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sabato 11 ottobre 2025

Halloween si sta avvicinando...

Ebbene sì, l'Autunno adesso si respira nell'aria... come tutti gli anni, le Dame Bianche Italiane si sono svegliate, e quella di Duino è già pronta a iniziare il suo difficile lavoro di sensibilizzazione alla condizione degli spiriti post-umani. Sembra che con i friulani stia funzionando! Con Samhain (pronunciato “sow-in” o “sah-win” in Gaelico) che fa un passetto verso di noi ogni giorno, il velo fra i mondi si fa più sottile: è il momento ideale per raccogliere i pomi di nebbia, o andare alla ricerca di rare apparizioni nei boschi, magari mentre cercate gli altrettanto rari funghi porcini. Se siete davvero fortunati, potreste anche trovare qualche tana degli gnomi dell'acqua!

Noi siamo pronti ad intagliare le nostre zucche, per aiutare quei fantasmini che ogni anno si perdono durante il periodo migratorio nel mondo materiale. Lo sapevate, che le luci delle zucche sono come piccoli fari per loro, perché gli riesce più facile ricordare la posizione delle luci di colore virante al giallo/arancione? E questo è il periodo riproduttivo di moltissime specie di piccoli spiriti, soprattutto di quelle in pericolo di estinzione, quindi ricordatevi di accendere una zucca (va bene anche finta, purché sia arancione) per loro, se volete che il mondo sia presto popolato di una nuova generazione di adorabili spiritelli! E se non per loro, fatelo per onorare i vostri cari, come fanno per il coloratissimo Día de los Muertos (1-2 Novembre, Messico e America Latina), oppure per Ognissanti (2 Novembre, tradizione cristiana e popolare Italiana) o per Pitru Paksha (Settembre-Ottobre, India), tutte feste dove le luci delle candele vengono utilizzate per commemorare i cari defunti e purificare lo spazio spirituale.

Le luci sono particolarmente belle in questo periodo, visto che le giornate si accorciano e potete usarle per leggere accoccolati sul vostro divano, oppure, se siete così fortunati da avere un portico o un giardino, su una sedia a dondolo mentre siete circondati dai colori caldi delle foglie cadute.

E mentre accendete le vostre zucche, non dimenticate di lasciare una mela lucida vicino alla finestra, come vuole l’antica usanza di Samhain. Si dice che il suo profumo dolce attiri gli spiriti gentili, quelli che sussurrano vecchie storie nelle notti nebbiose d’autunno.

sabato 31 ottobre 2020

Recensione - Il giardino dei Musi Eterni (Bruno Tognolini)

Bentornati, germoglietti! È con uno spirito un po’ particolare che vi portiamo la nostra nuova recensione.

C’è qualcosa di diverso nell’aria, l’avrete notato anche voi: la ruota dell’anno gira, portandoci sempre più lontano dalle giornate di sole ed afa (e per fortuna, diranno alcuni tra voi, era pure ora) e addentrandosi nei mesi più freddi ed oscuri; tenendoci per mano, ci invita a sentire sulla pelle il gelo dell’autunno inoltrato, della natura che si addormenta pian piano.
Nel processo ci regala incendi di colori mozzafiato sulle chiome degli alberi, e storie, meglio se raccontate a lume di candela, che ci sfidano ad essere coraggiosi. Rende i camini accesi irresistibili, le tane di coperte sublimi, le tazze di bevande calde piccoli portali per la felicità… Sì, persino noi cactus siamo felici di questo cambiamento: anche nel Deserto di Atacama l’arrivo del fresco viene accolto a fiori aperti, letteralmente, considerato che è tra settembre ed ottobre che il deserto s’infiamma delle più belle fioriture che la sua flora spinosa ha da offrire.
Il vecchio ora si spegne lentamente per fare spazio al nuovo che verrà, la morte diventa arte, bellezza, idea. Halloween, il Giorno dei Morti, Samhain, el Día de Muertos: non è un caso che tutte queste feste dalle più disparate origini (ed altre ancora) si festeggino a cavallo tra fine ottobre ed inizio novembre.
Ecco perché oggi vogliamo offrirvi una recensione che vi darà una mano a calarvi nella giusta atmosfera, incentrata su una storia che parla di cimiteri, spettri e peluche che non sono quello che sembrano… ma soprattutto di animali. Tantissimi animali.
Il libro di cui stiamo parlando è un meraviglioso romanzo tutto italiano che noi abbiamo adorato e non vediamo l’ora di condividere con voi: perciò, grazie a tutti voi per essere qui, ed entrate senza timore nel Giardino dei Musi Eterni!



