lunedì 8 agosto 2022

Personaggi - Arban Altan

(Did you get lost, wanderer? If you're looking for this page in English, you can find it HERE!)

 

Specie: Licantropo mongolo (Homolupus homolupus var. mongolicus)
Nome completo: Arban Altan
Genere: Femmina
Altezza/peso: 1,60 m (un po' più alta quando si trasforma)/ 57 kg
Corporatura: Atletica, con arti lunghi
Nata a: Cėcėrlėg, Arkhangai Aimang (Mongolia)
Stato civile: Sposata (con Valery Blake)
Data di nascita: 03/02/1969
Orientamento sessuale: Lesbica
Occupazione: Ricercatrice scientifica
Profuma di: Curcuma, prosciutto e melone 
Nazionalità: Mongolo-britannica (gli UK consentono la doppia nazionalità)
Appare in: Blindfury




 
🐺 La playlist di Arban su Spotify 🐺
 
"It's hard to overstate
my satisfaction.
Aperture Science:
We do what we must
Because we can
For the good of all of us...
...Except the ones who are dead".
Portal - Still Alive



Neutrale, ma con metodo | Per la scienza! | Seriamente ossessionata dalla lettera A | Licantropa piccina


Per la scienza!

Il valore più importante e novile per Arban è la ricerca della conoscenza, tanto da giustificare anche atti... che potrebbero risultare un po' meno nobili. Per ottenere i risultati e la libertà di sperimentare che desidera, non si fa troppi scrupoli a militare per progetti oscuri e datori di lavoro discutibili, come nella sua entusiastica collaborazione di lunga data con i Paradise Labs, sotto le direttive dell'affascinante Mater Inferorum, ricoprendo il ruolo di ricercatrice scientifica per il suo team.
C'è una piccola scienziata pazza che si frega le manine nel suo cuore, e lei non ci sta neanche provando a tenerla a bada.

Mongolia, mi manchi! Ma anche no.
Arban è nata a Tsetserleg, capitale di Arkangai Aimag (un distretto della Mongolia), dove ha vissuto una gioventù abbastanza felice, anche se ha lasciato il paese poco dopo aver ottenuto il proprio dottorato in Biochimica dall'Istituto di Chimica e Tecnologia Chimica al MAS (Mongolian Academy of Sciences). Anche se sente che la propria città natale non può offrirle la possibilità di crescita professionale e personale che desidera, non può fare a meno di essere ancora attaccata alle tradizioni, atmosfera e cultura del proprio paese, quasi idealizzandolo a distanza. Al momento vive con sua moglie Valery, che è anche una sua collega, in Inghilterra, avendo ottenuto la doppia cittadinanza; ma il suo Paese in fondo rimane nel suo piccolo cuore di scienziata pazza.

Essere un lupo
Quando Arban è arrivata nella sua famiglia, la sua nascita è stata vista come un miracolo.
Ne la "Storia Segreta dei Mongoli", viene detto che il popolo della Mongolia discende da una cerva e da un lupo; c'erano storie nella famiglia di Arban (i quali non sapevano di essere "kinfolk", creature che avevano la genetica del licantropo ma incapaci di mutare forma) di bambini speciali che potevano prendere in prestito l'aspetto del lupo, come dono divino dei loro antenati, ottenendo superiori forza, agilità e, si diceva, fascino.
Arban è stata la prima da generazioni ad essere nata manifestando la propria genetica sopita, ed è stata incoraggiata ed entrare in contatto con la propria parte "bestiale" a piacimento. Ha imparato a controllare le proprie trasformazioni e mantenere l'auto-controllo persino durante le notti di luna piena: la sua forma da plenilunio, che può adottare a comando, è un po' più alta della sua froma umana; diventa quasi muta e impulsiva, ma siccome è naturalmente di carattere calmo, il suo comportamento diventa simile a quello che un vero lupo potrebbe avere, piuttosto che un licantropo incontrollato.
Nonostante l'auto-disciplina, la forma nativa di Arban, quella umana, continua ad essere la sua preferita.

