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martedì 18 novembre 2025

Piccola guida (colorabile) alle creature fantastiche

Siete stressati E volete saperne di più sulle creature fantastiche? Non dite altro, perché abbiamo fatto una cosina proprio per voi!
 
Vi presentiamo la piccola guida (colorabile) alle creature fantastiche! Tutta in stile chibi, raccoglie una serie di illustrazioni di adorabili creature fantastiche proveniente da tutto il mondo (il drago orientale è però un po' la "mascotte" di questo libriccino da colorare, tanto che è presente anche nelle decorazioni delle pagine con i testi) pronte ad essere completate dalla vostra immaginazione. Scatenate la fantasia con palette di colore divertenti! Immaginate gli sfondi che piacciono a voi! 

E ovviamente, visto che i Cactus di Fuoco sono sempre i Cactus di Fuoco, e non riusciamo a fare libri che siano troppo "a basso contenuto", ogni creatura è accompagnata da una piccola descrizione (canon-compliant per il nostro universo narrativo, ovviamente ;)) che spesso spiega l'origine della creatura, l'etimologia del suo nome o altri dettagliucci carini.

Chissà, chissà se non si possa trovare anche qualche scampolo di lore "strana", in mezzo ai testi...

Comunque, era un po' che non facevamo qualcosa di leggero e divertente per tutti, bambini compresi, eh?

Per ora il mondo, soprattutto per tutti noi creativi, è un posto "pesante", non è vero? Stanno succedendo troppe cose brutte tutte insieme. Dicono che colorare possa aiutare le persone a fare rilasciare un po' di stress, perciò... anche se di solito quelli che facciamo sono romanzi e fumetti, abbiamo pensato di collaborare con le nostre solite artiste principali per fare uscire questa cosuccia economica e piccolina, che potete regalare ai vostri bimbi (o a voi stessi, ricordatevi, colorare e imparare la mitologia sono hobby per tutti!) per natale, e che è abbastanza maneggevole da poter essere portato con voi anche durante le vacanze invernali (sempre per chi se le può permettere, le vacanze invernali).

(Hmm... prima o poi dobbiamo farlo anche un libro da colorare grande. Uno grosso, enorme, con lore a cascata e dettagli più intricati, fatto solo per gli adulti. Ma per ora iniziamo così, và, con un progettino più piccino).

Per il momento la piccola guida (colorabile) alle creature fantastiche è disponibile solo in italiano (così i nostri lettori principali non possono dire che non li abbiamo pensati! Questa volta abbiamo pensato PRIMA a voi, e poi al mercato internazionale, quello con cui potremmo fare qualche soldino in più. Vi vogliamo beni, regaz) e lo potete trovare qui:

+ ACQUISTA SU AMAZON +

 

 

P.S.: Se doveste davvero ad acquistare il libro (grazie mille! E speriamo che vi ci divertiate tantissimissimo!), e voleste farci vedere i risultati di una o più pagine colorate, ne saremmo felicissimi! Potete taggarci sui social media (quello dove siamo più attivi è probabilmente bluesky, ma ci trovate in un mucchio di posti), farci vedere il link giù nei commenti, iin qualsiasi modo desideriate farcele vedere, noi saremmo felicissimi non solo di vedere come avete usato i colori per completare le pagine (sarebbe come collaborare con voi! Yahoo!), ma anche di condividere i vostri lavori e magari persino di dedicarvi un post nel tag "fanart del giorno".

Buon divertimento, germoglietti!

E che la creatività sia sempre con voi,

- I Cactus di Fuoco

giovedì 17 marzo 2022

Universi Fantasy, ovvero: uno dei nostri racconti pubblicato da un editore vero!

Fino ad oggi i Cactus di Fuoco hanno sempre auto-pubblicato i loro racconti, i loro romanzi, i loro fumetti. Insomma, ci siamo fatti tutto da noi.
Oggi siamo lieti di annunciare una piccola pietra miliare del nostro cammino... per la prima volta, uno dei nostri racconti è stato pubblicato da un editore!
Sì, un editore vero.
No, non abbiamo pagato per essere pubblicati.
Sì, le copie saranno distribuite anche nelle librerie.
Sì, se ve lo state chiedendo siamo contenti, davvero contenti, anche se è solo un piccolo traguardo...
Il nostro racconto è stato pubblicato in un libro-raccolta dal titolo "Universi Fantasy", edito da Rudis Edizioni.


Guardate che cover, eh, con la fatina, eh! (No, non l'hanno fatta le nostre artiste stavolta)

 

Cioè, guardate che roba, guardate nei credits, che bello, c'è il nostro nome!


Allora, che abbiamo fatto? Di che parla 'sto racconto? Vale la pena di leggerlo?
Allooora... il racconto è carino. Il problema è che la versione tagliata e tagliata e tagliata e tagliata dello stesso racconto che pubblicheremo in una prossima raccolta (auto-pubblicata come al solito) e dunque che perde, diciamo, più del 70% della sua bellezza.
Parla di un fantasma. No, di un demone. No, di un migliore amico.
Insomma, non possiamo certo spoilerarvi di cosa parla, no?
Ma ora le cose serie: vale la pena di acquistare questo libro? Sì e no. NO, assolutamente NO se è solo per il racconto: è troppo breve (non è colpa nostra, ci hanno dato un limite massimo di parole! E non ci stava niente dentro quel limite, abbiamo tagliato un sacco di dialoghi e tutte le descrizioni all'osso!), mancano molti plot twist e lo potrete leggere per intero, con calma, più avanti.
Ma anche SÌ per puro collezionismo: perché è il primo libro pubblicato da un editore in cui compare il nostro nome e crediamo, modestamente, che un giorno, quando saremo famosi e avremo pubblicato dozzine di libri, possa essere qualcosa di raro e ricercato. C'è anche da dire (proviamo a riportarci con i piedi per terra e ad essere un po' meno megalomani) che può essere fico anche leggere i racconti di tutti gli altri autori della raccolta! Insomma, è una raccolta di racconti fantasy, potenzialmente una cosa fichissima!

Quindi, se volete acquistare il libro, potete farlo qui:
 
 
E ovviamente non penserete che lasceremo che voi, sì voi, i nostri principali sostenitori, i nostri adorati lettori, paghiate il prezzo intero, eh?
Giammai!
Ecco per voi un coupon con il quindici percento di sconto per l'acquisto di qualunque libro edizioni Rudis! Per utilizzare lo sconto ti basterà inserire la scritta AMICI nello spazio coupon su uno qualunque degli spazi ecommerce di Rudis Edizioni.
Festeggiamo tutti insieme questa pietra miliare della nostra carriera, friends!
E alla prossima... chissà che non ci capiti presto di pubblicare qualcosa di più grosso con qualcuno di più grosso.

mercoledì 28 luglio 2021

Urban Legends #1, il mago e la donna lupo

Guardate, guarda' che roba, ah. Figa la nuova copertina!

 

 *Insert here musica epica*

Anzi. La inseriamo per davvero. La nostra musica epica preferita. Mettete play e poi continuate a leggere:


 Sono passati anni da quando abbiamo scritto Urban Legends. Prima si chiamava la Voce della Notte, poi Il Cammino delle Leggende (è proprio questo titolo che ha dato il nome all'intera saga) e infine il titolo finale, "Urban Legends". Non l'abbiamo chiamato Leggende Urbane solo perché se avessimo cambiato ancora il titolo qualcuno avrebbe iniziato a tirarci i sassi.

Urban Legends. Era un mostrone di oltre mille pagine, impossibile da pubblicare tutto in un volume solo, così l'abbiamo spezzato in due. Oggi annunciamo, finalmente, di aver pubblicato la prima parte. Urban Legends #1: il mago e la donna lupo.

La seconda storia mai scritta a far parte della saga del Cammino delle Leggende (la prima è "Il Drago Bianco", che ristruttureremo, riscriveremo e amplieremo per voi molto presto) è questa: Furiadoro, un'immensa e feroce donna lupo, personaggio quasi più malvagio che moralmente grigio, che fa questo viaggio insieme a September Aster, un giovane mago quasi-innocente, ma sicuramente più buono che moralmente grigio, e alla lunga lo contagia... non con la sua licantropia, ma con le sue idee. Con il suo affetto, cambierà lentamente l'allineamento morale di September. Il piccolo Set era già predisposto a questa oscurità? È tutta colpa di Furiadoro? Questo lo potrete dire voi.

Urban Legends è un libro strano, mooolto vecchio (e si nota un po', rispetto ai nostri libri più recenti), ma che abbiamo voluto tenere così com'era: l'ambiguità di Furiadoro, la confusione che crea nel lettore, che spesso non riesce a capire fino a che punto lei sia o non sia l'antagonista della sua stessa storia, la sua peculiare prima persona, ci affascinano. Vogliamo rifare qualcos'altro con lo stesso stile, ma temiamo che di Furiadoro ce ne sia solo una e che solo lei possa permettersi una storia del genere.

Comunque, il primo libro è gratis. Abbiamo deciso di regalarvi l'e-book, che avrà alcune piccole differenze rispetto alla prima parte della storia che avete letto (se l'avete letta) su Wattpad.


[LO POTETE SCARICARE GRATUITAMENTE QUI SU KOBO].


E se invece preferireste tenere fra le mani una versione cartacea, una bestia da più di seicento pagine... beh, c'è anche quella! L'abbiamo caricata su Amazon, ma ovviamente quella si paga perché, beh, costi di stampa. A noi comunque viene in tasca pochissimo: rimane un regalo per voi. E poi c'è anche la versione ebook a pagamento su Amazon, ma solo perché gratis non ce lo faceva mettere, quindi se vi va potete ignorare la cosa.

[COMPRATE IL BESTIONE CARTACEO QUI SU WATTPAD]

E niente. Godetevelo. 

E se apprezzate particolarmente questo regalo, sapete cosa potete fare? Lasciateci una bella recensione. 


P.S.: E la seconda parte di Urban Legends? Dobbiamo ancora aggiungere alcune scene. Correggere alcune cosettine. Poi arriverà anche quella ;)




venerdì 25 giugno 2021

Iris Letalis - una fanfiction (Indice)

Note: Come tutte le nostre fanfiction, questa storia è leggibilissima anche se non si conosce il materiale originale. Quindi tranqui! Se non conoscete/seguite X Factor o in generale la musica italiana moderna, saltate questa premessa e cominciate immediatamente a leggere la storia. Andate al capitolo uno e vi divertirete un mondo!
 
 
E vabbé, ammirate che capolavoro trash di copertina che vi abbiamo creato! Guardate che capolavoro di tostaggine. Non avete voglia di vedere il cantante di Grace Kelly che prende a cazzotti qualcuno, adesso? E che Alessandro Cattelan sia il suo allenatore?
E poi, dove lo vogliamo mettere Fedez, eh? DOVE?



