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lunedì 31 gennaio 2022

Recensione - Un tè a Chaverton House (Alessia Gazzola)

Dearest Germoglietti, bentornati alle nostre Recensioni Spinose! Oggi sbirciamo coi nostri occhietti curiosi tra le pagine di un libro ancora profumato di stampa fresca, uscito alla fine del 2020; un romanzo molto italiano, con interessanti atmosfere british come può esserlo solo questo incontro letterario tra le ville inglesi di campagna e gli appartamenti con terrazzino a Milano. 
Stiamo parlando di "Un tè a Chaverton House" di Alessia Gazzola! (L'autrice potreste averla sentita nominare, se ve lo state chiedendo, come autrice de "L'Allieva"). 
Questo romanzo ci è stato consigliato non da uno di voi fedeli germoglietti, ma da una bibliotecaria stranita appassionata di cani e Alessia Gazzola, di cui abbiamo voluto seguire il consiglio. Un aneddoto che abbiamo trovato carino è che quest'opera è stata scritta come una serie a puntate: durante la quarantena, non potendo incontrare dal vivo le amiche e la madre, inviava loro un nuovo pezzo di storia ogni giorno. Un gioco da scrittori per la quarantena, se vi può ispirare. Ma vediamo meglio di cosa sa, questo tè a Chaverton House! Immaginate di portare con voi il vostro servizio da tè preferito (anche se non lo possedete ancora, o se lo avete solo immaginato), salite sulla nostra signorile, spinosa carrozza delle recensioni (non temete, le spine sono solo fuori) e inoltriamoci per prima cosa ne... 
 
1. La trama 
Angelica è una ragazza mite ed intelligente, con un talento innegabile per la preparazione di panificati: pane, focacce, biscotti, cornetti, tutto ciò non può che essere squisito se preparato dalle sue abili mani. È la regina del carboidrato. L'ambasciatrice delle farine (e si nota, perché non si fa mistero della morbidezza delle forme della nostra adorabile protagonista). Con un simile talento, che lei coltiva con gioia, è scontato che abbia avuto una vita di successo come panettiera e si sia potuta permettere un appartamento di lusso nel centro di Milano, dove si è trasferita con il suo amato fidanzato... no, aspetta, aspetta, riavvolgi il nastro. 
La trama non è proprio questa. 
Dicevamo, Angelica è una ragazza mite ed intelligente, con un talento per i panificati, un sacco di sfiga e una famiglia pressante che la fa sentire pecora nera e ancora più sfigata, perciò dopo aver lavorato in una panetteria (che è pure fallita) ha fatto l'insegnante di inglese. Poi si è rotta il coccige cercando di difendere dai bulli il suo amico e studente preferito, Giusy, e si è ritirata dall'insegnamento. Lei e il fidanzato si sono lasciati dopo anni di relazione, quando lui e la coinquilina si sono messi assieme e le hanno pure soffiato l'appartamento con veranda che le piaceva tanto. Insomma, tutte le cose più belle della sua vita sembrano andare a rotoli... 
Ma Angelica non è ambiziosa e fluttua serena come una medusa sballottata dalle correnti-occasioni della vita, e anche se non sa ancora che direzione prendere vita non si lascia abbattere. Mentre riempie il vuoto sfornando dolci e prendendo chili (possiamo dire che l'ironia di una protagonista che fa pane tutto il tempo in una storia da quarantena è bellissima?), Angelica trova una pista da seguire, un mistero di famiglia irrisolto: sembra che il bisnonno Angelo, che tutti credevano morto in guerra, sia invece sopravvissuto e rimasto in Inghilterra. Eppure il bisnonno amava la moglie e le figlie, quindi perché avrebbe dovuto abbandonarle? Angelica decide che c'è solo un modo per vederci chiaro in questa faccenda, ed è seguire la pista dei pochi indizi lasciati dal bisnonno: la condurranno fino alla lussuosa Chaverton House, una villa nella campagna inglese che sembra uscita dai libri preferiti della nostra protagonista. Da brava italiana fuori sede, Angelica schifa i locali, frequenta sempre solo un (1) locale e si mette subito a cercare altri italiani con cui parlare, tra cui, a sorpresa, vi è il raffinato Estate Manager di Chaverton House, un tale che ha una gamba malconcia e un cane (malconcio) dagli occhi depressi. Riuscirà la nostra eroina a scoprire la verità sul suo bisnonno e a rimettere in prospettiva la sua vita? Chi è Taratufolo, che ha un nome bellissimo? E perché il cane dell'Estate Manager è tanto afflitto? Lo scoprirete sfogliando il libro, perché noi non ve lo diciamo!  
 
2. La copertina 
Perché se non si giudica un libro dalla copertina, possiamo sempre giudicare la copertina del libro! Quanto è azzeccata? Quanto è bella o memorabile? Ce n'è solo una, edizione Garzanti, ed è abbastanza in tema, questo sì. 
 
Una visitarice solitaria! In effetti, è totalmente sola, la villa non è manco aperta. Sta visitando durante il giorno di chiusura

Una ragazza di spalle con un vestito blu si dirige verso una villa in campagna. La villa sembra impolverata, la ragazza - sempre se si tratta, come si potrebbe ragionevolmente supporre, di Angelica e non di un'onesta lavoratrice che vuole spolverare il tetto - è di costituzione un po' gracile per rappresentare la nostra protagonista, e quell'arbusto a sinistra ha una forma strana che continua a catturarci lo sguardo, ma tutto sommato è una copertina chiara, comprensibile, e che ha il suo perché. Va bene, è carina! Ve la facciamo passare, anche con quella pianta che sembra i capelli di Johnny Bravo. Ah, però c'è scritto sulla copertina "Un'antica dimora inglese in cui tutto può accadere " che te lo fa sembrare chissà quale fantasy gotico, e invece no, non è una villa magica, non ci fa le vacanze Silente e non può succederci di tutto. È una villa-itinerario turistico. Tra un po' non si può neanche correre nei corridoi, non è che ci possa succedere di tutto, suvvia. 
 