1. La trama: Ginger è una splendida miciona di razza Maine Coon (a pelo semilungo, aggiungerebbe probabilmente lei) che ha una famiglia che la ama da impazzire, è bella, forte, arguta, dignitosa, tenace, curiosa, insomma, sembra che non le manchi proprio nulla. L’unico problema, a ben vedere, potrebbe essere che... è morta.
Ginger se ne rende conto quando si risveglia all’interno di un giardino fiorito e – mannaggia, le è cascato il corpo, è rimasto lì sotto terra. Accidenti.
Aspetta, non si trova neanche in un giardino normale: è un cimitero per animali e… eccola lì, anche lei ha la sua lapiduccia con il nome e tutto, con tanto di epitaffio a Zìnzola! Che poi lei si chiamerebbe Ginger, ma i bambini si sono occupati della cosa e sono piccoli e vanno perdonati.
(In realtà è il nomignolo con cui la chiama la famiglia, ironizziamo per non commuoverci, sigh).
Ginger non ne è troppo entusiasta e, tra questo ed il fatto che ci sono un cagnone da pastore, un canarino e una tartaruga tanto vecchia da essere più ruga che tarta che la fissano e le fanno ansia, decide che l’opzione più sensata è abbandonarsi al panico.
Scopriamo così che lo strano trio è una sorta di squadra di primo soccorso per le anime animali appena arrivate, anzi, per gli Animanimàli (o Àniman in breve) che danno comprensibilmente di matto al sapere d’essere spirati. Orson il cane, che è un pastore maremmano-abruzzese, le si acciambella attorno per farla sentire al sicuro, il canarino Ci canta per lei una melodia bellissima, mentre la tartaruga Mama Kurma le si piazza davanti, e, per consolarla, ondeggia la testa e rincara la dose con perfidie in latinorum: «Sì, gatta Ginger, mortua tu sei. Mortua tu sei, consumato tu hai le sette vite gatte tue».
Aggiunge anche molte altre belle cose che spiegano come la vita e la morte sono un tutt’uno e che c’è sempre un po’ dell’una nell’altra, ma la mortua gatta Ginger la guarda con gli occhi a palla e non capisce niente. Però, piano piano, si calma lo stesso.
Dopo la prima ondata di spavento, la Zìnzola inizia a prendere confidenza sempre di più con il suo stato di Àniman, re-imparando cose semplici come camminare o muoversi in un mondo le cui regole (o la loro assenza, in certi casi) rende tutto diverso. Ma, mentre apprendiamo insieme a Ginger le gioie e le stranezze di essere Àniman e conosciamo altri ospiti del Giardino dei Musi Eterni, scopriamo anche di una preoccupante nozione: delle anime animali stanno sparendo dal cimitero. Per loro natura eterne, è impossibile che le anime che popolano il Giardino dei Musi Eterni smettano semplicemente di esistere, eppure sembra che non si trovino da nessuna parte!
Cosa c’è dietro le misteriosi sparizioni delle anime? A cosa è dovuto lo strano comportamento del cane del custode, il quale è una persona fine e delicata e si capisce dal fatto che ha chiamato il suo pitbull Bestio? E cos’è che rende tanto sinistro il pupazzo nelle mani di Viola, una delle bambine della famiglia di Ginger, oltre il fatto che è una mostruosità vagamente a forma di micio con gli occhi demoniaci che s’impegna per mettere ansia a Ginger pure lui?
Non c’è che un modo che scoprirlo. Perciò prendete questo libro tra le mani e guardate cosa c’è oltre la…