A grande, grandissima richiesta, dopo l'acclamato Sunset (non più disponibile su Wattpad, ma ancora leggibilissimo sul nostro blog, se qualcuno se lo stesse domandando), i Cactus di Fuoco tornano con una nuova fanfiction! Questa volta non parliamo di letteratura americana, ma ci spostiamo nella nostra amatissima Italia per parlare di musica. E di talent show, ma senza davvero parlare di talent show.
Antefatto:
E poi per ora ci stiamo guardando la seconda mitica stagione di un capolavoro dell'animazione giapponese, Megalo Box, un anime su una boxe "fantascientifica" dove i lottattori vestono un aggeggio che fa loro da potenziamento meccanico dei colpi, risultando in lotte estremamente cruente.
E c'è questo protagonista, Junk Dog, che per fisico e volto ci ricordava un sacco Mika, il famoso cantante delle hits "Relax, Take it Easy" e "Grace Kelly", nonché giudice spietato (e adorabile, regà) di X Factor. 

Insomma, noi eravamo lì tutti a ridacchiare e dire cose tipo "eh, se Mika fosse un pugile...". Poi uno dei personaggi, il vecchietto che lavora come meccanico dice una cosa. La cosa in questione suona più o meno come (perdonateci, non ce la ricordiamo in maniera perfetta) "I veri pugili hanno tutti il tuo aspetto, Joe".
È stato allora che abbiamo deciso: scriviamo una fanfiction su Mika pugile, visto che ha l'aspetto di uno di loro. Negli ultimi anni, poi, è diventato sempre più simile ad un atleta... se avessimo scritto questa fanfiction nel 2012/2013 non saremmo stati credibili. Ora, invece, sarebbe credibilissimo:
A dire il vero è persino un po' più grosso di Joe.
 
Stiamo svarionando e volando. Probabilmente tutto questo non frega a nessuno di voi.
Quindi concludiamo dicendo quello che sicuramente vi interessa di più: ci sarà Mara Maionchi. Esatto. E anche Fedez, Emma Marrone, Mahmood, i Maneskin e una miriade di altre comparse. Sì, pure Hell Raton, che lo sappiamo che non vedete l'ora di leggere di lui, monelle (e monelli)!
 
La trama: 
Alessandro Cattelan è un po' un perdigiorno e un po' un allenatore di pugili (che sarebbe pure bravo, se ci si mettesse). Le associazioni ufficiali non vogliono avere niente a che fare con uno come lui, così ha ripiegato sul mondo dei combattimenti clandestini. Ora che l'X-Factor, il più grande, importante e pericoloso torneo undergound d'Italia, si sta avvicinando, Alessandro sta cercando un nuovo protetto da condurre alla vittoria e non si accontenterà di un atleta qualunque: lui vuole Mika, il "fulmine di Beirut", un misterioso giovanotto che sembra imbattibile, ma anche indomabile e selvaggio.
 
Ma anche riuscendo a ingaggiare il fulmine di Beirut, la strada è irta, pieni di pericoli e di avversari di insospettabile potenza, come il Klan di Mahmood, la brutale Emma Marrone o gli intelligentissimi protetti di Mara Maionchi. Riusciranno i nostri eroi a primeggiare?
 
Male che vada, ci saremo divertiti tutti a guardarli provare. E magari anche a vederli trovare l'amore?
 
Cominciamo subito! Buona lettura:

Indice:

11.

domenica 6 giugno 2021

Shadowfawn - Finalmente acquistabile in e-book e cartaceo!

Siamo lieti di annunciare che, finalmente, Shadowfawn è disponibile per l'acquisto sia in versione ebook che cartacea!


Lo avete aspettato con trepidazione e questa volta non abbiamo perso tempo come al solito (lo sappiamo, lo sappiamo, per gli altri libri vi abbiamo fatto aspettare tantissimo tempo... e per Urban Legends sono ormai tre o quattro anni che attendete, ma non temete, pubblicheremo anche quello!), ma ci siamo immediatamente rimboccati le maniche e sbadabim sbadabam, ecco qui delle versioni complete e revisionate che potete portare sempre con voi!

Ehi, non avete mai letto Shadowfawn, né alcun libro ambientato nel Nuovo Mondo Oscuro? Qual'è la trama di Shadowfawn - La ragazza ipnotica?

"In un mondo dove tutti nascono con un potere unico (un potere che può essere del tutto inutile, come farsi allungare le ciglia di pochi millimetri, o strabiliante come la lettura del pensiero), i vincenti, quelli ricchi e famosi, sono in genere gli individui baciati dalla fortuna di possedere capacità migliori. Ma se esistesse qualcuno in grado di controllare gli altri? Di usare tutti i loro poteri per i propri scopi? Cherry Gale è una ragazza di campagna, apparentemente come tante altre: va a scuola, ha una cotta per un ragazzo della sua classe, ha un'amica un po' punk e da grande vorrebbe seguire le orme di sua madre, che è la sua eroina e con cui ha un rapporto profondissimo... ma ha un segreto. Un segreto che potrebbe cambiare e sconvolgere il mondo.
Il problema per lei è che non è la sola, ad averne uno."

Un incipit quasi classico, vero? Ma se conoscete lo stile dei Cactus di Fuoco... il nostro stile ;)... sapete che la storia andrà in direzioni inaspettate!
Quindi cosa aspettate? Acquistatelo adesso e divoratevelo ben bene (o, se l'avete già letto, gustatevelo piano insieme ad un bicchiere di Bianco d'Alcamo, che si abbina particolarmente bene al gusto di questa storia). Potete trovarlo:

[QUI SU AMAZON (ebook / cartaceo)]

[QUI SU KOBO (solo ebook)]

(Hey, e i patrons più affezionati, quelli da +$30, potranno scaricare senza costi aggiuntivi gli ebook di Bloodhound e Shadowfawn QUI! In formato .epub, .odt, .doc and .pdf! Figata, eh?) 


 

venerdì 21 maggio 2021

Bloodhound - Nuova cover, libro migliorato, e ora disponibile anche su Kobo!

Abbiamo appena finito di pubblicare su Wattpad tutti i capitoli di "Shadowfawn - La ragazza ipnotica", e siamo davvero contenti di poter constatare che questo libro della saga del Nuovo Mondo Oscuro (che, ricordiamolo, possono essere letti tutti separatamente, non è necessario un ordine preciso, anche se è consigliato andare dall'inizio alla fine per godersela al massimo!) è piaciuto davvero tanto ai nostri lettori!
Ora, è arrivato il momento di due cose: rispondere alle F.A.Q (Frequently Asked Questions, ovvero quelle domande che ci arrivano un sacco) e fare un bell'annuncio! Cominciamo dalle domande:
 
F.A.Qs
1. Ci sarà un seguito alle avventure di Cherry Gale? Insomma, Shadowfawn avrà un sequel?
- Sì. Assolutamente sì, ci sarà (almeno) un altro libro ambientato nel Nuovo Mondo Oscuro, l'universo in cui tutti hanno un potere speciale. Si intitolerà (molto probabilmente) Ice Wolves! E questa volta avrà più di un protagonista principale. Figo, eh?

2. Ma... ma quindi Cherry non sarà la protagonista del prossimo libro?
- No, lei non sarà la protagonista del prossimo libro. Proprio come è accaduto a Sheldon La Poer, che è stato protagonista di "Bloodhound - L'uomo senza silenzio", ma è riapparso come il supercattivo Bloodhound nel libro di Shadowfawn, anche Cherry ritornerà nel prossimo libro senza però esserne la protagonista.

3. Perché c'è sempre il gatto Bringo alla fine di ogni libro della saga? Ed è lo stesso gatto di cui parla il folle Teo nella sua storia?
-Sì, è lo stesso gatto! E per sapere come mai Bringo è così importante dovrete aspettare il prossimo libro. 

4. Nei commenti ci sono un sacco di riferimenti alla storia di Sheldon/Bloodhound, ma quindi esiste un altro libro della saga?
- Sì! Si intitola "Bloodhound - L'uomo senza silenzio". Se fino ad ora non l'avete ancora letto è perché per quasi un anno è rimasto solo un capitolo visibile su Wattpad, visto che il libro doveva partecipare ad un contest e non poteva rimanere sulla piattaforma. Ma ora è tornato! O almeno, ne è tornata la versione originale, non-corretta, non-espansa, con un capitolo in meno e con la vecchia cover... però il succo c'è, se volete saperne di più su Bloodhound e Werhunter (e magari rispondere, oppure anche no, alle domande che abbiamo ricevuto pure nei messaggi privati: ma i due supercattivi sono una coppia? Ma che cavolo di potere ha Werhunter? Da dove saltano fuori questi due tizi overpowered?).
 
5. E se voglio leggere Bloodhound, dove lo posso beccare?
- Su Wattpad, qui, se lo vuoi gratis! Ma ricordiamo che è la versione "vecchia" e che leggendola ti perdi un sacco di easter egg fantastici, il capitolo extra e altre chicche che sono presenti solo nella versione pubblicata. Perché sì, Bloodhound è stato pubblicato! E se vuoi comprarlo lo trovi sia su Kobo che su Amazon (e qui è in versione cartacea! WOW!).

6. E qual'era l'annuncio che volevate fare?
- Eh, proprio questo: finalmente la versione finale di Bloodhound è disponibile sia su Amazon che su Kobo (e su altre piattaforme che vendono ebooks!). Acquistandolo, fra l'altro a prezzi davvero bassi per la media dei libri (sì, purtroppo ci guadagniamo poco, visto che è quasi tutto per i costi di stampa/distribuzione, ma almeno abbiamo la soddisfazione di pensare che qualcuno ha sborsato qualche monetina per farci sapere che il nostro lavoro gli è piaciuto!), ci permetterete di salire nelle classifiche e farci conoscere anche ad un pubblico esterno a quello delle piattaforme di scrittura online! E soprattutto, ha una nuova cover, completamente diversa da quella di Wattpad, eccola qui:

E come al solito la nuova cover è stata creata dalle nostre artiste ufficiali, Furiarossa and Mimma!


7. Last but not least... anche Shadowfawn verrà pubblicato? Insomma, se vogliamo comprare il volume cartaceo e portarlo con noi in vacanza, si potrà fare?
-Ma certo! Stiamo rileggendo tutto per correggere eventuali errori, aggiungendo qualcosina e ritoccando e poi anche Shadowfawn verrà pubblicato, proprio come Bloodhound!


Ricapitolando, per ora potete leggere:

Bloodhound [Qui, incompleto, su Wattpad][Qui lo potete acquistare su Amazon][Qui lo potete acquistare su Kobo]

Shadowfawn [Qui su Wattpad][E per le versioni e-book e cartacea dovete aspettare un poco]

Ice Wolves [Ancora no! Pazientate, lo dobbiamo ancora scrivere!]

