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lunedì 6 aprile 2020

Recensione - La magia del lupo, di Michelle Paver

Ah ah, il mio cane sembra un lupo
Questa recensione è stata richiesta dal nostro lettore Nolowende! Vedete che quando possiamo vi ascoltiamo? 😌


La magia del lupo è un libro che occupa da sempre (oddio, da sempre... diciamo fin da quando lo abbiamo letto, eh) un posto speciale nei nostri cuori e nelle nostre vetrinette. Ne siamo entrati in possesso così: camminavamo in una libreria, come nostro solito (ci mancano le librerie... ci mancano da impazzire... quand'è che finisce la quarantena?), guardandoci in giro alla ricerca di qualcosa di nuovo da leggere. Era il compleanno di uno di noi, anche se non ricordiamo chi, perciò avevamo qualche soldino da spendere e una gran voglia di comprarci un regalino (perché sì, un regalino per uno di noi è un regalino per tutti noi, specie se è da leggere), ma non sembrava esserci niente di interessante o niente che non avessimo già letto.
"Qui dice LUPO!" ha urlato improvvisamente uno di noi.
Tutti abbiamo rizzato le orecchie, come se fossimo lupetti anche noi. Eravamo ossessionati da qualunque cosa di forma anche solo vagamente lupoide e leggevamo, di conseguenza, qualunque romanzo che presentasse creature anche solo vagamente lupoidi, che fossero mutaforma (avevamo letto tutta la saga di Twilight per questo, eh) o licantropi veri e propri. Avevamo persino dato chance a dei romanzi gialli che avevano la parola "lupo" nel titolo, ma neanche un lupo nella trama, e ora eravamo alla ricerca di qualcosa di meglio.
La scrittrice mostra che il suo cane è più figo del vostro cane.
Ci siamo chiesti se questo "la magia del lupo" non fosse un altro thriller strano con la gente che si sparava e si drogava (eravamo bambini affamati di natura, non di criminalità) oppure uno di quei manualetti spirituali da quattro soldi per connettersi con la propria bestia interiore o qualcosa del genere... abbiamo aperto le pagine de La magia del lupo e...
"CI SONO LE IMMAGINI!".
C'erano le immagini. Poche e piccole e in bianco e nero, ma di una bellezza mozzafiato. C'erano uccelli, oggetti da cacciatore e alcuni disegni che ritraevano proprio un cucciolo di lupo.
Ovviamente abbiamo comprato il libro e non ce ne siamo pentiti neanche per mezzo secondo.