3. Cosa ci è piaciuto: La protagonista simpatica. Il libro è scritto quasi completamente in prima persona, perciò che la sua protagonista non sia un'esemplare scassascatole è molto importante; l'Angelica, invece, è adorabile. Lo stile del romanzo è scorrevole e deliziosamente ironico, il libro si fa sfogliare volentieri; anche quando potrebbe diventare più pesante da seguire, l'autrice riesce ad alleggerire con maestria la narrazione di certi temi per tenere desta l'attenzione di chi legge. Non si può non citare, tra le altre cose, l'impegno pazzesco che ha messo nel cercare di rendere più verosimile possibile la ricerca di Angelica, andando a studiare moti rivoluzionari italiani, le sorti e le condizioni dei soldati espatriati in Inghilterra, la burocrazia necessaria che tocca ad Angelica per risalire alle informazioni sul suo bisnonno, insomma, è pure didattico. Alla fine del libro, c'è persino la ricetta dei cornetti che la protagonista prepara durante la storia! Un bel thumbs up, pollici in su, per tutta questa divulgazione che ci piace molto.
 
4. Cosa non ci è piaciuto: Nella storia succedono molte cose, ma anche con tanti viaggi all'estero, impavide ricerche misteriose con le loro svolte inaspettate e ingiuste accuse di crimini, il libro ci è sembrato stranamente placido. Suspence poca o nulla, non c'era niente che ci abbia davvero tenuto con il fiato sospeso: era come seguire passivamente una serie TV, aspettando che ti raccontino l'evento successivo della storia. Forse una scelta voluta, ma una volta finito il libro abbiamo sentito l'assenza di un po' di adrenalina.  
 
Voto complessivo: 77 su 100. Sei stato promosso, libro bello! Good job!  
 
A chi lo consigliamo A chi vuole una lettura coinvolgente ed interessante, ma non troppo pesante. Ha forse un po' di più da offrire per lettori/rici dai venti in su, perché offre più spunti di immedesimazione per chi ha già esperienze nel mondo del lavoro o in generale dei "grandi", ma è grazioso per chiunque, posto che non leggiate solo Conan Il Barbaro e Sandokan tutto il giorno (scelta rispettabilissima, continuate ad agitare clave e parang con la nostra approvazione) perché potrebbe sembrarvi una lettura poco intensa. È anche un bel volumetto per chi cerca nuove autrici e autori d'Italia da seguire. 
 
Dove potete comprare il libro? È un libro recente e di un'autrice popolare, quindi dovrebbe essere piuttosto facile da reperire sugli scaffali. Ma se volete giocare sul sicuro e trovarlo a primo colpo, o magari perseverare in uno stile di vita eremitico evitando luoghi frequentati da altri umani, potete rivolgervi alla rete! Caso vuole che abbiamo un’affiliazione con Amazon, perciò se vi salta il ghiribizzo di volere in casa un libro sulla cui copertina ci sono una schiena e una villa impolverata, date un’occhiata all’inserzione dal link che vi lasciamo qui! Così, voi pagate proprio gnente in più e non vi cambia nulla (tranne che cliccare sul link che vi lasciamo è più comodo), mentre noi ci guadagniamo un paio di centesimi extra. Consideratelo. Ecco il link! Se volete leggerlo prima di comprarlo, invece di piratarlo, non dimenticate di provare a fare un salto in biblioteca! Date amore alle vostre biblioteche! 
 
Che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto, siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione! P.S.: Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto). Nota: un sacco di gente si limita a dirci il titolo del libro da recensire, o addirittura a scrivere un sacco di titoli in fila, e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo. Per fare un esempio: "Ehi, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate". 
Cercate i nostri segni, trovate l'ispirazione, e alla prossima recensione! 🌵🔥


martedì 7 dicembre 2021

Recensione - La canzone di Achille (Madeline Miller)

Bentornati alle Recensioni Spinose, germoglietti!
I vostri vasi sono ben rincalzati di terra e pacciamati per l’inverno? Avete bevuto abbastanza?
Mentre ci pensate, sappiate che sia questa rubrica che la nostra esperienza sono state arricchite di una nuova storia grazie a-jeonbiscuits-, che ci ha consigliato questo libro; grazie per la dritta, Charlotte!
Oggi parliamo de “La Canzone di Achille”, romanzo d’esordio del 2011 di Madeline Miller. Quest’opera è la riscrittura romanzata (anche se pure l’originale non si suppone fosse una true story) della storia di Patroclo, uno dei personaggi più importanti dell’Iliade, vista dai suoi occhi. Ripercorriamo con lui tutti gli eventi significativi della sua vita, dall’infanzia fin dopo la morte del suo corpo terreno; viviamo così i burrascosi accadimenti della guerra di Troia e vediamo il primo incontro con il prode Achille, l’addestramento e il consolidarsi del fortissimo amore che li unisce.
E no, non sono cugini.
La Canzone di Achille si prodiga per essere letteratura di guerra, romanzo storico, storia d’amore e fantasy tutto insieme, considerato che si attiene ai miti senza lesinare su dee, centauri e fiumi antropomorfizzati che danno botte da orbi. Ma lo fa bene?
L’ultimo libro che abbiamo recensito è stato il ben più popolare Percy Jackson e Il Ladro di Fulmini, anche quello a tema mitologia greca, che però è uscito dalla nostra recensione zoppicante e punto dalle nostre spine impietose. (Anche noi, come il dio del fiume, diamo botte da orbi). Insomma, non siamo stati gentili col povero Percy.
Riusciranno il Pelide Achille e Patroclo Meneziade ad evitare la furia di noi Káktos tis Fotiás?
 