Grazie a tutti per l'attenzione e speriamo di aver risposto alle vostre domande! Correte a leggere Bloodhound adesso ;)

domenica 14 febbraio 2021

Il Fiore e l'Artiglio - Nuova edizione! (Becchini, mafia e un pizzico di western)

A pochi giorni di distanza dall'ultimo libro pubblicato, il nostro Furiacieca a fumetti, siamo lietissimi di annunciare che è finalmente disponibile per l'acquisto un altro volume!
Questa volta è un romanzo, anche se l'illustrazione di copertina è come sempre creata dalle nostre artiste ufficiali, Furiarossa e Mimma. 
 

"Mark McWoodland è un giovane contadino che per sbarcare il lunario aiuta l'impresario di pompe funebri locale, Paul Grimm. Mite, tranquillo e con un animo sensibile, il ragazzo riesce spesso a non farsi infastidire grazie alla sua altezza impressionante e al suo aspetto minaccioso.
Sara Barker è estroversa, aggressiva, invischiata fino al collo in circoli criminali e ha amici che nessuna madre vorrebbe che sua figlia frequentasse. Spesso sottovalutata a causa del suo aspetto, sa che nel suo mondo deve farsi valere con le azioni.
Insomma, Mark e Sara non potrebbero essere più diversi. Cosa succederebbe se li si costringesse a frequentarsi a causa dell'amicizia storica delle loro famiglie?
Fra fughe rocambolesche, rospi velenosi, cani irrequieti e poliziotti nostalgici, immergetevi con noi in questa avventure che profuma di amore, amicizia e... cadaveri?
"

Inizialmente avevamo scritto questo libro per un concorso sui libri d'amore, tagliando completamente la parte paranormale/sovrannaturale. Poi, però, non abbiamo vinto. E come avremmo potuto? Mark McWoodland e Sara Barker (e qualcuno di voi li conosce bene) sono personaggi profondamente legati al mondo sovrannaturale, due dei grandi protagonisti della saga del Cammino delle Leggende, e scrivere della loro gioventù escludendo del tutto ciò che l'ha resa così speciale ha, come si suol dire, strappato via l'anima della storia.
Perciò abbiamo deciso di estenderla e cambiarla per includere anche le parti fantasy!
E questo libro è il risultato. Speriamo davvero che ve lo godiate! Fra l'altro, manco l'avessimo fatta apposta, il libro esce proprio nel giorno di San Valentino... figata, eh?

Lo potete acquistare su Amazon QUI (lo trovate in e-book e anche in formato cartaceo!) oppure su Kobo Books QUI (solo e-book).

sabato 31 ottobre 2020

Recensione - Il giardino dei Musi Eterni (Bruno Tognolini)

Bentornati, germoglietti! È con uno spirito un po’ particolare che vi portiamo la nostra nuova recensione.

C’è qualcosa di diverso nell’aria, l’avrete notato anche voi: la ruota dell’anno gira, portandoci sempre più lontano dalle giornate di sole ed afa (e per fortuna, diranno alcuni tra voi, era pure ora) e addentrandosi nei mesi più freddi ed oscuri; tenendoci per mano, ci invita a sentire sulla pelle il gelo dell’autunno inoltrato, della natura che si addormenta pian piano.
Nel processo ci regala incendi di colori mozzafiato sulle chiome degli alberi, e storie, meglio se raccontate a lume di candela, che ci sfidano ad essere coraggiosi. Rende i camini accesi irresistibili, le tane di coperte sublimi, le tazze di bevande calde piccoli portali per la felicità… Sì, persino noi cactus siamo felici di questo cambiamento: anche nel Deserto di Atacama l’arrivo del fresco viene accolto a fiori aperti, letteralmente, considerato che è tra settembre ed ottobre che il deserto s’infiamma delle più belle fioriture che la sua flora spinosa ha da offrire.
Il vecchio ora si spegne lentamente per fare spazio al nuovo che verrà, la morte diventa arte, bellezza, idea. Halloween, il Giorno dei Morti, Samhain, el Día de Muertos: non è un caso che tutte queste feste dalle più disparate origini (ed altre ancora) si festeggino a cavallo tra fine ottobre ed inizio novembre.
Ecco perché oggi vogliamo offrirvi una recensione che vi darà una mano a calarvi nella giusta atmosfera, incentrata su una storia che parla di cimiteri, spettri e peluche che non sono quello che sembrano… ma soprattutto di animali. Tantissimi animali.
Il libro di cui stiamo parlando è un meraviglioso romanzo tutto italiano che noi abbiamo adorato e non vediamo l’ora di condividere con voi: perciò, grazie a tutti voi per essere qui, ed entrate senza timore nel Giardino dei Musi Eterni!



1. La trama: Ginger è una splendida miciona di razza Maine Coon (a pelo semilungo, aggiungerebbe probabilmente lei) che ha una famiglia che la ama da impazzire, è bella, forte, arguta, dignitosa, tenace, curiosa, insomma, sembra che non le manchi proprio nulla. L’unico problema, a ben vedere, potrebbe essere che... è morta.
Ginger se ne rende conto quando si risveglia all’interno di un giardino fiorito e – mannaggia, le è cascato il corpo, è rimasto lì sotto terra. Accidenti.
Aspetta, non si trova neanche in un giardino normale: è un cimitero per animali e… eccola lì, anche lei ha la sua lapiduccia con il nome e tutto, con tanto di epitaffio a Zìnzola! Che poi lei si chiamerebbe Ginger, ma i bambini si sono occupati della cosa e sono piccoli e vanno perdonati.
(In realtà è il nomignolo con cui la chiama la famiglia, ironizziamo per non commuoverci, sigh).
Ginger non ne è troppo entusiasta e, tra questo ed il fatto che ci sono un cagnone da pastore, un canarino e una tartaruga tanto vecchia da essere più ruga che tarta che la fissano e le fanno ansia, decide che l’opzione più sensata è abbandonarsi al panico.
Scopriamo così che lo strano trio è una sorta di squadra di primo soccorso per le anime animali appena arrivate, anzi, per gli Animanimàli (o Àniman in breve) che danno comprensibilmente di matto al sapere d’essere spirati. Orson il cane, che è un pastore maremmano-abruzzese, le si acciambella attorno per farla sentire al sicuro, il canarino Ci canta per lei una melodia bellissima, mentre la tartaruga Mama Kurma le si piazza davanti, e, per consolarla, ondeggia la testa e rincara la dose con perfidie in latinorum: «Sì, gatta Ginger, mortua tu sei. Mortua tu sei, consumato tu hai le sette vite gatte tue».
Aggiunge anche molte altre belle cose che spiegano come la vita e la morte sono un tutt’uno e che c’è sempre un po’ dell’una nell’altra, ma la mortua gatta Ginger la guarda con gli occhi a palla e non capisce niente. Però, piano piano, si calma lo stesso.
Dopo la prima ondata di spavento, la Zìnzola inizia a prendere confidenza sempre di più con il suo stato di Àniman, re-imparando cose semplici come camminare o muoversi in un mondo le cui regole (o la loro assenza, in certi casi) rende tutto diverso. Ma, mentre apprendiamo insieme a Ginger le gioie e le stranezze di essere Àniman e conosciamo altri ospiti del Giardino dei Musi Eterni, scopriamo anche di una preoccupante nozione: delle anime animali stanno sparendo dal cimitero. Per loro natura eterne, è impossibile che le anime che popolano il Giardino dei Musi Eterni smettano semplicemente di esistere, eppure sembra che non si trovino da nessuna parte!
Cosa c’è dietro le misteriosi sparizioni delle anime? A cosa è dovuto lo strano comportamento del cane del custode, il quale è una persona fine e delicata e si capisce dal fatto che ha chiamato il suo pitbull Bestio? E cos’è che rende tanto sinistro il pupazzo nelle mani di Viola, una delle bambine della famiglia di Ginger, oltre il fatto che è una mostruosità vagamente a forma di micio con gli occhi demoniaci che s’impegna per mettere ansia a Ginger pure lui?
Non c’è che un modo che scoprirlo. Perciò prendete questo libro tra le mani e guardate cosa c’è oltre la…

2. La copertina:
il libro è piuttosto recente ed è stato edito solo dalla Salani, quindi possiamo parlarvi di una sola copertina. Ma per quanto ci divertirebbe descrivere una copertina trash adesso… niente, è impeccabile.

guardatemi, sono una copertina perfetta, eterea e bellissima, gne gne gne.


Sì, lo sappiamo che “non si giudica un libro dalla copertina” (anche se da quella possiamo giudicare un progetto grafico, perciò occhio a quel che fate perché siamo in agguato, illustratori e responsabili!), ma mentiremmo se dicessimo che l’atmosfera che in essa viene rappresentata non è uno dei fattori che ci ha influenzato a leggere questo romanzo in primo luogo, con questo blu notturno vibrante ed il nome dell’autore e gli occhi brillanti degli animali che spiccano sul resto.

In verità, diventa ancora più bella dopo aver già letto il libro, perché puoi riconoscere tutti i personaggi, uno ad uno! L’illustratore, tale Guido Albanese, avrebbe potuto anche farci vedere delle bestie casuali e colorarle di bianchiccio per farle spettrali o addirittura mettere una micia stecchita in copertina senza che nessuno potesse rimproverarglielo (forse biasimarlo un po’, ma sarebbe rimasto tecnicamente in tema). Siamo quasi certi che abbia ponderato almeno una delle due opzioni, ma non l’ha fatto, e per questo proviamo gratitudine. Grazie, Guido.