Figura materna
Arban ha sempre desiderato diventare madre: vivere l'esperienza di portare dentro di sè una vita, prendersi cura del piccolo, aiutarlo ad imparare e navigare la vita. Per lungo tempo, una serie di eventi ha reso impossibile coronoare il suo sogno di diventare mamma, finchè non è stata messa a capo del team per il progetto di selezione dei supergoldenwolfen.
Si è offerta volontaria per portare in grembo i cuccioli del Prigioniero 709 attraverso l'inseminazione artificiale: era un'opportunità incredibile non solo per condurre ricerche sul genoma del più notevole tra gli ospiti del laboratorio e sui risultati di quell'ibridazione, ma anche di ottenere cuccioli sani, che avessero il DNA di un esemplare forte ed unico di licantropo. Dei tre bambini nati, Arban tenne solo la femmina, che chiamò Alvara, e riconsegnò gli altri due al progetto di selezione, in modo che potesse comunque vederli ogni giorno. Anni dopo, dopo una terribile evasione di massa dai Paradise Labs conosciuta in seguito come la “Corsa dei Mostri”, Alvara scomparve senza lasciare traccia. Arban lavora ancora lì, sperando che un giorno lei e sua figlia potranno riabbracciarsi.

Meditazione
Arban è una persona pragmatica, ma ama dedicarsi un momento solo per sè stessa ed isolarsi dal resto, per scaricare ogni tensione. È un'appassionata di mindfulness! Non le piace meditare in ambienti chiusi in genere, e il suo ambiente di meditazione preferito è la spiaggia.

Altre informazioni

  • Parla fluentemente sia Mongolo che Inglese, e sa usare due diversi alfabeti: quello latino e quello cirillico. Capisce e parla molto bene anche il russo, seppure non sia altrettanto abile ad usarlo come le altre due lingue.

  • Si è sposata in un matrimonio assolutamente sfarzoso con una delle sue colleghe, Valery Blake, il 24 Marzo del 2018. Il suo capo Lilith ha deciso di coprire tutte le (altissime) spese del matrimonio per ricompensare le due ricercatrici del loro duro lavoro, discrezione e lealtà in tutti quegli anni, impiegando il Dr. Hannibal Morte, uno dei più apprezzati, costosi ed efficienti wedding planner del momento. 

    È la madre di Adolf, Furiadoro e Alejandro de Rocamora.

    Note di stile:
    Le sue proporzioni la fanno sembrare più alta di quel che è in realtà. Quando è presente, la pelliccia della sua criniera e su mani e piedi è sempre nero pece; in forma umana, sembra glabra eccetto che per i capelli liscissimi e lucenti.
    La sua pelliccia invernale è molto più folta e densa di quella che ha durante il resto dell'anno. In forma lupina, assomiglia un po' ad un lupo grigio della Mongolia (Canis lupus chanco), ma con una propria palette più scura.


     

    Le piacciono
     Non le piacciono
    ❤ Scienza e ricerca  💔 Bigotti e omofobi
    ❤ L'onestà  💔 L'ignoranza
    ❤ Le donne
     💔 Il fast food
    ❤ Il deserto
     💔 La fretta
    ❤ La lettera A  💔 Il caldo
    ❤ I tautogrammi
     💔 La divulgazione inaccurata di notizie
    ❤ Il rosso
    ❤ Il Süütei tsai 
    ❤ Prendersi un momento per meditare
         

 

Abilità
[Livelli possibili: disastro | principiante | mediocre | buono | molto buono | eccellente | maestra] 
Fisiche- Ballare (principiante)
- Udito a grandi distanze (molto buono)
- Olfatto (molto buono/eccellente)
- Combattimento (mediocre)
- Forza superiore (buono)
- Resistenza al dolore (molto buono)
- Corsa (molto buono su due gambe, buono su quattro)

- Guarigione rapida (molto buona)
- Mutare forma (molto buono/eccellente)
Linguaggio 

- Mongolo (eccellente in comprensione, scritto e parlato)
- Inglese (molto buono/eccellente in scritto, molto buono in comprensione e parlato)
- Russo (molto buono in comprensione, buono in scritto, mediocre/buono in parlato)
  
Musicali


- Canto (buono)
- Senso del ritmo (mediocre/buono)

Magiche- Lanciare incantesimi (disastro)
Misc.