2. La copertina:
il libro è piuttosto recente ed è stato edito solo dalla Salani, quindi possiamo parlarvi di una sola copertina. Ma per quanto ci divertirebbe descrivere una copertina trash adesso… niente, è impeccabile.

guardatemi, sono una copertina perfetta, eterea e bellissima, gne gne gne.


Sì, lo sappiamo che “non si giudica un libro dalla copertina” (anche se da quella possiamo giudicare un progetto grafico, perciò occhio a quel che fate perché siamo in agguato, illustratori e responsabili!), ma mentiremmo se dicessimo che l’atmosfera che in essa viene rappresentata non è uno dei fattori che ci ha influenzato a leggere questo romanzo in primo luogo, con questo blu notturno vibrante ed il nome dell’autore e gli occhi brillanti degli animali che spiccano sul resto.

In verità, diventa ancora più bella dopo aver già letto il libro, perché puoi riconoscere tutti i personaggi, uno ad uno! L’illustratore, tale Guido Albanese, avrebbe potuto anche farci vedere delle bestie casuali e colorarle di bianchiccio per farle spettrali o addirittura mettere una micia stecchita in copertina senza che nessuno potesse rimproverarglielo (forse biasimarlo un po’, ma sarebbe rimasto tecnicamente in tema). Siamo quasi certi che abbia ponderato almeno una delle due opzioni, ma non l’ha fatto, e per questo proviamo gratitudine. Grazie, Guido.



3. Cosa ci è piaciuto: Tutto. Okay, prossimo punto!
No, no, potrà corrispondere a verità ma dirvelo così non è professionale (e nessuno ci paga, perciò potremmo, ma anche noi vogliamo essere dignitosi come Guido); facciamo un passo indietro e vediamo se possiamo essere più articolati.
Sin da subito di questo libro sono chiare tre cose: la caratterizzazione è brillante, nonostante il gran numero di personaggi diversi che iniziamo a conoscere sin da subito, la lingua italiana è padroneggiata alla perfezione e si piega al volere dello scrittore che riesce a trovare le parole giuste per dipingere immagini e situazioni molto precise o trattare temi anche piuttosto delicati, capaci di suscitare grande emozione nel lettore, e le atmosfere sono finemente costruite e molto belle. Come se questo non bastasse, i concetti che vengono inseriti, sia sovrannaturali che non, sono semplici da capire ma interessanti.
Le descrizioni su cosa prova un animale nell’essere Àniman, liberatosi ormai dalle convenzioni di un corpo vivo e addirittura alle normali regole del tempo e dello spazio, sono gioia pura e assorbono il lettore in modo incredibile per essere un’esperienza che, al di fuori di queste pagine, un umano difficilmente può provare. A meno che non sappiate anche voi entrare nei sogni e agire al di fuori delle consuete leggi spazio-temporali, in quel caso quella frase non vale per voi, fate finta che non sia stata scritta.
Non basta? Beh, ci sono gli animali. Per noi già questa è una cosa bellissima, ed in più gli animali sono scritti in modo accurato! Ovviamente vedendo le cose dal loro punto di vista di bestiole che stanno nell’aldilà possiamo vederli agire in maniere non convenzionali per una creatura viva, tipo parlare tra loro, ma se un animale è di una certa specie o razza la cosa viene tenuta in conto ed implementata nel suo carattere. Al fine della storia, ad esempio, il fatto che Ginger sia una Maine Coon pura o, ancora di più, che Orson sia un pastore maremmano-abruzzese, sarà importantissimo!
Il registro linguistico usato è ampio, ma non rende affatto la scrittura pesante. Anzi, è un libro che può essere benissimo letto ed amato da persone molto giovani, dai dieci anni in su, diciamo, pur avendo moltissimo da offrire anche ad una persona ormai adulta.
E niente, è un libro bello.