3. Cosa ci è piaciuto: Tutto. Okay, prossimo punto!
No, no, potrà corrispondere a verità ma dirvelo così non è professionale (e nessuno ci paga, perciò potremmo, ma anche noi vogliamo essere dignitosi come Guido); facciamo un passo indietro e vediamo se possiamo essere più articolati.
Sin da subito di questo libro sono chiare tre cose: la caratterizzazione è brillante, nonostante il gran numero di personaggi diversi che iniziamo a conoscere sin da subito, la lingua italiana è padroneggiata alla perfezione e si piega al volere dello scrittore che riesce a trovare le parole giuste per dipingere immagini e situazioni molto precise o trattare temi anche piuttosto delicati, capaci di suscitare grande emozione nel lettore, e le atmosfere sono finemente costruite e molto belle. Come se questo non bastasse, i concetti che vengono inseriti, sia sovrannaturali che non, sono semplici da capire ma interessanti.
Le descrizioni su cosa prova un animale nell’essere Àniman, liberatosi ormai dalle convenzioni di un corpo vivo e addirittura alle normali regole del tempo e dello spazio, sono gioia pura e assorbono il lettore in modo incredibile per essere un’esperienza che, al di fuori di queste pagine, un umano difficilmente può provare. A meno che non sappiate anche voi entrare nei sogni e agire al di fuori delle consuete leggi spazio-temporali, in quel caso quella frase non vale per voi, fate finta che non sia stata scritta.
Non basta? Beh, ci sono gli animali. Per noi già questa è una cosa bellissima, ed in più gli animali sono scritti in modo accurato! Ovviamente vedendo le cose dal loro punto di vista di bestiole che stanno nell’aldilà possiamo vederli agire in maniere non convenzionali per una creatura viva, tipo parlare tra loro, ma se un animale è di una certa specie o razza la cosa viene tenuta in conto ed implementata nel suo carattere. Al fine della storia, ad esempio, il fatto che Ginger sia una Maine Coon pura o, ancora di più, che Orson sia un pastore maremmano-abruzzese, sarà importantissimo!
Il registro linguistico usato è ampio, ma non rende affatto la scrittura pesante. Anzi, è un libro che può essere benissimo letto ed amato da persone molto giovani, dai dieci anni in su, diciamo, pur avendo moltissimo da offrire anche ad una persona ormai adulta.
E niente, è un libro bello.


4. Cosa non ci è piaciuto:
accidenti, questa è tosta. Già, cos’è che non ci è piaciuto? Niente, ci è piaciuto tutto. Okay, passiamo all’assegnazione del voto!
Sigh. Lo facciamo per te, Guido.
Non abbiamo nulla da rimproverare a questo libro su tutto quello che c’è. L’unica cosa di cui possiamo un po’ lamentarci è di quello che non c’è, ossia più pagine (il libro ha solamente duecentosettanta pagine, una lunghezza rispettabilissima ma noi ne volevamo di più) o un proseguimento, dato che un punto in particolare è lasciato volutamente aperto (ma questo romanzo è l’ultimo che Tognolini ha scritto, non sappiamo se effettivamente abbia intenzione di continuarlo in futuro. E comunque questo punto aperto in realtà è fantastico anche lasciato aperto e non ha alcun bisogno di essere concluso per dare senso alla storia, anzi. Mannaggia).
Perciò… niente. Ci è piaciuto tutto.


Voto complessivo: 94 su 100. Complimenti, sei veramente bello, libro bello!


A chi lo consigliamo: è una lettura che consigliamo senz’altro a qualunque amante degli animali: se avete mai avuto e amato un animale, questo libro non vi lascerà indifferenti. Chiaramente se vi piacciono storie misteriose ambientate nei cimiteri questa potrebbe assolutamente essere la storia che fa per voi, e la consigliamo molto, molto caldamente in generale a chiunque abbia voglia di leggerla.
Per le persone a cui piacciono letture che parlano di realtà nuda e cruda, senza nessuna interferenza fantasy o un po’ magica (à la Dursley, ma non necessariamente con tanta antipatia), o che amano leggere di gatti che, come Alfie, sono in realtà degli gnomi giudiconi travestiti da mici, questo libro potrebbe comunque risultare un po’ discosto dai loro gusti. Però è bello lo stesso, andate a leggerlo pure voi.


Dove potete comprare il libro?


Noi lo abbiamo acquistato in una libreria fisica, ma può anche essere trovato in tutti i principali negozi virtuali che trattano libri, e chissà, con un pizzico di fortuna, anche nella vostra biblioteca locale! Vale sempre la pena di andare a dare un’occhiata, non si sa mai cosa si può trovare tra quegli scaffali…

Noi una volta ci abbiamo trovato uno scorpione. Buona caccia al libro, germoglietti!

Oh, ma se non lo trovate nella vostra biblioteca locale e volete farvelo arrivare a casa al più presto (soprattutto ora, che si annusa un pochino nell'aria un prossimo secondo lockdown), lo potete beccare su Amazon, e visto che siamo nel programma di affiliazione, qualche centesimo ce lo guadagneremmo pure noi!




Che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto, siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose, anche se proprio con la recensione di oggi risultare troppo cattivi ci lascerebbe un po’ perplessi) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione!


P.S.: Ci sembrava doveroso farvi sapere che Bruno Tognolini è ideatore e coautore della Melevisione. Non è rilevante a livello della recensione, ma è uno dei tanti
meriti dell’autore e sembrava una cosa importante da dire. 



P.P.S.:Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se sono gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto). Nota: un sacco di gente si limita a dirci il titolo del libro da recensire, o addirittura a scrivere un sacco di titoli in fila, e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo.
Per fare un esempio: "Hey, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate".
Vi aspettiamo ;)





lunedì 21 settembre 2020

Recensione - L'erede di Ahina Sohul (Elisa Rosso)

Questa recensione sarà lunga. Probabilmente sarà la più lunga che abbiamo mai scritto fino ad oggi e se conoscete un pochino noi Cactus di Fuoco, avrete immediatamente capito il perché: parliamo di un libro brutto.
Non per spoilerare, ma il voto complessivo del romanzo in questione (che vedrete alla fine della recensione, come al solito) è il più basso che abbiamo mai assegnato.
Ringraziamo dunque il nostro lettore pseudon1mo per averci consigliato questo libro e fatto subire così il supplizio di una sbrodolata infinita di trama claudicante con milleduecento cose che succedono in mezzo rigo e che sono scritte in modo così noioso che i nostri sguardi vagavano istintivamente fino alla fine della pagina, facendoci saltare un milione di scene e facendoci risvegliare, smarriti come bambini sonnambuli, solo durante le scene clou (se così si possono chiamare quei pezzettini in cui la trama ha una specie di brividino dopo decine di pagine di piattume&pattume).
Il romanzo che recensiamo oggi è "Il libro del Destino - L’erede di Ahina Sohul" di Elisa Rosso, un'autrice con un nome tanto anonimo e comune quanto il titolo della sua opera è pretenzioso.


Tenetevi forte, perché sarà un gran viaggio, molto diverso da quelli a cui siete abituati di solito.
Sapete che a noi piace descrivere la trama, almeno della prima parte del libro, in modo abbastanza ironico e dettagliato, non come se fossimo i cataloghi delle case editrici, ma come se stessimo raccontando una storia ad un amico. Ecco, per scrivere nel dettaglio la trama del "Libro del Destino - L'erede di Ahina Sohul" servirebbe il quadruplo (o il quintuplo) dello spazio che normalmente dedichiamo alla trama in una recensione, e ci sarebbe anche bisogno di diversi assaggi della prosa della scrittrice perché è qualcosa di... di... beh, giudicherete voi, perché ora lo facciamo.
Non ci tiriamo indietro. Vi racconteremo di questa trama nel dettaglio, occupando il quadruplo (o il quintuplo) dello spazio che normalmente dedichiamo ad una trama in una recensione e srotolando la matassa ingarbugliata perché diventi comprensibile anche per voi. Siamo coraggiosi. E volenterosi. E scriveremo la trama con il libro in mano perché non ci ricordiamo i nomi di niente e nessuno, compresa la protagonista (o il protagonista è un maschio? Boh).


1. La trama:
La storia si apre con una città (Ahina Nhife, o Ahina Sohul, ha due nomi) sotto un cielo rosso, con le mura tutta affumacchiate e (letteralmente) sporche di sangue. Insomma, ci son botte da orbi perché si sa che nei fantasy non è quasi mai "rosso di sera bel tempo si spera", ma "rosso di sera, schiattate tutti".
Conosciamo immediatamente il bad guy della storia, un tale Pseudos che ovviamente, essendo cattivo, ha una risata tipo buhahahahah e comanda goblin, troll e orchi, e tutte quelle creature bbrutte bbrutte.
Pseudos vuole diventare re, ovviamente, perché se sei cattivo e comandi i goblin è ovvio che vuoi farlo, no? Voi non vorreste?

"Pseudos se ne stava là, sul suo cavallo, a osservare compiaciuto le truppe di amorphi e di goblin che si riversavano nella capitale della terra di Nadesh. Sembrava godere delle urla delle donne e del pianto dei bambini. Sapeva che ben presto sarebbe diventato re."

Se volessimo fare un colpo di stato però, caro Pseudos, eviteremmo di stare ritti a cavallo con la faccia di qualcuno che gode delle urla delle donne e del pianto dei bambini. Sent'a noi: non ha la vocazione del re.

"Sarebbe stato l’unico erede al trono perché tutti i possibili pretendenti sarebbero tragicamente morti nell’assalto: nessuno avrebbe sospettato che era stato lui a organizzare la presa della città."

Veramente se muoiono tutti tranne lui e lui se ne sta sul cavallo a sogghignare, dire "occomesonobello occomesonointelligenzio" e lisciarsi i baffetti mentre la sua gente viene uccisa, secondo noi qualche sospetto ce l'avranno eh.
Allora, Pseudos parla con un troll immondo del Regno delle Nebbie (che ovviamente non ci viene descritto, come TUTTE le creature di questa storia) a cui chiede di trovare qualcuno, poi entra a palazzo.
Così, giusto per non sembrare ancora più sospetto agli occhi della popolazione, che lo ha appena visto parlare con un troll immondo.
Incontra un tizio con i capelli lunghi e un cerchietto d'oro in fronte.

"Sul volto di Pseudos si disegnò un sogghigno. – Galwan di Nadesh, mio re e mio cugino... "
Ah, grazie per lo spiegone, Pseudos! D'ora in poi saluteremo anche noi così la gente. "Peppe di Calabria, bidello dell'istituto scientifico e mio zio...".
Pseudos vuole che il re gli consegni un certo Libro del Destino, ma re Galwan gli rivela di averne strappato le pagine e di averle sparse per tutto il regno di Nadesh. Allora Pseudos vuole che il re e cugino gli riveli dove si trovano i suoi due figli e sua moglie, ma ovviamente Galwan non lo fa e Pseudos, invece di insistere, lo ammazza in una delle scene di omicidio meno ricche di pathos mai scritte.

"Improvvisamente si girò di scatto con la spada sguainata e gli mozzò di netto la testa. Poi, soddisfatto, si risedette sul trono del re."

Ok. Nel frattempo, visto che questo libro è pieno di salti di prospettiva e di tempo, andiamo a vedere che sta combinando la regina: lei sta scappando con un cavallo a tutta velocità insieme ai suoi figli, uno piccolo piccolo e tutto infagottato e l'altro seduto davanti a lei. Perché il re non sia scappato insieme a loro e sia invece rimasto a farsi tagliare la testa è un mistero che non verrà mai risolto. Forse.
Per via del galoppo forsennato, la donna perde il cappuccio, e l'unica utilità di questa cosa è per far vedere a noi, il lettore, che questa qua è un'elfa o una mezzelfa.