- Cacciare animali (mediocre/buono)
- Fare gioco di squadra (molto buono)
- Riordinare (buono)
- Cucinare (mediocre)
- Lettura veloce (molto buono)
- Bella grafia (molto buono)
- Rimanere obbiettiva (buono/molto buono)
- Conoscenza della cultura popolare Mongola (molto buono/eccellente)
- Condurre ricerce scientifiche (molto buono)
- Usare attrezzatura da laboratorio (eccellente)
- Memoria (eccellente)
- Autocontrollo (eccellente)
- Meditazione (eccellente)

Moodboard


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🌵🎨Tutti i disegni in questa pagina (e molto probabilmente anche in tutte le altre pagine, se non diversamente specificato) sono stati realizzati dalle nostre artiste, Furiarossa e Mimma. Potete vedere altri loro lavori e/o supportarle (e supportare così anche tutti i Cactus di Fuoco ;)) sulla loro pagina Patreon. Diventate patroni delle arti!🌵🎨

venerdì 5 agosto 2022

Draghi grigi

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Draghi grigi
(Verusdraco sapiens griseus)


Origine
I draghi grigi sono una razza abbastanza antica, tanto che si suppone siano stati loro i primi a mettere per iscritto i suoni estremamente complessi e gutturali del draconico antico, trasformandolo e donandogli alcuni regole grammaticali. Ad una dragonessa grigia, Andoraaal, si deve la scrittura della più vecchia opera letteraria draconica, il Mito dei Dragonixius (Tihodohor dok Draconi Graxius), trasposizione di uno dei miti orali creati dall'estinta razza dei draghi di marmo.
I ritrovamenti primitivi di resti di draghi grigi sono avvenuti sulla Cordigliera delle Ande, in particolar modo i resti di due accampamenti, simili a proto-città, sono stati rinvenuti sulle Ande Patagoniche, uno in Cile e l'altro in Argentina.
In ogni caso, la comparsa dei draghi grigi è precedente rispetto a quella degli Homo sapiens sapiens e viene da molti studiosi considerata fondamentale per la creazione dei rapporti di dragoneria.
Non si conoscono con certezza quali razze abbiano contribuito alla creazione dei draghi grigi; si suppone che si tratti della convergenza di quattro o cinque razze antiche ormai del tutto fuse in una ed estinte se non in questa forma.


 
Aspetto
I draghi grigi sono draghi medi, che come il nome suggerisce hanno una livrea di colore grigio. Le loro squame, di forma romboidale ma minuscole e compatte, hanno una colorazione opaca e il risultato è che i loro corpi asciutti e muscolosi sembrano ricoperti di pietra.
Raramente presentano anche le tipiche squame piatte e larghe sul ventre, conosciute anche come “armatura ventrale”, che contraddistinguono molte razze di draghi, ma più spesso esibiscono una superficie omogenea di piccole squame sia sulla parte dorsale che su quella ventrale.
Quando rimangono completamente immobili, specie se sono appallottolati, somigliano in modo impressionante a grandi rocce, un'abilità che permette loro di mimetizzarsi perfettamente negli altipiani rocciosi, nascondendosi persino agli occhi degli umani.
Non hanno corna ad ornare il capo, ma sfoggiano un cornetto conico alla fine della canna nasale, poco sopra le narici, e queste caratteristiche combinate (la pelle grigia, l'assenza di corna sulla testa, il corno nasale) li fanno somigliare, seppure alla lontana, ai rinoceronti.
La schiena è percorsa da una fila singola di punte cornee di colore nero, non particolarmente grandi.
La loro pelle, se privata delle squame, è di colore grigio, talvolta a macchie blu scure.
Gli occhi, piccoli ma espressivi, hanno sempre l'iride di colori chiari, fra cui i più diffusi sono il verde e il grigio. I draghi grigi hanno padiglioni auricolari visibili e mobili, a punta, che gli hanno valso anche il soprannome di draghi lupo. Alcuni esemplari possiedono due minuscoli baffetti carnosi, simili a quelli delle carpe, sopra il labbro superiore, ma l'utilità di questi ornamenti è sconosciuta.
L'altezza massima mai registrata da un drago grigio è di quattro metri e diciassette centimetri, con un'apertura alare di dieci metri e quarantuno centimetri. Sono buoni volatori.
La loro coda è slanciata e muscolosa, con la parte finale che si assottiglia e termina sempre con una freccia cornea di colore grigio scuro o nero, che i draghi grigi spesso affilano e utilizzano per tagliare la carne o abbattere gli alberi.
Il loro fuoco è di colore rosso-arancione. Questi draghi hanno l'abitudine di sputare piccole quantità di fuoco all'interno del cavo orale e scaldare la loro stessa saliva: essa è densa, più di quella degli altri draghi, e se messa a contatto con il fuoco per qualche minuto diventa incandescente e simile a magma fluido. Quando un drago grigio è arrabbiato, può capitare che inconsapevolmente inizi a riscaldare grandi quantità di saliva e a sbavare, dando l'impressione di stare colando lava dalla bocca, ed è meglio non avvicinarsi troppo se non si vuole rimanere scottati.

