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sabato 11 dicembre 2021

Personaggi: Sir Mikhail Esuriens

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Specie:
Demone carnalis (Daemonium carnalis rex)

Nome completo: Sir Mikhail Esuriens
Genere: Maschile
Altezza: 220 cm
Corporatura: Lungo, apparentemente leggero, con arti sottili
Occupazione: Insegnante all'Accademonia, signore delle terre del Vino Esuriens
Profuma di: Una complessa commistione di sangue, vino liquoroso, cuoio, profumi floreali e un leggerissimo retro-odore di seme
S.O.: Omnisessuale
Grado nobiliare: Cavaliere Templare di Seduzione
Luogo d'origine: Firenze, Italia
Compare in: La saga dell'Accademonia, Carnalis (fumetto), Bad Bitch Bites Back (audioracconto),


Legale Malvagio | Giudice | Cavaliere


  Luuungo | Mikhail, non si mangiano gli amici! | Fame perenne | Tentacoli hentai |

Piccole note:
  • La sua bocca sembra quasi normale quando è chiusa, e Sir Mikhail è in grado di parlare usandone solo la parte centrale, come se fossero le labbra di un essere umano; ma quando è completamente aperta, la sua bocca è molto più ampia di quella di un essere umano e molti lo trovano uno spettacolo terrificante.

 


  •  Acculturato
  •  Calmo
  •  Edonista
  •  Affabile
  •  Seduttivo
  •  Sempre affamato
  •  Socievole

Signore del Vino e del BDSM

Sir Mikhail è un demone carnalis e come tutti quelli della sua specie ha due interessi principali: il cibo e il sesso. Nel suo caso, un po’ di più il cibo: se può farsi pagare con qualche etto di carne umana, un paio di casse di amontillado del 1846 (o magari una bella anima fresca), lo preferisce ad una notte di passione. Purtroppo l’amontillado del 1846 non è molto spesso reperibile e le persone che evocano Sir Mikhail per i suoi servigi, ovviamente, preferiscono non donargli brandelli della propria carne, perciò lo pagano quasi sempre… ehm… nel secondo modo.
E quando si tratta di “intimità”, Mikhail è qualcuno che si adatta davvero a tutto. Un gentleman in classe, un mostro nel letto, capace di godere sfrenatamente dell’odore del sudore, della carne, del sangue, di ogni forma di dolore. Sì, anche del proprio.
Sarà per questo che la sua schiena è ricoperta da una cascata di cicatrici che lo deturpano (e che in pubblico sono sempre coperte da eleganti completi)?

Un amico un po' incomprensibile

Sir Mikhail ama la compagnia, la vicinanza fisica e adora sia fare amicizia con gente nuova che coltivare le relazioni che già ha stretto, siano esse con una principessa-mastino un po’ troppo irascibile o con i suoi cuginetti mezzosangue, ma per via della sua educazione e dell’indole tipica della sua specie, spesso risulta… inquietante. I suoi manierismi teatrali, la sua sua voce profonda e il suo aspetto veramente spaventoso non lo aiutano a farsi comprendere e lo fanno sembrare minaccioso. E poi, un “sei così carino che ti mangerei!”, detto da lui, sembra sempre avere un significato letterale. 

Insegnante all'Accademonia
Sir Mikhail è uno dei demoni seduttori più di successo, nonostante il suo aspetto non proprio soave… più bravi di lui, in apparenza, ci sono solo alcuni incubi e succubi (che lui detesta). Tuttavia, incubi e succubi sono naturalmente bellissimi e seducenti, perciò non utilizzano tecniche particolari e non potrebbero insegnare proprio nulla all'Accademonia, in cui Mikhail occupa la prestigiosa cattedra di Tentazione e Eccessi. E lui ne è, giustamente, fiero.
 
Forma da Battaglia
I carnalis non sono demoni particolarmente versati nella magia attiva e non possono mutare profondamente, ma come quasi tutti i demoni maggiori sono capaci di trasformarsi parzialmente se sono in grave pericolo o se sono in uno stato di ira incontrollata. Sir Mikhail non fa, ovviamente, eccezione: quando si trova nella sua cosiddetta "forma da battaglia", i capelli (che sono spessi e cavi all'interno) si drizzano a mo' di spine, le ossa della spina dorsale si allungano protrudendosi all'esterno del suo corpo e forando la pelle, i tentacoli si sollevano e diventano momentaneamente più forti, la bocca si apre completamente, cominciando a salivare in modo copioso e rendendolo terrificante. Mikhail, però, non ama farsi vedere così...
La forma da battaglia di Sir Mikhail



Curiosità:
  • La sua lingua madre è una variante dell'italiano antico che affonda le sue radici all'Inferno, sviluppata tra la fine del 1200 e l'inizio del 1300, che fu battezzata "Stilnovo" (un nome derivato dal movimento letterario italiano Dolce Stil Novo). Sir Mikhail parla anche italiano corrente, latino e un po' di greco, ma non inglese. 
  • Ha bisogno di mangiare quasi tutto il tempo, ma gli piace prepararsi il cibo da solo. 
  • Non indossa quasi mai biancheria "normale" e invece ha una collezione di biancheria intima, intimo in pelle e altre stranezze assortite, che indossa sempre sotto completi impeccabili.