"Il cappuccio scivolò via dal capo della donna rivelando una cascata di capelli neri come l’inchiostro e le orecchie appuntite, ma lei non se ne curò: fuori dalla città era improbabile che la riconoscessero."

Allora, Pseudos pensa che nessuno lo collegherà all'assalto che chiaramente è stato ordinato da lui, e lasciamo correre... ma come diamine fa la Regina (LA REGINA!) a pensare che non la riconosceranno? E che cavolo di regina è che la gente non sa che faccia abbia? Cioè, è l'unica con gli occhi verdi come smeraldi, la cascata di capelli neri, le orecchie a punta e che porta due principini sul suo stesso cavallo, no?
Allora, facciamo un altro salto spaziale (e siamo solo nel prologo!) e andiamo a visitare un posto bellissimo...

"una terra arida e sassosa dove le uniche forme di vita erano i vermi che si contorcevano nel terreno asciutto"

Allora: nel terreno asciutto i vermi, se intendiamo i lombrichi (ma pure un sacco di larve, eh!), non ci sono. Queste creaturine hanno bisogno di umidità e durante i periodi caldi si rintanano a grandi profondità, dove l'acqua è ancora presente, e non stanno di certo a contorcersi nel terreno asciutto. Per di più, questi poveri cosi che diavolo mangiano, visto che sono le uniche forme di vita? Normalmente dovrebbero nutrirsi di materiale vegetale in via di decomposizione. Ma lasciamo perdere, è un fantasy: magari questi vermi sono come Pseudos e la Regina, sono convinti che sia improbabile una cosa molto probabile, tipo MORIRE DI FAME.
In questo posto bellissimo e sassoso c'è una figura nera e silenziosa, che ovviamente non ci viene descritta perché... perché... che schifo le descrizioni? Comunque, la nostra misteriosa figura si avvicina a un trono su cui sono sedute (sì, tutte e tre sullo stesso trono, è specificato) e incatenate tre spettrali figure grigie. Descritte così "tre spettrali figure grigie". Sono tutti figure in questa terra asciutta e sassosa, che volete?
La figura nera tende un pugno verso le figure grigie, lo apre e le loro catene si spezzano.
Nuovo salto spaziale! Il quarto, e siamo solo nel prologo.
C'è un tizio con un occhio giallo e un occhio verde seduto ad una scrivania e se la sta facendo addosso dalla paura. Il tizio con gli occhi spaiati chiama sua moglie e le dice che devono scappare, altrimenti il loro figlio morirà, perché i Mohrger (supponiamo che siano le tre figure grigie sul trono) si sono liberati.

"Sul bel viso della donna si disegnò un’espressione di puro orrore. – I Mohrger! Miei Dei, no! – mormorò mentre sulle sue guance iniziavano a scivolare lacrime silenziose."

Lei piange. Con lacrime silenziose.

"La donna si alzò e lo seguì, ma i suoi singhiozzi sempre più forti si confondevano ormai con le grida di angoscia degli elfi per il risveglio dei Mohrger e del loro terrore."

La scrittrice, evidentemente, non ha idea di cosa sono le lacrime silenziose.
Di nuovo salto spaziale! Il quinto in questo prologo!
Torniamo di nuovo dalla regina.

"La fuga della regina di Ahina Sohul durò dieci giorni e dieci notti. Infine la donna si arrestò in un bosco, smontò dalla sella e legò le briglie a un albero."

Ok. Dieci giorni e dieci notti. Voi potreste fuggire per dieci giorni e dieci notti senza fermarvi? Pensateci. Riuscireste a correre per dieci giorni e dieci notti? La maggior parte di voi non riesce a correre neanche per un'ora continuata. "Ma lei stava andando a cavallo!" diranno i nostri lettori, battendo le palpebre confusi. Infatti: i cavalli non hanno la stessa resistenza degli esseri umani. Un cavallo non potrebbe mai, MAI, neppure se fosse il più resistente e forte del mondo, correre per dieci giorni e dieci notti.
Diamo per scontato che la regina abbia legato all'albero le briglie di un cavallo morto ed essiccato. Dopo aver lasciato suo figlio maggiore con un cadavere di cavallo, fuori da un villaggio, la regina va da sola in una locanda.

"e chiamò l’oste. Senza una parola gli consegnò il fagottino che aveva con sé. L’uomo sobbalzò. – Ma no... mia regina – protestò. – Non potete... 
– Decido io quello che posso o non posso fare – tagliò corto la donna"

Ah! Quindi lo vedi che senza cappuccio riconoscono subito che sei la regina? Non è così improbabile che ti riconoscano adesso!
In breve, la regina molla suo figlio piccolo all'oste.

"Non lasciò all’uomo il tempo di replicare, volse le spalle e se ne andò."

Esatto, proprio così. Una regina di grande educazione, vediamo. Proprio, regale.

"Ora lei e il figlio maggiore potevano riprendere con più calma la loro fuga verso est."

Caspita, perché certo quel neonato vi costringeva a correre velocissimi, eh. Comunque, la regina e il figlio continuano a scappare quando sbuca un drappello di amorphi (ma che cavolo sono sti amorphi? Mica vengono descritti. Ed è ironico, visto che amorphi significa proprio senza forma) e loro... esatto, continuano a scappare, ma un pochino più veloce. Visto? Visto, che non è servito a niente buttare via il neonato?

"Per un giorno e una notte interi la regina riuscì a sfuggire"

Ancora? Ma siamo seri? Su una carcassa di cavallo sfiancato e disidratato?

"ma poi il suo cavallo venne raggiunto da una freccia e si accasciò al suolo." 

Oh no, hanno ucciso il cadavere di cavallo. Ri-RIP.
Comunque, il ragazzino scappa grazie a una magia della madre (ma se è magica poteva usare questa cosa fin dall'inizio, no?) e la madre non sappiamo che fine fa. Tutto accade (come pure il resto delle cose avvenute nel capitolo) sotto gli occhi attenti dell'Aquila bianca, che ovviamente (come tutte le creature di questo libro) non viene descritta.
Ma chi cavolo è quest'Aquila Bianca?

"Solo lei aveva visto. Solo lei sapeva. Solo lei avrebbe ricordato."

Non lo sappiamo, ma lei ci tiene a sapere che invece lo sa. Qui finisce il prologo e già abbiamo una vaga voglia di prendere a pugni questo buco di logica.
Continuiamo!
Salto temporale di quindici anni: c'è un tale Bedwyr che è stato adottato da una famiglia di mercanti ed è tutto felice della sua vita fortunata.
Parlando un po' della sua famiglia e un po' dei suoi tratti facciali, la scrittrice ne approfitta pure per inserire uno spiegozzo della suddivisione geopolitica del paese:

"I reami di Tared, Vahls, Raden e infine Nemis, la regione di Ahina Sohul, la più importante. Il sovrano di quest’ultima regione, infatti, aveva potere su tutti e quattro i regni."

Ehm, se il sovrano dell'ultima regione aveva potere su tutti e quattro i regni, allora non erano quattro regni, vi pare? Era un solo regno. Tared, Vahls, Raden e Nemis erano dunque quattro regioni all'interno di uno stato che praticamente non ha un nome. Ma vi sembra il caso che ci mettiamo a spiegare la geopolitica di un mondo di cui non ci frega niente? Proseguiamo.
Bedwyr fa la legna nel bosco e torna verso casa, passando attraverso i cancelli della città, che sono presidiati da guardie, fra cui Nooth, il papà del suo migliore amico Rooth, ovvero un ragazzone sedicenne con i capelli tagliati a scodella (letteralmente). Il nostro boy porta la fascina di legna su un mucchio di altre fascine di legna: serviranno per la festa di addio, quando i ragazzi della città partiranno con i loro custodi.

"I custodi erano soldati molto esperti nell’arte della battaglia. Ogni anno venivano nelle città, portavano via con sé i ragazzi sedicenni che volevano diventare guerrieri e li sottoponevano a un lungo addestramento, sino a quando venivano considerati adulti"

Come vedremo anche in seguito, non si avranno età di riferimento, per questa come per altre cose. "Venivano considerati adulti" vi deve bastare, tanto non ci diranno a che età questo avverrà.
Bedwyr ha paura per il suo papà adottivo perché fuori dalla città è tutto un guazzabuglio di Amorphi che attaccano la gente e con questo pensiero in mente il ragazzo torna a casa, dove ci viene presentata la sua famiglia che però è molto inutile per la trama.
Questa recensione rischia di essere più lunga del libro, perché come diavolo si fa a raccontare in breve qualcosa che è già scritta meno che in breve?
Allora salteremo un mucchio di cose e parleremo solo delle più importanti qui. Non ce ne frega niente della sua famiglia, và. Anzi, ve la presenteremo solo con le parole di Bedwyr:

"E poi, guarda, siamo proprio la famiglia ideale secondo le teorie del nostro re [..] Pseudos sostiene che per servire il paese una famiglia deve avere un figlio che ne conservi la tradizione, e questo è Genod; un altro maschio che la onori come soldato, e io sin da piccolo ho sognato di diventare un grande condottiero. E poi ci vuole una femmina che ne assicuri una fiorente discendenza e, nel nostro caso, c’è Nelia."

Tranne che in questa società il marito non prenda il cognome della moglie o che un figlio maschio che provenga da una famiglia per bene non possa figliare, non capiamo perché debba essere proprio una donna ad assicurare una fiorente discendenza... che belli i buchi di logica! Ma se questa famiglia teorica ideale è stata descritta da quel cretino di Pseudos (che potremmo chiamare, sì, lo pseudo-re) ci crediamo che è così stupida.

Siamo... siamo ancora qui? Ma... noi... pensavamo di essere arrivati più avanti con la trama e invece siamo solo all'inizio! Porca pupazza. Il peggio deve ancora arrivare.

Proviamo ad andare un po' più veloce! C'è una ragazzina, che si chiama Eynis, e sa usare la magia. Cioè no, in realtà sa evocare quattro ninfe elementali che usando la magia per lei. Eyinis è la figlia di un cacciatore. E che ce ne frega? Niente. Non ci frega niente di tutto questo.
(Sappiate che stiamo leggermente sclerando perché avevamo scritto un bel pezzo di recensione e l'abbiamo persa, quindi la stiamo riscrivendo e per farlo stiamo diventando matti, perché chi può sopravvivere intoccato dallo scrivere DUE VOLTE di seguito la recensione dell'Erede di Ahina Sohul?).

Comunque, c'è questa Eyinis. Eyinis ha visto che stanno arrivando dei goblin in città (creatura malvagia a caso) e così va a chiamare aiuto, raggiungendo i custodi che stanno viaggiando proprio verso la sua città. Ovviamente non le credono, perché...