1. La trama: C'era una volta, ma proprio una volta, e con "una volta" intendiamo circa seimila anni fa, un ragazzo di nome Torak.
Torak non è un giovane primitivo come tanti altri, perché non ha una tribù che si prenda cura di lui, ma se ne va a zonzo per la foresta solo con suo padre. "È pericoloso!" Diranno in tanti... nella foresta (anzi, la Foresta, con la F grande come è scritta nel libro) ci sono predatori di ogni sorta, tribù ostili, branchi di animali selvatici e un imprevisto può risultare nella morte immediata dello sventurato che non possa essere soccorso dalla propria tribù.
Ma Torak e suo padre (chiamato semplicemente Pa') sono scaltri, abili e abituati a questa vita: loro sono cacciatori e usano le loro mani e la loro intelligenza per costruire tutto ciò di cui hanno bisogno con i materiali che riescono ad ottenere dalle loro prede.
Chi ha pensato che stare soli in due nella Foresta sia pericoloso, però, aveva ragione: il libro si apre praticamente con la morte del povero Pa', ucciso da un orso e Torak che rimane da solo e cerca di sopravvivere come può.
L'orso che ha ucciso l'uomo, però, non è un orso normale: il suo corpo è stato posseduto da un demone potentissimo, che lo rende furioso e sempre più potente, facendolo anche crescere a dismisura.
Prima di morire (in una scena perfettamente sceneggiata, in cui il lettore può quasi palpare la febbricitante attesa, la pressione psicologica, il dolore fisico), il padre di Torak fa fare un giuramento a suo figlio: il ragazzo dovrà trovare la Montagna dello Spirito del Mondo, allo scopo di fermare l'ascesa dell'orso-demone.
Torak non è mai stato da solo prima d'ora (ovviamente!) e i suoi primi giorni sembrano essere un disastro che annuncia la sua dipartita. È, per dirla in breve, sfigatissimo. I suoi errori (che pure sarebbero potuti capitare a tutti, eh! Torak è un personaggio intelligentissimo, solo che è sfortunato) lo portano a prendere la febbre, a perdere delle prede, e a ritrovarsi disperatamente affamato, finché non sente un uggiolio lontano, vicino ad un fiume... è qui che incontra Lupo (eh, che fantasia! Che estro! Che nome originale! Abbiamo detto che Torak è intelligente, ma dobbiamo puntualizzare che forse non è troppo creativo), un cucciolo (di lupo, ovviamente) con un'insana passione per le bacche che ha perso anche la famiglia in un'inondazione e che si affeziona al protagonista, di cui pian piano diventa un inseparabile amico.
Un giorno, andando a caccia Torak uccide un capriolo e tutto felice inizia a costruire cose con i tendini (come ad esempio le cuciture dei vestiti) e le ossa (si possono fare i manici dei coltelli, con le ossa!), usa persino le corna come giocattolo mordicchioso per Lupo, ma l'animale abbattuto si trova nel territorio degli uomini della tribù del Corvo, che catturano Torak e lo accusano di aver rubato il loro animale.
Il cibo scarseggia per colpa dell'orso-demone, perciò le tribù hanno iniziato a dividersi i territori di caccia, che un tempo erano stati liberi per tutti. O almeno così noi abbiamo capito, ma vabbé, magari quelli della tribù del Corvo sono solo i primi capitalisti preistorici e vogliono fare pagare l'affitto ai cacciatori, che ne sappiamo noi?
Tra di loro (i capitalis... ehm, la tribù del Corvo) c'è Renn, una giovane cacciatrice super-badass, che-schifo-i-vanitosi, l'arco-è-mio-figlio e le-frecce-mie-figlie dall'ottima abilità di arciere che diventerà la migliore amica umana di Torak.
Torak apprende di una profezia dei Corvi racconta che Colui che Ascolta sconfiggerà l'Orso demone, e indovinate un po'? Esatto, non poteva essere altrimenti: Torak è proprio Colui che Ascolta e per portare a termine il suo compito deve trovare i tre pezzi più potenti del Nanuak, lo spirito del mondo.
Torak fugge dalla tribù dei Corvi (questi pazzi vogliono offrire il sangue del suo cuore alla Montagna dello Spirito del Mondo, mica invitarlo a bere un té) per cercare da solo la Montagna e Renn lo accompagna per accertarsi che compia il suo dovere.
Riuscirà Torak a non schioppare miseramente? (Spoiler non-spoiler: sì, ovviamente, perché è una serie di libri con lo stesso protagonista, e se muore nel primo non si può fare) Riuscirà Torak a distruggere il terrificante, enorme, apparentemente invincibile orso-demone? Questo non ve lo spoileriamo.
Il finale potrebbe sorprendervi. Oppure anche no: dipende da quanto siete bravi a predire l'andamento delle trame.


2. La copertina:

Questa è la copertina scannerizzata della nostra copia del libro. Come vedete è un po' consumata ai bordi, ma ovviamente queste condizioni sono dovute alle letture e riletture, all'amore che abbiamo dato a questo piccolo capolavoro.
Da piccoli non amavamo la copertina: per noi i libri dovevano avere grandi disegni, colori dai bei contrasti, e se parlavano di lupi dovevano per forza ritrarli. Ora che siamo più cresciutelli, questa semplice copertina d'impatto ha assunto per noi un valore sentimentale. E ammettiamolo, è immediatamente riconoscibile e ben fatta.
Quando poi vediamo l'intera serie di copertine della serie, quella originale, la ricorrenza del tratto grafico che esemplifica con efficacia le avventure e l'evoluzione del personaggio, non possiamo che provare brividi di piacere:


Esistono poi altre versioni della copertina...