1. La trama
Il piccolo Patroclo nasce principe di Opunte, in Grecia, tanti tanti anni fa.
Ma nonostante il sangue blu, il bimbo è gracile e inadeguato e suo padre si rifiuta di dargli la propria approvazione e passa la maggior parte del tempo ad ignorarlo o a guardarlo con schifo. Anzi, è esattamente il tipo di persona che indica i figli degli altri e fa “Oooh, guarda, Patrocchio! Queeello è un figlio! Mica tu”. Sì, c’è… c’è una scena più o meno così nel libro.
Povero, povero Patrocchi- ehm, Patroclo.
Al re ad un certo punto viene anche una bella idea; Elena di Sparta, la donna più bella della Grecia, cerca marito, perciò tutti i più muscolosi, fighi e facoltosi principi della Grecia si presenteranno per chiederne la mano. Patroclo ha tipo otto anni ed è forte come un petauro dello zucchero, ma Menezio lo squadra ben bene e decide che è il pretendente perfetto, perciò lo porta con sé per proporlo come marito.
Lì tira una brutta aria: i pretendenti si presentano uno dopo l’altro e sono uno più ricco e arrabbiato dell’altro. Con gli occhi a palla e la mascellazza contratta. Ad un certo punto arriva il guerriero Aiace, uno più permaloso della gatta Miette che ha dei muscoli che riempie mezza stanza e un broncio con rughe così profonde che ci si può giocare a vedere le figure come con le nuvole.
Così il furbo Odisseo (amore, ma ciao! Uno dei nostri prefe della mitologia!) si fa avanti e propone che, per non scatenare invidie e rancori, sia Elena a poter scegliere il proprio sposo tra i presenti e gli altri principi dovranno promettere di proteggere l’unione dei due promessi, chiunque sia il fortunato. Tutti giurano col sangue, anche Patroclo, ed a papà Menezio e il figliolo tocca tornare a casa a mani vuote visto che Elena sceglie un certo Menelao.
I guai però sono dietro l’angolo, perché al ritorno in patria, Patroclo uccide un altro bambino bullettino che voleva rubargli i dadi. Ooops…?
Il crimine è del tutto accidentale, ma dato che si tratta di un giovane aristocratico, Menezio punisce il figlio spogliandolo del titolo di principe e lo abbandona spedendolo in esilio. Praticamente orfano e tormentato dai sensi di colpa, Patroclo abbandona la terra di Opunte e viene accolto dal re Peleo, un gattaro che invece di micetti raccoglie tutti i bambini orfani ed esuli che riesce e se li mette in casa.
Il piccino non riesce ad integrarsi facilmente con gli altri bambini di Ftia, il regno su cui governa Peleo, e ce n’è uno di questi bimbi che gli sta sulle scatole più di tutti gli altri. Si tratta del giovane Achille, figlio legittimo del re e della ninfa Teti, un piccolo semidio di una bellezza mozzafiato, amichevole, carismatico, forte, agile e con capelli biondi che brillano come oro. Che antipatico!
E-e non è che a Patroclo piace, baka!
Tutta l’attitudine tsunderina di baby Patroclo sparisce nel momento in cui Achille lo sceglie come proprio compagno preferito di giochi, e non ci mette molto ad iniziare a ricambiare sinceramente il suo affetto. I due crescono insieme, ma una profezia nefasta aleggia sul futuro dei due: si dice che Achille sia l’aristos achaion, il migliore dei greci del suo tempo, e che solo lui potrà risolvere le sorti di una guerra in procinto di scoppiare…
Achille combatterà per la gloria o accetterà una vita tranquilla ma dimenticabile? Quale sarà il ruolo di Patroclo in tutto ciò? La madre di Achille, Teti, riuscirà ad accettare il legame del figlio con un mortale? Peleo curerà il suo hoarding compulsivo e riuscirà a non adottare altri settecento bimbi? Basta Peleo, basta! No, quel bimbo non è tuo. No, non puoi chiamarlo Briciola.
Cioè, il problema con una rielaborazione della mitologia è che tutta Italia ha studiato l’Iliade a scuola e, chi più chi meno, ci ricordiamo come continua! O peggio ancora, come finisce.
E poi non è che questo romanzo sia la storia dei sandali di Deidamia, cioè una cosa super secondaria, ma tratta di Patroclo, il cui intervento cambia la sorte dell’intero poema…
Comunque, la cosa interessante è vedere come gli eventi si svolgono, quindi il libro non ne viene penalizzato anche se sapete già cosa potrebbe succedere a nostro avviso.
 
2. La copertina
Quando posi troppo vicino all’obiettivo… (sonzogno o sondesto?)
Questa è la copertina italiana, una panza armaturata e un pezzo di stoffa rosso forse presi da Shutterstock, che crediamo sia un mantello. Colpo d’occhio d’effetto, anche se la analizzi troppo a lungo alcune scelte risultano un po’ deboli; comunque l’effetto “libro-sulla-Grecia-Antica” che voleva trasmettere lo trasmette senza mai scadere nel Fotosciop scipito e il font è carino, quindi va più che bene così.
Tra l’altro la versione italiana è l’unica che si è filata un commento della Rowling a riguardo, tutti gli altri citano sempre tale Donna Tartt, tanto che avevamo il sospetto che se lo fossero inventato e ci avessero schiaffato un nome famoso a caso scelto tra J.K. e Barack Obama (comunque la Jo lo ha davvero consigliato, ma quel commento non l’abbiamo trovato. Boh).
Il prossimooo!

Quando posi troppo vicino all’obiettivo, ma dorato.

La copertina inglese non si distacca molto dal concetto e realizzazione nostrani, ma guarda com’è DoRaTo!
Di copertine ce ne sono diverse altre che si possono trovare sull’Internet, tutte abbastanza minimali, tipo con soltanto un elmo dorato o con un arco bianco isolato, che forse sarebbe stato interessante includere nella lista.
Ma dato che non le volevamo commentare per non allungare troppo il brodo (comunque sono eleganti e carucce, ma non abbastanza ricche né trash per entrare in lista), per chiudere volevamo riproporvi un’altra copertina della Bloomsbury che ci era piaciuta per l’inclusione della lira:
Ghirigoro del mio cuoro, come sono belle le copertine con i ghirigori!

Ci è sembrata particolare l’idea di mettere la lira dorata su un libro che parla di guerra, anzitutto perché questo strumento avrà davvero un ruolo importante all’interno del racconto, ma anche perché ci abbiamo visto un riferimento a quel “cantami, o Diva” che invoca la Musa all’inizio dell’Iliade. Bella, insomma!
 