 "Smettila Bern!" intervenne una voce gentile, ma decisa. "Se fosse stato un maschio a parlare, non avresti esitato a seguirlo.
  " Forse, ma si dà il caso che sia una femmina, quindi non sono tenuto a crederle" ribatté Bern."

Ma torniamo in città. Il nostro protagonista maschile, Bedwyr, la trova interessante perché lei "è speciale!1!!! È diversa dalle altre ragazze!". Anzi, per dirla come lui "è così originale e interessante". Perché ovviamente nei mondi fantasy scritti male c'è solo una (1) ragazza interessante in tutto il regno. Comunque, nonostante Bedwyr sia attratto da lei, non può proprio finirla di avere la mente ristretta come la punta di un ago.

"Per Bedwyr una ragazza coi pantaloni era a malapena accettabile, ma una ragazza col pugnale alla cintura e che andava a caccia da sola era proprio inconcepibile."

Grazie per la tua opinione, Beddy. Ora torna a giocare con il tuo amico testa di scodella, và.

All'improvviso la città di Batilan, quella in cui i nostri protagonisti vivono, viene attaccata dai goblin! Proprio come aveva detto Eyinis. Per fortuna alla fine i custodi l'hanno seguita (non perché le credono, eh! Ma solo perché stavano già arrivando da soli, al massimo hanno allungato un po' il passo) e sgominano i goblin, anche grazie all'aiuto di Eyinis che con un arco trafigge tutti, zan zan zan! Insomma, era un device narrativo del cavolo solo per farci vedere quanto sono fighi i custodi e Eyinis.
I custodi scelgono poi i propri allievi. Rooth (capelli a tazza) e Bedwyr vengono scelti dallo stesso custode, un tale Galdwys, che sceglie anche Eyinis (anche se tutti, compresa la ragazzina, si lamentano perché le ragazzine non vengono scelte... e comunque te credo, lei ha solo quattordici anni, è troppo piccola, mica siamo nel mondo dei pokémon dove a undici anni te ne vai in giro per il mondo!). Comunque alla fine lei accetta e la combriccola parte. Come Ash Ketchum, i nostri eroi divengono novelli giramondo.
Ma prima della partenza, nella piazza di Batilan c'è gente che tira con l'arco. Questa cosa la potremmo anche saltare, perché non è importante per la trama, ma la teniamo perché siamo perplessi riguardo ai fatti che accadono. Ok. Un tizio manca il bersaglio dopo essersi pavoneggiato tutto e Eyinis ride di lui, al che il tizio le dice di provare, se è tanto brava. Tutti gli dicono "Aho, ma che sei scemo? È 'na regazzina, suvvia, manco l'arco riesce ad alzare", ma ovviamente noi lettori sappiamo che lei è una formidabile arciera perché ha trafitto tutti i goblin durante la scaramuccia cittadina. Ecco. Quello che succede è questo:
 
"«Non dovrei prestarmi a queste sceneggiate» pensò la ragazza. Ma poteva essere l’’occasione giusta per mettere tutti a tacere. Sollevò l’’arco e incoccò la freccia, ma si rese conto che l’arma era davvero troppo pesante per lei. Allora, tra le risate dei presenti, l’appoggiò a terra e si inginocchiò, prese la mira e scagliò la freccia. Centro!"

Hm. Vedete una grossa, gigantesca falla di ragionamento? Ok, se non la vedete ve la indichiamo noi, articolandola in tre parti:
1. Come ha fatto precedentemente a tirare e uccidere tutti quei goblin, se non riesce neanche ad alzare l'arco?
2. Come fa a centrare il bersaglio se, non potendo alzare l'arco, non può mirare?
3. (E questa è la più importante) poiché la forza necessaria per tendere un arco di quelle dimensioni è di molto superiore a quella necessaria per alzarlo, come ha fatto a tenderlo?
Ai posteri l'ardua sentenza. Proseguiamo spediti!
Eyinis scopre di essere adottata. Drama drama drama. Tutti gli aspiranti guerrieri (ma lei no, perché ha quattordici anni, è una ragazza e non è un'aspirante guerriera) vengono tatuati sulla spalla in una cerimonia molto poco solenne, ma gli viene assicurato che il tatuaggio (benché sia ben visibile, fatto con l'inchiostro e un ago quindi permanente, e di colore blu) sparirà entro due anni (in base a quale principio?) e quando sparirà i giovani apprendisti potranno andarsene e fare quello che vogliono. Hm. Strana usanza.
Nel frattempo Eyinis parla con i corvi: uno di questi uccelli le dice che suo padre era beneamato dagli animali. Eyinis si prende a schiaffoni per constatare che non è un sogno. Non è un sogno. Un paio di pipistrelli le spuntano dietro.

" "Se mi fate ancora spaventare, vi ammazzo anche se sono contro la violenza" strepitò rivolta alla foresta."

Dice la nostra eroina, chiaramente matta e non-contro-la-violenza, visto che infilza goblin e vuole fare fuori dei pipistrelli solo perché esistono.
Il nostro gruppo di eroi cammina, fa cose, incontra mostri per la strada, fa altre cose, si punzecchiano, altre cose. Incontrano un lupo bianco gigante che parla e che è pure razzista, perché evidenzia come i lupi bianchi siano superiori ai lupi neri. Poi incontrano due elfi, di cui uno non ha neanche un nome. Un nano stereotipico. Un drago che, boh. Ed ecco messa insieme la nostra Compagnia dell'An- ehm, il nostro tipico party di avventurieri che dovranno salvare Ahina Sohul dal malefico tiranno, recuperando le pagine sparse di un leggendario libro, lo stesso che da il titolo all'opera.

" "Elfi, draghi, umani, lupi e nani" disse quest’’ultimo. "Queste sono le cinque razze dominanti sulla terra di Nadesh, le uniche non soggette al male, né schiave di un padrone. Sono le cinque razze libere, quelle che hanno ancora la forza di ribellarsi agli amorphi e all’usurpatore. Io, Daylin, Nabrik, il lupo, il drago e voi ragazzi siamo qui in rappresentanza di esse."

I nostri personaggi, come avrete capito, non hanno chissà quale esperienza che li ha portati qui alle spalle: sono arrivati "in rappresentanza" della loro razza. Così, a caso, e questa cosa dona al lettore la sgradevole impressione (o meglio, intuizione) che l'autrice abbia creato questi personaggi non come se fossero persone che si muovono in un mondo fantastico, ma come puro stratagemma per fare andare avanti la trama. Che comunque, sappiatelo, non va avanti. No, non va da nessuna parte, perché succedono miliardi di cose, almeno una decina a pagina, e non servono a niente. Fossero anche solo interessanti potremmo chiudere un occhio, ma... ok, qui dovremmo solo raccontarvi la trama, non criticarla. C'è un'apposita sezione per dire cosa non ci è piaciuto. Ma cribbio, è un dolore scegliere cosa raccontare e cosa no della trama, visto che è una serie infinita di fatti apparentemente non-concatenati e nel 99% dei casi fisicamente impossibili.
Riusciranno i nostri eroi a salvare i quattro regni che poi in realtà sono solo uno? Lo scoprirete solo leggendo questo libro e facendovi male come ci siamo fatti male noi!

Vabbé, sappiate solo che la misteriosa Aquila Bianca è effettivamente solo un'aquila bianca. Solo che è parlante.

2. La copertina:

Come siamo pallidi! Siamo tutti pallidi!
 

Quando eravamo piccolini, questa copertina ci sembrava bellissima, fulgida e quasi eterea, con l'elegante rosso scuro e l'oro che contrastavano con l'inverno gelato! Che poi, a dire la verità, è pure decente come copertina, quindi non c'è niente di male se ci piaceva. Anche se nelle illustrazioni c'è solo Eyinis, Bedwyr non c'è e il tizio sul cavallo non abbiamo proprio idea di chi sia. E neanche il cavallo sappiamo chi sia, tanto i cavalli non hanno un grande ruolo in questa storia, a parte quello di morire spompati perché corrono per giorni e giorni senza riposo. E sono tutti bianchi come la morte. E la copertina non spiega niente, ma proprio niente, della trama. Dove sono i nani, gli elfi, i lupi e tutto l'ambaradan del gruppo? Ah, dalla regia ci dicono che in una copertina sola non ci stavano tutti, scusate.

3. Cosa ci è piaciuto: Niente? Niente. Tutto quello che sembrava bello, si è trasformato in spazzatura in mezzo secondo. Non fa neanche ridere come invece fanno altri libri fantasy trash, come Nihal della Terra del vento (che abbiamo già recensito qui). Niente, nun ce sta' niente. Ok, forse solo la copertina era carina. Però una copertina bellina, neanche straordinaria, non può mica salvare da sola un libro che ci abbiamo messo sette (7) mesi a leggere perché, ogni volta che posavamo gli occhi sulle pagine, le nostro palpebre calavano come saracinesche la domenica mattina. Però dai, spezziamo una lancia... ehm, uno stuzzicadenti in realtà... a favore di questo testo: i correttori di bozze hanno fatto un ottimo lavoro, perché praticamente non ci sono errori grammaticali. Bravi correttori di bozze, dieci pollici alzati per voi.
*Disclaimer*: se avete letto e amato questo libro... siamo felicissimi per voi! Ma proprio felici, porca miseria! Perché se avete amato questo libro almeno voi vuol dire che gli alberi che sono stati tagliati per produrre queste pagine non sono morti invano.