Un lupo gigante? Un lupo gigante.
Abbiamo ad esempio questa versione viola con un'enorme testa di lupo, nebbioline varie e una narrativa debole come acqua. Brr. No, non ci piace questa copertina... anche se i piccoli noi probabilmente si sarebbero divertiti tanto a vedere un lupo così GROSSO.

C'è anche questa versione bellissima, piena d'atmosfera, con il titolo dorato, che avrebbe fatto felici sia i noi bambini che i noi adulti. E c'è anche una versione alternativa di questa versione, con il titolo un po' più bruttino (son gusti, che volete?) e con un orso spaventoso e furioso che spunta tra gli alberi (e se pensate che sia troppo grosso rispetto ai protagonisti, leggete il libro e scoprirete che è grosso al punto giusto e soprattutto è spaventoso al punto giusto):



3. Cosa ci è piaciuto: Torak ci è piaciuto. Torak è un personaggio estremamente pragmatico, ma anche fondamentalmente buono, con un carattere forte abbastanza da non impazzire quando suo padre, l'unica persona che ha al mondo, muore, ma mai freddo o distaccato, e capace di stringere autentici legami di amicizia.
Anche Lupo ci è piaciuto: siamo patiti, come forse saprete, delle belle rappresentazioni etologiche, e Lupo non fa mai cosa che un vero lupo non farebbe (a parte, ogni tanto, diventare una specie di bussola vivente per la Montagna dello Spirito del Mondo, ma quello è importante per la trama!) e la sua comunicazione con Torak è veramente bella e autentica. Insomma, potreste anche imparare cose sui lupi leggendo questo libro!
E ci è piaciuta anche la co-protagonista, Renn: forte senza essere tutta un tripudio di "girlpower, iononosonocomelealtre" (che diciamocela tutta, non dimostrano affatto di essere migliori, dimostrano di essere insicure e cercano di mettere in cattiva luce le altre donne... sì, stiamo guardando verso di te, Nihal della Terra del Vento), forte in sé e per sé, senza bisogno di comparazioni, fiera delle sue abilità, pronta a prendersi cura di Torak, ma anche pronta ad essere salvata da lui ed esprimere gratitudine per questo.
E ci sono piaciute anche le parti di puro "survival", quelle in cui vengono costruiti oggetti, preparati cibi, evitati animali, seguite tracce... è tutto bellissimo e terribilmente immersivo, è come tornare a seimila anni fa, come respirare in una foresta di conifera, come sentire il gorgogliare dei fiumi, l'ululato lontano dei lupi, il "click" delle giunture delle renne, il rumore degli zoccoli degli uri (a proposito, lo sapete cos'è un uro? Se non lo sapete questo libro può spiegarvelo!).
E ci piacciono le tribù, i misteri, la mitologia creata intorno a questi personaggi, e anche (soprattutto) l'orso-demone, un antagonista serio e spaventoso e grande abbastanza da giustificare il viaggio, da giustificare la storia. Potente, originale, unico.
Ehm... potremmo casualmente essere stati ispirati da lui (anche se fino ad ora non ce n'eravamo accorti! Dev'essere stato uno stimolo proveniente dal nostro subconscio!) per la creazione del quasi-invincibile orso-vampiro di Sunset, visto che ora vediamo più di una somiglianza fra le due creature... che dire, kudos a Michelle Paver per averlo creato!