3. Cosa ci è piaciuto
Premettiamo che i personaggi dell’Iliade non iniziano e non esauriscono le loro storie in quel poema. Il panorama artistico dell’Antica Grecia ha avuto il tempo di partorire ogni sorta di mito intorno ad Achille e compagnia, a volte anche contrastanti tra loro, quindi un lavoro che va riconosciuto all’autrice è stato di dover selezionare e cucire insieme le vite dei personaggi, una storia alla volta, fino ad avere una trama sensata ma che rispettasse anche la mitologia originale.
In qualche modo è riuscita, praticamente ogni volta, a usare il mito che preferivamo tra i papabili. Ah, che goduria!
Bella anche l’enfasi sulla maestà delle creature divine e la cura dei dettagli storico-culturali dei popoli di cui si parla. Si impara anche qualcosina sui vecchi costumi leggendo La Canzone di Achille, che non guasta mai!
Ci sono piaciute tante cose, per esempio, ci piace Patroclo dolce. Il protagonista è empatico ma anche furbo, più intelligente di quanto si reputa essere, e anche queste sono caratteristiche accurate al Patroclo dell’Iliade, che viene proprio descritto come “sempre dolce” da uno dei personaggi del poema.
Sono curati anche i suoi rapporti con gli altri, particolarmente tenero quello con Briseide, ma anche intenso quello con Achille. Tant’è che a noi l’Achille originale sta abbastanza antipatico (anche perché tifavamo per Ettore), però il Pelide diventa carismatico e desiderabile nella sua imperfezione, vedendolo dagli occhi di questo Patroclo: chapeau!
Oh, altra piccola nota stilistica interessante: la scrittura risulta sempre fresca perché evita come la peste similitudini comuni e frasi fatte. Anche questo ci piasce.
 
4. Cosa non ci è piaciuto
Alcuni dettagli sembravano un po’ off con tutta la cura che era andata nel resto del libro. Ad esempio, c’è una scena in cui viene descritta una malattia stranissima per cui dei cavalli hanno tutti i sintomi del mondo e muoiono dopo pochissimo. Ah, e vomitano. Però i cavalli, nella realtà, non sono capaci di vomitare!
Essendo una pestilenza provocata da mano divina ci sta anche che sia grave, però stona un po’ con la precisione del resto. Cioè, è talmente grave che muta la fisionomia interna dei cavalli?
Ci sono anche altri piccoli dettagli stonati, ma niente di vistoso. Dobbiamo trovarlo o no il pel(ide)o nell’uovo?
 
Voto complessivo: 87 su 100! Oooh, ma che bravo libro bello, sei stato promosso!
 
A chi lo consigliamo: È praticamente un must per chi è affascinato dai miti e dalla storia dell’Antica Grecia, e lo consigliamo anche a chi piacciono le storie d’amore, a chi vuole leggere storie romantiche con due protagonisti dello stesso sesso non-cringe e a chi là fuori shippa Patrochille. Ma un po’ a tutti, va’.
Attenzione solo al fatto che certe scene trattano temi crudi e/o delicati. Detto questo, è un buon libro, leggetevelo!
 
Dove potete comprare il libro?
Per motivi a noi sconosciuti – visto che è bellissimo – non è un libro che figura in ogni libreria esistente su un cuscino di velluto attorniato di rose damascene e scritte dorate in greco antico che ti dicono “leggitelos”. Anzi, ci è capitato ben di rado di vederlo in negozio dal vivo, perciò, se volete procurarvene subito una copia, rivolgersi alla rete potrebbe essere una saggia scelta.
Caso vuole che abbiamo un’affiliazione con Amazon, perciò se vi salta il ghiribizzo di volere in casa un libro sulla cui copertina sta la panza di un soldato greco con una tendina, potreste dare un’occhiata all’inserzione dal link che vi lasciamo qui! Voi pagate proprio gnente in più, quindi a voi non cambia nulla (tranne che cliccare sul link che vi lasciamo è più comodo), mentre noi ci guadagniamo un paio di centesimi. Consideratelo. Ecco il link!

Se volete leggerlo prima di comprarlo, invece di piratarlo, non dimenticate di provare a fare un salto in biblioteca! Date amore alle vostre biblioteche!

Che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto, siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione!

P.S.: Suggeriteci libri da recensire! (Meglio gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto). Nota: un sacco di gente si limita a dirci il titolo del libro da recensire, o addirittura a scrivere un sacco di titoli in fila, e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo.
Per fare un esempio: "Ehi, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate".



sabato 31 ottobre 2020

Recensione - Il giardino dei Musi Eterni (Bruno Tognolini)

Bentornati, germoglietti! È con uno spirito un po’ particolare che vi portiamo la nostra nuova recensione.

C’è qualcosa di diverso nell’aria, l’avrete notato anche voi: la ruota dell’anno gira, portandoci sempre più lontano dalle giornate di sole ed afa (e per fortuna, diranno alcuni tra voi, era pure ora) e addentrandosi nei mesi più freddi ed oscuri; tenendoci per mano, ci invita a sentire sulla pelle il gelo dell’autunno inoltrato, della natura che si addormenta pian piano.
Nel processo ci regala incendi di colori mozzafiato sulle chiome degli alberi, e storie, meglio se raccontate a lume di candela, che ci sfidano ad essere coraggiosi. Rende i camini accesi irresistibili, le tane di coperte sublimi, le tazze di bevande calde piccoli portali per la felicità… Sì, persino noi cactus siamo felici di questo cambiamento: anche nel Deserto di Atacama l’arrivo del fresco viene accolto a fiori aperti, letteralmente, considerato che è tra settembre ed ottobre che il deserto s’infiamma delle più belle fioriture che la sua flora spinosa ha da offrire.
Il vecchio ora si spegne lentamente per fare spazio al nuovo che verrà, la morte diventa arte, bellezza, idea. Halloween, il Giorno dei Morti, Samhain, el Día de Muertos: non è un caso che tutte queste feste dalle più disparate origini (ed altre ancora) si festeggino a cavallo tra fine ottobre ed inizio novembre.
Ecco perché oggi vogliamo offrirvi una recensione che vi darà una mano a calarvi nella giusta atmosfera, incentrata su una storia che parla di cimiteri, spettri e peluche che non sono quello che sembrano… ma soprattutto di animali. Tantissimi animali.
Il libro di cui stiamo parlando è un meraviglioso romanzo tutto italiano che noi abbiamo adorato e non vediamo l’ora di condividere con voi: perciò, grazie a tutti voi per essere qui, ed entrate senza timore nel Giardino dei Musi Eterni!