4. Cosa non ci è piaciuto:
accidenti, questa è tosta. Già, cos’è che non ci è piaciuto? Niente, ci è piaciuto tutto. Okay, passiamo all’assegnazione del voto!
Sigh. Lo facciamo per te, Guido.
Non abbiamo nulla da rimproverare a questo libro su tutto quello che c’è. L’unica cosa di cui possiamo un po’ lamentarci è di quello che non c’è, ossia più pagine (il libro ha solamente duecentosettanta pagine, una lunghezza rispettabilissima ma noi ne volevamo di più) o un proseguimento, dato che un punto in particolare è lasciato volutamente aperto (ma questo romanzo è l’ultimo che Tognolini ha scritto, non sappiamo se effettivamente abbia intenzione di continuarlo in futuro. E comunque questo punto aperto in realtà è fantastico anche lasciato aperto e non ha alcun bisogno di essere concluso per dare senso alla storia, anzi. Mannaggia).
Perciò… niente. Ci è piaciuto tutto.


Voto complessivo: 94 su 100. Complimenti, sei veramente bello, libro bello!


A chi lo consigliamo: è una lettura che consigliamo senz’altro a qualunque amante degli animali: se avete mai avuto e amato un animale, questo libro non vi lascerà indifferenti. Chiaramente se vi piacciono storie misteriose ambientate nei cimiteri questa potrebbe assolutamente essere la storia che fa per voi, e la consigliamo molto, molto caldamente in generale a chiunque abbia voglia di leggerla.
Per le persone a cui piacciono letture che parlano di realtà nuda e cruda, senza nessuna interferenza fantasy o un po’ magica (à la Dursley, ma non necessariamente con tanta antipatia), o che amano leggere di gatti che, come Alfie, sono in realtà degli gnomi giudiconi travestiti da mici, questo libro potrebbe comunque risultare un po’ discosto dai loro gusti. Però è bello lo stesso, andate a leggerlo pure voi.


Dove potete comprare il libro?


Noi lo abbiamo acquistato in una libreria fisica, ma può anche essere trovato in tutti i principali negozi virtuali che trattano libri, e chissà, con un pizzico di fortuna, anche nella vostra biblioteca locale! Vale sempre la pena di andare a dare un’occhiata, non si sa mai cosa si può trovare tra quegli scaffali…

Noi una volta ci abbiamo trovato uno scorpione. Buona caccia al libro, germoglietti!

Oh, ma se non lo trovate nella vostra biblioteca locale e volete farvelo arrivare a casa al più presto (soprattutto ora, che si annusa un pochino nell'aria un prossimo secondo lockdown), lo potete beccare su Amazon, e visto che siamo nel programma di affiliazione, qualche centesimo ce lo guadagneremmo pure noi!




Che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto, siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose, anche se proprio con la recensione di oggi risultare troppo cattivi ci lascerebbe un po’ perplessi) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione!


P.S.: Ci sembrava doveroso farvi sapere che Bruno Tognolini è ideatore e coautore della Melevisione. Non è rilevante a livello della recensione, ma è uno dei tanti
meriti dell’autore e sembrava una cosa importante da dire. 



P.P.S.:Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se sono gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto). Nota: un sacco di gente si limita a dirci il titolo del libro da recensire, o addirittura a scrivere un sacco di titoli in fila, e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo.
Per fare un esempio: "Hey, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate".
Vi aspettiamo ;)





sabato 1 novembre 2014

Felice Halloween in ritardo

Noi festeggiamo Halloween un pò in ritardo.
Eppure quest'anno mia sorella ha avuto la fortuna di andare a vedere dei film horror insieme a dei ragazzi della sua età, ieri sera, per festeggiare la più bella nottata (o forse era Natale) dell'anno. Dunque edizione speciale, scritta da mia sorella Roberta, che è chiaramente la persona più fantastica che potreste incontrare.