4. Cosa non ci è piaciuto: ok. E ora come facciamo? Che cavolo vi dobbiamo dire? Non daremo un punteggio 100 a questo libro solo perché desideravamo che ci fossero più cose (scusaci, Michelle Paver, ma daremo un 100 pieno solo a un libro capace di cambiare la vita del lettore... in meglio, si spera), non perché volevamo cambiare anche solo una virgola di questo capolavoro. Non è uno di quei libri che ti ossessiona con i suoi personaggi, ma la sua atmosfera ti entra nel cuore e tanto basta.
Quindi... ci è piaciuto tutto. Normalmente cerchiamo il pelo nell'uovo, anche solo per scrivere una minuscola cosettina per il punto "cosa non ci è piaciuto", ma qui è impossibile, spiacenti. Non c'è niente che non ci piaccia de "La magia del... oh. OH. C'è una cosa! Una cosa piccola piccola piccola e che non è neanche colpa dell'autrice! AH, ma LA ABBIAMO TROVATA!
Il titolo italiano, ecco cosa non ci piace: la traduzione da "Brother wolf" (fratello lupo) a "La magia del lupo" è alquanto scadente, considerato che il tema centrale della storia è proprio il modo in cui la relazione di fratellanza che si instaura fra Lupo e Torak può cambiare le sorti del mondo. E Lupo non è un animale particolarmente magico... certo, ogni tanto sembra diventare una bussola spirituale, inspiegabilmente, ma a) non giustifica un titolo tutto incentrato su questa cosa e b) siamo certi che nei libri successivi ci verrà fornita una spiegazione.

Voto complessivo: 88 su 100. Applausi scroscianti per quest'ottimo libro!
È anche il secondo libro in quanto a punteggio fra quelli che abbiamo recensito, subito dopo La Nave dei Sogni, scalzando il posto in classifica di Il genio non esiste. Che dire, un successo! *suono di trombetta allegra*


A chi lo consigliamo: se vi piacciono i libri d'avventura e non vi aspettate relazioni romantiche, questo è per voi! Regalatelo ai bambini di casa (dai nove anni in su, ci sentiremmo di consigliare) per conquistare il loro cuore con una lettura non-melensa e al contempo educativa che li farà sentire come piccoli eroi preistorici ogni volta che passeggeranno in un boschetto.


Dove potete trovare il libro:
in qualunque store online! Un po' più raramente nelle librerie, perché benché si tratti di una storia eccezionale, non ha avuto il successo che meritava... ma con un po' di fortuna, soprattutto se siete in una città grande, lo potreste trovare. Comunque andate sul sicuro usando Amazon, dove trovate anche la versione audiolibro.



Che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto, siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione!

P.S.: Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se sono gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto). Nota: un sacco di gente si limita a dirci il titolo del libro da recensire, o addirittura a scrivere un sacco di titoli in fila, e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo.
Per fare un esempio: "Hey, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate".
Vi aspettiamo ;)

martedì 12 maggio 2015

Warg


[Avvertenza: Questo contenuto riguarda solo una linea temporale alternativa rispetto ai fatti normalmente narrati nel Cammino delle Leggende]

WARG
Scritto da Sarah Darkness con la collaborazione di Elisabetta Palmeri
Illustrazioni di Elisabetta Palmeri 

Origine
L’origine di questa relativamente giovane razza è da ricondursi alle difficili condizioni in cui versò il nostro pianeta in seguito alla tragedia della Guerra Atomica.
L’inaridirsi della terra e la mancanza di cibo ed acqua potabile costrinse tutte le specie ad uscire allo scoperto per avere una, seppur flebile, speranza di sopravvivenza. Elfi, Vampiri, Mannari ed ogni tipo di creatura creduta sino a quel momento leggenda, comparvero per reclamare il loro posto nel mondo, sebbene fossero in netta minoranza e le armi dell’uomo estremamente evolute.
Braccati e rifiutati dall’umanità, essi si ritirarono in luoghi isolati per istituire degli insediamenti e, in quel periodo, le varie razze di lupi, licantropi e mannari furono costrette a unirsi in branchi misti per favorire il proseguimento della specie, seppur con gravi difficoltà dovute alla contaminazione dei loro corpi a causa delle radiazioni.
Sicuri del potere delle loro armi, gli umani li perseguitarono senza distinzione, costringendo molti di questi insediamenti ad infettare volontariamente i nemici per minarli dall’interno e a coalizzarsi per accrescere di numero e forza: non tutte le alleanze furono pacifiche, ma da alcune di queste unioni nacquero degli ibridi singolari, eredi di una moltitudine di razze che sarebbero stati i capostipiti dei futuri Warg.