1. La trama: Ginger è una splendida miciona di razza Maine Coon (a pelo semilungo, aggiungerebbe probabilmente lei) che ha una famiglia che la ama da impazzire, è bella, forte, arguta, dignitosa, tenace, curiosa, insomma, sembra che non le manchi proprio nulla. L’unico problema, a ben vedere, potrebbe essere che... è morta.
Ginger se ne rende conto quando si risveglia all’interno di un giardino fiorito e – mannaggia, le è cascato il corpo, è rimasto lì sotto terra. Accidenti.
Aspetta, non si trova neanche in un giardino normale: è un cimitero per animali e… eccola lì, anche lei ha la sua lapiduccia con il nome e tutto, con tanto di epitaffio a Zìnzola! Che poi lei si chiamerebbe Ginger, ma i bambini si sono occupati della cosa e sono piccoli e vanno perdonati.
(In realtà è il nomignolo con cui la chiama la famiglia, ironizziamo per non commuoverci, sigh).
Ginger non ne è troppo entusiasta e, tra questo ed il fatto che ci sono un cagnone da pastore, un canarino e una tartaruga tanto vecchia da essere più ruga che tarta che la fissano e le fanno ansia, decide che l’opzione più sensata è abbandonarsi al panico.
Scopriamo così che lo strano trio è una sorta di squadra di primo soccorso per le anime animali appena arrivate, anzi, per gli Animanimàli (o Àniman in breve) che danno comprensibilmente di matto al sapere d’essere spirati. Orson il cane, che è un pastore maremmano-abruzzese, le si acciambella attorno per farla sentire al sicuro, il canarino Ci canta per lei una melodia bellissima, mentre la tartaruga Mama Kurma le si piazza davanti, e, per consolarla, ondeggia la testa e rincara la dose con perfidie in latinorum: «Sì, gatta Ginger, mortua tu sei. Mortua tu sei, consumato tu hai le sette vite gatte tue».
Aggiunge anche molte altre belle cose che spiegano come la vita e la morte sono un tutt’uno e che c’è sempre un po’ dell’una nell’altra, ma la mortua gatta Ginger la guarda con gli occhi a palla e non capisce niente. Però, piano piano, si calma lo stesso.
Dopo la prima ondata di spavento, la Zìnzola inizia a prendere confidenza sempre di più con il suo stato di Àniman, re-imparando cose semplici come camminare o muoversi in un mondo le cui regole (o la loro assenza, in certi casi) rende tutto diverso. Ma, mentre apprendiamo insieme a Ginger le gioie e le stranezze di essere Àniman e conosciamo altri ospiti del Giardino dei Musi Eterni, scopriamo anche di una preoccupante nozione: delle anime animali stanno sparendo dal cimitero. Per loro natura eterne, è impossibile che le anime che popolano il Giardino dei Musi Eterni smettano semplicemente di esistere, eppure sembra che non si trovino da nessuna parte!
Cosa c’è dietro le misteriosi sparizioni delle anime? A cosa è dovuto lo strano comportamento del cane del custode, il quale è una persona fine e delicata e si capisce dal fatto che ha chiamato il suo pitbull Bestio? E cos’è che rende tanto sinistro il pupazzo nelle mani di Viola, una delle bambine della famiglia di Ginger, oltre il fatto che è una mostruosità vagamente a forma di micio con gli occhi demoniaci che s’impegna per mettere ansia a Ginger pure lui?
Non c’è che un modo che scoprirlo. Perciò prendete questo libro tra le mani e guardate cosa c’è oltre la…

2. La copertina:
il libro è piuttosto recente ed è stato edito solo dalla Salani, quindi possiamo parlarvi di una sola copertina. Ma per quanto ci divertirebbe descrivere una copertina trash adesso… niente, è impeccabile.

guardatemi, sono una copertina perfetta, eterea e bellissima, gne gne gne.


Sì, lo sappiamo che “non si giudica un libro dalla copertina” (anche se da quella possiamo giudicare un progetto grafico, perciò occhio a quel che fate perché siamo in agguato, illustratori e responsabili!), ma mentiremmo se dicessimo che l’atmosfera che in essa viene rappresentata non è uno dei fattori che ci ha influenzato a leggere questo romanzo in primo luogo, con questo blu notturno vibrante ed il nome dell’autore e gli occhi brillanti degli animali che spiccano sul resto.

In verità, diventa ancora più bella dopo aver già letto il libro, perché puoi riconoscere tutti i personaggi, uno ad uno! L’illustratore, tale Guido Albanese, avrebbe potuto anche farci vedere delle bestie casuali e colorarle di bianchiccio per farle spettrali o addirittura mettere una micia stecchita in copertina senza che nessuno potesse rimproverarglielo (forse biasimarlo un po’, ma sarebbe rimasto tecnicamente in tema). Siamo quasi certi che abbia ponderato almeno una delle due opzioni, ma non l’ha fatto, e per questo proviamo gratitudine. Grazie, Guido.