4. Cosa non ci è piaciuto: Noi prendiamo fiato, voi prendete fiato, perché c'è tanta roba da dire in questa sezione e non abbiamo tempo per soffermarci troppo. Pronti? Via. Il protagonista è uno scemo invidioso di una ragazzina che poi si innamora di suddetta ragazzina. La protagonista, che può sembrare anche interessante nelle prime pagine, diventa un'insopportabile Mary Sue con tutti i poteri del mondo capace di fare qualunque cosa (tranne sollevare uno stupido arco che noi tiravamo su anche da minipargoli), e parliamo di una bambina di quattordici anni. Una bambina. Di quattordici. Anni. La compagna di protagonisti è composta di un mucchio di gente completamente a casaccio che è stata scomodata solo per prendere parte ad una follia insensata. L'antagonista è più bidimensionale di un pixel. Il drago (e voi lo sapete che amiamo i draghi, lo sapete!) è una specie di cucciolone tontolone volante sputafuoco che fa comunella con un lupo che si comporta come una cosa che lupo, sicuramente, non è. I tafani e le mosche, notoriamente animali istintivi, vengono descritti muoversi "in schiere, come tanti minuscoli soldati". "Chissà quando, chissà perché, quella pianura morì.". Cioè, invece di un narratore onnisciente, qui abbiamo un narratore che non sa niente sul mondo che ella stessa ha creato. Woah! Tutti i personaggi, comprese le donne, sono in qualche misura maschilisti. Le descrizioni di cose, animali e persone sono non pervenute. Un libro di queste dimensioni, senza la benché minima traccia di descrizioni, è perciò unicamente composto da un'infinita ruota di azioni difficilissime da ricordare in ordine, anche perché per la maggior parte non hanno un peso sulla trama. La trama è "questa gente viaggia e fa cose", che come trama può andare pure benissimo se punti sulle dannate descrizioni. Il worldbuilding è pessimo: la maggior parte delle creature è rubata di sana pianta da altri libri e film, senza quei twist personali che rendono così interessanti i libri di high fantasy, e comunque non approfondita neanche di striscio, come se la scrittrice avesse il terrore che qualcuno possa infilzarle i bulbi oculari se per caso lei si permettesse a scrivere di più sulle razze del regno. Che poi sono quattro, ma sono uno, ma è chiaro che nessuno qui sa che diavolo sia un regno. Il sistema magico è spiegato a malapena. La magia viene usata quando non serve a molto, come se la volessero sfoggiare, ma dimenticata quando potrebbe servire un sacco.  I bambini e gli adulti sono tutti immaturi in egual modo, ovvero al livello di un ragazzino di 12/14 anni, ma nonostante tutto fanno tutti (sia adulti che bambini) cose pazzesche da prodigi. Ah, però i grandi maestri elfici di cinquecento anni e passa vengono ignorati e sfottuti (sì, avete capito bene, vengono praticamente presi in giro!) dai protagonisti che ancora sono solo preadolescenti, giusto per darvi un'idea di quanto sono seri e grandiosi. I nomi delle persone danno molto spesso l'impressione di essere stati creati da un gatto che cammina sulla tastiera. La cultura dei vari regni non esiste, non è mai esistita e mai esisterà. I combattimenti vengono praticamente saltati. Il pathos delle varie morti, anche quando coinvolgono personaggi che teoricamente dovrebbero interessarci (ma non ci interessano), è zero su zero.
*Disclaimer* Quando l'autrice ha scritto questo libro, era praticamente una bimba anche lei. Oggi, da quel che ne sappiamo noi, potrebbe essere diventata bravissima. Anche se crediamo che non abbia scritto più niente dopo la saga di Ahina Sohul, una delle prove che non è proprio un'idea brillante pubblicare il proprio primo libro scritto durante l'adolescenza, perché è qualcosa che potrebbe ritorcersi ferocemente contro di noi. Scrivete. Riflettete. Leggete tantissimo. E quando finalmente sarete sicuri, pubblicate!


Voto complessivo: 49 e ½ su 100. Mezzo punto in meno de "La Bambina della Sesta Luna", sì. Quello c'aveva le illustrazioni, almeno.

A chi lo consigliamo: A chi soffre di insonnia.


Dove potete trovare il libro:
Meglio che non lo trovate proprio. Maaaa se soffrite di insonnia o se avete un figlio che soffre di insonnia, o ancora se volete torturarvi con la lettura del fantasy più trash di tutti i tempi, potete comprarlo su Amazon QUI (e sappiate che FINALMENTE siamo nel programma di affiliazione, quindi se comprate questa monnezza una minuscola parte dei soldini che spendete arriveranno proprio a noi! Sì! Così potremo comprare altre monnezze da recensire per voi. No, scherziamo, compreremo cose belle!)




Che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto, siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione!

P.S.: Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se sono gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto). Nota: un sacco di gente si limita a dirci il titolo del libro da recensire, o addirittura a scrivere un sacco di titoli in fila, e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo.
Per fare un esempio: "Hey, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate".
Vi aspettiamo ;)

mercoledì 16 settembre 2020

Autobiografia di un drago dorato - GRATIS PER CINQUE GIORNI!



Dollaro nasce del ventunesimo secolo. È l'ultimo drago dorato, ha il nome della valuta americana e sta cercando di capire la cultura statunitense... con risultati molto curiosi. Questa è la sua (breve e spesso romanzata) autobiografia, un tassello esilarante del Cammino delle Leggende visto dagli occhi di un ironico scrittore d'eccezione.

Per ben cinque giorni, l'e-book "Autobiografia di un drago dorato" sarà disponibile senza sborsare un centesimo su Amazon! Per ringraziarvi, amici e fans, per il vostro sostegno, supporto, aiuto... e magari per farci conoscere da qualcuno di nuovo, perché no ;) 

Fino a Domenica 20 Settembre 2020, potrete scaricare gratuitamente l'e-book QUI!


Seguendo lo stesso link potete trovare anche la versione cartacea del libro (questa non è gratis, ovviamente, ma costa comunque pochissimo) con un simpaticissimo bonus: le illustrazioni, realizzate dalle nostre artiste Furiarossa e Mimma!

Quindi che aspettate? Godetevi la vostra prossima lettura (ideale sotto l'ombrellone, ma ora è un po' tardi... vabbé, potete sempre leggerla durante la ricreazione).

martedì 18 agosto 2020

Io, Dracula e Altri Mostri - GRATIS PER CINQUE GIORNI!


Eeee vogliamo ringraziare i nostri follower e fans per tutto il supporto che ci danno, dando loro la possibilità di scaricare gratuitamente la nuova edizione, finalmente liberata dagli errori di battitura di cinque anni fa, con nuove precisazioni e un paio di correzioni di trama, e con una bellissima copertina nuova di "Io, Dracula e Altri Mostri", un romanzo breve del Cammino Delle Leggende.


Fino a Sabato 22 agosto 2020, 23:59 PDT, potrete scaricare gratuitamente l'e-book QUI!
(e se preferite tenere il libro fra le mani, c'è anche in versione paperback, fisica, che potete stringere fra i vostri ditini con amore: la trovate nella stessa pagina!).

Scaricatelo!

Per ora il titolo, precedentemente offerto su Wattpad, non sarà leggibile sulla nota piattaforma, né in nessun altro posto tranne che su Amazon!
Fra novanta giorni potrebbe (potrebbe, eh, non è detto che accada) tornare anche su Wattpad, ma sempre e solo nella vecchia versione, mentre la nuova sarà disponibile solo come e-book e cartacea su Amazon!

Vi piace la nuova copertina? O preferivate quella vecchia? Per chi non se la ricordasse eccola qua:







Ok. Adesso sbrigatevi e andate a scaricare il libro! Una storia da leggere tutta d'un fiato di aspetta!

giovedì 28 maggio 2020

Recensione - Io, i miei desideri e il mio miliardario - Vol. 1 (Rose M. Becker)


Il mondo è strano, germoglietti.
Siamo certi di aver ribadito più di una volta che i romanzi rosa sono quelli che leggiamo di meno in assoluto, eppure tra i libri che sono stati recensiti in questa raccolta figurano già almeno un paio di esponenti di questo genere… contando quella di “Io, i miei desideri e il mio miliardario”, ovviamente!
C’era dubbio, con un titolo del genere, che si trattasse di un romanzo rosa? Siamo sicuri che lo avevate già capito appena ricevuta la notifica (ammettiamo che un horror con un titolo del genere sarebbe stato intrigante da esplorare, comunque), e probabilmente avevate capito già pure trama e finale prima che potessimo dire “Spine”.
Finale che noi non sappiamo comunque, lo precisiamo subito; almeno non dell’intera vicenda.
“Io, i miei desideri e il mio miliardario” è solo il primo di una serie di ben sei libri, che hanno tutti titoli uno più fantasioso dell’altro. Il titolo completo di questo libro è “Io, i miei desideri e il mio miliardario 1”. I seguenti sono “Io, i miei desiderio e il mio miliardario 2”, poi c’è il “3”, e così via fino al numero 6. Gioite, popolo!
Altro che Divergent, Insurgent e Allegiant. Altro che i colori delle 50 Sfumature! Qui c’è la classe vera. Ah, se solo ci avesse pensato la Rowling! Vi immaginate la soddisfazione di leggere “Harry Potter 1”?
La scelta, a giudicare dalla lunghezza di ogni volumetto – che sono in media una sessantina di pagine, settanta per il primo, che è il più lungo della serie – potrebbe venire dal fatto che in realtà sembra essere lo stesso romanzo tagliuzzato in libricini diversi per poterci fare più soldini e, se funziona, buon per la Becker.
Tre cose ci hanno spinto a recensire questo romanzo:
1) È gratis (al contrario dei seguenti, che comunque hanno prezzi modicissimi)
2) Copertina e titolo suggerivano una bruttura che dovevamo assolutamente condividere e commentare con voi
3) Sulla sezione libri di Google Play, dove lo abbiamo reperito noi, diverse persone avevano lasciato commenti per cui il libro gli era piaciuto, ma avevano lasciato cattive recensioni o si erano lamentati perché erano contrariati dal dover pagare per leggere il seguito.
No. Gli artisti hanno diritto a mangiare e a vivere fuori dalle scatole di cartone, perciò vanno pagati per il loro lavoro. E se una certa opera – di cui ti è stata data la possibilità di usufruire gratuitamente – ti piace, allora puoi dire che ti piace, ma non puoi pretendere tutto il resto gratis, compresa l’anima del creatore che vuoi perché pensi starebbe bene messa nel tuo centrotavola coi fiori spennacchiati.
Tra i vari commenti abbiamo un: “Perché solo il primo è gratis mentre gli altri constano” che è probabilmente un picco di filosofia, datoci da un anonimo Utente Google che però ha lasciato cinque stelle. È perplesso, date un biscotto e un’indicazione ad Utente Google.
Per rendere equa la questione siamo dovuti intervenire per poter dare un nostro giudizio spassionato, e per certi versi è un libro che ci ha sorpreso. Parliamone un po’!

