lo sapete!) è una specie di cucciolone tontolone volante sputafuoco che fa comunella con un lupo che si comporta come una cosa che lupo, sicuramente, non è. I tafani e le mosche, notoriamente animali istintivi, vengono descritti muoversi "in schiere, come tanti minuscoli soldati". "Chissà quando, chissà perché, quella pianura morì.". Cioè, invece di un narratore onnisciente, qui abbiamo un narratore che non sa niente sul mondo che ella stessa ha creato. Woah! Tutti i personaggi, comprese le donne, sono in qualche misura maschilisti. Le descrizioni di cose, animali e persone sono non pervenute. Un libro di queste dimensioni, senza la benché minima traccia di descrizioni, è perciò unicamente composto da un'infinita ruota di azioni difficilissime da ricordare in ordine, anche perché per la maggior parte non hanno un peso sulla trama. La trama è "questa gente viaggia e fa cose", che come trama può andare pure benissimo se punti sulle dannate descrizioni. Il worldbuilding è pessimo: la maggior parte delle creature è rubata di sana pianta da altri libri e film, senza quei twist personali che rendono così interessanti i libri di high fantasy, e comunque non approfondita neanche di striscio, come se la scrittrice avesse il terrore che qualcuno possa infilzarle i bulbi oculari se per caso lei si permettesse a scrivere di più sulle razze del regno. Che poi sono quattro, ma sono uno, ma è chiaro che nessuno qui sa che diavolo sia un regno. Il sistema magico è spiegato a malapena. La magia viene usata quando non serve a molto, come se la volessero sfoggiare, ma dimenticata quando potrebbe servire un sacco.  I bambini e gli adulti sono tutti immaturi in egual modo, ovvero al livello di un ragazzino di 12/14 anni, ma nonostante tutto fanno tutti (sia adulti che bambini) cose pazzesche da prodigi. Ah, però i grandi maestri elfici di cinquecento anni e passa vengono ignorati e sfottuti (sì, avete capito bene, vengono praticamente presi in giro!) dai protagonisti che ancora sono solo preadolescenti, giusto per darvi un'idea di quanto sono seri e grandiosi. I nomi delle persone danno molto spesso l'impressione di essere stati creati da un gatto che cammina sulla tastiera. La cultura dei vari regni non esiste, non è mai esistita e mai esisterà. I combattimenti vengono praticamente saltati. Il pathos delle varie morti, anche quando coinvolgono personaggi che teoricamente dovrebbero interessarci (ma non ci interessano), è zero su zero.
*Disclaimer* Quando l'autrice ha scritto questo libro, era praticamente una bimba anche lei. Oggi, da quel che ne sappiamo noi, potrebbe essere diventata bravissima. Anche se crediamo che non abbia scritto più niente dopo la saga di Ahina Sohul, una delle prove che non è proprio un'idea brillante pubblicare il proprio primo libro scritto durante l'adolescenza, perché è qualcosa che potrebbe ritorcersi ferocemente contro di noi. Scrivete. Riflettete. Leggete tantissimo. E quando finalmente sarete sicuri, pubblicate!


Voto complessivo: 49 e ½ su 100. Mezzo punto in meno de "La Bambina della Sesta Luna", sì. Quello c'aveva le illustrazioni, almeno.

A chi lo consigliamo: A chi soffre di insonnia.


Dove potete trovare il libro:
Meglio che non lo trovate proprio. Maaaa se soffrite di insonnia o se avete un figlio che soffre di insonnia, o ancora se volete torturarvi con la lettura del fantasy più trash di tutti i tempi, potete comprarlo su Amazon QUI (e sappiate che FINALMENTE siamo nel programma di affiliazione, quindi se comprate questa monnezza una minuscola parte dei soldini che spendete arriveranno proprio a noi! Sì! Così potremo comprare altre monnezze da recensire per voi. No, scherziamo, compreremo cose belle!)




Che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto, siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione!

P.S.: Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se sono gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto). Nota: un sacco di gente si limita a dirci il titolo del libro da recensire, o addirittura a scrivere un sacco di titoli in fila, e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo.
Per fare un esempio: "Hey, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate".
Vi aspettiamo ;)

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