Ciao, mi chiamo Roberta (ho una sfilza di nomi che preferisco non divulgare, ma visto che non sapevo neanche che mia sorella avesse un blog prima d'oggi potrebbe benissimo avervi detto tutto lei... perciò la mia è solo scena), ho quindici anni e ne devo fare sedici (la qual cosa mi fa rabbrividire ogni volta che ci penso) e siccome la vera proprietaria di queste paginucce mi ha detto di scrivere lo speciale di Halloween... beh, eccomi qui.
Non volevo scrivere, mi sono rotolata contro la porta dicendo che non c'ho voglia tre ore, ma che ci devo fare? Non so resisterle, mi ha convinta.
Partiamo dal dire che non è che siamo noi che festeggiamo in ritardo, sono gli altri che sono in anticipo. Tre giorni fa c'era un gruppetto di bambini di quattro-cinque anni armati di bastoni con le maschere che pretendevano che fosse Halloween.
Uno di loro pretendeva anche di avere un travestimento, anche se in realtà aveva solo gli occhiali sul naso. Tutti hanno paura dei miopi, perfetti per Halloween.
Non so neanche che ve ne dovrebbe fregare, ma io ora vi racconto che ieri sono stata invitata da una mia amica nella sua enorme casa. Per motivi di privacy, non vi dirò che si chiamava Alessia. Porca miseria che invidia, c'ha una villa che non è una villa è... è... tre ville. Ha la piscina come nei film, con quella luce blu che s'accende di notte. Io e una mia compagna di classe continuavamo ad indicarcela continuamente a vicenda, come un disco impallato "La piscina!", poi ci rigiravamo "La piscina!".
In qualunque caso, scemenze tra amici (tra cui uno spiritosone che se ne andava spruzzando deodorante negli occhi e nel naso degli altri), snack e pizza (grazie, Ale*sia), ho provato a suonare una chitarra con due corde saltate, a cantare stonando una canzone che non conoscevo e abbiamo visto qualche film in compagnia.
Film dell'orrore.
Sta a vedere cosa vuoi indicare con "orrore", perchè alcuni ci prendevano in pieno solo con uno dei due significati.
Niente da ridire sul film che ho portato io, Hannibal. Bellissimo, con fiocchi e controfiocchi che fanno crescere la bocca ad Hello Kitty dall'invidia. Guardatevelo.
Che poi ho notato con piacere che Ale*sia ha in collezione sia il Silenzio degli Innocenti che King Arthur (che mi sono affrettata a farmi prestare, yummy).
Ma ESP2: Fenomeni Paranormali... non so come commentare. Un nervoso tremendo a guardare che hanno tutti una telecamera professionale e oltre metà del film è girata con un cellulare da uno col Parkinson.
Riassumendo la trama senza spoiler pesanti di quello che ho capito di ESP 1: c'è un ospedale psichiatrico in cui avvengono le solite genialate sovrannaturali di fantasmi che si divertono e si danno il cinque a mandare ragazzine possedute e cose bianche imprecisate che fanno a pezzi ragazzini troppo stupidini per rimanere uniti o andarsene.
In ESP2, gli avvenimenti di ESP1 sono stati filmati e spacciati per un film, ma uno studente di cinema paranoico che ci prende si accorge che tutto il cast del fantomatico film è introvabile. Così parte per scoprire la verità e intervistare il cast. Che però non trova. Perchè, insomma... sono morti un film fa.