3. Cosa ci è piaciuto: Tutto. Okay, prossimo punto!
No, no, potrà corrispondere a verità ma dirvelo così non è professionale (e nessuno ci paga, perciò potremmo, ma anche noi vogliamo essere dignitosi come Guido); facciamo un passo indietro e vediamo se possiamo essere più articolati.
Sin da subito di questo libro sono chiare tre cose: la caratterizzazione è brillante, nonostante il gran numero di personaggi diversi che iniziamo a conoscere sin da subito, la lingua italiana è padroneggiata alla perfezione e si piega al volere dello scrittore che riesce a trovare le parole giuste per dipingere immagini e situazioni molto precise o trattare temi anche piuttosto delicati, capaci di suscitare grande emozione nel lettore, e le atmosfere sono finemente costruite e molto belle. Come se questo non bastasse, i concetti che vengono inseriti, sia sovrannaturali che non, sono semplici da capire ma interessanti.
Le descrizioni su cosa prova un animale nell’essere Àniman, liberatosi ormai dalle convenzioni di un corpo vivo e addirittura alle normali regole del tempo e dello spazio, sono gioia pura e assorbono il lettore in modo incredibile per essere un’esperienza che, al di fuori di queste pagine, un umano difficilmente può provare. A meno che non sappiate anche voi entrare nei sogni e agire al di fuori delle consuete leggi spazio-temporali, in quel caso quella frase non vale per voi, fate finta che non sia stata scritta.
Non basta? Beh, ci sono gli animali. Per noi già questa è una cosa bellissima, ed in più gli animali sono scritti in modo accurato! Ovviamente vedendo le cose dal loro punto di vista di bestiole che stanno nell’aldilà possiamo vederli agire in maniere non convenzionali per una creatura viva, tipo parlare tra loro, ma se un animale è di una certa specie o razza la cosa viene tenuta in conto ed implementata nel suo carattere. Al fine della storia, ad esempio, il fatto che Ginger sia una Maine Coon pura o, ancora di più, che Orson sia un pastore maremmano-abruzzese, sarà importantissimo!
Il registro linguistico usato è ampio, ma non rende affatto la scrittura pesante. Anzi, è un libro che può essere benissimo letto ed amato da persone molto giovani, dai dieci anni in su, diciamo, pur avendo moltissimo da offrire anche ad una persona ormai adulta.
E niente, è un libro bello.


4. Cosa non ci è piaciuto:
accidenti, questa è tosta. Già, cos’è che non ci è piaciuto? Niente, ci è piaciuto tutto. Okay, passiamo all’assegnazione del voto!
Sigh. Lo facciamo per te, Guido.
Non abbiamo nulla da rimproverare a questo libro su tutto quello che c’è. L’unica cosa di cui possiamo un po’ lamentarci è di quello che non c’è, ossia più pagine (il libro ha solamente duecentosettanta pagine, una lunghezza rispettabilissima ma noi ne volevamo di più) o un proseguimento, dato che un punto in particolare è lasciato volutamente aperto (ma questo romanzo è l’ultimo che Tognolini ha scritto, non sappiamo se effettivamente abbia intenzione di continuarlo in futuro. E comunque questo punto aperto in realtà è fantastico anche lasciato aperto e non ha alcun bisogno di essere concluso per dare senso alla storia, anzi. Mannaggia).
Perciò… niente. Ci è piaciuto tutto.


Voto complessivo: 94 su 100. Complimenti, sei veramente bello, libro bello!


A chi lo consigliamo: è una lettura che consigliamo senz’altro a qualunque amante degli animali: se avete mai avuto e amato un animale, questo libro non vi lascerà indifferenti. Chiaramente se vi piacciono storie misteriose ambientate nei cimiteri questa potrebbe assolutamente essere la storia che fa per voi, e la consigliamo molto, molto caldamente in generale a chiunque abbia voglia di leggerla.
Per le persone a cui piacciono letture che parlano di realtà nuda e cruda, senza nessuna interferenza fantasy o un po’ magica (à la Dursley, ma non necessariamente con tanta antipatia), o che amano leggere di gatti che, come Alfie, sono in realtà degli gnomi giudiconi travestiti da mici, questo libro potrebbe comunque risultare un po’ discosto dai loro gusti. Però è bello lo stesso, andate a leggerlo pure voi.


Dove potete comprare il libro?


Noi lo abbiamo acquistato in una libreria fisica, ma può anche essere trovato in tutti i principali negozi virtuali che trattano libri, e chissà, con un pizzico di fortuna, anche nella vostra biblioteca locale! Vale sempre la pena di andare a dare un’occhiata, non si sa mai cosa si può trovare tra quegli scaffali…

Noi una volta ci abbiamo trovato uno scorpione. Buona caccia al libro, germoglietti!

Oh, ma se non lo trovate nella vostra biblioteca locale e volete farvelo arrivare a casa al più presto (soprattutto ora, che si annusa un pochino nell'aria un prossimo secondo lockdown), lo potete beccare su Amazon, e visto che siamo nel programma di affiliazione, qualche centesimo ce lo guadagneremmo pure noi!




Che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto, siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose, anche se proprio con la recensione di oggi risultare troppo cattivi ci lascerebbe un po’ perplessi) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione!


P.S.: Ci sembrava doveroso farvi sapere che Bruno Tognolini è ideatore e coautore della Melevisione. Non è rilevante a livello della recensione, ma è uno dei tanti
meriti dell’autore e sembrava una cosa importante da dire. 



P.P.S.:Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se sono gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto). Nota: un sacco di gente si limita a dirci il titolo del libro da recensire, o addirittura a scrivere un sacco di titoli in fila, e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo.
Per fare un esempio: "Hey, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate".
Vi aspettiamo ;)





martedì 24 marzo 2020

Recensione - Il genio non esiste (e a volte è un idiota)