Comportamento
I draghi grigi sono considerati da molti il drago “base” in quanto a comportamento: né fanatici religiosi né completamente atei, non distaccati e algidi ma neppure completamente ferali e spietati, intelligenti e curiosi senza essere presi dalla smania di conoscenza. Persino la bramosia dell'oro, che rende altri draghi inavvicinabili e folli, su di loro ha una presa solamente blanda.
Sovente, essi si accompagnano ai draghi bianchi, con cui condividono il vivo senso di giustizia, sebbene non altrettanto estremo, nonché l'amore per gli ambienti montani.
Quello che pochi conoscono di questi draghi, invece, è l'intensità distruttiva della loro ira: difficilissimo esserne spettatori, in quanto i draghi grigi sono dotati di una grande pazienza, quando la loro sopportazione finisce essi si trasformano in terrificanti macchine da battaglia a malapena capaci di controllarsi. Durante un tipico episodio di ira, accade che nubi di vapore, dovute all'evaporazione di una parte del liquido nella loro saliva, si sollevano dalle loro bocche, l'aria trema intorno alle narici arrossate di fuoco, il resto della bava, denso, viscoso e reso incandescente cola dalle fauci aperte, passando fra i denti in mostra e sfrigolando poi a contatto il terreno, il respiro diventa roco e sibilante, la voce più profonda, l'efficienza muscolare aumenta così come le possibilità della liberazione accidentale di magia distruttiva.
Paradossalmente, sembra che siano più gli esseri umani che gli altri draghi ad essere a conoscenza di questo stato alterato dei draghi grigi: in diverse testimonianze scritte si narra della leggendaria furia distruttiva che queste creature sono capaci di scatenare, distruggendo intere città.

Nascita e crescita
I cuccioli di drago grigio nascono da uova che vengono incubate in nidi di pietra foderati all'interno di pelli di animali, che vengono riscaldati con il fuoco fino ad essere resi incandescenti e rilasciano lentamente il calore. Le uova di drago grigio sono robuste, difficilissime da rompere, e hanno un aspetto irregolare che somiglia a quello di un grosso sasso grigio, spesso screziato in maniera irregolare di crema e di nero. In un ambiente freddo possono conservarsi quiescenti per cento o duecento anni, ma se esposte al calore si schiudono (se le temperature sono superiori ai quaranta gradi) o tendono a marcire (a temperature comprese fra i venti e i trentanove gradi), uccidendo il cucciolo. Non è consigliato il trasporto delle uova di drago grigio a chi non è esperto.
Una particolarità tipica dei draghi grigi è che la grandezza dell'uovo o del neonato cucciolo non dipendono affatto dalla grandezza della madre, ma sono standard: 900 grammi. Le femmine più grandi depongono più uova (fino a sette), ma tutte della stessa taglia, una volta ogni nove-dieci anni.
Le madri tendono a prendersi cura poco o nulla della prole, limitandosi a proteggere il territorio nella quale i draghetti crescono e invitandoli ad uscirne, per cercare la loro indipendenza, quando si dimostrano pronti a cacciare da soli. I piccoli imparano tutto quello che serve loro per sopravvivere attraverso l'osservazione della madre, ma può capitare che alcuni di loro vengano adottati invece dai draghi bianchi e istruiti formalmente all'uso della magia, un'arte in cui sono particolarmente versati.
I draghi grigi sono piuttosto lenti a crescere e raggiungono la capacità di riprodursi appena raggiunti i trenta anni di età, ma la maturità completa del fisico, con muscoli forti e l'intera dentizione definitiva, si ha solo intorno ai cento anni.