L'unico che sa tutto è il regista, che, a patto di non essere registrato, decide di svelargli la verità. Una volta armatosi, com'è ovvio, di telecamerina spia (ma dove prendono i soldi? Più avanti nel film avranno dei cellulari specialistici militari con GPS), il regista lo prende da parte, gli dice un mucchio di parolacce e gli conferma che è tutto vero. (P.S. La prima parte del film è inutile. Potete saltarla fino al regista se vi va, tanto sono loro che fumano, bevono, si drogano e fanno gli scostumati a casaccio con una telecamera brutta). Come ogni paranoico esaudito, il protagonista trascina a filmare un compromettente documentario con mille telecamere tutte di scarsa qualità (meno una che non è sua, ma del suo amico estero) il suo migliore amico tamarro, la ragazza carina che fa l'attrice nei suoi film, un asiatico di origine imprecisata proprietario dell'unica telecamera decente che, tutti lo sanno da quando è entrato nel film, sarà il primo a morire, e una ragazza con i capelli neri e piercing al labbro, che compare all'improvviso nel film senza che si capisca cosa viene a questi ragazzi, che fa la dura spaccando catenacci e ridendo in reggiseno sullo sfondo di inquadrature della camera d'hotel. Ovviamente, per capire che per scoprire la verità su ESP1 devono andare all'ospedale psichiatrico del film, hanno bisogno della soffiata anonima di un losco tipo col nickname di "Death Waits", La Morte Aspetta.
Sapendo che tutto ciò che è successo in ESP1 è reale, loro... vanno lì e cominciano sin da subito a dividersi disarmati. Prima in gruppi di due, e poi ovviamente il gruppo che seguiamo si divide ancora, mentre i cretini si lasciano soli.
Quando i loro compagni cominciano a morire, loro si spaventano e si dividono ancora per la gran paura.
Ok, ok... ora dico un paio di scene clou in ordine non cronologico che mi sono rimaste impresse, così valuterete se è il caso di vederlo o no, e se lo vedrete, avrete comunque altre scene di cui godere.
1- Delle infermiere demoniache accompagnano un dottore pazzo che dovrebbe essere morto per fare un'operazione ad un uomo morto di colore per fargli partorire un bambino bianco che poi accoltellano sotto un pentacolo disegnato col gessetto per fare un rituale satanico. Ok.
 2- Un pazzo sporco e senza maglietta (che nel film continuerà a cambiare il colore dell'occhio sinistro, passando dall'azzurro al castano scuro) disegna una porta da cui vuole passare su un muro con sangue di topo e, oltre a storcergli i denti perchè prima li aveva normali, si scoprirà che quella che ha disegnato è solo una porta finta messa nel mezzo di una stanza.
3- Che dire? Tre persone sono morte e i protagonisti, invece di cercare di evadere, dormono per terra, accanto ad una finestra da cui potrebbero tranquillamente uscire se ci arrivassero con la testa, in un'ospedale psichiatrico infestato con un pazzo pericoloso
4- Una simpatica presenza usa la telecamera per riprendere il pazzo (che lo insulta allegramente) e insieme girano un documentario dell'ospedale psichiatrico e una ragazzina posseduta che somiglia alla mia migliore amica si pettina i capelli nei condotti dell'aria. Ehm.
5- Qualcuno, prima di morire, chiede "Cosa stai facendo?" rivolto ad una presenza tecnicamente invisibile. Ma con chi parli? E anche se fosse visibile, vedi un mostro che vuole ammazzarti e gli dici "Che fai?" come se stesse danzando innocuamente la classica su un indice?
6- Riescono ad uscire, vanno in un'ascensore di un hotel che, invece di portarli al piano superiore come richiesto, quando si aprono le porte... li porta all'ospedale.
Ma mi sa che c'è un motivo se non potete uscirne, ragazzi. Dove sono i calmanti?
7-Continuano a dividersi.
Scegliete.
Amo Hallowen. 

E dopo questa splendida edizione speciale, fino ad ora senza dubbio il miglior post di questo blog, vi auguro un felice, spaventoso, paranormale Halloween... non dividetevi!

Lettori fissi