Quello che recensiamo oggi non è un romanzo. Quello che recensiamo oggi è insieme un libro di storia, un libro di scienze e un libro di comicità. Ma come, tutte queste cose insieme? E certo, se il suo scrittore è un ricercatore chimico, un cantante, musicista, cantautore, youtuber, scrittore, divulgatore scientifico e comico (e forse un pochino anche illustratore, ma proprio pochino pochino sinceramente), vi potete aspettare questo e altro.
Sì. Sì, lo stiamo facendo: stiamo recensendo il libro di uno youtuber.... ehm, un content creator (ci fa un po' ribrezzo questa cosa di chiamarlo youtuber, sarebbe come accomunarlo a tutta la schiera di gamers perdigiorno... anche se sia chiara, non abbiamo niente contro i videogame!) principalmente noto per Scienza Brutta, rubrica di divulgazione scientifica in salsa umoristica, i riassuntazzi brutti brutti, in cui riassume in modo comico puntate di telefilm e film famosi, e i Diari di Bordo, racconti di viaggio in terza persona.
Considerando il livello medio di cultura (e soprattutto la loro capacità di scrivere un libro, testimoniata dagli innumerevoli volumi spazzatura del passato) degli youtuber, pensavamo che questo giorno non sarebbe mai arrivato, ma poi abbiamo visto la luce. E le onde. E le vele, con sopra uno splendido simbolo pirata, il teschio con il cappello da giullare, l'orecchino e le ossa disposte in croce. Siamo insomma saliti sul vascello (vascello? Volevamo dire VASCELLAZZO) della cultura brutta (in realtà bellissima), quello di Barbascura X, un content creator più assimilabile a un documentarista che a un semplice intrattenitore. Cioè, non è che vogliamo dire che sia barboso, anzi... la barba ce l'ha, ma a voi non la farà crescere, perché è sì un intrattenitore, ma con un twist molto, molto speciale: mentre vi fa sganasciare dalle risate e liberare qualche goccia di urina nei pantaloni, egli vi renderà anche, ed è questo ciò che lo rende speciale, edotti.
Insomma, tutta 'sta presentazione per dirvi che conosciamo lo scrittore da prima di aver letto il suo libro, che può essere una cosa positiva o una cosa negativa. È positiva perché ci aspettavamo già grandi cose da lui, che non fallisce mai nell'insegnarci qualcosa di nuovo. È negativa sempre perché ci aspettavamo grandi cose da lui, e quindi se per caso il libro non fosse stato all'altezza, la delusione rischiava di farci dare un voto ancora più basso di quanto il libro meritasse.
Per fortuna nostra (e di Barbascura, che così si becca una bella recensione) il libro è bello, perciò senza altri indugi ci buttiamo nella recensione di "Il genio non esiste (e a volte è un idiota)", il primo libro non-fiction di cui ci azzardiamo a parlare! E oltre ad essere il primo libro non-fiction che recensiamo, è anche il primo libro in assoluto che abbiamo pre-ordinato. Ci sentiamo come un gruppo di fieri fanboys.
Via con la recensione!


1. La trama: non essendo un romanzo, questo libro non ha una vera e propria trama, sarebbe perciò meglio definirlo "il tema". Barbascura ci accompagna, in modo assolutamente ironico, attraverso le vite di quegli uomini che la storia ha definito "geni", ma che geni non erano affatto, perché si trattava di persone come tutte le altre, persone che avevano i loro problemi, le loro manie, i loro attacchi di stupidità acuta, le loro intuizioni sbagliate, le loro vite incasinate, le loro scelte idiote, insomma... che forse troppo geniali non erano. Alcuni di loro sono stati baciati dalla fortuna, sono nati in famiglie ricchissime che li hanno supportati nelle loro ricerche fornendogli strumenti che nessuno aveva, o in periodi in cui quasi tutto era già stato scoperto nel loro campo e tutto quello che loro avrebbero dovuto fare era unire i puntini, e altre volte ancora (come nel caso di Charles Darwin) entrambe le cose.
Questo libro, con la leggerezza del gossip e la profondità della scienza, esplora le vite di uomini straordinari che non erano davvero così straordinari (o meglio, lo erano, ma in tutti i modi sbagliati), ma che in un modo o nell'altro hanno cambiato la storia e la vita dell'umanità intera.
Lo sapevate che Charles Darwin era presidente di un'associazione goliardica studentesca che aveva come scopo di mangiare animali che normalmente la gente non mangiava? E lo sapevate che secondo Isaac Newton possiamo vedere i colori perché la luce crea una pressione sul nostro occhio, e per dimostrarlo si infilava gli spilloni nelle orbite? E lo sapevate che Tesla calcolava il volume di ogni contenitore nella quale si trovavano cibo o bevande, altrimenti dichiarava di non godersi il nutrimento? Oh, e aveva anche un'altra fissazione: non iniziava a mangiare se prima non aveva preso tutti i tovaglioli e se li era impilati davanti, ed essi dovevano essere sempre, rigorosamente, dodici o diciotto.
Pensate che queste cose siano strane? Sono solo la punta dell'iceberg. Leggete il libro e vi si aprirà un mooondo intero!

2. La copertina
La copertina questa volta è una sola, perché non ci sono state altre edizioni oltre a questa, che è proprio del 2020:

Per noi è non solo adeguata, ma bellissima. Barbascura con il cappello da giullare, a simboleggiare che nessun genio è serio come lo si crede e contemporaneamente a ricordarci il simbolo della sua bandiera pirata, con la lingua di fuori come Einstein nella sua foto più famosa, con atomi come sonagli alla fine di ciascun delle punte del cappello (gli atomi, e i loro fuorvianti nome e storia, sono proprio una delle prime cose di cui il libro parla), su uno sfondo che richiama l'universo aperto, con la stilizzazione di alcune delle scoperte più rilevanti, come il magnetismo e il DNA.
Congratulazioni a Caterina Ferrante, l'illustratrice, per questa bilanciata intuizione: questa è proprio una di quelle copertine che invogliano il lettore curioso a buttarsi a pesce su un viaggio pieno di scoperte.