Vita sociale e corteggiamento
I draghi grigi non sono fra i più sociali e vivono in piccoli territori di circa quaranta-sessanta chilometri quadrati, che loro chiamano “case”, e da cui tendono a non uscire molto, essendo fra i pochi draghi che allevano il bestiame, oltre ovviamente ad essere raccoglitori e cacciatori. Una serie di case vicine crea un accampamento, che per loro è il massimo della socialità: è spostandosi in esso, attraverso i territori di altri draghi grigi che sono amichevoli con loro, che trovano i loro partner riproduttivi.
I maschi non corteggiano le femmine attivamente, ma fanno in modo di essere sempre belli e ben curati: muscoli forti, un corpo asciutto e tonico, ornamenti e disegni fanno in modo che essi siano notati più facilmente. L'arte oratoria e la simpatia personale sono altre due caratteristiche che incidono spiccatamente nella scelta di un partner.
Il dimorfismo sessuale, al contrario di come avviene in altre razze, non è particolarmente netto: le femmine sono solo di poco più grandi dei maschi e non hanno livree differenti.
Non hanno un vero periodo riproduttivo.
Avviene non di rado che questi draghi si accoppino con esemplari di altre razze, dando vita a esemplari meticci che somigliano però quasi sempre ai draghi grigi, la cui genetica è sorprendentemente dominante.

Habitat e dieta
I draghi grigi possono vivere un po' ovunque, dalle pianure ai deserti, ma i loro luoghi di elezione sono senza dubbio gli altipiani, in particolar modo quelli nascosti e circondati da altre montagne, come quello del Tibet.
Sono onnivori e si nutrono di bestiame (in particolar modo di capre) da loro stesso allevato, oltre che di cervi, stambecchi, camosci, caprioli, uova, frutta selvatica di vario tipo (in particolar modo, nonostante la taglia esigua rispetto a quella del loro corpo, vanno matti per le more), radici e foglie. Da segnalare la loro particolare abitudine a masticare il muschio per pulirsi i denti e profumarsi l'alito.
Per i draghi grigi non è considerato un tabù sociale nutrirsi di esseri umani, ma lo è quella di ucciderli a scopo alimentare, non disdegnano perciò di nutrirsi di carcasse di umani, se casualmente ne trovano.

Esemplari famosi
Artenair

Curiosità
  • Numericamente, i draghi grigi sono fra i più scelti come regnanti da parte degli altri draghi, secondi solo ai draghi bianchi.

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giovedì 4 agosto 2022

Draghi costali

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Draghi costali
(Verusdraco sapiens litoribus)



Origine
I draghi costali sono considerati una delle ultime razze “classiche” ad essersi evolute, in termini di tempo, si tratta quindi di un drago semi-moderno. La sua livrea, una delle più vistose e armoniose fra quelle di tutti i draghi, si è evoluta specificamente per confondersi con il colore del mare e della schiuma delle onde, ed è unica nel panorama dei Verusdraco, curiosamente condivisa solo con alcune specie di draghi marini (che non hanno alcuna parentela con i veri draghi).
Secondo alcuni ricercatori, i draghi costali discendono da un'antichissima popolazione di draghi grigi, vissuta al tempo in cui possedevano ancora una testa ornata da corna, che si è stanziata presso le isole Diomede, nel mezzo dello Stretto di Bering; si tratta di una mera congettura, ma è comunque possibile che draghi grigi e draghi costali siano imparentati fra loro.