Progenie dell’Oscurità
La discendenza conclamata dei lupi, dei licantropi e dei mannari adottò ufficialmente il nome di Lycaon tra la loro gente, mentre gli umani continuarono ad indicarli semplicemente con il termine di “mannari”. Questo nome venne utilizzato finché non iniziarono ad accoppiarsi regolarmente con altre razze, intaccando definitivamente la purezza dei loro geni: dapprima si unirono a razze benevole (come ad esempio gli Elfi, cacciati come merce di scambio estremamente preziosa), poi si avvicinarono alle loro controparti (Vampiri, Orchi e, infine, Spiriti Maligni) mescolando le loro maledizioni.
Il susseguirsi di queste unioni spinse la loro progenie a rafforzare indissolubilmente il loro legame con la natura, corrompendolo in seguito con un legame egualmente forte nei confronti dell’oscurità.
Di tutte le razze dei mannari, quelle che riuscirono a sopravvivere alla Terza Era furono la stirpe dei lupi e quella dei gatti. Tuttavia la loro evoluzione seguì vie differenti…
La prima si evolvette tramite accoppiamenti, trasmettendo e rendendo stabili le nuove caratteristiche acquisite di generazione in generazione. La seconda, che non aveva mai apprezzato la forma umana, perse totalmente la capacità di mutare, acquisendo nuove caratteristiche tramite il nutrimento ottenuto a discapito delle altre razze.
Le due stirpi della razza Warg si stabilizzarono definitivamente verso la seconda metà della Quarta Era, venendo associate per la loro brutalità alle figure dei demoni.

Aspetto
Le caratteristiche che accomunano le due stirpi, oltre quella di mantenere prevalentemente l’aspetto animale (preferito anche dai lupi), sono i caratteristici occhi gialli screziati di rosso che permettono, assieme alle notevoli dimensioni massicce, di non confonderli con i normali lupi o gatti selvatici. Un giovane Warg lupoide in media è ben più grande di un grizzly e un Warg felino è più grande di un qualsiasi gatto selvatico!
Gli adulti sono praticamente enormi, avendo come taglia massima dimensioni tre volte superiori a quelle di un orso. Gli Alpha e alcuni beta,
poi, sono particolarmente pesanti, arrivando a sfiorare gli ottocento chili, con un petto imponente e una muscolatura così massiccia da ricordare quella di un pit bull.
Entrambe le specie di Warg, poi, possono godere di ogni tipo di manto, che sia dorato, rossiccio o bruno e il loro pelo è solitamente lungo, molto folto ed ispido, ma può essere ondulato e persino riccio.
Quando adottano il loro aspetto umano (per quanto riguarda i lupi) mantengono i loro occhi, le loro orecchie, dei canini massicci e sviluppati, artigli e coda e, per questo, non possono più confondersi con gli umani come facevano i loro progenitori.


Comportamento
I Warg sono una razza estremamente violenta e sadica, dedita a risolvere ogni tipo di disputa con la brutale forza fisica per far valere la propria ragione e rimettere al loro posto i più deboli. Spesso e volentieri passano le giornate combattendo, per affinare le loro tecniche e dar sfogo così alla loro grande energia.
Il maschio e la femmina Alpha devono essere abbastanza forti, saggi ed autoritari per tenere sotto controllo tutti gli spiriti combattivi del loro numeroso branco e non è raro che i membri più instabili cerchino di spodestarli. Questo tipo di situazione può essere risolto soltanto drasticamente e cioè con la morte di uno dei due avversarsi, poiché è impossibile che un Alpha lasci correre un affronto simile.
Sono inoltre creature principalmente notturne, fase della giornata che dedicano ad una caccia sfrenata per portare cibo all’intero branco; nelle ore diurne dormono, sorvegliano i cuccioli e giocano con e tra di loro nella zona comune (detta Arena) per integrarli nella vita da branco, la cui educazione principale però è esclusivamente data dai genitori.
Nonostante i giovani passino molto tempo insieme nelle zone comuni, il branco non vive nella stessa grotta ed ogni coppia (i cui compagni sono per la vita) può decidere se avere cuccioli o no. Spesso, come nei comuni lupi, la scelta è correlata con la quantità di cibo a disposizione per il branco.