Gli piace Non gli piace
 ❤ I vini rossi strutturati e quelli liquorosi
 ❤ Il sadomasochismo
 ❤ Il cibo italiano
 ❤ La lingerie
 ❤ I castelli
 ❤ Fare amicizia con persone molto diverse da lui
 💔 Gli incubi e i succubi
 💔 La sua incapacità di mutare forma
 💔 Dover tenere chiusa la bocca per troppo tempo
 💔 La gente che lo evoca solo per il sesso offrendogli in pagamento altro sesso
 💔 Digiunare per più di due ore
 💔 Il freddo

 





Abilità e competenze
[Livelli possibili: disastro | principiante | mediocre | buono | molto buono | eccellente | maestro] 
Fisiche- Vista in condizioni di scarsa luminosità (molto buono)
- Senso del gusto selettivo (eccellente)
- Olfatto (eccellente)
- Forza in spinta (eccellente)
- Forza in trazione (molto buono/eccellente)
- Resistenza al dolore (maestro)
- Corsa (molto buono)

- Saliva che acuisce e migliora le percezioni sensoriali di chi la ingerisce (eccellente)
- Rigenerazione rapida (molto buono/eccellente)
- Resistenza al freddo (disastro)
Linguistiche
- Latino (molto buono nel parlato, eccellente nello scritto e nella comprensione)
- Italiano moderno (molto buono nel parlato, eccellente nello scritto e nella comprensione)

- Italiano antico (eccellente nel parlato, comprensione e scritto)
- Greco (principiante nel parlato/comprensione, disastro nello scritto)
 
Musicali


- Pianoforte (molto buono) note: suonato anche con i tentacoli!
- Flauto contrabbasso (molto buono)
- Canto (molto buono)

Magiche- Tracciamento/attivazione di sigilli (molto buono/eccellente)
- Pozioni (molto buono)
 
Misc.

- Cucinare la pasta (molto buono)
- Cucinare la carne (eccellente/maestro)
- Produrre vini (eccellente/maestro)
- Fare amicizia (principiante/mediocre)
- Sedurre gli esseri umani (molto buono/eccellente)
- Insegnare (molto buono/eccellente)
- Calmare gli altri (disastro/principiante)
- Prendersi cura dei cavalli (molto buono)
- Raccontare barzellette divertenti (disastro/principiante)

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Supportivo di Irata Argenti

Con i colleghi
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A cena con Irata

Con un amico alieno
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Tutti i disegni in questa pagina (e molto probabilmente anche in tutte le altre pagine, se non diversamente specificato) sono stati realizzati dalle nostre artiste, Furiarossa e Mimma. Potete vedere altri loro lavori e/o supportarle (e supportare così anche tutti i Cactus di Fuoco ;)) sulla loro pagina Patreon. Diventate patroni delle arti!


lunedì 18 ottobre 2021

La Cattedra del Giocatore - 1. La Porta

 
 