Aspetto
I draghi costali sono draghi piccoli, di colore azzurro e blu, con innumerevoli screziature bianche e, talvolta, un'iridescenza intorno alla base del collo e della coda. Le corna, che si prolungano dietro al capo seguendo la linea della fronte, sono di colore bianco, lisce, e in numero variabile da due a sei, più comunemente quattro. Possono avere un piccolo corno affilato che cresce alla fine della canna nasale, ma nelle femmine è più spesso solo una placca di colore bianco o pesca.
La schiena è percorsa da una fila singola di punte cornee vistose, proporzionalmente più grandi di quelle degli altri Verusdraco, piatte invece che a sezione rotonda, e spesso irregolari nella forma e con un aspetto “spezzato”.
La loro pelle, se privata delle squame, è di colore viola scuro o nero. Una particolarità delle sue squame è che esse sono di origine dermica e ossificate, più simili alle scaglie dei pesci che non alle squame dei rettili; hanno il bordo rotondo ed è possibile notarne la crescita dell'osso lamellare che crea cerchi concentrici (simili agli anelli di accrescimento degli alberi) da cui si può dedurre l'età dell'esemplare.
Gli occhi, grandi e definiti generalmente con un'espressione grintosa, con rime palpebrali scure, e possono essere di differenti colori: gialli, azzurri, verdemare, verdi, bianchi o rossi; curiosamente, il colore rosso è il più diffuso.
Sono draghi leggeri, rapidi, con zampe slanciate e testa affusolata.
L'altezza massima mai registrata da un drago costale è di due metri e settantasette centimetri, con un'apertura alare di dieci metri e quarantadue centimetri.
La loro coda è sottile, particolarmente lunga e senza accumuli di grasso, con la parte finale che si assottiglia e termina sempre con una lunga punta cornea, estremamente resistente e utilizzata come arma o come “lancia” quando desiderano pescare dalla riva.
Le loro dita hanno unghie imponenti e sono palmate, per migliorare il movimento in acqua.
Il loro fuoco è di colore giallo, anche per via degli accumuli di cloruro di sodio che spesso si trovano sugli angoli delle loro bocche e sulle punte delle loro lingue.

Comportamento
I draghi costali hanno una forte identità di razza, tanto che difficilmente li si vedrà “mescolati” ad altri draghi, sebbene condividano le loro spiagge e le loro scogliere con viverne, Maregens e demidraghi. Il loro isolamento è dovuto parzialmente anche ad una particolarità linguistica: parlano un dialetto del draconico, il minidraconico (Pilisodor do Draco), caratterizzato da suoni profondi e grezzi e che molto somiglia all'antico draconico grigio, con proposizioni lunghissime, articolate e frequenti ruggiti bassi detti “rombi”, del tutto incomprensibile agli esseri umani e non particolarmente apprezzato dai draghi che si considerano più “nobili”.
I draghi costali non hanno divinità vere e proprie, ma una sorta di culto del mare è strettamente intrecciato alla loro cultura e non è raro sentire frasi (ammesso che possiate comprendere il minidraconico) come “grazie al Mare!” o “che il Mare ti protegga”. Scrivono la parola “mare” (“Maurrrrooourr” in minidraconico) sempre con l'iniziale maiuscola.
I draghi costali hanno inoltre un comportamento focoso e sanguigno, non sono minimamente inclini al mantenimento dei segreti o agli intrighi di corte, non eleggono un leader e amano giocare nel cielo e sott'acqua, grazie alle grandi e agili ali che li rendono incontrastati nei cieli e che funzionano anche da eccellenti pinne.
Contrariamente a molti degli altri draghi maggiori, che cercano attivamente un umano a cui legarsi, i draghi costali aspettano che siano gli umani a trovarli; non spediscono i propri giovani a formarsi in scuole che li mettono a contatto con i bambini, ma piuttosto preferiscono interagire con le comunità locali. Il 65% dei draghi costali non si lega mai ad un essere umano.
Qualora un drago si leghi ad un essere umano è quest’ultimo ad entrare a fare parte del branco e non il drago ad allontanarsene, anche se può capitare che drago e dragoniere partano insieme per lunghe avventure prima di ritornare al branco, che comunque li ri-accoglie senza problemi.