Nascita e Crescita
Che nascano da una coppia di Warg puri o che uno dei genitori (solitamente la madre) sia un Infetto, i Warg neonati nascono sempre in forma lupus e la loro crescita sarà lenta come quella umana; nonostante la taglia enorme degli adulti, i cuccioli neonati pesano in media da cinquecento a settecento grammi, con picchi estremi di un chilo per alcuni parti gemellari (con soli due gemelli) o unici.
Dopo pochi mesi, al latte materno viene unita una dieta il sangue e successivamente la carne, a cui si aggiungono le prede catturate durante i loro giochi, inizialmente piccoli rettili come le lucertole oppure topolini. Non sono una razza schizzinosa e il loro organismo è capace di contrastare quasi tutti i veleni naturali e di digerire qualsiasi cosa.
Similmente agli umani, le femmine di Warg avranno il loro menarca (primo ciclo mestruale) per la prima volta tra gli 11 e i 13 anni e maschi raggiungeranno la maturità sessuale tra i 12 e i 15. Da adulti potrebbero voler lasciare il branco o formarne uno proprio, ma solitamente rimangono fedeli a quello in cui sono cresciuti.
Se i cuccioli nascono troppo deboli o problematici, vengono eliminati dal padre.
In media un Warg non vive più di cinque secoli.

Morso
Il morso di un Warg è infetto esattamente come quello dei suoi progenitori, ma i loro attacchi sono così mirati e violenti che della vittima non rimane mai nulla per poter anche solo sperare di assistere ad un’eventuale trasformazione. Se un Warg attacca è per uccidere. E ci riuscirà.
Tuttavia, ci sono dei casi più unici che rari di esseri umani che sono stati obbligati a vivere a strettissimo contatto con dei Warg e lentamente, sottoposti a lenta infezione, si sono evoluti al loro aspetto umano, non riuscendo però ad andare oltre ed ottenere l’aspetto animale.


Habitat
I Warg sono una razza caparbia adatta a vivere in luoghi solitamente inospitali. Sebbene vi siano delle colonie anche nei territori più caldi dell’attuale Continente Occidentale, l’alta concentrazione della specie si trova nei paesi nordici; più precisamente tra il confine del Dominio di Odette e il Regno di Vidherfrost.
Della zona in cui risiedono, prediligono i luoghi più bui, selvaggi ed isolati in modo che vi possano crescere indisturbati i loro cuccioli, tenendoli lontani da influenze esterne.
Il territorio di ogni branco poi, è molto ampio e ben distanziato dagli altri.

Comunicazione
I Warg passano quasi tutta la loro vita in forma lupo e comunicano spesso con il linguaggio del corpo e attraverso suoni, ma dotati di un’intelligenza più complessa rispetto a quella di un classico lupo e di alcuni poteri sovrannaturali, comunicheranno tra di loro utilizzando anche la lingua umana.

Vita Sociale e Corteggiamento
Comandati da una coppia Alfa, con ciascuno dei due partner che si occuperà dei membri dello stesso sesso, un branco di Warg può contare circa cinquanta membri, tra adulti, anziani e cuccioli.
Il corteggiamento nella loro razza è un rituale molto lungo ed estremamente importante: è durante questa fase, solitamente in primavera, che si designano i compagni che rimarranno tali per tutta la vita. Le nuove coppie si sceglieranno rispettando la gerarchia del branco.
Sebbene sia importante l’aspetto fisico di ogni membro, questo rimane un valore nettamente secondario nella scelta del proprio compagno. Nell’età adulta, quando i membri più giovani entrano vivamente nella caccia finalizzata alla collettività del branco, cominciano le prime mire sui compagni dell’altro sesso con cui cercheranno di sviluppare una maggiore sintonia durante le battute di caccia.
È verso la primavera, tuttavia, che il corteggiamento ha inizio e i maschi mostrano alle femmine la loro forza e capacità di proteggerle e di assicurare loro costante cibo. Quest’ultime, nel frattempo, mostrano ai maschi di loro gradimento le loro doti di cacciatrici.
Tutto ciò dà adito a scontri particolarmente violenti, ma quando le coppie si stabiliscono e si accettano, i due individui iniziano la lenta strada che li porterà a sviluppare un legame indissolubile e una sintonia nella caccia ineguagliabile.