3. Cosa ci è piaciuto: 
Sarebbe molto, ma molto più facile raccontarvi cosa non ci è piaciuto (e lo faremo, eh, come sempre) piuttosto che elencarvi tutto quello che ci è piaciuto, perché rischieremmo di rimanere qui fino a domani mattina. Perciò ci limiteremo a dirne... ecco... a dirne cinque di cose che ci sono piaciute. Randomicamente. Per recensire proprio come piacerebbe a Barbascura: MALE.
Per prima cosa abbiamo amato il modo in cui cose complicatissime, come la teoria della relatività, l'evoluzione dalle specie, gli atomi, vengono spiegati con metafore che ne rendono la comprensione non solo semplice, ma anche estremamente divertente. È come se durante la lettura si potessero visualizzare queste cose, ed è stato... trascendentale. Soprattutto perché le visualizzi mentre ridi come un cretino. Insomma, questo libro è meglio di un trip allucinogeno e forse, a ben vedere, è un trip allucinogeno.
La seconda cosa che ci è piaciuta è la personalizzazione del tutto, l'impronta pesante e tutt'altro che impersonale di Barbascura durante la narrazione. Ammettiamo che per qualcuno possa sembrare un po' strano, e che possano persino esserci persone a cui un'impronta così forte possa dare fastidio, ma non l'abbiamo assolutamente adorata: i racconti di Barbascura da bambino, i continui riferimenti a quello che gli piace, alle sue esperienze come chimico e come persona, rendono tutto ancora più divertente e azzerano la distanza morale fra le menti dei grandi scienziati del passato e quella di persone come noi o come Barbascura: quello che rimane è un'umanità nuda e complessa, pura nei suoi errori e nelle sue fissazioni, ed è una cosa bellissima.
La terza cosa che ci è piaciuta è il femminismo. Sì, è un libro che parla di uomini di scienza, eppure il sessismo qui non è di casa: Barbascura dipinge non solo come eguali i "grandi" del passato e la gente del presente, ma anche uomini e donne. Davvero, una parità autentica di dignità nelle nostre imperfezioni umane, e di questo gli siamo tutti grati.
La quarta cosa sono le immagini. Sì, ci sono le immagini dentro questo libro, con tanto di didascalie, e combinate parlano un linguaggio giovane e fresco che vi strapperà qualche risatina anche se lo state leggendo da soli.

4. Cosa non ci è piaciuto:
Le illustrazioni sono poche. Non è che è una mancanza del libro o chissà che, ma sono così divertenti che avremmo voluto vederne di più... e poi lo saprete ormai che abbiamo un debole per le arti visive e in particolare per i libri illustrati!
E poi... ci sono tante parolacce. Ma proprio tante, proprio come nei video di Barbascura X. Questo ci da poco fastidio in un video, che però è un mezzo di comunicazione assai diverso da un libro: vederle stampate su carta, vederne così tante, per qualche motivo ci distrae. Inoltre questo ci impedisce di consigliare a tutti i nostri conoscenti, specie i più grandicelli che hanno avuto un'educazione diversa da noi, questo libro, ed è un peccato... ci fosse stato un pizzico di scurrilità in meno, lo avremmo tirato in testa a tutti i nostri conoscenti e consigliato anche alle scuole (superiori, ovviamente, perché i bimbi delle medie e delle superiori sono comunque troppo piccoli...). Così invece rischiamo di sentirci domandare "ma che cavolo leggete?" da ogni persona a cui lo consigliamo.
Ovviamente alcune battute e storielline a sfondo sessuale rimangono esilaranti, ma non è tanto il fatto che siano contenuti per adulti, quanto il tono di per sé della narrazione. Non è male, ma... si poteva contenere un po'.
Un'altra piiiiccolissima nota è che è molto "rapido" e per chi non conosce lo stile di narrazione di Barbascura X, alcuni passaggi potrebbero risultare confusi, o addirittura si potrebbero prendere per vedere le affermazioni ironiche e viceversa... ma a noi frega poco, perché conosciamo il suo stile, e quindi...


Voto complessivo: 87 su 100. Hai superato veramente bene il test, oltre le nostre aspettative, bel libro! E sei anche il secondo libro in quanto a punteggio fra quelli che abbiamo recensito, subito dopo La Nave dei Sogni. Che dire, un successo! *suono di trombetta allegra*

A chi lo consigliamo: non è un libro proprio per tutti tutti, visto che ci sono molte persone annoiate a morte sia dalla scienza che dalla storia. Ovviamente questo libro potrebbe far cambiare loro idea, ma se proprio dobbiamo consigliarlo in maniera e precisa, sappiamo che le persone incuriosite da tutto ciò che le circonda sono quelle che apprezzeranno di più questa intrigante lettura... se poi conoscete qualcuno che è intelligente, ma ha una bassa autostima, regalategli questo libro per conquistarlo (o conquistarla, visto che funziona benissimo anche con le ragazze) ;)

Dove comprare il libro? Noi lo abbiamo preso in pre-ordine su Tlon, il sito della casa editrice, e gongoliamo tutti. Forse questa è persino la prima recensione del libro di tutta la rete! Ahhhh! *Posa da supereroi*. Ma voi, che non siete stati così fortunati, furbi, veloci da beccarvelo in pre-ordine, potete comprarlo adesso qui su La Feltrinelli o su Amazon.
Ci teniamo a dire che non abbiamo alcun accordo con nessun sito, perciò non percepiamo nessuna percentuale sulle vendite. Siamo un po' tristi di questa cosa, ma vabbé, un giorno saremo ricchi e famosi pure noi e tutti ci manderanno roba da recensire e soldi. Dopotutto, se è diventato famoso Democrito, possiamo farcela pure noi...

Che cosa ne pensate del libro? Siete d'accordo con noi su tutto, siamo stati troppo cattivi (perché un po' cattivi lo siamo sempre, è normale nelle recensioni spinose) o siamo stati troppo indulgenti? Fateci sapere, e alla prossima recensione!


P.S. Suggeriteci libri da recensire! (Meglio se sono gratis, che siamo senza soldi. Ma accettiamo di tutto). Nota: un sacco di gente si limita a dirci il titolo del libro da recensire, o addirittura a scrivere un sacco di titoli in fila, e non abbiamo davvero il tempo di andare a controllare una ad una tutte le trame per decidere se ci interessano o no, perciò per favore potete scrivere un piccolo abbozzo di cosa parla il libro? Così possiamo decidere se controllare la trama ed eventualmente leggerlo.

Per fare un esempio: "Hey, Cactus! Vi consiglio La Magia del Lupo di Michelle Paver perché è un fantasy diverso dal solito, ambientato nella preistoria, ed è molto avventuroso!" oppure "Ciao, vi consiglio Nina, La Bambina della Sesta Luna, perché è un libro per bambini davvero brutto e mi piacerebbe leggere una recensione scritta da voi per spanciarmi dalle risate".
Vi aspettiamo ;)

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