Nascita e crescita
I cuccioli di drago costale nascono, come la maggior parte dei draghi, da uova che vengono incubate per un periodo variabile. Le uova di drago costale sono relativamente fragili se paragonate a quelle di altri draghi, con una scorza che può avere svariati colori, dall'azzurro al blu notte, screziate di vene rosee, e possono conservarsi quiescenti anche per centinaia di anni.
Alla nascita, un cucciolo di drago costale ha già il numero definitivo di corna dell'adulto e ali funzionali, pesa da 200 grammi a 800 grammi. La grandezza dell'uovo e del cucciolo dipendono dall'età e dalla taglia della madre. Le femmine depongono da due a sei uova per volta e hanno cicli fertili ogni sette-dieci anni.
Il cucciolo non viene allontanato dal gruppo, come succede con molti dei draghi che vivono nell'entroterra, ma cresce all'interno del branco e viene istruito nell'arte della pesca dall'intera comunità. Molto spesso i draghetti non sanno neppure chi siano i loro veri genitori: crescendo in piccoli gruppi misti, di cui tutti si prendono cura, è difficile ricordarsi da quale nido provengano e i genitori stessi, nel tempo, diventano incapaci di distinguere i propri piccoli.
I draghi costali sono lenti a crescere e raggiungono la piena maturità e la capacità di riprodursi appena raggiunti i quaranta-cinquanta anni di età.
Visto il lungo periodo in cui essi sono ancora cuccioli fragili, i draghi costali hanno statisticamente la percentuale di mortalità infantile più alta fra tutti i draghi.

Vita sociale e corteggiamento
I draghi costali sono estremamente sociali ed è impossibile trovarne uno che viva isolato dal resto del mondo o che non abbia contatto alcuno con i suoi simili. Vivono in branchi con complessi rapporti interpersonali, in cui maschi e femmine godono di doveri e diritti simili nonostante le femmine siano più grandi, alte e forti, nonché magicamente più dotate.
Per conquistare le femmine, i maschi danno sfoggio delle proprie incredibili abilità di volo, giostrando nel cielo e scagliandosi gli uni contro gli altri per poi virare proprio all'ultimo secondo; può sembrare un gioco pericoloso, ma anche i corteggiatori più giovani hanno in realtà avuto almeno quarant'anni per allenarsi nel volo e gli incidenti sono rarissimi. Sbattere in volo gli uni contro gli altri, a quella velocità, rischierebbe di uccidere il drago sul colpo o comunque di menomarlo in maniera grave.
Le femmine, più goffe dei maschi e generalmente più feroci, non giostrano nel cielo, ma rimangono spettatrici sulle scogliere, da cui si godono le bellissime acrobazie. Esse possono scegliere da uno a tre maschi con cui accoppiarsi durante la stagione primaverile. Se un maschio è particolarmente abile e bello, può capitare che sia desiderato da molte femmine ed in tal caso si scateneranno rumorose risse sulla scogliera, in cui sarà la femmina vincitrice a decidere con chi il maschio si accoppierà e quante volte: potrebbe ad esempio concedere ad una sua amica un paio di accoppiamenti, alle altre nessuno e a sé stessa tutti quelli necessari per essere fecondata.
A vincere la rissa è l'ultima femmina che rimane in piedi sulla scogliera, mentre tutte le altre sono state lanciate (o sono cadute) in acqua. L'uso delle ali è vietato durante i combattimenti non solo perché li protrarrebbe di molto e rischierebbe di renderli più brutali (impedendo alle femmine di gettare le avversarie in acqua, esse dovrebbero invece utilizzare denti e artigli per ferirsi a vicenda), ma anche perché ferire le ali degli avversari, che sono fragili abbastanza da potersi spezzare, impedirebbe loro di pescare e di nutrirsi, qualcosa che sarebbe considerato barbaro da qualunque drago costale.