Ossessioni
I Warg sono famosi per le loro ossessioni che possono variare estremamente di caso in caso. Possono essere ossessionati dalle lucciole come dai gomitoli di lana, le palline, i libri, la magia oppure da un certo tipo di prede. Si crede sia un tratto legato alla loro follia, poiché sono ossessioni ingestibili e che scatenano reazioni particolarmente violente.
A volte creano disagi nel branco, ma la soluzione è rapida. Un esempio ne è l’uccisione commessa dall’Alpha Hakon nei confronti di suo cugino, che aveva mire malsane nei confronti di un’umana loro alleata.

Hakon, il Re dei Warg e il suo erede
Hakon fu un maschio Alpha originario del Dominio di Odette, famoso per aver riunito tutti i branchi del Nord sotto il suo comando dopo aver eliminato tutte le coppie Alpha. Terrorizzò sia umani, che non umani e tutti i suoi simili di ogni zona del mondo. Nel giro di un decennio, il suo nome fu sulla bocca di tutti e, dopo un secolo di orrore, disperato, uno dei villaggi rimasti isolati per via delle sue irruzioni cercò di contrattare la sua salvezza in cambio di… qualsiasi cosa. Il Warg scelse una compagna da istruire, una compagna umana e dalla loro unione nacquero cinque cuccioli: due maschi e tre femmine. Successivamente, con orrore del mondo intero, ne diedero alla luce degli altri.
Hakon fu il primo Warg a cercare di riunire tutta la sua razza in un unico enorme branco, ma la sua opera rimase incompiuta dopo che strinse dei patti con la famiglia Chant per il bene dello sviluppo del Continente Occidentale e per la nascita di Artesya, la sua gloriosa capitale.
Con la morte della sua famiglia e di egli stesso per mano dei Distruttori di Artesya, ci pensò suo figlio a continuare la sua opera.
Demetrius, il nuovo Re dei Warg, costrinse con una violenza inaudita tutti i suoi simili a sottostare al suo volere, massacrando coloro che gli si opposero e sistemando i suoi futuri nipoti a capo dei vari branchi che si instaurarono lentamente sotto il suo dominio.
Come suo padre, andò contro alle regole del branco e si proclamò con la forza l’Alpha supremo dei Warg, delegando ai suoi familiari il compito di guidare le mute formatesi.
Crescendo Demetrius sviluppò poteri demoniaci così devastanti che nemmeno molti dei più potenti incantatori avrebbero potuto competervi, rendendolo di fatto estremamente più forte di suo padre. Per le sue doti innaturali, la sua longevità e le dimensioni decisamente più grandi di un qualsiasi Warg, spesso viene rifiutato e visto come una minaccia dai suoi sottoposti.
Strettamente legato alla famiglia Chant, Demetrius viaggia continuamente per le aree di confine dei vari regni, imponendosi sui suoi simili che a volte, non riconoscendo in lui i tratti di un buon Alpha, lo affrontano perendo miseramente. Nondimeno, oltre a rimetterli al loro posto (spesso in maniere drastiche), Demetrius li protegge indistintamente ed ha abolito l’uccisione dei cuccioli e degli individui più deboli del branco.
Appena nato, suo padre lo ritenne troppo debole per poter sopravvivere: riteneva che dovessero occuparsi solo dei cuccioli più meritevoli e in salute. Rowena, però, lo convinse a lasciarlo vivere e, crescendo, Demetrius divenne il più forte dei suoi figli. Ma sempre e comunque un elemento di disturbo e pericolo per il branco intero. Sua madre fu costretta ad affidarlo alla prima occasione agli Chant, prima che suo marito decidesse di ucciderlo.

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