Al banco di registrazione, l'uomo aveva dato un nome falso.
La donna che aveva il compito di scrivere le generalità dei giocatori lo aveva guardato da sotto gli occhiali con l'aria di chi aveva capito esattamente con chi aveva a che fare.
«Devo scrivere Manuel Karas? Davvero?» Domandò.
L'uomo annuì.
La donna scrisse, con un sospiro.
«Sei il quinto Karas che si iscrive questo mese» Commentò, esasperata «Non diventate più bravi a giocare solo perché prendete il suo nome, lo sapete?»
«Lo so. Io sono pessimo» rispose l'uomo, tetro.
La sua voce era tetra tanto quanto il suo tono ed entrambi facevano il paio con il suo aspetto: aveva capelli castani scuri, lunghi e lisci, che gli incorniciavano la faccia come tende di velluto, chiaramente tinti visto che la corta barba uniforme era invece ormai imbiancata. Indossava una camicia nera a sottili strisce argentate, un po' aperta sul petto e infilata in un paio di pantaloni di pelle, a loro volta rimboccati dentro alti stivali scuri.
«Se sei pessimo non dovresti essere qui» Disse la donna «Dovresti tornare a casa. Da tua moglie o tuo marito o il tuo cane o qualunque cosa ti aspetti a casa»
«Voglio solo perdere tutti i miei soldi» rispose l'uomo. Pronunciava la lettera S in modo strascicato e questo faceva apparire la sua parlata ancora più triste.
«Beh, se ti preme così tanto di perderli tutti potresti anche darli a me adesso» Scherzò la donna, poi alzò lo sguardo per incontrare gli occhi di lui.
Erano vuoti, quegli occhi, due pozzi neri e asciutti in cui non sembrava agitarsi nulla, neppure un anelito di vita.
«Età?» Domandò lei
«Sessantadue» rispose l'uomo
«Ah. Portati benissimo, vedo. Genere dichiarato?»
«Come scusi?»
«Genere di... ok, uomo, donna o qualcosa di diverso?»
«Uomo»
«Specie?»
«Come scusi?»
«Specie. Lei è un essere umano?»
«Ah. Sì, certo... potrei essere qualcos'altro?».
La donna sospirò, continuando a scrivere.
«Telefono e indirizzo? E per favore, almeno questi che siano veri».
L'uomo glieli disse, senza mentire.
«Quanti soldi ha portato, signor Karas?»
«Cinquantamila euro: è tutto quello che possiedo»
«Glieli cambio subito in fiches. Li metta sul tavolo».
L'uomo estrasse le banconote dalla sua borsa di pelle e mise i mazzetti ordinatamente sul tavolo. La donna li prese uno ad uno, strappò la fascetta e li infilò nella macchina contasoldi. Alla fine aprì un cassetto e pescò una manciata di fiches colorate, dischetti scintillanti di plastica glitterata con sopra scritti numeri bianchi, che mise direttamente nelle mani dell'uomo.
«Firmi qui, adesso, e poi la registrazione sarà finita».
«Ho le mani occupate...»
«Può firmare anche con la bocca»
«Non è particolarmente divertente, questa cosa»
«Deve firmare. Metta da parte quelle e usi le mani, oppure mi permetta di prenderle una goccia di sangue...».
Una goccia di sangue. Chi avrebbe accettato una goccia di sangue come firma legalmente valida?
«Prendi il mio sangue».
La donna estrasse un piccolo ago d'oro da dentro un minuscolo astuccio di plastica. La punta brillava acuta, allegra, e con quella lei gli punse il lato del polso, attese che una gocciolina rossa si formasse e poi usò quel sangue per sporcare il contratto, nel punto in cui avrebbe dovuto esserci la firma. L'uomo non disse niente: non gli interessava di questi giochetti, lui voleva un gioco più grande.
«Bene, signor Karas. Vede quella porta laggiù?»
«Come potrei non vederla?»
«Alcuni non ne sono capaci. E non parlo solo dei ciechi... comunque, la vede?»
«Sì»
«La attraversi e si ritroverà nella sala da gioco. Si diverta pure. Perda tutti i suoi soldi, come desidera»
«Grazie»
«Oh. E lasci qui la sua borsa, non è ammesso portarla dentro. Gliela custodirò io».
L'uomo si sfilò la tracolla e la passò alla donna, poi si diresse verso la porta. La porta che torreggiava come un palazzo, apparentemente così grande che ci si chiedeva come la parete potesse contenerla, come potesse non spaccare il tetto. Più ci si avvicinava al pannello di ottone e più ci si chiedeva se non fosse un'illusione ottica.
Era bella, la porta: figure di carte da gioco, fiamme e teschi, bassorilievi che mandavano bagliori metallici, si snodavano per tutta la sua superficie come un serpente composto di tutti questi elementi, una S mostruosa e meravigliosa che terminava in una testa di donna piangente.
L'uomo allungò la mano verso la maniglia e la spinse verso il basso, poi attraversò la soglia ed entrò, richiudendosi alle spalle il monolitico pannello di ottone.
Le luci al neon gli fecero stringere gli occhi.
«Benvenuto, Manuel» Disse una voce allegra, pastosa, con note graffiate come di sabbia al vento «Non credevo davvero che l'avresti fatto, oh, non credevo davvero... ma vieni, vieni a sedere al tavolo con noi!».
 

Piccole Leggende - La Cattedra del Giocatore

Manuel Karas (anche se questo è un nome fittizio) è un giocatore d'azzardo. Ha perso tutto: la famiglia, il lavoro, il denaro. E no, non al tavolo da gioco, ma per colpa di una lunga e convoluta serie di scherzi del destino.
In una notte d'estate, ormai stanco di vivere, sale all'ultimo piano della Torre Solaria di Milano per buttarsi di sotto e farla finita; incontra però una persona molto speciale, che sembra essere lì solo per aspettare lui, e che gli propone un'ultima e gloriosa sessione di gioco.
«Io ti darò una nuova vita, un lavoro, un amore se vincerai» Promette «Ma se sarai tu a perdere, dovrai darmi la tua anima».
Dopo avergli dato un biglietto con le indicazioni, la persona sparisce. E Manuel, ovviamente, decide di accettare.
Ma chi è davvero colui che vuole la sua anima?
 

Non è mai troppo tardi per ricominciare, anche se a volte bisogna scendere all'inferno per riemergere dall'oscurità... e forse Manuel ha ancora tanto da insegnare, più che da imparare.

 

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