Habitat e dieta
I draghi costali vivono principalmente negli arcipelaghi sub-antartici, oltre che sulle coste di Horn Blu Island, e sopportano eccezionalmente bene il freddo, ma non si spingono mai nelle vere e proprie zone antartiche, verso cui provano un timore reverenziale. Carnivori quasi esclusivi, si nutrono di petrelli, pinguini (in particolar modo quelli reali e quelli crestati), merluzzi, stercorari, squali e foche, ma non disdegnano anche carcasse di cetacei spiaggiati.
I cuccioli si nutrono principalmente di piccoli pesci e, al contrario degli adulti, non danno mai la caccia agli uccelli.

Esemplari famosi

Skye


Curiosità

  • Quasi la totalità dei dragonieri umani che si legano ai draghi costali sono pescatori.
  • I draghi costali si vantano di essere grandi esperti di idromanzia, l’arte di predire il futuro attraverso l’acqua. Se questo sia vero o meno rimane una questione dibattuta.

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lunedì 1 agosto 2022

Luglio 2022 - Cosa abbiamo creato?

Luglio 2022 è finito: Ecco cosa abbiamo postato online questo mese, grazie anche al supporto dei nostri beneamati patrons!



+++DISEGNO++++
 
Il Cammino delle Leggende (The Way Of Legends) / Nuovo mondo oscuro (New Dark World) OCs
 
Commissions   

Nightheart's story - Commission | Three Hydra designs | Chat in the Fire Cacti cafè | Fluffy cheeks BW | The fire in my hands BW | Fluffy cheeks | Victor demon powers | Turtlepaw | The Fire in My Hands | Suspiciously friends | Free hugs |

Other
 
Patrons Only! 

+++SCRITTURA+++

Deus Ex Machina

23. Chiedimi | 24. Dal manuale d'uso | 25. La stazione fantasma | - Intermezzo: Arakno - | 26. L'ultima freccia? | 27. La verità e la missione | 28. Il Codice dell'Amore | 29. Marionette di Stato | 30. La sorella di Toy Boy | 31. Reclamare un'eredità | 32. Deus ex machina |

Blog posts  

Gynura aurantiaca (Scheda) |


Totale dei lavori pubblicati:58

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giovedì 14 luglio 2022

Gynura aurantiaca

Benvenute e benvenuti nell'ispirante Giardino di Fuoco!
Inauguriamo questa sezione del nostro blog presentandovi una chicca di bellezza un po' meno conosciuta tra le piante ornamentali: la pianta del velluto, nome comune della Gynura Aurantiaca.
La pianta del velluto non è un cactus nè tantomeno una vera e propria succulenta, ma c'è posto per tutte nel Giardino di Fuoco! Ed anche se probabilmente saranno proprio le succulente a comparire in maggioranza sul blog, questa piantina pelosina sarà la nostra apripista. 
Cosa c'è da sapere sulla pianta del velluto, e come ce ne si prende cura?
 
 


 FIGAGGINE  😎 😎 😎 ⚪ ⚪
 
FACILITÀ 💜 💜 💜 ⚪ ⚪
 
REPERIBILITÀ 👍 👍 ⚪ ⚪ ⚪ 
 

venerdì 1 luglio 2022

Giugno 2022 - Cosa abbiamo creato?

Giugno 2022 è finito: Ecco cosa abbiamo postato online questo mese, grazie anche al supporto dei nostri beneamati patrons!



+++DISEGNO++++
 
Il Cammino delle Leggende (The Way Of Legends) / Nuovo mondo oscuro (New Dark World) OCs
 
Furry, anthro and animals (not commissions)  

Commissions   

Custom Rumiu (black and white) | Beast embrace (black and white) | Nebula | Warm embrace in a cold place | Meet Schema! | Claire | Victor | Agent Skull | Agent Cross | Agent Bones | The Hellhound | Minis 286 - Fairy Dragon 1 | Back to normal | Minis 287 - Fairy dragon 2 |

Other

 
Patrons Only! 
 
+++SCRITTURA+++

Deus Ex Machina

 16. Memento Vitae | 17. La storia di Toy Boy (parte 4) | 18. Umani | 19. Lo scatolone | 20. Doppiaggio | 21. Uovo di pasqua | 22. Connessione |


Schede dei personaggi, specie, luoghi e varie (Blog) 

+ Altro +


Totale dei lavori pubblicati:48

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