1. La trama: Elena Lavigne è una studentessa d’arte sbadata, emotiva, difficile da prevedere – in primis a sé stessa. È un giorno importante per lei: incoraggiata dalla sua migliore amica, che al contrario suo è una ragazza alla moda, alla mano e che non mette i vestiti da gran gala con le scarpe da ginnastica, la ragazza è pronta per sottoporre i propri lavori ad uno dei galleristi più importanti della città nella speranza di convincerlo ad esporre le proprie opere di artista emergente.
Ci riesce? No. Elena ha appena il tempo di tirare fuori lo scartafaccio di lavori che si era portata dietro e spargere un po’ di fogli per la stanza prima che arrivi il signor direttore in persona, che non solo non da’ neppure un’occhiata ai suoi lavori, ma, ahimè, le guarda le scarpe.
Queste scarpacce da ginnastica sono importantissime per la trama, perché sono una sorta di portafortuna per la protagonista, un feticcio che porta sempre con sé. La salvano dalla sfiga? No. Ma la fanno sentire un po’ più tranquilla nelle situazione in cui è nervosa, almeno.
Il signore quindi guarda queste scarpe-pagnotte masticate dai cani, con le mosche che girano attorno, spuntare da sotto l’orlo del vestito e apparire proprio dove dovrebbero stare i piedi di Elena e strabuzza gli occhi.
«Disonore su di te e sulla tua mucca» Dice il gallerista sessantenne (forse parafrasiamo un po’) e, dopo averle ordinato di dileguarsi, proclama un editto per cui né Elena Lavigne né la sua gente, gli studenti d’arte, possano più cercare di farsi creare un’esposizione nella sua galleria.
Ammettiamo che all’arrivare del signore ci siamo incuriositi. Uomo? Check. Ricco? Check. Ha a che fare con la passione della protagonista e la tratta malamente al primo incontro? Altroché!
Stavamo forse per assistere a qualcosa di rivoluzionario, una storia d’amore proibita tra una studentessa d’arte e un vecchiaccio scorbutico? Il vecchio gallerista forse è così aspro con il prossimo perché la sua passione per l’arte ha finito per diventare solo un business, facendo avvizzire il suo cuore una volta appassionato? Elena avrebbe forse riesumato questo cuore facendo tornare viva la passione per l’arte e facendone sbocciare una inaspettata, quella per lei?
Ah, no. Lei esce dalla porta e se ne va, avvilita (e a ragione, visto che non le hanno neanche fatto aprire bocca), e così sfuma per sempre questo sogno d’amore.
Elena ha due amici: una brava, bella, intelligente e simpatica, l’altro scorbutico, non particolarmente brillante e lungo lungo, che continuerà ad uscirsene con una serie di frasi che rallegreranno la protagonista come un grattugia per il grana adoperatale sugli alluci.
La migliore amica di Elena decide di tirarle su il morale portandola al proprio mega party esclusivo, che si svolgerà quella sera stessa ed a cui saranno presenti tutti i ricconi e le persone influenti della città. Peccato che la buona intenzione della ragazza finisca solo con l’agitare Elena ancora di più dato che la giovane sa che mescolare lei e gli eventi d’alta società è una pessima idea.
La Lavigne ha ragione.
Non si oppone alla proposta dell’amica pur anticipando il disastro, perché lei non si oppone mai a niente, ma più o meno venti minuti dopo l’inizio del party è già riuscita a stracciarsi una spallina del vestito camminando sopra l’orlo dell’abito con i tacchi alti (sarà la prima ed ultima volta in cui non mette le Converse-amuleto) e corre in giro col reggiseno in bella vista; per di più, i suoi amici pensano che si sia ubriacata anche se non ha toccato un goccio. Elena corre a nascondersi nel guardaroba, dolce pudico bocciuolo di gelsomino, ma sbaglia porta e sbatte contro un tizio che non conosce e che la fissa incuriosito.
Perché è il guardaroba dei maschi.
Lui è bello come un divo, gentile, con occhi penetranti color del ghiaccio e, dato che è invitato al ricevimento, ricco da fare schifo. Affascinato dai piedi di ricotta di Elena e dall’ardore con cui questa donna povera è venuta a spiare i maschi che si cambiano, l’ultra miliardario decide di aiutarla. Non solo la salva a mezza caduta, acciuffandola al volo, ma si sfila il fermacravatta e dopo aver fatto un po’ di gesti con le mani e recitato delle paroline magiche sulla sua spallina stracciata, ne ha riconnesso i lembi con il fermacravatta ed una bella piega che fanno sembrare l’abito ancora più fancy.
«Ushi pushi pelushi!» Dice il miliardario per completare la magia (forse parafrasiamo un po’), ed Elena, con gli occhi a cuoricino, si sente percorrere da una scarica elettrica. Spoiler: Elena si sentirà percorsa da scariche elettriche con una frequenza allarmante accanto al suo affascinante salvatore, che chiameremo per questo motivo Pikachu.
Elena torna a casa presto, sentendosi tutta sottosopra. Vuole dimenticarsi del bel Pikachu, anzi, a dire il vero, le piacerebbe riuscire a dimenticarsi di tutte queste lunghissime ventiquattr’ore che sono state solo una serie di fallimenti inanellati.
Ma sembra che dimenticare non le sarà così facile: un paio di giorni dopo, mentre la sua migliore amica le occupa la casa a random, ad Elena viene recapitato un regalo inaspettato.
È una… «Fibidibula» la chiama la sua migliore amica, e qui non c’è parafrasi, stiamo riportando i fatti. In realtà è una fibula, una bellissima spilla d’oro decorativa che ornava le toghe in epoca romana, che lascia Elena senza fiato. Ma soprattutto, è un pretesto: Pikachu vuole rivederla per riavere indietro il suo fermacravatta e, chissà, conoscersi meglio...
Buuuh, volevamo la ship di VecchioXElena!
2. La copertina: Ce n’è una sola. Il convento passa questo: minestra o finestra.
Ce n’è una per questo libro e una, sempre la stessa, per tutti i libri seguenti di questa saga, di cui cambierà solo il colore e il numerino in alto, perciò è meglio rassegnarci subito.
Minestra. O. Finestra.

Monumenti, monumenti a caso!


La silhouette di una ragazza alla moda, che chiaramente non è Elena, viene sollevata dalla silhouette di un uomo alla moda, mentre minacciosi monumenti di New York si affollano sullo sfondo rosa. Siamo a New York, questo almeno l’hanno azzeccato, ma l’interazione tra le due personcine sembra lì soltanto per spoilerarti cose importanti della trama che ancora non hai letto e si risolveranno solo nei libri seguenti, perché a dire la verità non c’entra niente né con Elena, né con i suoi desideri, né col suo miliardario nel primo volume.

3. Cosa ci è piaciuto: Come dicevamo, è un libro che è riuscito a stupirci, perché abbiamo iniziato a leggerlo aspettandoci una cosetta ridicola e, invece, più si andava avanti più si è rivelato non essere affatto sgradevole. La scrittrice ha del potenziale: non è mai uscita dai binari con questo libro, ma da un’affermazione qui e una citazione lì si intuisce che è una persona creativa e che ha voglia di imparare e, in futuro, potrebbe fare ancora di più. Buona fortuna, Rose M. Becker!
Un’altra cosa che abbiamo apprezzato è che il “miliardario di Elena” è un bravo ragazzo, che si preoccupa delle emozioni di Elena e tiene conto delle sue passioni. È misterioso, tenebroso ogni tanto, ma non da’ quelle vibes da psicopatico criminale pronto ad accoltellare la protagonista ad ogni frase come ci è capitato di leggere per altri protagonisti maschili un po’ troppo spesso, anzi, sembra genuinamente buono.
La protagonista è piena zeppa di stranezze: compra foto di sconosciuti e inventa storie su chi siano, cosa facciano, e fa innamorare le foto tra loro, ha praticamente solo un paio di scarpe per uscire ed è una fissata dell’omeopatia che non sa tenere ordine nella borsetta neanche sotto minaccia. Però, anche se la fa sembrare fuori di melone, questo la caratterizza e la fa sembrare più vera, molto più di tutti gli altri personaggi.
*Spoiler*
Ci è piaciuta l’idea delle Secret Box e come sono state rivelate nella trama, che sono l’opera d’elezione creata dalla protagonista. Sono delle scatoline in cui si può sbirciare attraverso un “buco della serratura” finto o una fessura per vedere degli ambientini segreti creati al loro interno, uno diverso per ogni scatola, che possono essere delle stanzette in miniatura o altri tipi di ambienti. È una cosa nuova e che approfondisce un po’ la psicologia di Elena nella narrazione per una serie di motivi.
*Fine spoiler!*

4. Cosa non ci è piaciuto: Oltre alle Secret Box, citate dopo l’allerta spoiler, non c’è niente che risalti veramente nel libro. Durante tutta la lettura abbiamo avuto l’impressione di rileggere cose già lette e di sapere già l’andazzo della trama, e nulla ci ha contraddetti.
Personalmente, abbiamo trovato davvero difficile ricordare buona parte dei nomi dopo pochissimo che avevamo letto il libro perché non abbiamo trovato la scrittura dei personaggi particolarmente coinvolgente; la meglio tratteggiata è probabilmente Elena stessa, mentre tutti gli altri sono così poco unici che non sembrano persone vere: solo personaggi, fatti per essere bidimensionali e non lasciare Elena da sola troppo a lungo.
E se unisci questo al fatto che la signorina Lavigne rimarca possesso del suo miliardario già nel titolo, c’è poco spazio per i dubbi su come possa finire la storia, e noi non sentiamo il bisogno di continuare.
Tra le varie stranezze di Elena ce n’è una in particolare che ci ha reso difficile leggere il libro in santa pace, ovvero il modo in cui parla con sé stessa. Il modo in cui si viene bombardati dei suoi pensieri che commentano un po’ tutto, ma sono quasi ossessivi soprattutto nei primi capitoli, continua a distrarre il lettore dalla narrazione. È come avere una persona appoggiata alla spalla che ti parla mentre cerchi di seguire la storia senza poter fare nulla per farsi lasciare in pace.

Voto complessivo: 63 su 100. Complimenti libricino, ti sei classificato!

A chi lo consigliamo: È un libro breve e senza pretese, perfetto per una lettura sotto l’ombrellone o in un pomeriggio pigro. Lo consigliamo a chiunque voglia una lettura leggera e non impegnata, sia parlando di temi trattati che del poco tempo impiegato per leggere le sue settanta pagine, e che ami le storie d’amore.
Se leggete tutti gli Harmony che trovate sottomano, se siete sempre a caccia di storie romantiche su Wattpad e piattaforme colleghe, se tanto lo sapete già dalla pagina uno che Ciccillo e Cocò si amano alla follia e si sposeranno, ma è proprio questo che vi fa piacere il libro che state leggendo, allora questa lettura potrebbe davvero fare al caso vostro e farvi innamorare!
Anche a voi, persone avare, lo consigliamo anche a voi: è un libro gratis.

Dove potete comprare il libro?
Noi abbiamo potuto scaricare questo primo volume gratuitamente su Google Play, come già avevamo accennato nell’introduzione, ma vi basta fare una ricerca su Internet per trovarlo, in modo gratuito, praticamente su qualunque piattaforma che vi offra la possibilità di acquistare libri, come Kindle. Crediamo non ne esista una versiona cartacea, o perlomeno a noi non è mai capitato di incontrarla ad oggi.
Che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto, siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione!


P.S.: Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se sono gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto). Nota: un sacco di gente si limita a dirci il titolo del libro da recensire, o addirittura a scrivere un sacco di titoli in fila, e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo.
Per fare un esempio: "Hey, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate".
Vi aspettiamo ;)


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